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	<title>negozianti &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Rebecca (Confcommercio): “Scontrino elettronico ennesimo carico di costi e burocrazia e all’orizzonte la follia della lotteria degli scontrini”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/10/rebecca-confcommercio-scontrino-elettronico-ennesimo-carico-di-costi-e-burocrazia-e-allorizzonte-la-follia-della-lotteria-degli-scontrini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 14:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ scattato da qualche giorno, esattamente l’1 gennaio, un cambiamento epocale per tutti i negozi, i pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.) e attività artigianali assimilate: l’obbligo dei corrispettivi telematici, ossia il passaggio dal “vecchio” scontrino fiscale a al nuovo “scontrino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">E’ scattato da qualche giorno, esattamente l’1 gennaio, un cambiamento epocale per tutti i negozi, i pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.) e attività artigianali assimilate: l’obbligo dei corrispettivi telematici, ossia il passaggio dal “vecchio” scontrino fiscale a al nuovo “scontrino elettronico”, con invio degli incassi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> Probabilmente, però, i vicentini non se ne sono accorti, visto che comunque il negoziante è tenuto a rilasciare un documento di acquisto valido, ad esempio, per la garanzia, i resi o le sostituzioni che a prima vista non sembra tanto diverso da quello precedente. “Ad accorgersene sono stati, invece, proprio i commercianti che nei mesi scorsi si sono sottoposti ad un vero e proprio <i>tour de force</i> per aggiornarsi e adeguare i propri registratori di cassa, sostenendo una spesa media che va dai 300 ai 700 euro a negozio – afferma Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza -. Abbiamo fatto di tutto per scongiurare e attenuare l’impatto di questa ennesima incombenza per le imprese del settore, riuscendo ad ottenere rinvii e moratorie sulle sanzioni, oltre ad un credito d’imposta del 50% sulle relative spese sostenute, ma sta di fatto che il problema di fondo resta: lo Stato fa pagare ancora una volta alle imprese gli oneri organizzativi ed economici di una digitalizzazione che va a tutto vantaggio solo del Fisco. Dove stia l’equità di questa operazione è un mistero”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Ad essere interessate da questa “rivoluzione”, focalizzandosi sul mondo del terziario provinciale, sono circa <strong>7.700 imprese</strong> del dettaglio e <strong>5.000 tra pubblici esercizi e strutture ricettive</strong>. Per le attività con un giro d’affari nel 2018 superiore ai<strong> 400 mila euro</strong> l’obbligo è già scattato a luglio dell’anno scorso, con una moratoria di sei mesi sulle sanzioni. Dal 1° gennaio, poi, l’obbligo è entrato in vigore per tutti gli altri, ma anche per tali operatori è applicabile la moratoria di 6 mesi che sposta al 30 giugno eventuali sanzioni per chi non si è adeguato in tempo. Quanti si siano già oggi adeguati non è noto, anche se <strong>Confcommercio Vicenza</strong> stima, prendendo a campione le imprese che usufruiscono del proprio servizio contabilità, che <strong>3 attività su 5 siano già passate al “telematico</strong>”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“I nostri incontri informativi sul territorio, ai quali hanno partecipato centinaia di imprese, hanno sempre registrato il tutto esaurito, mentre i nostri servizi fiscali sono stati in prima linea per dare un supporto efficace per questo nuovo adempimento – sottolinea il presidente di Confcommercio Vicenza –. Ciò che abbiamo riscontrato, in ogni confronto con gli imprenditori, è il loro scoramento per questo ennesimo carico burocratico e non possiamo nascondere che per qualcuno, soprattutto più anziano e a volte con attività situata in zone più marginali, questa potrà essere la goccia che fa traboccare il vaso, portando alla decisione di chiudere il negozio o il pubblico esercizio: il tutto in un momento già critico per il settore, con un’incertezza politica che frena i consumi e una Manovra di Bilancio che non contiene misure orientate alla crescita”. Va detto, tra l’altro, che l’obbligo non tiene conto, ad esempio, dell’arretratezza digitale del Paese, con zone, anche della nostra provincia, dove il trasferimento telematico dei dati è problematico per mancanza di una connessione valida: “Penso a certe aree montane e collinari dove comunque i negozi, o i pubblici esercizi, o gli operatori del commercio ambulante, fortunatamente, ci sono. Cosa devono fare: assumersi ulteriori oneri per dotarsi di connessioni alternative o “migrare” alla ricerca di una rete decente?” si chiede il presidente di Confcommercio Vicenza.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">All’orizzonte, poi, si profila quest’anno un&#8217;altra rivoluzione per le stesse attività, vale a dire l’avvio della <strong>lotteria degli scontrini</strong> dal 1° luglio 2020, con i clienti che si presenteranno a fine acquisto con il loro codice lotteria da riportare sullo scontrino: <strong>16 caratteri da digitare sulla cassa</strong> (a meno di dotarsi di un lettore ottico con ulteriori costi) per ogni scontrino, anche per un caffè. E poi, anche qui, il trasferimento telematico dei dati ad un portale lotteria. “Una follia che farà perdere tempo e pazienza a tutti – conclude il presidente Sergio Rebecca – e che cercheremo di contrastare in ogni modo dopo averne ottenuto il rinvio. Serve un cambio di mentalità da parte di chi sta al Governo: il commercio è una ricchezza, in tutti i sensi, per l’economia, l’occupazione, la qualità di vita e la sicurezza delle nostre città e dei nostri paesi. E lo è, una ricchezza, anche per il Fisco, visto che le nostre attività pagano le tasse, e tante, in Italia, a differenza di certi portali dell’e-commerce. E allora è chiaro che non c’è logica per questo aggravio di costi e burocrazia che rischia di spegnere il commercio in tante vie e piazze di città, quartieri e paesi”.</span></p>
