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	<title>lockdown &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Cinquanta Sfumature di Alessia-Amore in Lockdown tra Renne e Cuoricini</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/opinioni/2020/12/27/cinquanta-sfumature-di-alessia-amore-in-lockdown-tra-renne-e-cuoricini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Nicetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2020 09:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[App Dating. Single]]></category>
		<category><![CDATA[Coppie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Natale 2020 è stato aperto con un bel lockdown nazionale che ancor più rende ostico il relazionarsi che già era precario, di per sè, a causa del distanziamento sociale legato all&#8217;emergenza sanitaria mondiale. Qual è, quindi, la soluzione per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Natale 2020 è stato aperto con un bel <strong>lockdown</strong> nazionale che ancor più rende ostico il relazionarsi che già era precario, di per sè, a causa del distanziamento sociale legato all&#8217;emergenza sanitaria mondiale. Qual è, quindi, la soluzione per poter conoscere nuove persone eludendo le restrizioni?</p>
<p>L&#8217;unico metodo infallibile e che non viola nessuna regola è l&#8217;uso delle<strong> app dating</strong> che infatti nel corso di quest&#8217;anno hanno avuto un&#8217;impennata esponenziale di iscrizioni, anche il colosso di Facebook ha realizzato all&#8217;interno del social stesso la sua versione di dating gratuito per tutti gli utenti. Queste app per incontri non sono altro che l&#8217;evoluzione smart ed alla portata di chiuque delle classiche agenzie matrimoniali, si potranno selezionare dei profili in base ai propri gusti estetici, allo stile di vita, alla distanza geografica e poi essere corrisposti con un altro like dall&#8217;individuo prescelto. Si potranno vagliare veramente molte persone per arrivare poi a quella giusta, passando tra chat, video chiamate e poi il fatidico incontro rivelatore. Sono applicazioni ad utilizzo, perciò, esclusivamente da parte dei single?</p>
<p>I <strong>single</strong> sono la mission di queste piattaforme, i quali potranno veramente fare una <strong>selezione mirata</strong> del partner ideale e trovare l&#8217;amore, poi vi è anche la variante avventuriera che potrà coincidere con profili affini quindi quale miglior idea è quella di iscriversi subito per chi non le avesse ancora testate, posso recensirvi che, in base ai resoconti di amici che le utilizzano, funzionano davvero basta usarle con testa, cercando di verificare sempre l&#8217;identità della persona attraverso i profili social vari e verifiche nei motori di ricerca.</p>
<p>Le <strong>coppie</strong> non sono esenti dall&#8217;uso di questi strumenti, allo scopo effimero di ricercare abili scappatoie per<strong> tradire</strong> il partner. Quando si è stra convinti di aver deposto il copricapo da renna è proprio quando le corna arrivano nel silenzio di internet. Si è convinti che con le restrizioni tutto sia più arduo e che la dolce metà se ne stia casa-lavoro-fidanzato per tutto il tempo ma questo è ignorare il potere delle app per incontri. Molte persone fidanzate o sposate sono approdate in massa in questi sistemi usando immagini camuffate ma spesso usando anche la propria fotografia, il nick name sarà di fantasia e nella bio diranno di esser impegnati ed alla ricerca di lussuriose esperienze ma non mancano i più subdoli che si spacceranno per liberi, come potrà quindi il partner tradito scoprire i sotterfugi dell&#8217;amato?</p>
<p>L&#8217;unico modo per<strong> scoprire</strong> se il vostro partner vi sta tradendo attraverso questi siti è proprio quello di <strong>iscrivervi</strong>, bastano i due o tre principali, userete un nick name ed una foto presa dalla rete molto avvenente ed il gioco è fatto! Queste app appena iscritti vi faranno incontrare i single più vicini a voi, quindi avendo la medesima localizzazione del fantomatico traditore sarà tra i primi profili in cui vi imbatterete, immaginate la sua faccia quando il giorno dell&#8217;incontro live anzichè trovare la bionda Jessica, troverà proprio voi che sarete pronti a mandarlo per sempre a quel paese?</p>
<p>Le app dating sono veramente utili per creare nuove coppie ma anche, in certi casi, a farle scoppiare se si è arguti e non si vuole essere una renna ma una persona che esige amore e rispetto.</p>
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		<title>Nell&#8217;Italia post lockdown accelerano e-commerce, food delivery e locker</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2020/11/19/nellitalia-post-lockdown-accelerano-e-commerce-food-delivery-e-locker/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2020 18:24:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[carrello digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[locker]]></category>
