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	<title>miteni &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Jan 2019 16:31:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Pfas, la Cgil presenta esposto in Procura di Vicenza: &#8220;Tutelare salute dei lavoratori&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2019/01/11/pfas-la-cgil-presenta-esposto-in-procura-di-vicenza-tutelare-salute-dei-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2019 16:41:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Trissino]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Un esposto è stato depositato oggi dalla Cgil provinciale e regionale alla Procura di Vicenza, nelle mani del procuratore capo Antonino Cappelleri, sull&#8217;inquinamento da Pfas che ha interessato il Vicentino e parte delle province di Verona e Padova, per una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un esposto è stato depositato oggi dalla Cgil provinciale e regionale alla Procura di Vicenza, nelle mani del procuratore capo Antonino Cappelleri, sull&#8217;inquinamento da Pfas che ha interessato il Vicentino e parte delle province di Verona e Padova, per una popolazione stimata di oltre 300 mila persone.</p>
<p>L’esposto è stato corredato dallo studio del 20 marzo 2017 dei dottori Paolo Girardi e Ennzo Merler di “Valutazione degli effetti a lungo termine sulla salute dei dipendenti di un’azienda chimica che ha prodotto intermedi per l’industria agroalimentare, l’industria farmaceutica e derivati perfluorurati (Pfoa, Pfos)”, “Valutazione della Mortalità dei lavoratori dell’azienda RIMAR-MITENI”. Studi che spiegano come vi sia un eccesso di mortalità tra questi lavoratori rispetto ad altre tipologie produttive. Le cause di morte rientrano in patologie come tumori epatici, iperidrosi epatica, ipertensione, diabete mellito. Tali studi evidenziano che vi è un rischio elevato di danno sulla salute dei lavoratori della Miteni che potrà rivelarsi nel tempo.</p>
<p>Le ipotesi di reato che si profilano sono l’omicidio colposo, lesioni personali e colpose e delitti colposi contro la salute pubblica.</p>
<p>&#8220;Con questa azione legale contro i vecchi e gli attuali vertici dell&#8217;industria &#8211; hanno spiegato i responsabili della Cgil &#8211; si vogliono tutelare gli oltre 500 lavoratori che nei decenni si sono alternati all&#8217;interno dell&#8217;azienda Rimar/Miteni di Trissino&#8221;.</p>
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		<title>Antonio Nardone AD di Miteni: &#8220;Le possibilità per mitigare l’impatto sociale e ambientale ci sono&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/11/11/antonio-nardone-ad-di-miteni-le-possibilita-per-mitigare-limpatto-sociale-e-ambientale-ci-sono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Nov 2018 07:43:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Trissino]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antonio nardone]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento miteni]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo le polemiche dei giorni scorsi per l&#8217;accoglimento dell&#8217;istanza fallimentare da parte del Tribunale di Vicenza nei confronti della ditta Miteni, torna a parlare il suo Amministratore Delegato Antonio Nardone. Lo fa puntualizzando alcuni passaggi chiave della situazione attuale e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le polemiche dei giorni scorsi per l&#8217;accoglimento dell&#8217;istanza fallimentare da parte del Tribunale di Vicenza nei confronti della ditta Miteni, torna a parlare il suo Amministratore Delegato Antonio Nardone. Lo fa puntualizzando alcuni passaggi chiave della situazione attuale e spiega il percorso fatto in questi anni da Miteni ma, soprattutto, cosa sarà necessario fare nel futuro più immediato.</p>
<p><strong>Dottor Nardone, su alcuni media si è letto che i lavoratori sono in arretrato con le retribuzioni, cosa ci dice in merito?</strong></p>
<p>&#8220;Non corrisponde a verità che vi sia il mancato pagamento delle retribuzioni ai lavoratori negli ultimi mesi” come è stato dichiarato. La procedura di concordato ha bloccato e non ha mai autorizzato l’azienda al pagamento di mezzo stipendio di maggio e di alcuni ratei della quattordicesima. I lavoratori hanno percepito regolarmente tutti gli altri stipendi e contribuzioni.</p>
