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	<title>pensione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Stazione Carabinieri di Schio, pensionamento per il Comandante Leone. Lascia dopo 20 anni di onorato servizio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/12/31/stazione-carabinieri-di-schio-pensionamento-per-il-comandante-leone-lascia-dopo-20-anni-di-onorato-servizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2018 13:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Schio]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri di schio]]></category>
		<category><![CDATA[comandante]]></category>
		<category><![CDATA[orazio leone]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; una notizia che fa scendere qualche lacrima a molti cittadini scledensi quella del congedo di Orazio Leone. Comandante della Stazione Carabinieri della Compagnia di Schio dal 2015, lascerà il servizio effettivo per entrare nelle fila dei Carabinieri in congedo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una notizia che fa scendere qualche lacrima a molti cittadini scledensi quella del congedo di Orazio Leone. Comandante della Stazione Carabinieri della Compagnia di Schio dal 2015, lascerà il servizio effettivo per entrare nelle fila dei Carabinieri in congedo.</p>
<p>Arruolatosi come Allievo Carabiniere nel 1979, il Lgt. Leone nel corso della sua lunga carriera ha sempre lavorato nell’organizzazione territoriale, ed in particolare all’interno della Stazione di Schio per circa 20 anni.</p>
<p>Dopo i primi anni trascorsi nella Stazione di Firenzuola (FI) e poi di Arzignano (VI), è giunto a Schio nei primi anni Novanta ricoprendo vari ruoli all’interno del Nucleo Operativo e Radiomobile, per poi essere destinato nel 1998 alla locale Stazione.</p>
<p>Il lungo periodo trascorso nel territorio del Comune di Schio gli ha permesso di acquisire nel tempo una profonda conoscenza delle dinamiche dello stesso, permettendogli di raggiungere notevoli risultati operativi e di servizio ai cittadini che gli sono valsi l’affetto ed il rispetto da parte dell’intera cittadinanza.</p>
<p>Non a caso, infatti, il Lgt. C.S. Leone ha meritatamente raggiunto già da tempo il grado apicale della categoria sottufficiali alla quale appartiene.</p>
<p>Sicuramente il Lgt. Leone è stato un militare ed un Comandante di Stazione esemplare; la Compagnia di Schio ne sentirà la mancanza, come anche i cittadini del capoluogo scledense che avevano in lui un punto fermo al quale guardare e rivolgersi.</p>
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		<title>Pensioni: 5,9 milioni di italiani percepiscono meno di mille euro al mese, mentre 6 immigrati su 10 la ricevono senza aver mai lavorato</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/11/30/pensioni-59-milioni-di-italiani-percepiscono-meno-di-mille-euro-al-mese-mentre-6-immigrati-su-10-la-ricevono-senza-aver-mai-lavorato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 17:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[extracomunitari]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia quasi 5,9 milioni di persone vivono con una pensione che non raggiunge nemmeno i mille euro. E’ quanto emerge da uno studio dell’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Istat in relazione alle misure previste nella manovra finanziaria. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia quasi<strong> 5,9 milioni</strong> di persone vivono con una <strong>pensione</strong> che non raggiunge nemmeno i <strong>mille euro</strong>.</p>
<p>E’ quanto emerge da uno studio dell’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Istat in relazione alle misure previste nella manovra finanziaria. A fronte di una spesa media delle famiglie italiane che arriva a 2.564 al mese – spiega Uecoop – oltre 1/3 dei pensionati resiste con meno della metà di tale importo, pagando bollette, abbigliamento, trasporti e soprattutto cure sanitarie e assistenza aumentati dell’8% che con l’avanzare dell’età diventano sempre più necessarie. Il bisogno di assistenza è in costante aumento – sottolinea Uecoop – con la popolazione over 65 che entro il 2050 sarà di 20 milioni contro i 13,5 attuali mentre i non autosufficienti diventeranno 5 milioni nei prossimi 10 anni. L’invecchiamento progressivo della popolazione pone la sfida di un sostegno di qualità a lungo termine anche all’esterno del perimetro della famiglia – spiega Uecoop – con la necessità di potenziare un sistema di welfare che metta insieme il meglio del pubblico e il meglio del privato con il mondo cooperativo che sta già garantendo – conclude Uecoop &#8211; assistenza e cura, dentro e fuori le mura domestica grazie a oltre 328mila addetti sul territorio nazionale.</p>
