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	<title>manuela lanzarin &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Sanità, la Regione finanzia 90 medici specializzandi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2019/06/04/sanita-la-regione-finanzia-90-medici-specializzandi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 17:12:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, oggi dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione finanziata con 9.795.000 euro. Un impegno che la Regione fu costretta a difendere presso la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, oggi dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione finanziata con 9.795.000 euro. Un impegno che la Regione fu costretta a difendere presso la Corte Costituzionale contro un ricorso del Governo che fu respinto.</p>
<p>Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione.</p>
<p>“Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”.</p>
<p>“Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.</p>
<p>La Giunta Regionale, sempre oggi e per lo stesso anno accademico 2018-2019, ha deliberato anche l’attivazione di tre borse di studio della Scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera dell’Università di Padova. Un’iniziativa, anche questa mantenuta da alcuni anni per ovviare alla mancanza di professionisti, che coinvolgerà coloro che vi accederanno con un contratto simile a quello dei medici specializzandi.</p>
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		<title>Sanità, approvate nuove schede ospedaliere del Veneto. Zaia: &#8220;Obiettivo di legislatura&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/03/13/sanita-approvate-nuove-schede-ospedaliere-del-veneto-zaia-obiettivo-di-legislatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 15:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
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		<category><![CDATA[schede ospedaliere]]></category>
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					<description><![CDATA[68 ospedali, 754 reparti con altrettanti primari, 19.800 posti letto complessivi, dei quali 17.852 per acuti e 1.948 nelle strutture intermedie, come ospedali di comunità, hospice e unità riabilitative territoriali. Sono questi i numeri di sintesi contenuti nelle schede ospedaliere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>68 ospedali, 754 reparti con altrettanti primari, 19.800 posti letto complessivi, dei quali 17.852 per acuti e 1.948 nelle strutture intermedie, come ospedali di comunità, hospice e unità riabilitative territoriali.</p>
<p>Sono questi i numeri di sintesi contenuti nelle schede ospedaliere derivanti dal nuovo Piano Socio Sanitario 2019-2023 che la Giunta regionale del Veneto, riunita in seduta straordinaria convocata dal Presidente Luca Zaia, ha approvato oggi, su proposta dell’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.</p>
<p>“Ora – tiene a precisare Zaia – trasmetteremo l’intera documentazione trasmessa al Consiglio regionale per il prosieguo dell’iter e il confronto con i Consiglieri e i Gruppi Consigliari che, sono certo, sarà attento e approfondito. Con questo atto – fa notare il Governatore – si chiude di fatto una complessa opera di riprogrammazione pluriennale della sanità veneta. Abbiamo approvato in tempi record il Piano Socio Sanitario 2019-2023 ancora a fine 2018; abbiamo dato certezze economiche ai nostri manager varando il riparto dei fondi necessari per il 2019 e il 2020 con circa 16,5 miliardi di dotazione complessiva; oggi abbiamo tradotto in concreto le indicazioni strategiche del Pssr, disegnando una geografia ospedaliera moderna, qualitativa, con tutti i servizi che servono ai cittadini e a una sanità di eccellenza come quella veneta. Era un obbiettivo qualificante dell’intera legislatura – conclude Zaia – e averlo raggiunto in questi tempi e in questi modi non è impresa da poco”.</p>
<p>“Abbiamo fatto un buon lavoro – dice l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – che riporta nell’organizzazione Ulss per Ulss le linee indicate dal nuovo Piano Socio Sanitario. Si confermano i 68 ospedali e la loro strutturazione in rete Hub &amp; Spoke, senza nessun taglio come promesso. Si rafforza l’integrazione tra sanitario e sociale e il collegamento tra ospedale e territorio attraverso le strutture di ricovero intermedie. Si potenziano e diffondono ulteriormente le alte specializzazioni. Si favorisce la deospedalizzazione grazie all’utilizzo delle moderne tecnologie, mettendo al contempo a disposizione tutti i posti letto che servono. Si mantengono tutti i punti nascita della rete potenziando in generale tutto il settore materno infantile. Si potenziano ulteriormente le breast unit per la lotta al cancro al seno e l’oncologia in generale con un aumento dei posti letto dello IOV, e molto altro ancora che avremo modo di approfondire e sviscerare nel corso del confronto in Consiglio”.</p>
