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	<title>museo civico bassano &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Nomi illustri alla rassegna letteraria &#8220;Resistere&#8221; organizzata dalla libreria Palazzo Roberti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 15:42:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo una lunga esperienza di incontri con gli autori, la Libreria Palazzo Roberti di Bassano del Grappa esce dalle consuete stanze per popolare la città di grandi scrittori.  Luis Sepulveda, Alberto Angela, Carlo Petrini, Katia Ricciarelli, Diego Dalla Palma, Maurizio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una lunga esperienza di incontri con gli autori, la <strong>Libreria Palazzo Roberti</strong> di Bassano del Grappa esce dalle consuete stanze per popolare la città di grandi scrittori<strong>. </strong><span id="more-2430"></span></p>
<p><strong>Luis Sepulveda, Alberto Angela, Carlo Petrini, Katia Ricciarelli, Diego Dalla Palma, Maurizio Molinari, Nicoletta Costa, Paolo Crepet</strong>, sono alcuni dei protagonisti della rassegna letteraria dal titolo <strong><em>Resistere</em></strong> che si svolgerà in città <strong>dal 24 al 26 giugno</strong>, <strong>organizzata in collaborazione con la Città di Bassano del Grappa e con il sostegno di Banca Mediolanum e PBA</strong>. Il <strong>Chiostro del Museo</strong> <strong>Civico</strong>, il <strong>Castello degli Ezzelini</strong> e <strong>Piazza Libertà</strong> diventeranno luoghi esclusivamente dedicati alla letteratura e all’incontro con alcuni dei migliori autori italiani e internazionali, con una sezione, di letture e laboratori, completamente dedicata al mondo dei bambini.</p>
<p>“<em>Resistere desidera essere una risposta ai nostri problemi grandi e piccoli</em>” spiegano le promotrici <strong>Lorenza, Lavinia e Veronica Manfrotto</strong> “<em>desidera essere conoscenza e riflessione ma anche incitamento, entusiasmo e gioia, da assimilare attraverso le parole e il racconto di esperienze forti”. </em></p>
<p>Il programma della manifestazione, con eventi tutti ad <strong>ingresso gratuito</strong>, prevede nella prima giornata di <strong>venerdì 24 giugno</strong> l’intervento del fondatore di Slow Food <strong>Carlo Petrini</strong> nell’incontro sul tema “Per un cibo buono, pulito e giusto” in dialogo con <strong>Francesco Chiamulera</strong> (Castello degli Ezzelini, ore 17). La celebre soprano <strong>Katia Ricciarelli</strong> racconta le sue memorie, nell’intreccio fra vicende personali e le più famose interpretazioni femminili, accompagnata dal maestro di stile <strong>Diego Dalla Palma</strong> (Castello degli Ezzelini, ore 21).</p>
<p><strong>Sabato 25 giugno</strong>, <strong>Maurizio Molinari</strong>, direttore de “La Stampa”, affronta il tema della minaccia oscura della Jihad, intervistato dal direttore de “Il Giornale di Vicenza” <strong>Ario Gervasutti</strong> (Castello degli Ezzelini, ore 17), mentre il popolare paleontologo e divulgatore scientifico televisivo <strong>Alberto Angela</strong> tratta di Pompei e della più grande tragedia dell’antichità (Piazza Libertà, ore 21).</p>
<p><strong>Domenica 26 giugno</strong>, uno dei protagonisti più attesi, lo scrittore cileno <strong>Luis Sepulveda</strong>, che ha recentemente dato alle stampe il romanzo <em>Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà </em>(Guanda, 2015).  Da sempre impegnato nella difesa dell’ambiente, l’autore propone un viaggio fra letteratura e impegno civile, dialogando con i giornalisti <strong>Bruno Arpaia</strong> e <strong>Eugenio Tassini</strong> (Piazza Libertà, ore 17).  Discutono infine di resistenze e fragilità i sociologi <strong>Paolo Crepet</strong> e <strong>Ilvo Diamanti</strong>, intervistati da <strong>Marco Damilano</strong>, vice-direttore de “L’Espresso” (Castello degli Ezzelini, ore 21).</p>
