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	<title>Ministero della Salute &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Fine vita, attivata la banca dati del testamento biologico</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/19/fine-vita-attivata-la-banca-dati-del-testamento-biologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 16:14:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[banca dati]]></category>
		<category><![CDATA[Dat]]></category>
		<category><![CDATA[disposizioni anticipate di trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[fine vita]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Ministero della Salute ha istituito la banca dati nazionale per raccogliere e registrare tutte le disposizioni anticipate di trattamento (Dat). La nuova banca dati Dat, attiva da inizio febbraio, ha la funzione di raccogliere copia delle disposizioni anticipate di trattamento, garantirne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero della Salute ha istituito la <strong>banca dati nazionale</strong> per raccogliere e registrare tutte le <strong>disposizioni anticipate di trattamento</strong> (Dat).</p>
<p>La nuova banca dati Dat, attiva da inizio febbraio, ha la funzione di raccogliere copia delle disposizioni anticipate di trattamento, garantirne il tempestivo aggiornamento in caso di rinnovo, modifica o revoca e assicurare la piena accessibilità sia da parte del medico che ha in cura il paziente, in situazioni di incapacità di autodeterminarsi, sia da parte del disponente che del fiduciario eventualmente da lui nominato.</p>
<p>Attraverso le Dat ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un&#8217;eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere le proprie volontà in materia di singoli trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari.</p>
<p>Sono incaricati di aggiornare la banca dati gli ufficiali di stato civile dei Comuni di residenza dei disponenti, o loro delegati, e delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all&#8217;estero; i notai e capi degli uffici consolari italiani all&#8217;estero, nell&#8217;esercizio delle funzioni notarili; i responsabili delle unità organizzative competenti delle Regioni che abbiano adottato modalità di gestione della cartella clinica o del fascicolo sanitario elettronico o altre modalità di gestione informatica dei dati degli iscritti al Servizio sanitario nazionale, e che abbiano, con proprio atto, regolamentato la raccolta di copia delle Dat.</p>
<p>La banca dati raccoglierà anche le informazioni sulle Dat espresse prima dell&#8217;1 febbraio. Notai, Comuni e Regioni sono stati, infatti, chiamati a trasmettere al Ministero della Salute entro l&#8217;1 aprile, affinché venga inserito nella banca dati un elenco nominativo delle persone che hanno espresso dichiarazioni anticipate di trattamento prima della realizzazione della stessa.</p>
<p>Per l&#8217;inserimento nella banca dati nazionale i cittadini possono presentare le Dat su <strong>carta libera</strong> scrivendo a mano in modo leggibile o utilizzando il pc, la macchina da scrivere, ecc. La dichiarazione, datata e sottoscritta dal disponente, deve contenere i dati anagrafici del disponente (cognome, nome, data e luogo di nascita, email); l&#8217;indicazione delle situazioni in cui dovranno essere applicate le Dat (ad esempio, in caso di malattia invalidante e irreversibile, ecc.); il consenso o il rifiuto di specifiche misure mediche.</p>
<p>Nella dichiarazione è consigliata anche l&#8217;indicazione di un solo fiduciario, completa di dati anagrafici, recapito telefonico ed email.</p>
<p>Le Dat vanno esibite personalmente all’ufficiale di stato civile, assieme al documento d’identità valido e il codice fiscale sia del disponente che del fiduciario.</p>
<p>L&#8217;ufficiale di stato civile provvederà ad inserire i dati richiesti nell&#8217;apposito modulo del Ministero della Salute allegando la scansione delle Dat solo su consenso del disponente o in caso contrario indicando il Comune in cui sono reperibili. Al disponente sarà rilasciata l&#8217;attestazione dell&#8217;avvenuto deposito.</p>
