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	<title>perdite &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Aziende agricole venete, a rischio un mercato da 13 miliardi di euro. In Italia chiudono 10 mila imprese al mese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2020/04/18/aziende-agricole-venete-a-rischio-un-mercato-da-13-miliardi-di-euro-in-italia-chiudono-10-mila-imprese-al-mese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 10:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Con oltre 62mila aziende agricole che lavorano una superficie totale di 800mila ettari, il Veneto è una delle regioni ai vertici nazionali per produzione lorda vendibile che supera i 5,8 miliardi di euro e un valore dell’export agroalimentare superiore ai 7 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con oltre<strong> 62mila aziende agricole</strong> che lavorano una superficie totale di <strong>800mila ettari</strong>, il<strong> Veneto</strong> è una delle regioni ai vertici nazionali per produzione lorda vendibile che supera i <strong>5,8 miliardi di euro</strong> e un valore dell’<strong>export agroalimentare</strong> superiore ai <strong>7 miliardi</strong>. Numeri importantissimi – commenta Coldiretti &#8211; frutto di una agricoltura variegata, dall’ortofrutta alla carne, dal latte al vino con prodotti blasonati da denominazioni Con l’emergenza sanitaria il sistema è in sofferenza, fino alla pesca: le <strong>perdite riguardano tutti i settori</strong> e in molti casi le imprese florovivaistiche e <wbr />agrituristiche registrano l’azzeramento dei bilanci.</p>
<p>La reazione degli imprenditori agricoli è stata comunque incoraggiante: l’avvio delle consegne a domicilio di spesa a kmzero e pasti, la ripresa dei mercati nelle piazze, sono alcune delle soluzioni messe in campo per continuare​a guardare con fiducia al futuro. Una boccata di ossigeno è arrivata anche per i titolari di serre e garden che hanno potuto riaprire al pubblico rispettando misure di sicurezza ancora più restrittive, nonostante la perdita pressoché totale della produzione primaverile.</p>
<p>La situazione è molto difficile: a livello nazionale delle <strong>30mila imprese italiane <wbr />perse nei primi tre mesi del 2020</strong> quasi 1 su 4 (24%) è in agricoltura con il saldo negativo per il settore di 7259 che risente degli effetti sull’economia, sul lavoro e sui commerci del coronavirus. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla dichiarazione dei Ministri dell’Agricoltura Ue dei 27 Stati membri che hanno sottoscritto una dichiarazione per chiedere alla Commissione di agire urgentemente per contrastare la crisi Covid-19, sulla base dei dati Unioncamere relativi alla mortalità delle imprese fra gennaio e marzo 2020.</p>
<p>L’<strong>Unione Europea</strong> – sottolinea la Coldiretti &#8211; rischia di perdere quest’anno l’autosufficienza alimentare e il suo ruolo di principale esportatore mondiale di alimenti per un valore si 151,2 miliardi di euro con un surplus commerciale nell’agroalimentare di 31,9 miliardi. Un sistema che – continua la Coldiretti – poggia anche sui primati dell’agricoltura Made in Italy che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino alla gran parte dei prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi.</p>
<p>E’ necessaria una risposta adeguata dalla Commissione UE e dei Capi di Stato e di Governo con il riconoscimento del ruolo centrale e strategico dell’agricoltura nella proposta relativa al Quadro Finanziario Pluriennale UE 2021 – 2027 dove i tagli di risorse paventati sono inaccettabili e devono invece essere previsti – precisa la Coldiretti &#8211; opportuni strumenti e finanziamenti, anche fuori dal bilancio della PAC, per gestire l’attuale crisi.</p>
<p>Da quando è cominciata la pandemia in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 23mila strutture italiane, di cui ben 1200 in Veneto. Il 70% delle aziende agricole sta subendo cancellazioni di prenotazioni e commesse all’estero – spiega Coldiretti – anche per le difficoltà alle frontiere e il crollo dei servizi forniti a bar e ristoranti chiusi per l’emergenza, con una pioggia di disdette provenienti dai clienti di tutto il mondo. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè a pagare il conto più pesante all’estero sono stati il settore del vino e del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate anche per ortofrutta, formaggi, salumi e conserve. L’aumento delle vendite al dettaglio in negozi e supermercati in molti settori non hanno compensato le perdite subite nelle esportazioni e nel canale della ristorazione che da solo assorbe circa 20 miliardi di cibi e bevande</p>
