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	<title>povertà &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Emergenza sociale, in Veneto 97 mila indigenti a rischio fame. Stanziati 250 milioni per l&#8217;acquisto di cibo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/21/emergenza-sociale-in-veneto-97-mila-indigenti-a-rischio-fame-stanziati-250-milioni-per-lacquisto-di-cibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 09:41:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[“Sono 97mila gli indigenti in Veneto che hanno bisogno di aiuto per mangiare: lo stanziamento di ulteriori 250 milioni per acquistare cibo da destinare alle famiglie più bisognose è una misura importante e necessaria che abbiamo fortemente sostenuto”.  E’ quanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">“Sono <strong>97mila</strong> gli <strong>indigenti in Veneto</strong> che hanno bisogno di aiuto per mangiare: lo stanziamento di ulteriori <strong>250 milioni</strong> per acquistare cibo da destinare alle famiglie più bisognose è una misura importante e necessaria che abbiamo fortemente sostenuto”.  E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Veneto Daniele Salvagno condividendo il commento del presidente nazionale Ettore Prandini in occasione della pubblicazione in gazzetta Ufficiale del DL rilancio che prevede tra l’altro risorse aggiuntive per il <strong>Fondo per l&#8217;emergenza alimentare</strong> con l&#8217;obiettivo di assicurare la distribuzione delle derrate per la crisi derivante dalla diffusione del virus <strong>Covid-19</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Le azioni messe in campo da Coldiretti – <strong>sottolinea Salvagno</strong> – dalla consegna spesa sospesa (500kg al giorno di prodotti) ai pasti offerti ai senza tetto (una media di 200 piatti) rivela un quadro drammatico. Si tratta di un’emergenza sociale che la pandemia ha incrementato”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-16502" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/spesa-sospesa-csv-padova-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/spesa-sospesa-csv-padova-300x169.jpeg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/spesa-sospesa-csv-padova-1024x576.jpeg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/spesa-sospesa-csv-padova-768x432.jpeg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/spesa-sospesa-csv-padova-1536x864.jpeg 1536w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/spesa-sospesa-csv-padova-1320x743.jpeg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/05/spesa-sospesa-csv-padova.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />&#8220;Ora non c’è tempo da perdere e – <strong>sottolinea Prandini</strong> &#8211; occorre al piu’ presto procedere alla pubblicazione dei bandi per rendere operativo un intervento atteso da una ampia fascia della popolazione. I poveri che hanno bisogno di aiuto anche per mangiare sono aumentati per effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio e la conseguente perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale secondo una stima della Coldiretti  sulla base delle persone che hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead distribuiti da associazioni come la Caritas ed il Banco Alimentare che registrano un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto con picchi anche superiori in alcune zone del Paese.  Fra i nuovi poveri –spiega la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro e non possono utilizzare lo smart working, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie. Presso i centri di distribuzione dei pacchi alimentari e alle mense della solidarietà si presentano persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche e ai centralini arrivano decine di telefonate al giorno con richieste di aiuto perché padri e madri non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi per la prima volta in questo tipo di difficoltà. Le situazioni di difficoltà sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticità – precisa la Coldiretti – si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l’11% in Sicilia ma situazione diffuse di bisogno alimentare si rilevano anche nel Lazio (10%) e nella Lombardia (9%) dove più duramente ha colpito l’emergenza sanitaria, secondo gli ultimi dati Fead. Una emergenza sociale senza precedenti dal dopoguerra contro la quale – continua la Coldiretti – si è attivata la solidarietà per rafforzare gli interventi sul piano alimentare a chi si trova in difficoltà. In campo – continua la Coldiretti – sono scese molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, e si contano in Italia circa diecimila strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da quasi 200 istituzioni caritatevoli impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute che si occupa della distribuzione degli aiuti Fead erogati dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Quasi 4 italiani su 10 (39%) hanno dichiarato di partecipare a iniziative di solidarietà per aiutare chi ha più bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari, anche utilizzando le operazioni di aiuto messe in campo dagli agricoltori con la spesa sospesa, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè. Nei mercati degli agricoltori sono stati raccolti 450mila chili di cibo di qualità e a chilometri zero donati a decine di migliaia di famiglie e persone più bisognose direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica nell’ambito dell’iniziativa la “spesa sospesa” con consegne gratuite di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, olio e vino&#8221;.</p>
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		<title>Servizio di accoglienza per persone in estrema povertà aggiudicato al consorzio Prism</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/12/30/servizio-di-accoglienza-per-persone-in-estrema-poverta-aggiudicato-al-consorzio-prism/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 15:01:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
