<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>pesca &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/pesca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 May 2020 14:21:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>La chiusura dei ristoranti rischia di affossare il settore ittico veneto. A rischio 3600 posti di lavoro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/29/la-chiusura-dei-ristoranti-rischia-di-affossare-il-settore-ittico-veneto-a-rischio-3600-posti-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 09:42:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti di cozze]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori ittici]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa Pesca Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[ristorazione]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vongole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=16400</guid>

					<description><![CDATA[Continua la conta delle ferite causate dall&#8217;emergenza Coronavirus. Anche il settore ittico della nostra regione stima un primo bilancio sulla catastrofica situazione economica in cui versa. La pesca delle vongole di mare è ferma, gli allevamenti di cozze in sofferenza, i prezzi del pesce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la conta delle ferite causate dall&#8217;emergenza Coronavirus. Anche il settore ittico della nostra regione stima un primo bilancio sulla catastrofica situazione economica in cui versa.</p>
<p>La <strong>pesca</strong> delle <strong>vongole</strong> di mare è ferma, gli <strong>allevamenti di cozze</strong> in sofferenza, i <strong>prezzi del pesce fresco a picco</strong>, le attività a singhiozzo, Con oltre la metà del pescato (55%) che in Italia viene consumato fuori casa e la chiusura prolungata dei ristoranti, affonda la flotta veneta con circa <strong>1200 imbarcazioni</strong>, <strong>650 pescherecci</strong> e <strong>3.600 posti di lavoro</strong>.</p>
<p>E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del lockdown prolungato al primo giugno. Lo stop forzato alla ristorazione fino alla vigilia dell’estate è un duro colpo per il settore ittico che coinvolge– sottolinea la Coldiretti – anche la chiusura a cascata delle pescherie e dei mercati ittici all’ingrosso e alla produzione. Ad aggravare la paralisi del settore sono i limiti agli spostamenti che – spiega Coldiretti – hanno causato anche il crollo della domanda di pesce fresco per consumo casalingo con la nuova tendenza a fare la spesa ogni 2-3 giorni, per evitare di doversi recare spesso al supermercato, che ha portato i consumatori ad orientarsi verso conservati e surgelati. La pesca veneta è caratterizzata da tutte le arti e i mestieri: dalla pesca marittima con sistemi al traino come lo strascico e la volante alla pesca delle vongole, fasolari e capelonghe con draga idraulica, passando alla pesca artigianale con attrezzi da posta in mare, laguna, fiumi e laghi. Anche l’acquacoltura risulta importante per quanto attiene le eccellenze prodotte e contese a livello europeo come vongole veraci, cozze, ostriche e moeche. L’unica D.O.P italiana nella molluschicoltura è la “cozza di Scardovari”</p>
<p>Secondo <strong>Impresa Pesca Coldiretti</strong> che in <strong>Veneto</strong> associa 2 Consorzi, 40 cooperative, oltre 50 società agricole per oltre <strong>600 imprenditori ittici</strong> la situazione è molto critica. Il consumo pro capite di pesci, molluschi e crostacei in Italia si aggira attorno ai 30 chili all’anno con la preferenza fuori casa accordata – rileva la Coldiretti &#8211; a polpo, vongole veraci, cozze da allevamento, seppia, tonno, astice, branzino, pesce spada e orata. La possibilità di vendita a domicilio e dell’asporto – sostiene la Coldiretti &#8211; è una importante opportunità anche se non sufficiente ad aiutare il settore soprattutto alla luce del crack turistico. In queste condizioni è necessario sostenere un settore sul quale pesa già un forte dipendenza dall’estero da dove viene l’80% del pesce consumato in Italia anche per la mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero che hanno meno garanzie rispetto a quello Made in Italy. Nei mari italiani si pescano ogni anno circa 180 milioni di chili di pesce cui vanno aggiunti gli oltre 140 milioni di kg prodotti in acquacoltura – spiega Coldiretti – mentre le importazioni dall’estero hanno ormai superato il miliardo di chili. Tra laguna e Mare Adriatico in piena emergenza sanitaria la pesca e l&#8217;allevamento di cozze e vongole veraci si è ridotta fino all&#8217;80%. Solo queste attività interessano 2500 addetti in Veneto e 140 milioni di euro di fatturato.</p>