<p>In gioco – sottolinea la Coldiretti &#8211; c’è una filiera allargata che in Italia dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi con l’allarme globale provocato dal Coronavirus che ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Ma l&#8217;emergenza Covid 19, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con il piano Marshall proposto dalla Coldiretti per l’agroalimentare che ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità.  Ci sono le condizioni – continua la Coldiretti &#8211; per rispondere alle domande dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Investire è dunque un imperativo categorico in un’ottica di sviluppo sostenibile che spinga l’innovazione e valorizzi le potenzialità del settore e garantisca al Paese le scorte alimentari strategiche di cui ha bisogno.</p>
<p>L’’Italia in futuro – conclude la Coldiretti &#8211; potrà trarre beneficio dalla sua tradizione rurale ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il patrimonio agroalimentare nazionale in una situazione in cui l’ultima generazione è stata responsabile della perdita di ¼ delle terre fertile nella Penisola per colpa dell’urbanizzazione e dell’abbandono forzato.</p>
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		<title>Certificazione “virus free” nei prodotti agroalimentari, sanzioni fino a 60 mila euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/04/certificazione-virus-free-nei-prodotti-agroalimentari-sanzioni-fino-a-60-mila-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 16:32:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono sanzioni fino a 60 mila euro per chi chiede la certificazione “virus free” nei prodotti agroalimentari. E’ quanto sostiene Coldiretti Veneto in base all’articolo 33 del decreto legge 9 del 2 marzo, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Ci sono <strong>sanzioni</strong> fino a <strong>60 mila euro</strong> per chi chiede la certificazione “<strong>virus free</strong>” nei <strong>prodotti agroalimentari</strong>. E’ quanto sostiene Coldiretti Veneto in base all’articolo 33 del decreto legge 9 del 2 marzo, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Governo</strong> risponde così alle richieste arrivate a molte aziende agricole di esibire una sorta di <strong>bollino di garanzia</strong> sulle produzioni.  Una pratica che ora viene bollata, giustamente, come sleale che inquina il mercato e mette in difficoltà un intero settore già alle prese con gli effetti negativi dell’<strong>emergenza coronavirus</strong>. Il decreto sancisce infatti che la subordinazione di acquisto di prodotti agroalimentari a certificazioni non obbligatorie riferite al <strong>Covid-19</strong> rappresenta una modalità sleale ai sensi della Direttiva Ue 2019/633 e la punisce con una ammenda amministrativa e pecuniaria che va da 15mila a 60mila euro. Per Coldiretti Veneto si tratta di una prima iniziativa concreta a tutela del lavoro e dell’attività di centinaia di imprese agricole che oltre alla campagna social #MANGIAITALIANO incoraggia il presidio sulle irregolarità che arrecano danno alla reputazione del Made in Italy.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Coldiretti Veneto</strong> ricorda che le <strong>perdite calcolate</strong> fino ad ora si aggirano sui <strong>50 milioni di euro al mese</strong>. I numeri fanno riferimento  all’azzeramento della clientela negli agriturismi, cosi come registrato per le altre strutture ricettive e alla mancata fornitura di prodotti del territorio per la ristorazione, soggiorni, pernottamenti, campeggi e tutto quanto inerente all’indotto turistico regionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per riprendere le attività servono misure che ridiano fiducia nei consumatori e tra i turisti. Intanto nelle stalle, nei mercati, in agriturismo ovunque, giovani, donne e operatori lanciano il messaggio con video e post per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali al patrimonio enogastronomico italiano. Produttori e consumatori scendono in facebook, twitter, instagram a colpi di <strong>#MANGIAITALIANO</strong> in risposta al disgustoso video francese sulla pizza italiana andato in onda su Canal plus ultimo esempio di comportamento di discredito insieme alla richieste assurde di autorizzazioni inutili sulle tipicità a kmzero.</p>