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		<title>Sanità veneta in attivo per 13,7 milioni nel 2016. Zaia: &#8220;Vittoria di squadra&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/01/03/sanita-veneta-attivo-137-milioni-nel-2016-zaia-vittoria-squadra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 19:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[“La squadra compatta della sanità veneta, gestita con la prudenza e la saggezza del buon padre di famiglia, ha vinto ancora, anche sui conti. Non ce li siamo fatti da noi, ma sono stati valutati euro per euro dal Tavolo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La squadra compatta della sanità veneta, gestita con la prudenza e la saggezza del buon padre di famiglia, ha vinto ancora, anche sui conti. Non ce li siamo fatti da noi, ma sono stati valutati euro per euro dal Tavolo Ministeriale Adempimenti per l’Istruttoria del Bilancio consuntivo 2016, effettuata nel luglio 2017, che si conclude attestando che ‘La Regione Veneto presenta a conto consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mila euro’”.</p>
<p>Ne dà notizia, “con soddisfazione e anche un po’ d’orgoglio”, il Presidente Luca Zaia, dopo che la Giunta regionale ha ricevuto e formalizzato gli esiti del sempre più difficile esame sui conti sanitari delle Regioni, effettuato da uno specifico Tavolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La valutazione nazionale avviene di solito entro l’estate dell’anno successivo a quello preso in esame.</p>
<p>“Mentre manovre più politiche che tecniche, e comunque tecnicamente inspiegabili – aggiunge il Governatore – vorrebbero escludere il Veneto dalla Regioni benchmark in sanità, il Veneto mette a segno un’accoppiata storica, abbinando i conti in attivo con il primo posto in Italia, appena riconosciutoci dal Ministero della Salute, per la capacità di erogazione dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza che, per legge e sulla base della Costituzione, tutte le Regioni sarebbero obbligate a garantire ai loro cittadini”.</p>
<p>“Il tutto – fa notare il Governatore – senza tasse, unici in Italia a non aver introdotto, e non lo faremo nemmeno quest’anno, l’addizione regionale Irpef sulla sanità, il che significa che sul podio, con i conti in attivo, la promozione sui LEA, zero tasse, la sanità veneta vince la medaglia d’oro, quella d’argento e anche quella di bronzo”.</p>
<p>“Senza dimenticare – fa notare Zaia – i sostanziosi progressi nella tempestività dei pagamenti ai fornitori che nel 2016 siamo arrivati a pagare fino a 12 giorni prima rispetto alla scadenza prevista”.</p>
<p>“Il primo pensiero è comunque un grazie corale – dice Zaia – che accomuna davvero tutti: i veneti che ci hanno seguito in un profondo cammino di riforma e riorganizzazione, che non è finito, ma che ha già dato grandi risultati; il mio Assessore Coletto, il Direttore Generale Domenico Mantoan e tutto il team dei tecnici regionali dell’Area Sanità e Sociale; la Giunta e il Consiglio regionale, la maggioranza che ci sostiene, sempre capaci di trovare soluzioni valide per i veneti; i Direttori Generali ai quali chiediamo e chiederemo moltissimo ancora; tutto il personale, sanitario e amministrativo, che collabora ogni giorno all’attuazione delle scelte e della programmazione, spesso gettando il sapere scientifico e il cuore ben oltre i doveri contrattuali”.</p>
<p>Anche quest’anno, la promozione è arrivata attraverso diverse linee d’azione, come la redazione di Piani di rientro per le Aziende più in difficoltà, l’attuazione di politiche di contenimento dei costi evitando di incidere sui servizi, la razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse impiegate, assegnando ai Direttori Generali obbiettivi e indicatori di performance, utilizzando con prudenza e visione di lungo respiro la quota di Gestione Sanitaria Accentrata che ogni anno il Riparto del Fondo Sanitario Nazionale assegna alla Giunta.</p>
<p>L’avanzo attestato dal Mef per il 2016 ammonta per la precisione a 13 milioni 729 mila 807 euro e 53 centesimi.</p>
<p>Nell’anno valutato dal Ministero, alcune aziende sanitarie venete hanno chiuso con perdite d’esercizio pari a 219 milioni 851 mila euro, altre con un attivo di 3 milioni 680 mila euro., per una perdita di esercizio aggregato di 216 milioni 170 mila euro. Ciò a fronte di un utile della Gestione Sanitaria Accentrata in capo alla Giunta regionale pari a 233 milioni 581 mila euro. L’utile di esercizio consolidato è stato quindi fissato dalla Regione in 17 milioni 410 mila euro, poi ridotto a 13 milioni 729 mila euro sulla base delle severe verifiche effettuate dal Ministero competente.</p>
