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	<title>Pos &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Crescita record dei Pos nei negozi italiani. Negli ultimi cinque anni +72 per cento</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/04/crescita-record-dei-pos-nei-negozi-italiani-negli-ultimi-cinque-anni-72-per-cento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 17:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti]]></category>
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					<description><![CDATA[Con una crescita record del 72% dei POS in cinque anni i negozi italiani sono pronti ad affrontare l’assalto dei consumatori ai primi saldi del 2020 schierando alle casse oltre 3 milioni di terminali per pagamenti con bancomat e carte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una <strong>crescita record del 72%</strong> dei <strong>POS</strong> in cinque anni i negozi italiani sono pronti ad affrontare l’assalto dei consumatori ai primi saldi del 2020 schierando alle casse oltre 3 milioni di terminali per pagamenti con bancomat e carte di credito.</p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Bankitalia in vista della sfida all’ultimo sconto con gli italiani pronti a sfoderare oltre <strong>98 milioni di tessere</strong> fra bancomat, carte di credito e prepagate multiuso. Numeri che segnalano un sempre più diffuso utilizzo della moneta elettronica usata in modo trasversale – evidenzia Uecoop &#8211; per tutte le tipologie di acquisto: dai vestiti alle gomme dell’auto, dai trattamenti estetici alle palestre, dalle piastrelle ai gioielli, dai giocattoli agli alimentari in supermercati e panetterie, dall’assicurazione auto agli abbonamenti ai mezzi di trasporto. Un sistema di pagamento spinto anche dall’on line con quasi 39 milioni di italiani che nell’ultimo trimestre hanno navigato su Internet almeno una volta, spiega Uecoop su dati Istat. In Italia in un anno vengono spesi sulla rete quasi 28 miliardi di euro per acquisti su moda, elettronica, cura della persona, cibo, arredamento, elettrodomestici, giocattoli, musica e videogiochi oltre a viaggi e sistemazioni alberghiere, evidenzia Uecoop su dati Digital. La diffusione degli acquisti sul web con pagamenti elettronici aumenta però anche il rischio di frodi – conclude Uecoop – con i criminali del web che sempre più spesso puntano a carpire i codici delle carte di credito o bancomat per svuotare il più possibile il conto corrente della vittima con acquisti in giro per il mondo.</p>
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		<title>Cgia: &#8220;Il pos non sia obbligatorio per tutti gli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2017/08/10/cgia-pos-non-sia-obbligatorio-tutti-gli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 10:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[bancomat]]></category>
		<category><![CDATA[carte di credito]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia di Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Pos]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;obbligo di ricevere pagamenti con pos esteso a tutte le attività commerciali sta riscontrando il parere più che favorevole dei clienti che, finalmente, possono effettuare acquisti e consumazioni senza doversi preoccupare del contante. Dopo aver pubblicato le dichiarazioni di Rebecca, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obbligo di ricevere pagamenti con pos esteso a tutte le attività commerciali sta riscontrando il parere più che favorevole dei clienti che, finalmente, possono effettuare acquisti e consumazioni senza doversi preoccupare del contante. Dopo aver pubblicato le dichiarazioni di Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza (<a href="https://www.accadeinzona.it/economia/2017/08/08/obbligo-bancomat-confcommercio-si-obblighino-banche-ridurre-costi/">leggi qui</a>), anche la Cgia di Mestre nutre qualche dubbio sul pagamento elettronico.</p>
<p>“<em>Sì alle sanzioni per chi non consentirà il pagamento con il<strong> bancomat</strong> delle <strong>transazioni superiori ai 5 euro</strong>, ma il <strong>Pos</strong> non sia obbligatorio per tutte le categorie artigiane</em>”.</p>
<p>A dirlo è il coordinatore dell’<strong>Ufficio studi</strong> della <strong>CGIA</strong> Paolo Zabeo, dopo aver appreso la notizia che entro il prossimo mese di settembre il Governo introdurrà le sanzioni per quelle attività che non accetteranno i pagamenti con le<strong> carte di credito</strong> per importi superiori ai <strong>5 euro</strong>.</p>
