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	<title>occupazione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Open day per nuovi percorsi di studio, la scelta dell&#8217;istituto grazie a incontro virtuale con docenti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/26/open-day-per-nuovi-percorsi-di-studio-la-scelta-dellistituto-grazie-a-incontro-virtuale-con-docenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 09:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Primo open day virtuale per il sistema degli Its Academy del Veneto: mercoledì 29 aprile le sette Fondazioni che gestiscono gli Istituti tecnici superiori per professionisti della meccatronica, della logistica, dell’agroalimentare, della moda, dell’edilizia, del turismo e della portualità si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Primo open day virtuale per il sistema degli Its Academy del Veneto: mercoledì 29 aprile le sette Fondazioni che gestiscono gli Istituti tecnici superiori per professionisti della meccatronica, della logistica, dell’agroalimentare, della moda, dell’edilizia, del turismo e della portualità si presentano ai futuri iscritti con una visita virtuale che consentirà di incontrare docenti e allievi dei diversi corsi e sedi presenti in Veneto e di scoprire una proposta formativa, alternativa all’università, che forma figure di super-tecnici molto richiesti dal mondo del lavoro. Al primo open day ‘virtuale’ degli Its Academy, pensato come opportunità di informazione e orientamento per ragazzi e famiglie in tempi di lockdown,  parteciperà anche l’assessore regionale all’Istruizone e formazione del Veneto, Elena Donazzan, che interverrà alle ore 15.</p>
<p>“Gli Its Academy – sottolinea l’assessore Donazzan &#8211; sono percorsi biennali di alta formazione superiore, post-maturità, paralleli ad un corso di laurea, ma caratterizzati da uno stretto connubio con le imprese più avanzate del settore. Metà dei docenti provengono dalle aziende e in azienda si svolge circa la metà delle 1800 ore dei percorsi formativi. La peculiarità di tali corsi – prosegue l’assessore – è fornire competenze tecniche ad alta specializzazione che assicurano ai neo diplomati un posto di lavoro sicuro e coerente con competenze acquisite e aspettative. La qualità e gli esiti occupazionali dei corsi Its in Veneto è certificata dalle classifiche Indire del ministero della Pubblica Istruzione, che ogni anno vedono gli istituti veneti ai primi posti”.</p>
<p>Alla presentazione generale di lunedì 29, seguirà a maggio un ciclo di incontri telematici, più specifici, rivolti a chi vuole saperne di più sull’organizzazione e la proposta formativa dei singoli istituti: lunedì 4, e per i tre successivi lunedì di maggio, la piattaforma web degli Its veneti ospiterà l’Istituto meccatronico Veneto (ore 16.30) e l’Istituto Last (ore 18.30); martedì 5 (e nei successivi martedì di maggio) sarà la volta dell’Istituto Agroalimentare veneto e dell’Istituto Cosmo (moda); mercoledì 6 (e successivi) toccherà all’Istituto tecnico superiore Marco Polo (portualità e logistica) e all’istituto Red (edilizia ed efficienza energetica); infine, giovedì 7 (e nei giovedì delle tre settimane successive) sarà la volta dell’istituto tecnico superiore per il turismo (ore 16.30).</p>
<p>Basterà un click per collegarsi allo spazio web ed entrare in dialogo con i diversi istituti e approfondire organizzazione, proposta formativa e prospettive occupazionali, e relativi costi di frequenza (il contributo annuale per gli iscritti varia tra i 500 e i mille euro).</p>
<p>“Invito gli studenti dell’ultimo anno delle superiori e le loro famiglie, in particolare quanti sono ancora indecisi rispetto al proprio progetto di vita e di lavoro, ad essere  curiosi e ad approfondire meglio questa opportunità – conclude l’assessore – Sono certa che troveranno proposte interessanti e stimolanti, soprattutto per chi è interessato alle professioni del futuro”.</p>
<p>Per iscriversi alla presentazione del 29 del sistema Its-Academy il link è</p>
<p><a href="https://drive.google.com/file/d/1eKgMAFknD2qwNGB3HQxdmYDWM3tYVBRg/view?usp=sharing" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://drive.google.com/file/d/1eKgMAFknD2qwNGB3HQxdmYDWM3tYVBRg/view?usp%3Dsharing&amp;source=gmail&amp;ust=1587803994617000&amp;usg=AFQjCNGbF0spnxOL5EJf9LDJcjb_uJI5ew">https://drive.google.com/file/<wbr />d/<wbr />1eKgMAFknD2qwNGB3HQxdmYDWM3tYV<wbr />BRg/view?usp=sharing</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per connettersi all&#8217;evento</p>
