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	<title>morte &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Il mondo del calcio è in lutto. Addio a Gigi Simoni, aveva 81 anni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/22/il-mondo-del-calcio-e-in-lutto-addio-a-gigi-simoni-aveva-81-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 14:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Undici mesi, l&#8217;equivalente di un intero campionato, in questo lungo periodo Gigi Simoni ha lottato fino alla fine per riprendersi da un ictus che lo ha colpito nella sua abitazione di Pisa. Da allora non si era più ripreso, era [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Undici mesi, l&#8217;equivalente di un intero campionato, in questo lungo periodo Gigi Simoni ha lottato fino alla fine per riprendersi da un ictus che lo ha colpito nella sua abitazione di Pisa. Da allora non si era più ripreso, era il 22 giugno 2019. Oggi 22 maggio 2020, all&#8217;età di 81 anni, ci lascia un gentiluomo, una persona di grande spessore, dentro e fuori dal campo.</p>
<div id="attachment_16510" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-16510" class="wp-image-16510 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/Gigi-Simoni-300x265.png" alt="" width="300" height="265" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/Gigi-Simoni-300x265.png 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/Gigi-Simoni-255x225.png 255w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/Gigi-Simoni.png 601w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-16510" class="wp-caption-text"><em>Il messaggio di cordoglio pubblicato dall&#8217;Inter</em></p></div>
<p>A marzo era stato riportato a casa dalla clinica che l&#8217;aveva in cura per ragioni di sicurezza, vista la pandemia di coronavirus. Nelle ultime ore, però, un deciso peggioramento delle sue condizioni aveva reso necessario l&#8217;immediato ricovero all&#8217;ospedale di Pisa, dove è arrivato ieri senza più speranze di riprendersi. Accanto a lui fino all&#8217;ultimo, come sempre, la moglie Monica.</p>
<p>Una <strong>lunga carriera prima da calciatore e poi da tecnico</strong>, quella di Simoni. Trent’anni passati a guidare <strong>dalla panchina 17 squadre italiane diverse</strong>. Qualche importante successo, molte <strong>promozioni dalla B alla A (ben 7, record ancora imbattuto)</strong> e la <strong>Coppa Uefa vinta da Ct dell’Inter</strong> nella stagione 1997-98. E proprio in quella stagione di vittoria europea pure una grande delusione, rimasta nel ricordo di tutti gli appassionati di calcio: <strong>il bruciante secondo posto in campionato alle spalle della Juventus.</strong> Ben pochi, forse soltanto i giovanissimi nati dopo i mondiali di Francia ’98, non ricorderanno quel contatto in area di rigore tra Iuliano e Ronaldo. Per i tifosi nerazzurri resterà per sempre un clamoroso fallo non fischiato che decise le sorti di una stagione di Serie A. La Juve vinse lo scudetto, l’Inter si consolò soltanto parzialmente con la Coppa Uefa.</p>
<p><strong>Gigi Simoni per tutti resterà un gentiluomo del calcio che fu. Qualità rara e per questo indimenticabile.</strong> Un tecnico cortese che trasmetteva sicurezza, conservando un certo stile anche nei momenti meno gloriosi. Quando Massimo Moratti decise di esonerarlo, si dichiarò amareggiato ma affermò che non avrebbe mai serbato rancore nei confronti del presidente interista.</p>
<p>Per tutti, dicevamo, Simoni sarà ricordato come un grande protagonista del calcio italiano e come uomo cristallino che fece della semplicità un’arma invidiabile. Per alcuni però resterà nella memoria per le emozioni straordinarie, e forse irripetibili, che seppe dare a un’intera città. Parliamo in particolare del capoluogo ligure, dove <strong>il Genoa lo ha inserito nella sua Hall of Fame nel 2013.</strong> E ovviamente di <strong>Cremona</strong>, balzata grazie a lui nella massima serie del campionato italiano di calcio. Simoni fu il <strong>principale artefice dell’ascesa della Cremonese in Serie A</strong> e nel 2003 i grigiorossi, in occasione del centenario del club lombardo, lo nominarono “allenatore del secolo”.</p>