<p>Ricca la <strong>sezione dedicata ai bambini</strong>, con la presenza di <strong>Nicoletta Costa</strong>, amatissima illustratrice, autrice di personaggi come <em>Nuvola Olga, Giulio Coniglio</em> e <em>Albero Giovanni</em> (venerdì 24 giugno, Chiostro del Museo Civico, ore 10.30), mentre i ragazzi più grandi ascolteranno <strong>Guido Sgardoli</strong> (vincitore del Premio Andersen) sul grande conflitto mondiale con il suo “Il giorno degli eroi” (venerdì 24 giugno, Libreria Palazzo Roberti, ore 10.30).  Ancora <strong>Katia Ricciarelli</strong>, con il co-autore Marco Carrozzo, racconta l’opera lirica ai ragazzi (venerdì 24 giugno, Libreria Palazzo Roberti, ore 16); <strong>Luca Azzolini</strong>, affermato scrittore di libri fantasy, ideatore della fortunata serie &#8220;Nelle terre di Aurion&#8221;, conduce un laboratorio-gioco alla scoperta di mondi fantastici e del potere dei libri (sabato 25 e domenica 26 giugno, Libreria Palazzo Roberti, dalle ore 10.00).  Domenica 26 giugno, alla Libreria Palazzo Roberti, coinvolgenti laboratori per creare giocattoli con la pasta da modellare (in collaborazione con Fimo kids) e il progetto “disegna e colora con Staedtler” dedicato a mandala e art therapy (dalle 10.00 alle 16.00).</p>
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		<title>Museo Civico di Bassano: Gianni Turin rievoca la Grande Guerra con opere esposte fino al 28 gennaio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/01/08/945/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 21:28:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[bassano del grappa]]></category>
		<category><![CDATA[gianni turin]]></category>
		<category><![CDATA[giuliana ericani]]></category>
		<category><![CDATA[museo civico bassano]]></category>
		<category><![CDATA[sandro gazzola]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’ambito delle celebrazioni del centenario della Grande Guerra l’Assessorato alla Cultura di Bassano del Grappa propone un’operazione nel segno universale dell’arte, presentando l’opera dell’artista padovano Gianni Turin con la sua personale «E-PI-GRA-FI-E. Sacrificio e memoria». La personale, che sarà ospitata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito delle celebrazioni del centenario della Grande Guerra l’Assessorato alla Cultura di Bassano del Grappa propone un’operazione nel segno universale dell’arte, presentando l’opera dell’artista padovano Gianni Turin con la sua personale «E-PI-GRA-FI-E. Sacrificio e memoria».<span id="more-845"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La personale, che sarà ospitata nell’ala nuova del <strong>Museo Civico bassanese dal 28 gennaio al 10 aprile 2016</strong>, nasce con l’intento di celebrare l’anniversario della<strong> Grande Guerra</strong> combattuta sul fronte italiano, superando poi il dato cronologico per portare la riflessione su un piano universale ed arrivare a considerare il ruolo dell’uomo nella storia in rapporto alla violenza e fondando la propria riflessione sul principio della dignità umana e sui modi con cui tale dignità affronta e supera la devastazione fisica, psicologica e morale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come le steli lapidee dell’antichità le <strong>E-PI-GRA-FI-E</strong> di Turin vogliono essere segni duraturi per comunicare in pubblico un messaggio ad una platea più vasta possibile e per il maggior tempo possibile. La pietra, con la tecnica mista, si abbina allora d altri materiali scultorei, legno e metallo, unitamente alla pittura, per far riflettere sul valore della cultura, sottolineando come ogni atto di violenza metta a rischio l’identità dei popoli con le loro radici culturali, la lingua, le opere d’arte, le architetture e i musei stessi come luoghi della memoria. Il percorso, pensato da Turin per le sale del Museo bassanese, pone lo spettatore in relazione alle questioni culturali dei secoli più lontani fino ad arrivare ai drammi nel Novecento del primo e del secondo conflitto mondiale per concludere con l’attualità dell’attentato al <strong>Museo Nazionale del Bardo di Tunisi</strong>, a cui ha dedicato il suo lavoro più recente.</p>
<p style="text-align: justify;">Con una quindicina di opere, il percorso inizia già nel chiostro per snodarsi in Museo civico salendo in pinacoteca dove le opere degli anni Settanta ed Ottanta sono collocate in dialogo con i dipinti e le sculture delle antiche collezioni museali. Con il <strong>«Crocifisso» di Guariento (1334</strong>) Turin costruisce un colloquio emotivo interpretando il modulo archetipo della croce e soprattutto esprimendosi con un linguaggio simile, fatto di linee intersecate e contrapposte, le stesse che nella croce medievale definiscono i limiti della figurazione entro spazi accuratamente delimitati. Nelle opere della “terza maniera” di <strong>Jacopo Dal Ponte</strong> (1550/60) il Turin, allievo di Emilio Vedova, trova una consonanza tecnica richiamando quelle ombre profonde che Jacopo aveva ripreso da <strong>Tintoretto</strong>, a sua volta ispiratore anche di Vedova stesso; analoga sensibilità nel rapporto fra luce e ombra concentra l’attenzione anche sui dipinti di <strong>Giovanni Battista Piazzetta</strong>. Con le opere di <strong>Antonio Canova</strong> si attiva infine un dialogo ideale con l’accostamento alla serie dei busti canoviani di una serie di volti umani – identità o maschere, individualità reali o entità mitiche che siano.