<p><a href="https://zoom.us/webinar/register/WN_EBOiVhIGS--CXVt9Rkzs-A" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://zoom.us/webinar/register/WN_EBOiVhIGS--CXVt9Rkzs-A&amp;source=gmail&amp;ust=1587803994617000&amp;usg=AFQjCNFCv9fRQG9oQwEjGQJ3Se5ztFTHtQ">https://zoom.us/webinar/<wbr />register/WN_EBOiVhIGS&#8211;<wbr />CXVt9Rkzs-A</a></p>
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		<title>Stagione balneare, stabilimenti attrezzati per disabili. Occupazione per 50 lavoratori a rischio esclusione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/04/18/stagione-balneare-stabilimenti-attrezzati-per-disabili-occupazione-per-50-lavoratori-a-rischio-esclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 16:44:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Per il terzo anno consecutivo in Veneto la stagione balneare sarà ‘sociale’ e ‘inclusiva’. Le spiagge venete si preparano alla riedizione del progetto “Turismo sociale e inclusivo” messo a punto dalle tre Ulss del litorale adriatico (la 4 Veneto Orientale, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per il terzo anno consecutivo in <strong>Veneto</strong> la <strong>stagione balneare</strong> sarà ‘sociale’ e ‘inclusiva’. Le spiagge venete si preparano alla riedizione del progetto “<strong>Turismo sociale e inclusivo</strong>” messo a punto dalle tre Ulss del litorale adriatico (la 4 Veneto Orientale, la 3 Serenissima e la 5 Polesana) e finanziato dalla Regione Veneto. Ma con una novità: quest’anno ogni località balneare del litorale veneto offrirà non solo una spiaggia attrezzata a misura di disabilità, in grado di accogliere e di offrire servizi di animazione a persone con problemi fisici e/o psichici; ma offrirà anche un’opportunità di lavoro a persone fragili, alla ricerca di un inserimento occupazionale.</p>
<p>La Regione del Veneto mette a disposizione 50 borse-lavoro per altrettanti tirocini destinati all’inserimento lavorativo nei servizi di accoglienza e ospitalità turistica ‘accessibile’ rivolti a persone in carico ai Servizi di Integrazione Lavorativa delle nove Ulss regionali. Le spiagge venete, da Bibione a Porto Tolle, saranno quindi luoghi di inclusione non solo per gli ospiti, ma anche per gli operatori.</p>
<p>Il progetto ‘Turismo Sociale e Inclusivo nelle Spiagge venete 2019” coinvolge tutte le nove Ulss del Veneto e tre assessorati: quello alla sanità e al sociale, quello al turismo e promozione e quello al lavoro. Il progetto quest’anno dispone di un budget complessivo di 394 mila euro, di cui 188.800 per i tirocini lavorativi e l’ospitalità abitativa per 50 giorni delle 50 persone selezionate dai Sil (i servizi per l’inserimento lavorativo delle Ulss): i tirocinanti si occuperanno dell’accoglienza, delle piccole manutenzioni, dei servizi in spiaggia, della ristorazione, del verde. Vivranno una esperienza di full-immersione e di autonomia, accolti nelle strutture di turismo sociale della costa veneta, come il villaggio Marzotto di Jesolo o il villaggio San Paolo del Cavallino Treporti. E riceveranno una borsa lavoro della Regione Veneto, finanziata con il Fondo regionale per l’occupazione e la disabilità</p>
<p>Ieri, a San Donà di Piave, la prima riunione tecnica dei Sil veneti per mettere in moto l’organizzazione di un progetto complesso, che ha assunto una dimensione regionale e che prevede il coinvolgimento attivo di comuni, servizi sociali, consorzi balneari, strutture recettive sociali, grande distribuzione, organizzazioni sportive e ricreative, enti turistici. Gli obiettivi da raggiungere sono l’ulteriore potenziamento dell’offerta ricettiva del litorale veneto per i turisti con disabilità e la messa in rete dei servizi per l’inserimento lavorativo nella prima industria del Veneto, rappresentata dal comparto turistico.</p>
<p>L’estate 2019 sulle spiagge ‘inclusive’ del Veneto sarà raccontata anche con un cortometraggio, che verrà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia di settembre.</p>
<p>“La novità del progetto sta nel perseguire la vera inclusione – mette in chiaro l’assessore regionale al sociale &#8211; quella degli ospiti, ai quali verrà offerta una vacanza attiva, coinvolgente e sicura, e quella dei giovani tirocinanti, selezionati dai Sil di tutto il Veneto, che grazie alla stretta collaborazione tra Ulss potranno vivere una esperienza di vita autonoma all’insegna della vacanza-lavoro. Le realtà imprenditoriali del turismo balneare possono creare nuove opportunità di lavoro anche per persone fragili o diversamente abili: con questo progetto apriamo la strada a nuovi percorsi di collocamento mirato e di vita indipendente”</p>
