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	<title>PMI &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Assindustria Venetocentro sollecita le Piccole e Medie Imprese alla svolta digitale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/padova/2020/11/17/assindustria-venetocentro-sollecita-le-piccole-e-medie-imprese-alla-svolta-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 19:14:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cittadella]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[La PMI venete &#8211; e non solo &#8211; lamentano arretratezza nel contesto digitale, e questo deficit è emerso con grande evidenza in quest&#8217;epoca martoriata dal Covid 19.  Solo il 26% delle piccole e medie imprese italiane è pronta a sfidare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>PMI venete</strong> &#8211; e non solo &#8211; lamentano arretratezza nel contesto digitale, e questo deficit è emerso con grande evidenza in quest&#8217;epoca martoriata dal Covid 19.  <strong>Solo il 26% delle piccole e medie imprese italiane è pronta a sfidare i mercati, contando su tecnologie e processi produttivi digitalizzati</strong>. Oggi l’Italia è relegata al 25esimo posto su 28 Stati membri dell’Ue per digitalizzazione dell’economia e della società ed è davanti solo a Romania, Grecia e Bulgaria. Tuttavia, allo stesso tempo, le condizioni di quarantena sono diventate un potente impulso per lo sviluppo dell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento online. In particolare, lo <a href="https://slotogate.com/de/slots/legacy-of-dead/">legacy of dead slot</a> ha guadagnato particolare popolari</p>
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</div>
<p>tà.</p>
<p>Accelerare la svolta digitale per la ripartenza è l’obiettivo del <strong>piano di alfabetizzazione digitale delle PMI messo in campo da Assindustria Venetocentro</strong>. Questo processo viene attuato mediante tre sportelli decentrati nelle sedi di <strong>Padova, Cittadella ed Este</strong>. Nei tre punti informativi, il personale di AVC è a disposizione delle imprese padovane per una prima pedagogia digitale che accresca la conoscenza della transizione 4.0 e che accompagni le PMI in un percorso consapevole di trasformazione digitale.</p>
<p>«La transizione digitale non è rinviabile, è un’urgenza del territorio e del Paese, dobbiamo fare presto &#8211; dichiara <strong>Leopoldo Destro (in foto)</strong>, fresco Presidente di Assindustria Venetocentro -. L’emergenza di questi mesi ci ha consegnato un Paese ancora in ritardo, ma pur sempre in progresso e con una dotazione di reti e servizi che ha permesso il lavoro a distanza e la salvaguardia di servizi pubblici essenziali. Mai come oggi è strategico e urgente accompagnare la transizione digitale delle imprese, a partire dalle piccole, potenziando le infrastrutture a banda ultra-larga nelle aree non ancora coperte. E&#8217; fondamentale dotarsi di una strategia di politica digitale e attuarla quanto prima.&#8221;</p>
<address><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17409" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" data-id="17409" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/LEOPOLDO-DESTRO-01-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></address>
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		<item>
		<title>Sviluppo economico. Presentati nuovi bandi per oltre 35 milioni di euro destinati a PMI venete</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/06/18/sviluppo-economico-presentati-nuovi-bandi-per-oltre-35-milioni-di-euro-destinati-a-pmi-venete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 15:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[bandi]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[imprese venete]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piccole e Medie Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande partecipazione  a Padova alla presentazione dei nuovi bandi del programma POR FESR 2014-2020 destinati all’innovazione delle Piccole e Medie Imprese venete. L’assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato ha presentato i quattro bandi. “Sono particolarmente soddisfatto nel vedere una sala [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande partecipazione  a Padova alla presentazione dei nuovi bandi del programma POR FESR 2014-2020 destinati all’<strong>innovazione</strong> delle <strong>Piccole e Medie Imprese</strong> venete.</p>