<p>Buon viaggio Gigi, la tua assenza peserà ma allo stesso tempo c&#8217;è la consapevolezza che dall&#8217;alto scruterai ogni dettaglio, in silenzio, come da tua abitudine.</p>
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		<title>Kobe Bryant, tra le vittime anche la compagna di squadra della figlia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/cronaca/2020/01/27/kobe-bryant-tra-le-vittime-anche-la-compagna-di-squadra-della-figlia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 11:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Basket]]></category>
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					<description><![CDATA[Emergono nuovi terribili particolari dalle indagini sull’incidente in elicottero che nella giornata del 26 gennaio ha causato la morte di Kobe Bryant, 41enne ex cestista considerato uno dei più forti giocatori di basket di tutti i tempi. Nello schianto è infatti morta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="canvas-atom canvas-text Mb(1.0em) Mb(0)--sm Mt(0.8em)--sm" style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; font-family: 'Yahoo Sans'; font-size: 17px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" data-reactid="22">Emergono nuovi terribili particolari dalle indagini <a href="https://www.notizie.it/sport/2020/01/26/kobe-bryant-morto/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">sull’incidente in elicottero che nella giornata del 26 gennaio ha causato la morte di Kobe Bryant</a>, 41enne ex cestista considerato uno dei più forti giocatori di basket di tutti i tempi. Nello schianto è infatti <strong>morta anche la figlia di 13 anni di Bryant, Gianna Maria</strong>, che assieme al padre si stava dirigendo con il velivolo presso la Mamba Academy di Thousand Oaks per partecipare ad un allenamento di pallacanestro. Insieme a loro, sull’elicottero precipitato, anche l’amica<strong> Alyssa Altobelli.</strong></p>
<h3 class="canvas-atom canvas-text Mb(1.0em) Mb(0)--sm Mt(0.8em)--sm" data-reactid="23">Morta Alyssa Altobelli</h3>
<p class="canvas-atom canvas-text Mb(1.0em) Mb(0)--sm Mt(0.8em)--sm" style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; font-family: 'Yahoo Sans'; font-size: 17px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" data-reactid="24">Tra le vittime del tragico incidente del 26 gennaio si conta anche la giovanissima <strong>Alyssa Altobelli</strong>, compagna di squadra di Gianna Maria. La ragazzina viaggiava insieme alla madre e al padre (Keri e <strong>John Altobelli</strong>, coach della squadra di basket dell’Orange Coast College). Alyssa e Gianna si allenavano insieme a Thousand Oaks e, come dichiarato dal vice allenatore Ron La Ruffa, erano solite accompagnare Bryant alle partite: “Era una cosa che John [Altobelli <em>ndr</em>] faceva abitualmente. Volava con Kobe per partecipare alle partite con sua figlia”.</p>
<h3 class="canvas-atom canvas-text Mb(1.0em) Mb(0)--sm Mt(0.8em)--sm" data-reactid="25">Kobe Bryant: morta anche la figlia</h3>
<p class="canvas-atom canvas-text Mb(1.0em) Mb(0)--sm Mt(0.8em)--sm" style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; font-family: 'Yahoo Sans'; font-size: 17px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" data-reactid="26">La notizia della morte della giovane Gianna Maria è stata riportata dal sito di news statunitense <em>Tmz</em>, lo stesso che per primo ha diffuso la voce della scomparsa dell’indimenticato campione. A bordo dell’elicottero oltre a Bryant e alla figlia<strong> si trovavano altra sette persone anch’esse morte nell’incidente</strong>. Nello schianto infatti, non è purtroppo sopravvissuto nessuno. Inizialmente era stata data per probabile sull’elicottero anche la presenza dell’ex giocatore dei Lakers <strong>Rick Fox,</strong> ma pochi minuti dopo la notizia è stata fortunatamente smentita.</p>
<p class="canvas-atom canvas-text Mb(1.0em) Mb(0)--sm Mt(0.8em)--sm" style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; font-family: 'Yahoo Sans'; font-size: 17px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" data-reactid="29">Stanto a quanto riportato dalla Federal Aviation Administration in queste ore, l’elicottero sul quale viaggiava Bryant era un <strong>Sikorsky S-76</strong>. Confrontando il numero di riconoscimento posto sulla coda del velivolo si è potuto appurare che sia proprio quello di proprietà dal giocatore da molti anni e che<strong> regolarmente utilizzava per spostarsi</strong> tra i vari impegni di lavoro. Con la loro morte, Kobe Bryant e la figlia Gianna Maria lasciano la moglie e madre <strong>Vanessa Laine</strong> e i figli e fratelli<strong> Natalia Diamante</strong>, <strong>Bianka Bella</strong> e <strong>Capri Kobe</strong>.</p>
