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	<title>professioni &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Il salone nazionale dell’orientamento Job&#038;Orienta ha chiuso con più di 75mila visitatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2018 16:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Alternanza scuola lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[job&orienta]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha chiuso i battenti la 28esima edizione di JOB&#38;Orienta confermando il successo dello scorso anno con oltre 75mila visitatori. Il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro è promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Ha chiuso i battenti la 28esima edizione di <strong>JOB&amp;Orienta</strong> confermando il successo dello scorso anno con <strong><u>oltre 75mila visitatori.</u></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro è promosso da <strong>VeronaFiere</strong> e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e con l’adesione di numerose istituzioni locali e nazionali.<strong> </strong>Più di<strong> 500 le realtà </strong>presenti in rassegna tra scuole, istituti tecnici superiori (Its), accademie e università, istituzioni, aziende, agenzie per il lavoro, associazioni di categoria, agenzie per la selezione del personale; oltre <strong>350 i relatori intervenuti</strong> nei <strong>200 appuntamenti in calendario</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Centrali, in particolare, i temi dell’<strong>alternanza scuola lavoro </strong>(oggi in via d’aggiornamento da parte del Miur che, nell’ottica di alleggerire l’impegno delle scuole, ha deciso di abbassare il numero minimo di ore da conseguire e di puntare sempre più alla qualità delle esperienze), della <strong>formazione terziaria</strong> (con un focus sugli Its, che coniugano lezioni in aula a presenza in azienda, assicurando tassi di occupabilità senza pari) e del <strong>made in Italy</strong>, oggi quanto mai bisognoso di nuove leve, giovani e altamente formate. A partire dal settore moda che qui a JOB&amp;Orienta ha visto la nascita della “Rete nazionale degli Its” e di quella degli istituti tecnici e professionali, e la firma delprotocollo d’intesa da parte del Ministero dell’Istruzione e del Sistema Moda Italia di Confindustria<strong>.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Ricchissimo a JOB anche il programma culturale proposto agli operatori della scuola e della formazione che, oltre ai convegni e ai dibattiti istituzionali, ha visto numerosi appuntamenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ampio spazio ai temi del <strong>digitale e dell’ecosostenibilità</strong>, che secondo le nuove previsioni Excelsior-Unioncamere, presentate a JOB&amp;Orienta,<em> <u>(vedi allegato)</u> </em>saranno tra i fronti d’innovazione delle imprese a richiedere il maggior numero di nuovi lavoratori nei prossimi cinque anni. Cresce, in particolare, la domanda di figure nuove e trasversali a tutti i settori, con una formazione in tal senso sempre più specifica, tra cui: l’esperto nell’analisi dei dati, nella sicurezza informatica, nell’intelligenza artificiale, nel marketing ambientale e negli acquisti verdi. <strong>Secondo i dati Unioncamere, tra il 2019 e il 2023 il mercato italiano richiederà complessivamente tra i 2,5 e i 3,2 milioni di nuovi lavoratori da assumere, che dovranno riempiere le fila in primo luogo dei settori dei servizi alle imprese, della sanità e dell’istruzione</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">«A Verona &#8211; commenta <strong>Claudio Gentili, coordinatore del comitato scientifico di JOB&amp;Orienta</strong> quest’anno numerose imprese e start up, scuole di formazione e università – di cui trenta straniere – e accademie, a partire da quelle di Alta formazione artistica musicale e coreutica (Afam), realtà poco conosciute che pure contano 66mila iscritti. A JOB, oltre al made in Italy che produce il made in Italy della formazione. Orientare non significa sostituire i giovani nella scelta, ma dare gli strumenti perché possano scegliere al meglio. Questo facciamo a JOB».</p>
<p style="font-weight: 400;">«JOB&amp;Orienta si conferma l’evento guida a livello nazionale per aiutare i giovani a trovare la loro strada – concorda <strong>Maurizio Danese, presidente di Veronafiere Spa </strong>–.<strong> </strong>Il salone rappresenta uno strumento sempre innovativo per ragazzi, insegnanti e istituzioni che possono confrontarsi sul futuro dei percorsi di studio e professionali. Si tratta di un tema dalla forte valenza sociale, come ha testimoniato la visita quest’anno di tre ministri della Repubblica (Bussetti, Di Maio, Fontana). Per questo Veronafiere continuerà a investire sulla manifestazione, consapevole che lo sviluppo del sistema-Paese non possa prescindere dalla promozione della cultura e di nuove competenze».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari Opportunità della Regione del Veneto: </strong>«Una delle edizioni più significative della mia lunga storia a JOB&amp;Orienta, siamo stati impegnati su tantissimi fronti e ancora una volta possiamo essere orgogliosi delle nostra regione, che si conferma a livello nazionale esempio di eccellenza e modello di riferimento per percorsi didattici e formativi innovativi: penso in particolare all’alternanza scuola lavoro e agli Its, che accorciano significativamente i tempi d’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, rispondendo in modo coerente e mirato alle richieste delle aziende e del territorio».</p>