<p>Le perdite aziendali sono state coperte con gli utili GSA 2016 per 170 milioni 109 mila euro e per 49 milioni 741 mila euro con fondi patrimoniali già contabilizzati nel bilancio GSA 2016. In particolare, si tratta della quota parte del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze 2015, pari a 20 milioni 368 mila euro; degli accantonamenti effettuati dalla GSA 2015 pari a 24 milioni 600 mila euro.</p>
<p>Secondo i tecnici della Regione, la copertura delle perdite aziendali 2016 tramite i fondi patrimoniali per 49 milioni 741 mila euro ha escluso la necessità di ricorrere agli utili 2016 per l’importo corrispondente. Pertanto, all’utile consolidato 2016 attestato dal Ministero, pari a 13 milioni 729 mila euro, vanno sommati gli ulteriori 49 milioni 741 mila euro, il che porta l’utile consolidato 2016 a 63 milioni 471 mila 680 euro e 47 centesimi.</p>
<p>Di questi, 30 milioni sono destinati al rimborso dei prestiti tra Aziende previsti e autorizzati dalla Giunta fin dal 2014 con la delibera nr. 1374; gli altri 33 milioni 471 mila euro vengono riclassificati nella voce “Patrimonio Netto dell’Azienda Zero” (nata con la riforma dell’ottobre 2016) e verranno così utilizzati: 20 milioni di euro come investimento per la ristrutturazione dell’ospedale Codivilla di Cortina e 13 milioni 471 mila euro a disposizione per il finanziamento degli investimenti secondo le priorità individuate dalla Commissione Regionale per gli Investimenti in Tecnologia e Edilizia Sanitaria (CRITE).</p>
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		<title>Pfas, sulla plasmaferesi Coletto scrive a Lorenzin: &#8220;Urgono chiarimenti su base scientifica&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/12/18/pfas-sulla-plasmafersi-coletto-scrive-lorenzin-urgono-chiarimenti-base-scientifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 18:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Beatrice Lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Coletto]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[plasmaferesi]]></category>
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					<description><![CDATA[In seguito alle parole del Ministro Lorenzin “potrebbero aprirsi profili di problematicità per i Centri Trasfusionali e, in generale, per l’approvvigionamento di sangue. Alla luce di quanto detto, si resta in attesa di ricevere chiarimenti sul tema, supportati da documentazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito alle parole del Ministro Lorenzin “potrebbero aprirsi profili di problematicità per i Centri Trasfusionali e, in generale, per l’approvvigionamento di sangue. Alla luce di quanto detto, si resta in attesa di ricevere chiarimenti sul tema, supportati da documentazione scientifica”.</p>
<p>Si conclude con queste parole e con questa richiesta la lettera inviata oggi dall’Assessore alla Sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in relazione alla situazione determinatasi dopo l’intervento in Parlamento con il quale il Ministro ha espresso esplicite critiche alla scelta di utilizzare la plasmaferesi per abbattere la presenza di sostanze perfluoroalchiliche nel sangue delle persone residenti nell’area del Veneto colpita dall’inquinamento delle acque da Pfas.</p>
<div id="attachment_8724" style="width: 286px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Luca-Coletto.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8724" class="wp-image-8724" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Luca-Coletto.jpg" alt="" width="276" height="276" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Luca-Coletto.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Luca-Coletto-150x150.jpg 150w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Luca-Coletto-225x225.jpg 225w" sizes="(max-width: 276px) 100vw, 276px" /></a><p id="caption-attachment-8724" class="wp-caption-text">Luca Coletto</p></div>
<p>“Poichè tale procedura (la plasmaferesi ndr) – si legge anche nella lettera di Coletto – è stata da Voi definita inutile e fortemente sconsigliata, si è provveduto a sospenderne l’offerta alla popolazione target che, volontariamente, ne ha fatto richiesta, in attesa di ricevere la documentazione che supporti scientificamente quanto affermato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intanto anche il Coordinatore del Centro Regionale Attività Trasfusionali-Crat e i Direttori dei Dipartimenti Trasfusionali del Veneto si sono riuniti oggi per valutare sul piano tecnico-scientifico e su quello della sicurezza e dell’appropriatezza la situazione relativa all’utilizzo della plasmaferesi per abbattere la presenza delle sostanze perfluoroalchiliche nel sangue delle persone contaminate dai Pfas, sottoscrivendo un documento che è stato inviato al Ministro della Salute. Nel documento i sanitari concludono affermando che &#8220;l’esecuzione di un numero limitato di procedure di plasmaferesi ogni due settimane (come previsto dal protocollo messo in atto dai sanitari veneti fino alla sospensione del 15 dicembre ndr.) è pratica sicura e sostanzialmente scevra da rischi”.</p>
