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	<title>Operaestate Festival &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Marco Paolini a Bassano con il suo ultimo lavoro &#8220;Il calzolaio di Ulisse&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Aug 2018 16:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Doppia replica che si avvia al tutto esaurito per Marco Paolini, che il 19 e 20 agosto alle 21.00 arriva al teatro all’aperto Tito Gobbi di Bassano del Grappa, col suo ultimo lavoro Il Calzolaio di Ulisse – Oratorio scritto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Doppia replica che si avvia al tutto esaurito per <strong>Marco Paolini</strong>, che il 19 e 20 agosto alle 21.00 arriva al teatro all’aperto Tito Gobbi di Bassano del Grappa, col suo ultimo lavoro Il Calzolaio di Ulisse – Oratorio scritto insieme a Francesco Niccolini, protagonista lo stesso Paolini, che questa volta è sul palco insieme a Saba Anglana, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi ed Emanuele Wiltsch Barbiero, diretti dall’occhio attento di Gabriele Vacis.<br />
L’appuntamento è inserito nel ricco cartellone di <strong>Operaestate Festival</strong>, che prima di cedere il passo a Bmotion porta a Bassano uno dei maggiori narratori del teatro italiano.</p>
<p>Paolini si misura dunque con la Storia per eccellenza, quella di un viaggio epico, che arriva fino ai nostri giorni. Un progetto che è cresciuto nel tempo, nei suoni e nello spazio, un canto antico di quasi tremila anni, passato di bocca in bocca, e di anima in anima. Una storia che contiene in sé la storia dell&#8217;Occidente, a partire da quelle misteriose, ambigue e capricciose entità che sono gli dèi. Perché questa è una storia di dèi, mostri, uomini e guerrieri, imparentati e legati fra di loro. E il perno è Ulisse, nipote di Hermes, amato e protetto da Atena, da Poseidone perseguitato, da Calipso immensamente desiderato e concupito da Circe. Intorno a lui prima o poi si incontra tutto il resto, e i fili del racconto diventano infiniti, così come i suoi protagonisti.<br />
A Itaca cresce un ragazzino, suo padre è re e suo nonno un baro, figlio del dio degli inganni. Su quell&#8217;isola il ragazzino diventa uomo, assai scaltro. È diverso dagli altri condottieri, non è splendido in battaglia, spesso vince con l&#8217;inganno e l’astuzia, è un uomo che sa pensare. Con la sua mente sa accrescere la confusione degli elementi e ne approfitta per sfuggire alle trappole e abbattere gli ostacoli che trova sulla sua strada.</p>
<p>Ulisse è un Eroe che non si spegne mai, non nei vent&#8217;anni di guerra e dell&#8217;impossibile ritorno, non negli anni dopo, con le sue nuove disavventure, e nemmeno dopo la sua morte, visto che da 2800 anni si sente l&#8217;irresistibile desiderio di cantarne le gesta in ogni variante possibile e immaginabile.</p>
<p>“Perché – si legge sulla scheda di presentazione dello spettacolo &#8211;  dieci anni di guerra non sono serviti a nulla, dato che tutto è tornato come prima tranne i morti e il lutto che ha piegato i sopravvissuti? perché dieci anni senza riuscire a tornare, in mezzo a disavventure per metà raccapriccianti e per metà di una dolcezza struggente? Perché i posteri avessero il canto, è la risposta che offre Prospero/Alcinoo: dono immenso per tutta l&#8217;umanità che non ha mai smesso di goderne.”</p>
<p>E oggi questa storia viene nuovamente raccontata al pubblico, diventando un racconto divertito, sensuale, commosso, ironico, crudele, bugiardo, eccitante, straziato. “E pieno di musica – si continua nelle note di regia  &#8211;  perché è difficile immaginare un aedo senza la sua cetra, che in questa versione ha la forza ritmica di un ensemble variegato e multicolore, un gruppo di musicisti e un coro che insieme sono mediterraneo: mare terra sangue carne profumo lacrime salso vino vento. E un sonno profondo, magico, che ti rapisce una notte e ti accompagna – grazie a navi senza pilota né timoni, veloci come l&#8217;ala o il pensiero – e, con la sola forza della mente, ci porta dove un giorno dobbiamo arrivare: là dove un vecchio calzolaio cieco”</p>
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