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		<category><![CDATA[sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; stato aggiudicato al consorzio Prisma il servizio di accoglienza per persone in estrema povertà nelle strutture comunali e i servizi mensa rivolti alle persone adulte o anziane autosufficienti, in stato di estrema fragilità o senza dimora e di famiglie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="zimbraEditorContainer" class="1">E&#8217; stato aggiudicato al <strong>consorzio Prisma</strong> il servizio di accoglienza per <strong>persone in estrema povertà</strong> nelle strutture comunali e i servizi mensa rivolti alle persone adulte o anziane autosufficienti, in stato di estrema fragilità o senza dimora e di famiglie anche monoparentali in stato di bisogno.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Il bando, a procedura aperta svolta per conto del <strong>Comune di Vicenza</strong> dalla Stazione unica appaltante della Provincia di Vicenza, ha aggiudicato al Consorzio Prisma, per il periodo dall&#8217;1 settembre 2019 al 31 agosto 2023, con la possibilità di proroga per altri due anni fino al 31 agosto 2023, i servizi offerti dall&#8217;albergo cittadino, in viale San Lazzaro 73, con la mensa cittadina e le docce pubbliche, i co-housing di via dei Mille 32, in via Bedin 27, via Alberto Mario 8, e a Settecà in strada Padana verso Padova 135/f, 135/g.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Si è recato in sopralluogo all&#8217;albergo cittadino il vicesindaco e assessore alle politche sociali Matteo Tosetto: &#8220;Abbiamo concordato con il nuovo gestore, il consorzio Prisma, un maggior rigore e la necessità di mettere al centro la persona a cui deve essere garantita un&#8217;accoglienza dignitosa nell&#8217;albergo cittadino dove giungono uomini e donne in stato di estrema necessità. Si tratta pur sempre di una soluzione non definitiva pertanto è indispensabile che gli operatori cerchino di indirizzare l&#8217;ospite in un percorso di inserimento lavorativo per tentare di avviarlo verso la parziale o completa autonomia&#8221;.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Ha qundi spiegato nel dettaglio il vicesindaco: &#8220;Prisma farà in modo che gli ospiti, tutti residenti a Vicenza e in contatto con i servizi sociali del Comune che ne valutano i loro bisogni, matengano un comportamento rigoroso in modo che la struttura risulti sempre pulita, ordinata e sicura a tutela di tutti coloro che vengono accolti. Gli assistenti sociali, attraverso l&#8217;attivazione di progetti di accompagnamento, individueranno il supporto necessario al richiedente: pernottamento, necessità del pasto o di utilizzare le docce, senza trascurare il bisogno di socializzazione. Inoltre gli operatori cercheranno di includere gli ospiti in progetti di reiserimento lavorativo in modo che possano diventare autonomi anche attraverso un reinserimento abitativo. In questo perdiodo dell&#8217;anno, quando il freddo rende difficile rimanere all&#8217;aperto, anche nell&#8217;albergo cittadino sono riservati dei posti per chi ha necessità di un ricovero temporaneo garantito fino al 31 marzo. Posti che vanno ad aggingersi a quelli del ricovero all&#8217;ex studentato di San Marco (30 posti) e a quelli resi disponibili da Caritas&#8221;.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Con il vicesindaco erano presenti anche Roger Bonin, gestore dell&#8217;albergo cittadino, Chiara Carta del Consorzio Prisma, Luca Sinigaglia per il Gabbiano 2.0, Gianni Bettini per Cosmo.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Il bando, con scadenza prorogata al 6 settembre 2019, ha visto quindi la proroga della gestione da parte della ditta uscente Cosep Cooperativa Sociale, fino al subentro del nuovo gestore che è avvenuto il 15 dicembre.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Prisma, del cui consorzio fanno parte le cooperative Cosmo e Gabbiano 2.0, si è aggiudicata la gestione con l&#8217;offerta economica di 733mila euro più iva.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">La cooperativa Cosmo si occuperà della gestione dei servizi di accoglienza, sorveglianza gestione degli ospiti, la cooperativa Gabbiano 2.0 delle attività ausiliarie: pulizia, cucina e gestione materiale delle strutture.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Verranno effettuate 42 ore settimanali di presenza di personale per la gestione dei cohousing, in particolare utilizzando il profilo di educatore, e 129 ore per l&#8217;Albergo Cittadino (AC), rese da un&#8217;equipe qualificata, composta da un coordinatore, un&#8217;assistente sociale, tre educatori, cinque operatori in turno (personale gestito da Cosmo) e poi da un referente del personale ausiliario e cinque ausiliari (personale gestito da Gabbiano 2.0). Per la gestione della mensa, in particolare il Gabbiano 2.0 curerà il recupero delle eccedenze alimentari, così da proporre un&#8217;offerta più ampia ai beneficiari della mensa, sia per il pranzo che per la cena.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Sarà cura dell&#8217;assistente sociale verificare che gli ospiti, all&#8217;ingresso, sottoscrivano il regolamento di accoglienza e nel caso, contesterà loro in modo formale, le violazioni, attuando i provvedimenti disciplinari, secondo quanto previsto dal regolamento stesso e dal disciplinare regolante la struttura, tutto ciò secondo gradualità e proporzionalità dell&#8217;evento, chiedendo, se necessario, l&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine. Le violazioni, se gravi e reiterate, potranno portare, in accordo con i Servizi sociali, al trasferimento o al cambio del progetto di accompagnamento individualizzato. Inoltre l&#8217;assistente sociale segnalerà le incompatibilità tra gli ospiti e le strutture. Allontanerà, con l&#8217;aiuto degli operatori, l&#8217;ospite che si renderà autore di minacce gravi o atti di violenza nei confronti degli altri ospiti o degli operatori. Concorderà con il committente eventuali autonome iniziative volte a rilevare la soddisfazione degli utenti. Particolare attenzione verrà dedicata a garantire che gli operatori seguano la formazione professionale specifica, osservino diligentemente il segreto professionale, gli oneri e le norme previste dal capitolato. L&#8217;assistente sociale, figura cardine della gestione del programma assistenziale,collaborerà all&#8217;eventuale aggiornamento del progetto di accompagnamento individualizzato, cercherà di favorirne il più possibile, l&#8217;acquisizione da parte dell&#8217;interessato, promuovendone la condivisione, sviluppandone le autonomie relazionali e socio economiche, in modo da contenere i tempi di permanenza nella struttura di accoglienza e curandone i percorsi di sgancio ed integrazione.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Gli educatori, figure strategiche nella gestione dei co-housing, saranno in servizio principalmente in queste strutture, anche se verrà loro richiesto di supportare particolari attività anche all&#8217;albergo cittadino. Accoglieranno le persone ammesse per la prima volta, le registreranno ed assegneranno loro il posto letto, consegnando le chiavi della struttura e si occuperanno di tutti gli adempimenti, normativi e regolamentari, relativi all&#8217;ospitalità nella struttura. Si relazioneranno con gli ospiti presenti, coinvolgendoli, sostenendo le persone in condizione di maggior difficoltà ed intervenendo in caso di contrasti fra gli utenti, anche allontanando, sentito il coordinatore, i soggetti che mettono in atto comportamenti contrari al buon andamento della struttura</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Verrà curato in modo particolare il tentativo di inserire gli ospiti, in grado di rispondere, nel mondo del lavoro per poi accompagnarli verso una soluzione abitativa autonoma, con l&#8217;inserimento in tirocini formativi presso le cooperative consorziate con Prisma, soggetto accreditato a questa funzione dalla Regione Veneto, o con altre aziende del territorio. Attraverso il consorzio Prisma vengono messi in rete i progetti e le convenzioni per l&#8217;inserimento lavorativo per categorie svantaggiate di cui il consorzio stesso si occupa.