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	<title>poeta &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Poetry Vicenza presenta la voce del dissenso di Ishmael Reed</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2016 07:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gallerie d'Italia Palazzo Leoni Montanari]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 21maggio, alle ore 18.00, sarà il poeta e scrittore americano Ishmael Reed il protagonista di Poetry Vicenza alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale e culturale di Intesa Sanpaolo a Vicenza. Ishmael Reed sarà a Vicenza grazie ad [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>S<strong>abato 21maggio</strong>, alle <strong>ore 18.00</strong>, sarà il poeta e scrittore americano <strong>Ishmael Reed</strong> il protagonista di <strong>Poetry Vicenza </strong>alle <strong>Gallerie di Palazzo Leoni </strong>Montanari, sede museale e culturale di Intesa Sanpaolo a Vicenza. Ishmael Reed sarà a Vicenza grazie ad una <strong>collaborazione tra Poetry Vicenza e il <em>Premio Internazionale Alberto Dubito</em></strong>, assegnato a Venezia in questi giorni.<span id="more-2122"></span></p>
<p>Nella sua scrittura, <strong>Reed è un grande improvvisatore</strong>, un maestro del collage con una sorprendente abilità nel fondere materiali apparentemente disparati e divergenti in coerenti intrattenimenti educativi – forme di sorpresa, rivelazione e, spesso, ilarità. Tuttavia, l’obiettivo di certa sua spensieratezza è quello di <strong>utilizzare lo humour come arma nella serissima impresa di mostrare gli eccessi e le assurdità dell’uomo</strong> <strong>e</strong>, nel contempo, di <strong>ricordare a tutti noi il pericolo di prendere noi stessi e le nostre amate opinioni troppo sul serio</strong>.</p>
<p>Le letture saranno accompagnate dalla musica dei <strong>Vertical</strong>: <strong>Alessandro Lupatin</strong> (batteria), <strong>Paolo Bortolaso</strong> (tastiere),  <strong>Nicola Tamiozzo</strong> (chitarra), <strong>Filippo Rinaldi</strong> (basso).</p>
<p><strong><em> Poetry Vicenza</em></strong> è una rassegna internazionale di poesia curata da Marco Fazzini, promossa da Gallerie d’Italia &#8211; Palazzo Leoni Montanari e Comune di Vicenza, in collaborazione con l’associazione culturale TheArtsBox, con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati di Ca’ Foscari (Venezia) e con Vicenza Jazz.</p>
<p>Nelle sedi che ospitano gli eventi della rassegna il pubblico trova un volume antologico (<em>Poetry Vicenza 2016</em>, Pisa: Edizioni ETS) con una scelta bilingue di testi a cura di vari traduttori, note bio-bibliografiche per ogni singolo autore, e una sezione speciale sulla <em>Beat Generation</em> fatta di contributi in prosa e in poesia e di materiali inediti sui protagonisti di quell’America degli anni Cinquanta.</p>
<p><strong>Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.</strong></p>
<p><strong>Ishmael Reed</strong>. Nato nel Tennessee nel 1938, è una delle più originali e controverse figure nel panorama della cultura afroamericana. Giornalista, romanziere, letterato, editore, poeta, performer e autore televisivo, ha pubblicato il suo primo romanzo (<em>The Freelance Pallbearers</em>) nel 1967, divenendo in breve un sostenitore del Black Arts Movement, che s’impegna a sostenere l’opera di autori giovani e promettenti, e un rappresentante della cosiddetta Black Aesthetic. Considerato il suo capolavoro, il romanzo <em>Mumbo Jumbo, </em>uscito nel 1972 (lo stesso anno della pubblicazione di <em>Conjure</em>, la sua prima raccolta poetica) è oggi un classico. Qui Reed affronta il tema della <em>blackness</em>, utilizzandola per evidenziare la ricerca d’identità nell’America contemporanea. Si tratta d’un lavoro sperimentale, difficile da collocare in uno specifico genere letterario, che rilegge in chiave “neo-hoodoo” (la versione afroamericana del voodo) le dinamiche della diaspora. Giorgio Rimondi, che in questi giorni ha pubblicato un volumetto che è un vero e proprio tributo sia alla prosa sia alla poesia di Ishmael Reed, <em>Il grande incantatore</em> (Agenzia X), così commenta su <em>Mumbo Jumbo</em>: “<em>L&#8217;apertura possibilista di una pratica in cui la variabilità degli ingredienti fa il paio con l’estro del cuoco corrisponde a una precisa poetica combinatoria (e a una precisa posizione filosofica), che individua la cifra stilistica di Mumbo Jumbo in una disseminazione fortemente sincretica. Smontare le convenzioni della letteratura occidentale e rimontarle in un incredibile pastiche di tempi, ritmi, modelli e generi; rinnovare l’idea di spazio narrativo con il montaggio parallelo di testi, elementi grafici e immagini fotografiche: ecco alcune delle modalità operative di Reed, alle quali si aggiunge l’impellente necessità di ‘annerire’ le tracce della civiltà occidentale dando spazio all’espressività afroamericana. Nella sua passione per il collage e il bricolage l’estetica Neo-HooDoo utilizza gli stessi procedimenti delle culture orali e del jazz, quelli in cui la creatività individuale interviene su materiali noti e standardizzati.</em>”</p>
<p>Reed ha pubblicato nove romanzi, cinque raccolte di poesia e quattro di saggi, è stato Visiting Professor presso le università di Harvard, Yale, Darmouth e Washington. È oggi Professore Emerito presso la University of California di Berkeley. Per la sua attività letteraria ha vinto numerosi premi (tra cui il MacArthur Fellowship e il L.A. Times Robert Kirsch Lifetime Achievement Award), ed è stato nominato per il Pulitzer, oltre che finalista del National Book Award, sia per la prosa sia per la poesia.</p>
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