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	<title>Ocse &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Ocse, la contraffazione brucia l&#8217;1-2% del PIL italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 17:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Il commercio mondiale di beni contraffatti, dalle borse di lusso ai prodotti alimentari e altro, ha un impatto sull&#8217;economia italiana pari a circa l&#8217;1-2% del Pil in termini di mancate vendite. E&#8217; quanto emerge da un rapporto dell&#8217;Ocse. Secondo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il commercio mondiale di <strong>beni contraffatti</strong>, dalle borse di lusso ai prodotti alimentari e altro, ha<strong> un impatto sull&#8217;economia italiana</strong> pari a circa l&#8217;<strong>1-2% del Pil</strong> in termini di mancate vendite. E&#8217; quanto emerge da un rapporto dell&#8217;<strong>Ocse</strong>. Secondo il report &#8216;Il commercio di beni contraffatti e l&#8217;economia italiana&#8217;, il valore totale dei beni italiani contraffatti e piratati venduti in tutto il mondo nel <strong>2013</strong> era pari a oltre<strong> 35 miliardi di euro</strong>, l&#8217;equivalente del <strong>4,9%</strong> delle vendite di prodotti manifatturieri italiani nel mondo. Questo ha causato oltre <strong>25 miliardi di euro di mancate vendite</strong> alle società italiane nello stesso anno, quando il Pil italiano ammontava a 1.600 miliardi di euro. In base agli studi che l&#8217;Ocse ha effettuato su quasi mezzo milione di sequestri doganali in tutto il mondo nel periodo 2011-13, si legge ancora nel report, il commercio di beni contraffatti vale quasi 500 miliardi di dollari l&#8217;anno, pari al <strong>2,5% delle importazioni mondiali</strong>. Le marche statunitensi, italiane e francesi sono tra le più colpite dal fenomeno e l&#8217;Italia, con una fiorente produzione di prodotti pregiati, protetti da leggi sulla proprietà intellettuale e marchi di fabbrica, è particolarmente vulnerabile. Per quanto riguarda il settore italiano del commercio all&#8217;ingrosso e al dettaglio, nel 2013 le mancate vendite causate dall&#8217;importazione prodotti contraffatti e piratati ha provocato maggiori perdite, in termini di euro per i prodotti elettronici ad alta tecnologia, i prodotti elettrici e ottici, seguiti da abbigliamento, calzature, cuoio e prodotti correlati. In termini di quota di mercato, le <strong>perdite più ingenti</strong> si sono registrate <strong>nel</strong> <strong>settore dell&#8217;orologeria e della gioielleria</strong>, dove il mercato delle merci contraffatte ha portato a mancate vendite del 7,5%.</p>
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		<title>La carne è debole, ma la politica continua a ignorarlo. L&#8217;appello di Slow Food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 07:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[Ocse]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella seconda metà del Novecento il consumo globale di carne è aumentato di 5 volte, passando dai 45 milioni di tonnellate di carne consumati nel 1950 agli attuali 250 milioni di tonnellate.Secondo le stime della Fao, questo consumo è destinato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seconda metà del Novecento il consumo globale di carne è aumentato di 5 volte, passando <strong>dai 45 milioni</strong> di tonnellate di carne consumati <strong>nel 1950</strong> <strong>agli attuali 250 milioni di tonnellate</strong>.<span id="more-2848"></span>Secondo le stime della Fao, questo consumo è destinato a raddoppiare entro il 2050. Questo dato, da solo, serve a farci capire quanto una situazione già difficile da amministrare diventerà completamente insostenibile in poco più di trent’anni. Se davvero i consumi raddoppieranno, infatti, non sarà una produzione virtuosa a soddisfare il crescente appetito mondiale, ma gli allevamenti intensivi che sono all’origine di dissesti ambientali, sofferenze inaccettabili per gli animali, problemi sempre più complessi per la salute umana.</p>
<p>La produzione industriale e il consumo di carne sono centrali per la questione del riscaldamento climatico. Per questo nell’appello di Marrakech redatto in occasione della COP22 <strong>Slow Food</strong> ha sottolineato come questi siano due aspetti da affrontare con urgenza se si vuole fare qualcosa di concreto per la salute del nostro pianeta. Consumi di carne sempre più elevati sarebbero responsabili del 14,5% delle emissioni di gas serra, se si tiene conto di tutta la filiera, dalla coltivazione di vegetali per i mangimi fino al consumo finale. All’emissione di gas serra si sommano altre conseguenze negative per l’ambiente: l’inquinamento del suolo e dell’acqua dovuto ai rifiuti e agli scarti degli allevamenti; il sovrasfruttamento delle risorse idriche impiegate per allevare gli animali e per irrigare le monocolture intensive destinate alla produzione mangimistica; la distruzione di habitat ed ecosistemi per creare nuovi pascoli, campi e allevamenti.</p>