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">In particolare il progetto PUOI (protezione unita a obbiettivo integrazione), che riguarda l&#8217;attivazione di doti individuali di inserimento socio lavorativo per titolari di protezione internazionale ed umanitaria e titolari di permesso di soggiorno per casi speciali e protezione speciale; il progetto Cittadinanze Reincontrate in collaborazione con lo stesso Comune di Vicenza, servizio di gestione ed attivazione di tirocini di inclusione sociale ed inserimento lavorativo a favore di soggetti svantaggiati in carico ai servizi sociali territoriali della provincia di Vicenza; in convenzione con ULSS 8 Berica i percorsi socio-riabilitativi degli utenti del SER D e l&#8217;attività di inserimento nelle cooperative associate (ed in alcuni casi nelle aziende del territorio) degli utenti in carico al SIL (Servizio Inserimento Lavorativo dell&#8217;AULSS Berica), in particolare quelli serviti dai servizi specialistici quali il Dipartimento di Salute mentale.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Si tratta di interventi per soggetti con disabilità o con altre tipologie di svantaggio (dipendenze, disturbi psichiatrici) o migranti che necessitano di un periodo di formazione e consolidamento di alcune abilità prima di accedere al mondo del lavoro. I tutor dell&#8217;Agenzia per l&#8217;inserimento lavorativo di Prisma accompagnano il percorso dei soggetti durante il periodo di permanenza nelle cooperative di tipo B associate (cooperative che inseriscono tra i lavoratori persone con fragilità sociale). Quest&#8217;azione di coordinamento ha permesso, tra l&#8217;altro, di costruire modalità omogenee di intervento tra le cooperative. L&#8217;equipe del Servizio Educativo dell&#8217;Accoglienza farà rete con i tutor dell&#8217;Agenzia.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">In caso di emergenza Prisma metterà a disposizione posti letto nelle proprie strutture.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Verrà attuato un aggiornamento periodico del personale attraverso riunioni di equipe e formazione specifica; verrà curata con attenzione la turnazione del personale stesso per evitare situazioni di stress, vista la particolarità e complessità di gestione dell&#8217;utenza di queste strutture.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Agli operatori del consorzio verranno inoltre affiancati, tirocinanti, provenienti da percorsi di formazione professionale, accademica o specialistica, nonché volontari che già hanno rapporti continuativi con il consorzio.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">All&#8217;albergo cittadino gli ospiti possono alloggiare dalle 19 alle 8 del giorno successivo, o tutto il giorno in caso di malattia, e vengono accolti dalle 19 alle 22. Possono essere allestiti fino a 69 posti letto.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">La mensa all&#8217;albergo cittadino prepara in media 56 colazioni e 40 pasti tra pranzi e cene.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Le docce disponibili all&#8217;albergo cittadino sono 12 e sono aperte il martedì, giovedì e sabato dalle 14.30 alle 15.45.</div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1"></div>
<div id="zimbraEditorContainer" class="1">Il co-housing di via dei Mille 32 (famiglie con minori) ha 8 stanze e 19 posti letto, quelli di via Bedin 27 (donne e mamme con bambini), quello di via Alberto Mario 8 (donne e mamme con bambini) 4 stanze e 9 posti letto ciascuno, e a Settecà in strada Padana verso Padova 135/f, 135/g (uomini con un progetto di autonomia in corso) 8 stanze e 14 posti letto.</div>
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		<title>Piano regionale per il contrasto alla povertà, messi in moto 100 milioni di risorse</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/08/01/piano-regionale-per-il-contrasto-alla-poverta-messi-in-moto-100-milioni-di-risorse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 17:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
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		<category><![CDATA[reddito di inclusione attiva]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione del Veneto vara il primo Piano regionale per il contrasto alla povertà. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin e di concerto con l’assessore al lavoro Elena Donazzan, ha approvato un programma triennale, previsto dalla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione del Veneto vara il primo Piano regionale per il contrasto alla povertà. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin e di concerto con l’assessore al lavoro Elena Donazzan, ha approvato un programma triennale, previsto dalla legislazione nazionale, per ridurre le cause dell’impoverimento e aiutare le persone a uscire da condizioni di marginalità ed esclusione sociale.<br />
Il piano veneto, ora in attesa dell’ok ministeriale, mette in moto quasi 100 milioni di risorse finanziarie. Ma soprattutto declina, in chiave regionale, un modello di lavoro integrato, che coniuga pubblico e privato, istituzioni e volontariato per creare un approccio omogeneo in tutto il territorio, con l’obiettivo di creare solidarietà e percorsi di inclusione sociale, evitando sovrapposizione, doppioni o interventi frammentari.<br />
“Più che di un documento – dichiara l’assessore Lanzarin- si tratta di potenziare un approccio di sistema a rete su tutto il territorio regionale, con la funzione di ‘proteggere’ le persone più fragili e a rischio povertà e di attivare, di volta in volta, le risorse e i servizi disponibili in quel territorio per aiutare persone e famiglie in gravi difficoltà. Grazie anche alla collaborazione con l’Alleanza regionale contro la povertà, che rappresenta gli enti del Terzo Settore che si occupano di disagio sociale e di povertà, e con gli Ambiti territoriali e l’Ordine degli assistenti sociali, abbiamo sviluppato un modello di intervento, snello ma solido, con ‘punti di accesso’ in ogni comune e nuclei operativi di coordinamento, che ci consentirà di tarare gli interventi sui bisogni reali delle persone, evitare doppioni e sovrapposizioni, e superare i rischi dell’assistenzialismo investendo sulle potenzialità e la crescita delle persone”.<br />
