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	<title>Organizzazione nazioni unite &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Autismo, numeri in continuo aumento e cause ancora sconosciute</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/19/autismo-numeri-in-continuo-aumento-e-cause-ancora-sconosciute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 09:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Mondiale autismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione nazioni unite]]></category>
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					<description><![CDATA[Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2 aprile Giornata Mondiale della consapevolezza sull&#8217;autismo, perché ci sia una sensibilizzazione di tutti sull&#8217;autismo, forma di comportamento comune a tante malattie rare note ed ignote, che rappresenta attualmente un gravissimo problema a livello mondiale. Una ricerca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>Nazioni Unite</strong> hanno proclamato il 2 aprile <strong>Giornata Mondiale della consapevolezza sull&#8217;autismo</strong>, perché ci sia una sensibilizzazione di tutti sull&#8217;autismo, forma di comportamento comune a tante malattie rare note ed ignote, che rappresenta attualmente un gravissimo problema a livello mondiale.</p>
<p>Una ricerca accuratamente condotta fra il <strong>2000 e il 2012</strong> negli USA dal CDC di Atlanta sui bambini che via via compivano gli<strong> otto anni</strong> dimostra che l&#8217;<strong>autismo</strong> raddoppia nel decennio, passando dal 7 al 15 per mille, pari a un bambino ogni 68.</p>
<p>La rilevazione del 2012 ha confermato lo stesso dato come stabile. I dati delle Regioni italiane sono scarsi e disomogenei ed oggi contano soltanto <strong>5 bambini su 1000</strong>, ma i bambini con autismo sono molti di più: la differenza si spiega perché non vengono fatte le <strong>diagnosi</strong>, sopratutto per i casi meno gravi. La diagnosi precoce è importante perché consente di fare interventi tanto più efficaci quanto maggiore è la plasticità del cervello nei primi anni di vita.<br />
La Linea guida n. 21 dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità constata che, se è vero che non vi sono ancora interventi farmacologici per curare l&#8217;autismo, alcune strategie di educazione speciale mediate dai genitori e basate sull&#8217;Analisi Applicata del Comportamento possono dare buoni risultati per migliorare la qualità di vita delle persone con autismo e delle loro famiglie. Purtroppo la conoscenza di queste strategie è poco diffusa in Italia, dove molti operatori addirittura le osteggiano, con rinnovata forza negli ultimi tempi. Perciò si assiste al paradosso che le tante risorse umane messe a disposizione nella scuola italiana (insegnanti di sostegno, educatori, assistenti alla comunicazione, altri assistenti tecnici) non ottengono buoni risultati: al termine della scuola i ragazzi con autismo finiscono quasi tutti a carico delle famiglie oppure in ghetti per disabili mentali, centri diurni e poi residenziali, privi di personale esperto sull&#8217;autismo.</p>
<div>Ad oggi <strong>non si conoscono ancora</strong> con certezza le <strong>cause dell’autismo</strong>.  La varietà e la complessità della sintomatologia autistica ha favorito negli anni la proliferazione di una miriade di teorie diverse volte a cercare una spiegazione rispetto alle cause dell’insorgenza dell’autismo.
</div>
<div>Alcune tra queste sono state smentite dall’intera comunità scientifica (teoria bettelheimiana, 1967) altre invece suscitano maggiori dibattiti in merito alla loro veridicità.</div>
<div>Molto spesso la diatriba nasce dal fatto che i vari modelli eziopatogenetici identificano aspetti che effettivamente sono deficitari e rappresentativi della sintomatologia autistica, ma non sempre possono essere identificati come fattori causali cioè responsabili della patologia autistica.
