<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Made in Italy &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/made-in-italy/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Mar 2020 09:10:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>Chiusura delle frontiere, export agroalimentare in difficoltà. A rischio un mercato che vale 5,2 miliardi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/12/chiusura-delle-frontiere-export-agroalimentare-in-difficolta-a-rischio-un-mercato-che-vale-52-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 09:08:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi dell’Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[passaggi transfrontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti italiani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=16077</guid>

					<description><![CDATA[I vincoli alle frontiere di alcuni paesi confinanti sta creando non poche difficoltà logistiche con conseguente calo della domanda estera. Questo incide pesantemente nell&#8217;export agroalimentare regionale &#8211; che vale 5,2 miliardi &#8211; e che, ad oggi, risulta essere in forte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I vincoli alle <strong>frontiere </strong>di alcuni paesi confinanti sta creando non poche difficoltà logistiche con conseguente calo della domanda estera. Questo incide pesantemente nell&#8217;<strong>export</strong> <strong>agroalimentare</strong> regionale &#8211; che vale 5,2 miliardi &#8211; e che, ad oggi, risulta essere in forte rischio.</p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi della <strong>Coldiretti</strong> in relazione moltiplicarsi dei limiti ai valichi posti da un numerosi Paesi. I tecnici dell&#8217;osservatorio regionale raccolgono segnalazioni di <strong>aziende</strong> con problematiche di mercato in <strong>Austria, Germania e Svizzera</strong>. Nelle ultime ore arrivano le prime criticita&#8217; anche dalla <strong>Polonia</strong>.  La situazione e&#8217; confermata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che hanno attivato una casella di posta elettronica (<a href="mailto:coronavirus.merci@esteri.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus.merci@esteri.it</a>) dove riportare casi di restrizioni e discriminazioni verso i<strong> prodotti italiani</strong>.</p>
<p>La stretta più pericolosa è al <strong>Brennero</strong> ed interessa i <strong>Paesi dell’Unione Europea</strong>. Ma limitazioni ai passaggi transfrontalieri sono state decise a nord anche dalla Svizzera, che ha deciso di chiudere alcuni posti di collegamento con l’Italia mentre a est coinvolgono due tradizionali porte di passaggio delle merci <strong>Made in Italy</strong> verso l’<strong>Europa</strong> orientale, come la Slovenia sulla sua frontiera terrestre e la Croazia che ha sospeso i collegamenti via mare fra Ancona e Spalato.</p>
<p>Con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma – precisa la Coldiretti – le difficoltà delle esportazioni sono amplificate dalla rinuncia dei trasportatori stranieri per questioni sanitarie e strumentalizzazioni. Un quadro che invita Coldiretti a chiedere ai supermercati, ipermercati e discount di aderire con atti concreti alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano privilegiando negli approvvigionamenti sugli scaffali le mozzarelle con il latte italiano al posto di quelle ottenute da cagliate straniere, salumi ottenuti con la carne dagli allevamenti italiani, frutta e verdura nazionale ed extravergine Made in Italy al 100%.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">16077</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Patrimonio enogastronomico in difficoltà, produttori e consumatori si affidano ai social</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/04/patrimonio-enogastronomico-in-difficolta-produttori-e-consumatori-si-affidano-ai-social/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 16:46:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[#MANGIAITALIANO]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza sleale]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio enogastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=15951</guid>

					<description><![CDATA[Rimbalza sui social la campagna #MANGIAITALIANO promossa da Coldiretti a difesa della reputazione del Made in Italy nel mondo.  Nelle stalle, nei mercati, in agriturismo ovunque, giovani, donne e operatori lanciano il messaggio con video e post per combattere la disinformazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rimbalza sui <strong>social</strong> la campagna <strong>#MANGIAITALIANO </strong>promossa da <strong>Coldiretti</strong> a difesa della reputazione del <strong>Made in Italy</strong> nel mondo.  Nelle stalle, nei mercati, in agriturismo ovunque, giovani, donne e operatori lanciano il messaggio con video e post per combattere la <strong>disinformazione</strong>, gli attacchi strumentali e la <strong>concorrenza sleale</strong>. Produttori e consumatori scendono in facebook, twitter, instagram per tutelare il <strong>patrimonio enogastronomico</strong> tricolore in risposta al disgustoso video francese sulla pizza italiana andato in onda su Canal plus ultimo esempio di comportamento di discredito insieme alla richiesta di bollini anti-virus su prodotti e tipicità locali.</p>
<p><u></u><u></u>In alcuni Paesi – denuncia la Coldiretti &#8211; vengono addirittura chieste insensate certificazioni sanitarie su vini e cibi provenienti dalla Lombardia e dal Veneto, ma ci sono state anche assurde disdette per forniture alimentari provenienti da tutta la Penisola sotto la spinta di una diffidenza spesso alimentata ad arte con fake news dalla concorrenza e ora cominciano addirittura ad essere disertati i ristoranti italiani.<u></u><u></u></p>
