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	<title>Lino Enrico Stoppani &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>La ristorazione traina la ripresa dei consumi delle famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 15:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Gualtiero Marchesi]]></category>
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					<description><![CDATA[Bar e ristoranti si confermano il volano della ripresa dei consumi delle famiglie italiane. Questa una delle principali evidenze emerse dall&#8217;ultimo Rapporto Ristorazione della Fipe presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Milano presso Palazzo Castiglioni, sede di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bar e ristoranti si confermano il volano della ripresa dei consumi delle famiglie italiane. Questa una delle principali evidenze emerse dall&#8217;ultimo <strong>Rapporto Ristorazione della Fipe</strong> presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Milano presso Palazzo Castiglioni, sede di Confcommercio Milano &#8211; Lodi – Monza Brianza.<br />
Il Rapporto, che quest&#8217;anno è stato dedicato a Gualtiero Marchesi, <strong>&#8220;intelligenza e umanità della ristorazione italiana&#8221;</strong>, ha fatto il punto sull&#8217;andamento del settore dei pubblici esercizi in Italia: emerge un quadro di sostanziale ottimismo soprattutto per quanto concerne l&#8217;andamento dei <strong>consumi alimentari fuoricasa</strong>, ormai attestati sul 36% dei consumi alimentari complessivi, e il fronte occupazionale, con una crescita del 3,3% sull&#8217;anno precedente.<br />
Continuano a preoccupare, invece, l&#8217;elevato numero di <strong>aziende che chiudono</strong> e un tasso di produttività che resta sotto i livelli pre-crisi. &#8220;I numeri del Rapporto Ristorazione 2017 confermano un trend di ripresa che porta i consumi nella ristorazione al livello pre-crisi. Anche sotto il profilo dell&#8217;occupazione – ha commentato il presidente <strong>Lino Enrico Stoppani</strong> &#8211;  il nostro settore si conferma tra i pochi in grado di creare nuovi posti di lavoro. Restiamo la componente principale della filiera agroalimentare italiana nella creazione di valore e di occupazione&#8221;.<br />
Non mancano, tuttavia, le ombre: &#8220;il numero di imprese che chiudono resta elevato e la produttività rimane sotto ai livelli toccati prima della crisi. Diventa difficile in queste condizioni – ha proseguito Stoppani &#8211; trovare le risorse per investire e per fare quelle innovazioni di cui il settore ha grande bisogno. Anche i recenti provvedimenti approvati con la legge di bilancio 2018, in particolare quello sui distretti del cibo, che vedono emarginato il ruolo della ristorazione, nonostante i titoli e i numeri che esprime, esclusa dalle utilità e dai contributi inseriti nel provvedimento, con il rischio aggiuntivo di ulteriore dequalificazione, vista l&#8217;estensione della somministrazione di cibi alle imprese agricole, anche in forma itinerante&#8221;.<br />
Tra i punti di maggiore interesse evidenziati dal Rapporto Ristorazione, la<strong> crescita dei consumi fuoricasa</strong>: l&#8217;impatto della crisi sui consumi alimentari in casa (-10,5% pari a una flessione di 15,9 miliardi di euro tra il 2007 e il 2016) ha fatto in modo che il peso della ristorazione sul totale dei consumi alimentari guadagnasse ancora qualche posizione, rafforzando la tesi che vede gli italiani come un popolo a cui piace stare fuori casa. In particolare la sola ristorazione ha guadagnato una domanda di 2,5 miliardi di euro.<br />
Nel terzo trimestre 2017 cresce di 14 punti percentuali il clima di fiducia delle imprese di ristorazione rispetto allo stesso trimestre dell&#8217;anno precedente e consolida il trend positivo degli ultimi tre trimestri.<br />
Resta elevato il <strong>turnover imprenditoriale</strong>: nel 2016 hanno avviato l&#8217;attività 15.714 imprese, mentre circa 26.500 l&#8217;hanno cessata, con un saldo negativo per oltre 10mila unità. Nei primi nove mesi del 2017 hanno avviato l&#8217;attività 10.835 imprese, mentre 19.235 l&#8217;hanno cessata determinando un saldo negativo pari a 8.400 unità.<br />
Passando al tema della produttività, l&#8217;Italia sconta un tasso di <strong>crescita in sostanziale stagnazione</strong> da circa un decennio. In questo contesto lo stato della ristorazione appare ancor più problematico: fatto cento il valore aggiunto per unità di lavoro riferito all&#8217;intera economia, alberghi e ristoranti si attestano al 63, ovvero il 37% al di sotto del valore medio. La produttività delle imprese della ristorazione non soltanto è bassa, ma anziché crescere si riduce, e attualmente è al di sotto di quasi sei punti percentuali rispetto al livello raggiunto nel 2009.<br />
Nessun problema sul versante inflazione. A livello generale i prezzi di bar e ristoranti nel 2017 dovrebbero registrar incrementi sul 2016 di poco al di sopra dell&#8217;1%. In particolare il prezzo della tazzina di caffè rilevato nelle più importanti città italiane è addirittura inferiore a quello di un anno fa (0,93 contro 0,95 euro).</p>
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