<p>L’assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato ha presentato i quattro bandi. “Sono particolarmente soddisfatto nel vedere una sala così affollata di imprenditori – sottolinea l’assessore Marcato – ci confronta una tale risposta rispetto a tutto quello che stiamo facendo, in questo caso mettendo a disposizione 35,5 milioni di euro per le nostre PMI venete.” “Posso dire con fierezza che un risultato che abbiamo portato avanti in questi anni è stato ridurre la distanza tra Università e imprese – continua &#8211;  abbiamo dei ragazzi e delle ragazze straordinari e li vogliamo aiutare concretamente, abbiamo fatto di tutto e vogliamo fare in modo che loro aiutino le imprese a innovarsi e ad essere competitive sul mercato internazionale”.</p>
<div></div>
<div>Per quanto concerne il POR FESR Azioni 1.1 due i bandi presentati: Azioni 1.1.1 “Sostegno a progetti di ricerca delle imprese per l’impiego di ricercatori presso le imprese stesse” e Azioni 1.1.4 “Sostegno alle attività collaborative di Ricerca e Sviluppo, per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi.</div>
<div></div>
<div>L’azione 1.1.1 intende incentivare la ricerca e lo sviluppo all’interno delle aziende, favorendo l’inserimento di nuovi profili tecnico scientifici di alta professionalità i quali contribuiranno all’innovazione di nuovi prodotti o processi, apportando nuove conoscenze e competenze. “Investire in ricerca ed innovazione ha un costo importante per le imprese ma fondamentale per la crescita – sottolinea l’assessore &#8211; sia imprenditoriale che del territorio con le precedenti due edizioni di questa iniziativa sono già stati finanziati 137 progetti di ricerca con l’inserimento di dottori di ricerca e laureati magistrali con profili tecnico scientifici in azienda per un totale di circa 7.500.000,00 euro di contributo”.</div>
<div></div>
<div>L’azione 1.1.4, che è collegata ai progetti delle Reti Innovative Regionali e dei Distretti Industriali, sostiene anche i progetti di ricerca e sviluppo realizzati da Aggregazioni di Imprese le quali sono composte da almeno 3 imprese. Tali imprese aggregate, si avvalgono di un organismo di ricerca il quale collaborerà assieme alle imprese per la realizzazione del progetto. Il bando per le Aggregazioni di Imprese testimonia l’attenzione della Regione all’incentivazione delle reti d’impresa.</div>
<div></div>
<div>La seconda area di finanziamento è quella POR FESR 2014-2020 Asse 3, in particolare le Azioni 3.1.1 A “Settore Manifattura” e 3.1.1 B “Settore Commercio”, due bandi per complessivi 21 milioni di euro.</div>
<div></div>
<div>Il bando relativo all’Azione 3.1.1 A “Settore Manifattura” è rivolto alle imprese operanti nel settore della manifattura e dell’artigianato di servizi e punta a dar loro la possibilità di aumentare la propria competitività attraverso lo sviluppo di nuove soluzioni e tecnologie produttive. Un occhio di riguardo è riservato a quei progetti che prevedono interventi coerenti con il modello c.d. “Industria 4.0”. Per questo bando la Regione mette a disposizione 16 milioni di euro (con possibile ulteriore incremento di 6 milioni per un totale di 22 milioni).</div>
<div></div>
<div>Il secondo bando, relativo all’Azione 3.1.1 B “Settore Commercio”, sostiene la valorizzazione del sistema commerciale dei luoghi urbani, che sono al centro delle politiche attive regionali. La Regione mette a disposizione 5 milioni di euro, con possibile ulteriore incremento di ulteriori 3 milioni di euro.</div>
<div></div>
<div>“Questo bando rappresenta un primo esperimento, non solo in Veneto ma in tutta Italia – sottolinea l’assessore regionale Marcato &#8211; di finanziamenti destinati a valorizzare progetti presentati da aggregazioni di imprese operanti esclusivamente nei settori del commercio e della somministrazione: la sfida è quella di far collaborare soggetti tradizionalmente portati ad operare individualmente, nell’ottica di un positivo cambiamento di approccio all’attività di impresa, con l’obiettivo di aumentare la competitività dell’intero sistema commerciale”.</div>
<div></div>