<p class="canvas-atom canvas-text Mb(1.0em) Mb(0)--sm Mt(0.8em)--sm" style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; font-family: 'Yahoo Sans'; font-size: 17px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" data-reactid="30">Nel 2010 la rivista GQ spiegava come Bryant utilizzasse così spesso l’elicottero per spostarsi a<strong>l fine di arrivare sul campo da gioco in perfette condizioni fisiche</strong>: <em>“Dato il suo dito rotto, le sue fragili ginocchia, la sua schiena e i suoi piedi doloranti, per non parlare della sua agitazione cronica, Bryant <strong>non riesce a stare seduto in macchina per più di due ore</strong>. Con l’elicottero si assicura che arrivi sul campo sentendosi fresco, con il corpo caldo, sciolto e fluido come il mercurio”</em>. (Notizie.it)</p>
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		<title>Lonigo, uccide la moglie a colpi di pistola e tenta il suidicio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/09/07/lonigo-uccide-la-moglie-a-colpi-di-pistola-e-tenta-il-suidicio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 16:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lonigo]]></category>
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		<category><![CDATA[assassinio]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; stata dichiarata la morte cerebrale per Zoran Lukijanovic, 40 anni, che in mattinata ha ucciso con tre colpi di pistola la moglie, 33enne, prima di sparare un ultimo colpo nella sua bocca. L&#8217;uomo, trasferito in elicottero da Arino (Venezia) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata dichiarata la morte cerebrale per Zoran Lukijanovic, 40 anni, che in mattinata ha ucciso con tre colpi di pistola la moglie, 33enne, prima di sparare un ultimo colpo nella sua bocca. L&#8217;uomo, trasferito in elicottero da Arino (Venezia) all&#8217;ospedale di Padova si trova ricoverato in gravissime condizioni, con poche speranze di sopravvivenza.</p>
<p>L&#8217;uomo ha ucciso la moglie con vari colpi di pistola in mezzo alla strada, nella zona industriale di Lonigo, ed è poi fuggito. Era evaso lo scorso luglio dagli arresti domiciliari, misura disposta dall&#8217;autorità giudiziaria per violenze contro la moglie di 33 anni.</p>
<p>La donna è stata soccorsa da un&#8217;ambulanza del Suem 118, giunta dal vicino ospedale di Lonigo, ma per lei non c&#8217;era più nulla da fare. (Ansa)</p>
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		<title>Multe stradali, c&#8217;è il boom ma a pagarle sono meno della metà delle persone sanzionate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/30/multe-stradali-ce-il-boom-ma-a-pagarle-sono-meno-della-meta-delle-persone-sanzionate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2018 13:47:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[violazione del codice della strada]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi 10 anni, segnala la CGIA, le multe comminate dai vigili urbani a seguito della violazione del codice della strada sono aumentate di quasi l’81 per cento, ma il numero di automobilisti che le hanno pagate è sceso drasticamente. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi 10 anni, segnala la CGIA, le <strong>multe</strong> comminate dai <strong>vigili urbani</strong> a seguito della <strong>violazione del codice della strada</strong> sono aumentate di quasi l’81 per cento, ma il numero di automobilisti che le hanno pagate è sceso drasticamente. Nel<strong> 2016</strong>, ultimo anno in cui i dati sono disponibili, appena il <strong>39 per cento</strong> di chi ha ricevuto una contravvenzione per aver lasciato l’auto in divieto di sosta o per non aver rispettato i limiti di velocità ha eseguito il <strong>pagamento</strong>.</p>