<p>Di “progetto pilota in Italia e in Europa, dalla grande valenza etica ma anche economica”. parla l’assessore al turismo della Regione Veneto, che ha ricordato che la competitività dell’offerta balneare del litorale veneto si regge non sul prezzo, ma sulla qualità e sull’innovazione dei servizi. “Sono 37 milioni i disabili in Europa – ha precisato &#8211; che esprimono esigenze di vacanze e chiedono servizi accoglienti e inclusivi, con opportune garanzie di salute, alimentari e di assistenza qualificata”.</p>
<p>A nome dei comuni della conferenza del litorale veneto il sindaco di Rosolina sottolinea il coinvolgimento dell’intero territorio e la capacità delle istituzioni di ‘fare squadra’ per tradurre in concretezza il concetto di ‘inclusività’ e offrire risposte concrete ed efficaci alle esigenze delle famiglie.</p>
<p>Per il direttore generale dell’Ulss 4 Veneto Orientale, Carlo Bramezza, ente capofila, il progetto è già realtà: il bar dell’ospedale di Jesolo è già gestito da giovani diversamente abili, e l’Outlet della moda del Veneto orientale ha già assicurato la disponibilità a quattro assunzioni ‘protette’ durante la stagione estiva.</p>
<p>La vera sfida ora è nel lavoro di rete dei SIL delle nuove Ulss – avverte la coordinatrice regionale Silvia Ceschel – che stanno già organizzando, con la collaborazione degli enti locali, delle associazioni e delle realtà turistiche del litorale veneto, le vacanze-lavoro indipendenti dei primi 50 giovani disabili del Veneto.</p>
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		<title>&#8220;Cercando lavoro&#8221; a Vicenza incontro formativo sul futuro occupazionale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/02/15/cercando-lavoro-a-vicenza-incontro-formativo-sul-futuro-occupazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2019 18:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 15 febbraio, a Vicenza, si è tenuto il primo incontro tra i Comuni iscritti al progetto “Cercando il Lavoro”, successivo al rinnovo della convenzione. Una vera e propria sessione formativa impreziosita dalla presenza del direttore di Veneto Lavoro Tiziano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western">Venerdì 15 febbraio, a <strong>Vicenza</strong>, si è tenuto il primo incontro tra i Comuni iscritti al progetto “<strong>Cercando il Lavoro</strong>”, successivo al rinnovo della convenzione. Una vera e propria sessione formativa impreziosita dalla presenza del direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone. Alla mattinata hanno partecipato anche i due nuovi Comuni aderenti, Thiene e Zugliano, a testimonianza della crescita continua della rete Cercando il Lavoro.</p>
<p class="western">Il direttore Tiziano Barone ha parlato del recente accordo tra Anci, Veneto Lavoro e Regione Veneto, nel quale viene proposto ai Comuni di attivare sportelli lavoro nel territorio a supporto delle attività e dei centri per l&#8217;impiego.</p>
<p class="western">Il confronto tra Veneto Lavoro e gli amministratori presenti si è rivelato un momento formativo e costruttivo durante il quale si è fatta una panoramica su tutti gli strumenti per promuovere l’occupabilità e l’occupazione.</p>
<p class="western">“Questo incontro – sottolinea l&#8217;assessore con delega alle politiche del lavoro Silvio Giovine – è stato importante per conoscere opportunità e problematiche che i comuni del territorio devono affrontare e capire come questo potenziale accordo può integrarsi con le attività degli sportelli, anche in forme territoriali di aggregazione. L’esperienza pregressa della rete Cercando il Lavoro ci pone nella favorevole condizione di avviare il processo per essere tra i primi Comuni della Regione ad istituire lo Sportello per il lavoro. Sarà così possibile offrire informazione e assistenza ai cittadini in materia di dichiarazione di disoccupazione, predisposizione del curriculum vitae, per fissare appuntamenti con i Centri per l’impiego o anche solo per semplici fornire semplici notizie di primo orientamento&#8221;.</p>