<p>“Le schede – tiene a precisare l’Assessore – guardano anche in concreto alla prospettiva della nascita del nuovo ospedale di Padova, con valenza almeno nazionale e con l’integrazione con l’Università, al quale diamo già ora i contenuti. In attesa che questa grande operazione vada in porto, anche con la riorganizzazione del Giustinianeo – garantisce la Lanzarin – i padovani non avranno nessuna contrazione dei servizi, perché il Sant’Antonio continuerà a essere l’Ospedale cittadino con tutte le sue caratteristiche di eccellenza e tutte le prestazioni”.</p>
<p>Sul piano tecnico, in generale, le Aziende devono rendere possibile l’accesso diretto in psichiatria, ostetricia, pediatria e oculistica; è prevista la centralizzazione a livello aziendale o, in alcuni casi, interaziendale, per alcune attività come, per esempio, anatomia patologica, laboratorio di analisi e servizio trasfusionale. E’ inoltre indicato lo sviluppo dei servizi in telerefertazione e teleconsulenza. Le schede, inoltre, potenziano l’area medica e inseriscono strutture intermedie a gestione diretta negli ospedali. In tema di riabilitazione viene previsto un polo riabilitativo di riferimento aziendale.</p>
<p>Di seguito, una sintesi di alcune previsioni nelle Ullss vicentine.</p>
<p>Ulss 7 Pedemontana – l’ospedale di Bassano è centro regionale per l’ortopedia protesica e avrà, tra l’altro, attività di emodinamica ed elettrofisiologia. L’ospedale di Santorso ha, tra l’altro, un’unità ictus di secondo livello, emodinamica H24, psichiatria ad accesso diretto, centro traumi di zona, breast unit con attività di chirurgia plastica ricostruttiva, unità di farmaci antitumorali, il coordinamento aziendale per anatomia patologica e laboratorio di analisi. L’ospedale di Asiago è polo di coordinamento riabilitativo aziendale, ha ortopedia presidio di stabilizzazione traumi e attività di ostetricia e ginecologia in dipartimento con Bassano.</p>
<p>Ulss 8 Berica – l’ospedale di Vicenza è Hub provinciale e struttura di riferimento per l’epilessia; ha attività di trapianto di midollo, il laboratorio di terapie cellulari in ematologia, la neurochirurgia a indirizzo stereotassico. E’ centro di riferimento per la revisione protesica di spalla, anca e ginocchio e struttura di riferimento per le malformazioni cranio maxillo facciali. La pediatria è struttura di riferimento per la vescica neurologica e per la chirurgia mininvasiva urologica pediatrica. E’ ospedale di riferimento per la fase acuta della neuroriabilitazione, delle gravi cerebrolesioni acquisite e delle mielolesioni. L’ospedale di Noventa è classificato come ospedale di base. Ad Arzignano-Montecchio sono previste, tra l’altro, attività senologica multidisciplinare e di terapia intensiva cardiologica. L’ospedale di Lonigo è struttura riabilitativa provinciale e polo di coordinamento riabilitativo aziendale. Per l’ospedale di Valdagno è prevista la richiesta di deroga per il punto nascita.</p>
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		<title>Giornata del banco farmaceutico, aderiscono 450 farmacie del Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/medicina/2019/02/08/giornata-del-banco-farmaceutico-aderiscono-450-farmacie-del-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 17:08:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata del Banco farmaceutico]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
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					<description><![CDATA[Per tutta la giornata di domani, sabato 9 febbraio, in 450 farmacie del Veneto si terrà la 19^ Giornata di Raccolta del Farmaco del Banco Farmaceutico, iniziativa con la quale vengono raccolti farmaci da banco donati dai cittadini che poi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutta la giornata di domani, sabato 9 febbraio, in 450 farmacie del Veneto si terrà la 19^ Giornata di Raccolta del Farmaco del Banco Farmaceutico, iniziativa con la quale vengono raccolti farmaci da banco donati dai cittadini che poi, a cura di 135 Enti Assistenziali accreditati, verranno distribuite a persone indigenti residenti nei diversi territori provinciali di raccolta.</p>
<p>Le farmacie esporranno bene in vista un manifesto con il logo del Banco Farmaceutico e lo slogan “perché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. In ognuna di esse saranno presenti volontari delle Associazioni caritatevoli e degli alpini che aiuteranno farmacisti e donatori nella raccolta.</p>