<p>“<em>Con l’introduzione delle sanzioni, milioni di attività che lavorano esclusivamente  per altre aziende o per la Pubblica amministrazione</em> –  prosegue Paolo Zabeo –<em> saranno obbligate a dotarsi del <strong>Pos</strong> e a sostenere dei <strong>costi</strong> del tutto inutili. Si pensi agli autotrasportatori, alle imprese di costruzioni che lavorano per il pubblico, alle aziende metalmeccaniche, a quelle tessili, a quelle dell’abbigliamento e della calzatura che lavorano in subfornitura,  alle imprese di pulizia che prestano servizio presso aziende private o enti pubblici e ai commercianti all’ingrosso. Tutte attività   che nella prassi quotidiana ricevono già adesso pagamenti tracciabili. In questi casi l’obbligo del Pos avvantaggerebbe solo le <strong>banche</strong>”.</em></p>
<p>Oltre a ciò, Zabeo solleva un altro aspetto molto penalizzante per molte attività artigianali:</p>
<p>“<em>Gli idraulici, gli elettricisti, i falegnami, gli antennisti, i manutentori di caldaie, nonché i loro dipendenti e collaboratori, spesso si recano singolarmente presso la dimora o l’immobile del committente. Questo comporta che ciascun dipendente  o collaboratore dovrà essere dotato di un Pos. Chi ha voluto questa legge, ha idea di quali costi dovranno sostenere queste piccole attività artigianali ? ”</em></p>
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		<title>Obbligo bancomat, Confcommercio: &#8220;Banche riducano prima i costi&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/08/obbligo-bancomat-confcommercio-si-obblighino-banche-ridurre-costi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 13:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bancomat]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pos]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
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					<description><![CDATA[Commercianti e titolari di pubblici esercizi in fibrillazione per l’ipotesi di sanzionare, con 30 euro di multa, chi non mette a disposizione dei clienti la possibilità di pagare attraverso il bancomat o la carta di credito. Se da un lato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Commercianti e titolari di pubblici esercizi in fibrillazione per l’ipotesi di sanzionare, con 30 euro di multa, chi non mette a disposizione dei clienti la possibilità di pagare attraverso il bancomat o la carta di credito. Se da un lato oramai il Pos è generalmente diffuso negli esercizi commerciali e viene usato senza particolari problemi, il fatto che ogni transazione sopra i 5 euro possa essere fatta con questo strumento apre uno scenario paradossale in un grande numero di casi: ad esempio dove il giro d’affari delle attività è limitato, oppure dove gli importi degli acquisti sono minimi o ancora dove i margini di guadagno si contano con lo “zerovirgola”.<br />
“Vogliono rendere obbligatorio accettare il pagamento in moneta elettronica? – interviene Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza &#8211; Allora obblighino anche le banche a ridurre i costi del Pos e ad azzerare i costi delle transazioni al di sotto di una determinata soglia. Non si capisce perché, a pagare per la diffusione della moneta elettronica devono essere i “soliti noti”, vale a dire i commercianti, e non gli Istituti di Credito che ne traggono il vero vantaggio e che, tra l’altro, mi pare abbiano già ricevuto molto dal Paese in termini di risorse per risolvere i loro problemi”.<br />
Sul banco degli imputati, infatti, sono gli alti costi che il Pos comporta per gli esercenti: mediamente si parla del 2% sul transato, ma nella giungla delle condizioni applicate delle banche ci sono, ad esempio, anche costi fissi per singola transazione (che quindi fa lievitare l’incidenza in caso di piccoli importi) o canoni di noleggio che variano a seconda della quantità delle operazioni con il Pos (penalizzando le piccole attività dove questi strumenti si usano poco).<br />
L’obbligatorietà di accettare la moneta elettronica apre dunque più scenari problematici: c’è il piccolo negozio delle frazioni, delle contrade o delle zone montane, la cui marginalità è così ridotta che i costi del Pos non risultano sostenibili (oltre ad avere una clientela più anziana non avezza al bancomat e men che meno alla carta di credito). Ci sono zone della città e della provincia che non sono adeguatamente coperte dalle infrastrutture di telecomunicazione e nelle quali il Pos rischierebbe di restare “muto” per mancanza di connessione. Insomma, le variabili sono tante, troppe per introdurre semplicisticamente un obbligo sanzionabile. Da qui l’appello del presidente Sergio Rebecca: “E’ impensabile introdurre questa norma per decreto da settembre. Il legislatore si prenda una pausa di riflessione e prima crei le condizioni per evitare un’altra mazzata ad un  settore, già penalizzato da una crisi di cui non si vede ancora via d’uscita”.</p>
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