<p class="western">&#8220;La collaborazione tra i Centri per l’impiego e i Comuni rappresenta l’occasione di allargare i servizi per il lavoro verso le persone e le imprese &#8211; ha dichiarato del direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone -. Con la rete territoriale per il lavoro i servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro diventano più prossimi al bisogno mentre le politiche attive risultano semplici da utilizzare&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Occupazione in aumento grazie al welfare. Le cooperative sociali segnano un +28 per cento</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/12/12/occupazione-in-aumento-grazie-al-welfare-le-cooperative-sociali-segnano-un-28-per-cento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 18:33:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il welfare e l’assistenza ad anziani, disabili, donne e bambini in difficoltà traina il lavoro nel 2018 con 6 cooperative sociali su 10 (59%) che dichiarano di aver aumentato gli occupati di oltre il 28% nell’ultimo anno. E’ quanto emerge [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il welfare e l’assistenza ad anziani, disabili, donne e bambini in difficoltà traina il lavoro nel 2018 con 6 cooperative sociali su 10 (59%) che dichiarano di aver aumentato gli occupati di oltre il 28% nell’ultimo anno. E’ quanto emerge da una rilevazione dell’Unione europea delle cooperative fra le realtà associate su tutto il territorio italiano, dal Piemonte alla Sicilia, dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia, dalla Lombardia al Lazio, in occasione del Consiglio nazionale di Uecoop riunito a Roma con il Presidente Gherardo Colombo durante il quale si è fatto il punto sulle misure in discussione nella manovra di bilancio del Governo anche in relazione agli ultimi dati Istat sul mercato del lavoro che registrano un calo dell’occupazione (-0,2%) nel terzo trimestre 2018 con una diminuzione di 52mila addetti rispetto al trimestre precedente.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’analisi dell’Unione europea delle cooperative il settore che nel 2018 sta tenendo meglio rispetto alla frenata degli occupati quello sociale con appena il 16% delle realtà associate che ha dichiarato di avere diminuito gli addetti a fronte di un 84% che ha invece affermato di averli aumentati o di aver continuato a lavorare con gli stessi dipendenti di prima. Un trend legato alla spesa sociale dei comuni italiani che seppur in diminuzione si attesta sempre su una media di 141 euro per abitante durante l’anno. Il record di investimenti spetta ai comuni del Friuli Venezia Giulia con 346 euro, seguiti dalla Sardegna con 309 e dalle provincie di Bolzano con 275 e Trento con 218 euro. Tenuto conto che il mondo cooperativo socio sanitario segue già 7 milioni di italiani grazie al lavoro di oltre 355mila addetti – afferma Uecoop – la sfida del futuro è quella di potenziare l’assistenza creando un sistema che integri risorse pubbliche e private, formando personale altamente professionalizzato in grado di rispondere al meglio alle richieste del mercato del lavoro e – sottolinea Uecoop &#8211; rilanciando così anche l’occupazione sia nella fascia giovane che in quella degli “anta” che magari ha bisogno di essere ricollocata a seguito di crisi aziendali.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“Il tutto all’interno di un sistema di regole e controlli che garantiscano legalità e diritti dei lavoratori in un’evoluzione virtuosa e sostenibile dell’economia e dell’occupazione” sottolinea il Presidente di Uecoop Gherardo Colombo e aggiunge: “Uecoop punta sui valori che contraddistinguono un modello di vera cooperazione in grado di dare un contributo reale alla soluzione dei problemi del Paese: dal lavoro ai migranti, dallo sviluppo economico al welfare. Per un sistema opposto a quello che guarda alla cooperazione come a uno strumento per risparmiare sul costo del lavoro e sulla qualità dei servizi o come a un modo per sfruttare il business delle migrazioni”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Il mondo delle cooperative in Italia – spiega Uecoop – offre lavoro a più di 1,28 milioni di persone in quasi ogni settore produttivo: dalla logistica alla gestione dei rifiuti, dall’agricoltura all’abbigliamento, dall’informatica all’edilizia, dai trasporti alla vigilanza, dal turismo alle ricerche di mercato. Nel settore dei servizi 1 cooperative su 5 dichiara di aver aumentato il personale nel 2018 mentre il 69% ha tutelato i livelli occupazionali di inizio anno e solo 1 su 10 ha ammesso di aver ridotto di 1/3 gli organici. Nel settore agricolo – spiega Uecoop – sono il 3% ha diminuito il personale mentre 6 cooperative su 10 hanno difeso i livelli occupazionali e il 38% li ha addirittura aumentati.</p>
<p style="font-weight: 400;">
