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	<title>Massimo Zanon &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Elezioni, Confcommercio: &#8220;Cataclisma, paese fortemente diviso. Ora prioritaria governabilità&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/politica/2018/03/06/elezioni-confcommercio-cataclisma-paese-fortemente-diviso-ora-prioritaria-governabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 16:07:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
		<category><![CDATA[sergio mattarella]]></category>
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		<category><![CDATA[voto]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo gli elettori ora la parola passa alle forze politiche che devono usare il tempo che manca all&#8217;inizio delle consultazioni (in sostanza almeno tre settimane) per chiarirsi al proprio interno, per definire alleanze in grado di produrre una maggioranza parlamentare. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo gli elettori ora la parola passa alle forze politiche che devono usare il tempo che manca all&#8217;inizio delle consultazioni (in sostanza almeno tre settimane) per chiarirsi al proprio interno, per definire alleanze in grado di produrre una maggioranza parlamentare. Massimo riserbo al Colle dove anche Sergio Mattarella sta studiando risultati elettorali di non facile lettura, che hanno però una certezza, seppur negativa: non esiste una maggioranza in grado di esprimere la fiducia a un proprio Governo.</p>
<div id="attachment_9882" style="width: 337px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9882" class="wp-image-9882" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-300x200.jpg" alt="" width="327" height="218" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-768x511.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-1024x681.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-1320x878.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2.jpg 1775w" sizes="(max-width: 327px) 100vw, 327px" /></a><p id="caption-attachment-9882" class="wp-caption-text">Sergio Rebecca</p></div>
<p>Sui risultati elettori si registrano, intanto, anche le analisi delle categorie economiche. Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza, commenta così la situazione: &#8220;Siamo chiaramente di fronte ad una “rivoluzione copernicana”, per certi versi un cataclisma. Ora non possiamo che attendere le mosse del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per arrivare all’auspicabile formazione di un nuovo governo in grado di prendere le redini di un Paese fortemente diviso. La preoccupazione, da parte nostra, credo sia legittima, per la complessità del quadro politico e la contestuale assoluta esigenza di governare l’Italia. A questo punto tutti i partiti, nessuno escluso, dovrebbero fare una riflessione molto seria, mettendo in primo piano le risposte ai tanti cittadini che, con il loro voto, hanno evidentemente voluto far capire la necessità di un cambiamento profondo a fronte di una situazione sociale ed economica diventata per molti insostenibile. In poche parole dovrebbero anteporre gli interessi dell’Italia a quelli di “bottega”&#8221;.</p>
<p>Il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon ribadisce, invece, le richieste dell&#8217;Associazione: &#8220;Quello che avevamo chiesto ai candidati di tutti gli schieramenti è ancora un tema su cui lavorare sodo. Se vogliamo il recupero dell&#8217;occupazione e la ripresa delle imprese, temi centrai del nostro ‘manifesto’, chiediamo innanzitutto l’eliminazione degli aumenti dell’Iva previsti per il 2019, la riduzione e semplificazione della tassazione locale, la web tax per le multinazionali dell’e-commerce. Sul fronte dell’occupazione, riteniamo indispensabile proseguire nella riduzione strutturale del costo del lavoro&#8221;. Tra gli altri temi prioritari Zanon sottolinea &#8220;la necessità di una strategia nazionale per la riqualificazione urbana e la progettazione commerciale, anche attraverso misure fiscali che stimolino l’apertura di nuove attività nei centri urbani&#8221;.</p>