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ala nuova, invece, le opere ispirate a momenti della storia del Novecento, lavori legati al tema della violenza, rievocano via via gli attentati negli Anni di Piombo, le atrocità dell&#8217;<strong>Olocausto</strong> e della lotta di Resistenza fino ai drammi delle trincee della Prima Guerra Mondiale. Le commemorazioni per il centenario della Grande Guerra, in particolare, si rivelano per lui come un momento di apertura al mondo e alla storia, perché la morte di innumerevoli ragazzi sui fronti del <strong>Grappa</strong>, dell&#8217;<strong>Altopiano</strong>, del <strong>Piave</strong>, ma anche dell&#8217;<strong>Isonzo</strong> e le sue montagne, rappresenta un emblema per ricordare i continui conflitti a quali l&#8217;umanità non sembra mai rinunciare, anche nell&#8217;attualità. L’intento di Turin è quello di dar senso all&#8217;evento drammatico del passato con il fine di ricollegarlo al presente, perché possa essere utile ad una presa di coscienza, soprattutto da parte dei giovani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gianni Turin</strong> è artista che da anni compie un percorso creativo che pone una riflessione sull&#8217;uomo e sul suo rapporto con la violenza e la guerra, con il fine di far riflettere lo spettatore sulle contraddizioni del mondo passato e presente, rappresentate dall&#8217;identità dell&#8217;individuo desideroso di pace contrapposto ad una società che cade sistematicamente nell&#8217;esperienza dolorosa della guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Docente <strong>all&#8217;Accademia di Belle Arti di Bologna</strong>, l’artista si rivolge in particolare al pubblico più giovane, agli studenti che devono essere aiutati a comprendere le radici dell&#8217;ambito storico che stiamo vivendo. L&#8217;idea di collocare parte delle opere in dialogo con le collezioni storiche del museo nasce dal desiderio di porre un legame fra contemporaneo e passato. La forza della fede ed la fiducia nel valore della convivenza pacifica fra popoli indicano una via di uscita, una prospettiva di speranza. Così suggerisce il tema ricorrente, come quello della Croce latina, variamente interpretata ed abbinata ad altri elementi che costituiscono le opere, oppure quello della &#8220;Testa non orante&#8221; (testa stilizzata e priva di apparato vocale) come segno dell&#8217;incapacità dell&#8217;uomo nel rivelare la parte più autentica di sé. Così, ancora, indica la tecnica delle monocromie scure gradualmente segnate da annunci luminosi, segni di spiritualità portatrice di pace e punto di orientamento e di riferimento per l’umanità smarrita. Così, infine, allude la scelta dei dai materiali utilizzati, quelli naturali &#8211; come il legno o pigmenti applicati con tecniche antiche come l&#8217;affresco &#8211;  e quelli lavorati dall&#8217;uomo &#8211; come il ferro, il vetro – fino alle pratiche industriali &#8211; come la pittura ad acrilico o il taglio al laser. Fra le opere legate a fatti storici recenti e contemporanei sarà presente &#8220;Ricordo di Bachelet&#8221;, dedicata al giurista Vittorio Bachelet caduto per mano delle Brigate Rosse, mentre conversava con all&#8217;allora assistente Rosy Bindi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera che chiude l&#8217;itinerario ideale della mostra «Fuori piombo» è dedicata al Museo Nazionale del Bardo di Tunisi in memoria dell’attentato del 18 marzo 2015. L’opera si compone di due grandi tavole dipinte ad affresco: al termine della mostra il dittico sarà scomposto e mentre una tavola rimarrà a Bassano, l’altra partirà in dono per Tunisi, come pegno di amicizia e solidarietà fra istituti chiamati a custodire l’identità dei popoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, patrocinata dalla Regione Veneto e curata da Giuliana Ericani e Sandro Gazzola, sarà inaugurata alle ore 18:00 di mercoledì 27 gennaio 2016 in significativa concomitanza con la Giornata della Memoria, nel 71° anniversario della liberazione del lager di Auschwitz.</p>
<p><strong>Orari</strong>: da martedì a sabato: 9:00 – 19:00 ● domenica e festivi: 10:30 – 13:00 e 15:00 – 18:00</p>