<p>Il rimanente 61 per cento non lo ha proprio fatto e, ipotizza la CGIA, forse lo ha eseguito solo in seguito, approfittando dell’introduzione della rottamazione delle cartelle avvenuta in più riprese in questi ultimi 2 anni.<br />
La CGIA fa sapere che nel 2016 gli oltre 8 mila Comuni italiani hanno disposto quasi 2,5 miliardi di euro di multe per la violazione del codice della strada, anche se poi hanno riscosso circa 1 miliardo (cioè il 38,8<br />
per cento). Rispetto a 10 anni prima, la situazione per le casse comunali è peggiorata moltissimo. Nel 2006, infatti, a fronte di 1,3 miliardi di multe comminate, a onorarle era stato quasi il 60 per cento dei destinatari della sanzione.</p>
<p>“<em>La farraginosità del sistema</em> – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – <em>rende molto difficile l’opera di riscossone. C’è la necessità di efficientare e velocizzare l’attività di recupero nei confronti di chi non paga entro i limiti di legge, anche se è necessario che molte amministrazioni comunali si ravvedano. Gli automobilisti, e</em><br />
<em>in particolar modo coloro che usano gli automezzi per ragioni di lavoro, non sono un bancomat. Pertanto, l’utilizzo degli autovelox o dei T-red, ad esempio, andrebbe regolato con maggiore attenzione, tenendo conto delle fasce orarie della giornata che, come si sa, presentano flussi di traffico molto differenziati”.</em></p>
<p>E’ altresì vero che il massiccio utilizzo degli autovelox avvenuto in questi ultimi anni ha contribuito, assieme alla diffusione negli autoveicoli di sistemi di sicurezza sempre più efficienti, a ridurre drasticamente il numero di feriti e di morti nelle nostre strade.</p>
<p>“<em>Sicuramente</em> – segnala il Segretario della CGIA Renato Mason &#8211; <em>il massiccio utilizzo dei rilevatori elettronici di velocità e gli alcol test hanno dissuaso molti automobilisti a correre a velocità elevate che, ricordo, è una delle principali cause degli oltre 3 mila incidenti stradali mortali registrati in Italia nel 2016. Tuttavia, l’applicazione degli </em><em>autovelox fissi e mobili andrebbe coordinata meglio, intensificandone la presenza solo nelle strade dove l’incidentalità è nettamente superiore alla media”.</em></p>
<p>Come dicevamo, negli <strong>ultimi 10 anni</strong> sia le <strong>persone ferite</strong> sia quelle <strong>morte</strong> a seguito di <strong>incidenti stradali</strong> sono <strong>scese drasticamente</strong>. Le prime sono diminuite del 25 per cento (332.955 nel 2006 passati a 249.175 nel 2016), le seconde, invece, hanno subito una contrazione del 42 per cento (5.669 nel 2006 ridotti a 3.283 nel 2016). Tuttavia, l’Italia rimane ancora oggi uno dei paesi dove i morti sulle strade sono tra i più elevati d’Europa.</p>
<p>A livello regionale, infine, la percentuale della riscossione delle <strong>contravvenzioni stradali</strong> comminate dai <strong>Vigili urbani</strong> dei <strong>Comuni del Sud</strong> si attesta al 27,5 per cento, con punte minime del 23,2 per cento in <strong>Campania</strong> e addirittura del 18,4 per cento in <strong>Sicilia</strong>. Sale al 34,2 per cento nel Centro, per attestarsi al 42,9 per cento nel Nordovest e al<strong> 56 per cento nel Nordest</strong>. Le amministrazioni comunali più virtuose sono quelle ubicate nella Regione Friuli Venezia Giulia (65,2 per cento di riscossione), nella Provincia Autonoma di Bolzano (74,2 per cento) e, in particolar modo, nel Molise (74,5 per cento).</p>
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		<title>Giampietro Ghedini ad Arzignano per raccontare la morte del figlio, causata da una pasticca</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/cultura/2018/03/30/giampietro-ghedini-ad-arzignano-per-raccontare-la-morte-del-figlio-causata-da-una-pasticca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 14:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Giampietro Ghedini è un papà coraggioso che si rivolge ai ragazzi come se parlasse al figlio Emanuele, perduto per una pasticca di droga. Gli studenti del Comprensivo Goffredo Parise &#8211; scuola Motterle &#8211; di Arzignano ascolteranno la voce di un genitore che non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giampietro Ghedini è un papà coraggioso che si rivolge ai ragazzi come se parlasse al figlio Emanuele, perduto per una pasticca di droga. Gli studenti<b> </b>del Comprensivo Goffredo Parise &#8211; scuola Motterle<b> &#8211;</b> di Arzignano<b> </b>ascolteranno la voce di un genitore che non si è lasciato vincere dal dolore ma ha voluto trasformare la tragedia vissuta in un racconto che possa essere d&#8217;aiuto ai coetanei del figlio scomparso.</p>