La ‘chiave di volta’ del piano è Ria, il ‘reddito di inclusione attiva’, che a differenza del Rei &#8211; il reddito di inclusione previsto su scala nazionale per nuclei familiari sotto la soglia di povertà &#8211; è una forma di sussidio minimo condizionato all’adesione a un progetto personalizzato.<br />
“In Veneto abbiamo scelto una strada diversa e più inclusiva, per aiutare gli oltre 877 mila residenti che versano in situazione di difficoltà – spiega l’assessore Lanzarin &#8211; già dal 2013 abbiamo sperimentato il Reddito di Inclusione Attiva (Ria), misura di accompagnamento e di inserimento, che abbina l’assegno di sostegno a percorsi personalizzati di aiuto e di attivazione delle risorse personali e territoriali. Al 31 dicembre dello scorso anno erano oltre mille le persone beneficiarie. Il Ria., gestito dai Comuni in collaborazione con associazioni di categoria ed enti del Terzo Settore, ha fatto scuola, perché ha obbligato i servizi a lavorare insieme e ad adottare un approccio integrato: le persone in difficoltà hanno bisogno non solo di un pasto e di un tetto, ma di riuscire a trovare un lavoro, di relazioni positive e di un posto nella società. Da qui la scelta veneta di valorizzare il nostro modello di integrazione tra servizi: il Piano regionale investe 3,7 milioni di euro nel Ria e fa da ‘cabina di regia’ per collegare e potenziare progetti e interventi che sono già attivi nel territorio rinviando ai 21 Ambiti territoriali (i territori delle ex Ulss, rappresentati dai Comitati dei sindaci) la definizione di una sezione dedicata alla povertà nei propri Piani di zona”.</p>
<p>Il Piano veneto per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale prevede una serie di strumenti/interventi, che rafforzano la quota regionale (15 milioni) del fondo nazionale antipovertà:<br />
• Il Reddito di Inclusione Attiva, già attivato da 147 comuni, verrà esteso ulteriormente nel 2018 attraverso lo stanziamento complessivo di 3,7 milioni di euro<br />
• Il sostegno all’abitare (1,8 milioni di euro)<br />
• Il Banco alimentare e gli Empori della solidarietà, che nel 2017 hanno distribuito oltre 6,4 mila tonnellate di cibo sostenendo 142 mila persone (600 mila euro il contributo regionale)<br />
• Il network anti-tratta e anti-sfruttamento tra 98 enti pubblici e del privato sociale, che nel 2017 ha raggiunto 1.721 persone e ha avviato a servizi e tirocini lavorativi oltre 200 persone (la Regione è partner del progetto Nave con 150 mila euro)<br />
• I lavori di pubblica utilità e le azioni integrate di coesione sociale, finanziate con il Fondo sociale europeo. Nel 2017 ai progetti per lavori socialmente utili hanno aderito 238 comuni per complessivi 865 lavoratori coinvolti, con un impegno economico di 5,2 milioni di euro. Nel 2018 sono stati stanziati 4,8 milioni di euro per lavoratori di pubblica utilità, 1 milione di euro per i lavori a impatto sociale, orientati a supportare l’attività degli Uffici giudiziari del Veneto, e 6 milioni di euro per le azioni integrate di coesione territoriale per l’inserimento di disoccupati di lunga durata e/o over 50.<br />
• Il progetto Dom.Veneto che la Regione finanzia con 3,3 milioni di euro per realizzare l’”housing first’, cioè un inserimento graduale delle persone senza fissa dimora, a partire dal diritto all’alloggio<br />
• interventi di contrasto alla povertà educativa con 500.000 euro<br />
• Investimenti per 29 milioni di euro nell’edilizia residenziale pubblica per potenziare il numero di alloggi Ater (è previsto il recupero di 370 appartamenti con un investimento complessivo di 19 milioni di euro) e sostenere progetti di coabitazione (social housing, con 10 milioni di investimento), ai quali si aggiungono 7 milioni di investimenti per realizzare 12 strutture di primo alloggio per i senza fissa dimora</p>
<p>In totale le risorse contabilizzate in investimenti strutturali e servizi sfiorano i 100 milioni di euro (61 per le politiche sociali e abitative, 36 per le politiche occupazionali), alle quali va sommato l’apporto dei professionisti e dei volontari, che sono i ‘terminali’ diretti della rete di contrasto alla povertà.<br />
“Il punto di forza sta nell’approccio multidisciplinare e integrato – sottolinea l’assessore Lanzarin – In ogni territorio ci dovrà essere un “Nucleo operativo d’ambito”, uno strumento di coordinamento gestito dall’assistente sociale: sono gli assistenti sociali il perno e lo snodo di connessione tra i vari servizi e interventi. Dovranno inquadrare il bisogno, costruire un percorso possibile di inclusione, attivare i servizi e le risorse del territorio. Solo chi conosce bene e da vicino problemi e risorse delle persone e del territorio può impostare, da buon regista, percorsi e modi per uscire dalla povertà. Obiettivo del Piano regionale è avere un/un’assistente sociale ogni 5 mila abitanti, così come stabilito a livello nazionale (attualmente il rapporto in Veneto è 1/7200 abitanti, ndr), in modo da coprire tutto il territorio regionale”.<br />
“Il Piano regionale – conclude Lanzarin – è prima di tutto un processo culturale: il problema povertà non è affrontabile solo in termini individuali o familiari, o solo con i sussidi pubblici, ma richiede l’intervento di una comunità. Solo mettendo insieme risorse, competenze, professionalità e disponibilità, si possono trovare i modi migliori per aiutare le persone a recuperare dignità, consapevolezza di sé e voce per esigere i diritti essenziali”.</p>
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		<title>Reddito di inclusione (REI), nei primi quattro giorni fissati 314 appuntamenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Dec 2017 10:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
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		<category><![CDATA[reddito inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[sussidio universale nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è chiusa la prima settimana di attività per richiedere il &#8220;Reddito di Inclusione&#8221;. Il centralino telefonico dello sportello sociale, messo a disposizione dal comune di Vicenza, che risponde allo 0444222555, a disposizione dal lunedì al giovedì dalle 9 alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è chiusa la prima settimana di attività per richiedere il &#8220;Reddito di Inclusione&#8221;. Il centralino telefonico dello sportello sociale, messo a disposizione dal comune di Vicenza, che risponde allo 0444222555, a disposizione dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12 è stato letteralmente preso d&#8217;assalto, per fissare un incontro per presentare la domanda per ottenere il REI &#8211; Reddito di inclusione, nuovo sussidio universale nazionale contro la povertà delle famiglie che risiedono in Italia.</p>
<p>Nei primi quattro giorni di attività c’è stato un flusso importante di chiamate. I <strong>quattro operatori</strong> allo sportello sociale hanno risposto ad oltre <strong>350 telefonate</strong> ma sono molto più numerose le telefonare a cui non è stato possibile rispondere,  indice del successo dell’iniziativa e del desiderio e della necessità di molti di accedere al contributo.</p>
