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	<title>produttori &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Agricoltura italiana, Prandini (Coldiretti): &#8220;L&#8217;agricoltura italiana ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/04/agricoltura-italiana-prandini-coldiretti-lagricoltura-italiana-ha-bisogno-di-una-robusta-iniezione-di-liquidita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 09:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[“L&#8217;agricoltura italiana ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità. L&#8217;emergenza Covid 19, che pure sta confermando il valore strategico del settore agroalimentare, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità. Un evento di dimensioni epiche come quello che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“L&#8217;agricoltura italiana ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità. L&#8217;emergenza Covid 19, che pure sta confermando il valore strategico del settore agroalimentare, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità. Un evento di dimensioni epiche come quello che sta vivendo il mondo intero non può essere affrontato con interventi normali.” E’ quanto scrive il <strong>Presidente della Coldiretti Ettore Prandini</strong> nell’intervento pubblicato sul Sole 24 Ore del 3 aprile, con richiamo in prima pagina.</p>
<p>Nel testo si legge che “Una conferma arriva dagli <strong>Stati Uniti</strong> che hanno varato un consistente pacchetto di misure da <strong>2000 miliardi di dollari</strong> per dare ossigeno all&#8217;<strong>economia</strong> e all&#8217;<strong>agricoltura</strong>, in particolare, sono stati destinati sostegni per 48 miliardi di dollari tra aiuti diretti (24 miliardi), programmi alimentari (15,5 miliardi) e per la nutrizione (8,8 miliardi). L&#8217;Unione europea non può restare indietro. E per questo riteniamo indispensabile attivare un fondo crisi al di fuori del bilancio agricolo. Se è vero che agricoltura, industria di trasformazione e distribuzione stanno tenendo duro, non si può negare che molte filiere siano in profonda crisi. Come Coldiretti abbiamo lanciato l&#8217;allarme sui rischi che si corrono dal settore vitivinicolo al florovivaismo, dall’olivicola fino alla pesca. Penso a tutte quelle attività e quei servizi forniti al settore dell&#8217;Horeca che oggi con la chiusura in tutto il mondo di bar e ristoranti rischiano la debacle. Ma è Sos anche per molte attività che rientrano tra quelle che integrano la produzione, meglio note come &#8220;attività connesse&#8221;. L&#8217;agriturismo in primis, ma non solo. Le nostre imprese non possono essere lasciate sole, Devono essere sostenute. Sono fondamentali sul piano economico e sociale. Si tratta di una filiera allargata che dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi e d&#8217;altra parte proprio l&#8217;allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Le nostre filiere si stanno dimostrando all&#8217;altezza confermando quella che è la caratteristica dell&#8217;agroalimentare Made in Italy e cioè qualità, distintività, sicurezza e sostenibilità. Non si dovrà più dunque sottovalutare il potenziale agricolo nazionale e soprattutto si dovrà invertire la tendenza. Ci sono le condizioni per rispondere alle domanda dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Investire è dunque un imperativo categorico in un’ottica di sviluppo sostenibile che spinga l’innovazione e valorizzi le potenzialità del settore anche nella promozione di energie rinnovabili. Ma in attesa che anche Bruxelles apra il cantiere per definire misure forti occorre agire e con tempestività a livello nazionale. Rastrellare risorse è possibile. Ci sono, per esempio circa 12 miliardi di risorse dello Sviluppo Rurale, il secondo pilastro della Politica agricola comune che si affianca agli aiuti diretti.  