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	<title>locale &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Gestiva un bar senza requisiti. Attività sospsesa e sanzione da 5 mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 17:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Aveva trasformato il negozio di kebab da asporto in bar, con tanto di sedie e tavolini, senza avere i requisiti professionali richiesti. Per questo il Comune di Vicenza gli ha imposto di sospendere l&#8217;attività. Poiché, però, secondo quanto accertato dalla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT">Aveva trasformato il <strong>negozio di kebab</strong> da asporto in <strong>bar</strong>, con tanto di sedie e tavolini, <strong>senza avere i requisiti</strong> professionali richiesti. Per questo il Comune di <strong>Vicenza</strong> gli ha imposto di sospendere l&#8217;attività. Poiché, però, secondo quanto accertato dalla questura, l&#8217;uomo <strong>ha ignorato il provvedimento</strong>, per lui è scattata una <strong>sanzione</strong> da <strong>5 mila euro</strong>.</p>
<p lang="it-IT">La vicenda riguarda J. H., 29 anni, bengalese residente a Vicenza, gestore di un locale in viale Roma. L&#8217;uomo ha trasformato il negozio dove vendeva kebab da asporto in un bar attrezzato e arredato per il consumo dei piatti sul posto, dichiarando al Suap del Comune di essere in possesso del requisito professionale previsto per la somministrazione di alimenti e bevande.</p>
<p lang="it-IT">Verifiche compiute dall&#8217;ufficio comunale Polizia amministrativa e pubblici esercizi hanno però messo in evidenza l&#8217;assenza di tale requisito. Pertanto, il 14 gennaio scorso, il direttore del Suap ha emesso un provvedimento in cui ha ordinato a J. H. di sospendere l&#8217;attività di somministrazione e gli ha imposto di regolarizzare la situazione, nominando entro 30 giorni un preposto in possesso dei requisiti richiesti, pena il divieto definitivo di esercitare tale attività.</p>
<p lang="it-IT">Il gestore del locale, però, ha ignorato il provvedimento, come accertato il giorno seguente da una pattuglia della questura che, compiendo alcuni controlli sulle attività commerciali, ha constatato che all&#8217;interno del negozio erano ancora allestiti i tavolini dove alcuni clienti stavano consumando piatti caldi preparati dalla cucina.</p>
<p lang="it-IT">Per J.H è quindi scattata una <strong>multa da 5 mila euro</strong> per aver svolto attività di somministrazione di bevande e alimenti nonostante la pratica di rilascio delle necessarie autorizzazioni fosse stata sospesa. Il gestore si è peraltro affrettato a nominare un preposto per evitare ulteriori passaggi di legge, che sarebbero potuti andare dalla cessazione immediata dell&#8217;attività alla denuncia penale fino ai sigilli posti dal Comune.</p>
<p lang="it-IT">Dichiara l&#8217;assessore alle attività produttive: “Plaudo all&#8217;attività congiunta del personale comunale di polizia amministrativa e pubblici esercizi e della questura. Chi lavora nel rispetto delle leggi è benvenuto. Ma chi non si adegua a normative che, prima di tutto, tutelano il cittadino consumatore, va perseguito. Bene che, dopo i controlli e la pesante sanzione, il gestore si sia finalmente deciso a regolarizzare la sua attività. Da parte nostra non abbasseremo la guardia, anche perché la repressione delle attività <em>borderline</em> contribuisce a contrastare il degrado che spesso si genera attorno a tali realtà”</p>
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