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		<title>E&#8217; tempo di saldi, dal 7 luglio i consumatori potranno beneficiare degli sconti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2018 16:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
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		<category><![CDATA[negozianti]]></category>
		<category><![CDATA[saldi]]></category>
		<category><![CDATA[saldi estivi]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna l’appuntamento dei saldi estivi, che a Vicenza, come nel resto del Veneto, scatteranno sabato 7 luglio. Pur anticipati dalle oramai “tradizionali” fughe in avanti di qualche operatore, con gli escamotage degli sms legati alle fidelity card, solo tra qualche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Torna l’appuntamento dei saldi estivi, che a Vicenza, come nel resto del Veneto, scatteranno sabato 7 luglio. Pur anticipati dalle oramai “tradizionali” fughe in avanti di qualche operatore, con gli escamotage degli sms legati alle fidelity card, solo tra qualche giorno i negozi potranno ufficialmente far partire le svendite di fine stagione, offrendo ai consumatori sconti che mediamente si aggirano tra il 20 e il 50%.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Quello dei saldi è sempre un momento atteso, anche se negli ultimi anni si nota una polarizzazione degli acquisti nei primi weekend e poi un sostanziale ritorno alla normalità – spiega Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza -. Non credo che i saldi estivi 2018 faranno eccezione e anche le previsioni di spesa, elaborate dal nostro ufficio studi nazionale, parlano di sostanziale stabilità”. Secondo le stime diffuse dalla Confederazione ogni famiglia spenderà, infatti, in media per l&#8217;acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo poco meno di 230 euro. “Un dato che possiamo tranquillamente sottoscrivere anche per il Vicentino – continua il direttore Boschiero –, così come anche qui, come nel resto d’Italia gli operatori registrano un avvio di stagione non brillante nelle vendite. I saldi, dunque, possono rappresentare un invito ai clienti per tornare a spendere e allo stesso tempo un’opportunità per i commercianti di vivacizzare la stagione. L’auspicio, poi, è che i saldi siano anche l’occasione per far sperimentare, soprattutto alle nuove generazioni che guardano con crescente interesse alle vendite on line, il valore sostanziale di un acquisto assistito, dove il cliente è consigliato sotto tutti i punti di vista”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>LE REGOLE DEI SALDI</b></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nulla cambia sul fronte delle modalità di svolgimento. Restano, infatti, confermate le regole per l’informazione e la tutela del consumatore, che Confcommercio Vicenza intende ricordare al fine di garantire la massima trasparenza in tempo di vendite di fine stagione.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>Merce in saldo</b>. I capi<i> </i>proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Gli articoli in saldo devono inoltre essere fisicamente ben distinti e quindi separati in modo chiaro ed inequivocabile da quelli eventualmente posti in vendita a condizioni ordinarie.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>Indicazione dei prezzi</b>. E’ obbligatorio esporre la merce in saldo &#8211; sia in vetrina che all&#8217;interno del negozio &#8211; con l&#8217;indicazione della percentuale di sconto applicata, prezzo normale di vendita e il prezzo scontato.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>Pubblicità</b>. I messaggi pubblicitari relativi alle vendite straordinarie devono essere presentati graficamente in modo non ingannevole per il consumatore.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>Cambi</b>: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso in cui ciò risulti impossibile o eccessivamente oneroso, la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo pagato.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>Prova dei capi</b>: è rimessa alla discrezionalità del negoziante.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>Pagamenti</b>: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>IL “GLOSSARIO” DELLE VENDITE STRAORDINARIE</b></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>VENDITE DI FINE STAGIONE</b> (così detti Saldi)</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Riguardano i prodotti di carattere stagionale o di moda suscettibili di notevole deprezzamento, se non venduti entro un certo periodo di tempo.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>VENDITE PROMOZIONALI</b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Sono effettuate dall’esercente al fine promuovere la vendita alcuni o tutti i prodotti della gamma merceologica, applicando sconti e ribassi sul prezzo ordinario di vendita. Ogni anno si possono svolgere un numero indefinito di vendite promozionali.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Possono essere svolte in qualsiasi periodo dell’anno, ad eccezione del periodo antecedente all’inizio delle vendite di fine stagione, individuato in 30 giorni. Tale divieto non si applica ai prodotti non aventi carattere di stagionalità.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>VENDITE DI LIQUIDAZIONE</b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Sono effettuate dall’esercente al fine di esaurire tutte le proprie merci, in particolari momenti di vita della propria impresa:</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">•        cessazione dell’attività;</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">•        trasferimento in gestione o cessione in proprietà d’azienda;</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">•        trasferimento dell’azienda in altro locale;</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">•        trasformazione o rinnovo locali.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Possono essere realizzate in qualsiasi periodo dell’anno, per la durata massima di ciascun periodo di 6 settimane.</span></p>
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