<div>La misura è complementare ad altre iniziative della Regione, tra cui un bando, già pubblicato, in scadenza il 15 luglio prossimo, avente una dotazione di 5 milioni di euro, rivolto ai 58 Comuni che hanno già ottenuto il riconoscimento dei “Distretti del commercio”.</div>
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		<item>
		<title>Pmi, in Veneto fatturato in crescita del 6,3% nel 2016</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/04/10/pmi-in-veneto-fatturato-in-crescita-del-63-nel-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 15:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Studi Cerved]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Cresce del 6,3% il fatturato delle Pmi e delle grandi imprese del Veneto nel 2016 e sfiora i 293 mld di euro. È quanto emerge, in anteprima, dell&#8217;inchiesta di Industria Felix condotta dal giornalista Michele Montemurro in collaborazione col Centro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce del 6,3% il fatturato delle Pmi e delle grandi imprese del Veneto nel 2016 e sfiora i 293 mld di euro. È quanto emerge, in anteprima, dell&#8217;inchiesta di Industria Felix condotta dal giornalista Michele Montemurro in collaborazione col Centro Studi di Cerved, il più grande information provider d&#8217;Italia e una delle principali agenzie di rating in Europa, sui bilanci del 2016 (gli ultimi disponibili nel complesso) a confronto con quelli dell&#8217;anno precedente. Lo studio ha preso in considerazione i bilanci di 13.718 società di capitali con sede legale in Veneto e fatturati/ricavi compresi tra i 2mln e i 12,4mld. Dal campione analizzato emerge che questo spaccato di imprese ha aumentato del 5,5% il numero degli addetti, che oramai supera il milione. Positivi sono anche altri numeri perché dall&#8217;analisi dei bilanci di circa 14mila società di capitali venete si rileva che l&#8217;88% delle aziende ha registrato un Roe positivo e il 66,8% ha ottenuto un fatturato in crescita rispetto all&#8217;anno precedente. (ANSA)</p>
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		<item>
		<title>Regione, bando da 11,5 milioni per competitività Pmi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/01/04/regione-bando-115-milioni-competitivita-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2018 17:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Marcato]]></category>
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					<description><![CDATA[Un importo complessivo di 11 milioni e mezzo di euro verrà assegnato dalla Regione attraverso un bando finalizzato a sostenere il riposizionamento competitivo delle PMI venete. Lo comunica l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato, precisando che con questo provvedimento, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un importo complessivo di 11 milioni e mezzo di euro verrà assegnato dalla Regione attraverso un bando finalizzato a sostenere il riposizionamento competitivo delle PMI venete. Lo comunica l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato, precisando che con questo provvedimento, che dà attuazione all’Asse 3 “Competitività dei sistemi produttivi” del POR FESR 2014-2020 (Azione 3.3.1), il sostegno previsto sarà erogato sotto forma di contributo in conto capitale ed è in linea con le finalità previste dalla normativa regionale in materia di distretti industriali, reti innovative regionali e aggregazioni di imprese.</p>
<p>“Con questo ulteriore bando – evidenzia Marcato &#8211; la Giunta regionale intende sostenere il riposizionamento competitivo delle micro, piccole e medie imprese venete che operano nei sistemi produttivi dei distretti industriali, delle reti innovative regionali e delle aggregazioni di imprese, con l’obiettivo di incentivare gli investimenti utili al transito verso la cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, in modo da incrementare le capacità di risposta e di adattamento dei sistemi produttivi”.</p>
<p>Saranno aperti i termini per la selezione di progetti che dovranno riguardare lo sviluppo di percorsi di innovazione di processo e/o dell’organizzazione, quindi finalizzati al “riposizionamento competitivo” delle imprese operanti nelle filiere dei distretti industriali, nei settori delle reti innovative regionali e negli ambiti delle aggregazioni di imprese, da conseguire tramite l’attuazione di un piano di investimenti in attivi materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese beneficiarie in linea con il modello “Industria 4.0”.</p>