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Lavoratori stranieri, crescita del 10,9 per cento di occupati nelle cooperative</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/26/lavoratori-stranieri-crescita-del-109-per-cento-di-occupati-nelle-cooperative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 16:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 45mila stranieri lavorano nel mondo delle cooperative con una crescita del 10,9% negli ultimi cinque anni. E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative Uecoop in relazione alla presentazione dell’ultimo Dossier statistico sull’immigrazione 2018. Con il lavoro regolare – sottolinea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 45mila stranieri lavorano nel mondo delle cooperative con una crescita del 10,9% negli ultimi cinque anni.</p>
<p>E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative Uecoop in relazione alla presentazione dell’ultimo Dossier statistico sull’immigrazione 2018. Con il lavoro regolare – sottolinea Uecoop – lo straniero trova una sua collocazione nella società, evita il rischio di cadere nelle mani della malavita, sfugge alla povertà, partecipa alla crescita delle comunità oltre a pagare le tasse e i contributi pensionistici.</p>
<p>Il lavoro &#8211; secondo l’indagine Uecoop/Ixè &#8211; viene percepito come una delle misure strategiche per l’inserimento dei migranti da oltre 6 italiani su 10 favorevoli a tirocini gratuiti nelle aziende con percorsi si inserimento a cui affiancare corsi obbligatori di lingua italiana secondo l’83% degli italiani. In questo senso – conclude Uecoop – le coop italiane svolgono una funzione strategica tanto che sono aumentate anche le imprese cooperative gestite da stranieri, dall’edilizia all’assistenza socio sanitaria, dal commercio ai servizi di pulizia arrivate a 5.248 con un balzo del 14,6% dal 2013 a oggi.</p>
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		<title>Lavoro, nel primo trimestre 2018 gli occupati in Veneto salgono di 53mila unità</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/05/31/lavoro-nel-primo-trimestre-2018-gli-occupati-in-veneto-salgono-di-53mila-unita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 15:57:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo picco dell’occupazione regionale: il primo trimestre 2018 registra l’aumento di 53 mila posti di lavoro, secondo l’Osservatorio di Veneto Lavoro.  Da gennaio a marzo 2018 si sono registrate in Veneto circa 225 mila assunzioni, il 17% in più rispetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="0Titolo1">Nuovo picco dell’occupazione regionale: il primo trimestre 2018 registra l’aumento di 53 mila posti di lavoro, secondo l’Osservatorio di Veneto Lavoro.  Da gennaio a marzo 2018 si sono registrate in Veneto circa 225 mila assunzioni, il 17% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e 172 mila cessazioni (+22,7%), per un saldo complessivo di +53.200 posti di lavoro, il risultato migliore dal 2009 a oggi relativamente a questo periodo dell’anno.</p>
<p class="0Titolo1">La ‘Bussola’, il report periodico dell’ente regionale deputato a monitorare il mercato del lavoro, conferma  la prosecuzione della fase di crescita in atto ormai da qualche anno. La crescita occupazionale coinvolge tanto i lavoratori più anziani (+30%) quanto i giovani under 30 (+18%) e interessa in maniera diffusa tutti i settori produttivi. Saldi positivi si registrano infatti per l’agricoltura, l’industria e i servizi, con metalmeccanico e turismo a fare ancora da traino. Si conferma anche la ripresa del settore delle costruzioni (assunzioni aumentate del 18%) che, con un incremento di oltre 3 mila posti di lavoro, tocca il livello occupazionale più elevato degli ultimi dieci anni. L’unico comparto che mostra ancora un saldo negativo, seppure lievemente, è quello dei servizi finanziari.</p>
<p class="0Titolo1">A livello territoriale, l’occupazione dimostra saldi particolarmente positivi nelle province di Verona (+16.300), Treviso (+9.200) e Padova (+7.700). Segno più anche a Venezia (+9.900), Vicenza (+7.200) e Rovigo (+3.300), che però peggiorano il risultato del 2017, mentre nel Bellunese si è registrata la perdita di circa 500 posti di lavoro.</p>
<p class="0Titolo1">Circa il 60% dei nuovi posti di lavoro è a tempo determinato. Ma dopo oltre un anno tornano a crescere anche i contratti a tempo indeterminato (+10.500), anche per l’effetto congiunto di diversi fattori: da un lato, l’aumento delle trasformazioni di contratti a termine, proporzionale all’incremento delle assunzioni a tempo determinato cui si assiste da diverso tempo; dall’altro i nuovi incentivi in vigore nel 2018 per gli under 35, attesi dai datori di lavoro e che potrebbero averli spinti a posticipare al nuovo anno assunzioni già programmate.</p>