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		<title>Commercio, nei centri storici del Veneto sempre meno negozi, più bar e hotel</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/02/28/commercio-nei-centri-storici-del-veneto-sempre-meno-negozi-piu-bar-hotel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 18:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Meno negozi nei centri storici, volano alberghi e ristoranti. Chiudono le botteghe alimentari, aprono più farmacie, mentre il commercio ambulante disegna un quadro ‘a macchia di leopardo’. È l’evoluzione dei capoluoghi del Veneto, cui la crisi e l’avanzata di internet [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Meno negozi nei centri storici, volano alberghi e ristoranti. <strong>Chiudono le botteghe alimentari</strong>, aprono più farmacie, mentre il commercio ambulante disegna un quadro ‘a macchia di leopardo’. È l’evoluzione dei capoluoghi del Veneto, cui la crisi e l’avanzata di internet hanno cambiato i connotati in un solo decennio.</p>
<p>“Più che un calo, una trasformazione”, precisa l’Ufficio studi di Confcommercio, che ieri a Roma ha presentato i dati nazionali e dei capoluoghi di regione (elaborati su base Unioncamere) sull’evoluzione delle strutture commerciali e turistiche nelle città italiane tra il 2008 e il 2017. Il trend è lo stesso anche nei sette capoluoghi di provincia della nostra regione: si svuotano più i centri storici che le periferie.</p>
<p>“Questo dimostra che la nostra battaglia per mantenere vive le città è sacrosanta – dichiara il presidente di Confcommercio Veneto<strong> Massimo Zanon</strong> &#8211; E non si tratta di bassi interessi di bottega, qui c’è in ballo una questione sociale, di relazioni e sicurezza, che abbraccia anche, ovviamente, tutta l’economia del territorio. I dati sugli alberghi e la ristorazione &#8211; aggiunge Zanon – non sono necessariamente lo specchio di un aumento della domanda, è certamente un aumento di concorrenza. Ora bisogna guardare alla qualità del turista”.</p>
<div id="attachment_9831" style="width: 365px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Massimo-Zanon.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9831" class=" wp-image-9831" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Massimo-Zanon-300x164.jpg" alt="" width="355" height="194" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Massimo-Zanon-300x164.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Massimo-Zanon.jpg 620w" sizes="(max-width: 355px) 100vw, 355px" /></a><p id="caption-attachment-9831" class="wp-caption-text">Massimo Zanon</p></div>
<p>“Le nostre città devono essere rilanciate – prosegue il presidente di Confcommercio Veneto – Tra le misure, penso, ad esempio, a incentivi per difendere il commercio sano. Le leve potrebbero essere la cedolare secca sulle locazioni commerciali e una <strong>‘local tax’</strong>, che però valga allo stesso modo in tutta Italia, che <strong>comprenda</strong> <strong>Imu</strong>, <strong>Tasi</strong> e <strong>Tari</strong> e che sia totalmente deducibile”.</p>
<p><strong>I dati</strong>. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, tra il <strong>2008 al 2017</strong> il cuore dei 7 capoluoghi ha perso 527 esercizi, mentre nelle periferie sono 21 le attività in meno. Il dato è più evidente a Venezia, dove il calo nei sestieri centrali della città è stato di 277 unità.</p>
<p>Oltre al settore dei generi alimentari (che, tra Venezia, Padova, Vicenza, Verona e Belluno perde complessivamente 105 esercizi, mentre a Treviso e Rovigo ne guadagna solo 22), a soffrire sono i <strong>distributori di carburante</strong> (nelle città capoluogo del Veneto ce ne sono 135 in meno rispetto al 2008). Crescono invece le farmacie, soprattutto nelle zone periferiche.</p>
<p>A Verona, Vicenza e Padova si fa più consistente il commercio ambulante, con (complessivamente) 141 imprese in più, mentre sono 43 le attività in meno registrate fra Treviso, Belluno, Rovigo e Venezia.</p>
<p>Trend decisamente in<strong> crescita</strong>, invece, per i <strong>bar e i ristoranti</strong>: 105 in più nei centri storici dei 7 capoluoghi rispetto al 2008. L’incremento è ancora più evidente nelle periferie, dove le attività salgono +229. Per non parlare degli alberghi (il cui dato si riferisce a tutto ciò il ricettivo, dagli hotel ai b&amp;b, agli affittacamere). Qui, nella crescita complessiva, che è di 439 imprese in più, c’è un certo equilibrio tra i centri storici (239) e le periferie (200). I dati più evidenti sono, per comprensibili motivi, quelli di Venezia e Verona, che registrano <strong>rispettivamente 240 e 170 attività in più rispetto al 2008</strong>.</p>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto, a dicembre in calo ma l&#8217;anno chiude bene. A Vicenza +13% di immatricolazioni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2018/01/11/mercato-dellauto-dicembre-calo-lanno-chiude-bene-vicenza-13-immatricolazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 11:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[In Veneto il mercato dell’auto continua a crescere, ma timidamente, e a dicembre ha registrato una diminuzione. È quanto emerge dai dati Unrae elaborati dal Gruppo Auto-Moto di Confcommercio Veneto. Da gennaio a dicembre 2017 le immatricolazioni sono aumentate del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Veneto il mercato dell’auto continua a crescere, ma timidamente, e a dicembre ha registrato una diminuzione.<br />