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		<item>
		<title>La sanità italiana ha un debito di 23 miliardi con le Pmi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sanita/2017/09/16/la-sanita-italiana-un-debito-23-miliardi-le-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2017 18:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Zabeo]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[La sanità italiana ha accumulato un debito con i propri fornitori di 22,9 miliardi di euro. “Sebbene negli ultimi anni lo stock sia in calo – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – l’ammontare complessivo del debito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>La sanità italiana ha accumulato un debito con i propri fornitori di 22,9 miliardi di euro.</p>
<p>“Sebbene negli ultimi anni lo stock sia in calo – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – l’ammontare complessivo del debito commerciale del nostro servizio sanitario non è ancora stato ricondotto entro limiti fisiologici. Purtroppo, soprattutto nel Mezzogiorno, le nostre Asl continuano ad essere in affanno con i pagamenti, mettendo così in seria difficoltà moltissime Pmi”.</p>
<p>Quali sono le cause che hanno determinato l’accumulazione di un debito così rilevante ?</p>
<p>“Se è noto che le Asl pagano da sempre con molto ritardo – conclude Zabeo – è altrettanto vero che in molti casi le forniture continuano ad essere acquistate con forti differenze di prezzo tra le varie regioni. Se, come ha avuto modo di denunciare la Fondazione Gimbe, nella sanità italiana si annidano circa 22,5 miliardi di euro di sprechi, è verosimile ritenere che una parte dei ritardi nei pagamenti sia in qualche modo riconducibile alle distorsioni sopra descritte. In altre parole, non è da escludere che in alcune regioni, in particolar modo del Sud, avvengano degli accordi informali tra le parti per cui le Asl o le case di cura impongono ai propri fornitori pagamenti con ritardi pesantissimi, ma a prezzi superiori rispetto a quelli, ad esempio, praticati nel settore privato”.</p>
</div>
<div>La sanità regionale più indebitata è quella del Lazio, con 3,8 miliardi di euro: a seguire la Campania con 3 miliardi di euro, la Lombardia con 2,3 miliardi, la Sicilia e il Piemonte entrambe con 1,8 miliardi di euro ancora da onorare. Se,</div>
<div>invece, rapportiamo il debito alla popolazione residente, il primato spetta al Molise, con 1.735 euro pro capite. Seguono il Lazio con 644 euro per abitante, la Calabria con 562 euro pro capite e la Campania con 518 euro per ogni residente. Va comunque segnalato che dal 2011 il debito complessivo è in costante calo ed è sceso di 15 miliardi di euro (-39,7 per cento). A livello regionale le contrazioni più importanti si sono verificate nelle Marche (-69,5 per cento), in Campania (-55,4 per cento) e in Veneto (-51 per cento). Solo nel Molise e in Umbria la situazione è peggiorata: nel primo caso la crescita è stata del 39,7 per cento, mentre nel secondo caso del 57,7 per cento.</div>
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		<title>Vola il Made in Italy, i primi 4 mesi del 2017 registrano + 4,4 miliardi di euro di vendite all&#8217;estero</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/22/vola-made-italy-primi-4-mesi-del-2017-registrano-44-miliardi-euro-vendite-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2017 08:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[esportazione]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[vendite estero]]></category>
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					<description><![CDATA[Il saldo commerciale dei prodotti “made in Italy”, nel 2016, ha registrato un valore positivo pari a 121,6 miliardi di euro, crescita in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni. Un risultato, comunque, che “oscura” quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il saldo commerciale dei prodotti “<strong>made in Italy</strong>”, <strong>nel 2016</strong>, ha registrato un valore positivo pari a <strong>121,6 miliardi di euro</strong>, crescita in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni. Un risultato, comunque, che “oscura” quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri “non made” (- 31,2 miliardi di euro) che, tradizionalmente, sono riconducibili a settori caratterizzati prevalentemente da imprese molto strutturate.</p>