</div>
<div>Questo chiama in causa la differenza tra causalità e correlazione. Quando parliamo di causalità facciamo riferimento a delle variabili la cui presenza comporta l’emergere della patologia o di alcuni sintomi, quando si parla di correlazione si fa riferimento a variabili che molto spesso si presentano insieme ma che non necessariamente dipendono una dall’altra.</div>
<div>Quello che viene messo in evidenza da questi modelli sono più che altro correlazioni di sintomi e comportamenti, per esempio molto spesso i bambini con autismo presentano difficoltà nel sonno (correlazione), ma non si potrebbe dire che dormire poco causa l’autismo (causa &#8211; effetto).</div>
<p>Il <strong>2 aprile in tutto il mondo</strong> le città<strong> illuminano di blu</strong> i monumenti più rappresentativi a testimoniare la vicinanza della cittadinanza alle persone con autismo e alle loro famiglie. Anche in Italia il 2 Aprile si contano moltissime manifestazioni,come riportato nei siti: <a href="http://angsa.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.angsa.i</a>t oppure <a href="http://www.fondazione-autismo.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.fondazione-autismo.it</a></p>
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		<title>Roberto Ciambetti alla conferenza Onu: &#8220;Evitare il collasso demografico e la crisi ambientale&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/02/07/roberto-ciambetti-alla-conferenza-onu-evitare-collasso-demografico-la-crisi-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 14:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Onu]]></category>
		<category><![CDATA[Onu]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione nazioni unite]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ciambetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la prima volta un Presidente del Consiglio regionale del Veneto ha presenziato all&#8217;Onu, Ciambetti protagonista dell&#8217;evento &#8220;Città Inclusive per famiglie sostenibili&#8221; a New York ha portato la voce dei veneti lanciando un grido d&#8217;allarme su due temi di fondamentale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta un Presidente del Consiglio regionale del Veneto ha presenziato all&#8217;Onu, Ciambetti protagonista dell&#8217;evento &#8220;Città Inclusive per famiglie sostenibili&#8221; a New York ha portato la voce dei veneti lanciando un grido d&#8217;allarme su due temi di fondamentale importanza.<span id="more-3590"></span></p>
<p>“Oikos in greco significa sia famiglia che casa: la comunità nasce dal condividere e mettere insieme più Oikos. Il villaggio è la sede della comunità e base, assieme alla famiglia, della società, come spiegò Aristotele, e ciò vale anche per la città del futuro: una città che non riconosca il ruolo alla famiglia, una città che non è luogo della condivisione e inclusione non è più città spazio della comunità”.</p>
<p><strong> Roberto Ciambetti</strong>, Presidente del Consiglio regionale del Veneto è stato tra i relatori dell’incontro di lunedì 6 febbraio organizzato alla sede delle <strong>Nazioni Unite</strong> a <strong>New York</strong> dalla Divisione per le Politiche Sociali e lo Sviluppo del Dipartimento Economia e Affari sociali dell’Onu dal titolo “Inclusive cities for sustainable families – An adeguate response to the demographic challange” nell’ambito della<strong> 55esima Commissione Onu</strong> per lo sviluppo Sociale.</p>
<p>Secondo Ciambetti “E’ chiaro che siamo seduti sulla bomba demografica e su quella ambientale: entrambe sono pronte ad esplodere a travolgerci. Fuori dall’Occidente industrializzato lo sviluppo caotico dell’urbanizzazione ha assunto un carattere violento e squilibrato, legato alla fuga dalle campagne più che alle effettive capacità di garantire sostentamento e migliori qualità di vita dei nuclei urbani. Di qui lo sviluppo delle gigantesche bidonvilles, villas miserias, favelas che segnano tante metropoli del Terzo Mondo, luoghi delle tensioni, miseri, povertà, sfruttamento.</p>
<p>Contestualmente alla fuga dalla campagna e all’aggregazione attorno alle città registriamo l’esplosione demografica, la grande sfida che abbiamo davanti. Anche in Europa e nel Nord America possiamo un trend per molti aspetti analogo a quello dei Paesi poveri: periferie e banlieue stanno crescendo in maniera esponenziale e sono diventate punto di attrazione e destinazione di flussi migratori insostenibili e dai costi socio-economici enormi. In entrambi i casi le città sono i luoghi di aggregazione delle sfide del contemporaneo: esplosione demografica, questione ambientale e sociale.</p>
<p>Serve un diverso modello di sviluppo – continua Ciambetti – che consenta e garantisca adeguati standard di vita anche alle località periferiche, alle campagne: non ha senso dilapidare miliardi e miliardi di fondi pubblici, guardiamo al caso italiano, per ospitare in condizioni assurde migliaia di immigrati: cosa si sarebbe potuto fare se gli stessi soldi bruciati nell’accoglienza fossero stati invece investiti nei Paesi d’origine per costruire scuole, ospedali, acquedotti, fognature? Le nazioni sviluppate devono investire nel terzo e Quarto Mondo e non immiserire ancor più popoli poveri o proporre loro modelli di sviluppo consumistico inconciliabili con le esigenze di un armonico sviluppo sociale ecosostenibile.</p>
<p>Le tecnologie moderne possono essere strategiche e assicurare spazi di manovra un tempo impensabili anche nelle aree povere. Ma non possiamo di certo continuare con modelli di sviluppo basati sullo spreco, sulla distruzione delle risorse, su un consumo dissennato. La famiglia è il luogo della formazione, dell’educazione, della crescita: è il luogo dove si coltiva il bene comune. O torniamo a questo bene comune, al rispetto del bene della comunità, al rispetto della vita e dei suoi valori, rispetto dell’ambiente e delle sue esigenze o non invertiremo la rotta che sta conducendo l’umanità sull’orlo del precipizio. Città sostenibili e inclusive per famiglie sostenibili è la grande scommessa che possiamo giocare per impedire il tracollo, mettendo assieme, condividendo, le migliori esperienze”.</p>
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