<p>“Farò anch’io la mia parte di cittadina – dice l’Assessore alla Sanità e Sociale della Regione Veneto Manuela Lanzarin – perché quando si guarda alle necessità indispensabili dei più deboli non ci si può tirare indietro e perché questa iniziativa, che la Regione accompagna e sostiene praticamente dalla sua nascita, è un simbolo significativo anche dell’integrazione sempre più stretta tra sanità e sociale che stiamo attuando e rafforzeremo con il nuovo Piano Sociosanitario 2019-2023 e con il Piano di Contrasto alla Povertà”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Influenza, 191mila veneti colpiti da inizio stagione con 5 morti per complicanze</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/02/01/influenza-191mila-veneti-colpiti-da-inizio-stagione-con-5-morti-per-complicanze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 15:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[La Direzione Prevenzione della Regione del Veneto ha pubblicato l’ultimo aggiornamento sull’andamento dell’Influenza. Nell’ultima settimana monitorata ed elaborata (21-27 gennaio) si è registrato un altro forte incremento dell’incidenza raggiungendo un tasso di 11,01 casi per 1.000 residenti. Sono stimati in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione Prevenzione della Regione del Veneto ha pubblicato l’ultimo aggiornamento sull’andamento dell’Influenza. Nell’ultima settimana monitorata ed elaborata (21-27 gennaio) si è registrato un altro forte incremento dell’incidenza raggiungendo un tasso di 11,01 casi per 1.000 residenti.</p>
<p>Sono stimati in 54.000, per questa settimana, i soggetti colpiti da influenza e complessivamente 191.250 i veneti ammalati da inizio stagione.<br />
“Nelle prossime settimane – dicono gli esperti della Regione &#8211; sarà possibile capire l’intensità complessiva di questa stagione influenzale: dalle informazioni attualmente disponibili e sulla base delle stagioni passate, si può ipotizzare che il massimo stagionale lo si registrerà verso l’inizio di febbraio, in ogni caso si può prevedere che il picco sarà tra i più alti degli ultimi anni”.<br />
“Si tratta di una situazione che il sistema sanitario veneto fronteggia con un’organizzazione oramai collaudata – dice l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – che è in grado di rispondere con efficacia a tutte le necessità delle persone, a cominciare dalla capacità di assorbire, con la professionalità dei sanitari e un’organizzazione il più elastica possibile, il pur forte aumento degli accessi ai Pronto Soccorso”.</p>
<p>Il Rapporto della Direzione Prevenzione, indica che l’età maggiormente colpita è la fascia di bambini tra gli 0 ed i 4 anni, che con un’incidenza di 44,47 casi per 1.000 residenti, registrano un valore superiore al massimo della stagione passato ed uno dei più elevati delle passate stagioni.<br />
Continua la sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza. Ad oggi sono pervenute 26 segnalazioni di complicanze legate all’influenza conformi alla definizione delle circolare ministeriale. Tra queste, sono stati segnalati 5 decessi correlati con infezione da virus influenzale, in quattro soggetti anziani con patologie pregresse ed in un adolescente, per tre di questi la tipizzazione del virus ha portato all’identificazione del ceppo A H3N2 e per due l’A H1N1. I decessi sono stati notificati dalle Aziende Ulss Euganea (3), Marca Trevigiana (1) e Scaligera (1).<br />
Complessivamente, i ventisei casi sono stati segnalati dall’Azienda Ulss Euganea (11), Marca Trevigiana (5) Serenissima (3), Scaligera (3), Polesana (2) e Dolomiti (2)7.</p>
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		<item>
		<title>Sanità, Manuela Lanzarin riceve la delega da Zaia dopo l&#8217;addio di Coletto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2019/01/29/sanita-manuela-lanzarin-riceve-la-delega-da-zaia-dopo-laddio-di-coletto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 16:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Coletto]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha assegnato oggi formalmente all’Assessore Manuela Lanzarin la delega alla Sanità, lasciata da Luca Coletto il 17 dicembre 2018 a seguito della sua nomina a Sottosegretario di Stato alla Salute. Il Governatore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha assegnato oggi formalmente all’Assessore Manuela Lanzarin la delega alla Sanità, lasciata da Luca Coletto il 17 dicembre 2018 a seguito della sua nomina a Sottosegretario di Stato alla Salute.</p>
<p>Il Governatore ha dato la notizia nel corso di uno degli incontri periodici con il direttori generali per fare il punto sui principali temi della sanità regionale.</p>