È quanto emerge dai dati Unrae elaborati dal Gruppo Auto-Moto di Confcommercio Veneto. Da gennaio a dicembre 2017 le immatricolazioni sono aumentate del 2,36% rispetto al 2016, ma il mese di dicembre ha registrato un calo del -5,29% sullo stesso mese dell’anno precedente.</p>
<p>“Il dato che ha spinto le immatricolazioni fino a novembre è stato influenzato dal massiccio ricorso alle cosiddette Km zero – spiega il presidente regionale del Gruppo Auto Moto Giorgio Sina – Successivamente, si è deciso di allentare questa strategia. Ecco perché la crescita, soprattutto a partire da dicembre, risulta inferiore rispetto all’anno precedente. Riteniamo che lo stock Km zero, la coda del superammortamento versione 2017 e l’eliminazione di questo strumento fiscale agevolativo per gli autoveicoli strumentali all’attività societaria nel 2018 condizioneranno le immatricolazioni del nuovo anno che, seppure in un quadro macroeconomico di ripresa, potrebbero attestarsi su volumi prossimi a quelli del 2017”.</p>
<p>È una vera e propria rivoluzione quella che ha investito, dal 2008 a oggi, il settore delle auto, come ricorda il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon. “Dopo il dimezzamento delle concessionarie, proseguiranno le strategie di sviluppo delle reti messe in campo per fronteggiare la crisi e continuare a essere competitivi – spiega Zanon – Prosegue la tendenza degli operatori a crescere di dimensione per migliorare la sostenibilità degli investimenti richiesti dalla Case di produzione e per consolidare l’equilibrio economico-finanziario delle aziende”.</p>
<p>Venendo ai dati, nel consuntivo dell’anno è la provincia di Vicenza l’unica ad avere una percentuale di immatricolazioni significativamente in crescita, con il +13,20%. Seguono, a distanza, Padova (+2,75%), Treviso (+1,11%), Rovigo (+0,64%) e, con segno negativo, Verona (-2,24%), Belluno (-1,95%), Venezia (-1,75%).</p>
<p>Il numero assoluto dei mezzi immatricolati nel 2017 in tutta la nostra regione è stato di 146.860 veicoli, con una classifica provinciale che vede in testa Padova (29.900 vetture), seguita da Vicenza (29.646), Verona (29.280), Treviso (24.058), Venezia (21.175), Belluno (6.490) e Rovigo (6.311).</p>
<p>Anche nel Veneto, come nel resto d’Italia, permane il problema della qualità del parco circolante, che ha un’età media di 10 anni e mezzo. “Questione sulla quale è necessario che le istituzioni, sia locali che nazionali, agiscano per assicurare la raggiungibilità dei target di emissione previsti per la 2020”, conclude Sina.</p>
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		<item>
		<title>Confcommercio: &#8220;Sul consumo di suolo in Veneto è il momento di cambiare registro&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/11/27/confcommercio-sul-consumo-suolo-veneto-momento-cambiare-registro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 18:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di suolo]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Veneto è la seconda regione in Italia per consumo di suolo, con un valore percentuale del 12,21%, contro una media nazionale del 7,64%. Siamo secondi solo alla Lombardia, ma la nostra quota di consumo pro-capite è più elevata perché [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Veneto è la seconda regione in Italia per consumo di suolo, con un valore percentuale del 12,21%, contro una media nazionale del 7,64%. Siamo secondi solo alla Lombardia, ma la nostra quota di consumo pro-capite è più elevata perché la popolazione del veneto è largamente inferiore rispetto a quella lombarda. In un solo anno, fra il 2015 e il 2016, il valore assoluto di suolo consumato nella nostra regione è stato di 563 ettari, il che ci pone al 3° posto dopo Lombardia e Sicilia.</p>
<p>Partendo dai dati dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Confcommercio Veneto ha aperto il dibattito sul futuro del territorio tra paesaggio, urbanizzazione e impresa, mettendo al centro la legge regionale sul Consumo di suolo approvata lo scorso giugno.</p>
