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	<title>pensioni &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Pensioni, per i vicentini assegni medi da meno di mille euro al mese. Donne ancora più penalizzate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/04/13/pensioni-per-i-vicentini-assegni-medi-da-meno-di-mille-euro-al-mese-donne-ancora-piu-penalizzate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 20:41:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Di Gregorio]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spi Cgil]]></category>
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					<description><![CDATA[Vivere con meno di mille euro lordi al mese? Non è facile, se non facendo di necessità virtù. Ed è questo che fa la maggior parte dei pensionati vicentini, costretti a vivere con assegni medi mensili di 935,40 euro lordi. Gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Vivere con meno di mille euro lordi al mese? Non è facile, se non facendo di necessità virtù. Ed è questo che fa la maggior parte dei pensionati vicentini, costretti a vivere con assegni medi mensili di 935,40 euro lordi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli ultimi dati riportati dall’Inps, e riferiti all’anno 2017, mostrano come anche nel Vicentino il numero di pensioni sia diminuito rispetto all’anno precedente, seppur di poco (da 253.527 del 2016 a 253.457 del 2017), un trend che riguarda tutto il Veneto e che è legato agli effetti della legge Fornero. L’assegno previdenziale medio è invece aumentato (da 910,10 euro a 935,40 euro) per “merito” dell’adeguamento all’inflazione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sempre notevole la differenza degli importi uomini-donne. Le pensioni erogate agli uomini nel Vicentino sono 110.243 per un importo medio lordo mensile di 1.264,72 euro. Per le donne il numero di pensioni liquidate è di 143.214 con un importo medio lordo mensile di 681,89 euro,<strong> </strong>praticamente la metà. Inoltre 7 pensioni su 10 (il 71%) destinate alle donne è inferiore ai 750 euro lordi mensili,<strong> </strong>mentre per gli uomini la percentuale è del 33% (1 su 3).</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per capire le difficoltà in cui versano le pensionate vicentine si possono prendere in considerazione anche le pensioni integrate al minimo: nel 2017 ne sono state erogate 41.520, il 16,4% del totale delle pensioni liquidate nel Vicentino. Di queste l’88% (36.728) è destinato a pensionate.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Analizzando le pensioni per ogni singolo comune si notano grandi differenze negli importi medi. Questo aspetto testimonia le diverse caratteristiche economiche sociali del territorio vicentino. In questa speciale classifica il comune più ricco risulta Nogarole Vicentino con pensioni medie lorde mensili di 1347,34 euro,<strong> </strong>mentre fanalino di coda è Foza con una media pari a 852,01 euro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><em>I dati</em> – commenta Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto –<em>testimonia l’allarmante condizione di difficoltà in cui versano gli anziani costretti sempre più a fare i conti sia con bassi livelli di reddito, sia con l’arretramento dei servizi alla persona e della sanità, tanto che ci sono alcuni pensionati che rinunciano addirittura alle cure. Anche la penalizzazione economica delle donne è un gap che deve essere superato. Proseguiremo la nostra battaglia per la riforma strutturale del sistema pensionistico”. </em></span></p>
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		<title>Università, i nuovi iscritti potranno richiedere il riscatto gratuito di laurea</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/07/08/universita-nuovi-iscritti-potranno-richiedere-riscatto-gratuito-laurea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2017 16:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Riscatto di laurea gratis per coloro che dal prossimo anno si iscriveranno all&#8217;università. E&#8217; questa l&#8217;ipotesi più volte avanzata dai sindacati e ribadita di recente dal sottosegretario all&#8217;Economia Pier Paolo Baretta che permetterebbe agli studenti che si immatricolano nel 2018 e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riscatto di laurea gratis per coloro che dal prossimo anno si iscriveranno all&#8217;università. E&#8217; questa l&#8217;ipotesi più volte avanzata dai sindacati e ribadita di recente dal sottosegretario all&#8217;Economia Pier Paolo Baretta che permetterebbe agli <b>studenti che si immatricolano nel 2018 e negli anni successivi</b> di richiedere il <b>riscatto di laurea gratuito</b>.</p>
