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	<title>prostituzione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Latitante arrestato in Austria, era fuggito dopo il processo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 12:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[latitante]]></category>
		<category><![CDATA[mandato di arresto]]></category>
		<category><![CDATA[polizia internazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Sezione Operativa di Bassano]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Anno scorso, era stato processato e condannato dal Tribunale di Vicenza, per istigazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Doveva scontare una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Per questo, era ricercato dai carabinieri, poiché aveva fatto perdere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Anno scorso, era stato processato e condannato dal <strong>Tribunale di Vicenza</strong>, per istigazione, sfruttamento e favoreggiamento della<strong> prostituzione</strong>. Doveva scontare una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Per questo, era ricercato dai carabinieri, poiché aveva fatto perdere le sue tracce, subito dopo il processo.</p>
<p>Il suo nome, da allora, risultava nella banca dati delle forze di polizia, con un provvedimento di arresto da eseguire. Si tratta di <strong>LAZAR Cristi Petrisor, romeno 29enne</strong>. E&#8217; stato fermato, ad un normale posto di blocco dove è stato subito individuato come latitante. Il fatto è successo fuori dai confini del nostro Paese dove non viveva più dall&#8217;esito del processo. Ad arrestarlo è stata la polizia austriaca e la notizia è stata data immediatamente alla <strong>Sezione Operativa di Bassano</strong> che ha fatto subito richiesta di un Mandato di Arresto Europeo. Una volta emesso, gli inquirenti italiani si sono accordati con i colleghi austriaci e con la Polizia di Stato di Frontiera per dare atto di esecuzione al provvedimento di cattura. Successivamente, preso in consegna dai carabinieri, Petrisor è stato tradotto nel carcere di Tolmezzo (Udine), a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Al momento del fermo, l’uomo non ha opposto alcuna resistenza.</p>
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		<title>Vittime della tratta, l&#8217;assessore Lanzarin a Vicenza con le unità di strada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2017 17:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Mimosa]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperativa Equality]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Vittime della prostituzione sessuale, ma prima ancora della tratta di essere umani, obbligate a stare sulla strada tutte le sere. Ieri sera l’assessore al sociale della Regione Veneto Manuela Lanzarin le ha incontrate, alla periferia di Vicenza, insieme agli operatori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vittime della prostituzione sessuale, ma prima ancora della tratta di essere umani, obbligate a stare sulla strada tutte le sere. Ieri sera l’assessore al sociale della Regione Veneto Manuela Lanzarin le ha incontrate, alla periferia di Vicenza, insieme agli operatori dell’unità di strada’ della cooperativa Equality e dell’associazione Mimosa, in occasione della Giornata europea contro la tratta degli esseri umani e dell’avvio della seconda fase del progetto Nave (acronimo di Network anti-tratta Veneto). Il progetto, attivo dal primo settembre 2016 sotto la regìa della regione Veneto, ha consentito di incontrare e ‘agganciare’ in percorsi di protezione oltre duemila persone, offrendo loro una opportunità per uscire dalla schiavitù della prostituzione e, più in generale, dalle mafie dei trafficanti. Solo nella provincia di Vicenza gli operatori del progetto Nave hanno incontrato negli ultimi dodici mesi 365 giovani donne avviate alla prostituzione, delle quali 178 provenienti dalla Nigeria e 126 dai paesi dell’Est europeo.</p>
<p>“Ieri sera ho incontrato ragazze molto giovani, tutte straniere – dichiara l’assessore – Conoscono il mezzo arancione dell’unità di strada, hanno imparato a fidarsi degli operatori. E’ un incontro semplice, a volte si limita ad un thè caldo. Ma a tutte viene offerto un recapito telefonico, l’invito ad un successivo incontro in ambito protetto, e un appuntamento per una visita medica. E’ un approccio discreto, ma concreto ed efficace: le unità di strada attive in Veneto e la rete antitratta, con la collaborazione delle forze dell’ordine, sono riuscite a intercettare e a far sgominare organizzazioni criminali di controllo della prostituzione, in alcuni casi minorile, e ad offrire protezione ad un centinaio di persone, aiutandole a trovare casa e lavoro e a rifarsi una vita”.</p>