		<category><![CDATA[meal delivery]]></category>
		<category><![CDATA[Nomisma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il periodo dell’emergenza sanitaria ha portato gli italiani a intensificare gli acquisti online, privilegiando anche le modalità di consegna che prima erano meno diffuse, come i locker. E’ quanto emerge dai dati dell’osservatorio “The world after lockdown” di Nomisma e Crif, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il periodo dell’emergenza sanitaria ha portato gli italiani a intensificare gli <strong>acquisti online</strong>, privilegiando anche le modalità di consegna che prima erano meno diffuse, come i <strong>locker</strong>. E’ quanto emerge dai dati dell’osservatorio “<strong>The world after lockdown</strong>” di <strong>Nomisma</strong> e <strong>Crif</strong>, che da sette mesi analizza le conseguenze delle misure per contenere la pandemia su un campione di mille italiani tra i 18 e i 65 anni. Secondo i risultati della ricerca, nel 2020 il 37% dei food shopper online ha speso di più utilizzando l&#8217;<strong>e-commerce</strong>, mentre il 24% ha comprato più prodotti non alimentari su Internet.</p>
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<p class="ez-toc-title">La tendenza all’accelerazione dell’e-commerce, registratasi con il <strong>lockdown</strong>, è proseguita anche dopo l’allentamento delle misure di prevenzione dei contagi, e ha portato a un aumento degli acquisti online di cibi e bevande, come dicevamo, per quasi 4 italiani su 5.  In aggiunta a questa tendenza, si assiste a segnali di “apertura” verso l’e-commerce anche da chi non effettua spese su Internet: il 29% infatti afferma di voler sperimentare in futuro questa modalità di shopping. In media<strong> il carrello digitale dell’italiano medio è composto per il 67% da prodotti alimentari e bevande e per il 33% da beni non food (al 17% i prodotti per la cura della persona e al 7% quelli per la pulizia della casa, con un ulteriore 7% dedicato al pet care)</strong>.</p>
<p>L’83% degli utenti si ritiene soddisfatto del servizio offerto dalle piattaforme generaliste: i clienti di questo canale premiano l’ampiezza degli assortimenti e la condizione/integrità dei prodotti. <strong>Gli utenti sono soddisfatti anche della possibilità di effettuare la spesa 24 ore su 24, mentre, tra gli aspetti negativi, lamentano l&#8217;impossibilità di &#8220;toccare con mano&#8221; i prodotti e verificarne in modo tangibile la qualità.</strong></p>
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</div>
<p>Nel 2020, il giro d’affari del <strong>meal delivery</strong>, complici lockdown e “coprifuoco”, ha raggiunto i 706 milioni di euro con un incremento del +19% rispetto al 2019. Circa il 25% dell’intero settore del cibo a domicilio è trainato dagli ordini online contro il 18% del 2019. <strong>Nel 2020 sette italiani su dieci hanno ordinato piatti pronti da ristoranti/pizzerie/altri locali per l’asporto o con consegna a domicilio</strong>. Il 28% lo ha fatto tramite piattaforme di consegne e il 12% ha usato direttamente il sito/app del negozio o ha prenotato tramite social, whatsapp, telefono.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/food-delivery.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17437" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/food-delivery-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" data-id="17437" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/food-delivery-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/food-delivery-768x512.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/food-delivery-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/food-delivery.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
</div>
</div>
<div>
<div class="cta-wrapper" data-title="Tracciabilità e sostenibilità: la filiera 4.0 dell’Oleificio Zucchi sceglie l’innovazione digitale">
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		<title>Chioggia e Sottomarina fanno il bilancio di un&#8217;estate da dimenticare</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2020/09/18/chioggia-e-sottomarina-fanno-il-bilancio-di-unestate-da-dimenticare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 15:21:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chioggia]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Covid -19]]></category>
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		<category><![CDATA[sottomarina]]></category>
		<category><![CDATA[stagione estiva]]></category>
