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	<title>parigi &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Il Caffè Stern della famiglia Alajmo seduce Parigi con il più classico dei dolci, il Panettone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Dec 2017 10:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il panettone delle Calandre di Sarmeola di Rubano, ristorante tristellato della famiglia Alajmo, conquista a Natale le tavole di Parigi. Il dolce veneto è giunto nella capitale transalpina al Caffè Stern, acquisito tre anni fa dagli Alajmo in una delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il panettone delle Calandre di Sarmeola di Rubano, ristorante tristellato della famiglia Alajmo, conquista a Natale le tavole di Parigi. Il dolce veneto è giunto nella capitale transalpina al Caffè Stern, acquisito tre anni fa dagli Alajmo in una delle gallerie di maggior fascino della città, il Passage des Panoramas. Il Caffè Stern fa parte dei 10 locali di proprietà della famiglia Alajmo.</p>
<div id="attachment_8842" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Alajmo-panettone.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8842" class="size-medium wp-image-8842" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Alajmo-panettone-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Alajmo-panettone-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Alajmo-panettone-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Alajmo-panettone.jpg 457w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-8842" class="wp-caption-text"><em>Massimiliano Alajmo</em></p></div>
<p>Nel piano sotterraneo del locale si sfornano panettoni al burro tutto l&#8217;anno, visto che il dolce è inserito nella carta dei dessert, ma in questo Natale la produzione ha avuto una vera e propria impennata e il panettone del caffè è diventato un must imperdibile per i parigini. Storico atelier d&#8217;incisione, riportato alla vita dai proprietari delle Calandre, il Caffè Stern è l&#8217;unico ristorante di Parigi dove si produce il panettone italiano, rigorosamente con burro, canditi e aromi.</p>
<p>Stern, storico atelier d&#8217;incisione sin dal 1834, Monumento Nazionale situato nel cuore della città al 47 di Passage des Panoramas, dal 2014 è un &#8220;caffè all&#8217;italiana&#8221; grazie a un&#8217;intuizione maturata dai fratelli Alajmo insieme a Gianni Frasi. Per farlo tornare all&#8217;antico splendore è stato affidato alle cure di Philippe Starck, che ne ha interpretato la magia curando ogni dettaglio dell&#8217;arredamento e dell&#8217;illuminazione, nel pieno rispetto del luogo. E&#8217; stato pensato per accompagnare l&#8217;ospite lungo tutto l’arco della giornata, dalla colazione al pranzo e alla cena, passando per l’aperitivo, caratterizzato dai “cicchetti” della tradizione veneta. Il menù propone piatti della cucina italiana rivisitati e alleggeriti da Max, quali gli Spaghetti alla carbonara all&#8217;olio extra vergine di oliva o il Cappuccino alla Bolognese.</p>
<p>La cucina è affidata a un giovane allievo di Max, Denis Mattiuzzi, che è stato al suo fianco per più di 10 anni nelle cucine de Le Calandre e poi del Ristorante Quadri. Lo staff è composto da una squadra giovane, dinamica e affabile. La sommelier, che incarna a perfezione questo spirito, è Martina Fusi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La storia</h2>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Caffè-Stern.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-8843" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Caffè-Stern-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Caffè-Stern-300x188.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Caffè-Stern-768x480.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Caffè-Stern-1024x640.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/12/Caffè-Stern.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>ll Passage des Panoramas a pochi passi dall&#8217;Opera è il più vecchio dei passage parigini, uno dei diciassette sopravvissuti alla rivoluzione urbanistica di Haussmann (avvenuta nel ventennio tra il 1850 e il 1870), che fu la causa della loro massiccia scomparsa e della nascita, sulle ceneri di questi, dei primi “Grands Magasins”. Qui, nel 1834, venne fondata la ditta Stern &amp; Aumoitte da Anselme Aumoitte e da un giovane e raffinato incisore, Moïse Stern. Nel 1849, Stern &amp; Aumoitte affittano diversi piccoli negozi e appartamenti all&#8217;angolo del Passage che interseca la Galerie des Variétés e la Galerie Feydeau, per farne appartamenti d&#8217;abitazione e officina d&#8217;incisione. Alla fine degli anni Cinquanta del diciannovesimo secolo Moïse Stern riscatta la ditta appellandola semplicemente “Maison Stern”. L&#8217;ex-libris della Maison diventa una grande “S” con un leone rampante che poggia la zampa anteriore sul monogramma “MS” intrecciato (una mano che brandisce uno strumento da incisore e due pezzi di armatura completano la composizione). L&#8217;insegna riprende l&#8217;ex-libris e ricorda le date, 1867 e 1889, delle due Esposizioni Universali nelle quali la Maison ha ottenuto le prestigiose Medaglie d&#8217;Oro. Nel 1890 Moïse Stern coinvolge il figlio René nell&#8217;impresa, che prende il