<p>La Lanzarin, vicentina, classe 1971, con un’ampia esperienza amministrativa e parlamentare, mantiene anche le deleghe ricevute nel 2015, all’atto della nascita della seconda Giunta Zaia, e in particolare quella ai Servizi Sociali.</p>
<p>Nel dettaglio, questo sono le deleghe complessive assegnate all’Assessore Lanzarin:</p>
<p>Sanità-Servizi Sociali-Programmazione Socio Sanitaria-Attuazione del programma-Rapporti con il Consiglio regionale.</p>
<p>Programmazione Sanitaria e Socio Sanitaria, Tutela della Salute, Programmazione Edilizia a finalità Collettive, Igiene Pubblica, Attuazione art. 20 edilizia sanitaria, Sicurezza Alimentare, Servizi Veterinari, Programmazione e Servizi Sociali, Interventi a favore della Famiglia, dei minori, dei giovani, degli anziani e portatori di handicap, Non Autosufficienza, Nidi e Servizi innovativi, No Profit e Volontariato, Rapporti con istituzioni di Assistenza, Flussi Migratori e Veneti nel Mondo, Diritti Umani, Minoranze Linguistiche, Edilizia di Culto, Edilizia Residenziale Pubblica, Attuazione Programma, Rapporti con il Consiglio regionale.</p>
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		<item>
		<title>Cooperative sociali, la Regione vara codice etico di comportamento</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/01/07/cooperative-sociali-la-regione-vara-codice-etico-di-comportamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 17:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative sociali]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
		<category><![CDATA[Regione del Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Rispetto dei contratti di lavoro, valorizzazione delle risorse umane, trasparenza nella gestione, correttezza di rapporti con la pubblica amministrazione, sicurezza dei luoghi di lavoro, gestione democratica e partecipata: sono alcuni dei ‘principi-cardine’ del nuovo codice etico per le cooperative sociali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto dei contratti di lavoro, valorizzazione delle risorse umane, trasparenza nella gestione, correttezza di rapporti con la pubblica amministrazione, sicurezza dei luoghi di lavoro, gestione democratica e partecipata: sono alcuni dei ‘principi-cardine’ del nuovo codice etico per le cooperative sociali messo a punto dalla Giunta regionale del Veneto, in base a quanto previsto dalla legge regionale di riforma della cooperazione sociale (legge 32/2018).</p>
<p>“E’ uno strumento in più che la Regione Veneto offre alle cooperative di tipo A e di tipo B –spiega l’assessore al sociale Manuela Lanzarin, che presiede la Commissione regionale sulla cooperazione sociale che ha elaborato il codice – per qualificare la propria azione e aumentare i livelli di controllo e di trasparenza. Il mondo della cooperazione sociale riveste un ruolo fondamentale nel sistema di welfare e nel promuovere sviluppo e coesione nelle nostre comunità. A condizione, però, che sappia conservare la propria identità mutualistica e tener fede ai principi-base di trasparenza gestionale, partecipazione democratica, legalità e rispetto e valorizzazione delle persone, siano essi soci, collaboratori o utenti. La Regione ha promosso questo schema di codice etico per aiutare le cooperative sociali ad essere fedeli alla propria ‘mission’ e contrastare possibili episodi di falsa cooperazione e di concorrenza sleale. Lo scopo è quello di aiutare un mondo che impiega 25 mila addetti e 2500 persone svantaggiate attraverso la forma dell’inserimento lavorativo e vale ogni anno oltre 700 milioni di fatturato a svolgere al meglio il proprio ruolo che non è solo economico in senso stretto, ma ha una grande e irrinunciabile valenza sociale, pecie sul fronte dell’integrazione sociale e lavorativa di persone svantaggiate ”.</p>
<p>Le 820 cooperative sociali (470 di tipo A che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi, 208 di tipo B che svolgono attività agricole, industriali, commerciali o di servizi finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, 33 consorzi di cooperative e 109 cooperative sociali che svolgono sia attività di tipo A che di tipo B ) potranno aderire al Codice etico su base volontaria. La scelta di sottoscrivere i principi della nuova carta regionale – sottolinea l’assessore – rappresenterà un distintivo, una sorta di ‘bollino’ di garanzia per clienti, fornitori, volontari, amministratori, enti pubblici o altri partner economici o sociali dell’attività della cooperativa.</p>