<p>Altro discorso per i cittadini extracomunitari, sono registrati ben 2.259.000 immigrati su un totale di circa 6 milioni di <strong>extracomunitari</strong> residenti nel Belpaese e nel 2017 l&#8217;Inps ha pagato qualcosa come 96.743 pensioni a cittadini extracomunitari e di questi ben 60mila incassano una pensione assistenziale, ovvero non coperta da contributi versati in precedenza. A questi 60mila vanno aggiunti poi altre 10mila persone che incassano assegni ti tipo indennitario, tipo le invalidità da infortunio o simili. E siamo già a circa 70mila. Solo il 29% dunque avrebbe la pensione coperta dai contributi, anche se in questa quota rientrano anche le pensioni di invalidità, di vecchiaia ecc ecc.</p>
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		<title>Maternità in periodo non lavorativo, verrà riconosciuta ai fini pensionistici</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/04/24/maternita-in-periodo-non-lavorativo-verra-riconosciuta-ai-fini-pensionistici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2018 15:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[assenza facoltativa]]></category>
		<category><![CDATA[congedo parentale]]></category>
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		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei casi di eventi di maternità, verificatisi al di fuori dal rapporto di lavoro, sono riconosciuti ai fini pensionistici gli stessi diritti previsti per coloro che hanno avuto figli in attività lavorativa. Infatti è prevista la possibilità di recuperare i periodi di assenza facoltativa e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei<strong> casi di eventi di maternità</strong>, verificatisi al di fuori dal rapporto di lavoro, sono <strong>riconosciuti ai fini pensionistici</strong> gli stessi diritti previsti per coloro che hanno avuto figli in attività lavorativa. Infatti è prevista la possibilità di <strong>recuperare i periodi di assenza facoltativa</strong> e di <strong>congedo parentale</strong> che avrebbero potuto usufruire se dipendenti. Mentre la <strong>contribuzione per la maternità</strong> vera e propria è <strong>riconosciuta gratuitamente</strong>, quella riferita alle assenze facoltative e al congedo parentale comporta il pagamento di un riscatto.</p>
<p>Per il <strong>periodo di astensione obbligatoria dal lavoro</strong> (da 2 mesi precedenti fino a 3 mesi successivi al parto) la <strong>madre ha diritto alla copertura gratuita</strong>. L&#8217;accredito gratuito del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro spetta anche nel caso di figli nati fuori dall&#8217;Italia. Inoltre è da tener presente che, per i <strong>3 mesi successivi al parto</strong>, la <strong>copertura gratuita è riconosciuta al padre</strong> <strong>lavoratore</strong> se, in quel periodo, il figlio risultava affidato in via esclusiva o se la madre risultava gravemente ammalata o deceduta. Per chi non risultava all&#8217;epoca legato da un rapporto di lavoro, è ammesso il riscatto a pagamento dei periodi di assenza facoltativa usufruibili dal personale in attività lavorativa.</p>