Si tratta di fondi non spesi per una quota dei quali si rischia addirittura il disimpegno. Nei mesi scorsi come Coldiretti abbiamo denunciato i ritardi di molte regioni che rischiavano di rispedire a Bruxelles fondi preziosi per sostenere gli investimenti e il ricambio generazionale. Ora quelle risorse potrebbero essere impegnate nell&#8217;annualità 2020. Per questo chiediamo un atto di coraggio. L&#8217;eccesso di burocrazia è una delle cause della difficoltà di utilizzare i contributi europei. Se veramente vogliamo cambiare registro questa è l&#8217;occasione giusta per sostenere l&#8217;agricoltura, ma anche tutti i cittadini e il sistema Paese nel suo complesso che mai come in questo momento sta dimostrando di aver bisogno di un&#8217;agricoltura in salute ed efficiente. E allora quello che chiediamo è di andare oltre le regole, superare i mille vincoli burocratici e spendere subito. L&#8217;articolato progetto elaborato dalla Coldiretti che parte dalla costituzione di un Fondo straordinario Covid 19 per l&#8217;agricoltura ha individuato una gamma di misure dove è possibile reperire risorse residuali per alcuni interventi prioritari. Si parte da un pagamento diretto aggiuntivo ed eccezionale fino a 1000 euro ad ettaro per le imprese con un tetto di 50.000 euro detratto il costo del lavoro e che comporterebbe un costo di 5,5 miliardi. Un&#8217;altra misura di carattere assicurativo per il ristori dei danni causati dagli eventi climatici avversi che hanno penalizzato le aziende nelle annate 2019- 2020. Il costo stimato dell&#8217;operazione è di circa un miliardo. Priorità poi ai giovani già insediati negli ultimi tre anni che rischiano di perdere gli aiuti. Per gli under 41 si propone l&#8217;abbassamento della quota di cofinanziamento sugli investimenti del 20/30%.  E poi, ancora interventi supplementari per il benessere animale per promuovere le migliori condizioni con un impegno finanziario indicativo di 500 milioni e voucher per gli agriturismi rimasti vuoti”.</p>
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		<title>Fattorie sociali del Veneto, ideata una targa per segnalare la qualità del servizio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2019/04/16/fattorie-sociali-del-veneto-ideata-una-targa-per-segnalare-la-qualita-del-servizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 15:41:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Consegnate oggi le insegne ufficiali per le fattorie sociali iscritte all’albo della Regione Veneto. Presenti anche le realtà di Coldiretti che hanno potuto ritirate targa con il nuovo logo proposto dalla scuola vincitrice del concorso emanato dall’amministrazione regionale che ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Consegnate oggi le insegne ufficiali per le fattorie sociali iscritte all’albo della Regione Veneto. Presenti anche le realtà di Coldiretti che hanno potuto ritirate targa con il nuovo logo proposto dalla scuola vincitrice del concorso emanato dall’amministrazione regionale che ha indetto una vera e propria gara per studiare uno stemma identificativo. Ha vinto una studentessa dell’Istituto “Carlo Rosselli” di Castelfranco Veneto che oggi a Venezia insieme ai suoi compagni, i professori e l’Assessore regionale Giuseppe Pan ha festeggiato la sua creatività anche con un assegno.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli operatori agricoli sociali da ora potranno esporre il simbolo seguendo le disposizioni di un disciplinare attento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coldiretti ricorda con l’occasione il grande contributo di queste esperienze diffuse sul territorio. “Si tratta di una delle nuove frontiere della multifunzionalità – ha spiegato Chiara Bortolas vice presidente di Donne Impresa – se solo in ventidue hanno ottenuto la regolare iscrizione al registro, centinaia di aziende hanno manifestato interesse per questa vocazione frequentando corsi di formazione ad hoc  – che ricorda Bortolas – . Meritano tutti di avere strumenti legislativi più semplici per meglio operare al servizio e a favore della collettività”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Nella famiglia rurale l’accoglienza e l’integrazione non è un fatto straordinario. Nell’ambito aziendale c’è spazio per l’anziano, per il figlio in difficoltà e il principio della cura per il prossimo è insito nella quotidianità. Un patrimonio di valori spontaneo che trova nell’ospitalità in campagna di diversamente abili, carcerati e malati psichici ed emarginati un’attività naturale. Il lavoro