<p>L&#8217;intenzione è proprio quella di introdurre la nuova misura nella prossima Legge di Bilancio dopo aver verificato la sua sostenibilità finanziaria tramite i dati dell&#8217;Inps. Una proposta &#8211; come riporta AdnKronos- emersa dall&#8217;analisi delle criticità legate al mercato del lavoro e fondata su un duplice obiettivo: favorire l&#8217;istruzione dei giovani italiani (l&#8217;Italia è penultima per la percentuale di laureati in Europa) e anticipare le pensioni future delle giovani generazioni, penalizzate da crisi economica e carriere discontinue. La proposta avanzata da Baretta, infatti, permetterebbe ai cosiddetti &#8216;Millennials&#8217; che hanno concluso gli studi nei tempi stabiliti di ricevere dallo Stato dei <b>contributi figurativi</b> per il periodo durante il quale hanno frequentato l&#8217;università. L&#8217;ipotesi del riscatto di laurea gratis è solo l&#8217;ultima delle proposte dedicate alle giovani generazioni annunciate nell&#8217;ambito della cosiddetta &#8216;Fase 2&#8217; del capitolo previdenza. Sul tavolo della discussione tra governo e sindacati vi sono anche l&#8217;introduzione di un assegno minimo pensionistico ai nati dopo gli anni &#8217;80 e la possibilità di un taglio del cuneo fiscale selettivo per i giovani su scala nazionale.</p>
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		<title>Ai pensionati in arrivo la 14^ mensilità, da luglio una boccata d&#8217;ossigeno per milioni di italiani</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/28/ai-pensionati-arrivo-la-14-mensilita-luglio-boccata-dossigeno-milioni-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 May 2017 20:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[14^ mensilità]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[maria elena boschi]]></category>
		<category><![CDATA[pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Novità importante per le tasche di milioni di pensionati, abituati ormai a lottare con i problemi economici arrivando a stento a fine mese. A partire da luglio 2017 verrà inserita una mensilità in più, la 14^ non è più un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Novità importante per le tasche di milioni di pensionati, abituati ormai a lottare con i problemi economici arrivando a stento a fine mese. A partire da luglio 2017 verrà inserita una mensilità in più, la 14^ non è più un miraggio.</p>
<p>A ribadirlo, qualche giorno fa, è stata la sottosegretaria Maria Elena Boschi, in un messaggio pubblicato su Facebook. Per i pensionati, ha scritto l&#8217;ex ministra, &#8220;a luglio arriverà la quattordicesima assicurata dall&#8217;ultima legge di bilancio&#8221;.</p>
<p>Tra poco più di un mese agli aventi diritto verrà accreditata nel rateo di luglio 2017 la quattordicesima mensilità. Chi ha compiuto 64 anni e ha redditi compresi tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, specifica l&#8217;Inps nella circolare n. 1366/2017, potrà godere della somma aggiuntiva, pari fino a 655 euro.</p>
<p><b>Chi può beneficiare della quattordicesima?</b> Tra le principali novità introdotte dall&#8217;ultima legge di bilancio (legge n. 232/2016) c&#8217;è l&#8217;ampliamento della platea dei soggetti interessati dalla quattordicesima. La prestazione previdenziale riguarderà non solo i soggetti che hanno un reddito individuale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo, ma anche gli ultra sessantaquattrenni in possesso di un reddito tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ossia fino a 13.049,14 euro.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"></div>
<p><b>Quanto percepiranno i pensionati?</b> Per il 2017 sono previste diverse fasce. I pensionati che presentano redditi fino a 1,5 volte il trattamento minimo, pari a 9.786,86 euro annui e che usufruivano già della quattordicesima, hanno diritto a 437 euro (fino a 15 anni di contributi per i lavoratori dipendenti), a 546 euro (tra i 15 e i 25 anni di contributi) e a 655 euro (oltre 25 anni di contributi per il lavoro dipendente e 28 per quello autonomo).</p>
