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	<title>#MANGIAITALIANO &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Patrimonio enogastronomico in difficoltà, produttori e consumatori si affidano ai social</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 16:46:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Rimbalza sui social la campagna #MANGIAITALIANO promossa da Coldiretti a difesa della reputazione del Made in Italy nel mondo.  Nelle stalle, nei mercati, in agriturismo ovunque, giovani, donne e operatori lanciano il messaggio con video e post per combattere la disinformazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rimbalza sui <strong>social</strong> la campagna <strong>#MANGIAITALIANO </strong>promossa da <strong>Coldiretti</strong> a difesa della reputazione del <strong>Made in Italy</strong> nel mondo.  Nelle stalle, nei mercati, in agriturismo ovunque, giovani, donne e operatori lanciano il messaggio con video e post per combattere la <strong>disinformazione</strong>, gli attacchi strumentali e la <strong>concorrenza sleale</strong>. Produttori e consumatori scendono in facebook, twitter, instagram per tutelare il <strong>patrimonio enogastronomico</strong> tricolore in risposta al disgustoso video francese sulla pizza italiana andato in onda su Canal plus ultimo esempio di comportamento di discredito insieme alla richiesta di bollini anti-virus su prodotti e tipicità locali.</p>
<p><u></u><u></u>In alcuni Paesi – denuncia la Coldiretti &#8211; vengono addirittura chieste insensate certificazioni sanitarie su vini e cibi provenienti dalla Lombardia e dal Veneto, ma ci sono state anche assurde disdette per forniture alimentari provenienti da tutta la Penisola sotto la spinta di una diffidenza spesso alimentata ad arte con fake news dalla concorrenza e ora cominciano addirittura ad essere disertati i ristoranti italiani.<u></u><u></u></p>
<p><u></u><u></u>L’emergenza <strong>coronavirus</strong> con le difficoltà produttive, logistiche e commerciali ed i pesanti danni di immagine – precisa la Coldiretti &#8211; sta mettendo a rischio l’intera filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali fino alla ristorazione, che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati. Senza dimenticare –  continua Coldiretti – gli effetti del crollo del turismo che è sempre stato un elemento di traino del Made in Italy agroalimentare all’estero, amplificato dallo stop forzato alle Fiere che sono un momento importante di promozione.  <u></u><u></u></p>
<p>L’obiettivo è far conoscere i primati del <strong>Made in Italy</strong> con l’agricoltura italiana che è oggi la più green d’Europa, con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole bio, 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%) contro l’1,3% della media Ue o il 5,5% dei prodotti extracomunitari. Grazie anche alla Dieta mediterranea fondata su pane, pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani – conclude la Coldiretti – di conquistare primati nella longevità con un ruolo importante per la salute che è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della Dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco gia’ dal 16 novembre 2010.</p>
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		<title>Certificazione “virus free” nei prodotti agroalimentari, sanzioni fino a 60 mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 16:32:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[virus free]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono sanzioni fino a 60 mila euro per chi chiede la certificazione “virus free” nei prodotti agroalimentari. E’ quanto sostiene Coldiretti Veneto in base all’articolo 33 del decreto legge 9 del 2 marzo, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Ci sono <strong>sanzioni</strong> fino a <strong>60 mila euro</strong> per chi chiede la certificazione “<strong>virus free</strong>” nei <strong>prodotti agroalimentari</strong>. E’ quanto sostiene Coldiretti Veneto in base all’articolo 33 del decreto legge 9 del 2 marzo, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Governo</strong> risponde così alle richieste arrivate a molte aziende agricole di esibire una sorta di <strong>bollino di garanzia</strong> sulle produzioni.  Una pratica che ora viene bollata, giustamente, come sleale che inquina il mercato e mette in difficoltà un intero settore già alle prese con gli effetti negativi dell’<strong>emergenza coronavirus</strong>. Il decreto sancisce infatti che la subordinazione di acquisto di prodotti agroalimentari a certificazioni non obbligatorie riferite al <strong>Covid-19</strong> rappresenta una modalità sleale ai sensi della Direttiva Ue 2019/633 e la punisce con una ammenda amministrativa e pecuniaria che va da 15mila a 60mila euro. Per Coldiretti Veneto si tratta di una prima iniziativa concreta a tutela del lavoro e dell’attività di centinaia di imprese agricole che oltre alla campagna social #MANGIAITALIANO incoraggia il presidio sulle irregolarità che arrecano danno alla reputazione del Made in Italy.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Coldiretti Veneto</strong> ricorda che le <strong>perdite calcolate</strong> fino ad ora si aggirano sui <strong>50 milioni di euro al mese</strong>. I numeri fanno riferimento  all’azzeramento della clientela negli agriturismi, cosi come registrato per le altre strutture ricettive e alla mancata fornitura di prodotti del territorio per la ristorazione, soggiorni, pernottamenti, campeggi e tutto quanto inerente all’indotto turistico regionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per riprendere le attività servono misure che ridiano fiducia nei consumatori e tra i turisti. Intanto nelle stalle, nei mercati, in agriturismo ovunque, giovani, donne e operatori lanciano il messaggio con video e post per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali al patrimonio enogastronomico italiano. Produttori e consumatori scendono in facebook, twitter, instagram a colpi di <strong>#MANGIAITALIANO</strong> in risposta al disgustoso video francese sulla pizza italiana andato in onda su Canal plus ultimo esempio di comportamento di discredito insieme alla richieste assurde di autorizzazioni inutili sulle tipicità a kmzero.</p>
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