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					<description><![CDATA[Il lockdown conseguente al coronavirus aveva fatto temere la catastrofe per il comparto turistico di Chioggia e Sottomarina; invece, grazie a un Agosto buono e a un Settembre tutto sommato discreto, si può parlare di una stagione estiva in chiaroscuro. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>lockdown</strong> conseguente al coronavirus aveva fatto temere la catastrofe per il comparto turistico di <strong>Chioggia</strong> e <strong>Sottomarina</strong>; invece, grazie a un Agosto buono e a un Settembre tutto sommato discreto, si può parlare di una stagione estiva in chiaroscuro.</p>
<p>Per le attività di ristorazione, ad esempio, si è assistito a una sorta di &#8220;rimbalzo&#8221;, a seguito della possibilità di estendere ulteriormente l&#8217;area destinata ai plateatici. In merito agli stabilimenti balneari, la stagione è partita inevitabilmente in ritardo e molti alberghi e strutture ricettive hanno aperto i battenti soltanto a fine giugno. La parte del leone l&#8217;hanno fatta il mese di Agosto e i weekend di Giugno e Luglio, che però non sono bastati per salvare una stagione &#8220;<strong>negativamente storica</strong>&#8220;.</p>
<p>Il turismo straniero ha sofferto parecchio e, rispetto al 2019, si è registrato un calo di oltre il 40% dei turisti provenienti dall&#8217;estero, in particolare da Austria, Germania, Olanda e paesi dell&#8217;Est Europa.</p>
<p>Causa Covid 19, Chioggia non ha potuto, come sempre in passato, offrire al pubblico eventi come la tradizionale Sagra del Pesce e i consueti appuntamenti culturali dell&#8217;estate, con ripercussioni negative anche sul fronte &#8220;movida&#8221; nel centro storico.</p>
<p>Per il comprensorio, che comprende anche <strong>Isola Verde</strong>, il futuro prossimo è un punto di domanda. Anche se la pandemia, al momento, non allenta la morsa, il <strong>Consorzio di Promozione Turistica Clodiense</strong> sta progettando un pronto rilancio, in termini di comunicazione e marketing, per attrarre nuovi turisti per la stagione 2021. Il tutto, nella speranza e in attesa di investimenti da parte del Governo Centrale e Regionale, necessari per dare ossigeno vitale alle imprese del luogo.</p>
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		<item>
		<title>La ristorazione vicentina si prepara al primo weekend post lockdown. Baratto (Fipe):&#8221; E&#8217; il momento di recuperare il piacere di sedersi a tavola con familiari e amici”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/22/la-ristorazione-vicentina-si-prepara-al-primo-weekend-post-lockdown-baratto-fipe-e-il-momento-di-recuperare-il-piacere-di-sedersi-a-tavola-con-familiari-e-amici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 14:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione del Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[ristorazione vicentina]]></category>
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					<description><![CDATA[La ristorazione vicentina si prepara al primo weekend post lockdown, puntando su un ritorno dei clienti ai tavoli dei locali per una cena speciale il sabato sera o per la classica uscita di famiglia al pranzo di domenica. “La sensazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">La <strong>ristorazione vicentina</strong> si prepara al primo weekend post <strong>lockdown</strong>, puntando su un ritorno dei clienti ai tavoli dei locali per una cena speciale il sabato sera o per la classica uscita di famiglia al pranzo di domenica. “La sensazione è che più del 90 per cento dei ristoranti, pizzerie e trattorie abbia riaperto o comunque sarà operativo da domani – afferma <strong>Gianluca Baratto</strong>, presidente di Fipe Confcommercio Vicenza, l’associazione che rappresenta un settore di oltre <strong>4.300 imprese in provincia</strong>, di cui circa 2 mila sono ristoranti -. Le prenotazioni cominciano ad arrivare: certo non siamo ai numeri pre-covid, ovviamente, ma la voglia di riprendere l’abitudine di mangiare fuori casa cresce”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">A dire il vero a frenare l’entusiasmo dei vicentini c’è a volte la titubanza creata da due mesi e oltre di chiusura: “C’è chi chiama per informarsi se prenotando una tavolata in cui stare con gli amici c’è il rischio di creare assembramento. – spiega il presidente di Fipe Confcommercio – Ci tengo ad rassicurare tutti che non è così: nei locali vengono rispettate le regole anti contagio previste dalle normative, le Linee Guida della Regione con le misure organizzative, oltre che specifici protocolli di sicurezza aziendale. Dunque, una tavolata tra amici non è un assembramento”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Tanto più