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		<title>I Big Data e le professioni del futuro: l’opportunità che le aziende devono cogliere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2016 09:07:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Adecco]]></category>
		<category><![CDATA[andrea Malacrida]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[professioni]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca di mercato]]></category>
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					<description><![CDATA[Ognuno di noi produce dati in continuazione. Dagli acquisti che effettuiamo online ai post sui social network, dalla geolocalizzazione tramite smartphone alle fidelity card, dalle “strisciate” della carta di credito alle app che scarichiamo, fino alle informazioni raccolte dai wearable [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ognuno di noi produce dati in continuazione. Dagli acquisti che effettuiamo online ai post sui social network, dalla geolocalizzazione tramite smartphone alle fidelity card, dalle “strisciate” della carta di credito alle app che scarichiamo, fino alle informazioni raccolte dai wearable quando facciamo sport. <span id="more-2969"></span></p>
<p><strong>I cosiddetti Big Data vengono prodotti, nella nostra società, in ogni momento e ovunque, anche se non ci facciamo caso.</strong> Naturalmente, non solo le persone, ma anche e soprattutto le aziende, gli enti, le istituzioni producono dati. Cogliere questo fenomeno può costituire un concreto vantaggio per le imprese che, prima di altre, sappiano destreggiarsi all’interno dell’enorme mole di informazioni a disposizione.</p>
<p>Tuttavia sono poche, in Italia, quelle già pienamente consapevoli dell’esistenza, del valore e della complessità dei Big Data.</p>
<p>Secondo l’indagine del Gruppo Adecco <strong>“I Big Data e le professioni del futuro”</strong>, condotta su oltre 300 referenti aziendali in Italia e presentata in occasione dell’omonimo convegno presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, appena 2 aziende su 10 hanno una conoscenza approfondita del tema Big Data. In parallelo, solo il 20% degli intervistati ha dichiarato che progetti legati ai Big Data siano già stati sviluppati nell’azienda in cui lavorano.</p>
<p>Emerge quindi non solo una scarsa consapevolezza del tema in sé, ma anche e soprattutto del valore economico che i Big Data possono apportare all’interno delle organizzazioni aziendali.</p>
<p>Un valore che può tradursi a livello produttivo, di business e di scelte strategiche. Limitata la consapevolezza anche in merito a quali siano le aree aziendali potenzialmente più impattate dai Big Data: la maggior parte degli intervistati ha risposto “Area commerciale” e “Area marketing”, sottovalutando però l’ambito “produzione”.</p>
<p>Invece, <strong>digitalizzazione e interconnessione sono parole chiave della cosiddetta quarta rivoluzione industriale</strong>, la quale dovrebbe condurre a una produzione quasi del tutto automatizzata, all’interno di uno scenario in cui i Big Data (insieme all’Internet of Things, al cloud computing, alla stampa 3D e alla robotica) svolgono un ruolo cruciale.</p>
<p>Diventa fondamentale allora, per uno sviluppo coerente di profili adeguati, una <strong>partnership tra chi deve formare i professionisti e chi li assumerà</strong> (come confermato anche dal 73% degli intervistati), <strong>al fine di orientare il pacchetto formativo accademico e di anticipare, intercettandole, le necessità del mercato del lavoro</strong>. Ill Gruppo Adecco si impegna ad avvicinare il mondo della scuola e quello professionale in un dialogo produttivo e trasparente. Con i <strong>progetti di alternanza scuola lavoro</strong> (il Portale dell’Alternanza, TecnicaMente e, a breve, Digitalmente, realizzato dalla  società specializzata Modis Italia) è possibile cogliere le direttive del mondo professionale e indirizzare le scelte dei professionisti di domani.</p>
<p>Raccogliere i dati non è sufficiente: bisogna afferrarne le potenzialità &#8211; tra analisi predittive, algoritmi e lungimiranza &#8211; e trasformarle in opportunità concrete e scelte efficaci. <strong>In altre parole, dichiara Andrea Malacrida Country Manager di Adecco Ittalia,  occorre capire come valorizzare i dati e che uso farne.</strong> È questo che, nel tessuto economico e sociale e nel mercato del lavoro, può fare la differenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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