dei campi e l’impegno delle fasi di semina, raccolta, trasformazione dei prodotti coinvolge in eguale misura tutti, senza differenze. Questa dimensione piace a genitori e assistenti che cercano nell’offerta sanitaria anche la possibilità di sperimentare l’agricoltura come soluzione alternativa ai centri specializzati sfruttando agrinidi, ospizi green, orti didattici, ludoteche, giardini terapeutici e tanto altro messo a disposizione. Il Veneto, prima regione ad aver legiferato in questo senso paga lo scotto di aver anticipato e regolamento il settore – conclude Chiara Bortolas – serve più convinzione politica e apertura verso norme più evolute per allargare ulteriormente il potenziale del welfare agricolo. Riscrivere i provvedimenti su misura rispetto alle situazioni d’avanguardia magari concedendo l’inserimento nell’elenco della legge socio sanitaria significherebbe perfezionare quanto finora lodevolmente fatto al di là di una scritta appesa al muro”.</p>
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		<title>I produttori di VinNatur puntano alla qualità e al territorio con un marchio di garanzia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/06/25/i-produttori-di-vinnatur-puntano-alla-qualita-e-al-territorio-con-un-marchio-di-garanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 16:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Lonigo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un marchio di garanzia e qualità per il vino naturale a livello mondiale. È questo l&#8217;ambizioso obiettivo che si pone oggi VinNatur, grazie a strumenti quali il Disciplinare di produzione e il relativo piano di controlli. La questione è emersa nel corso del Workshop VinNatur, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un marchio di garanzia e qualità per il vino naturale a livello mondiale. È questo l&#8217;ambizioso obiettivo che si pone oggi <strong>VinNatur, </strong>grazie a strumenti quali il <strong>Disciplinare</strong> di produzione e il relativo piano di controlli. La questione è emersa nel corso del <strong>Workshop VinNatur</strong>, organizzato a Lonigo (VI) nei giorni scorsi, nel quale sono stati coinvolti <strong>15 giornalisti</strong>, 11 stranieri provenienti da diverse parti del mondo e 4 italiani, chiamati a valutare alla cieca <strong>216 bottiglie</strong> di vino prodotto dai soci di VinNatur.</p>
<p>Alle batterie di degustazione si sono alternati momenti di approfondimento e discussione con l&#8217;intervento di enologi, biologi e rappresentanti dell&#8217;Associazione.<br />
Il risultato di questo confronto è stato molto chiaro: la naturalità dei vini è ormai un fatto assodato e implicito; si sta lavorando per ottenere produzioni di altissimo livello, che rappresentino al meglio il territorio di provenienza.</p>
<p>&#8220;<em>Questo workshop è stato un momento importante di crescita</em> &#8211; afferma <strong>Angiolino Maule</strong>, presidente dell&#8217;Associazione &#8211; <em>Noi di VinNatur volevamo capire se stiamo andando nella direzione giusta o sbagliata. In questi anni siamo sempre stati abituati a fare i nostri vini e ad assaggiarli tra di noi, pensando che fossero i più buoni del mondo. Era arrivato il momento di aprirci al mondo esterno, di metterci in discussione, con una degustazione senza preconcetti, dedicata anche a chi fino a poco fa ci osservava a distanza&#8221;.</em></p>
<p>Ognuno dei vini proposti alla cieca è stato assaggiato dai partecipanti e a ciascuno è stato assegnato un giudizio tecnico ed una valutazione complessiva che sarà poi inviata ad ogni singolo produttore; da questa sono emersi <strong>17 vini</strong>, che particolarmente hanno impressionato per equilibrio ed eleganza i giudici: 5 rossi, 5 bianchi, 5 spumanti o bolle e due fuori categoria.</p>
<p>&#8220;<em>Io stesso</em> – prosegue Maule &#8211; <em>ero convinto di fare dei vini sopra le righe, ma mi sono reso conto che spesso anch&#8217;io mi faccio condizionare dal mio gusto. Questo confronto mi ha dato sicuramente stimoli per migliorare nel mio lavoro. Al contempo mi sprona anche ad incitare tutti i nostri associati. Dopo aver imparato a fare vini salutari, ora dobbiamo imparare a farli più buoni&#8221;</em>.</p>