<p>Lo schema proposto (che potrà essere adattato ‘su misura’ dai consigli di amministrazione) ripercorre i principi di riferimento della cooperazione sociale (rispetto e valorizzazione della persona, solidarietà, democrazia, trasparenza, legalità, correttezza responsabilità) e stabilisce norme generali di comportamento, a partire dalla corretta applicazione delle norme contrattuali e dal divieto &#8211; per amministratori, responsabili e dipendenti &#8211; di accumulare utili non redistribuiti. Impegna, inoltre, la cooperativa a “ripudiare ogni forma di terrorismo, eversione e attività criminale”, ad osservare la trasparenza nelle transazioni commerciali, a tutelare privacy e riservatezza, a rispettare l’ambiente, ad astenersi da comportamenti anticoncorrenziali o da qualsiasi comportamento volto ad ottenere condizioni di vantaggio nelle trattative e negli appalti con gli enti pubblici.</p>
<p>Lo schema di codice etico mette al centro il diritto degli utenti ad essere rispettati, specie se minori o in condizioni di fragilità sociali, e ad essere trattati sempre con cortesia, disponibilità e professionalità. Principi analoghi sono previsti anche nei confronti dei soci e dei dipendenti, dei collaboratori e dei volontari. In particolare l’assunzione di personale e/o il conferimento di incarichi di collaborazione deve avvenire con regolare contratto, nel rispetto della contrattazione collettiva vigente e della disciplina in materia di lavoro per l’impresa sociale.</p>
<p>Le cooperative che adotteranno il codice etico dovranno scegliere e nominare i componenti dei consigli di amministrazione secondo procedure trasparenti; potranno, inoltre, adottare sistemi di controllo interno, affidati ad un organismo di valutazione indipendente, che prevedano anche sanzioni, nel caso di eventuali violazioni, secondo quanto disposto dalle norme giurisprudenziali vigenti.</p>
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		<title>Sport inclusivo, a Bassano la prima coppa europea di Baskin</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/25/sport-inclusivo-a-bassano-la-prima-coppa-europea-di-baskin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2018 16:24:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[baskin]]></category>
		<category><![CDATA[bassano del grappa]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
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					<description><![CDATA[“Lo sport è davvero per tutti. La collaborazione con il Comitato paralimpico sta aiutando il Veneto ad essere laboratorio di esperienze e di occasioni di vera inclusione sociale”. Così l’assessore regionale al sociale, Manuela Lanzarin, sintetizza il significato della propria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Lo sport è davvero per tutti. La collaborazione con il Comitato paralimpico sta aiutando il Veneto ad essere laboratorio di esperienze e di occasioni di vera inclusione sociale”. Così l’assessore regionale al sociale, Manuela Lanzarin, sintetizza il significato della propria partecipazione venerdì 26 ottobre a Bassano, nella chiesa di San Giovanni in piazza della Libertà (ore 17), all’inaugurazione della prima coppa europea di Baskin, la pallacanestro in carrozzina giocata da squadre di atleti con disabilità.<br />
Bassano, ‘Città europea dello sport 2018’, ospita per tre giorni sei squadre di basket ‘su ruote’ di Italia, Francia, Spagna, Grecia e Lussemburgo per la prima sfida di rango europeo della disciplina. “Sarà un’occasione di festa, divertimento spettacolo e vero agonismo – anticipa l’assessore – ma soprattutto, grazie anche al coinvolgimento di tutto l’associazionismo, e non solo di quello sportivo, saranno giornate di condivisione e di valorizzazione dello sport come strumento per promuovere e affermare il valore sociale della condivisione e del riconoscimento di potenzialità e talenti di ogni persona”.</p>
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		<title>Piano regionale per il contrasto alla povertà, messi in moto 100 milioni di risorse</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/08/01/piano-regionale-per-il-contrasto-alla-poverta-messi-in-moto-100-milioni-di-risorse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 17:16:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione del Veneto vara il primo Piano regionale per il contrasto alla povertà. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin e di concerto con l’assessore al lavoro Elena Donazzan, ha approvato un programma triennale, previsto dalla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione del Veneto vara il primo Piano regionale per il contrasto alla povertà. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin e di concerto con l’assessore al lavoro Elena Donazzan, ha approvato un programma triennale, previsto dalla legislazione nazionale, per ridurre le cause dell’impoverimento e aiutare le persone a uscire da condizioni di marginalità ed esclusione sociale.<br />