<p><u></u><u></u>L’emergenza <strong>coronavirus</strong> con le difficoltà produttive, logistiche e commerciali ed i pesanti danni di immagine – precisa la Coldiretti &#8211; sta mettendo a rischio l’intera filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali fino alla ristorazione, che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati. Senza dimenticare –  continua Coldiretti – gli effetti del crollo del turismo che è sempre stato un elemento di traino del Made in Italy agroalimentare all’estero, amplificato dallo stop forzato alle Fiere che sono un momento importante di promozione.  <u></u><u></u></p>
<p>L’obiettivo è far conoscere i primati del <strong>Made in Italy</strong> con l’agricoltura italiana che è oggi la più green d’Europa, con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole bio, 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%) contro l’1,3% della media Ue o il 5,5% dei prodotti extracomunitari. Grazie anche alla Dieta mediterranea fondata su pane, pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani – conclude la Coldiretti – di conquistare primati nella longevità con un ruolo importante per la salute che è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della Dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco gia’ dal 16 novembre 2010.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15951</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Scoperta in Veneto organizzazione di Caporalato. Lavoratori costretti a lavorare 11 ore al giorno per 3 euro l&#8217;ora</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/13/scoperta-in-veneto-organizzazione-di-caporalato-lavoratori-costretti-a-lavorare-11-ore-al-giorno-per-3-euro-lora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 15:27:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento di manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=15776</guid>

					<description><![CDATA[Erano costretti a turni di lavoro massacranti e la retribuzione, neanche a dirlo, era misera. L&#8217;ennesima triste storia di un fenomeno che non sembra trovare pace arriva ancora una volta dalla nostra regione, il Veneto che tutti ci invidiano ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano costretti a turni di lavoro massacranti e la retribuzione, neanche a dirlo, era misera. L&#8217;ennesima triste storia di un fenomeno che non sembra trovare pace arriva ancora una volta dalla nostra regione, il Veneto che tutti ci invidiano ma che purtroppo nasconde dei lati oscuri e di illegalità. La paga di tre euro all&#8217;ora, 11 ore di lavoro al giorno questo è quanto hanno scoperto due giorni fa i carabinieri della Tutela del lavoro di Venezia con il supporto dell’Arma territoriale di Venezia, Padova e Rovigo.</p>
<p>L&#8217;indagine denominata “Miraggio”, ha prodotto quattro misure cautelari consistenti nell’obbligo di dimora nei confronti di altrettanti cittadini marocchini responsabili di aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera. Le indagini hanno consentito di accertare come i &#8220;caporali&#8221; impiegassero 13 loro connazionali, alcuni irregolari, nella raccolta dell’uva e potatura dei vigneti privi di ogni dispositivo di protezione.</p>
<p>In merito alla vicenda ha espresso il proprio messaggio l&#8217;associazione di categoria più vicina agli agricoltori.</p>
<p>&#8220;La legalità e il rispetto delle regole e della dignità umana vengono prima di tutto”. Coldiretti  condanna i gravi episodi di <strong>sfruttamento di manodopera</strong> in campagna, portati alla luce dalle indagini delle forze dell’ordine tra le provincie di Venezia, Padova e Rovigo e ribadisce che  non c’è posto per chi si pone fuori dalle regole e dalla legge, oltre che dal rispetto per i lavoratori e il lavoro.</p>
<p>Coldiretti ricorda, inoltre, che proprio in <strong>Veneto</strong> è stato siglato un protocollo della legalità tra Regione e parti sociali. Si tratta di uno strumento che prevede controlli e promuove la cultura della trasparenza contro episodi di sfruttamento e caporalato nelle campagne.</p>
<p>I controlli delle autorità, con i casi venuti alla luce in queste ore, &#8211; continua Coldiretti &#8211; evidenziano ancora sacche oscure dove il malaffare si insinua. Nonostante il grande impegno di contrasto i furbetti continuano ad agire contro la dignità&#8217; umana. Ricordando la qualità e lo stile di vita ispirato al ‘<strong>Made in Italy</strong>’ Coldiretti sottolinea l’impegno nella  costituzione dell’Osservatorio contro la criminalità nell’<strong>agroalimentare</strong> presieduto dall’ex Procuratore Giancarlo Caselli, avvenuta nel 2014.</p>
<p>Studi, dossier, ricerche e indagini svolte dal Comitato Scientifico della Fondazione rivelano che il Veneto non è immune.  A questo proposito proprio la prossima settimana il 18 febbraio a Roma sarà presentato il progetto &#8216;Lavoro stagionale: dignità e legalità che ha lo scopo di tutelare con azioni coordinate il sistema occupazionale del settore primario dove il contributo dei lavoratori stranieri è determinante. Non è un caso che vi partecipino ben cinque ministri contemporaneamente: Interno, Esteri, Giustizia, Politiche Agricole e Lavoro.</p>