<p>Per <strong>periodi anteriori all&#8217;anno 1978</strong> può usufruire del <strong>beneficio solo la madre</strong> fino ad un periodo <strong>massimo di 6 mesi</strong>, dopo il riposo obbligatorio post partum, per ogni figlio; mentre, per il periodo compreso tra il <strong>gennaio 1978 ed il marzo 2000</strong>, il <strong>riscatto a pagamento</strong>, sempre per un periodo massimo di 6 mesi, può essere richiesto anche dal padre in alternativa alla madre. Dall&#8217;aprile 2000 in poi, le assenze facoltative dal lavoro per l&#8217;assistenza dei figli (congedi parentali) sono diventate più lunghe e flessibili perché usufruibili <strong>entro gli 8 anni</strong> di vita del bambino. I genitori possono <strong>assentarsi complessivamente per 10 mesi</strong> (11 se il padre si assenta per più di 3 mesi). Per il genitore single il congedo ha la durata massima di 10 mesi. Con la copertura <strong>gratuita e a pagamento</strong>, il periodo massimo di recupero ai fini pensionistici è di 5 anni. I vari periodi si collocano al momento dell&#8217;evento con i benefici conseguenti alle norme dell&#8217;epoca. La contribuzione riconosciuta vale sia per il raggiungimento del diritto alla pensione, compresa quella anticipata, che per la determinazione del suo importo.</p>
<p>L’accredito della contribuzione figurativa può essere effettuato:</p>
<ul>
<li>se il <strong>periodo non è coperto</strong> da altra <strong>tipologia di contribuzione</strong> (obbligatoria, volontaria, figurativa, da riscatto);</li>
<li>se il periodo da accreditare<strong> è coperto da contribuzione figurativa</strong> per <strong>disoccupazione</strong>. In questo caso si deve procedere a modificare il &#8220;titolo&#8221; dell’accredito tenendo conto che i contributi figurativi per maternità, contrariamente a quelli per disoccupazione, sono utili per perfezionare il diritto alla pensione di anzianità;</li>
<li>in<strong> presenza di contributi</strong> sia da <strong>lavoro dipendente</strong> sia da<strong> lavoro autonomo</strong>, a condizione che risultino accreditati almeno 5 anni di contributi per attività lavorativa subordinata.</li>
</ul>
<p>L’onere sarà interamente a carico del richiedente e varierà in base all’età al periodo da riscattare, al sesso e alla retribuzione media settimanale percepita.</p>
<p>Per tutti i periodi precedenti l’ 1.1.1996, l’onere è calcolato secondo i criteri della riserva matematica prevista in caso di costituzione di posizione assicurativa per contribuzione omessa e caduta in prescrizione (art. 13 Legge 1338/62). Per i periodi dal 1.1.1996, l’onere è calcolato con le modalità suindicate se il richiedente ha diritto ad una pensione interamente retributiva potendo far valere almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995; mentre, si applicherà un calcolo percentuale, previsto con il sistema contributivo, per coloro che non possono far valere la predetta anzianità.</p>
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		<title>Pensione precoce, sono state 6.700 le domande in Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/18/pensione-precoce-state-6-700-le-domande-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2017 16:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Ape]]></category>
		<category><![CDATA[cisl]]></category>
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		<category><![CDATA[Onofrio Rota]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefano BOscarin]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla volta di sabato, ultimo giorno utile per poter presentare la documentazione e accedere all’Ape Sociale o alla pensione Precoci, erano 6.700 i lavoratori veneti che avevano inviato la domanda all’Inps. Chi verrà valutato in regola con i requisiti previsti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=" text-justify">Alla volta di sabato, ultimo giorno utile per poter presentare la documentazione e accedere all’Ape Sociale o alla pensione Precoci, erano 6.700 i lavoratori veneti che avevano inviato la domanda all’Inps. Chi verrà valutato in regola con i requisiti previsti dalla legge, potrà avere a disposizione, nel caso Ape Sociale, un’indennità sostitutiva della retribuzione fino ad un massimo di 1.500 euro al mese che lo accompagnerà alla pensione vera e propria (da maturarsi entro un massimo di 3 anni e 7 mesi). Per i precoci invece l’opportunità è quella di ottenere la pensione vera e propria anticipata, fino a 22 mesi prima rispetto alla naturale scadenza. In Veneto, come nella altre grandi regioni industriali del nord, la prevalenza delle domande è stata presentata proprio dai lavoratori che hanno maturato i 41 anni di contributi, avendo cominciato a lavorare prima dei 19 anni di età. «Grazie