che la Regione del Veneto ha emesso nei giorni scorsi alcuni chiarimenti alla propria ordinanza del 17 maggio, che specificano come nei ristoranti si possano tornare a festeggiare matrimoni o eventi collettivi. “D’altronde non c’è oggi nessuna logica nel limitarli – conferma il presidente Baratto – perché i locali si sono organizzati nel rispetto delle norme, compreso quanto indicato dalla Regione stessa dal punto di vista delle distanze delle sedute, della messa a disposizione dei prodotti igienizzanti anche per i clienti, della consultazione dei menu”. Negli stessi chiarimenti, la Regione è anche tornata sulla questione dei buffet, che inizialmente sembravano vietati: “Non lo sono se il banco dove sono esposte le pietanze è adeguatamente protetto da una superficie impermeabile e se il prelievo viene fatto da un nostro operatore, su indicazione del cliente”, spiega Gialunca Baratto. Dunque nemmeno le formule a buffet sono più off limits, purché regolate correttamente.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Ci vorrà probabilmente ancora un po’ di tempo per tornare alle “buone, vecchie abitudini”, ma il messaggio che Fipe Confcommercio provinciale vuol lanciare ai vicentini è di fiducia: “Possiamo convivere con questa situazione particolare – conclude il presidente Baratto –. Ristoranti e bar sono i luoghi giusti per recuperare, in tutta sicurezza, la voglia di stare assieme. Tornare a frequentarli con assiduità fa bene a tutti: alle nostre imprese, che potranno così riprendere in pieno la propria operatività, richiamando i dipendenti al lavoro e ai cittadini stessi che hanno voglia di passare qualche ora assieme con familiari e amici, nelle sale di un ristorante o seduti all’aperto, dove gli spazi stanno diventando sempre più grandi e sempre più accoglienti”.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Vicenza, aumento dei plateatici a costo zero e con iter burocratico ridotto. Rebecca: &#8220;Vitali gli spazi esterni se si vuole garantire la redditività dei pubblici esercizi”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/09/vicenza-aumento-dei-plateatici-a-costo-zero-e-con-iter-burocratico-ridotto-rebecca-vitali-gli-spazi-esterni-se-si-vuole-garantire-la-redditivita-dei-pubblici-esercizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 15:32:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[plateatici]]></category>
		<category><![CDATA[pubblici esercizi di Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Arrivano due novità per i pubblici esercizi di Vicenza che vorranno approfittare dell’opportunità di ampliare i propri plateatici. Nelle scorse settimane Confcommercio Vicenza e Comune avevano condiviso la necessità di intervenire anche su questo fronte per sostenere i locali quando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Arrivano due novità per i <strong>pubblici esercizi di Vicenza</strong> che vorranno approfittare dell’opportunità di <strong>ampliare i propri plateatici</strong>. Nelle scorse settimane <strong>Confcommercio Vicenza</strong> e Comune avevano condiviso la necessità di intervenire anche su questo fronte per sostenere i locali quando sarà consentita la riapertura. Ed ora, ad accompagnare la specifica Delibera di Giunta che andrà in  approvazione nei prossimi giorni in Consiglio Comunale, c’è l’accordo per un sostanziale <strong>snellimento dell’iter burocratico</strong> e per consentire la possibilità di posizionare tavoli e sedie in ulteriori spazi pubblici al momento inutilizzati.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“E’ stata una riflessione che ci ha visto concordi sulla necessità di preparare già oggi il terreno per il dopo <strong>lockdown</strong>, fiduciosi che il pressing di Confcommercio in tutte le sedi istituzionali potrà dare i suoi frutti sul fronte di un’anticipazione della data di riapertura – afferma il presidente provinciale dell’Associazione <strong>Sergio Rebecca</strong> -.  Il pensiero condiviso con l’Amministrazione è di evitare che locali chiusi da due mesi si ritrovino, al momento di tornare in attività, con i posti a sedere falcidiati dalle prevedibili disposizioni anti-contagio, perché questo comprometterebbe la redditività di bar, ristoranti e pizzerie. Perciò la parola d’ordine è ampliare gli spazi esterni il più possibile, senza oneri e senza troppe complicazioni. Ora siamo pronti, con i nostri uffici, a supportare gli imprenditori per accelerare tutti gli iter procedurali”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Dalle richieste &#8211; l’ultima delle quali una lettera inviata al Comune due giorni fa -, si è dunque ora passati ai fatti, con un incontro tecnico avvenuto ieri tra gli uffici dell’Associazione e quelli del Comune, presente l’assessore Silvio Giovine.