<p>Il lavoro stagionale &#8211; aggiunge Coldiretti &#8211; rappresenta la componente prevalente dell’occupazione nelle campagne dove il contributo dei lavoratori stranieri è divenuto determinante. Scopo del progetto è di migliorare la disciplina e gestione del lavoro stagionale, al fine di assicurare condizioni di lavoro dignitose e legali, e, al tempo stesso, di consentire alle imprese agricole di sostenere la concorrenza internazionale. ​</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15776</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Brexit, allarme di Coldiretti: &#8220;Porto franco per falsi e tarocchi, intervenga l&#8217;UE&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/12/brexit-allarme-di-coldiretti-porto-franco-per-falsi-e-tarocchi-intervenga-lue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 14:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fatturato]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Grana Padano]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[olio d’oliva]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutta fresca]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti agroalimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco Dop]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=15756</guid>

					<description><![CDATA[E’ il Prosecco Dop (+11% di export) a spingere il fatturato del vino sul mercato inglese: 800 i milioni di euro nel 2019 mentre al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna c’è l’ortofrutta fresca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ il <strong>Prosecco Dop</strong> (+11% di export) a spingere il <strong>fatturato</strong> del <strong>vino</strong> sul mercato inglese: <strong>800 i milioni di euro</strong> nel 2019 mentre al secondo posto tra i <strong>prodotti agroalimentari</strong> italiani più venduti in <strong>Gran Bretagna</strong> c’è l’<strong>ortofrutta fresca</strong> e trasformata come i derivati del pomodoro con <strong>250 milioni di euro</strong>. Rilevante è anche il ruolo della <strong>pasta</strong>, dei <strong>formaggi</strong> e dell’<strong>olio d’oliva</strong>. Il flusso di <strong>Grana Padano</strong> e <strong>Parmigiano Reggiano</strong>, l’anno scorso ha superato  il valore di <strong>100 milioni di euro</strong>.<u></u><u></u></p>
<p>Secondo Coldiretti senza accordo sulle regole con l’<strong>Unione Europea</strong>, il <strong>Regno Unito</strong> rischia di diventare il porto franco del falso <strong>Made in Italy</strong> in <strong>Europa</strong> per la mancata tutela giuridica dei marchi dei prodotti italiani a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) che rappresentano circa il 30% sul totale dell’export agroalimentare tricolore. A sottolinearlo è anche Antonio Tajani, presidente della commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, che nel suo intervento nella plenaria a Strasburgo ha detto che l’UK &#8220;Non può rientrare nel mercato unico come un cavallo di Troia, senza rispettare regole e standard”.<u></u><u></u></p>
<p>Il pericolo che l’Inghilterra diventi un porto franco per l’italian sounding c’è tutto. Il valore del tarocco è di 100 miliardi e tra i maggiori contraffattori ci sono gli Usa, il Canada e l’Australia che fanno parte del Commonwealth.  Si tratta purtroppo di un rischio reale come dimostrano – continua la Coldiretti – le vertenze UE del passato nei confronti della Gran Bretagna con i casi della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai kit per produrre in casa finti Barolo e Valpolicella o la più recente apertura del distributore automatico di calici di prosecco (“Automatic prosecco machine Apm), installato a Londra su iniziativa di una vineria della capitale, Vagabond Wines,<u></u><u></u></p>
<p>Sui rapporti commerciali c’è anche la minaccia di ostacoli amministrativi alle esportazioni, che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione Europea dopo che le forniture agroalimentari Made in Italy stimate nel 2019 sono state pari a circa 3,4 miliardi di euro e classificano la Gran Bretagna al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese nel settore preceduta da Germania, Francia e Stati Uniti. Tra i rischi anche una legislazione sfavorevole come ad esempio l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15756</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La Brexit non ferma il prosecco. Record storico di bottiglie vendute in Gran Bretagna</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/05/29/la-brexit-non-ferma-il-prosecco-record-storico-di-bottiglie-vendute-in-gran-bretagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2019 12:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[falso made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[Windsor]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=14388</guid>

					<description><![CDATA[La paura della Brexit fa volare del 18% nel 2019 le esportazioni di Prosecco in Gran Bretagna dove è corsa agli acquisti per fare scorte del prodotto Made in Italy più apprezzato dagli inglesi tradizionali bevitori di birra. E’ quanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La paura della <strong>Brexit</strong> fa volare del 18% nel 2019 le esportazioni di <strong>Prosecco</strong> in <strong>Gran Bretagna</strong> dove è corsa agli acquisti per fare scorte del prodotto <strong>Made in Italy</strong> più apprezzato dagli inglesi tradizionali bevitori di birra.</p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che non sono mai state stappate cosi tante bottiglie di Prosecco nella patria dei <strong>Windsor</strong> sulla base dei dati <strong>Istat</strong> relativi nel primo bimestre dell’anno.</p>