<p><strong>Salute lavoratori, c&#8217;è una reale possibilità che sia messa a rischio soprattutto per chi ha più anzianità in azienda?</strong></p>
<p>Per quanto riguarda la salute e la sicurezza, il dato oggettivo, rilevato dalle costanti verifiche dagli enti di controllo, dice che la concentrazione di perfluorurati nei lavoratori storici nel corso degli anni è in continua diminuzione ed è scesa di oltre il 97% da quando è stata scoperta venti anni fa. Se le concentrazioni di molecole biopersistenti scendono grandemente è evidente che le esposizioni dei lavoratori sono sotto controllo e irrilevanti.</p>
<p><strong>Quali prospettive per il futuro?</strong></p>
<p>In una situazione difficile, di fronte a scelte che saranno determinanti per il futuro del lavoro e del territorio, è bene che ci si attenga ai fatti. Solo così si potrà sviluppare  un confronto proficuo, che permetterà, a chi sarà chiamato a gestire questa fase complessa dell’azienda, di lavorare in un clima di correttezza e collaborazione. Le prospettive e le possibilità per mitigare l’impatto sociale e ambientale ci sono e devono essere sfruttate pienamente. Auspico che ciascuno lavori responsabilmente in questa direzione.</p>
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		<item>
		<title>Miteni consegna al Prefetto il cronoprogramma di cessazione dell&#8217;attività</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/11/07/miteni-consegna-al-prefetto-il-cronoprogramma-di-cessazione-dellattivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 16:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[prefetto]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;azienda Miteni ha disposto l&#8217;invio per oggi al Prefetto e agli enti il cronoprogramma che definisce quali sono i processi industriali da portare a conclusione. Il cronoprogramma si sviluppa nell&#8217;arco di nove settimane. Il fine è quello di garantire la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;azienda Miteni ha disposto l&#8217;invio per oggi al Prefetto e agli enti il cronoprogramma che definisce quali sono i processi industriali da portare a conclusione.</p>
<p>Il cronoprogramma si sviluppa nell&#8217;arco di nove settimane. Il fine è quello di garantire la massima sicurezza degli impianti attraverso la lavorazione e il consumo dei prodotti nelle migliori condizioni possibili per esaurire le riserve di sostanze presenti in stabilimento.</p>
<p>Questo programma è inoltre in grado di rendere disponibile attraverso la consegna delle lavorazioni in fase di conclusione, la liquidità necessaria per il pagamento degli stipendi dei lavoratori nei mesi di novembre e dicembre.</p>
<p>Miteni è inoltre stata costretta a sviluppare un piano alternativo di messa in sicurezza degli impianti in assenza della collaborazione dei lavoratori. In questo caso verrebbero a mancare i ricavi dalle vendite necessari per pagare gli stipendi dei prossimi mesi e si renderebbe necessario smaltire in modo oneroso tutte le sostanze presenti in stabilimento come rifiuto, con un più articolato e complesso sistema di gestione.</p>
<p>Auspicio dell&#8217;azienda è che a fronte di questa opportunità che prolunga l&#8217;attività dello stabilimento e il lavoro per le prossime settimane vi sia la piena adesione dei lavoratori in modo da favorire la sicurezza, ridurre l&#8217;impatto sociale e presentare un impianto in ordine e in esercizio ai diversi potenziali acquirenti che hanno manifestato interesse all&#8217;acquisto dell&#8217;azienda.</p>
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		<item>
		<title>Caso Miteni, Cgil: &#8220;La magistratura intervenga, le istituzioni si costituiscano parte offesa&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/29/caso-miteni-cgil-la-magistratura-intervenga-le-istituzioni-si-costituiscano-parte-offesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2018 13:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Filctem Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sul caso Miteni, dopo la notizia della volontà dell&#8217;azienda di presentare istanza di fallimento, interviene la Filctem Cgil di Vicenza e del Veneto. Ecco il comunicato del sindacato chimici: &#8220;Ora, dopo l’ennesima fuga, chiediamo con forza che le Istituzioni, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul caso Miteni, dopo la notizia della volontà dell&#8217;azienda di presentare istanza di fallimento, interviene la Filctem Cgil di Vicenza e del Veneto. Ecco il comunicato del sindacato chimici:</p>