Il piano veneto, ora in attesa dell’ok ministeriale, mette in moto quasi 100 milioni di risorse finanziarie. Ma soprattutto declina, in chiave regionale, un modello di lavoro integrato, che coniuga pubblico e privato, istituzioni e volontariato per creare un approccio omogeneo in tutto il territorio, con l’obiettivo di creare solidarietà e percorsi di inclusione sociale, evitando sovrapposizione, doppioni o interventi frammentari.<br />
“Più che di un documento – dichiara l’assessore Lanzarin- si tratta di potenziare un approccio di sistema a rete su tutto il territorio regionale, con la funzione di ‘proteggere’ le persone più fragili e a rischio povertà e di attivare, di volta in volta, le risorse e i servizi disponibili in quel territorio per aiutare persone e famiglie in gravi difficoltà. Grazie anche alla collaborazione con l’Alleanza regionale contro la povertà, che rappresenta gli enti del Terzo Settore che si occupano di disagio sociale e di povertà, e con gli Ambiti territoriali e l’Ordine degli assistenti sociali, abbiamo sviluppato un modello di intervento, snello ma solido, con ‘punti di accesso’ in ogni comune e nuclei operativi di coordinamento, che ci consentirà di tarare gli interventi sui bisogni reali delle persone, evitare doppioni e sovrapposizioni, e superare i rischi dell’assistenzialismo investendo sulle potenzialità e la crescita delle persone”.<br />
La ‘chiave di volta’ del piano è Ria, il ‘reddito di inclusione attiva’, che a differenza del Rei &#8211; il reddito di inclusione previsto su scala nazionale per nuclei familiari sotto la soglia di povertà &#8211; è una forma di sussidio minimo condizionato all’adesione a un progetto personalizzato.<br />
“In Veneto abbiamo scelto una strada diversa e più inclusiva, per aiutare gli oltre 877 mila residenti che versano in situazione di difficoltà – spiega l’assessore Lanzarin &#8211; già dal 2013 abbiamo sperimentato il Reddito di Inclusione Attiva (Ria), misura di accompagnamento e di inserimento, che abbina l’assegno di sostegno a percorsi personalizzati di aiuto e di attivazione delle risorse personali e territoriali. Al 31 dicembre dello scorso anno erano oltre mille le persone beneficiarie. Il Ria., gestito dai Comuni in collaborazione con associazioni di categoria ed enti del Terzo Settore, ha fatto scuola, perché ha obbligato i servizi a lavorare insieme e ad adottare un approccio integrato: le persone in difficoltà hanno bisogno non solo di un pasto e di un tetto, ma di riuscire a trovare un lavoro, di relazioni positive e di un posto nella società. Da qui la scelta veneta di valorizzare il nostro modello di integrazione tra servizi: il Piano regionale investe 3,7 milioni di euro nel Ria e fa da ‘cabina di regia’ per collegare e potenziare progetti e interventi che sono già attivi nel territorio rinviando ai 21 Ambiti territoriali (i territori delle ex Ulss, rappresentati dai Comitati dei sindaci) la definizione di una sezione dedicata alla povertà nei propri Piani di zona”.</p>
<p>Il Piano veneto per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale prevede una serie di strumenti/interventi, che rafforzano la quota regionale (15 milioni) del fondo nazionale antipovertà:<br />
• Il Reddito di Inclusione Attiva, già attivato da 147 comuni, verrà esteso ulteriormente nel 2018 attraverso lo stanziamento complessivo di 3,7 milioni di euro<br />
• Il sostegno all’abitare (1,8 milioni di euro)<br />
• Il Banco alimentare e gli Empori della solidarietà, che nel 2017 hanno distribuito oltre 6,4 mila tonnellate di cibo sostenendo 142 mila persone (600 mila euro il contributo regionale)<br />
• Il network anti-tratta e anti-sfruttamento tra 98 enti pubblici e del privato sociale, che nel 2017 ha raggiunto 1.721 persone e ha avviato a servizi e tirocini lavorativi oltre 200 persone (la Regione è partner del progetto Nave con 150 mila euro)<br />
• I lavori di pubblica utilità e le azioni integrate di coesione sociale, finanziate con il Fondo sociale europeo. Nel 2017 ai progetti per lavori socialmente utili hanno aderito 238 comuni per complessivi 865 lavoratori coinvolti, con un impegno economico di 5,2 milioni di euro. Nel 2018 sono stati stanziati 4,8 milioni di euro per lavoratori di pubblica utilità, 1 milione di euro per i lavori a impatto sociale, orientati a supportare l’attività degli Uffici giudiziari del Veneto, e 6 milioni di euro per le azioni integrate di coesione territoriale per l’inserimento di disoccupati di lunga durata e/o over 50.<br />
• Il progetto Dom.Veneto che la Regione finanzia con 3,3 milioni di euro per realizzare l’”housing first’, cioè un inserimento graduale delle persone senza fissa dimora, a partire dal diritto all’alloggio<br />