<p>Un record storico per il prosecco con quasi una bottiglia esportata su tre (35%) che – sottolinea Coldiretti – è stata consumata dagli inglesi e sfida la birra nelle rpeferenze. Il prodotto simbolo del Made in Italy in Gran Bretagna – continua la Coldiretti &#8211; rischia di essere pesantemente colpito dalle barriere tariffare e dalle difficoltà di sdoganamento che potrebbero nascere da una Brexit senza accordo con una maggiore difficoltà per le consegne. Il vino italiano – precisa la Coldiretti &#8211; complessivamente ha fatturato sul mercato inglese quasi 827 milioni di euro nel 2018, spinto dal boom del Prosecco Dop con 348 milioni di euro.  Senza accordo – sostiene la Coldiretti – un grave problema riguarda la tutela giuridica dei prodotti a denominazione di origine che senza protezione europea rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione anche da paesi extracomunitari. Non vanno infatti dimenticati – continua la Coldiretti &#8211; i casi, smascherati in passato, della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino al Barolo e al Valpolicella in polvere dei wine kit venduti in Gran Bretagna.</p>
<p>Il rischio reale è che la Gran Bretagna diventi un porto franco del <strong>falso Made in Italy</strong> con il Prosecco che – conclude la Coldiretti &#8211; guida la classifica dei <strong>vini italiani piu’ taroccati</strong> con le imitazioni diffuse in tutti i continenti dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata le vendita anche del Whitesecco e del Crisecco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14388</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il salone nazionale dell’orientamento Job&#038;Orienta ha chiuso con più di 75mila visitatori</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2018/12/04/il-salone-nazionale-dellorientamento-joborienta-ha-chiuso-con-piu-di-75mila-visitatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2018 16:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Alternanza scuola lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[job&orienta]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[professioni]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[VeronaFiere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=12637</guid>

					<description><![CDATA[Ha chiuso i battenti la 28esima edizione di JOB&#38;Orienta confermando il successo dello scorso anno con oltre 75mila visitatori. Il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro è promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Ha chiuso i battenti la 28esima edizione di <strong>JOB&amp;Orienta</strong> confermando il successo dello scorso anno con <strong><u>oltre 75mila visitatori.</u></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro è promosso da <strong>VeronaFiere</strong> e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e con l’adesione di numerose istituzioni locali e nazionali.<strong> </strong>Più di<strong> 500 le realtà </strong>presenti in rassegna tra scuole, istituti tecnici superiori (Its), accademie e università, istituzioni, aziende, agenzie per il lavoro, associazioni di categoria, agenzie per la selezione del personale; oltre <strong>350 i relatori intervenuti</strong> nei <strong>200 appuntamenti in calendario</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Centrali, in particolare, i temi dell’<strong>alternanza scuola lavoro </strong>(oggi in via d’aggiornamento da parte del Miur che, nell’ottica di alleggerire l’impegno delle scuole, ha deciso di abbassare il numero minimo di ore da conseguire e di puntare sempre più alla qualità delle esperienze), della <strong>formazione terziaria</strong> (con un focus sugli Its, che coniugano lezioni in aula a presenza in azienda, assicurando tassi di occupabilità senza pari) e del <strong>made in Italy</strong>, oggi quanto mai bisognoso di nuove leve, giovani e altamente formate. A partire dal settore moda che qui a JOB&amp;Orienta ha visto la nascita della “Rete nazionale degli Its” e di quella degli istituti tecnici e professionali, e la firma delprotocollo d’intesa da parte del Ministero dell’Istruzione e del Sistema Moda Italia di Confindustria<strong>.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Ricchissimo a JOB anche il programma culturale proposto agli operatori della scuola e della formazione che, oltre ai convegni e ai dibattiti istituzionali, ha visto numerosi appuntamenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ampio spazio ai temi del <strong>digitale e dell’ecosostenibilità</strong>, che secondo le nuove previsioni Excelsior-Unioncamere, presentate a JOB&amp;Orienta,<em> <u>(vedi allegato)</u> </em>saranno tra i fronti d’innovazione delle imprese a richiedere il maggior numero di nuovi lavoratori nei prossimi cinque anni. Cresce, in particolare, la domanda di figure nuove e trasversali a tutti i settori, con una formazione in tal senso sempre più specifica, tra cui: l’esperto nell’analisi dei dati, nella sicurezza informatica, nell’intelligenza artificiale, nel marketing ambientale e negli acquisti verdi. <strong>Secondo i dati Unioncamere, tra il 2019 e il 2023 il mercato italiano richiederà complessivamente tra i 2,5 e i 3,2 milioni di nuovi lavoratori da assumere, che dovranno riempiere le fila in primo luogo dei settori dei servizi alle imprese, della sanità e dell’istruzione</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">«A Verona &#8211; commenta <strong>Claudio Gentili, coordinatore del comitato scientifico di JOB&amp;Orienta</strong> quest’anno numerose imprese e start up, scuole di formazione e università – di cui trenta straniere – e accademie, a partire da quelle di Alta formazione artistica musicale e coreutica (Afam), realtà poco conosciute che pure contano 66mila iscritti. A JOB, oltre al made in Italy che produce il made in Italy della formazione. Orientare non significa sostituire i giovani nella scelta, ma dare gli strumenti perché possano scegliere al meglio. Questo facciamo a JOB».</p>
