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	<title>pomodoro &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Buona produzione di pomodori veneti, ma l’Industria fatica a ritirare il prodotto Coldiretti: “Etichettatura subito per bloccare la concorrenza sleale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2017 15:33:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tipico ciclo produttivo di uno degli ortaggi più consumati nel territorio nazionale, di fatto, è stato letteralmente stravolto da una stagione non troppo favorevole nella prima fase dell’ordinaria maturazione dei frutti, così da determinare un accumulo di prodotto proprio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tipico ciclo produttivo di uno degli ortaggi più consumati nel territorio nazionale, di fatto, è stato letteralmente <strong>stravolto</strong> da una <strong>stagione</strong> non troppo favorevole nella prima fase dell’ordinaria maturazione dei frutti, così da determinare un accumulo di prodotto proprio in queste ultime settimane, tra luglio ed agosto.</p>
<p>“<em>Si tratta di un’annata del tutto inconsueta</em> – commenta Coldiretti – <em>che aggiunge un’ulteriore preoccupazione al settore, già pesantemente sofferente a causa della remunerazione sempre più bassa.&#8221;</em></p>
<p>Nel caso del<strong> pomodoro</strong>, i prezzi contrattati con l’industria sono in calo da anni, mentre i<strong> costi di produzione</strong> e, soprattutto, le difficoltà legate ai <strong>cambiamenti climatici</strong>, rendono sempre più ridotti i margini di profitto. Eppure il comparto, nonostante un calo di superficie, conta ancora <strong>36.707 ettari</strong> totali dei quali il 6,6% garantisce un raccolto certificato &#8216;bio&#8217;: un salto di qualita&#8217; che premia gli orientamenti colturali praticati dagli agricoltori impegnati ogni giorno a tutelare la salute dei consumatori.</p>
<p>Il <strong>Veneto</strong> e&#8217; la quarta regione d&#8217;Italia per superficie vocata (2.121 ettari concentrati nelle province di Rovigo, Verona, Venezia) dopo l&#8217;Emilia Romagna  (24.866) la Lombardia e il Piemonte. Quest’anno in particolare i produttori si vedono restituire camion di pomodori in quanto gli stabilimenti non riescono a lavorarlo, con un ulteriore danno, oltre al modesto valore pagato in campo. L’ennesima occasione, quindi, in cui a rimetterci è l&#8217;imprenditore agricolo che si assume ogni giorno il rischio di impresa. Difficoltà non di poco conto, dunque, a cui si aggiunge un altro problema, sul quale Coldiretti da anni si batte: l’etichettatura dei trasformati.</p>
<p>“<em>Garantire al consumatore la possibilità di scegliere in modo consapevole</em> – aggiunge Coldiretti – <em>è indispensabile per tutelare il made in Italy, quindi le aziende locali, ma al tempo stesso per non lasciar spazio a dubbi sul prodotto che si mette in tavola. L’etichettatura è l’unica soluzione per assicurare la trasparenza delle produzioni e permette di mettere la faccia sui prodotti senza dover temere confronti non alla pari, sia sul versante della qualità che della sicurezza alimentare</em>”.</p>
<p>Per <strong>Coldiretti</strong>, l’etichetta deve riportare obbligatoriamente la provenienza della materia prima impiegata per frutta e verdura trasformate, come i derivati del pomodoro, e chiesto, peraltro, dall’84 per cento dei consumatori, secondo la consultazione pubblica online sull&#8217;etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche agricole, che ha coinvolto <strong>26.547 partecipanti</strong> sul sito del Mipaaf.</p>
<p>&nbsp;</p>
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