<p><strong>Biglietti</strong>: Intero € 5,00, ridotto € 3,50, (ridotto per gruppi min 15 max 30 persone)</p>
<p>Cumulativo Museo Civico + Museo Remondini + Museo Ceramica intero € 7,00, ridotto € 5,00</p>
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		<title>La &#8220;Ceramica c&#8217;è&#8221;, dopo l&#8217;esposizione nasce il catalogo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2015/11/18/la-ceramica-cece-il-catalogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 16:54:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[fabiola scremin]]></category>
		<category><![CDATA[la ceramica c'è]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[museo civico bassano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un catalogo abbinato a un documentario: è attraverso questa duplice forma che la manifestazione “LA CERAMICA C&#8217;É” potrà essere rivissuta da estimatori, appassionati e semplici curiosi, il prossimo venerdì 20 novembre alle 20.30 nella Sala Chilesotti del Museo civico. Si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un catalogo abbinato a un documentario: è attraverso questa duplice forma che la manifestazione “LA CERAMICA C&#8217;É” potrà essere rivissuta da estimatori, appassionati e semplici curiosi, il prossimo venerdì 20 novembre alle 20.30 nella Sala Chilesotti del Museo civico. <span id="more-487"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si potrà così riabbracciare il calore del centro storico di Bassano del Grappa che nel mese di giugno vide tornare la ceramica in tutte le sue forme per rivalutare negozi e ambienti sfitti.<br />
A fine 2014 Fabiola Scremin, titolare del laboratorio di restauro “Futuro Antico”, propose l&#8217;idea al Consiglio di quartiere Centro Storico, trovando un valido interlocutore nel presidente Erio Piva e in tutto il direttivo. I mesi successivi servirono a delineare il senso e la forma di un&#8217;iniziativa che ha incontrato il favore dell&#8217;amministrazione comunale. La diretta collaborazione con l&#8217;assessore alla cultura Giovanna Ciccotti e l&#8217;assessore alle attività produttive Giovanni Cunico, nonché la direttrice dei civici Musei dr.ssa Giuliana Ericani, ha favorito la riuscita di un mese tra esposizioni, incontri e laboratori. Come già esplicitato a luglio dal sindaco Poletto, nell&#8217;incontro riservato ai diretti partecipanti all&#8217;iniziativa, il lavoro di mesi da parte di tanti volontari per ridare un&#8217;immagine viva ad alcuni degli oltre 120 spazi vuoti entro le mura cittadine, è divenuto un possibile apripista rispetto alla riqualificazione del centro storico. “LA</p>
<p style="text-align: justify;">CERAMICA C&#8217;É” ha voluto presentare e, in taluni casi, svelare ai turisti e a molti bassanesi, alcuni mirabili esempi della produzione artigiana ed artistica del territorio, riallacciandosi in maniera mirata ad una tradizione storica locale ancora viva, specie nei dintorni. Un sentire artistico che riesce a mantenersi vivo soprattutto grazie a quegli imprenditori che hanno tentato la via del rinnovamento sul solco di una tradizione plurisecolare.</p>
<p>Il catalogo raccoglie e fotografa in maniera esaustiva tutti i luoghi e le categorie di creativi della ceramica coinvolti nell&#8217;iniziativa: i maestri riconosciuti (ospitati al Corpo di Guardia del Castello degli Ezzelini), le ceramiche fischianti, i giovani emergenti e le aziende. Spazio anche per i laboratori didattici ospitati ai Musei di Bassano che hanno visto alternarsi maestri, materiali e tecniche in uso. Abbinato al catalogo digitale, troviamo inoltre il documentario realizzato dal video-maker Michele Zampierin con il commento critico della dr.ssa Katia Brugnolo e che vede l&#8217;amichevole  partecipazione del compianto Ruggero Remonato. La sua figura di bassanese doc, che aveva lavorato per trent&#8217;anni presso l&#8217;Istituto d&#8217;arte di Nove, diventa oggi un ideale ponte per conoscere il clima artistico dell&#8217;epoca conoscendo direttamente molti dei nomi noti della ceramica artistica contemporanea locale, ma famosi a livello internazionale. Mentre si pensa ad una prossima edizione che possa dare spazio a quanti, per mere ragioni organizzative e logistiche non hanno potuto parteciparvi, con la serata di venerdì gli organizzatori vogliono condividere quanto realizzato confidando nel senso civico di appartenenza alla città.</p>
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