<p style="font-weight: 400;">«JOB&amp;Orienta si conferma l’evento guida a livello nazionale per aiutare i giovani a trovare la loro strada – concorda <strong>Maurizio Danese, presidente di Veronafiere Spa </strong>–.<strong> </strong>Il salone rappresenta uno strumento sempre innovativo per ragazzi, insegnanti e istituzioni che possono confrontarsi sul futuro dei percorsi di studio e professionali. Si tratta di un tema dalla forte valenza sociale, come ha testimoniato la visita quest’anno di tre ministri della Repubblica (Bussetti, Di Maio, Fontana). Per questo Veronafiere continuerà a investire sulla manifestazione, consapevole che lo sviluppo del sistema-Paese non possa prescindere dalla promozione della cultura e di nuove competenze».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari Opportunità della Regione del Veneto: </strong>«Una delle edizioni più significative della mia lunga storia a JOB&amp;Orienta, siamo stati impegnati su tantissimi fronti e ancora una volta possiamo essere orgogliosi delle nostra regione, che si conferma a livello nazionale esempio di eccellenza e modello di riferimento per percorsi didattici e formativi innovativi: penso in particolare all’alternanza scuola lavoro e agli Its, che accorciano significativamente i tempi d’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, rispondendo in modo coerente e mirato alle richieste delle aziende e del territorio».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12637</post-id>	</item>
		<item>
		<title>#Stopcibofalso, Coldiretti avvia una petizione in difesa del vero Made in Italy</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/03/20/stopcibofalso-coldiretti-avvia-una-petizione-in-difesa-del-vero-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 09:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[carrello della spesa]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza sleale]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[falso made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[produttori nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=10061</guid>

					<description><![CDATA[Continua il grande impegno di Coldiretti per tutelare il vero cibo italiano. Dopo l’ etichettatura per il grano duro, il latte, il riso, i derivati dal pomodoro, Coldiretti ha lanciato la nuova campagna #stopcibofalso una petizione indirizzata al Presidente del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Continua il grande impegno di Coldiretti per tutelare il vero cibo italiano. Dopo l’ etichettatura per il grano duro, il latte, il riso, i derivati dal pomodoro, Coldiretti ha lanciato la nuova campagna #stopcibofalso una petizione indirizzata al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani  e a quello della Commissione Agricoltura. l&#8217;irlandese Phil Hogan, per chiedere che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che trovano in tavola.</p>
<p style="font-weight: 400;">A rischio “<strong>fake</strong>” nel <strong>carrello della spesa</strong> – spiega Coldiretti &#8211; vi è un prodotto alimentare su quattro che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dalle marmellate ai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini. L’ennesima  battaglia di civiltà per garantire una spesa critica è promossa in tutte le sedi territoriali e nei mercati di Campagna Amica luoghi di incontro privilegiato tra domanda di cibo sano e offerta di tipicità stagionale. In molti hanno firmato, in Veneto più di 8mila cittadini affinchè l’indicazione di provenienza contrasti quelle imitazioni che ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia. Coldiretti ricorda che la sottoscrizione può avvenire anche sui social network #stopcibofalso.</p>
<p>La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari tipici  costano all&#8217;intera filiera di produzione migliaia di posti di lavoro. Secondo Coldiretti, il fatturato del falso made in Italy solo nell’agroalimentare ha superato<strong> 60 miliardi di euro</strong> e la lotta al cibo “fake” nel piatto rappresenta ormai un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e per generare occupazione.</p>
<p>Se nessun italiano si sognerebbe di comprare tali assurdi prodotti – commenta Coldiretti – non è così per i consumatori esteri che vengono attirati dall’immagine di italianità ad essi collegati, fornendo così alle aziende produttrici un vantaggio competitivo perché associano indebitamente ai propri prodotti l’immagine del <strong>made in Italy</strong> apprezzata dai consumatori stranieri, nonostante il prodotto che essi acquistano non abbia alcun legame con il sistema produttivo italiano, facendo <strong>concorrenza sleale</strong> nei confronti dei <strong>produttori nazionali</strong> impegnati a garantire <strong>standard elevati di qualità</strong>.</p>
<p>La <strong>contraffazione</strong> però non riguarda solo i prodotti imitati all’estero, ma anche quelli venduti sul suolo nazionale: <strong>due prosciutti su tre</strong> venduti oggi in Italia provengono da <strong>maiali allevati all’estero</strong>, senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta, dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine. Un problema che riguarda tutti i salumi, la frutta trasformata (confetture, conserve), insalata in busta, il pane, i funghi conservati che spesso arrivano dalla<strong> Cina</strong>, paese ai vertici mondiali per gli allarmi alimentari.</p>