<p>&#8220;Ora, dopo l’ennesima fuga, chiediamo con forza che le Istituzioni, la Magistratura, la Confindustria, colpevoli di un silenzio assordante e la Politica si mobilitino in difesa dei più deboli, dei Lavoratori e dei Cittadini.</p>
<p>Troppo tempo si è voluto aspettare e questo ha permesso a questa Società di prendersi gioco di tutti, con dichiarazioni ottimistiche, quando era chiaro l’obiettivo: non pagare nulla e poter uscire alla “italiana” maniera.</p>
<p>Come Lavoratori, coinvolti oltre che dal punto di vista occupazionale anche da quello sanitario, come Cittadini e come Sindacato, chiediamo l’immediata apertura di un tavolo di crisi dove affrontare questa drammatica vicenda e ricercare le soluzioni che diano risposte sia dal punto di vista occupazionali, che sanitarie, che economiche, nonchè di riassetto e bonifica del territorio.</p>
<p>Solo attraverso questo percorso, che deve essere immediato in quanto siamo in presenza di una vera e propria emergenza, sanitaria, economica ed occupazionale, si possono attuare soluzioni che vedano l’assunzione di responsabilità. Attraverso la ricerca del coinvolgimento del florido tessuto economico, vicentino con una visione solidaristica, che permetta, unendo le forze, di rispondere a chi, per colpe non sue, si vede sfuggire il futuro.</p>
<p>A Confindustria chiediamo di ritornare a svolgere quel ruolo di mediazione, a lei dovuto, e di smetterla di assecondare iniziarive e decisioni che rasentano, anche se all’interno di norme e leggi vetuste, “l&#8217;illegalità “</p>
<p>Alla Magistratura chiediamo la determinazione di colpire, anche nei loro beni, i colpevoli, di promuovere il sequestro preventivo dei beni di Propietá della multinazionale e il sequestro dei loro ricavi, così da permettere di veder risanato e tutelato il territorio e i suoi abitanti.</p>
<p>Alle Istituzioni, Regionali, Provinciali e Comunali, chiediamo di costituirsi parte offesa, non solo per la questione ambientale-sanitaria, ma anche per il danno economico-occupazionale che questa chiusura determina, e di avviare immediatamente un percorso per la ricollocazione dei lavoratori o l&#8217;accompagnamento alla pensione.</p>
<p>Solo attraverso questo impegno comune possiamo evitare che questo territorio, i Lavoratori ed i Cittadini si trovino soli e con una “cattedrale” abbandonata e pericolosa&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Mamme no Pfas &#8220;Così Miteni si sottrae alle proprie responsabilità&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/28/mamme-no-pfas-cosi-miteni-si-sottrae-alle-proprie-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 15:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Trissino]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura azienda]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Mamme No Pfas]]></category>
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					<description><![CDATA[Il caso Miteni terrà banco a lungo nella cronaca vicentina. Il fallimento e la conseguente chiusura del sito produttivo lascia sgomento tra chi, in questi anni, ha intrapreso una vera e propria crociata contro l&#8217;azienda chimica. Ora bisogna leccarsi le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso Miteni terrà banco a lungo nella cronaca vicentina. Il fallimento e la conseguente chiusura del sito produttivo lascia sgomento tra chi, in questi anni, ha intrapreso una vera e propria crociata contro l&#8217;azienda chimica. Ora bisogna leccarsi le ferite e correre immediatamente ai ripari perchè, se prima c&#8217;era la volontà di bonificare l&#8217;area, adesso resta solo l&#8217;incognita di chi si prenderà cura di un territorio tartassato da decenni di abusi.</p>
<p>Le domande da porsi, in realtà, sono molte ad esempio valeva davvero la pena accanirsi contro chi ha dichiarato più volte di cercare soluzioni per la salvaguardia sia dei cittadini che dei lavoratori presenti nello stabilimento di Trissino? Oramai questo conta poco ora bisogna capire cosa succederà nelle prossime settimane.</p>