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In questa sede Confcommercio Vicenza si è assunta il compito di semplificare i passaggi burocratici, supportando la singola attività nell’istruttoria della pratica e aprendo un filo diretto con il Comune. Già oggi sono una trentina le attività presenti nel sistema delle piazze del centro storico che hanno espresso la volontà di ampliare i loro plateatici, “ma non dobbiamo pensare che questa opportunità riguardi solo il centro storico: tutta la città ne può beneficiare, quartieri compresi”, precisa il presidente Rebecca.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Va detto inoltre che il Comune ha concesso un’ulteriore importante facilitazione: chi amplierà gli spazi utilizzando gli stessi elementi d’arredo già adottati, non dovrà attendere il via libera della commissione preposta, ma avrà un’autorizzazione semplificata.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Comune e Confcommercio hanno poi condiviso un’altra scelta che aiuterà certamente le imprese del settore: concedere ai pubblici esercizi che ne faranno richiesta, di posizionare tavolini e sedie anche in piazze, giardini o aree verdi pubbliche nei pressi dei locali, al momento non utilizzate. “E’ vitale, infatti – spiega il presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca – che si dia la massima disponibilità ad ampliare gli spazi del servizio all’aperto, anche perché questo potrà fungere da attrattiva per i clienti, i quali devono ovviamente sentirsi al sicuro nel rispetto del distanziamento sociale”. Aspetto non secondario: tutto questo non consterà un euro in più alle imprese, “a dimostrazione dell’attenzione che l’Amministrazione ha alle istanze delle imprese che da tempo abbiamo rappresentato – prosegue il presidente Rebecca -. L’auspicio, ovviamente, è che dal Governo arrivino alle amministrazioni locali anche le risorse per esonerare le attività dai costi dei tributi, a cominciare da Tari e, appunto, Cosap”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Ciò che vale per i locali vale anche per l’altra categoria interessata dalla questione plateatici in Comune di Vicenza, vale a dire i negozi, ai quali viene concessa la possibilità di abbellire gli spazi esterni rendendoli ancor più accoglienti: “In questo caso il pensiero è andato a chi si troverà ad attendere in fila il proprio turno di entrata– rileva il presidente della Confcommercio provinciale -: poter creare una continuità con il punto vendita, attraverso degli elementi d’arredo e di abbellimento, sicuramente può rendere più sopportabile la situazione”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Ora non resta che attendere il via libera definitivo alla Delibera del Comune, ma gli uffici di Confcommercio Vicenza son già al lavoro per fornire, come sempre, precise indicazioni agli imprenditori della città.</span></p>
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		<item>
		<title>La chiusura dei ristoranti rischia di affossare il settore ittico veneto. A rischio 3600 posti di lavoro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/29/la-chiusura-dei-ristoranti-rischia-di-affossare-il-settore-ittico-veneto-a-rischio-3600-posti-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 09:42:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua la conta delle ferite causate dall&#8217;emergenza Coronavirus. Anche il settore ittico della nostra regione stima un primo bilancio sulla catastrofica situazione economica in cui versa. La pesca delle vongole di mare è ferma, gli allevamenti di cozze in sofferenza, i prezzi del pesce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la conta delle ferite causate dall&#8217;emergenza Coronavirus. Anche il settore ittico della nostra regione stima un primo bilancio sulla catastrofica situazione economica in cui versa.</p>
<p>La <strong>pesca</strong> delle <strong>vongole</strong> di mare è ferma, gli <strong>allevamenti di cozze</strong> in sofferenza, i <strong>prezzi del pesce fresco a picco</strong>, le attività a singhiozzo, Con oltre la metà del pescato (55%) che in Italia viene consumato fuori casa e la chiusura prolungata dei ristoranti, affonda la flotta veneta con circa <strong>1200 imbarcazioni</strong>, <strong>650 pescherecci</strong> e <strong>3.600 posti di lavoro</strong>.</p>