<p>Lo ha fatto con un convegno dal titolo “Consumo di suolo: ripensare il Veneto” che si è svolto il 27 novembre all’Holiday Inn di Marghera con il confronto tra il mondo dell’impresa e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e gli interventi dei professori Amerigo Restucci, già rettore e ordinario di Storia dell’Architettura allo Iuav, e il professor Paolo Pileri, ordinario in Pianificazione e Progettazione Urbanistica e Territoriale al Politecnico di Milano, coordinati da Corrado Poli, saggista e giornalista esperto in politiche ambientali e urbane.</p>
<div id="attachment_8431" style="width: 348px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8431" class=" wp-image-8431" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon-300x207.jpg" alt="" width="338" height="233" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon-300x207.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon-768x529.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon-1024x706.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/11/MassimoZanon.jpg 1168w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" /></a><p id="caption-attachment-8431" class="wp-caption-text">Massimo Zanon</p></div>
<p>“Il paesaggio non è una ricchezza inesauribile – ha dichiarato il presidente di Confcommercio Veneto <strong>Massimo Zanon</strong> &#8211; In questa terra, seconda in Italia per consumo di suolo, l’espansione indiscriminata di alcune attività ha privato le periferie di una possibile identità e tolto alle città l’anima che avevano, in una totale assenza di pianificazione ragionata e un distorto concetto di crescita”.</p>
<p>“È arrivato il momento di cambiare registro, immaginare un orizzonte diverso, più condiviso ed equilibrato – ha aggiunto Zanon &#8211; Ora possiamo farlo: con il percorso intrapreso dal Veneto per una maggiore autonomia, abbiamo l’occasione di ridisegnare il nostro futuro liberando spazi per uno sviluppo sostenibile delle città dove l’unica speculazione ammessa è quella del pensiero. La nostra idea è tornare a stimolare la crescita imprenditoriale di piccole e grandi attività dove la gente vive, recuperando sull’errore ormai evidente che, se si esportano al di fuori dei centri urbani le attività commerciali, le città muoiono. Non esiste una città che possa essere attrattiva se oltre alle sue bellezze non ha anche un mix commerciale &#8211; ha concluso Zanon &#8211; Per questo, uno dei modelli possibili è il recupero delle strutture dismesse, pubbliche e private, per far rivivere le attività grandi e piccole all’interno delle città”.</p>
<p>Un punto, questo, sul quale converge anche Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, una delle poche in Italia ad aver varato una legge per frenare e controllare il consumo di suolo, il cui regolamento attuativo dovrebbe ‘andare in porto’ la prossima primavera.</p>
<p>“La Regione si è impegnata con questa legge a proteggere, senza frenarne la crescita, questa terra, che amo anche per i suoi paesaggi e per la bellezza delle città. Che vanno sicuramente rivitalizzate. Abbiamo capto da tempo che il nostro futuro non è riempire il Veneto di centri commerciali, ma di valorizzare ciò che abbiamo – ha aggiunto <strong>Zaia</strong> – Di grande distribuzione ce n’è che basta, diciamo pure che il Veneto ha già dato: parlate con uno che è sempre stato contrario alle aperture domenicali. Ora è arrivato il momento di mettere mano ai centri urbani – E non è solo un fatto sociale riportare i negozi sotto casa, ma è anche una questione di risparmio del territorio. Lo scopo è riportare la vita dove da molti anni si sono spente le vetrine; riaccenderle è l’obiettivo, e potranno essere insieme sia quelle dei piccoli negozi che quelle delle grandi superfici. Molte esperienze in giro per l’Europa dimostrano che si può fare, che le due cose possono convivere all’interno delle città. Detto questo, credo che i centri commerciali stiano già iniziando ad avere i loro problemi: basta guardare i fatturati di Alibaba per capire che la ‘valanga’ dell’e-commerce non è poi così lontana”.</p>
<p>“Oggi la tutela del suolo libero rappresenta la sfida delle sfide – ha dichiarato il professor <strong>Paolo Pileri</strong> – Il Veneto, assieme a poche altre regioni, si è data una legge di tutela, e questo è un bene, considerato che negli ultimi 6 mesi 18 regioni su 20, Veneto compreso, hanno continuato a consumare suolo, a fronte di una diminuzione della popolazione”.</p>
<p>“Ha fatto bene il Veneto, con questa legge – spiega Pileri &#8211; perché tutti i Paesi Ue che si sono dotati di una normativa per arginare il consumo di suolo hanno indicatori migliori dei nostri: Pil, occupazione, distribuzione della ricchezza. È però indispensabile avviare un lavoro di ‘rammendo’ dei buchi, a cominciare dalle deroghe, che il tessuto normativo di questa legge ha per perfezionare il buon lavoro fatto fin qui dalla Regione. C’è una proroga, la più clamorosa, che fissa al 2050 (fra 32 anni!) lo stop al consumo di suolo”.</p>