<p>La chiusura forzata di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha dunque un effetto a valanga sull’agroalimentare nazionale con il valore dei mancati acquisti in cibi e bevande per la preparazione dei menu che sale a 5 miliardi per effetto del lockdown prolungato al primo giugno, secondo stime della Coldiretti che sottolinea come oltre al pesce ad essere colpiti sono anche vino, birra, carne, frutta e verdura ma anche salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.​</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">16400</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Pesca, 21 milioni dalla Regione per le imprese ittiche del Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/06/29/pesca-21-milioni-dalla-regione-per-le-imprese-ittiche-del-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 17:17:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=11190</guid>

					<description><![CDATA[Con il via libera da parte della terza commissione consiliare può decollare in Veneto il terzo bando regionale rivolto alle imprese ittiche venete della pesca professionale e dell’acquacoltura, nell’ambito della programmazione FEAMP 2014-2020.  “Il bando, che vale 21 milioni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il via libera da parte della terza commissione consiliare può decollare in Veneto il terzo bando regionale rivolto alle imprese ittiche venete della pesca professionale e dell’acquacoltura, nell’ambito della programmazione FEAMP 2014-2020.  “Il bando, che vale 21 milioni di euro &#8211; ricorda l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca, Giuseppe Pan &#8211;   mira a dare sostegno alle imprese che ammodernano, innovano e diversificano le proprie attività in un ottica di maggior tutela ambientale e un uso più efficiente delle risorse naturali secondo i principi fissati dalle normative comunitarie di settore. Sono 24 le misure finanziate, 20 per la pesca e 4 per l’acquacoltura”.</p>
<p>Le risorse messe a bando sono pari a 21.229.160 euro, che unitamente alle risorse rese disponibili nei due precedenti bandi (15 milioni di euro) e ai 6,4 milioni destinati ai due Gruppi di azione costiera (FLAG) veneti, il GAL Venezia Orientale  (VEGAL) e il GAC di Chioggia e Delta del Po, rappresentano l’intera disponibilità finanziaria del fondo FEAMP, in capo alla Regione del Veneto, destinata al comparto ittico.</p>
<p>“Lo stato di avanzamento del programma risulta in linea con quanto previsto dalle disposizioni comunitarie e con il programma operativo nazionale FEAMP &#8211; sottolinea Pan &#8211; e colloca il Veneto tra le regioni più virtuose a livello nazionale”. “Mancano ancora oltre due anni alla conclusione del ciclo settennale della programmazione comunitaria &#8211; ricorda l’assessore – e la Regione Veneto, dati i tempi ancora disponibili, potrà apportare eventuali rimodulazioni finanziarie, mirate in particolare ad integrare quelle misure di intervento che si sono rivelate di maggior interesse per le imprese ittiche del territorio”.</p>
<p>“Regione e operatori del mondo ittico guardano tuttavia con grande preoccupazione alla ventilata riduzione dei fondi Ue per il prossimo ciclo finanziario 2021-2017 – avverte l’assessore – consapevoli del rilevante interesse economico che il comparto ittico riveste nelle regioni adriatiche.  La prospettiva di un taglio del 5 per cento alle risorse Feamp rischia di mettere a repentaglio l’attività delle nostre flotte e, soprattutto, la competitività delle piccole e piccolissime imprese che sinora stanno garantendo l’equilibrio tra istanze produttive e commerciali e sostenibilità ambientale. Sono in contatto diretto con il ministro dell’Agricoltura  Centinaio perché, in sede europea, il governo italiano si batta al fine di definire con chiarezza i criteri utilizzati per la distribuzione dei fondi e per introdurre più flessibilità per gli aiuti alle flotte tenute a rispettare fermi temporanei . In particolare, per le flotte della piccola pesca, c’è bisogno di semplificare e alleggerire gli obblighi e di promuovere di più e meglio le possibilità di integrare attività ittiche e turismo”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11190</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