<p class="0Titolo1">Quanto agli incentivi, con l’avvio del 2018 ha iniziato a esaurirsi l’agevolazione triennale prevista dalla legge di stabilità 2015 per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato, che ha assicurato al datore di lavoro un risparmio fino a 8.060 euro l’anno. Secondo l’analisi di Veneto Lavoro, scadute le agevolazioni,  non è avvenuta la temuta ondata di licenziamenti: anzi i contratti che hanno usufruito dell’esonero sembrano dimostrarsi più stabili, con un tasso di sopravvivenza del 55%, a fronte di una percentuale inferiore al 50% registrata dai contratti non agevolati.</p>
<p class="0Titolo1">Tra le altre tipologie contrattuali, infatti, continua la crescita dell’apprendistato (+26%), dei contratti di somministrazione (+18%), a conferma di un mercato del lavoro regionale dinamico ma ancora caratterizzato dall’incertezza, e del lavoro intermittente (+49%), come effetto diretto dell’abolizione dei voucher. Lo scarso ricorso agli strumenti introdotti in sostituzione dei voucher per le prestazioni di lavoro occasionale (Libretto Famiglia e PrestO) dimostra come molte imprese abbiano dirottato verso altre tipologie contrattuali (lavoro intermittente e tempo determinato) rapporti di lavoro precedentemente regolati da forme di lavoro accessorio.</p>
<p class="0Titolo1">I disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego del Veneto erano 312 mila al 31 marzo 2018, tra persone effettivamente in cerca di lavoro, disponibili e occupati di breve durata. Si tratta per la maggior parte di donne (55%), adulti tra i 30 e i 55 anni (53%) e persone in possesso del solo titolo di licenza media (35%). Circa il 30% dei disoccupati amministrativi percepisce la Naspi o un altro ammortizzatore sociale.</p>
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		<title>Lavoro a tempo determinato, cresce il numero dei contratti. Da inizio anno sono più di 400 mila</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2018/03/21/lavoro-a-tempo-determinato-cresce-il-numero-dei-contratti-da-inizio-anno-sono-piu-di-400-mila/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 16:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[contratto di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro a tempo determionato]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[tempo determinato]]></category>
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					<description><![CDATA[Il quarto trimestre 2017 conferma la tendenza, seppure lieve, all&#8217;incremento congiunturale dell&#8217;occupazione ma conferma anche l&#8217;aumento di lavoro a termine su quello stabile: se il tasso di occupazione destagionalizzato è risultato pari al 58,1% in crescita di un decimo di punto sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il quarto trimestre 2017 conferma la tendenza, seppure lieve, all&#8217;incremento congiunturale dell&#8217;occupazione ma conferma anche <b>l&#8217;aumento di lavoro a termine </b>su quello stabile: se il tasso di occupazione destagionalizzato è risultato pari al 58,1% in crescita di un decimo di punto sul trimestre precedente, i posti di lavoro a tempo determinato sono saliti per il settimo trimestre di fila di 108mila posizioni sul mese precedente e di<b> 403 mila in più su base annua </b>mentre i contratti a tempo indeterminato sono calati per la seconda volta in 10 trimestri di 34mila sul trimestre precedente. E&#8217; la fotografia del mercato del lavoro scattata da Istat, ministero del lavoro, Inps, Inail e Anpal.</p>
<p>Il numero di <b>lavoratori a chiamata o intermittenti </b>(Inps-Uniemens) nel quarto trimestre 2017 continua infatti a crescere anche se a tassi leggermente meno forti (+69,2%) rispetto ai due trimestre precedenti (+79,3% nel terzo e 75,9% nel secondo) quando il forte incremento era iniziato a seguito dell’abrogazione del lavoro accessorio (voucher).</p>
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<p>Analogamente prosegue il significativo aumento del numero dei <b>lavoratori in somministrazione </b>(+26,9% nel quarto trimestre 2017), in crescita tendenziale dal secondo trimestre 2013, con una forte accelerazione a partire dal primo trimestre 2017 (+22,5%) e confermata nel secondo e nel terzo trimestre del 2017 (+24,4% e +23,8%, rispettivamente).</p>