<p><strong>Gianpietro Ghidini</strong> gira le <strong>scuole d’Italia</strong> per raccontare la storia di suo figlio Emanuele, <strong>ucciso nel 2013</strong> da una <strong>pasticca</strong>. Perché la sua <strong>tragedia</strong> possa <strong>salvare altri giovani</strong>.<br />
Era notte fonda quando il telefono ha squillato. Per annunciare a Gianpietro Ghidini, la tragedia che avrebbe stravolto per sempre la sua vita. Suo figlio Emanuele, di appena 16 anni, si era gettato nel fiume Chiesa, a pochi passi da casa, a <strong>Gavardo</strong>, in<strong> provincia di Brescia</strong>. Durante una festa aveva provato una<strong> pasticca di Lsd</strong>. «<em>Aveva perso la testa. Era andato a una cena, con amici anche più grandi di lui. C’erano dei cartoni di Lsd e lui l’ha provata. È stato subito male, non lo controllavano più, era molto nervoso. Quando è arrivato sulla soglia di casa, l’amico che era con lui, gli ha proposto di fare un giro in paese, per prendere un po’ d’aria. Così sono andati vicino al fiume»</em>, racconta il papà.</p>
<p>Davanti all’acqua Emanuele è come impazzito. «<em>Ha iniziato a dire all’amico che doveva uccidersi e si è buttato di testa. Chi era con lui ha cercato di trattenerlo ma non è riuscito a fermarlo. Erano le due di notte e lui si è gettato nelle acque gelide di quel fiume in piena».</em><br />
Quando Gianpietro è arrivato sul posto, di Emanuele non c’era più traccia. Il fiume se l’era già portato via. «<em>Ho immaginato Emanuele là sotto e volevo lanciarmi anche io. Poi mi sono reso conto che proprio nel punto in cui Ema si era buttato, tempo prima avevamo liberato un pesciolino rosso, che si trovava nel nostro stagno e quel giorno era stato morso da una papera. Lui voleva che vivesse».</em></p>
<p>Gianpietro ha ritrovato <strong>dopo dieci ore</strong> il corpo di suo figlio, annegato. «<em>Mi sono visto perduto. Poi ho fatto un sogno: raccoglievo Emanuele dalle acque del mare e quando mi sono svegliato avevo chiaro ciò che dovevo fare. Così ho deciso di fondare l’Associazione EMA PESCIOLINO ROSSO e raccontare la nostra storia in tutte le scuole d’Italia».</em><br />
Dopo avere pubblicato sulla pagina Fb della Fondazione una lettera indirizzata a suo figlio, Gianpietro ha iniziato a ricevere migliaia di messaggi. «<em>L’associazione è nata otto giorni dopo la sua morte. Stiamo diventando un’onda di pesciolini rossi nell’acquario di Ema, che era del segno dell’acquario</em>».<br />
Nelle scuole Gianpietro si rivolge ai ragazzi come se parlasse a suo figlio, gli parla di <strong>droga</strong>, <strong>alcol e dipendenze</strong>. «<em>Gli spiego le conseguenze e com’è fatta la cocaina o la marijuana ma soprattutto cerco di stimolarli. Perché la droga è l’ultimo dei nostri problemi oggi. Dico sempre di cercare un sogno di dentro di loro e di prepararsi per realizzarlo. Solo così possiamo cambiare il mondo».</em><br />
Per <strong>papà Gianpietro</strong>, è così che lo chiamano oggi gli studenti, ogni abbraccio a un giovane è una nuova carica d’energia. «<em>Il dolore che provo ogni giorno l’ho trasformato in amore. La gioia più grande è quella che provo quando mi stringono e mi dicono che gli ho salvato la vita».</em><br />
Nei suoi incontri Gianpietro si rivolge però anche ai genitori, a cui è dedicata una parte del libro Lasciami Volare, che è diventata anche un’opera teatrale. «<em>Spesso siamo noi genitori più persi dei nostri figli. Commettiamo errori anche banali, io per primo l’ho fatto. Con Ema avevo un bellissimo rapporto, ci abbracciavamo sempre. Nell’ultimo anno però avevo deciso di andare via di casa, pensavo che i miei due figli fossero grandi e non avessero più bisogno di me».</em><br />