<p>E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del lockdown prolungato al primo giugno. Lo stop forzato alla ristorazione fino alla vigilia dell’estate è un duro colpo per il settore ittico che coinvolge– sottolinea la Coldiretti – anche la chiusura a cascata delle pescherie e dei mercati ittici all’ingrosso e alla produzione. Ad aggravare la paralisi del settore sono i limiti agli spostamenti che – spiega Coldiretti – hanno causato anche il crollo della domanda di pesce fresco per consumo casalingo con la nuova tendenza a fare la spesa ogni 2-3 giorni, per evitare di doversi recare spesso al supermercato, che ha portato i consumatori ad orientarsi verso conservati e surgelati. La pesca veneta è caratterizzata da tutte le arti e i mestieri: dalla pesca marittima con sistemi al traino come lo strascico e la volante alla pesca delle vongole, fasolari e capelonghe con draga idraulica, passando alla pesca artigianale con attrezzi da posta in mare, laguna, fiumi e laghi. Anche l’acquacoltura risulta importante per quanto attiene le eccellenze prodotte e contese a livello europeo come vongole veraci, cozze, ostriche e moeche. L’unica D.O.P italiana nella molluschicoltura è la “cozza di Scardovari”</p>
<p>Secondo <strong>Impresa Pesca Coldiretti</strong> che in <strong>Veneto</strong> associa 2 Consorzi, 40 cooperative, oltre 50 società agricole per oltre <strong>600 imprenditori ittici</strong> la situazione è molto critica. Il consumo pro capite di pesci, molluschi e crostacei in Italia si aggira attorno ai 30 chili all’anno con la preferenza fuori casa accordata – rileva la Coldiretti &#8211; a polpo, vongole veraci, cozze da allevamento, seppia, tonno, astice, branzino, pesce spada e orata. La possibilità di vendita a domicilio e dell’asporto – sostiene la Coldiretti &#8211; è una importante opportunità anche se non sufficiente ad aiutare il settore soprattutto alla luce del crack turistico. In queste condizioni è necessario sostenere un settore sul quale pesa già un forte dipendenza dall’estero da dove viene l’80% del pesce consumato in Italia anche per la mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero che hanno meno garanzie rispetto a quello Made in Italy. Nei mari italiani si pescano ogni anno circa 180 milioni di chili di pesce cui vanno aggiunti gli oltre 140 milioni di kg prodotti in acquacoltura – spiega Coldiretti – mentre le importazioni dall’estero hanno ormai superato il miliardo di chili. Tra laguna e Mare Adriatico in piena emergenza sanitaria la pesca e l&#8217;allevamento di cozze e vongole veraci si è ridotta fino all&#8217;80%. Solo queste attività interessano 2500 addetti in Veneto e 140 milioni di euro di fatturato.</p>
<p>La chiusura forzata di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha dunque un effetto a valanga sull’agroalimentare nazionale con il valore dei mancati acquisti in cibi e bevande per la preparazione dei menu che sale a 5 miliardi per effetto del lockdown prolungato al primo giugno, secondo stime della Coldiretti che sottolinea come oltre al pesce ad essere colpiti sono anche vino, birra, carne, frutta e verdura ma anche salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.​</p>
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		<title>Fase due post lockdown, il sindaco di Bassano Pavan scrive all&#8217;Assessore Donazzan per la riapertura delle scuole</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/26/fase-due-post-lockdown-il-sindaco-di-bassano-pavan-scrive-allassessore-donazzan-per-la-riapertura-delle-scuole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 09:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
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					<description><![CDATA[“Le scuole e i servizi per l’infanzia dovranno essere i primi a riaprire, non appena ci saranno le condizioni epidemiologiche per riprendere la vita di comunità”. Le affermazioni pronunciate dagli assessori regionali alla sanità, Manuela Lanzarin e all’istruzione, Elena Donazzan, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>“Le scuole e i servizi per l’infanzia dovranno essere i primi a riaprire, non appena ci saranno le condizioni epidemiologiche per riprendere la vita di comunità”. Le affermazioni pronunciate dagli assessori regionali alla sanità, <strong>Manuela Lanzarin</strong> e all’istruzione, <strong>Elena Donazzan</strong>, rendono ancora più attuale il piano che già da tempo il Comune di  Bassano, con il suo assessorato all’Istruzione, sta stilando in vista della fine del cosiddetto <strong>lockdown</strong>.</div>
<div></div>
<div>«Da settimane stiamo pensando a come aiutare le famiglie che a breve dovranno rientrare al lavoro  &#8211; fa sapere il sindaco <strong>Elena Pavan</strong>&#8211; per aiutarle nella gestione dei figli minori. Molte decisioni, al momento non spettano ancora a  noi, ma non abbiamo certo intenzione di farci trovare impreparati quando ci verrà concesso di riprendere le attività».</div>
<div>Per questo il sindaco ha inviato una lettera all’assessore regionale Donazzan per conoscere, si legge nella missiva, quali «iniziative intende sostenere la <strong>Regione Veneto</strong> in riferimento al percorso scolastico-didattico in programma per i bambini e ragazzi con riferimento alle fasce 6-14 anni».</div>
