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	<title>pubblica amministrazione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Debiti della pubblica amministrazione valgono il 3% del Pil</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/10/23/debiti-della-pubblica-amministrazione-valgono-3-del-pil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2017 20:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[enti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’Italia ha il record negativo in Europa per il maggiore debito commerciale della Pa verso le imprese fornitrici di beni e servizi, pari a 3 punti di Pil, vale a dire il doppio rispetto alla media Ue dell’1,4% del Pil. E nonostante si siano accorciati a 58 giorni i tempi medi di pagamento degli Enti pubblici, in molte aree del Paese rimangono ritardi allarmanti superiori a 100 giorni”. Lo sostiene una analisi di Confartigianato sui pagamenti nel 2016 di 6.547 amministrazioni pubbliche per una somma di 115,4 miliardi riferiti a 23,7 milioni di fatture emesse dai fornitori.</p>
<p>In generale, <b>il 61,9% degli Enti pubblici non rispetta i termini fissati dalla legge sui tempi di pagamento </b>in vigore dal 2013. A farsi attendere oltre i 30 giorni è il 64,8% dei Comuni e il 54,5% degli altri Enti pubblici. Per quanto riguarda il servizio sanitario nazionale, il 46,9% degli enti non salda le fatture entro il termine dei 60 giorni stabiliti dalla legge.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper">Sfuggono ai termini di legge anche gli Enti pubblici che gestiscono imposte e contributi: Agenzia delle Entrate, Agenzia del Demanio, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Equitalia, Guardia di finanza, Inps e Inail, pagano in media i loro fornitori in 50 giorni, con picchi di 91 giorni per Agenzia del Demanio e 69 giorni per la Guardia di Finanza.</div>
<p>A livello regionale i maggiori ritardi si registrano in Molise, dove la Pa paga i propri fornitori in 107 giorni. Seguono la Calabria con 98 giorni, la Campania con 83 giorni, la Toscana con 81 giorni e il Piemonte con 80 giorni.</p>
<p>Sul fronte opposto, la regione più virtuosa è la Provincia autonoma di Bolzano dove gli Enti pubblici impiegano 36 giorni per onorare i loro debiti. Secondo posto per il Friuli Venezia Giulia con 39 giorni, seguita dalla Valle d’Aosta con 41 giorni, Lombardia con 43 giorni, Veneto e Provincia autonoma di Trento a pari merito con 47 giorni. (Adnkronos)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;inefficienza della Pubblica Amministrazione costa al Paese più dell&#8217;evasione fiscale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/fisco/2017/08/14/linefficienza-della-pubblica-amministrazione-costa-al-paese-piu-dellevasione-fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Aug 2017 16:20:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Zabeo]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Il malfunzionamento della Pubblica amministrazione (Pa) italiana continua ad avere un impatto molto negativo sull’economia del nostro Paese, frenandone la ripresa. E sebbene la comparazione presenti tutta una serie di limiti, possiamo in linea di massima affermare che l’incapacità, gli sprechi e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il malfunzionamento della <strong>Pubblica amministrazione</strong> (Pa) italiana continua ad avere un impatto molto negativo sull’economia del nostro Paese, frenandone la ripresa. E sebbene la comparazione presenti tutta una serie di limiti, possiamo in linea di massima affermare che l’incapacità, gli sprechi e la cattiva gestione della macchina dello Stato hanno una dimensione economica superiore al mancato gettito riconducibile all’evasione fiscale presente in Italia.</p>
<p>A ricordarlo è l’Ufficio studi della CGIA che, per prima cosa, ha raccolto ed elencato le principali inefficienze della nostra macchina pubblica e i conseguenti effetti economici che queste criticità producono sul sistema economico italiano. Ecco alcuni dati:</p>
<div>il deficit logistico-infrastrutturale penalizza il nostro sistema economico per un importo di 42 miliardi di euro l’anno;</div>
<div></div>
<div class="canvasWrapper">i debiti della Pa nei confronti dei fornitori ammontano a 64 miliardi di euro: di cui 34 ascrivibili ai ritardi nei pagamenti; il peso della burocrazia grava sulle Piccole e medie imprese (Pmi) per un importo di 31 miliardi di euro l’anno; gli sprechi, le inefficienze e la corruzione presenti nella sanità ci costano 23,6 miliardi di euro l’anno; la lentezza della nostra giustizia civile costa al sistema Paese 16 miliardi di euro l’anno.</div>
<div></div>
<div>
<div id="attachment_6743" style="width: 263px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Paolo-Zabeo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6743" class="wp-image-6743 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Paolo-Zabeo-253x300.jpg" alt="" width="253" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Paolo-Zabeo-253x300.jpg 253w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Paolo-Zabeo-190x225.jpg 190w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Paolo-Zabeo.jpg 360w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" /></a><p id="caption-attachment-6743" class="wp-caption-text">Paolo Zabeo</p></div>
<p>“E’ possibile affermare con buona approssimazione – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo</p></div>