• interventi di contrasto alla povertà educativa con 500.000 euro<br />
• Investimenti per 29 milioni di euro nell’edilizia residenziale pubblica per potenziare il numero di alloggi Ater (è previsto il recupero di 370 appartamenti con un investimento complessivo di 19 milioni di euro) e sostenere progetti di coabitazione (social housing, con 10 milioni di investimento), ai quali si aggiungono 7 milioni di investimenti per realizzare 12 strutture di primo alloggio per i senza fissa dimora</p>
<p>In totale le risorse contabilizzate in investimenti strutturali e servizi sfiorano i 100 milioni di euro (61 per le politiche sociali e abitative, 36 per le politiche occupazionali), alle quali va sommato l’apporto dei professionisti e dei volontari, che sono i ‘terminali’ diretti della rete di contrasto alla povertà.<br />
“Il punto di forza sta nell’approccio multidisciplinare e integrato – sottolinea l’assessore Lanzarin – In ogni territorio ci dovrà essere un “Nucleo operativo d’ambito”, uno strumento di coordinamento gestito dall’assistente sociale: sono gli assistenti sociali il perno e lo snodo di connessione tra i vari servizi e interventi. Dovranno inquadrare il bisogno, costruire un percorso possibile di inclusione, attivare i servizi e le risorse del territorio. Solo chi conosce bene e da vicino problemi e risorse delle persone e del territorio può impostare, da buon regista, percorsi e modi per uscire dalla povertà. Obiettivo del Piano regionale è avere un/un’assistente sociale ogni 5 mila abitanti, così come stabilito a livello nazionale (attualmente il rapporto in Veneto è 1/7200 abitanti, ndr), in modo da coprire tutto il territorio regionale”.<br />
“Il Piano regionale – conclude Lanzarin – è prima di tutto un processo culturale: il problema povertà non è affrontabile solo in termini individuali o familiari, o solo con i sussidi pubblici, ma richiede l’intervento di una comunità. Solo mettendo insieme risorse, competenze, professionalità e disponibilità, si possono trovare i modi migliori per aiutare le persone a recuperare dignità, consapevolezza di sé e voce per esigere i diritti essenziali”.</p>
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		<title>Barriere architettoniche, contributi dalla Regione ai comuni per l&#8217;abbattimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 16:57:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta regionale del Veneto dà una mano ai Comuni perché si dotino di un ‘piano regolatore’ per l’accessibilità e la vivibilità dei propri centri urbani. Su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin, il governo regionale ha stanziato 800 mila [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta regionale del Veneto dà una mano ai Comuni perché si dotino di un ‘piano regolatore’ per l’accessibilità e la vivibilità dei propri centri urbani. Su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin, il governo regionale ha stanziato 800 mila euro per contribuire fino al 50 per cento alle spese dei Comuni con almeno 10 mila abitanti che predispongano entro dicembre un piano di abbattimento delle barriere architettoniche (P.E.B.A) o che revisionino vecchi piani non più adeguati. Inoltre, i Comuni che si saranno dotati del piano ‘anti-barriere’ avranno la precedenza nell’assegnazione di contributi e riparti regionali per interventi e opere pubbliche.</p>
<p>“L’obiettivo dell’incentivo – spiega l’assessore Lanzarin – è sostenere i Comuni, affinché tutti possano dotarsi di uno strumento di pianificazione che prenda in considerazione edifici e spazi aperti, vie di transito e aree verdi, al fine di rimuovere le barriere fisiche e quelle senso-percettive, con gli interventi ordinari e straordinari di manutenzione e costruzione delle opere pubbliche. Ognuno dei 571 Comuni è tenuto a dotarsi di questo strumento che, alla stregua di un piano regolatore, guida l’ente locale nel monitorare, programmare e quindi realizzare gli interventi, con un orizzonte temporale di breve, medio e lungo termine. I piani per l’abbattimento devono diventare la direttrice-guida nella programmazione dei lavori pubblici”.</p>
<p>Il contributo regionale sarà di 30 mila euro per i Comuni con più di 30 mila abitanti, per gli altri varierà dai 10 o 15 mila euro, a seconda che l’incarico progettuale sia affidato agli uffici interni o a progettisti esterni.</p>
<p>“Nell’assegnazione dei contributi daremo la priorità alle aggregazioni di Comuni e al numero della popolazione interessata – conclude l’assessore – e il riparto avverrà in tempi celeri: entro il 2019 le amministrazioni interessate potranno incassare l’assegno regionale”.</p>