<p>Le conseguenze del consumo di suolo si fanno sentire anche sul piano sociale e occupazionale: “Per ogni occupato nella grande distribuzione &#8211; ha sottolineato il professor Amerigo <strong>Restucci</strong> &#8211; ci sono tre o quattro posti di lavoro che si perdono nella distribuzione di vicinato. Sono più di vent’anni che va così. Adesso, anche per i cambiamenti tecnologici che rapidissimi cambiano gli scenari, è più che mai indispensabile tornare nel cuore delle città con i servizi e i negozi di vicinato”.</p>
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		<title>Saldi, in Veneto partono bene ma senza il &#8220;botto&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/07/04/saldi-veneto-partono-bene-senza-botto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 15:38:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Giannino Gabriel]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
		<category><![CDATA[saldi]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Saldi in Veneto: non c’è stato il ‘botto’, ma in molti negozi si è registrata una tendenza positiva rispetto all’anno scorso. Lo dice Giannino Gabriel, presidente della Federazione Moda Italia di Confcommercio Veneto. “Sabato e domenica, complice forse la temperatura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Saldi in Veneto: non c’è stato il ‘botto’, ma in molti negozi si è registrata una tendenza positiva rispetto all’anno scorso. Lo dice Giannino Gabriel, presidente della Federazione Moda Italia di Confcommercio Veneto. “Sabato e domenica, complice forse la temperatura più fresca, c’è stato un lieve incremento della clientela – spiega Gabriel &#8211; A esclusione delle città d’arte, che fanno storia a sé e dove l’avvio dei saldi è andato molto bene, si sono registrate performance in leggero rialzo sul 2016”.</p>
<p>“Iniziative come gli happy friday o le ‘notti bianche’ che dir si voglia – aggiunge Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto &#8211; sono andate molto bene, ma non hanno fatto da traino per l’esordio ufficiale del sabato. Il fatto è che la fiducia delle famiglie è ancora ‘ingessata’, soldi ce ne sono pochi. Ad ogni modo confidiamo nei prossimi fine settimana: il banco di prova, di solito, è il secondo weekend e i conti comunque si fanno alla fine: c’è ancora tempo fino al 31 agosto, quando i giochi si chiuderanno”.</p>
<p>Intanto l’Ufficio Studi di Confcommercio stima che la spesa media di ogni famiglia per l’acquisto di capi di abbigliamento e calzature sarà di 230 euro. Nella nostra regione il dato sarà compreso fra i 90 e i 100 euro a persona.</p>
<p>Se un tempo i saldi erano ancorati a date e modalità ben definite, oggi subiscono gli effetti di variabili non indifferenti, come l’ascesa dell’e-commerce e le anticipazioni delle grandi catene e dei potenti monomarca (ma non solo), pratiche che Giannino Gabriel definisce “Intollerabili e scorrette, almeno finché esistono una legge e un calendario”.</p>
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		<title>Chiusure festive negozi, Confcommercio dice sì alle 12-18 annuali</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/06/13/chiusure-festive-negozi-confcommercio-dice-si-alle-12-18-annuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2017 09:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[marcello cestaro]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiusure festive dei negozi: Confcommercio Veneto esprime soddisfazione per il passo in avanti compiuto l&#8217;8 giugno scorso a Roma nella Conferenza delle Regioni. &#8220;La condivisione della proposta di dodici chiusure obbligatorie, fino a un massimo di 18, da parte della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chiusure festive dei negozi</strong>: Confcommercio Veneto esprime soddisfazione per il passo in avanti compiuto l&#8217;8 giugno scorso a Roma nella Conferenza delle Regioni. &#8220;La condivisione della proposta di <strong>dodici chiusure obbligatorie</strong>, fino a un massimo di 18, da parte della Conferenza delle Regioni è un passaggio importante – dichiara il <strong>presidente di Confcommercio Massimo Zanon</strong> &#8211; ma proprio per questo dobbiamo impegnarci tutti insieme per portare a casa definitivamente il risultato&#8221;. Zanon, che sottolinea l&#8217;impegno degli assessori Roberto Marcato e Manuela Lazzarin, è disponibile ad affrontare il tema anche assieme alle imprese venete della media distribuzione, se condividono la riflessione fatta da Marcello Cestaro qualche settimana fa.</p>