<p>Tra i prodotti “made”, la parte del leone l’hanno fatta i macchinari (motori, turbine, pompe, compressori, rubinetteria, forni, bruciatori, macchine per l’industria delle pelli, delle calzature e per la lavorazione dei metalli, etc.) con un <strong>saldo positivo</strong> di ben <strong>48 miliardi di euro</strong> (pari al 39,5 per cento del saldo del “made in”). Ottima la performance anche del comparto della moda (tessile, abbigliamento, calzature e accessori) che ha raggiunto un risultato positivo di 18 miliardi e dei prodotti in metallo (cisterne, serbatoi, radiatori, coltelleria, stoviglie, generatori di vapore, utensili, etc.) che hanno raggiunto quota+10,9 miliardi e dei mobili (+7,2 miliardi).</p>
<p>Per contro, le altre produzioni manifatturiere, quelle cioè non ascrivibili al “made in Italy”, si sono caratterizzate per saldi commerciali <strong>molto negativi</strong>: l’industria della carta, stampa e del legno (escluso i mobili) con <strong>-1,4 miliardi</strong>, il tabacco con <strong>-1,8 miliardi</strong>, i prodotti metallurgici (fonderie, produzioni di ferro, acciaio, ferro-leghe, tubi, condotti, cavi, etc.) con <strong>-2,9 miliardi</strong>, le auto con <strong>-4,7 miliardi</strong>, la chimica-farmaceutica con 8,6 miliardi e i computer e l’informatica con <strong>-11,6 miliardi.</strong></p>
<p>In generale, ricordano dalla CGIA, per prodotti “<strong>made in Italy</strong>” si identificano principalmente quelli ascrivibili ai settori delle “<strong>quattro A</strong>”: ovvero l’<strong>Abbigliamento-moda</strong>; l’<strong>Arredo-casa</strong>; l’<strong>Automazione meccanica</strong> e l’<strong>Alimentare</strong>. Comparti che in larghissima parte sono contraddistinti dalla presenza di <strong>Pmi</strong> a conduzione famigliare che, in molti casi, hanno raggiunto nei propri settori posizioni di leadership mondiale. A seguito di questo straordinario fenomeno che ha avuto inizio nei primi <strong>anni ‘60</strong> del Novecento, l’espressione “<strong>made in Italy</strong>” si è trasformata in qualcosa di molto più importante di un semplice marchio di origine, giungendo ad assumere le caratteristiche di un vero e proprio “<strong>brand</strong>”, dotato di un’identità ben definita e divenuto sinonimo di qualità e affidabilità che ci sono riconosciute in tutto il mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Bollette luce e gas delle nostre PMI sono le più alte di tutta la zona UE</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/08/bollette-luce-gas-delle-nostre-pmi-le-piu-alte-tutta-la-zona-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2017 16:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; una vera e propria stangata quella che subiscono le piccole e medie imprese italiane. Non è ancora superata la crisi e la difficoltà di competere con altri mercati è ancora grande. Come se non bastasse a gravare sulle aziende [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una vera e propria stangata quella che subiscono le piccole e medie imprese italiane. Non è ancora superata la crisi e la difficoltà di competere con altri mercati è ancora grande. Come se non bastasse a gravare sulle aziende ci sono costi che, almeno a vedere da altri paesi, potrebbero contribuire a ridurre lo spreco di risorse economiche.</p>
<p>Secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi della CGIA, per le<strong> piccole imprese</strong> italiane i costi dell’<strong>energia elettrica</strong> e del gas sono tra i più elevati in <strong>Ue</strong>. Rispetto alla media dei paesi dell’area euro, infatti, l’energia elettrica ci costa, per ogni 1.000 Kw/ora consumati (Iva esclusa), 155,6 euro: la tariffa più elevata tra tutti i 19 paesi messi a confronto che ci costringe a pagare il 27,8 per cento in più della media Ue.</p>
<p>Va un po’ meglio, invece, il risultato che emerge dall’analisi del prezzo del <strong>gas</strong>: sempre tra i paesi dell’area euro, le <strong>Pmi</strong> italiane sono al terzo posto (dopo Paesi Bassi e Portogallo) per il costo più elevato. Se la nostra tariffa ogni 1.000 Kw/ora (Iva esclusa) consumati è pari a 55,5 euro, scontiamo un differenziale di prezzo rispetto alla media dei paesi presi in esame del +13,7 per cento.</p>