nome di “Stern et fils”. In seguito le generazioni si sono succedute mantenendo intatta la volontà di preservare e valorizzare le tecniche di stampa tradizionali con il loro ineguagliabile fascino. Negli anni la Maison Stern ha avuto tra i suoi più rilevanti clienti l&#8217;Eliseo &#8211; per la stampa dei menu e degli inviti &#8211; ma anche molte ambasciate, famiglie della nobiltà internazionale, oltre a svariate grandi imprese francesi e straniere. Nel settembre 2008 la Maison Stern lascia il Passage e si trasferisce al 131 rue du Faubourg Saint-Honoré: è la fine di un&#8217;epoca per il Passage des Panoramas, da più di un secolo associato nell&#8217;immaginario collettivo alla prestigiosa Maison. Il 10 luglio 2009, il decreto n° 2009-899 iscrive al titolo dei Monumenti Storici Nazionali le stanze 1, 2, 4 e 5 dei locali della Maison Stern al Passage des Panoramas, con tutte le loro decorazioni e il loro mobilio. Nel settembre del 2014, dopo due anni di scrupolosi restauri conservativi che hanno mantenuto intatto il fascino dei locali, Stern rinasce a nuova vita diventando un raffinato caffè bistrot all&#8217;italiana che si propone di offrire ai suoi clienti l&#8217;eccellenza di sempre, ma questa volta declinata a tavola e non più nella carta stampata.</p>
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		<title>Dal Museo di Bassano alla Galerie Canesso di Parigi, storia di un dipinto d&#8217;autore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 18:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Da mercoledì 25 novembre uno dei quattro dipinti di Alessandro Magnasco conservati nel Museo civico di Bassano del Grappa è a Parigi. “Il seppellimento di un frate trappista” (primo decennio del XVIII secolo) è infatti esposto nella mostra «Alessandro Magnasco [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Da mercoledì 25 novembre uno dei quattro dipinti di <strong>Alessandro Magnasco</strong> conservati nel Museo civico di Bassano del Grappa è <strong>a Parigi</strong>. “<strong>Il seppellimento di un frate trappista</strong>” (primo decennio del XVIII secolo) è infatti esposto nella mostra «Alessandro Magnasco (1667-1749). Gli anni della maturità di un pittore anticonformista» allestita, in rue Laffitte, alla Galerie Canesso fino al 31 gennaio 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dire che un dipinto è in partenza dalla pinacoteca dei Musei civici di Bassano del Grappa non fa di per sé molta notizia. Un prestito di opere d’arte rientra nel novero dell’ordinaria amministrazione di un Museo e si rivela come significativa conferma della validità delle opere conservate nelle proprie collezioni d’arte entro una strategia di affermazione e di qualificazione anche sul piano internazionale. Ogni anno dalle collezioni civiche bassanesi parte in media una cinquantina di opere – dipinti, disegni, incisioni, ceramiche – chiamate altrove a supportare un racconto di arte e documentare l’attività di un artista; fra le più richieste, ovviamente, le opere di Antonio Canova, Jacopo Dal Ponte e, appunto, i quattro dipinti di Alessandro Magnasco.</p>
<p style="text-align: justify;">È recente, ad esempio, il rientro del più famoso dipinto del Magnasco conservato in pinacoteca “Il refettorio dei frati conventuali”. Impossibile, al termine della grande kermesse dell’Expo milanese, disporre una nuova movimentazione per un’opera frequentemente chiesta in prestito, già partita anche nel 2013, destinazione Budapest, al prestigioso Szépművészeti Múzeum, la famosa galleria nazionale ungherese ricca di preziosi capolavori.</p>
<p style="text-align: justify;">Di medesima firma, di dimensioni molto più contenute, “Il seppellimento di un frate trappista” è opera del Magnasco di altrettanta qualità, pervenuto al Museo civico bassanese nel 1873 nell’ambito dell’importante lascito &#8211; 74 dipinti e 607 disegni – disposto da Giuseppe Riva, caso esemplare di collezionista del secondo Ottocento.</p>
<p style="text-align: justify;">L’episodio raffigurato rientra nel tema delle “fraterie”, momenti di vita conventuale frequentemente interpretati dal Magnasco, nell’ambito di un dibattito apertosi all’epoca sul tema del ritorno ad una povertà evangelica nella vita religiosa, tema tornato oggi di viva attualità con papa Francesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il soggetto non sembra di per sé concedere nulla ad una comoda gratificazione estetica e tuttavia un cromatismo orchestrato su una estesa gamma del marrone si esalta, sobriamente ma sapientemente, attorno al candore delle tonache monastiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questi tempi dire che un dipinto è uscito da un Museo per partire con destinazione Parigi significa anche dare un segnale particolare e forte. Significa ribadire ancora una volta che la cultura è una risorsa vitale e desiderare che tutti, turisti e curiosi, studiosi e studenti, famiglie con i bambini, continuino a visitare i musei e a partecipare alle iniziative culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo Parigi il dipinto sarà trasferito con tutta la mostra a Genova, Palazzo Bianco, dal 25 febbraio al 5 giugno 2016.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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