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		<item>
		<title>Salute delle donne, bollino rosa a 35 ospedali veneti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/05/salute-delle-donne-bollino-rosa-35-ospedali-veneti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 17:33:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Nazionale salute donna]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono ben 35, cifra record mai raggiunta negli anni, al secondo posto nazionale dietro la Lombardia, gli ospedali della Regione Veneto insigniti del “bollino rosa” che l’Osservatorio Nazionale Salute Donna – ONDA ha individuato come strutture sanitarie particolarmente attente alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ben 35, cifra record mai raggiunta negli anni, al secondo posto nazionale dietro la Lombardia, gli ospedali della Regione Veneto insigniti del “bollino rosa” che l’Osservatorio Nazionale Salute Donna – ONDA ha individuato come strutture sanitarie particolarmente attente alla salute della donna nel bando effettuato per il biennio 2018-2019.</p>
<p>Oltre ai bollini rosa (uno, due o tre per ospedale a seconda delle valutazioni di ONDA), il Veneto ha incassato anche una menzione speciale, assegnata all’Ospedale Borgo Roma dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona per la sezione “Cardiologia al Femminile”.</p>
<p>La cerimonia di premiazione degli ospedali si è svolta stamattina al Ministero della Salute a Roma.</p>
<p>Gli ospedali veneti premiati sono in tutte e sette le province della regione. 3 di loro hanno ottenuto un bollino; 20 due bollini; e ben 12 tre bollini, il massimo della valutazione.</p>
<p>“ONDA è un Osservatorio che non fa sconti – ha commentato il Presidente della Regione Luca Zaia – e se una buona metà dei nostri ospedali ha ottenuto il riconoscimento, e 35 su 306 premiati significa più del 10% di tutta Italia, significa davvero che si è fatto, e si continuerà a fare, un gran lavoro, caratterizzato da attenzione umana ai problemi di salute della donna e da capacità scientifiche e professionali messe al suo servizio”.</p>
<p>“Dedico questo riconoscimento a tutte le donne venete e agli operatori e operatrici sanitarie che si occupano di loro – aggiunge Zaia – e mi piace pensare che sia arrivato in maniera così diffusa grazie ai molti investimenti fatti negli ultimi anni su questo fronte, a cominciare dalla creazione delle Breast Unit che prendono in carico la donna colpita da tumore al seno dal momento della diagnosi a quello dell’auspicata guarigione, alla creazione della Rete Oncologica Veneta, e non a caso l’Istituto Oncologico Veneto è tra le strutture che hanno ottenuto tre bollini, e alle capacità cliniche e umane dei sanitari, che su ogni caso profondono scienza ai massimi livelli, ma anche cuore e passione”.</p>
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		<title>Vaccini, per l&#8217;anno scolastico 2017/18 basterà l&#8217;autocertificazione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sanita/2017/09/01/vaccini-lanno-scolastico-201718-bastera-lautocertificazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 20:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello Soro]]></category>
		<category><![CDATA[Garante della Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[Solo per l&#8217;anno scolastico 2017/2018, &#8220;in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla ASL di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate&#8221;. Lo prevede la circolare predisposta dai ministeri della Salute [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="news-txt">