<p>Anche il gruppo Mamme no Pfas chiedono di conoscere quanto prima gli effetti del fallimento Miteni. Questo il comunicato emesso dopo aver appreso la notizia:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LE RESPONSABILITÀ</strong><br />
Con insistenza, anche noi Mamme NoPfas abbiamo chiesto il sequestro preventivo dell&#8217;azienda da parte della Procura e ora ci chiediamo perché non abbia agito in tempo utile a garantire il carico dei costi della bonifica del sito e dello smantellamento dell&#8217;azienda su chi ha inquinato, lasciandoli sulle spalle dei cittadini già irrimediabilmente danneggiati.<br />
ICIG, che ha rilevato l&#8217;attività chimica nel 2009, qualche mese fa dichiarava di essere disposta ad investire ulteriormente per il rilancio e la riconversione della produzione.<br />
Possibile che ora venga esclusa da ogni obbligo di risarcimento? Noi speriamo di no.<br />
Le varie istituzioni responsabili ci dovranno spiegare perché hanno permesso che si arrivasse a questo punto, senza prendere finora decisioni coraggiose che obblighino Miteni e ICIG ad assumersi le proprie responsabilità.</p>
<p><strong>LA PREVENZIONE</strong><br />
Nessuna industria chimica deve sorgere sulla ricarica degli acquiferi perché, al minimo incidente, potrebbe compromettere le nostre risorse idriche.<br />
Vigileremo affinché l&#8217;AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) non venga MAI PIÙ concessa ad un&#8217;eventuale nuova industria chimica che volesse sostituirsi a Miteni, nel posto in cui non avrebbe mai dovuto essere costruita: sulla ricarica della seconda falda più grande d&#8217;Europa. Nel prossimo futuro, quando l&#8217;acqua pulita sarà un bene sempre più raro e prezioso, essa avrebbe rappresentato un&#8217;enorme ricchezza per migliaia di persone. Ora è irrimediabilmente compromessa e continua ad essere fonte di contaminazione per gli alimenti di origine animale e vegetale prodotti in questa vastissima zona del Veneto.</p>
<p><strong>L&#8217;INTERVENTO DEL MINISTRO</strong><br />
Chiediamo al Ministro della Giustizia di intervenire in difesa di una larga parte di popolazione del suo Paese, che faccia valere le leggi a tutela dell&#8217;ambiente e dei cittadini che pagano due volte: in termini di salute e di portafoglio.<br />
L&#8217;acqua pulita, gli screening, le medicine per curarsi: tutti costi che si ripercuotono sulla popolazione.<br />
Le istituzioni devono tornare ad essere il garante del popolo e non gli alleati delle industrie.</p>
<p><strong>I LAVORATORI</strong><br />
Siamo solidali e vicini ai lavoratori di Miteni, che dovranno essere ricollocati come promesso dalla Regione Veneto durante i nostri incontri.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Istanza fallimento Miteni – Zanoni (PD) &#8220;Questo è un modo per non pagare i costi della bonifica&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/26/istanza-fallimento-miteni-zanoni-pd-questo-e-un-modo-per-non-pagare-i-costi-della-bonifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 16:42:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanoni]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[danni]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Questo a mio avviso è  un evidentissimo escamotage per non pagare gli oneri della bonifica e non risarcire le persone contaminate&#8221; è il commento di Andrea Zanoni, vice presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale del Veneto alla notizia che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questo a mio avviso è  un evidentissimo escamotage per non pagare gli oneri della bonifica e non risarcire le persone contaminate&#8221; è il commento di Andrea Zanoni, vice presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale del Veneto alla notizia che Miteni depositerà istanza di fallimento in Tribunale.</p>