<p>La connessione tra benessere animale e salute umana, d’altra parte, si sta rivelando sempre più forte. È di pochi giorni fa il nuovo report dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che mostra come l’antibiotico resistenza sia in costante aumento in molti paesi del mondo. Una delle cause principali per spiegare questo fenomeno è l’utilizzo massiccio di antibiotici utilizzati negli allevamenti intensivi per sopperire a scarse condizioni igieniche, sovraffollamento e stress che generano le numerose malattie che colpiscono gli animali.</p>
<p>Se da un lato è sempre più evidente che questi fenomeni sono profondamente legati tra loro, e che la soluzione stia in una decisa inversione di marcia nei consumi – la cui quantità va limitata – e nella produzione – la cui qualità va migliorata –, dall’altro  sembra che la risposta degli organismi politici sia assolutamente inadeguata, quando non palesemente dannosa. C&#8217;è da chiedersi come mai in un appuntamento importante dedicato al cambiamento climatico, com’è stato l’incontro di Marrakech la questione della produzione intensiva e dei consumi di carne sia stata completamente ignorata. E ancora di più, come sia possibile che il Commissario europeo Phil Hogan, apparentemente ignorando tutte queste premesse, si sia impegnato a investire nel consumo di carne sul fronte europeo e del manzo europeo sui mercati esteri. Numerose organizzazioni, il 10 novembre hanno inviato a Phil Hogan una lettera evidenziando tutte le queste preoccupazioni.Ora si attende una risposta, e ancora di più ci si aspetta un cambiamento di strategia negli investimenti europei.</p>
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		<title>Il sindaco di Vicenza Variati commenta il progetto contro la tratta di esseri umani</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2016/06/20/sindaco-vicenza-variati-commenta-progetto-la-tratta-esseri-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 12:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[achille variati]]></category>
		<category><![CDATA[arma dei carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[laura boldrini]]></category>
		<category><![CDATA[Ocse]]></category>
		<category><![CDATA[tratta di essere umani]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sindaco Achille Variati ha partecipato alla presentazione del progetto dell&#8217;Ocse “Combating trafficking along migration routes” per il contrasto della tratta di esseri umani lungo le rotte migratorie al Coespu, il Centro di eccellenza per le Stability Police Unites che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco Achille Variati ha partecipato alla presentazione del progetto dell&#8217;Ocse “Combating trafficking along migration routes” per il contrasto della tratta di esseri umani lungo le rotte migratorie al Coespu, il Centro di eccellenza per le Stability Police Unites che ha sede a Vicenza ed è gestito dall&#8217;Arma dei Carabinieri, dove è intervenuta anche la presidente della Camera Laura Boldrini.<span id="more-2482"></span></p>
<p>“C&#8217;è soddisfazione – ha commentato il <strong>sindaco Achille Variati</strong> &#8211; perché Vicenza ospita un progetto di rilievo internazionale, a cui partecipa attivamente anche il Comune di Vicenza con il contributo degli uffici del sociale, per contrastare la tratta degli esseri umani in un periodo in cui è particolarmente alta l&#8217;attenzione sui flussi migratori che stanno interessando l&#8217;Europa e l&#8217;Italia. Mi trovo perfettamente d&#8217;accordo con la presidente Boldrini quando sostiene la necessità di un nuovo piano Marshall per l&#8217;Africa, con l&#8217;obiettivo di far diminuire i flussi migratori intervenendo nei Paesi d&#8217;origine. Alla presidente della Camera ho ricordato l&#8217;importanza di intervenire a livello legislativo per fare in modo che la doverosa solidarietà nei confronti di chi fugge da guerre e persecuzioni sia accompagnata dalla massima severità nei confronti dei migranti che non rispettano le regole del nostro Paese e devono quindi essere assicurati alla giustizia o rimpatriati”.</p>
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