<p>Purtroppo sono numerosi gli utenti che cercano di contattare gli operatori telefonici senza successo: nella giornata di ieri sono state circa <strong>5.000 le telefonate senza risposta</strong> pertanto molti utenti si rivolgono all’Urp o alle circoscrizioni lamentando la difficoltà nel prendere la linea. Si ricorda che non è previsto un termine di scadenza e che l&#8217;istanza potrà essere presentata in qualsiasi momento. Si chiede quindi agli utenti che contatteranno telefonicamente lo sportello sociale di pazientare visto che, in particolare in questi primi giorni, e presumibilmente anche la settimana prossima, l’afflusso di telefonate sarà molto intenso. Ricordiamo che allo sportello sociale è possibile prendere appuntamento solo telefonicamente, anche per la necessità di raccogliere alcune informazioni preliminari.</p>
<p>In questi primi quattro giorni gli <strong>appuntamenti fissati</strong> sono stati <strong>314</strong>. Sono state occupate tutte le date disponibili nel 2017 fino ad arrivare al 20 marzo 2018, pur garantendo 20 appuntamenti a settimana.</p>
<p>Dei 314 appuntamenti fissati il 56% risiede nel Comune di Vicenza il 59% è italiano.</p>
<p>Relativamente ai requisiti il <strong>75%</strong> dei nuclei familiari richiedenti ha <strong>figli minori</strong>, il <strong>20%</strong> almeno una<strong> persona disoccupata</strong> over 55 anni, il <strong>5%</strong> una membro con <strong>disabilità</strong>.</p>
<p>Per accedere al beneficio è indispensabile che i cittadini abbiano il nuovo ISEE (che sarà disponibile in base agli appuntamenti dei Centri Assistenza Fiscale, dopo il 15 gennaio; chi ha l’appuntamento entro il 31.12.17 può consegnare l’ISEE 2017); in ogni caso verranno accolte tutte le domande, tenendo eventualmente in sospeso l’invio al portale Inps.</p>
<p>&#8220;<em>Vogliamo rassicurare tutti i cittadini</em> &#8211; è il commento dell&#8217;assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala -: <em>la misura non ha una data di scadenza a differenza di bandi o interventi sporadici. Il beneficio è assicurato a tutte le persone che ne hanno diritto per la durata di 18 mesi, indipendentemente dal momento in cui faranno domanda. E&#8217; importante ricordare a tutti che secondo le indicazioni dell&#8217;INPS per accedere al contributo è necessario essere in possesso dell&#8217;ISEE aggiornato. Lo sportello sta ora fissando gli appuntamenti per il mese di marzo, è quindi importante che nei primi giorni dell&#8217;anno nuovo i cittadini si rechino presso i CAF per richiedere la nuova documentazione&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;alto numero di domande evidenzia come la condizione economica di molte famiglie sia ancora di grave disagio. Particolarmente significativo il dato registrato dal centralino di chiamate di pensionati e disoccupati al di sotto di 55 anni di età, che sentendosi dire che non possedevano i requisiti, hanno espresso amaramente la loro delusione in merito al nuovo sussidio. Anche su questo ricordiamo a tutti che dal 1° luglio è prevista l&#8217;estensione della misura a tutti i cittadini con i requisiti economici previsti, a prescindere da età e condizione familiare&#8221;</em> conclude l&#8217;assessore Sala.</p>
<p>Il centralino risponde alle richieste dei residenti dei 38 Comuni dell’AULSS 8 Berica, distretto est (Vicenza, Agugliaro, Albettone, Altavilla Vicentina, Arcugnano, Asigliano, Barbarano, Bolzano Vicentino, Bressanvido, Caldogno, Camisano Vicentino, Campiglia dei Berici, Castegnero, Costabissara, Creazzo, Dueville, Gambugliano, Grisignano di Zocco, Grumolo delle Abbadesse, Isola Vicentina, Longare, Montegalda, Montegaldella, Monteviale, Monticello Conte Otto, Mossano, Nanto, Noventa Vicentina, Orgiano, Pojana Maggiore, Pozzoleone, Quinto Vicentino, Sandrigo, Sossano, Sovizzo, Torri di Quartesolo, Villaga, Zovencedo).</p>
<p>La misura di contrasto alla povertà prevede, da parte dei beneficiari del REI, la partecipazione ad un progetto sociale e lavorativo finalizzato al reinserimento e superamento delle difficoltà economiche.</p>
<p>Per informazioni consultare la scheda <a href="http://www.comune.vicenza.it/cittadino/scheda.php/42720,186756">Reddito di inclusione (REI)</a></p>
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		<title>Rosà, erogazione gratuita di farmaci in aiuto ai cittadini in difficoltà over 65</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/rosa/2017/11/26/rosa-erogazione-gratuita-farmaci-aiuto-ai-cittadini-difficolta-over-65/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 10:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rosà]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini poveri]]></category>
		<category><![CDATA[contributo]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci gratuiti]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[Un aiuto alle fasce più deboli della popolazione per un bene primario come sono i farmaci. Su questa base poggia l&#8217;intervento dell&#8217;Amministrazione comunale di Rosà presentato dall&#8217;assessore al Sociale, Elena Mezzalira per l&#8217;erogazione gratuita di farmaci, parafarmaci e dispositivi medici. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un aiuto alle fasce più deboli della popolazione per un bene primario come sono i farmaci. Su questa base poggia l&#8217;intervento dell&#8217;Amministrazione comunale di Rosà presentato dall&#8217;assessore al Sociale, Elena Mezzalira per l&#8217;erogazione gratuita di farmaci, parafarmaci e dispositivi medici.</p>
<p>Con l&#8217;arrivo della stagione più fredda dell&#8217;anno le persone anziane necessitano di un utilizzo maggiore di medicinali e, in alcuni casi, sono costretti a farne a meno per la mancanza di soldi necessari all&#8217;acquisto. Le fasce più povere del comune rosatese avranno la possibilità di beneficiare di un contributo davvero importante messo a disposizione dal proprio comune.</p>
<p>Come indicato nel disciplinare, posso accedere al contributo i cittadini residenti a Rosà con un ISEE pari o inferiore a 10 mila euro, che abbiano un&#8217;età superiore a 65 anni non o parzialmente autosufficienti o abbiano una disabilità certificata o una momentanea o permanente patologia invalidante. Tetto massimo del contributo da usufruire nella Farmacia comunale di via Ca&#8217; Dolfin è di 300 euro/annui.</p>
<p>Per quanti rientrano in questa tipologia di utenza, possono presentare domanda in carta semplice (con modulo disponibile negli Uffici comunali o sul sito internet) allegando copia di un documento di identità, la prescrizione medica e la certificazione ISEE. Maggiori dettagli o informazioni all&#8217;Ufficio servizi sociali posto al piano terra del Municipio.</p>