<p>&#8220;A parte il fatto che le rassicurazioni dell&#8217;azienda paiono essere limitate al finanziamento del solo piano di caratterizzazione utile a definire il progetto di bonifica&#8221;, prosegue l&#8217;esponente del Partito Democratico, &#8220;bonificare tutto ciò che è stato contaminato dai Pfas comporterebbe cifre tali da essere difficilmente sborsate anche da una azienda che va a gonfie vele, figuriamoci da una che dichiara fallimento. A questo punto meglio sarebbe stato che nel contesto dell&#8217;indagine la magistratura a suo tempo avesse messo sotto sequestro i beni  della Miteni così come fatto con i responsabili del crac delle banche del Veneto, ciò per garantire un minimo di risorse finanziare per una bonifica che per costi ed entità pare non avere precedenti. A questo punto il Ministro dell&#8217;ambiente dovrebbe inserire lo stabilimento di Trissino tra i Siti di Interesse Nazionali da bonificare ai sensi dell&#8217;Art. 252 del Codice dell&#8217;Ambiente,  i quali vengono individuati &#8220;in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell&#8217;impatto sull&#8217;ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Libri contabili in Tribunale, la ditta Miteni dichiara il fallimento</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/26/libri-contabili-in-tribunale-la-ditta-miteni-dichiara-il-fallimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 16:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Giunge come un fulmine a ciel sereno la decisione presa dai vertici dell&#8217;azienda Miteni di Trissino. Dopo una lunga lotta condotta contro le accuse di inquinamento, la proprietà si è rivolta al Tribunale di Vicenza per avviare la procedura di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Giunge come un fulmine a ciel sereno la decisione presa dai vertici dell&#8217;azienda Miteni di Trissino. Dopo una lunga lotta condotta contro le accuse di inquinamento, la proprietà si è rivolta al Tribunale di Vicenza per avviare la procedura di chiusura delle attività.</div>
<div></div>
<div>L&#8217;AD Antonio Nardone ai nostri microfoni rilasciò, nei mesi scorsi, un&#8217;intervista <a href="https://www.accadeinzona.it/news/2018/01/28/antonio-nardone-ad-miteni-spa-chiudere-significherebbe-interrompere-lattivita-depurazione-stiamo-video/">(video)</a> che non lasciava trasparire nulla in merito ad una decisione di questo tipo.</div>
<div></div>
<div>Questo il comunicato che l&#8217;azienda ha inviato alla nostra redazione:</div>
<div></div>
<div>&#8220;Il consiglio di amministrazione di Miteni Spa ha preso atto dellimpossibilità di attuare il piano industriale dellazienda e ha pertanto deliberato la presentazione dellistanza di fallimento presso il Tribunale di Vicenza.</div>
<div></div>
<div>La management ha rilevato limpossibilità di giungere alla definizione certa dei tempi di sblocco delle due produzioni interdette e del susseguirsi di richieste fortemente onerose giunte, tramite diffide, dalla provincia di Vicenza anche nel corso della procedura concordataria. Queste diffide comporteranno linterruzione di tutte le attività produttive pur essendo in alcuni casi palesemente pretestuose e non riguardando anomalie conclamate o rischi per lambiente. Un quadro di assoluta incertezza che ha quindi vanificato gli sforzi del management volti a rilanciare lattività industriale di Miteni.</div>
<div></div>
<div>Il socio ha comunque deciso di stanziare le risorse per finanziare la cessazione del funzionamento degli impianti produttivi in completa sicurezza e per il completamento delle indagini e delle caratterizzazioni propedeutiche alla stesura del piano di bonifica. Verrà quindi finalizzato, con la presentazione del piano nei termini previsti, il lavoro e limpegno dei tecnici Miteni profuso nelle attività di caratterizzazione svolte in questi anni.</div>
<div></div>
<div>Il Cda di Miteni si è contestualmente attivato per la ricerca di acquirenti dello stabilimento che possano salvaguardare i posti di lavoro e evitino la dismissione di un impianto con la dispersione di un know how che rappresenta uneccellenza nella chimica mondiale&#8221;.