<p>Il Network antitratta in Veneto, esperienza pilota in Italia che si è strutturata anche in virtù della legge regionale 41/1997 contro abusi e sfruttamento sessuale,  è stato ‘premiato’ in questi giorni un aumento di 400 mila euro del finanziamento nazionale: il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio di Ministri ha assegnato al progetto veneto 1.700.256 Euro per dare continuità alla rete degli interventi fino a febbraio 2019. I soggetti aderenti sono raddoppiati: comuni, province, prefetture,  direzione antimafia, forze dell’ordine, ispettorati, associazioni di categoria e sindacali, terzo settore, medici e Ulss, sono 98  gli enti collegati in una ‘filiera’ che ha nella regione Veneto la cabina di regìa (e che a sua volta contribuisce con 140 mila euro del proprio bilancio) e nel Comune di Venezia l’ente attuatore .</p>
<p>“Ho voluto verificare personalmente come operano le unità di strada, primo terminale della rete veneta – evidenzia l’assessore regionale &#8211; e ho constatato che si tratta di un approccio valido, che funziona. Il primo aiuto è la prevenzione sanitaria, ma è solo il primo passo verso un percorso possibile di emersione, emancipazione e integrazione sociale. Abbiamo tutti il dovere di contrastare con ogni mezzo queste forme di schiavitù presenti nella nostra società, sotto forma di sfruttamento sessuale, caporalato e sfruttamento lavorativo”.</p>
<p>Nei primi dodici  mesi di attività (da settembre 2016 a inizio ottobre 2017) gli operatori del progetto Nave hanno contattato oltre 2000 persone a rischio sfruttamento sessuale e 300 in ambito lavorativo, avviato a percorsi di orientamento 389 potenziali vittime, inserito in percorsi di protezione sociale 77 adulti (in prevalenza donne straniere, oltre la metà sono nigeriane) e 23 minori. L’attività del network veneto, che si avvale anche del numero verde anti-tratta gestito dal comune di Venezia, ha consentito alle forze dell’ordine di avviare 33 procedimenti penali contro le reti illegali e il traffico di persone, di cui 7 gestiti direttamente dalla Direzione distrettuale antimafia.</p>
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		<title>Il M5S chiede di regolamentare la prostituzione in Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/14/m5s-chiede-regolamentare-la-prostituzione-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2017 11:14:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Erika Baldin]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Berti]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Merlin]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Brusco]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Scarabel]]></category>
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					<description><![CDATA[Sanzionare gli sfruttatori, ma permettere a chi decide volontariamente di prostituirsi di farlo in maniera autonoma, con controlli sanitari regolari e sottoponendosi a tassazione. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato ieri (lunedì 13 marzo) la mozione presentata dai consiglieri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">
<p>Sanzionare gli sfruttatori, ma permettere a chi decide volontariamente di prostituirsi di farlo in maniera autonoma, con controlli sanitari regolari e sottoponendosi a tassazione.</p>
<p>Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato ieri (lunedì 13 marzo) la mozione presentata dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Erika Baldin, Simone Scarabel, Jacopo Berti e Manuel Brusco sul tema della prostituzione.</p>
<div>“Il provvedimento &#8211; spiega la consigliera Baldin &#8211; chiede che la Giunta si attivi, coordinandosi anche con le altre Regioni, per intraprendere tutte le iniziative necessarie a promuovere l’adeguamento della legge Merlin. Al governo regionale si chiede inoltre di fare pressione verso lo Stato per la promozione di una normativa organica che regoli il fenomeno della prostituzione, liberando le vittime da ogni forma di sfruttamento e garantendo condizioni igieniche e sanitarie adeguate, contrastando il degrado urbano e sociale che deriva dalla prostituzione illegale”.</div>
<div>“Ci rendiamo conto della complessità di questo fenomeno &#8211; aggiunge l’esponente pentastellata &#8211; ma sappiamo anche che non è più tempo di nascondersi dietro a moralismi o di rinviare una discussione che è ormai improrogabile. La mozione prende le mosse dalla necessità di adeguamento della Legge Merlin, con particolare riferimento all’aspetto sanzionatorio nei confronti di chi sfrutta e induce alla prostituzione. Inoltre, dal provvedimento risulta come sia doveroso permettere alle persone che decidono di offrire volontariamente servizi sessuali, di farlo in maniera autonoma, con l’obbligo di controlli sanitari periodici e di dichiarazione dei proventi dell’attività, che dovrebbe essere sottoposta a tassazione”.</div>
<div>“Per noi &#8211; conclude Baldin &#8211; era fondamentale riaprire il dibattito su un tema vasto e complicato. Ora siamo certi che questo accadrà”.</div>
</div>
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