<p>Le dinamiche del mercato del lavoro, spiega ancora il rapporto, si sono sviluppate all&#8217;interno di una ripresa economica &#8220;significativa e persistente&#8221; a cui però <b>la dinamica del lavoro è stato &#8220;più debole rispetto a quella del Pil&#8221;</b>. La crescita tendenziale dell&#8217;occupazione comunque, si legge ancora, è interamente determinata dalla componente del lavoro dipendente che si concentra essenzialmente nel settore dei servizi mentre quella indipendente continua a diminuire sia a livello tendenziale che congiunturale.</p>
<p>Continua a crescere, dunque, nel IV trimestre 2017 sebbene con una tendenza lieve, l&#8217;occupazione e , secondo i dati Istat, anche a livello tendenziale (+279mila) mentre diminuiscono le persone in cerca di lavoro, -247mila, e gli inattivi -118mila.<b>Aumenta l&#8217;occupazione anche per i giovani</b> ma solo in termini tendenziali mentre viene definitio &#8220;significativo&#8221; l&#8217;impatto dell&#8217;invecchiamento della popolazione sul mercato del lavoro che spiega così &#8220;la crescita del numero degli ultracinquantenni indotta anche dall&#8217;allungamento dell&#8217;età pensionabile&#8221;.</p>
<p>In calo del 2,4% tra ottobre e dicembre 2017 anche<b> gli infortuni </b>sul lavoro a quota 132 mila (111 mila in occasione di lavoro e 21 mila in itinere) con una diminuzione di 3.312 denunce sull&#8217;anno precedente. Stabili invece le denunce di morti sul lavoro, aumentate di 1 sola unità (da 180 a 181) nei trimestri a confronto. (Fonte AdnKronos)</p>
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		<title>Lavoro, sono 23 milioni gli occupati. Mai così tanti dal 2008 ad oggi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/09/01/lavoro-23-milioni-gli-occupati-mai-cosi-tanti-dal-2008-ad-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 17:11:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>
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					<description><![CDATA[Fanno ben sperare i numeri dichiarati dall&#8217;Istat. I lavoratori occupati crescono, piccoli segnali di una ripresa che, lentamente, fanno ben sperare per l&#8217;autunno alle porte. Sembra un controsenso ma allo stesso tempo  torna a salire anche il tasso di disoccupazione che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fanno ben sperare i numeri dichiarati dall&#8217;Istat. I lavoratori occupati crescono, piccoli segnali di una ripresa che, lentamente, fanno ben sperare per l&#8217;autunno alle porte.</p>
<p>Sembra un controsenso ma allo stesso tempo<strong>  torna</strong><b> a salire anche il tasso di disoccupazione</b> che a luglio cresce di (solo) 0,2 punti sul mese precedente e tocca l&#8217;11,3%. Ma allo stesso tempo &#8211; comunica l&#8217;Istat &#8211; <b>cresce dello 0,3% anche il numero degli occupati</b>. Con l&#8217;incremento di 59 mila unità in un mese &#8211; spiega l&#8217;istituto &#8211; si conferma &#8220;la persistenza della fase di espansione occupazionale: <b>negli ultimi due mesi il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nel 2008&#8243;</b>. Il tasso di occupazione sale al 58,0% (+0,1 punti percentuali).</p>
<p><strong>Rispetto a giugno</strong>, sottolinea l&#8217;Istat, la crescita dell&#8217;occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49 enni ed è interamente dovuta alla componente maschile, mentre per le donne, dopo l&#8217;incremento del mese precedente, si registra un calo. A luglio 2017 crescono rispetto al mese precedente sia i lavoratori dipendenti (+0,2%, +42 mila) sia gli indipendenti (+0,3%, +17 mila). Tra i dipendenti l&#8217;aumento interessa sia i lavoratori permanenti (+0,2%, +23 mila) sia quelli a termine (+0,7%, +19 mila). Sul fronte opposto, dopo il calo di giugno, la stima delle persone in cerca di occupazione a luglio cresce del 2,1% (+61 mila). L&#8217;aumento della disoccupazione è attribuibile esclusivamente alla componente femminile e interessa tutte le classi di età, mentre si registra una stabilità tra gli uomini.</p>
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		<title>Occupazione, tra uomini e donne ancora troppe differenze</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/08/08/occupazione-uomini-donne-ancora-troppe-differenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 16:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni sono usciti i nuovi dati Istat sull’occupazione e molta enfasi si è messa sull’occupazione femminile in crescita, ma i dati vanno analizzati attentamente, dietro a questi si cela un messaggio non del tutto positivo. I primi segnali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni sono usciti i nuovi dati Istat sull’occupazione e molta enfasi si è messa sull’occupazione femminile in crescita, ma i dati vanno analizzati attentamente, dietro a questi si cela un messaggio non del tutto positivo.</p>