<div>«Avrei piacere di confrontarmi con Lei &#8211; continua il primo cittadino &#8211; al fine di farle esaminare i progetti e di condividere le strategie e le linee di indirizzo, essendo la materia molto influenzata dall’ambito sanitario». Nell’occasione, il sindaco Pavan ha invitato l’assessore regionale a presenziare, il prossimo mercoledì 29 aprile, ad un incontro in videoconferenza con tutti i Dirigenti Scolastici di Bassano proprio per confrontarsi sulle numerose esigenze emerse in questa fase emergenziale.</div>
<div>Nell’occasione, verrà illustrata la prima ipotesi di piano già tempo lanciata dall’assessore Mariano Scotton e che parte dal dare risposte alla fascia d’età dei bambini tra  0-6 anni.</div>
<div>L’intenzione dell’Amministrazione è quella di chiedere ai gestori la possibile apertura dei nidi, ma anche delle scuole d’infanzia, per i mesi di luglio e agosto, «con finalità educative, certo, ma anche ludiche, considerato che i bambini sono costretti a casa ormai da mesi».  «Il servizio &#8211; spiega ancora l’assessore &#8211; potrebbe essere potenziato con l’impiego dei ragazzi che frequentano le classi quarte e quinte degli indirizzi socio-sanitari e socio-pedagogici che, appositamente formati, permetterebbero di svolgere le attività con gruppi ridotti di bambini, adeguatamente distanziati». E a proposito di spazi, l’ipotesi allo studio è che si possano utilizzare anche le scuole primarie  di primo o di secondo grado per poter distribuire in modo migliore i bambini.</div>
<div>«Ovviamente stiamo elaborando soluzioni anche le le famiglie con ragazzi in età scolare &#8211; continua Scotton &#8211;  per i quali prevediamo aiuti in vista dei centri estivi. L’intenzione è quella di potenziare in modo consistente i contributi per il pagamento delle rette, allargando la fascia dei beneficiari anche ai ragazzi delle medie. E anche qui pensiamo a coinvolgere gli studenti delle superiori per aumentare il numero degli operatori a disposizione dei bambini».</div>
<div>Nell’atto di indirizzo approvato la scorsa settimana dalla giunta comunale, è prevista anche la possibilità di sostenere economicamente le famiglie nel pagamento delle rette scolastiche di nidi e scuole d’infanzia anche per i prossimi, come già fatto  per il  mese di marzo con uno stanziamento di <strong>85mila euro.</strong></div>
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		<title>Settore alberghiero in attesa della ripartenza. Ma rimangono tante incognite sul post lockdown</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/24/settore-alberghiero-in-attesa-della-ripartenza-ma-rimangono-tante-incognite-sul-post-lockdown/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 14:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asiago]]></category>
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					<description><![CDATA[Zago, presidente dell’Associazione provinciale Albergatori-Confcommercio Vicenza: “Trattare un albergo alla stregua di un ospedale, significherebbe riprendere l’attività in una situazione praticamente ingestibile”. Rigoni, capogruppo albergatori di Asiago: “Per ripartire riponiamo fiducia sul nostro bacino fidelizzato di turisti”. Il settore della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Zago, presidente dell’Associazione provinciale Albergatori-Confcommercio Vicenza: “Trattare un albergo alla stregua di un ospedale, significherebbe riprendere l’attività in una situazione praticamente ingestibile”. Rigoni, capogruppo albergatori di Asiago: “Per ripartire riponiamo fiducia sul nostro bacino fidelizzato di turisti”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il settore della ricezione e dell’ospitalità turistica è stato il primo ad avere risentito dell’impatto con il Covid-19. La contrazione dei flussi turistici ha iniziato fin dalle prime avvisaglie di circolazione del virus, partito dalla Cina a fine dicembre, ed è prevedibile che il comparto sarà l’ultimo a ritrovare un equilibrio nella nuova normalità. In tutta la <strong>provincia di Vicenza</strong>, l’80% degli alberghi è attualmente chiuso, sebbene sulla carta l’attività alberghiera sia tra quelle autorizzate a rimanere aperte, anche per fornire supporto e alloggio al personale sanitario, ai lavoratori in trasferta, ai partenti di persone ricoverate e così via.