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pfas, Greenpeace deposita due esposti: chiesto il sequestro di Miteni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/ambiente/2018/07/26/pfas-greenpeace-deposita-due-esposti-chiesto-il-sequestro-di-miteni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2018 10:49:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Greenpeace chiede il sequestro di Miteni e la verifica su eventuali responsabilità, frutto di dolo o di omissione, addebitabili ai rappresentanti legali dell&#8217;azienda e a rappresentanti e funzionari delle amministrazioni pubbliche coinvolte in un nuovo caso di inquinamento, accertato già [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Greenpeace chiede il sequestro di Miteni e la verifica su eventuali responsabilità, frutto di dolo o di omissione, addebitabili ai rappresentanti legali dell&#8217;azienda e a rappresentanti e funzionari delle amministrazioni pubbliche coinvolte in un nuovo caso di inquinamento, accertato già nel 2013 e parallelo alla questione Pfas. Greenpeace ha depositato in queste ore due differenti esposti: uno alla Procura di Vicenza e l&#8217;altro alla Corte dei Conti del Veneto. Da alcuni documenti, emerge che nel 2013 in numerosi piezometri &#8211; pozzi d&#8217;osservazione per misurare parametri chimico-fisici della falda acquifera &#8211; del sito produttivo di Miteni, le concentrazioni nella falda di alcune sostanze chimiche già normate superavano fino a 3 volte le Concentrazioni Soglia Consentite per le quali è previsto intervenire con operazioni di bonifica. Superamenti comunicati da Miteni alle autorità competenti insieme alla richiesta di rinnovo dell&#8217;Autorizzazione Integrata Ambientale, poi concessa dalla Regione Veneto il 30 luglio 2014. (ANSA)</p>
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		<title>Pfas, multa da 3,7 milioni alla Miteni dai carabinieri del Noe di Treviso</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/ambiente/2018/07/25/pfas-multa-da-37-milioni-alla-miteni-dai-carabinieri-del-noe-di-treviso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 17:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanoni]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Guarda]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[Noe]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[I Carabinieri del Noe di Treviso hanno inflitto alla Miteni, azienda da anni al centro della vicenda dell&#8217;inquinamento da Pfas, una sanzione da 3,7 milioni di euro per mancate comunicazioni ambientali. “L’importo parla chiaro e la dice lunga sulla gravità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Noe di Treviso hanno inflitto alla Miteni, azienda da anni al centro della vicenda dell&#8217;inquinamento da Pfas, una sanzione da 3,7 milioni di euro per mancate comunicazioni ambientali.</p>
<div id="stcpDiv">
<p>“L’importo parla chiaro e la dice lunga sulla gravità di quanto accaduto. È bene che le autorità di controllo si muovano ed elevino contravvenzioni per violazioni amministrative, speriamo che sia un primo passo. Adesso la Regione si faccia parte attiva presso il Governo affinché le somme riscosse dalle sanzioni vengano destinate ai contaminati da Pfas, le principali vittime di questa immane catastrofe ambientale e sanitaria”. Così i Consiglieri regionali <strong>Andrea Zanoni </strong>(Partito Democratico) e <strong>Cristina Guarda</strong> (Lista AMP) commentano la notizia della multa.</p>
<p>“Sarebbe inoltre auspicabile avere dei riscontri anche sul fronte delle sanzioni penali &#8211; aggiungono &#8211; dato che la Procura della Repubblica di Vicenza ha annunciato già ad aprile l’apertura di una procedura in tal senso a carico della Miteni. Ci auguriamo che la richiesta di concordato preventivo  da parte dell’azienda non diventi un pretesto per allontanarsi dai propri obblighi”.</p>
</div>
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		<title>Pfas, Nardone di Miteni:&#8221;L&#8217;agenzia europea Echa conferma che Miteni non è principale responsabile&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/02/pfas-nardone-di-mitenilagenzia-europea-echa-conferma-che-miteni-non-e-principale-responsabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2018 16:41:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Concia]]></category>
		<category><![CDATA[ECHA]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[Pfoa]]></category>