all’accordo sulle pensioni realizzato con il governo lo scorso settembre non solo rendiamo giustizia a chi ha lavorato una vita, magari in posti di lavoro gravosi e pesanti – sottolinea il segretario Cisl veneto Onofrio Rota &#8211; ma con l’Ape Sociale garantiamo anche un reddito decoroso a chi, passati i 63 anni, si è trovato disoccupato o con una grave invalidità propria o in famiglia. Ora però chiediamo al governo di emanare subito le regole per l’Ape volontaria e la RITA (l’anticipo pensionistico tramite i fondi pensione). Con questi due strumenti possiamo anche, contrattando, favorire il ricambio generazionale e quindi l’occupazione dei giovani».</p>
<p class=" text-justify">Commenta il responsabile regionale del patronato Inas Stefano Boscarin (1.700 domande inviate): «Non possiamo dare per scontato che tutte le richieste verranno accettate. Una parte, anche se limitata, è infatti arrivata all’Inps senza passare al vaglio dei patronati e quindi qualcuna potrebbe essere impropria o carente di documentazione. Ora dobbiamo aspettare il 15 ottobre per avere l’accettazione o la respinta da parte dell’Istituto. Per i ritardatari infine c’è tempo fino al prossimo 30 novembre».</p>
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		<title>Università, i nuovi iscritti potranno richiedere il riscatto gratuito di laurea</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/07/08/universita-nuovi-iscritti-potranno-richiedere-riscatto-gratuito-laurea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2017 16:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Riscatto di laurea gratis per coloro che dal prossimo anno si iscriveranno all&#8217;università. E&#8217; questa l&#8217;ipotesi più volte avanzata dai sindacati e ribadita di recente dal sottosegretario all&#8217;Economia Pier Paolo Baretta che permetterebbe agli studenti che si immatricolano nel 2018 e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riscatto di laurea gratis per coloro che dal prossimo anno si iscriveranno all&#8217;università. E&#8217; questa l&#8217;ipotesi più volte avanzata dai sindacati e ribadita di recente dal sottosegretario all&#8217;Economia Pier Paolo Baretta che permetterebbe agli <b>studenti che si immatricolano nel 2018 e negli anni successivi</b> di richiedere il <b>riscatto di laurea gratuito</b>.</p>
<p>L&#8217;intenzione è proprio quella di introdurre la nuova misura nella prossima Legge di Bilancio dopo aver verificato la sua sostenibilità finanziaria tramite i dati dell&#8217;Inps. Una proposta &#8211; come riporta AdnKronos- emersa dall&#8217;analisi delle criticità legate al mercato del lavoro e fondata su un duplice obiettivo: favorire l&#8217;istruzione dei giovani italiani (l&#8217;Italia è penultima per la percentuale di laureati in Europa) e anticipare le pensioni future delle giovani generazioni, penalizzate da crisi economica e carriere discontinue. La proposta avanzata da Baretta, infatti, permetterebbe ai cosiddetti &#8216;Millennials&#8217; che hanno concluso gli studi nei tempi stabiliti di ricevere dallo Stato dei <b>contributi figurativi</b> per il periodo durante il quale hanno frequentato l&#8217;università. L&#8217;ipotesi del riscatto di laurea gratis è solo l&#8217;ultima delle proposte dedicate alle giovani generazioni annunciate nell&#8217;ambito della cosiddetta &#8216;Fase 2&#8217; del capitolo previdenza. Sul tavolo della discussione tra governo e sindacati vi sono anche l&#8217;introduzione di un assegno minimo pensionistico ai nati dopo gli anni &#8217;80 e la possibilità di un taglio del cuneo fiscale selettivo per i giovani su scala nazionale.</p>
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		<title>Pensione? Meglio pensare alla integrativa per non avere rimpianti un domani</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/14/pensione-meglio-pensare-alla-integrativa-non-rimpianti-un-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2017 17:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anzianità]]></category>
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		<category><![CDATA[pensione]]></category>
