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	<title>Osservatorio del Vino &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Export vino, il Prosecco domina la classifica di consumo all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 10:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo record per le esportazioni italiane di vino che, nel 2016, hanno raggiunto quota 5,6 miliardi di euro con un incremento del 4,3% sul 2015, che risulta inferiore, però, rispetto a quello del 2015 sul 2014 (+5,3%). I vini spumanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo record per le esportazioni italiane di vino che, nel 2016, hanno raggiunto quota 5,6 miliardi di euro con un incremento del 4,3% sul 2015, che risulta inferiore, però, rispetto a quello del 2015 sul 2014 (+5,3%).<span id="more-4116"></span></p>
<p>I vini spumanti continuano ad essere i veri protagonisti di questo successo, con un valore di quasi <strong>1,2 miliardi di euro</strong> (+21,4%) e un volume scambiato pari a circa <strong>3,35 milioni di ettolitri</strong> (+19,9%). <strong>Il Prosecco guida questa domanda</strong> con un <strong>incremento del 23,9%</strong> a volume (quasi 2,3 milioni di ettolitri) e del 32,3% a valore (circa <strong>885 milioni di euro</strong>). Sono i dati definitivi rilasciati oggi dall’<strong>Osservatorio del Vino</strong>, che confermano le stime diffuse nei mesi scorsi. I dati sono elaborati su base Istat da Ismea, partner dell’Osservatorio.</p>
<p>“Continua il trend positivo già annunciato dall’Osservatorio del Vino nei mesi scorsi – commenta <strong>Antonio Rallo</strong>, presidente Osservatorio del Vino – A parte i dati del Prosecco, non ci sentiamo di manifestare troppo entusiasmo perché cresciamo meno rispetto al 2015 e a ritmo più lento. Il fenomeno Prosecco va sostenuto con ogni mezzo affinché prosegua la brillante corsa iniziata da qualche anno – sottolinea il presidente Rallo -, ma non possiamo affidarci solo a questo prodotto per migliorare le performance del vino italiano fuori dai confini nazionali. Preoccupa, infatti, il dato relativo ai vini fermi in bottiglia. Il -4,5% fatto registrare dalle consegne oltre frontiera in questo segmento, accompagnato da un lieve arretramento dei valori dello 0,7%, deve far riflettere l’intero mondo produttivo”.</p>
<p>“Dobbiamo, quindi, definire nuove strategie per spingere altri vini italiani che stanno incontrando difficoltà nella crescita sui mercati internazionali – prosegue Antonio Rallo – Si rivelano pertanto fondamentali progetti di promozione e comunicazione come quelli posti in essere da ICE per sviluppare attività mirate in <strong>Paesi chiave</strong> per le nostre imprese: in particolare negli<strong> Usa</strong>, primo mercato estero per i nostri vini, e in<strong> Cina</strong>. Tra i consumatori cinesi, registriamo una crescita a valore del 13,8% (<strong>101 milioni di euro</strong>) e a volume dell’11,4% (299mila ettolitri), ma siamo ancora molto lontani dalla <strong>Francia</strong> che ha migliorato le proprie performance ed esporta per un valore di 612 milioni di euro (+ 9,94%) e volumi di circa 1,79 milioni di ettolitri (+8,89%), come ci confermano i dati delle dogane francesi”. “In questo senso – conclude Rallo – stiamo intensificando l’attività di UIV al fianco di ICE, proprio con l’obiettivo di migliorare il nostro posizionamento su questi mercati in termini di volumi di vino venduti e di incremento del valore medio a bottiglia “.</p>
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