<p style="font-weight: 400;">
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">10061</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Made in Italy: il Veneto nella top ten nazionale con ben 376 tipicità</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/11/26/made-italy-veneto-nella-top-ten-nazionale-ben-376-tipicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 10:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Black Friday]]></category>
		<category><![CDATA[cibo italiano nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[tipicità alimentari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=8414</guid>

					<description><![CDATA[Il Veneto con ben 376 specialità è nella top ten delle regioni che portano l’Italia ai vertici internazionali con 5047 tipicità alimentari tradizionali presenti sul territorio. Un Made in Italy da record mondiale per varietà e ampiezza del patrimonio agroalimentare. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il Veneto con ben 376 specialità è nella top ten delle regioni che portano l’Italia ai vertici internazionali con <strong>5047 tipicità alimentari</strong> tradizionali presenti sul territorio. Un <strong>Made in Italy</strong> da record mondiale per varietà e ampiezza del <strong>patrimonio agroalimentare</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ quanto emerge dal nuovo censimento delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato dalla Coldiretti per lo storico appuntamento dell’anno internazionale del<strong> cibo italiano nel mondo</strong> proclamato nel 2018, all’apertura del Villaggio contadino della Coldiretti sul lungomare Caracciolo, Rotonda Diaz, a Napoli con oltre diecimila agricoltori (<a href="http://www.coldiretti.it%29%20lungo/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.coldiretti.it)%2520lungo&amp;source=gmail&amp;ust=1511777816509000&amp;usg=AFQjCNE1A2ngPxo_TqtQvlDISw8JNlV-6A">www.coldiretti.it) </a> lungo 1,5 km di mercati contadini, agrichef con le ricette storiche ed esposizioni ad hoc per il primo<strong> Black Friday</strong> della tavola per far conoscere e salvare i tesori nascosti del Made in Italy.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>La bandiera del gusto sventola sulla nostra regione</em> – commenta il presidente Martino Cerantola – <em>grazie alla biodiversità e ad una forte identità, frutto del rispetto delle tradizioni e della cultura contadina: dal mais sponcio al formaggio “imbriago”, dal kodinzon all’asparago bianco del Sile, dalla gallina padovana al mandorlato di Cologna Veneta, dal miele di Barena fino al melone del Delta, ai raggi X sono passati tutti i diversi tipi di pane, pasta, formaggi, salumi, conserve, frutta e verdura, dolci e liquori  che compongono il patrimonio enogastronomico nazionale, classificati per regione e tipologia, con gli esempi piu’ curiosi, piu’ rari, piu’ antichi, piu’ ricchi di proprietà salutistiche nella piu’ ampia esposizione della variegata offerta territoriale mai realizzata prima</em>&#8220;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Grazie all’opera di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari, il numero delle tipicità regionali che l’Italia puo’ offrire è passato</em> – sottolinea la Coldiretti &#8211; <em>dalle iniziali 2.188 del primo censimento nel 2000 alle 5.047 attuali con un aumento del 131% dei prodotti salvati dal rischio di estinzione&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Per quanto riguarda le varie categorie si tratta</em> – spiega la Coldiretti &#8211; <em>di 1.521 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.424 verdure fresche e lavorate, 791 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 497 formaggi, 253 piatti composti o prodotti della gastronomia, 147 bevande tra analcoliche, birra, liquori e distillati, 167 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 159 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei. Un’offerta che è stato possibile far tornare sulle tavole degli italiani</em> &#8211; rileva Coldiretti &#8211; <em>grazie anche alla rete di vendita diretta dei mercati, delle fattorie e degli agriturismi di Campagna Amica&#8221;</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“<em>Si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che il nostro Paese può oggi offrire con orgoglio ai turisti italiani e stranieri</em>” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel ricordare che “il primato nei prodotti tradizionali si aggiunge a quello dei prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciuti dall’Unione europea, che hanno raggiunto quota 292, e ai 523 vini italiani Docg, Doc e Igt”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>IL PRIMATO E’ DI PANI, PASTE E DOLCI</strong></p>
<table style="font-weight: 400;">
<tbody>
<tr>
<td width="238"><strong>Prodotto</strong></td>
<td width="187"><strong>Censimento 2000</strong></td>
<td width="189"><strong>Censimento 2017</strong></td>
<td width="130"><strong>Variazione</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Paste fresche,</p>
<p>pani e dolci</td>
<td width="187">573</td>
<td width="189">1.521</td>
<td width="130">165%</td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Frutta e verdura</td>
<td width="187">577</td>
<td width="189">1.424</td>
<td width="130">148%</td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Carni fresche</p>
<p>e trasformate</td>
<td width="187">444</td>
<td width="189">791</td>
<td width="130">78%</td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Formaggi</td>