<p>Di seguito i migliori cinque classificati nelle diverse categorie con il relativo prezzo indicativo di vendita al pubblico:</p>
<p><strong>Bianchi</strong><br />
Piemonte, Carussin di Bruna Ferro &#8211; <em>Il Carica L&#8217;Asino</em> Vino da Tavola € 12 -16<br />
Abruzzo, Tenuta Terraviva 2015 &#8211; <em>Mario&#8217;s 43</em> Trebbiano d&#8217;Abruzzo Superiore DOC € 13-17<br />
Emilia Romagna, Lusenti Az. Agr. 2012 &#8211; <em>Bianco Regina</em> Colli Piacentini DOC € 10-14<br />
Veneto, Il Cavallino di Maule Sauro 2016 &#8211; <em>Pri</em> IGT Veneto Garganega € 12-16<br />
Lombardia, Fattoria Mondo Antico Soc. Agr. 2016 &#8211; <em>Perpolio</em> Collina del Perrione € 8-11</p>
<p><strong>Rossi</strong><br />
Piemonte, Barale <a href="http://f.li/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://f.li&amp;source=gmail&amp;ust=1530025317692000&amp;usg=AFQjCNFkNuJj8b-3oMJhYTaqCpn075DAOw">f.li</a> 2014 &#8211; <em>Castellero</em> Barolo DOCG € 40- 50<br />
Veneto, Ca&#8217; Lustra Az. Agr. 2013 &#8211; <em>Natio</em> Colli Euganei Rosso DOC € 17-22<br />
Toscana, Podere Erica 2014 &#8211; <em>Il Picchio</em> IGT Toscana € 21-26<br />
Veneto, Santa Colomba 2016 &#8211; <em>Il Moro</em> IGT Veneto € 12-16<br />
Abruzzo, Tenuta Terraviva 2014 &#8211; <em>Lui</em> Montepulciano d&#8217;Abruzzo DOC € 13-17</p>
<p><strong>Spumanti e vini frizzanti</strong><br />
Veneto, Meggiolaro Vini 2014 &#8211; <em>Corte Roncolato</em> Durello Spumante Metodo Classico € 17-22<br />
Lombardia, Cà del Vént 2013 &#8211; <em>Sogno</em> Blanc de Blancs Pas Operé VSQ € 40-50<br />
Lombardia, Pietro Torti Az. Agr. &#8211; <em>Cruasé</em> Pinot Nero Rosé Oltrepò Pavese DOCG € 16-21<br />
Lombardia, Ravarini Az. Agr. 2013 &#8211; Franciacorta Millesimato DOCG (41 mesi sui lieviti) € 22-27<br />
Emilia Romagna, Il Farneto Soc. Agr. 2013 &#8211; <em>Rio</em> Rocca Brut Nature Emilia IGP € 16,5-20</p>
<p><strong>Extra categoria</strong><br />
Veneto, Ca&#8217; Lustra Az. Agr. 2015 &#8211; <em>Zanovello</em> Fior d&#8217;Arancio Passito € 17- 22<br />
Sicilia, Dos Tierras Badalucco de la Iglesia Garcia Soc. Agr. &#8211; <em>Pipa &#8211; 3/4 Pre British</em></p>
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		<item>
		<title>Ceta, il Governo dice no al trattato di libero scambio con il Canada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2018 09:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Italia non ratificherà il Ceta, il trattato di libero scambio tra il Canada e l&#8217;Unione Europea già parzialmente in vigore dal 21 settembre 2017, che per poter avere completa attuazione necessita di essere convalidato da parte di tutti i 28 paesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia non ratificherà il <strong>Ceta</strong>, il trattato di libero scambio tra il Canada e l&#8217;Unione Europea già parzialmente in vigore dal 21 settembre 2017, che per poter avere completa attuazione necessita di essere convalidato da parte di tutti i 28 paesi membri dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Agricoltura Gian Marco Centinaio ha annunciato che l&#8217;Italia non ratificherà il trattato di libero scambio con il Canada poiché: &#8220;Tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp&#8221;</p>
<p>Centinaio ha infatti dichiarato a La Stampa: <cite>&#8220;Non ratificheremo il trattato di libero scambio con il Canada perché tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp&#8221;</cite> &#8211; aggiungendo, dopo essere stato incalzato sul fatto che il Ceta premierebbe l&#8217;esportazione dei prodotti italiani &#8211; <cite>&#8220;Noi andiamo avanti lo stesso. Chiederemo al Parlamento di non ratificare quel trattato e gli altri simili al Ceta, del resto è tutto previsto nel contratto di governo. E comunque non si tratta solo di una posizione dei sovranisti della Lega ma i dubbi su questo accordo sono comuni a tanti miei colleghi europei&#8221;</cite>.</p>