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		<title>Attivo un bando regionale per cittadini in difficoltà economica</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2017/10/17/attivo-un-bando-regionale-cittadini-difficolta-economica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2017 06:27:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti alle famiglie]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie in difficoltà]]></category>
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					<description><![CDATA[I cittadini in difficoltà economica, con un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 20 mila euro, hanno tempo fino alle ore 12 di martedì 31 ottobre per ottenere un contributo grazie a due bandi finanziati dalla Regione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I cittadini in difficoltà economica, con un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 20 mila euro, hanno tempo fino alle ore 12 di martedì 31 ottobre per ottenere un contributo grazie a due bandi finanziati dalla Regione Veneto.</p>
<p>Il primo bando è rivolto alle <a href="http://www.comune.vicenza.it/cittadino/scheda.php/42720,91581">famiglie monoparentali con uno o più figli minori, residenti in città</a>: si può fare domanda per ottenere contributi di natura forfettaria, fino a un massimo di 1000 euro, per il pagamento di canoni di affitto per abitazioni non di lusso sostenuti e/o da sostenere dall&#8217;1 gennaio al 31 dicembre 2017.</p>
<p>Il secondo bando, invece, è rivolto alle<a href="http://www.comune.vicenza.it/cittadino/scheda.php/42720,154455"> famiglie con parti trigemellari per ottenere un bonus di 900 euro o con un numero di figli pari o superiore a 4 per un contributo di 125 euro a figlio</a>. In entrambe le situazioni i figli, conviventi o non, devono essere di età inferiore o uguale a 26 anni (27 non compiuti) e a carico Irpef.</p>
<p>La domanda dovrà essere presentata utilizzando l&#8217;apposito modulo sul sito del Comune tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento all&#8217;indirizzo Comune di Vicenza &#8211; ufficio protocollo, corso Palladio 98, 36100 Vicenza oppure con posta elettronica certificata all&#8217;indirizzo <a href="mailto:vicenza@cert.comune.vicenza.it">vicenza@cert.comune.vicenza.it</a> oppure tramite consegna a mano all’ufficio dedicato alla raccolta dei bandi a piano terra al Centro civico 6, in via Thaon di Revel 44 (dal lunedì a venerdì dalle 9 alle 12, il martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 18).</p>
<p>Per ulteriori informazioni è possibile consultare le schede Urp alla sezione “Cittadino”, “Assistenza sociale”, pubblicate su questo sito (<a href="http://www.comune.vicenza.it/cittadino/scheda.php/42720,91581">famiglie monoparentali</a> e <a href="http://www.comune.vicenza.it/cittadino/scheda.php/42720,154455">nuclei con almeno 4 figli o parti trigemellari</a>) o contattare il settore Servizi sociali ai numeri 0444 222540, 222970 o 222920.</p>
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		<title>Partite Iva, categoria a rischio povertà</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2017/10/08/partite-iva-categoria-rischio-poverta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2017 16:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Partite Iva]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[Le famiglie che vivono grazie ad un reddito da lavoro autonomo sono quelle più a rischio povertà. Nel 2015, infatti, il 25,8% dei nuclei familiari di questa categoria è riuscita a vivere stentatamente al di sotto della soglia di rischio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le famiglie che vivono grazie ad un reddito da lavoro autonomo sono quelle più a rischio povertà.<br />
Nel 2015, infatti, il 25,8% dei nuclei familiari di questa categoria è riuscita a vivere stentatamente al di sotto della soglia di rischio povertà calcolata dall&#8217;Istat. Praticamente una su quattro si è trovata in seria difficoltà economica. Lo sostiene la Cgia di Mestre. Per i nuclei in cui il capofamiglia ha come reddito principale la pensione, invece, il rischio si è attestato al 21%, mentre per quelle che vivono con un stipendio/salario da lavoro dipendente il tasso si è fermato al 15,5. (ANSA)</p>
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		<title>Economia del Veneto in crescita ma aumenta anche la disuguaglianza sociale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/04/economia-del-veneto-crescita-aumenta-anche-la-disuguaglianza-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 12:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianza sociale]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Rapporto Statistico]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio Statistica del Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ il Veneto dei talenti, delle ‘abilità’ e del ‘saper fare’ quello tratteggiato dall’edizione 2017 del Rapporto Statistico, la puntuale e articolata fotografia delle performances della regione messa a punto dall’Ufficio Statistica del Veneto. Una regione che ha tenuto e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ il Veneto dei talenti, delle ‘abilità’ e del ‘saper fare’ quello tratteggiato dall’edizione 2017 del <strong>Rapporto Statistico</strong>, la puntuale e articolata fotografia delle performances della regione messa a punto dall’<strong>Ufficio Statistica del Veneto</strong>. Una regione che ha tenuto e che cresce nonostante la crisi, ed è tornata ad essere la ‘locomotiva’ del <strong>‘made in Italy</strong>’, dove l’occupazione ha ripreso ad aumentare, grazie anche al talento e alla buona volontà dei suoi giovani e alla tenuta reddituale delle famiglie. Non mancano però le <strong>zone d’ombra</strong>, rivelate dagli indici di<strong> povertà</strong> (in crescita) e di <strong>disuguaglianza sociale.</strong></p>
<p><strong>IL VENETO PRODUCE E CRESCE</strong></p>
<p>I principali indicatori dell’economia confermano che il Veneto nel 2016 ha agganciato la ripresa. E i dati tendenziali sui primi mesi 2017 confermano che l’economia veneta sta crescendo più del contesto nazionale.<br />
Il Pil lo scorso anno è cresciuto dell’1,2%, (a fronte di una media nazionale del +0,9%), grazie all’export, che proprio nel 2016 ha raggiunto il suo massimo storico: con 58,2 miliari di euro di fatturato estero,  in crescita del’1,3% annuo, il Veneto è la seconda regione italiana per interscambio con l’estero.<br />
Il fatturato estero delle produzioni meccaniche cresce del +2,4% e nel 2016 raggiunge un ammontare pari al 20% dell’export regionale. L&#8217;export veneto della moda nel mondo vale una decina di miliardi tra abbigliamento, accessori e calzature, e rimane sui valori dell’anno precedente.<br />