<td width="187">375</td>
<td width="189">497</td>
<td width="130">33%</td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Piatti composti o prodotti della gastronomia</td>
<td width="187">&#8211;</td>
<td width="189">254</td>
<td width="130">&#8211;</td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Prodotti di origine</p>
<p>animale (miele, ecc.)</td>
<td width="187">63</td>
<td width="189">167</td>
<td width="130">165%</td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Preparazioni di pesci, molluschi e crostacei</td>
<td width="187">51</td>
<td width="189">159</td>
<td width="130">212%</td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Bevande, liquori e birre</td>
<td width="187">68</td>
<td width="189">149</td>
<td width="130">119%</td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Grassi</td>
<td width="187">20</td>
<td width="189">47</td>
<td width="130">135%</td>
</tr>
<tr>
<td width="238">Condimenti</td>
<td width="187">17</td>
<td width="189">38</td>
<td width="130">124%</td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>Totale</strong></td>
<td width="187"><strong>2.188</strong></td>
<td width="189"><strong>5.047</strong></td>
<td width="130"><strong>131%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="font-weight: 400;"><em>Fonte: Elaborazione Coldiretti sul censimento dei prodotti tradizionali regionali 2017.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">8414</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Arte Brotto di Rosà arreda la casa del Grande Fratello Vip</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/moda-e-spettacolo/2017/10/28/arte-brotto-rosa-arreda-la-casa-del-grande-fratello-vip/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 12:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rosà]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Brotto]]></category>
		<category><![CDATA[ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Fratello VIP]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche ebanistiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=8030</guid>

					<description><![CDATA[Arte Brotto, da oltre 50 anni eccellenza riconosciuta in Italia e nel mondo nella progettazione e realizzazione di mobili made in Italy di alta qualità, è stata scelta come Official partner per arredare la Casa del Grande Fratello VIP, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arte Brotto, da oltre 50 anni eccellenza riconosciuta in Italia e nel mondo nella progettazione e realizzazione di mobili made in Italy di alta qualità, è stata scelta come Official partner per arredare la Casa del Grande Fratello VIP, in onda in prima serata ogni lunedì dall’11 settembre al 4 dicembre 2017.</p>
<p>La Produzione della popolare trasmissione televisiva, che vede come partecipanti personaggi del mondo dello spettacolo, ha scelto i mobili Arte Brotto tra i molti competitor per la capacità dell’azienda vicentina di creare prodotti in grado di abbinare ecosostenibilità e interpretazione delle tendenze nell’interior design.<br />
<a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/tavolo-arte-brotto.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-8032" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/tavolo-arte-brotto-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/tavolo-arte-brotto-300x298.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/tavolo-arte-brotto-150x150.jpg 150w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/tavolo-arte-brotto-768x762.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/tavolo-arte-brotto-1024x1017.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/tavolo-arte-brotto-227x225.jpg 227w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/tavolo-arte-brotto.jpg 1100w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nella <strong>Casa più spiata d’Italia</strong> sono presenti alcuni dei pezzi più significativi della linea <strong>ecodesign</strong><br />
di Arte Brotto. Su tutti, il tavolo Vero: nato dall’unione di due tavole di legno massiccio ricavate dal pieno del tronco, ogni suo esemplare è unico. Quello che accompagna pranzi, cene e momenti conviviali della trasmissione è in noce e di 4 metri di lunghezza: un imponente ed elegante capolavoro di design e natura, che ha colpito la Produzione al primo sguardo e che i concorrenti VIP hanno subito amato.<br />
Oltre al tavolo Vero, nella Casa sono presenti diversi mobili della collezione Leonardo, in noce o rovere massiccio con finitura oliata: il tavolo rotondo, le panche singola e doppia, i tavolini da salotto, la credenza, gli eleganti e comodi pouff e la credenza Vero, che si ispira al design del tavolo.</p>
<p>Profonda conoscenza della storia e delle <strong>tecniche ebanistiche</strong>, radicamento nella tradizione italiana del mobile, controllo della filiera del legno, artigiani con una lunga esperienza e un design team interno altamente qualificato: questi sono i valori che hanno permesso ad <strong>Arte Brotto</strong>, <strong>azienda fondata</strong> da Sante Giorgio Brotto <strong>nel 1966</strong>, di evolvere negli anni la propria ricerca e produzione verso lo stile contemporaneo, creando originali collezioni di<strong> ecodesign</strong> e brevettando soluzioni che realizzano una sintesi efficace di tecnica artigiana ed estetica. Ne è espressione la collezione Leonardo, sinonimo di benessere abitativo, amore per l’ambiente e le persone: prodotti in legno massiccio e finiti ad olio, espressione concreta di una filosofia dell’abitare molto cercata dal consumatore.<br />