È questo l’errore più che grande a cui Gianpietro aveva deciso di rimediare tornando a casa, dalla sua famiglia, a Natale. «<em>Ma Emanuele è morto un mese prima, il destino non ha voluto così. Questo è l’unico rammarico. Potevo buttarmi anch’io nel fiume e non alzarmi più in piedi ma ho deciso di non rendere vano il sacrificio di mio figlio e portare ovunque il mio dolore, trasformandolo in amore verso gli altri».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;amministrazione comunale di Arzignano e  l’Amministrazione comunale di Montorso Vicentino  hanno organizzato per mercoledì 4 aprile un doppio appuntamento con Gianpietro Ghidini e l’Associazione EMA PESCIOLINO ROSSO:</p>
<p>dalle ore 11:00 alle ore 13:00 per gli alunni delle classi seconde e terze della Scuola sec. di I grado della Beltrame e della Motterle presso il Teatro Mattarello,</p>
<p>dalle 20:30 alle 22:30 per i genitori e le comunità di Montorso e Arzignano presso il Palatenda di Villa da Porto di Montorso Vicentino.</p>
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		<title>Il ricordo dell&#8217;Asiago Hockey a 10 anni dalla morte di Darcy Robinson</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 09:56:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<category><![CDATA[Darcy Robinson]]></category>
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		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Dieci anni sono passati da quella maledetta notte in cui Darcy Robinson se n&#8217;è andato. La sera del 27 Settembre del 2007 l’Asiago scendeva sul ghiaccio per disputare la prima partita del Campionato di Serie A proprio contro il Renon che, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dieci anni sono passati da quella maledetta notte in cui <strong>Darcy Robinson</strong> se n&#8217;è andato.<br />
La sera del <strong>27 Settembre del 2007</strong> l’<strong>Asiago</strong> scendeva sul ghiaccio per disputare la prima partita del <strong>Campionato di Serie A</strong> proprio contro il <strong>Renon</strong> che, ironia della sorte, sarà di nuovo avversario sabato prossimo.<br />
L’incontro era iniziato da pochi minuti quando <strong>Darcy si accasciava a terra</strong>, di colpo. Venne soccorso e trasportato in ospedale, ma ogni tentativo di rianimarlo era vano.</p>
<p>Il numero 5 lasciava quella sera grande dolore e sconforto, in quella che rimane la notte più triste della Storia dell’Asiago Hockey.<br />
A dieci anni di distanza Darcy è ancora nei cuori dei tifosi giallorossi che non mancano mai di ricordarlo. Il <strong>ritiro della Sua maglia #5</strong>, che nessun altro giocatore dell’Asiago Hockey potrà indossare ne è la prova lampante di come si voglia mantenere vivo il ricordo di un ragazzo che ha lasciato il segno in Altopiano.<br />
Ieri sera nel Duomo San Matteo di Asiago erano presenti molte persone per ricordare Darcy con una Messa celebrata in sua memoria.<br />
Sabato, prima dell’inizio della partita <strong>Asiago-Renon</strong>, verrà osservato un minuto di silenzio e la posa del mazzo di fiori ove Darcy …. si fermò!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Darcy-Robinson.png"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7511" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Darcy-Robinson-191x300.png" alt="" width="191" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Darcy-Robinson-191x300.png 191w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Darcy-Robinson-144x225.png 144w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/09/Darcy-Robinson.png 405w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" /></a>Queste le prime righe della Gazzetta dello Sport in quella maledetta notte:</p>
<p><em>&#8220;Una tragedia che si è consumata nel volgere di pochi istanti sulla pista dell&#8217;Odegar di Asiago ha gettato nel lutto il mondo dell&#8217;hockey su ghiaccio italiano. La squadra locale, impegnata nella prima giornata del campionato di serie A contro il Renon, era ancora alle prese con le prime fasi di studio e cambio delle linee quando al 3&#8242; minuto, praticamente a freddo, il difensore italo-canadese degli stellati, Darcy Robinson (26 anni, era nato il 3 maggio 1981 a Kamloops, Canada) si è sentito male accasciandosi senza dare segni di ripresa. Subito soccorso (in tribuna c&#8217;era anche la fidanzata), viste le condizioni apparse gravissime, è stato portato all&#8217;ospedale cittadino dove però è spirato nel giro di pochi minuti.&#8221;</em></p>