Ma è l’agroalimentare a fare ‘fuochi d’artificio’ con un export che lo scorso anno ha sfiorato i 6 miliardi di euro (+7% nel 2016 e + 10,4% la crescita nel primo trimestre 2017) e il boom del vino, che ha superato per la prima volta il tetto dei 2 miliardi di euro di esportazioni (+9%) . La performance migliore spetta allo spumante che cresce tra il 2011 ed il 2016 del 225% e del 25,1% solamente tra il 2015 ed il 2016, sfiorando il record di 700 milioni di euro.  Il miglior partner commerciale nell’export dei vini è il Regno Unito (+17.7% rispetto al 2015), in crescita del 132,1% negli ultimi sei anni.</p>
<h3></h3>
<h3>IL TURISMO</h3>
<p>Il Veneto ha realizzato un nuovo record storico, per numero di turisti e pernottamenti. Il 2016 si è chiuso, infatti, con 17,9 milioni di arrivi (+3,5% rispetto al 2015) e 65,4 milioni di presenze (+3,4%), cifre mai raggiunte prima.  Il turismo rappresenta il settore più importante per l’economia veneta: i circa 11,3 miliardi di euro prodotti dalla lunga filiera del settore nel 2015, rappresentano l’8,3% del PIL regionale. Nel panorama europeo nel 2015, il Veneto si colloca in 4° posizione tra le regioni europee in quanto ad arrivi di turisti, dopo Île de France, Catalogna e Andalusia e in 6° posizione per numero di pernottamenti (notti trascorse in strutture ricettive). Le prime stime provvisorie dell’andamento del turismo in Veneto nel periodo gennaio-aprile 2017 indicano per l’aggregato alberghi, campeggi e villaggi turistici un incremento di arrivi e presenze attorno al 10%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>IL LAVORO</h3>
<p>Nel 2016 l’occupazione in Veneto torna a salire in modo significativo e la disoccupazione continua a scendere: sono 2.081.205 i veneti occupati, (l’1,4% in più dell’anno scorso) con un tasso del 64,7% contro il 63,6% del 2015, mentre le persone che cercano lavoro sono 151.103, il 3,5% in meno del 2015, con un tasso di disoccupazione pari al 6,8% contro il 7,1% dell’anno prima.  Ben tre province venete rientrano nei primi dieci posti della classifica nazionale per il tasso di disoccupazione più basso (Verona col 5,3%, Vicenza e Belluno col 6,2%). Il 2017 si apre con la crescita dell’occupazione: rispetto ad un anno fa, in Veneto nel primo trimestre, aumentano gli occupati del 3,1% registrando un tasso pari al 65,3%, ovvero quasi 2 punti percentuali in più dell’anno scorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I GIOVANI</h3>
<p>Nel 2016 la quota degli abbandoni scolastici si è fermata al 6,9%, la percentuale più bassa in Italia dopo l’Umbria. Nel contempo cresce il numero dei laureati: trai 30-34enni i giovani con istruzione universitaria sono il 29,6%, superando così il target del 26% fissato dal governo italiano per il 2020. Il 60,4% dei diplomati trova lavoro nell’arco di un anno e, tra i laureati, oltre l’89 % ha un lavoro a distanza di 4 anni dal conseguimento del titolo (la percentuale nazionale oscilla tra lì’82 e l’83 per cento). Va anche detto, però, che il 40,4 % dei laureati è sottoinquadrato: pur di lavorare, i giovani accettano anche mansioni che poco o nulla hanno a che fare con il titolo di studio conseguito.<br />
Coerente con questo dato è anche quello relativo ai giovani che non studiano e non lavorano (i cosiddetti Neet): in Veneto sono 109.680, cioè il 15,6% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni, la seconda percentuale più bassa dopo il Trentino Alto Adige.<br />
Ma per la prima volta nella storia i giovani sono più poveri dei loro padri da giovani, perché l’ascensore sociale non funziona o funziona male: nel confronto con 25 anni fa, i giovani di oggi hanno un reddito inferiore del 26,5% (periodo 1991-2004). Le nuove generazioni continuano ad essere le più penalizzate: i giovani si trovano oggi particolarmente scoperti di opportunità e stanno subendo più di altri i pesanti contraccolpi della crisi. Il rischio povertà ed esclusione sociale sale al 18,1% per i minori e al 18,4% per i giovani 18-34 anni (in Italia rispettivamente il 33,5% e 35,4%), in progressivo aumento negli ultimi anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>GIUSTIZIA SOCIALE E POVERTÀ</h3>
<p>In media le famiglie venete guadagnano più della media nazionale (38.075 euro all’anno vs. 35.017 euro) e il rischio povertà è più contenuto: il 16,8% della popolazione è a rischio, contro una media nazionale del 28,7 ed europea del 23,7%. Ma la disparità rimane un problema preoccupante:  il 10% più ricco della popolazione accumula da solo 5 volte il reddito a disposizione del 10% più povero (8,5 volte in Italia).  Nel 2015 circa 828 mila persone in Veneto avevano un reddito inferire alla cosiddetta ‘minima sociale’ (+ 25 mila rispetto al 2014).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INFANZIA</h3>
<p>In Veneto è buona l’offerta di servizi sociali alla prima infanzia, che accolgono  il 22% dei bambini sotto i 3 anni, un risultato discreto nel panorama italiano (20,5%), anche se lontano dal 33% del target europeo. Ma il ricorso a nidi e servizi per la prima infanzia è appannaggio soprattutto delle donne con i titoli di studio più elevati. In Veneto una neomamma su 5 (il 20,9 %) lascia o perde il lavoro e, quando si licenzia, nel 70% dei casi è perché le condizioni lavorative sono divenute inconciliabili con la possibilità di prestare le cure alla famiglia.  Massiccio, infatti, il ricorso al part-time da parte delle donne, rispetto alla componente maschile:  in Veneto, il 34% delle occupate lavora in part-time (30% in Europa), il sesto valore più elevato tra le regioni italiane, contro il 6% degli uomini, il valore più basso in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA MOBILITÀ</h3>
<p>Gli studenti e i lavoratori in Veneto utilizzano poco il mezzo pubblico: nel 2016 sono stati il 5,9% (rispetto al’8,5% della media italiana), anche se la domanda di trasporto pubblico locale in Veneto è aumentata negli ultimi sei anni di oltre 23 milioni di passeggeri. Alti gli indici di motorizzazione e di traffico merci su strada: grazie anche ad una dotazione infrastrutturale migliore della media italiana (3 km di autostrada rispetto a 2,2 ogni 100 kmq e 6,5 km di binari rispetto ai 5,6 ogni 100 kmq del resto d’Italia) il Veneto conta 613 veicoli ogni mille abitanti (la media europea è 616), vanta migliori tempi di percorrenza verso i nodi urbani e logistici (40 minuti in media contro i 51,8 italiani), ha un indice di traffico merci su strada è pari a 24,4 tonnellate per abitante, al di sopra della media nazionale di 15,4.  Il sistema aeroportuale veneto è il terzo in Italia per numero di passeggeri (15 milioni) e il porto di Venezia registra un aumento costante di container (+33% tra il 2014 e il 2016) e di crocieristi (+1,5% rispetto al 2015).</p>