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Dopo le restrizioni agli spostamenti dall’estero verso l’Italia e all’interno del territorio nazionale – dice <strong>Oscar Zago</strong>, presidente dell’Associazione provinciale Albergatori-Confcommercio Vicenza &#8211; pochissime delle circa 250 strutture alberghiere del territorio sono rimaste aperte. Le altre, visto che non c’erano clienti, hanno inevitabilmente optato per la chiusura. Resta il fatto che parte del personale degli alberghi, circa il 10%, resta operativo per garantire la vigilanza sulle strutture e per gestire le prenotazioni da cancellare o i voucher che posticipano il soggiorno. In pratica, siamo a incassi zero dall’inizio del lockdown, mentre non è così per le spese che continuano ad esserci”.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Guardare al futuro, pensando a come si possa ripartire è la costante per tutti gli operatori del settore, anche se al momento non c’è alcuna indicazione, né dagli esperti della sanità, né dal Governo. “Stiamo aspettando di sapere quali misure dovremo attuare per lavorare in condizioni di sicurezza, sia per la clientela, sia per tutto il personale – spiega Zago -. Se parliamo di applicare precise misure di igienizzazione e disinfezione, la cosa non ci spaventa sotto il profilo dei mezzi e delle sostanze da utilizzare, poiché a questo siamo già preparati, tanto che con Federalberghi Confcommercio nazionale stiamo mettendo a punto un manuale con le soluzioni adatte a conciliare le esigenze di tutela alla salute con quelle dell’accoglienza alberghiera. Ciò che chiediamo è che non si pensi di poter trattare un albergo alla stregua di un ospedale, altrimenti significherebbe riprendere l’attività in una situazione praticamente ingestibile, ancora di più se si lavora in una città come Vicenza dove l’occupazione di una camera è di una o due notti al massimo”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">E aggiunge: “Tenendo conto che per riaprire un hotel è necessaria una dotazione minima di personale di 6 addetti, che è verosimile fare i conti con un consistente calo della clientela dovuto alle limitazioni degli spostamenti, che ciò comporterà un crollo delle tariffe delle camere mentre i costi di gestione saliranno, con queste prospettive, credo che alcuni albergatori ci penseranno bene se riaprire. Il quadro preciso – continua – lo avremo solo quando sapremo le misure da rispettare, ma credo che optare per una ripresa dell’attività a quando ci saranno le condizioni per poterlo fare, senza il rischio di dover chiudere per mancanza di redditività, non sia sbagliato. In ogni caso, servirà una grande forza per resistere. Al momento non sappiamo nemmeno se in città si farà o no la fiera dell’oro di settembre, mentre per il turismo congressuale è tutto fermo, così come quello relativo alle città d’arte”.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In effetti, se si va ad immaginare come sarà la situazione del settore a fine lockdown, per almeno tutto il 2020, si dovrà contare su una clientela quasi del tutto di provenienza regionale, al meglio nazionale, dato che gli stranieri difficilmente potranno venire in Italia. Probabile che saranno preferite mete in cui si possa stare all’aria aperta (mare, lago, montagna), piuttosto che luoghi chiusi come musei e monumenti di una città d’arte. Questo contesto potrebbe giocare a favore del luogo naturale per eccellenza della nostra provincia: l’Altopiano di Asiago.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> “Le prenotazioni ricevute dalla clientela prima dell’emergenza Covid-19 restano in gran parte confermate – afferma <strong>Andrea Rigoni</strong>, capogruppo albergatori della Confcommercio di Asiago – mancano, invece, del tutto le nuove prenotazioni. Stante la situazione nazionale e internazionale è evidente che la prossima stagione estiva non sarà come ce l’aspettavamo. Stimiamo, infatti, una contrazione delle presenze del 60% rispetto lo scorso anno, ma manteniamo anche un pizzico di ottimismo: le presenze in stagione, un po’ su tutto l’Altopiano, sono determinate da sempre per lo più da un turismo di prossimità e famiglie. Ed è su questo bacino “fidelizzato” che riponiamo fiducia per poter ripartire, in attesa di risposte certe su come iniziare in sicurezza la stagione e, soprattutto, di misure di sostegno specifiche per la categoria”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">E a proposito di “risorse” necessarie per mitigare l’impatto della crisi e a incentivare la ripresa della domanda turistica, nonostante le insistenti richieste presentate al Governo da Confturismo &#8211; Confcommercio, il presidente degli albergatori della provincia Zago sottolinea: “Finora lo Stato agli operatori del settore ha garantito solo prestiti bancari e pagamenti di mutui e tasse posticipati. Ben poca cosa se è tutto qua. Soprattutto – conclude &#8211;  se si pensa che il comparto del turismo da solo contribuisce al 13% del PIL nazionale”.  </span></p>
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