<p>Soddisfazione e un grande sospiro di sollievo giungono da Coldiretti dopo essersi battuta a fianco dei propri agricoltori contro un trattato sempre dichiarato ingiusto.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Il NO del Governo italiano al trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) – spiega Martino Cerantola presidente regionale Coldiretti Veneto – è un atto di fiducia verso le quasi 300 amministrazioni comunali insieme a molti Consorzi di Tutela che in Veneto si sono espressi con delibere e posizioni in contrapposizione a questa intesa internazionale ritenuta pericoloso per l’Italia. Si tratta di una vera rivolta popolare  che conta già un cartello di <strong>15 regioni, 18 province, 2500 comuni e 90 enti</strong> delle produzioni a denominazioni di origine”. Nell’esprimere soddisfazione per le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, Cerantola è certo che nella figura del Sottosegretario Franco Manzato, già assessore di comparto, troverà l’appoggio necessario per affrontare questa vicenda con l’impegno che lo ha sempre contraddistinto nell’operato.</p>
<p style="font-weight: 400;">“E’ inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio – conclude Cerantola- senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale. All’estero, sono falsi più di due prodotti alimentari di tipo italiano su tre e le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero più che triplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale, con l’Italia che ha raggiunto nel 2017 il <strong>record dell’export agroalimentare</strong> con un valore di <strong>41,03 miliardi</strong>”.</p>
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		<item>
		<title>La Cantina Valpantena di Verona non conosce crisi, superati i 50 milioni di fatturato</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/01/10/la-cantina-valpantena-verona-non-conosce-crisi-superati-50-milioni-fatturato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 08:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Numeri record per l&#8217;azienda di Quinto di Verona che aumenta del 18,5% il riparto ai soci e sostiene iniziative sociali e culturali sul proprio territorio. Bilancio record per Cantina Valpantena Verona, azienda cooperativa tra i principali attori della denominazione Valpolicella di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Numeri record per l&#8217;azienda di Quinto di Verona che aumenta del 18,5% il riparto ai soci e sostiene iniziative sociali e culturali sul proprio territorio.</p>
<p>Bilancio record per <strong>Cantina Valpantena Verona</strong>, azienda cooperativa tra i principali attori della denominazione Valpolicella di cui rappresenta circa il 10% della produzione totale. L&#8217;assemblea dei soci nei giorni scorsi ha approvato il bilancio 2016-2017 (chiuso il 31 agosto) con un fatturato consolidato di 50.008.622 euro, il <strong>5,68% in più</strong> rispetto all&#8217;anno precedente. Le vendite sono state dirette per oltre il 60% all&#8217;estero, con la <strong>Danimarca</strong> che si conferma il primo mercato, seguita da Svizzera, Gran Bretagna, Germania e Olanda.<br />
La remunerazione ai circa <strong>360 soci</strong> conferitori è cresciuta del <strong>18,5%</strong> rispetto all&#8217;anno precedente, con un prezzo medio delle uve di <strong>130 euro al quintale</strong>. Merito anche di un&#8217;annata particolarmene favorevole in cui sono stati raccolti, tra aziende associate e terreni gestiti direttamente dalla cantina, oltre <strong>107.000 quintali di uve</strong>, con una reddito medio dei vigneti della denominazione Valpolicella che supera i <strong>20 mila ad ettaro</strong>. L&#8217;azienda ha quindi accantonato un <strong>utile di 2.028.000</strong> (+36% rispetto all&#8217;anno scorso) che ha portato il patrimonio consolidato a sfiorare i <strong>20 milioni di euro</strong> (19.755.000). Durante l&#8217;anno appena concluso l&#8217;azienda diretta da <strong>Luca Degani</strong> ha compiuto importanti investimenti, come l&#8217;acquisto dello stabile del punto vendita diretto a San Giovanni Lupatoto e del centro di appassimento a Montorio che la rende autonoma per questa importante fase di lavorazione delle uve.<br />