		<category><![CDATA[pensione integrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Si vive sempre più a lungo. Entro il 2065 gli uomini in media, calcola l&#8217;Istat, raggiungeranno gli 86 anni, mentre le donne i 90. Un trend positivo se accompagnato da buona salute e ottime finanze. Per un futuro tranquillo è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si vive sempre più a lungo. Entro il 2065 gli uomini in media, calcola l&#8217;Istat, raggiungeranno gli 86 anni, mentre le donne i 90. Un trend positivo se accompagnato da buona salute e ottime finanze. Per un futuro tranquillo è meglio, quindi, muoversi in tempo. Come? Con una pensione integrativa che è un&#8217;aggiunta alla normale pensione, erogata dalle casse dello Stato. Si tratta di una forma di risparmio, fiscalmente agevolata, che integra la pensione obbligatoria. Con versamenti volontari in un fondo si riesce, quindi, a mantenere inalterato il tenore di vita anche quando, ormai anziani, ci si ritira dal lavoro.</p>
<p><b>DESTINATARI</b>. Dipendenti, autonomi, liberi professionisti e soci di cooperative. In particolare i giovani per cui la pensione obbligatoria, anche per discontinuità nei versamenti, potrebbe essere molto più bassa rispetto al reddito precedente.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"></div>
<p><b>TIPOLOGIE</b>. Ne esistono di tre tipi: aperti, chiusi e i piani individuali pensionistici (Pip). Quelli aperti sono gestiti da società private, di gestione del risparmio, banche e compagnie assicurative. Si dicono fondi chiusi quelli che si basano su accordi fra le organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Risultano essere, quindi, legati a una particolare categoria di lavoratori. I piani individuali pensionistici sono, invece, strutturati sulla base di una polizza assicurativa caso vita. In pratica si tratta di una polizza che permette di avere un capitale se, al momento della scadenza, l&#8217;assicurato è ancora in vita.</p>
<p><b>QUANTO VERSARE</b> . Nel corso degli anni si versa una certa cifra che, poi, diventerà una piccola pensione aggiuntiva. Impossibile determinare l&#8217;ammontare finale dell&#8217;assegno, ma si possono fare delle simulazioni che tengono conto dell&#8217;età del lavoratore, i contributi ancora da versare, il tasso annuo di crescita del suo salario e i rendimenti possibili del fondo scelto. Tutti punti che tornano nel Prospetto Esemplificativo Personalizzato con una stima della rendita, che arriva a casa di chi ha aderito alla previdenza integrativa. Prima si comincia a versare e meglio è. Secondo le stime probabilistiche di Progetica, società di consulenza ed educazione finanziaria, per avere <b>mille euro in più</b> da anziani al mese è realistico versare un centinaio di euro al mese quando si ha 30 anni. Se, invece, si inizia a 40 si dovrà investire nella pensione integrativa quasi il doppio. Anche chi è vicino al traguardo otterrà un beneficio, sia pure più ridotto, se rinvia la liquidazione della pensione di scorta. Con un versamento di mille euro, ipotizza Progetica, un 55enne può attendersi un vitalizio integrativo di 482 euro con un comparto garantito e di 557 con un bilanciato. Le prestazioni si potranno ottenere al raggiungimento del requisiti richiesti dalla previdenza obbligatoria e dopo almeno 5 anni d&#8217;iscrizione. Con il fondo pensione, però, in determinate situazioni si potranno anche ottenere anticipi e riscatti.</p>
<p><b>IL RISCATTO</b>. I fondi pensione prevedono la possibilità di ottenere anticipazioni e somme in acconto su quanto maturato. In primo luogo gravi motivi di salute personali, del coniuge o dei figli; l&#8217;acquisto o ristrutturazione della casa per sé o per i figli e poi la disoccupazione, messa in mobilità o cassa integrazione. L&#8217;intera posizione potrà essere riscattata nei casi più gravi come l&#8217;essere senza impiego da più di 4 anni e in caso di invalidità permanente che riduca la capacità lavorativa a meno di 1/3. Se il titolare del fondo pensione dovesse morire prima di raggiungere l&#8217;età del ritiro dal lavoro, i soldi andranno ai beneficiari o, se non ci sono, agli eredi.</p>
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<h6>Fonte: Adkronos</h6>
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