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		<title>Violenza sulle donne, crescono i casi in Veneto. Chiede aiuto una donna ogni 530</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 16:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2017 in Veneto una donna ogni 530 ha telefonato, inviato una mail o richiesto un colloquio per segnalare una difficoltà o una richiesta di aiuto ad uno dei 41 punti di accesso dei Centri Antiviolenza. La rete regionale dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2017 in Veneto una donna ogni 530 ha telefonato, inviato una mail o richiesto un colloquio per segnalare una difficoltà o una richiesta di aiuto ad uno dei 41 punti di accesso dei Centri Antiviolenza. La rete regionale dei Centri ha registrato 4733 contatti e ha preso in carico 3107 donne, 396 in più rispetto al 2016. I nuovi casi di donne arrivate per la prima volta a bussare alla porta dei Centri Antiviolenza sono stati 2092 (circa cento in più rispetto al 2016): in media una richiesta di aiuto su due si è tradotta in un percorso di sostegno e protezione.</p>
<p>Agli operatori dei Centri Antiviolenza le donne riferiscono violenze di tipo psicologico (2232 casi) ed economico (985 casi), di violenza fisica (1705) e sessuale (309). Cresce il numero delle donne che contattano i Centri Antiviolenza, ma non aumenta la percentuale di quante denunciano: solo una donna su 4 ha denunciato alle forze dell’ordine la violenza o le molestie subite.</p>
<p>Sono i dati del report annuale sull’attività dei centri antiviolenza e delle strutture protette in Veneto, pubblicati nel sito istituzionale della Regione Veneto (<a href="http://www.regione.veneto.it/web/relazioni-internazionali/rilevazione-delle-strutture-regionali">http://www.regione.veneto.it/web/relazioni-internazionali/rilevazione-delle-strutture-regionali</a>), che fotografano il fenomeno delle violenze contro le donne in Veneto e l’attività della rete dei servizi a protezione delle vittime, donne e minori.</p>
<p>“Il Veneto che, con 21 centri antiviolenza e 19 case rifugio risultava già avere un buon indice di copertura territoriale – sottolinea l‘assessore regionale alle politiche sociali Manuela Lanzarin – sta ulteriormente potenziando la propria rete: quest’anno diventano operative tre nuove strutture di accoglienza, un centro antiviolenza a Legnago, e due case rifugio nell’Est veronese e a Treviso. Cresce anche il numero degli sportelli periferici dei Centri Antiviolenza: nel 2018 se ne aggiungono altri 9, portando così a 50 i punti di accesso per le donne nel territorio regionale. In media nel 2017 il Veneto disponeva di un punto di accesso ogni 63 mila donne, con picchi ‘virtuosi’ come la Provincia di Rovigo, dove c’è uno sportello o un centro antiviolenza ogni 30mila donne residenti”.</p>
<p>A rivolgersi ai centri antiviolenza sono soprattutto donne italiane (69%), in prevalenza tra i 31 e i 50 anni, coniugate o conviventi e con un grado di istruzione medio-alta: 6 su 10 sono in possesso di un diploma o di una laurea e il 51 %  ha un’occupazione. Due su tre hanno figli: 1110 bambini o ragazzi, pari al 64 per cento dei minori registrati, sono vittime di violenza assistita e accompagnano la madre nel percorso di protezione.</p>
<p>Nell’80 per cento dei casi la violenza avviene all’interno di relazioni affettive: il 98 per cento degli autori sono maschi (2980), anche se si segnalano 73 donne responsabili di violenza su altre donne.</p>
<p>Le donne si rivolgono ai Centri Antiviolenza per scelta personale (1042), su suggerimento di conoscenti amici e parenti (581) o,  più frequentemente, inviate dalla rete dei servizi territoriali (786). “L’aumento degli invii dai servizi  &#8211; commenta l’assessore – significa che la rete si sta strutturando e consolidando e che sta prendendo forma una presa in carico più completa della donna e dei suoi figli”.</p>
<p>Quanto alle strutture protette, nelle 10 case rifugio (dove la permanenza media è di tre mesi) e nelle 9 case di secondo livello, dove è possibile proseguire il percorso di autonomia economica ed abitativa e di uscita dalla violenza (permanenza media cinque mesi), nel 2017 si sono registrate oltre 24 mila presenze giornaliere, per il 75 per cento di donne straniere con figli minori.</p>
<p>Infine, le risorse: i centri antiviolenza (13 privati e 8 pubblici), aperti 5 giorni la settimana, con servizio di reperibilità telefonica h24 e in collegamento con il numero nazionale di pubblica utilità 1522, operano soprattutto grazie ai finanziamenti pubblici: i contributi regionali, statali e comunali assommano ad oltre 930 mila euro e coprono l’80 per cento della spesa. Il resto, pari a circa 226 mila euro nel 2017, è arrivato dal sostegno privato di associazioni, fondazioni e donazioni.</p>
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