Nel bilancio si evidenzia anche il ruolo di sostegno al territorio compiuto da Cantina Valpantena, che appoggia attraverso sponsorizzazioni e omaggi associazioni culturali, sportive e aggregative operanti nel proprio territorio. Tra le manifestazioni sostenute: <em>Tocatì</em> giochi antichi, le corse podistiche <em>Christmas Run</em> e <em>Rainbow Young Run</em> e l&#8217;evento annuale dell&#8217;Associazione Nazionale Alpini. Cantina Valpantena è infatti un&#8217;azienda fortemente radicata su un&#8217;area circoscritta: l&#8217;85% dei soci risiede nel comune di Verona (per la maggior parte tra Val Squaranto, Montorio e Quinto di Verona) la quota restante per lo più nel comune limitrofo di Grezzana ed è leader assoluto della sottodenominazione Valpolicella Valpantena.<br />
<em>&#8220;Come cooperativa agricola</em> – spiega il presidente <strong>Luigi Turco</strong> – <em>ci sentiamo debitori verso il territorio che ci fornisce il prodotto che trasformiamo e vendiamo. Una comunità coesa che vive in un territorio relativamente piccolo e circoscritto a cui sentiamo il dovere di restituire ricchezza attraverso il sostegno a tante associazioni che operano con persone svantaggiate o semplici manifestazioni culturali, nella consapevolezza che il benessere di una comunità non è solo quello materiale&#8221;. </em></p>
<p>Nella stessa direzione va quindi l&#8217;impegno dell&#8217;azienda per il rispetto ambientale, reso possibile, tra l&#8217;altro, dall&#8217;<strong>adozione del protocollo Tre Erre</strong> (riduci, risparmia, rispetta) promosso dal Consorzio della Valpolicella con lo scopo di utilizzare pratiche agronomiche che riducono l&#8217;utilizzo di prodotti chimici. In direzione della valorizzazione della biodiversità va invece la ricerca su cui Cantina Valpantena è impegnata per l&#8217;identificazione e la riproduzione del vitigno autoctono Elmo.</p>
<p>&#8220;<em>Il nostro impegno per il futuro</em> – conclude Turco – <em>è quello di consolidare la crescita che ci ha portato negli ultimi 15 anni a passare da 11 a 50 addetti. Oggi il nostro marchio è più conosciuto all&#8217;estero che in Italia, vogliamo affermarci anche nel nostro paese e ribadire il ruolo di azienda guida del proprio territorio&#8221;.</em></p>
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		<title>Aviaria, le richieste dei produttori: “Oltre all’abbattimento dei capi sostenere le perdite del fermo allevamento”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2017/08/29/aviaria-le-richieste-dei-produttori-oltre-allabbattimento-dei-capi-sostenere-le-perdite-del-fermo-allevamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 12:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[aviaria]]></category>
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					<description><![CDATA[Coldiretti, in una nota, esprime preoccupazione agli Assessori Pan e Coletto, rispettivamente con delega all’agricoltura e sanità de Veneto, rispetto ai nuovi focolai di influenza aviaria. Le misure adottate sono doverose in quanto precauzionali– si legge nella lettera inviata agli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Coldiretti, in una nota, esprime preoccupazione agli Assessori Pan e Coletto, rispettivamente con delega all’agricoltura e sanità de Veneto, rispetto ai nuovi focolai di influenza aviaria.</p>
<p>Le misure adottate sono doverose in quanto precauzionali– si legge nella lettera inviata agli esponenti di Giunta – ma va tenuto conto che il divieto di accasamento dei tacchini, ovvero l’avvio di un nuovo ciclo produttivo determina un fermo dell’allevamento che ha ripercussioni pesanti sul reddito delle imprese che hanno investito sul benessere animale e su altri aspetti ambientali. Si tratta, infatti,  per la maggioranza di aziende d’avanguardia, con strutture altamente tecnologiche e sostenibili dal punto di vista dell’ecosistema che non possono permettersi di non lavorare.</p>
<p>La Regione – secondo Coldiretti – deve considerare anche i danni cosiddetti indiretti e non solo riconoscere l’ indennizzo per gli abbattimenti. Si attivino quindi i fondi necessari perchè il perdurare di questa situazione rischia di mettere in ginocchio un settore di punta già provato da eventi epidemici nel passato dai quali ha sì saputo risollevarsi, ma continua ad essere esposto a ricadute a causa di dinamiche biologiche incontrollabili.</p>
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