<p>“Grazie soprattutto alle piccole imprese – segnala Paolo Zabeo coordinatore dell’ufficio studi della CGIA – siamo, dopo la Germania, il secondo Paese manifatturiero d’Europa. Nonostante la crisi e le difficoltà che le assillano, le nostre attività hanno continuato  a conservare la posizione e si sono rafforzate soprattutto nei mercati internazionali, sebbene i costi  energetici siano tra i più elevati d’Europa”</p>
<p>Dalla CGIA ricordano che le piccole imprese, indicativamente quelle con meno di <strong>50 addetti</strong>, danno lavoro al <strong>65,3 per cento degli italiani</strong> occupati nel settore privato e costituiscono il <strong>99,4 per cento</strong> del totale delle imprese presenti nel nostro Paese.</p>
<p>La componente fiscale, ovviamente, è una delle cause che contribuisce a mantenere le tariffe così alte in Italia. Per la bolletta elettrica, ad esempio, <strong>ogni 100 euro di costo</strong> a carico delle Pmi, <strong>43,5 euro sono ascrivibili a tasse e oneri</strong>: la media dell’Area euro, invece, è del 34,1 per cento. Sul fronte del gas, invece, le cose migliorano: se nel nostro Paese l’incidenza percentuale della tassazione sul costo<br />
totale a carico delle aziende è di<strong> 18,6 per cento</strong>, nell’Area euro si attesta al<strong> 13,5 per cento</strong>.</p>
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		<title>Bando per efficientamento energetico delle Pmi, 12 milioni dalla Regione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/06/01/bando-efficientamento-energetico-delle-pmi-12-milioni-dalla-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 15:29:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Marcato]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione ha avviato una nuova linea di finanziamento, con fondi POR FESR 2014-2020, per le piccole e medie imprese. Nello specifico, è stato approvato dalla giunta veneta un bando con una dotazione di 12 milioni di euro per l’incentivazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>La Regione ha avviato una nuova linea di finanziamento, con fondi POR FESR 2014-2020, per le piccole e medie imprese. Nello specifico, è stato approvato dalla giunta veneta un bando con una dotazione di 12 milioni di euro per l’incentivazione alle imprese affinché possano contenere la spesa energetica, l’inquinamento e le emissioni in atmosfera, utilizzare in maniera efficiente le risorse e valorizzare le fonti rinnovabili.</div>
<div></div>
<div>Ne dà comunicazione l’assessore regionale allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato precisando che il provvedimento fa riferimento all’azione 4.2.1 del POR FESR 2014-2020 che prevede “Incentivi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese e delle aree produttive compresa l&#8217;installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile per l&#8217;autoconsumo, dando priorità alle tecnologie ad alta efficienza”.</div>
<div></div>
<div>Con questo nuovo bando – commenta l’assessore – si conferma l’attenzione della Regione del Veneto per le piccole e medie imprese, stimolando gli investimenti in ricerca e innovazione e ponendo attenzione alla sostenibilità ambientale.</div>
<div></div>
<div>Il bando è rivolto alle PMI  operanti nei settori del commercio, industria, artigianato e turismo e servizi e stabilisce che l’arco temporale per la presentazione delle domande di contributo decorra dal 15 giugno al 31 luglio 2017. I progetti di efficientamento energetico dovranno essere conclusi entro il 16 luglio 2018, mentre la rendicontazione di spesa dovrà essere presentata entro il 31 luglio 2018. Requisito essenziale ai fini della presentazione della domanda è la diagnosi energetica pre intervento.</div>
<div></div>
<div>Il contributo sarà al massimo di 150.000 euro per una spesa rendicontata e ammessa pari o superiore a 500.000 euro; il contributo minimo  sarà di 30.000 per una spesa pari a 100.000 euro. Non saranno ammesse domande di partecipazione i cui progetti comportino spese ritenute ammissibili per un importo inferiore a 100.000 euro.</div>