<p>I primi segnali della tanto attesa ripresa effettivamente ci sono anche a Vicenza, c&#8217;è un aumento dell’occupazione femminile, anche se tuttavia resta a venti punti di distanza da quella maschile, la spinta del settore terziario (più o meno avanzato) ha dato i suoi frutti con il 53% della forza lavoro rappresentata proprio dal gentil sesso .</p>
<p>I dati qualitativi, tuttavia, non sono ugualmente esaltanti, la disparità tra uomini e donne è ancora elevata e sembra, per ora, non trovare soluzione .</p>
<p>Il ‘<strong>gap retributivo</strong>’ persiste, se lo stipendio netto medio di un uomo italiano è di <strong>1.426 euro</strong>, quello di una donna italiana è di <strong>1.300 euro. </strong>Un lavoratore straniero guadagna in media <strong>1.200 euro</strong>, mentre la retribuzione di una donna straniera, in media, ammonta a <strong>1.000 euro</strong>.</p>
<p>Anche per quanto riguarda i contratti <strong>part-time</strong> i numeri sono pesanti<b>, </b>il 33% sono firmati da donne contro il 4% degli uomini, naturalmente si parla di contratti non richiesti per necessità dalla lavoratrice ma imposti dall&#8217;azienda. Per quanto riguarda i tempi determinati, ancora una volta si può riscontrare una netta differenza, le donne &#8220;vincono&#8221; con il 13% contro il 9% degli uomini e solo il <strong>16%</strong> ha un lavoro indipendente.</p>
<p>Va ricordato che il <strong>tasso di natalità</strong> in Veneto è <strong>tra i più bassi al mondo</strong>, segno che qualcosa non va.</p>
<p>L’insieme di questi dati dice molte cose,  il<strong> mondo del lavoro</strong> per le <strong>donne</strong> continua ad essere <strong>difficile</strong>, come lo è la conciliazione casa-lavoro, inoltre il welfare rivolto alle famiglie è molto debole. Il mercato del lavoro è ancora attraversato da molta precarietà.</p>
<p>Ad appoggiare le donne ci sono le organizzazioni Sindacali a cui spetta un compito enorme. Iniziando con la contrattazione di primo e secondo livello e con la contrattazione sociale, alcuni problemi si possono affrontare e risolvere. Ma il tema riguarda tutti, le aziende, le Istituzioni, la società intera.</p>
<p>La condizione delle donne è una delle cifre con cui si misura la civiltà di un paese, si è fatto molto negli ultimi decenni ma non basta.</p>
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		<title>Distillati colpiti da fisco e contraffazione, si salva la grappa</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2017/06/05/distillati-colpiti-fisco-contraffazione-si-salva-la-grappa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 20:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[distillati]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[grappa]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Pesano il fisco e le frequenti contraffazioni sulle grappe prodotte in Italia, e in generale sui distillati. Eppure sono oltre 500 le aziende che lavorano nel settore mentre gli occupati sono 4800, con alcuni indicatori finanziari positivi, ma fisco, frodi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pesano il fisco e le frequenti contraffazioni sulle grappe prodotte in Italia, e in generale sui distillati. Eppure sono oltre 500 le aziende che lavorano nel settore mentre gli occupati sono 4800, con alcuni indicatori finanziari positivi, ma fisco, frodi e scarso rispetto delle regole incidono in negativo sui fatturati.</p>
<p>Un settore che sarebbe in buona salute, che cerca di cogliere i segnali di ripresa, ma che il mancato rispetto delle regole spesso mette in difficoltà. Il fisco, è ancora molto oneroso per le piccole imprese del settore, la concorrenza sleale, quest’ultima soprattutto nei Paesi dove i controlli sono assenti e poco efficaci.</p>
<p>Tuttavia, nonostante le difficoltà, emergono alcuni importanti indicatori, che descrivono un settore pronto a ripartire. Secondo l’Osservatorio congiunturale elaborato dalla società di ricerche Format, in Italia ci sono oltre 500 aziende operanti nel comparto dei distillati, che danno lavoro a 4800 persone su tutto il territorio nazionale. In particolare, a Nord si concentra il maggior numero delle aziende e dei dipendenti (53% degli occupati). Il 31,4% lavora a Nord-Est, il 21,6% a Nord-Ovest, al Centro il 9,6 e a Sud il 37,4%. La maggior parte delle imprese è a conduzione familiare, con una tradizione storica sul territorio di grande rilievo: soltanto il 4%% delle aziende è dimensioni medio-grandi.</p>
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