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		<title>Quattordicesima, aumenti modesti e situazione nel segno dell&#8217;iniquità</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/12/22/quattordicesima-aumenti-modesti-situazione-nel-segno-delliniquita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2016 21:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[Persiste la disparità di trattamento per i pensionati del lavoro autonomo ai quali sono richiesti 3 anni in più di contribuzione. Lo denuncia 50&#38;Più Ascom Padova, sottolineando anche l&#8217;esiguità dell&#8217;aumento specie per i pensionati con redditi più bassi che la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Persiste la disparità di trattamento per i pensionati del lavoro autonomo ai quali sono richiesti 3 anni in più di contribuzione. Lo denuncia <strong>50&amp;Più Ascom Padova</strong>, sottolineando anche l&#8217;esiguità dell&#8217;aumento specie per i pensionati con redditi più bassi che la 14esima già la ricevono: in media circa 10 euro in più al mese. <span id="more-3040"></span></p>
<p>“Un importo più che modesto – commenta il presidente degli “over” di Ascom, <strong>Carlo Trevisan</strong> &#8211; rispetto al bonus di 80 euro che abbiamo chiesto a suo tempo al governo Renzi e che ribadiamo oggi al governo Gentiloni”.<br />
In effetti, tra le misure dedicate alla previdenza contenute nella <strong>Legge di Bilancio 2017</strong> c&#8217;è l&#8217;aumento della quattordicesima per chi già la percepisce e l&#8217;estensione a una nuova platea di pensionati.<br />
L&#8217;incremento è intorno al 30% per i pensionati con un reddito fino a 752 euro lordi al mese che la 14esima già la ricevono. La “somma aggiuntiva” viene estesa a 1,2 milioni di pensionati con redditi fino a 1.003 euro lordi al mese circa, ma senza l&#8217;aumento del 30%.<br />
“La misura – sottolinea Trevisan &#8211; continua ad essere discriminatoria nei confronti del pensionati del lavoro autonomo. A questi, infatti, in totale dispregio del concetto di uguaglianza dei cittadini, vengono richiesti anni di contribuzione più elevati. Non si comprende perché un trattamento di sostegno al reddito, che deriva da risorse della collettività, possa differenziare i pensionati a seconda della categoria, con un’anzianità contributiva e con importi di assegni non allineati. Queste discriminazioni violano ogni principio di giustizia sociale e costituzionale”.<br />
In ogni caso, il risultato economico dell’aumento della quattordicesima mensilità è senza dubbio molto modesto rispetto a quanto richiesto da 50&amp;Più di estendere ad una buona fascia di pensionati (con un reddito fino a 12mila euro l’anno) il bonus di 80 euro mensili già concesso ai lavoratori dipendenti in attività.<br />
Sulla 14esima invece, per i pensionati che già la percepiscono, l’incremento mensile dell’importo è rispettivamente nelle tre fasce di: 8,41, 10,50 e 12,58 euro (mediamente 10,49 euro).<br />
Mentre per coloro che la otterranno per la prima volta l’aumento della pensione mensile, sempre nelle tre fasce, è di: 28,00, 35,00 e 42,00 euro (mediamente 35,00 euro).</p>
<p><strong>COME CAMBIA LA 14ESIMA DAL 2017</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="3" valign="top" width="528">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">PENSIONATI CON REDDITO PERSONALE FINO A 752,84 euro al mese*</p>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" width="422">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">ANNI DI CONTRIBUZIONE</p>
</div>
</td>
<td width="106"></td>
</tr>
<tr>
<td width="211">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Dipendenti</p>
</div>
</td>
<td width="211">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Autonomi</p>
</div>
</td>
<td width="106">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Importo</p>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="211">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Fino a 15</p>
</div>
</td>
<td width="211">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Fino a 18</p>
</div>
</td>
<td width="106">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">437 euro</p>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="211">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Oltre 15 e fino a 25</p>
</div>
</td>
<td width="211">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Oltre 18 e fino a 28</p>
</div>
</td>
<td width="106">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">546 euro</p>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="211">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Oltre 25</p>
</div>
</td>
<td width="211">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Oltre 28</p>
</div>
</td>
<td width="106">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">655 euro</p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>* Ipotesi di aumento del 30% per gli attuali beneficiari con reddito mensile fino a 752,84 euro, ovvero 1,5 volte il trattamento minimo Inps (circa 2,1 milioni</p>
<p>di pensionati)</p>
<p>&nbsp;</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="3" valign="top" width="518">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">PENSIONATI CON REDDITO PERSONALE</p>
<p class="Contenutotabella" align="center">TRA 752,85 E 1.003,78 euro al mese**</p>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" width="415">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">ANNI DI CONTRIBUZIONE</p>
</div>
</td>
<td valign="top" width="103"></td>
</tr>
<tr>
<td width="207">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Dipendenti</p>
</div>
</td>
<td width="207">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Autonomi</p>
</div>
</td>
<td width="103">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Importo</p>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="207">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Fino a 15</p>
</div>
</td>
<td width="207">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Fino a 18</p>
</div>
</td>
<td width="103">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">336 euro</p>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="207">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Oltre 15 e fino a 25</p>
</div>
</td>
<td width="207">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Oltre 18 e fino a 28</p>
</div>
</td>
<td width="103">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">420 euro</p>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="207">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Oltre 25</p>
</div>
</td>
<td width="207">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">Oltre 28</p>
</div>
</td>
<td width="103">
<div>
<p class="Contenutotabella" align="center">504 euro</p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>** Importi corrispondenti a quelli attuali per chi ha un reddito mensile oltre i 752,84 euro e fino a 1.003,78, ovvero 2 volte il trattamento minimo Inps (circa 1,2 milioni di pensionati)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>FONTE: ASCOM PADOVA</h6>
<p>&nbsp;</p>
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