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		<title>Fiaccolata in ricordo di Mauro Pretto. Ancora nessun colpevole a 4 mesi dall&#8217;omicidio di Zovencedo &#8211; VIDEO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2017 15:28:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe  id="_ytid_87938"  width="680" height="510"  data-origwidth="680" data-origheight="510" src="https://www.youtube.com/embed/0e0mPdvPnJY?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un centinaio di persone ha sfilato nel centro di Vicenza in una fiaccolata in memoria di Mauro Pretto. Il corteo, partito da Piazza Castello, ha percorso corso Palladio per poi giungere in Piazza dei Signori dove i partecipanti si sono riuniti in cerchio in silenzio muniti di torce elettriche (fiaccole e fiamme libere erano state vietate per motivi di sicurezza).</p>
<p>Il 12 maggio scorso a Gazzo, frazione di Zovencedo (VI) l&#8217;uomo, 47enne boscaiolo che viveva in un&#8217;abitazione isolata, fu ucciso sulla soglia di casa con una fucilata di pallettoni da caccia. A quattro mesi di distanza ancora nessun indizio ha portato all&#8217;individuazione del responsabile di questo omicidio.</p>
<p>Proprio per questo gli organizzatori della manifestazione hanno voluto riunire amici, parenti e conoscenti di Pretto, ma anche semplici cittadini, per riaccendere i riflettori su questo caso ancora irrisolto, preoccupati dal silenzio calato troppo presto su questa vicenda. Alla fiaccolata erano presenti Anna, la compagna di Pretto, il fratello Diego e il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni (presente in veste privata).</p>
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		<title>Vicenza ricorda l&#8217;anniversario della morte di Gandhi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2017/01/27/vicenza-ricorda-lanniversario-della-morte-gandhi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 15:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Amici della Casa per la Pace]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
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		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì 30 gennaio è previsto un sit-in presso il busto di Gandhi, in viale Roma, in diversi momenti della giornata a partire dalle 10.30, con distribuzione di un volantino che verrà anche consegnato agli studenti delle scuole superiori della città. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lunedì 30 gennaio è previsto un sit-in presso il busto di Gandhi, in viale Roma, in diversi momenti della giornata a partire dalle 10.30</strong>, con distribuzione di un volantino che verrà anche consegnato agli studenti delle scuole superiori della città.<span id="more-3502"></span></p>
<p><em><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/gandhi_1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3503" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/gandhi_1.jpg" alt="" width="242" height="208" /></a>«</em><em>L’unico tiranno al mondo che posso accettare è la mia coscienza</em><em>». </em>Questa la frase di <strong>Gandhi</strong> con cui la Casa per la Pace, istituzione del Comune di Vicenza che attua l&#8217;articolo 2 dello Statuto per la promozione di una cultura di pace e diritti umani, ricorda il <strong>30 gennaio</strong> in occasione del <strong>69esimo anniversario della morte</strong> di uno dei principali protagonisti dell&#8217;impegno nonviolento nella storia dell&#8217;umanità.</p>
<p><strong>Alle 12</strong> ci sarà anche, insieme agli Amici della Casa per la Pace e a quanti vorranno condividere pensieri e riflessioni,<strong> l&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie</strong>, delegata ai temi della pace e dei diritti, <strong>Isabella Sala</strong>.</p>