<p>Solo per l&#8217;anno scolastico 2017/2018, &#8220;in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla ASL di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate&#8221;. Lo prevede la circolare predisposta dai ministeri della Salute e dell&#8217;Istruzione per agevolare scuole e famiglie.  E basteranno anche una mail o una raccomandata inviata alla asl, da presentare a scuola, per dimostrare la volontà di vaccinare i propri figli.  Proprio &#8220;per agevolare le famiglie, per l&#8217;anno scolastico 2017/2018 &#8211; si legge &#8211; la richiesta di vaccinazione potrà essere effettuata anche telefonicamente (purché la telefonata sia riscontrata positivamente, con un appuntamento fissato), inviando una mail all&#8217;indirizzo di posta elettronica ordinaria (PEO) o certificata (PEC) di una delle ASL della regione di appartenenza o inoltrando una raccomandata con avviso di ricevimento&#8221;.</p>
<p>Su questo tema è intervenuto anche il Garante della Privacy stabilendo che da oggi gli istituti scolastici e i servizi educativi per l&#8217;infanzia potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl per consentire la verifica della regolarità vaccinale. Questa la decisione del Garante che ha adottato un provvedimento urgente per consentire un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019. &#8220;Abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati&#8221;, dice il Presidente Antonello Soro.</p>
</div>
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		<title>Gli italiani spendono sempre di più in sanità privata</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/16/gli-italiani-spendono-sempre-piu-sanita-privata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 12:21:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Censis]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare Day]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato pubblicato nelle scorse settimane il VII Rapporto Rbm-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermediata, presentato in occasione del Welfare Day 2017 con il patrocinio del Ministero della Salute. Dal Rapporto emerge che la spesa sanitaria privata degli italiani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato pubblicato nelle scorse settimane il VII Rapporto Rbm-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermediata, presentato in occasione del Welfare Day 2017 con il patrocinio del Ministero della Salute. Dal Rapporto emerge che la spesa sanitaria privata degli italiani continua a crescere. Nel 2016 è arrivata a 37,3 miliardi di euro ed è sostenuta in grandissima parte direttamente dalle famiglie.</p>
<p>L&#8217;Italia continua ad avere una spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil inferiore a quella di altri grandi Paesi europei. Nel nostro Paese è pari al 6,8% del Pil, in Francia all&#8217;8,6%, in Germania al 9%. In questi anni il recupero di sostenibilità dei servizi sanitari regionali non è stato indolore. È salito a 12,2 milioni il numero di persone che nell&#8217;ultimo anno hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche (1,2 milioni in più rispetto all&#8217;anno precedente). Il miracolo del recupero di sostenibilità finanziaria del servizio sanitario di tante Regioni ha impattato sulla copertura per i cittadini. Il più alto ricorso alla sanità pagata di tasca propria ha come contraltare il fatto che chi non ce la fa economicamente è costretto alla rinuncia o al rinvio di prestazioni.</p>
<p>Le difficoltà di accesso al sistema pubblico sono aumentate. <strong>Le liste d&#8217;attesa sono sempre più lunghe</strong>. I dati indicano che per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l&#8217;attesa arriva in media a 142 giorni. Per una colonscopia l&#8217;attesa media è di 93 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Centro di giorni ce ne vogliono mediamente 109. Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Sud sono necessari 111 giorni. Per una visita cardiologica l&#8217;attesa media è di 67 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma l&#8217;attesa sale a 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica si attendono in media 47 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma ne servono 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (18 giorni in più rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud.</p>
<p>In questo contesto cresce l&#8217;attenzione verso la sanità integrativa, che potrebbe mettere in moto risorse pari a 15 miliardi di euro l&#8217;anno, come confermato anche dalle proiezioni di Rbm.</p>
