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	<title>mercato del lavoro &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Mercato del lavoro, secondo l&#8217;Istat 8 addetti su 10 nelle cooperative hanno un contratto indeterminato</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/03/mercato-del-lavoro-secondo-listat-8-addetti-su-10-nelle-cooperative-hanno-un-contratto-indeterminato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 17:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Più di 8 addetti su 10 (85%) nelle cooperative hanno un contratto stabile con assunzione a tempo indeterminato. E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop in riferimento agli ultimi dati Istat che indicano nel mercato del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di 8 addetti su 10 (85%) nelle cooperative hanno un contratto stabile con <strong>assunzione</strong> a tempo indeterminato.</p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative <strong>Uecoop</strong> in riferimento agli ultimi <strong>dati Istat</strong> che indicano nel <strong>mercato del lavoro</strong> un aumento dei <strong>dipendenti</strong> a termine, ovvero i precari, arrivati a quota <strong>3 milioni 123 mila</strong> a novembre 2019 in Italia. Una situazione alla quale le cooperative rispondono con la loro capacità di generare rapporti di lunga durata in quasi ogni settore produttivo – spiega Uecoop &#8211; dalla logistica alla gestione dei rifiuti, dall’agricoltura all’abbigliamento, dall’informatica all’edilizia, dai trasporti alla vigilanza per un totale di oltre 1,2 milioni di addetti.</p>
<p>I <strong>lavoratori</strong> delle cooperative – spiega Uecoop &#8211; sono concentrati soprattutto fra i 30 e i 49 anni (58,5%), il 13,1% ha un’età compresa tra 15 e 29 anni e più di un quarto ha oltre 50 anni. Un addetto su 2 è donna – evidenzia Uecoop &#8211; mentre circa il 66% ha un diploma di scuola secondaria e più del 15% è laureato. Gli operai sono il 64,8% del totale, gli impiegati rappresentano il 30,8% impiegato, mentre il resto sono quadri, apprendisti e dirigenti secondo l’Istat. Ma per un forte rilancio dell’occupazione – sottolinea Uecoop &#8211; è strategico tagliare il cuneo fiscale a fronte di imposte e contributi che pesano per circa il 50% sulle retribuzioni.</p>
<p>Nella situazione attuale – evidenzia Uecoop – per uno stipendio netto di mille euro bisogna prevedere un costo totale di circa il doppio per soddisfare il fisco fra contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e del dipendente e imposte sul reddito di vario genere. Per questo– conclude Uecoop – il taglio del cuneo agisce sia a vantaggio dei lavoratori che delle imprese, favorendo gli investimenti sul personale, il ricambio generazionale e la crescita dell’occupazione.</p>
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		<title>Segnali positivi per il mercato del lavoro, ma anche a Vicenza le ultime assunzioni non sono ‘buone’</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/12/16/segnali-positivi-mercato-del-lavoro-anche-vicenza-le-ultime-assunzioni-non-buone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2017 10:29:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[assunzioni vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Studiando i dati del 3° trimestre 2017 su assunzioni/cessazioni di lavoro dipendente pubblicati da Veneto Lavoro, anche a Vicenza si nota la ripresa di movimento (in verità già avviata nei trimestri precedenti). Rammentando che di numero di contratti si tratta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Studiando i dati del 3° trimestre 2017 su assunzioni/cessazioni di lavoro dipendente pubblicati da Veneto Lavoro, anche a Vicenza si nota la ripresa di movimento (in verità già avviata nei trimestri precedenti).</p>
<p class="p3">Rammentando che di numero di contratti si tratta e non di teste &#8211; le persone possono avere avuto più contratti in corso d’anno -, i dati sono questi: 33.320 assunzioni (19.065 uomini, 14.255 donne) e 33.050 cessazioni (19.370 uomini, 13.680 donne), con saldo positivo di 270 unità. E’ il dato migliore dal lontano 2008, anno di avvio della crisi.</p>
<p class="p3">Confermando il trend nazionale, anche a Vicenza si osserva la netta prevalenza dei contratti a termine (va ricordato che è stata abolita la causale che prima giustificava questo tipo di contratto): <strong>solo il 13% delle assunzioni fatte sono state a tempo indeterminato</strong>; la somma tra contratti a tempo determinato e lavoro somministrato arriva all&#8217;81%. Al 6% i contratti di apprendistato.</p>
<p class="p3">Molti ancora i part-time (29%). In crescita il lavoro a chiamata (effetto della soppressione dei voucher), come il lavoro parasubordinato e i tirocini (2.460 di cui 2.010 di giovani).</p>
<p class="p3">Non sono poche anche le cessazioni, attribuibili in larga parte (23.240) alla fine dei contratti a termine, mentre, rispetto ai trimestri precedenti, sono in decrescita i licenziamenti (4,7% del totale) e stazionarie le dimissioni.</p>
<p class="p3">Il numero dei disoccupati immediatamente disponibili al lavoro, a Vicenza, è 44.825, di cui almeno 16.600 in lista da più di due anni.</p>
<p class="p4">Dai dati si evince che aumentano i lavoratori in possibili difficoltà (part-time involontario, contratti a scadenza&#8230;) e si allarga la forbice delle disuguaglianze. Da anni scelte politiche precise hanno ridotto diritti e tutele, sostenuto la flessibilità del mercato del lavoro e favorito gli incentivi a pioggia alle imprese attraverso la decontribuzione.</p>
<p class="p4">Come Cgil riteniamo che non sia più rinviabile un cambio di passo. Le risorse devono essere indirizzate verso gli investimenti, così da poter valorizzare saperi, ricerca e innovazione. La formazione continua è fondamentale.</p>
<p class="p4">Su questi terreni l’Italia è piuttosto lontana dagli altri paesi europei. E da ciò deriva anche la scarsa produttività denunciata.</p>
<p class="p4">Se non si farà questo cambio di passo, ne andrà del diritto delle persone e delle famiglie: <strong>i dati sulla natalità decrescente denunciano anche questo. </strong>Ne andrà della qualità del nostro sistema economico e della coesione sociale dei territori.</p>
<p class="p4">Questa è una sfida che deve vedere impegnati tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Cgil Vicenza</p>
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