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		<title>Burocrazia, le Pmi rischiano 111 controlli l&#8217;anno. Uno ogni 3 giorni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/15/burocrazia-le-pmi-rischiano-111-controlli-lanno-uno-3-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 19:12:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Zabeo]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Mason]]></category>
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					<description><![CDATA[Si rafforza il potere ispettivo dello Stato e delle strutture periferiche nei confronti delle imprese. L’Ufficio studi della CGIA ha calcolato che, potenzialmente, una piccola azienda italiana può essere soggetta a ben 111 controlli da parte di 15 diversi istituti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si rafforza il potere ispettivo dello Stato e delle strutture periferiche nei confronti delle imprese. L’Ufficio studi della CGIA ha calcolato che, potenzialmente, una piccola azienda italiana può essere soggetta a ben 111 controlli da parte di 15 diversi istituti, agenzie o enti pubblici. In linea puramente teorica, praticamente uno ogni 3 giorni. E rispetto alla prima rilevazione eseguita dagli artigiani mestrini nel 2014, la situazione è addirittura peggiorata. Nonostante il numero dei controllori sia rimasto pressoché lo stesso, le possibili ispezioni, invece, sono aumentate di 14 unità.</p>
<p>L’elaborazione della CGIA è iniziata suddividendo il quadro legislativo generale in quattro grandi settori, dopodiché per ciascuno di essi è stato conteggiato il numero dei possibili controlli che un’attività produttiva può incorrere e gli enti deputati all’attività ispettiva.</p>
<div>
<div id="attachment_5349" style="width: 263px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Paolo-Zabeo.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-5349" class="size-medium wp-image-5349" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Paolo-Zabeo-253x300.jpg" alt="" width="253" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Paolo-Zabeo-253x300.jpg 253w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Paolo-Zabeo-190x225.jpg 190w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Paolo-Zabeo.jpg 360w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" /></a><p id="caption-attachment-5349" class="wp-caption-text">Paolo Zabeo</p></div>
<p>“Con una legislazione farraginosa e spesso indecifrabile – esordisce il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo &#8211; qualsiasi imprenditore, soprattutto se piccolo, corre il pericolo di non essere mai a norma. Pertanto, l’eventuale ispezione da parte dell’ente pubblico viene vissuta come un incubo, come una calamità da evitare assolutamente.</p></div>
<div>Per superare questa impasse non ci resta che sforbiciare il quadro normativo, rendendo più semplici e comprensibili le leggi, le circolari e i regolamenti attuativi. Altrimenti la forte discrezionalità che tutt’oggi beneficiano coloro che sono chiamati ad eseguire le attività ispettive rimarrà inalterata. Nel contempo, infine, va aumentata la platea dei controlli formali, cioè quelli eseguiti automaticamente per via telematica, alleggerendo così l’oppressione burocratica che grava sulle imprese”.</div>
<div>
<div></div>
<div>Il settore a più alta “densità” di potenziali controlli è quello dell’ambiente e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Quest’area è la più a “rischio”: è interessata da 56 possibili controlli che possono essere effettuati da 10 enti ed istituti diversi. Nel settore del fisco i controlli sono 26, nella contrattualistica 21, in quello amministrativo 8.</div>
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<div></div>
<div>
<div>“I tempi e i costi della burocrazia – afferma il segretario della CGIA Renato Mason – sono diventati una patologia che caratterizza negativamente il nostro paese. Non è un caso che molti operatori stranieri non investano da noi proprio per l’eccessiva ridondanza del nostro sistema burocratico. Incomunicabilità, mancanza di trasparenza, incertezza giuridica e adempimenti troppo onerosi hanno generato un velo di sfiducia tra imprese e Pubblica amministrazione che non sarà facile rimuovere in tempi ragionevolmente brevi”.</div>
</div>
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