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		<title>Vaccini obbligatori, attivo il numero di pubblica utilità del Ministero della Salute</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sanita/2017/06/14/vaccini-obbligatori-attivo-numero-pubblica-utilita-del-ministero-della-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 17:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[Attivo da oggi il numero “di pubblica utilità” 1500 predisposto dal Ministero della Salute a seguito del Decreto Legge sulla prevenzione vaccinale pubblicato in Gazzetta Ufficiale mercoledì scorso. Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16 medici ed esperti risponderanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attivo da oggi il numero “di pubblica utilità” <strong>1500 </strong>predisposto dal Ministero della Salute a seguito del Decreto Legge sulla prevenzione vaccinale pubblicato in Gazzetta Ufficiale mercoledì scorso. Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16 medici ed esperti risponderanno ai dubbi di chi chiamerà e daranno informazioni sulle novità introdotte. Tra queste, il numero dei <strong>vaccini</strong> obbligatori che diventano 12, oltre che requisito per l’iscrizione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia, e l’introduzione di sanzioni pecuniarie (da 500 a 7.500 euro) per i genitori che non vaccinano i propri figli. Il servizio del numero telefonico si inserisce nell’impegno del <strong>Ministero della Salute</strong> «di promuovere iniziative di comunicazione e informazione istituzionale per favorire la conoscenza del decreto»; oltre a questo è già stato fatto un accordo con il Miur per il prossimo anno scolastico che prevede, come si legge nel decreto legge, l’organizzazione di «iniziative di formazione del personale docente ed educativo, delle studentesse e degli studenti sui temi della prevenzione sanitari e in particolare delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori».</p>
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		<title>I genitori non vaccinano i figli, +230% di casi di morbillo in Italia. Veneto in controtendenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 15:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Coletto]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[morbillo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero della Salute ha lanciato nei giorni scorsi l&#8217;“allarme morbillo” in Italia: a fronte degli 844 segnalati nel 2016, da inizio 2017 ne sono già stati registrati più di 700, con un incremento di oltre il 230% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi. La maggior parte è stata segnalata da sole 4 Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana.</p>
<p>&#8220;Il morbillo &#8211; informa il dicastero &#8211; continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune Regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori&#8221;.</p>
<p>La situazione in Veneto è al momento sotto controllo ed è continuamente monitorata, con un numero di casi che al momento non suscita allarme. Non solo, ma le coperture vaccinali sono in significativo aumento. Per il morbillo, in particolare, è stata fatta una rilevazione mirata alla valutazione di tutta la popolazione compresa tra i 2 ed i 18 anni, con un risultato di copertura vaccinale pari al 92,6%; tale fascia d’età consente di valutare appieno una buona protezione da questa malattia. Rilevante è l’aumento per l’ultimo anno osservato, quello dei nati nel 2014, che tocca l’89,2% con un aumento di due punti rispetto al precedente rilevamento.<br />
Lo rivela l’inedito Report sull’Attività Vaccinale in Veneto dell’anno 2016, realizzato dalla Direzione regionale Prevenzione, che considera la coorte dei nati nel 2014 per tutte le vaccinazioni offerte dalla Regione e che è stato diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità Luca Coletto.</p>
<p>“Questi dati – dice Coletto – confermano la bontà delle scelte fatte mantenendo la non obbligatorietà e affiancandola a un lavoro quotidiano di informazione e responsabilizzazione dei genitori. Il semplice obbligo non paga – aggiunge l’Assessore – perché la gente non è stupida e, se informata adeguatamente come facciamo in Veneto, capisce e aderisce con quella convinzione che non può esserci in regime di obbligatorietà. Morbillo a parte – aggiunge – è straordinario il dato complessivo: un aumento generalizzato delle coperture in anni nei quali il fronte degli scettici e dei contrari, unito alle bufale del web, avevano allontanato molte coppie dalla cultura della vaccinazione consapevole.”</p>
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