<p>&#8220;Conosciamo i nostri colleghi, come Cestaro, e le famiglie imprenditoriali del Veneto – spiega Zanon &#8211; sappiamo quali siano, a differenza delle grandi multinazionali straniere, la radice culturale, i valori e le responsabilità verso la comunità del proprio territorio: sono le prime leve del loro successo imprenditoriale. Dobbiamo partire da questa condivisione e da questa sensibilità sulla necessità di preservare e rilanciare con progetti condivisi tutto il patrimonio del tessuto commerciale e trovarci a lavorare insieme: non solo per rafforzare il lavoro avviato dalla Regione Veneto e dalla Conferenza delle Regioni nei confronti del Governo e del Parlamento, ma anche nei confronti della Commissione europea. Forse – conclude il presidente di Confcommercio Veneto &#8211; siamo a una svolta di questo percorso, che Confcommercio Veneto ha compiuto anche al fianco dei sindacati a garanzia della persona e della famiglia&#8221;.</p>
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		<title>Veneto, rallentano i consumi nel 2016. Sempre più negozi chiudono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 16:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Fedalto]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
		<category><![CDATA[unioncamere veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Congiuntura]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel quarto trimestre 2016, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, le vendite al dettaglio  hanno evidenziato un aumento del +0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Rispetto al trimestre precedente l’indice destagionalizzato ha registrato un +0,9% invertendo il -1,4% del trimestre precedente. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quarto trimestre 2016, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, le vendite al dettaglio  hanno evidenziato un aumento del +0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Rispetto al trimestre precedente l’indice destagionalizzato ha registrato un +0,9% invertendo il -1,4% del trimestre precedente. Nella media dell’intero 2016 le vendite al dettaglio hanno registrato un incremento del +1,2%, in diminuzione rispetto al ritmo di crescita dello scorso anno (+2,9% nel 2015). La rilevazione trimestrale è realizzata da Unioncamere del Veneto in collaborazione con Confcommercio Veneto condotta su un campione di 705 imprese con almeno 3 addetti (www.venetocongiuntura.it).</p>
<p>«<em>Per quanto leggermente positivi, i dati sulle vendite al dettaglio relativi all’ultimo scorcio dell’anno hanno smorzato la tendenza media del 2016</em> – commenta Giuseppe Fedalto, presidente di Unioncamere Veneto – <em>soprattutto per quanto riguarda gli esercizi di piccola superficie, che hanno sofferto più degli altri. Nemmeno il periodo natalizio è riuscito a dare uno slancio al trend delle vendite al dettaglio. Intanto continua l’emorragia di esercizi commerciali in Veneto: tra gennaio e dicembre 2016 hanno abbassato la serranda oltre 3.600 negozi mentre le nuove aperture sono state meno di 2.000</em>».</p>
<p>La dinamica delle vendite è ascrivibile alla variazione positiva del fatturato dei supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+1,3%) e dal commercio al dettaglio alimentare (+0,8%), mentre il non alimentare ha segnato una tendenza negativa col -0,3%. Sotto il profilo dimensionale, le vendite hanno mostrato performance migliori negli esercizi di media e grande dimensione (+1,1%), mentre quelli di piccole dimensioni hanno registrato una tendenza negativa del -0,5%.</p>
<p>«<em>In un clima in cui soffrono tutti, i più penalizzati sono i negozi dei centri urbani</em> – dichiara il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon. – <em>Tra costi di locazione, che continuano a rimanere alti, e spese di gestione a dir poco impegnative, faticano a tenere il passo. Continua a preoccupare il dato negativo registrato nel settore non alimentare e, come evidenzia l’analisi, le imprese non intravvedono una ripresa nemmeno per quanto riguarda il prossimo trimestre. Ribadisco che per tornare a essere competitivi è indispensabile una seria politica di rigenerazione urbana</em>».</p>