<p>“La nonviolenza come stile di vita e metodo creativo di affrontare i conflitti è sempre più attuale e necessaria al nostro tempo – afferma l&#8217;assessore <strong>Isabella Sala</strong> –. Quest&#8217;anno si è aperto con una affermazione in un certo senso “rivoluzionaria” di Papa Francesco, ripresa dal Vescovo Beniamino Pizziol in occasione della giornata per la Pace di inizio anno; un invito ad approfondire lo stile nonviolento come politica per la pace attraverso la lettura attenta del discorso alto e concreto del Pontefice. E&#8217; quanto la Casa per la Pace sostiene da sempre, è quanto stiamo promuovendo come assessorato con corsi nelle scuole nella gestione nonviolenta dei conflitti. Siamo felici che questa tematica stia diventando sempre più studiata e praticata, perché siamo consapevoli che è una cultura diffusa che può fare la differenza e contribuire alla più alta concezione della politica intesa come costruzione della “polis”, della comunità. La nonviolenza non è “assenza” ma è azione concreta che ci invita, secondo le parole di Gandhi, ad essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”.</p>
<p>“In mezzo a tante violenze che minano la stessa sopravvivenza futura dell’umanità, la salvezza è possibile seguendo la via indicata da Gandhi. È una lezione ancora da imparare: mettere in pratica, di fronte ai conflitti, un metodo che usa la verità come forza e nega la forza della violenza – sottolinea a nome degli Amici della Casa per la Pace <strong>Matteo Soccio</strong> –. Bisogna capire che le armi della violenza non meritano fiducia da parte di chi lotta per un mondo più giusto, e quindi senza violenza. È già stata sperimentata l’efficacia di un metodo spiritualmente, filosoficamente, eticamente, politicamente superiore, il <em>Satyagraha</em> di Gandhi. Nell&#8217;anniversario della morte di Gandhi vogliamo celebrare quest’uomo giusto e sottolineare l’attualità del suo messaggio. Gandhi aveva lottato sempre contro la violenza e non aveva mai avuto paura della morte. Una volta disse: «Se qualcuno mi uccidesse e io morissi con una preghiera per il mio assassino sulle labbra, allora soltanto si potrà dire che ho posseduto la nonviolenza del coraggio» “.</p>
<p>Gandhi aveva 79 anni quando <strong>Godse</strong>, un fanatico indù, il 30 gennaio 1948 lo uccise con tre colpi di rivoltella. Gandhi si era accasciato sul terreno bagnato dalla pioggia mormorando le semplici parole del perdono: «<em>He Rama!</em> (Oh, Dio !). Disposto a morire per l’unità e la pace del suo popolo, aveva intrapreso un ultimo digiuno per porre fine ai massacri tra indù e musulmani a New Delhi. C’era riuscito ma pagò subito il prezzo dell’intolleranza estremista.</p>
<p>Per tutta la vita, <strong>Gandhi</strong> aveva cercato il metodo giusto ed efficace per opporsi alle ingiustizie e alle violenze dei dominatori inglesi che sfruttavano il suo popolo. Era sicuro della vittoria della nonviolenza. Nella sua autobiografia definisce questa ricerca “i miei esperimenti con la verità”.</p>
<p>Di fronte all’alternativa tra la facile e passiva rassegnazione di tutto un popolo o la ribellione violenta, Gandhi ha dimostrato storicamente che una terza via è possibile per conseguire il proprio fine di <strong>liberazione</strong> dalle <strong>ingiustizie</strong> e dalle <strong>oppressioni</strong>.</p>
<p>Chiamò il suo metodo<strong> <em>Satyagraha</em></strong>, che significa “forza della verità”, e in Occidente viene chiamato, in forma meno precisa, <em>Nonviolenza</em>. Ha mostrato come, per chi sente la responsabilità di lottare, contro ogni tentazione di fuga, rassegnazione, passività, e persino viltà, la nonviolenza è possibile ed è l’unica eticamente consentita.</p>
<p>Un riconoscimento importante del valore della “nonviolenza attiva” di Gandhi è venuto di recente anche dal Papa. Nel suo messaggio del 1° gennaio 2017 (50<sup>a </sup>Giornata Mondiale della Pace) Papa Francesco ha invitato a resistere alla tentazione della violenza, auspicando che la nonviolenza «possa diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme». Il riferimento a Gandhi è esplicito: «la nonviolenza praticata con decisione e coerenza ha prodotto risultati impressionanti».</p>
<p>A Vicenza la <strong>Casa per la Pace</strong>, istituita dal Consiglio comunale di Vicenza nel 1993 per promuovere una cultura di pace e di nonviolenza, è un centro aperto a tutti i cittadini che promuove iniziative ed è aperto a collaborazioni con tutti coloro che condividano i valori della pace, della nonviolenza, del rispetto dei diritti umani e dell&#8217;incontro fra persone e culture.</p>
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