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		<title>Aviaria, tavolo di crisi in Regione. Coldiretti: &#8220;Ridisegnare il settore, ogni anno perdite per milioni di euro&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/09/07/aviaria-tavolo-crisi-regione-coldiretti-ridisegnare-settore-anno-perdite-milioni-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 08:59:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Dura presa di posizione di Coldiretti in sostegno ai propri avicoltori che ogni anno registrano ingenti perdite. Per discutere di queste tematiche la Regione Veneto ha indetto un tavolo di crisi dove erano presenti anche gli Assessrori Pan e Coletto. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dura presa di posizione di Coldiretti in sostegno ai propri avicoltori che ogni anno registrano ingenti perdite. Per discutere di queste tematiche la Regione Veneto ha indetto un tavolo di crisi dove erano presenti anche gli Assessrori Pan e Coletto.</p>
<p>“<em>Ogni anno gli avicoltori veneti perdono milioni di euro per focolai che si accendono sul territorio, è ora di ridisegnare il settore: l’aviaria non è più un imprevisto, occorre un minimo di programmazione nella gestione del settore oltre che una previsione anche in fase di bilancio”</em>.</p>
<p>Coldiretti è stata chiara al tavolo di crisi convocato dagli assessori  competenti per l’Agricoltura <strong>Giuseppe Pan</strong> e Sanità <strong>Luca Coletto</strong>.</p>
<p>“<em>Le misure adottate, fino ad ora sono precauzionali</em> – ha spiegato il direttore regionale Pietro Piccioni – <em>ma vanno considerati anche danni indiretti legati al divieto di accasamento dei capi. L’avvio di un nuovo ciclo produttivo determina un fermo dell’allevamento che ha ripercussioni pesanti sul reddito delle imprese e sull’indotto”.</em></p>
<p>Secondo Coldiretti gli investimenti sul benessere animale e su altri aspetti ambientali sono stati importanti per ogni singolo allevatore tanto che in Veneto l’avicoltura è considerata d’avanguardia viste le numerose strutture altamente tecnologiche e sostenibili dal punto di vista dell’ecosistema.</p>
<p>“<em>Si attivino quindi i fondi necessari</em> – ha incalzato Piccioni &#8211; <em>perchè il perdurare di questa situazione rischia di mettere in ginocchio un comparto di punta già provato da eventi epidemici nel passato dai quali ha sì saputo risollevarsi, ma continua ad essere esposto a ricadute a causa di dinamiche biologiche incontrollabili.  Non si può trattare la questione come evento straordinario, proprio per questo è giusto provvedere ad  una revisione nella gestione tecnico sanitaria  del supportata con l’utilizzo di  risorse adeguate e ben mirate”</em></p>
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		<title>Dopo le banche venete ecco il conto di Alitalia, in due mesi le perdite superano i 200 milioni di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/12/le-banche-venete-conto-alitalia-due-mesi-le-perdite-superano-200-milioni-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 19:37:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alitalia]]></category>
		<category><![CDATA[compagnia di bandiera]]></category>
		<category><![CDATA[conti in rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla fine a rimetterci sono sempre e solo i cittadini. Dopo aver visto le due banche del territorio Veneto sciogliersi come neve al sole ecco che spunta una situazione analoga, che peserà profondamente nelle tasche degli italiani. Gli istituti bancari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine a rimetterci sono sempre e solo i cittadini. Dopo aver visto le due banche del territorio Veneto sciogliersi come neve al sole ecco che spunta una situazione analoga, che peserà profondamente nelle tasche degli italiani. Gli istituti bancari sono stati &#8220;salvati&#8221;, forse sarebbe più giusto dire regalati a una terza banca escludendo, secondo il parere di qualche guru della finanza, una concorrenza sleale nei confronti di tutte le altre banche.</p>