<p>Anche ai pensionati che sono in possesso di redditi da 1,5 a 2 volte il minimo, verrà corrisposta una somma variabile, in rapporto ai contributi versati. 336 euro fino a 15 anni di contributi, 420 euro tra 15 e 25 anni di contributi, 504 euro con contributi oltre 25 anni. Queste cifre valgono per i pensionati da lavoro dipendente, mentre per i lavoratori autonomi vanno aggiunti tre anni in più di contributi.</p>
<p><b>Quando scatteranno i pagamenti?</b> &#8220;Il pagamento &#8211; si legge nella circolare dell&#8217;Inps &#8211; verrà effettuato d&#8217;ufficio per i pensionati di tutte le gestioni unitamente al rateo di pensione di luglio 2017 ovvero di dicembre 2017 per coloro che perfezionano il requisito anagrafico nel secondo semestre dell&#8217;anno 2017&#8221;.</p>
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		<title>Pensioni, disoccupazione, salute: boom spesa sociale, +27,2 mld</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/21/pensioni-disoccupazione-salute-boom-spesa-sociale-272-mld/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 May 2017 21:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Boom delle spese per pensioni, disoccupazione, salute. La somma delle uscite che rientrano nella voce &#8216;prestazioni sociali&#8217; è passata da 354,8 miliardi di euro nel 2012 a 382 miliardi nel 2016, con un incremento di 27,2 miliardi. Nello stesso periodo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Boom delle spese per pensioni, disoccupazione, salute</b>. La somma delle uscite che rientrano nella voce &#8216;prestazioni sociali&#8217; è passata da 354,8 miliardi di euro nel 2012 a 382 miliardi nel 2016, con <b>un incremento di 27,2 miliardi</b>. Nello stesso periodo tutte le altre uscite delle pubbliche amministrazioni registrano variazioni contenute, con due eccezioni rilevanti: la seconda riguarda il calo della spesa per interessi passivi che è passata da 83,6 miliardi a 66,4 miliardi (-17,2 mld). La riduzione non è bastata a compensare l&#8217;incremento della spesa sociale, che fa lievitare il totale della spesa di 10,8 miliardi: da 818,9 mld a 829,7 mld. I dati sono contenuti nelle <b>tabelle pubblicate dall&#8217;Istat </b>nell&#8217;ultimo rapporto annuale.</p>
<p>Le prestazioni sociali vengono suddivise in due sottocategorie: &#8216;prestazioni sociali in denaro&#8217; che da 311,4 miliardi salgono a 337,5 mld (+26,1 mld) e &#8216;prestazioni sociali in natura acquistate direttamente sul mercato&#8217; che da 43,3 miliardi passano a 44,5 miliardi (+1,2 mld). Dalle voci contenute nel conto economico consolidato delle P.a. emerge che la spesa per i redditi da lavoro dipendente, che nel 2012 ammontava a 166,1 miliardi, è scesa gradualmente arrivando a 162 miliardi nel 2015, per risalire lo scorso anno a 164,1 miliardi (-2 mld rispetto al 2012). In lieve crescita la somma destinata ai consumi intermedi, che passa da 87 miliardi a 91,1 miliardi (+4,1 mld). Mentre <b>gli investimenti fissi lordi, che partivano da 41,4 miliardi, si riducono a 34,7 miliardi (-6,7 mld)</b>, per effetto di un calo costante registrano nei quattro anni.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"></div>
<p>Le entrate totali passano da 771,6 miliardi a 788,9 miliardi (+17,3 miliardi). La voce principale per il finanziamento delle spese, le imposte, passa da 486,5 miliardi a 490,6 miliardi (+4,1 mld), per effetto di un aumento della tassazione diretta che è riuscita anche a compensare la riduzione del gettito da imposte indirette. Dai tributi sul reddito (come Irpef, Ires, Irap) sono stati incassati 239,8 miliardi nel 2012 che sono saliti a 248,4 miliardi nel 2016 (+8,6 mld). Mentre dall&#8217;imposizione sul valore aggiunto e sul patrimonio (come Iva e Imu) nel 2012 sono stati incassati 246,7 miliardi nel 2012 che sono scesi a 242,2 miliardi nel 2016 (-4,5 mld). Alcune &#8216;differenze&#8217; nei risultati sono dovute agli arrotondamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: AdnKronos</p>
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