<p>I prezzi di vendita hanno segnato un lieve aumento (+0,2%), per quanto riguarda i gruppi  merceologici, l’aumento ha riguardato il commercio al dettaglio alimentare (+1,2%) e quello non alimentare (+0,7%). Variazione leggermente in calo per supermercati, iper e grandi magazzini (-0,3%). A livello dimensionale ancora un leggero aumento del +0,8% per gli esercizi di piccola superficie mentre medie e grandi aree commerciali hanno registrato un calo del -0,2%. Gli ordinativi, dopo il +0,6% del trimestre precedente, sono tornati in diminuzione del -1,1% con la media annua rimasta attorno ai valori dello zero (-0,1%), in calo rispetto al +0,7 del 2015. La principale variazione negativa è ascrivibile principalmente alla dinamica del commercio al dettaglio non alimentare (-2,2%), mentre supermercati, iper e grandi magazzini hanno registrato un -0,4%. Unica tendenza positiva quella del commercio al dettaglio alimentare (+0,4%). Indicatori negativi per tutte le classi di superfici (-1,5% le piccole, -1% le medio grandi). L’occupazione ha registrato un aumento del +0,6, confermando la dinamica positiva dello scorso trimestre (+1,6%). Sono ancora i supermercati, iper e grandi magazzini a sostenere l’occupazione (+1,5%), oltre al commercio al dettaglio alimentare (+1,4%). Al contrario il commercio non alimentare ha segnato un -1%. Le aree di media e grande dimensione sono cresciute del +1%, mentre quelle di piccola superficie hanno una variazione negativa del -0,4%.</p>
<p>Dopo il lieve miglioramento del trimestre precedente, il clima di fiducia degli imprenditori per i prossimi tre mesi torna negativo. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione del volume d’affari crolla a -27,3 punti percentuali (era +1,6 p.p. del trimestre precedente). Peggiorano anche i saldi degli ordini (-22,2 p.p. contro il -4,7 p.p. precedente) e dell’occupazione che scende a -6,3 p.p. (-5,4 p.p. precedente). Sul versante dei prezzi di vendita gli imprenditori si aspettano un aumento del +3,9 p.p., in crescita rispetto allo scorso trimestre (+1,6 p.p.).</p>
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		<title>In Veneto è record di cemento: lo conferma l&#8217;Ispra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 17:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Ispra]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
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					<description><![CDATA[Veneto da record per consumo di suolo: lo dice l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale che nei giorni scorsi ha diffuso i dati sul consumo di suolo in Italia. Gli fa eco il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Veneto da record per consumo di suolo: lo dice l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale che nei giorni scorsi ha diffuso i dati sul consumo di suolo in Italia. Gli fa eco il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon: “Lo andiamo dicendo da quasi un ventennio, lanciando l’allarme ai primi segnali che già parlavano di un pulluare di capannoni destinati, secondo le nostre previsioni, a fagocitare il commercio e la vita dei centri urbani per poi cannibalizzarsi”.</p>
<p>Secondo lo studio dell’Ispra, il Veneto è al primo posto in Italia, assieme alla Lombardia, con il valore percentuale più elevato (10%) per consumo di suolo e fra i territori con il più elevato rischio idrogeologico.</p>
<p>Per porre un freno al dilagare dei ‘non luoghi’ nelle periferie e al conseguente degrado dei centri storici, Confcommercio è impegnata a livello nazionale e territoriale in un progetto di rigenerazione urbana in alleanza con l’Associazione dei Comuni Italiani. Tra gli strumenti, la leva fiscale e le agevolazioni ai commercianti che operano in contesti disagiati.</p>
<p>La partita si gioca anche sul fronte dei fondi europei per finanziare progetti di riqualificazione e azioni innovative in ambito urbano.</p>
<p>“La cementificazione non fa bene al commercio, tanto meno al turismo. Ma soprattutto non fa bene alla vita sociale, alla sicurezza, alla nostra identità &#8211; aggiunge Zanon – Eppure si continua a costruire, si continuano a concedere aree e cambi d’uso. È vista che prima o poi (sta già accadendo) le periferie precipiteranno nel degrado con i loro inutili capannoni vuoti. Nel frattempo i centri urbani si sono svuotati. Per recuperarli, abbiamo avviato una serie di progetti chiedendo che venga data la precedenza al riuso dell’esistente piuttosto che alla costruzione di nuovi ‘mostri’”.</p>
<p>“Le nostre città – conclude Zanon &#8211; hanno<strong> bisogno di grandi progetti</strong>, di visioni lungimiranti, per tornare ad essere attrattive per i cittadini, per i consumatori, per i visitatori, per i lavoratori e per gli investitori e gli imprenditori. Le periferie di plastica dei centri commerciali che hanno sostituito i campi sono ormai sature”.</p>
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