<p>Neanche il tempo di digerire questo boccone amaro che se ne presenta subito un altro. Nei <b>primi due mesi </b>del <b>2017 </b>Alitalia ha registrato, secondo i dati del conto economico consolidato, <b>perdite per 203,2 milioni</b>. Un dato che allarga le perdite rispetto al 29 febbraio 2016 il cui dato è stato pari a 172 milioni di euro. E&#8217; quanto emerge dalla situazione economica e patrimoniale pro-forma di Alitalia contenuta nella domanda di ammissione all&#8217;Amministrazione straordinaria, appena pubblicata on line.</p>
<p>Sempre nello stesso periodo, il totale dei ricavi operativi ammonta a 364,03 milioni di euro contro i 358,58 del 2016; ricavi del traffico sono stati pari a 331,39 milioni di euro (contro i 330,50 del 29 febbraio 2016) mentre gli altri ricavi operativi ammontano a 32,63 milioni di euro (contro i 28,07 milioni di euro di un anno prima).</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"> Giusto per fare i conti della serva, il <strong>2016</strong> è stato chiuso con <strong>conti in rosso</strong> per <strong>491,925 milioni di euro</strong>. Cosa succederà ora? Assisteremo ad un altro regalo?  Se qualche bravo imprenditore si facesse avanti, visti i precedenti, potrebbe comprarsi un giocattolino spendendo un euro e facendosi dare dallo Stato qualche miliardo per risanare la stessa compagnia, dopo tutto con qualche tassa nuova l&#8217;operazione potrebbe essere semplice e veloce da pianificare.</div>
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		<title>Equitalia le verità  noscoste di un gruppo con perdite per 300 milioni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2013/06/19/equitalia-le-verita-noscoste-di-un-gruppo-con-perdite-per-300-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AccadeinZona]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 12:05:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia]]></category>
		<category><![CDATA[debiti]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Siamo al paradosso, Equitalia il gruppo incaricato di riscuotere i denari dei cittadini in debito con lo stato ha i conti in rosso con una perdita netta nell&#8217;ultimo triennio di ben 40 milioni di euro.   E&#8217; la classica situazione all&#8217;italiana, quasi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo al paradosso,<strong> Equitalia </strong>il gruppo incaricato di riscuotere i denari dei cittadini in debito con lo stato ha i conti in rosso con una perdita netta nell&#8217;ultimo triennio di ben <strong>40 milioni di euro</strong>.</p>
<p>  <span id="more-25"></span>  </p>
<p> </p>
<p>E&#8217; la classica situazione all&#8217;italiana, quasi da comiche, se non fosse che qui ci ballano un sacco di soldi e sopratutto stiamo parlando di un ente dedito a controllare e riscuotere soldi da chi è moroso nei confronti dello<strong> Stato</strong>.  Stiamo parlando di <strong>Equitalia, </strong>agenzia di riscossione che nell&#8217;ultimo triennio, 2010-2012, ha visto un calo di fatturato di ben <strong>300 milioni. </strong>Si è passati da poco più di<strong> 1,2 miliardi </strong>del 2010 a poco più di <strong>900 milioni</strong> del 2012. Una struttura formata da<strong> 8.100</strong> dipendenti per un costo totale annuo che supera i <strong>500 milioni,  </strong>costi improponibili per qualsiasi società privata (più del 50%), altri <strong>450 milioni</strong> vanno via per i costi dei servizi,superando il totale fatturato annuo e creando deficit. Questo ha portato a una perdita complessiva di<strong> 40 milioni</strong> di euro nel triennio in questione. Per chi ha il compito di riscuotere le tasse degli italiani suona come una beffa.</p>
<p>Il Governo è molto attento a questa situazione e sta studiando un piano per ridimensionare l&#8217;azienda Equitalia e allo stempo stempo sta vagliando possibilità per allentare la presa nei confronti degli italiani. La paura ora è di vedersi aumentare le tasse per recuperare il debito creato dall&#8217;Angenzia, sarebbe un vero schiaffo in faccia a tutti i cittadini che già devono sopportare cartelle esattoriali pesanti per poi andare a sostebere questo grande baraccone dove, è giusto ricordarlo, i soli membri del<strong> CDA</strong> si intascano in totale quasi<strong> 2 milioni di euro. </strong>Sarebbe il caso di cominciare a tagliare da loro!</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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