Tra segreti, alleanze e strategie, i concorrenti di <strong>Grande Fratello VIP</strong> potranno vivere<br />
l’esperienza di autentico benessere abitativo ed eleganza <strong>made in Italy</strong> che contraddistingue<br />
<strong>Arte Brotto</strong> e le sue collezioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">8030</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Nasce  la figura dell’Agriweb Advisor con l&#8217;obiettivo di salvaguardare le produzioni tipiche locali</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/10/11/nasce-la-figura-dellagriweb-advisor-lobiettivo-salvaguardare-le-produzioni-tipiche-locali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 18:53:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agriweb Advisor]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[falso made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[shop on line]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=7739</guid>

					<description><![CDATA[Il mondo del web offre opportunità importanti, gli shop on line oggi vendono di tutto spaziando da servizi alla persona ai prodotti di ogni genere coprendo anche il settore delle tipicità alimentari locali. Ed è proprio per sostenere le piccole [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo del web offre opportunità importanti, gli shop on line oggi vendono di tutto spaziando da servizi alla persona ai prodotti di ogni genere coprendo anche il settore delle tipicità alimentari locali. Ed è proprio per sostenere le piccole aziende produttrici che Coldiretti ha deciso di creare una nuova figura. Troppi falsi marchi causano ogni anno danni ingenti ai produttori, tanto da spingerli ad aderire al nuovo progetto.</p>
<p>“<em>Considerare le soluzioni più moderne per affrontare il commercio delle tipicità prodotte è una delle sfide delle nuove generazioni. Per questo Coldiretti ha introdotto nel sistema organizzativo la figura dell’Agriweb Advisor ovvero un consulente da affiancare agli imprenditori agricoli nella creazione di piattaforme web per incentivare la promozione digitale anche in campagna”. Lo ha spiegato oggi il direttore regionale Pietro Piccioni in occasione della presentazione dello stato di avanzamento del progetto sostenuto da Google e Ministero del Lavoro che ha facilitato i giovani agricoltori nell’approccio più social del lavoro dei campi. Dall’audacia e fantasia dei neo contadini</em> – ha commentato Ugo Mattia coordinatore dell’attività &#8211; <em>si stanno sviluppando progettualità singole o di rete come pacchetti turistici, ordini on line, consegne porta a porta, che gestiti nell’ordinaria amministrazione della vendita diretta costituiscono un’integrazione al reddito oltre che un veicolo di fidelizzazione con i consumatori digital friends”</em>.</p>
<p>Il mondo di internet però, nonostante le buone intenzioni di ogni avventore, può riservare anche qualche spiacevole sorpresa. Per non essere sprovveduti in questo nuovo percorso, Coldiretti ha promosso un accordo con lo studio BM&amp;A di Treviso che assisterà i clienti in caso di rischi connessi alle operazioni di compravendita,  controversie, irregolarità e altro.</p>
<p><em> “Quello che le aziende agricole venete e nazionali devono saper fare per affrontare senza pericolo le potenzialità dell’ e-commerce</em> – ha affermato Antonella Lillo, avvocato dello Studio BM&amp;A a capo di una task force di dieci professionisti specializzati a 360° sui temi dell’economia digitale  &#8211;<em> è prevenire<strong> </strong>il rischio legale digitale<strong>,</strong> ponendo attenzione a criteri base come il rispetto della normativa sulla privacy e ricordandosi sempre che, oltre alle pesanti ammende e condanne dell’autorità garante del mercato,  sul web si corre anche un grande rischio reputazionale dai potenziali effetti devastanti sull’immagine di una azienda,  soprattutto in questo settore della nostra economia.&#8221;</em></p>
<p>S<em>e il caso emblematico della vendita di lattine di “falso prosecco” su un famosissimo marketplace –</em> ha detto  Lillo &#8211; <em>ha evidenziato quanto non ci sia più spazio sul web per le pratiche commerciali scorrette e quanto sia salito il livello di guardia a tutela delle nostre DOP e IGP, è anche chiaro a tutti che ormai l’e-commerce non è terreno per aziende “irresponsabili” e non preparate alla gestione delle dinamiche sempre più complesse di questo mercato”.</em></p>
<p>Colorito l’intervento di Gianni Gaggiani Fondatore Grow the Planet H-Farm che ha elencato una serie di epic fail. Episodi tra il drammatico e l’assurdo abbinati a storie di scivoloni comunicativi di grandi marchi che nel tentativo di accreditarsi al pubblico sono scivolati su bucce di banana ottenendo l’effetto contrario. Gli slogan provocatori, oppure le immagini dei luoghi costruite, le fake news, la scarsa conoscenza di facebook e imstagram hanno scatenato spesso reazioni distorte e controproducenti.</p>
<p>In chiusura, Alex Vantini delegato regionale di Giovani Impresa, nonché utilizzatore di sistemi informatici per il recapito della spesa giornaliera, ha invitato tutti al massimo rigore perché il mercato non perdona.</p>
<p>“<em>Non bisogna dar nulla per scontato</em> – ha concluso Vantini &#8211;<em> la responsabilità di essere produttori ce lo impone: anche se navigando possiamo perdere la bussola, la nostra fedeltà ai principi e valori etici deve essere il punto di arrivo di ogni scelta. Correttezza e lealtà sono le condizioni indispensabili per qualunque contratto, virtuale o formale che sia”.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7739</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