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					<description><![CDATA[ECHA lagenzia di regolamentazione delle sostanze chimiche dellUnione Europea con sede a Helsinki ha pubblicato il 26 giugno scorso il documento che porterà alla definizione di una norma specifica sullutilizzo del PFOA. Lagenzia è lautorità che stabilisce il regolamento REACH [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>ECHA</strong> lagenzia di regolamentazione delle sostanze chimiche dellUnione Europea con sede a Helsinki ha pubblicato il 26 giugno scorso il documento che porterà alla definizione di una norma specifica sullutilizzo del PFOA. Lagenzia è lautorità che stabilisce il regolamento REACH a cui la Regione Veneto ha fatto pochi giorni fa riferimento annunciando la necessità di avviare i controlli su tutti gli utilizzatori di sostanze chimiche nei distretti di lavorazione delle pelli. ECHA indica tra i grandi utilizzatori di PFOA anche il tessile, le cartiere e chi utilizza inchiostri e tinture.</div>
<div></div>
<div>Lagenzia si è concentrata sul PFOA e ha diviso lutilizzo di questa sostanza allo stato puro dalle sostanze definite PFOA correlate cioè che si trasformano PFOA una volta nellambiente. <b>Queste ultime non vengono attualmente ricercate nelle analisi ambientali perché non sono ancora PFAS ma, si scrive nel rapporto, lo diventano in un tempo variabile tra qualche giorno e alcuni anni</b> e limpiego di queste sostanze in Europa è di migliaia di tonnellate allanno.</div>
<div>ECHA descrive i quantitativi per ogni utilizzo in ambito europeo suddividendo luso per il trattamento dei tessuti, delle pelli e dei coloranti che talvolta in passato sono stati visibili nei corsi dacqua del territorio della valle dellAgno.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Scrive ECHA: <em>Una fonte indiretta di PFOA sono le aziende che utilizzano e smaltiscono sostanze che degradano in PFOA. Il mercato di queste sostanze ha un volume intorno alle 1.000 tonnellate anno nei trattamenti di pelle e tessuti e altre 150-200 tonnellate sono utilizzate per il trattamento della carta. Ulteriori 50 &#8211; 100 tonnellate vengono usate per colori e inchiostri.</em></div>
<p>&nbsp;</p>
<div>L<strong>Unione industriale conciaria</strong> UNIC nella sua documentazione scrive che lItalia rappresenta il 66% della produzione europea. Il <strong>Veneto vale il 52% della produzione italiana</strong> del settore. Ne consegue che la sola industria della pelle del Veneto consuma ogni anno, secondo i dati dellagenzia europea che li definisce per difetto, circa <strong>160 tonnellate di sostanze</strong> che rilasciano PFOA una volta in ambiente e che non sono mai state oggetto di analisi negli scarichi industriali. A questi vanno ad aggiungersi 30 tonnellate di PFOA e sali di PFOA puri o utilizzati in miscele vendute in Europa.</div>
<div>ECHA afferma di avere dati sottostimati perché non tutti i fornitori hanno risposto alle richieste dellagenzia e già uno solo di loro ha comunicato volumi intorno alle 1.000 tonnellate per anno.</div>
<div></div>
<div>Questa indagine dellagenzia europea è stata richiesta da <strong>Germania e Norvegia</strong>, realizzata dal Committee for Risk Assessment (RAC) e dal Committee for Socio-economic Analysis (SEAC) e ha lo scopo di definire modifiche al regolamento REACH per lutilizzo del PFOA. Dal 1° giugno limportazione e vendita di pefluorurati deve essere dichiarata al REACH e questo consentirà di avere dati sempre più precisi sullutilizzo.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>In merito a questi dati, <strong>Antonio Nardone</strong> amministratore delegato di <strong>Miteni</strong> dichiara: Lagenzia europea è molto chiara, conferma i dati che avevamo diffuso sullutilizzo dei perfluorurati nelle industrie della zona, e lo fa al rialzo. Era evidente dai calcoli delle concentrazioni che la diffusione di PFOA non poteva avere come fonte principale Miteni. Ora lagenzia europea dice chiaramente che <strong>la maggior parte di PFOA si produce da sostanze chimiche che nessuno ha mai cercato negli scarichi industriali del Veneto</strong>. Sostanze di cui sono state scaricate migliaia di tonnellate in ambiente per decenni dalle lavorazioni industriali e che Miteni non ha mai prodotto. Lo stesso vale per i terreni e la falda. La coscienza ambientale del secolo scorso era scarsa per tutti. Si deve ora verificare la situazione anche dei terreni di chi ha usato e sta usando PFOA e sostanze che si trasformano in PFOA dagli anni Sessanta quando i fiumi si coloravano in funzione delle tinture usate dalle industrie. Questi terreni percolano nelle falde acquifere, così come le discariche che hanno raccolto i fanghi di queste aziende.</div>
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