<div>Zabeo &#8211; che gli effetti economici derivanti dal cattivo funzionamento della nostra Amministrazione pubblica siano superiori al mancato gettito riconducibile all’evasione tributaria e contributiva che, secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sottrae alle casse dello Stato attorno ai 110 miliardi di euro ogni anno. E’ altresì verosimile ritenere che se recuperassimo una buona parte dei soldi evasi al fisco, la nostra macchina pubblica funzionerebbe meglio e costerebbe meno. Analogamente, è altrettanto plausibile ipotizzare che se si riuscisse a</div>
<div>tagliare sensibilmente la spesa pubblica, permettendo così la riduzione di pari importo anche del peso fiscale, molto probabilmente l’evasione sarebbe più contenuta, visto che molti esperti sostengono che la fedeltà fiscale di un Paese è direttamente proporzionale al livello di pressione fiscale a cui sono sottoposti i propri contribuenti”.</div>
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		<title>Enti locali, servizi online fermi al palo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/tecnologia/2017/07/01/enti-locali-servizi-online-fermi-al-palo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2017 15:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle & Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Zabeo]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
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					<description><![CDATA[Due Pubbliche amministrazioni locali (Pal) su tre non erogano alcun servizio completo tramite il web. La denuncia è sollevata dall’Ufficio studi della CGIA che ha esaminato i dati Istat riferiti all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione da parte dei nostri Enti locali. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due Pubbliche amministrazioni locali (Pal) su tre non erogano alcun servizio completo tramite il web. La denuncia è sollevata dall’Ufficio studi della CGIA che ha esaminato i dati Istat riferiti all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione da parte dei nostri Enti locali. I risultati di questa analisi sono sconfortanti: tra tutte le Regioni, le Province, i Comuni e le Comunità montane presenti in Italia la percentuale di enti che offre la possibilità di avviare e concludere per via telematica l’intero iter di almeno un servizio richiesto dall’utenza è pari al 33,8: praticamente solo 1 su 3 è in grado di espletarla. La tipologia di Pal maggiormente in “ritardo” è la Provincia: solo il 27,1 per cento è in grado di “dialogare” e concludere on line la procedura richiesta dai cittadini o dalle imprese; sale al 28 per cento per le Comunità montane, si attesta al 33,9 per cento nei Comuni (con punte del 63 per cento per quelli con più di 60.000 abitanti) per toccare il 59,1 per cento tra le Regioni e le Province autonome.</p>
<p>“Se il nostro settore manifatturiero – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – è chiamato ormai quotidianamente a misurarsi con gli effetti della 4° rivoluzione industriale che sta diffondendo sempre più l’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate a internet, in buona parte degli enti locali, invece, il deficit tecnologico che sconta il personale è disarmante”. &#8220;Il forte ritardo nell’ utilizzo delle tecnologie informatiche della nostra Pubblica amministrazione locale deve costituire uno stimolo per recuperare il ritardo accumulato in questi ultimi anni. Altrimenti&#8221; conclude Zabeo, &#8220;rischiamo che il sistema paese perda quote di competitività che, a seguito dei cambiamenti in atto, potrebbero allontanarci dai nostri principali competitori stranieri”.</p>
<div>Per quanto riguarda il dato nazionale riferito ai Comuni, la media è pressoché la stessa di quella registrata dalla Pal: solo il 33,9 per cento delle Amministrazioni comunali è in grado di avviare/concludere via web il servizio richiesto dall’utente. A livello territoriale i Comuni più virtuosi sono quelli ubicati nella Provincia autonoma di Bolzano, nel Veneto, in Emilia Romagna e in Toscana.</div>
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		<title>Novità per i dipendenti statali, dai licenziamenti al telelavoro. Ecco cosa cambierà</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/02/13/novita-dipendenti-statali-dai-licenziamenti-al-telelavoro-cosa-cambiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 20:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[furbetti del cartellino]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovo contratti]]></category>
		<category><![CDATA[testo unico]]></category>
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					<description><![CDATA[Si apre una settimana decisiva per il settore della pubblica amministrazione. Insieme al Testo Unico sul pubblico impiego, che disciplina i rapporti di lavoro e rappresenta il fulcro della delega per la riorganizzazione della P.a., entro la fine della settimana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si apre una settimana decisiva per il settore della <b>pubblica amministrazione</b>. Insieme al Testo Unico sul pubblico impiego, che disciplina i rapporti di lavoro e rappresenta il fulcro della delega per la riorganizzazione della P.a., entro la fine della settimana (probabilmente venerdì 17 febbraio) il Consiglio dei ministri esaminerà i tre decreti della <b>riforma Madia</b> che devono essere ripresentati con modifiche, dopo la sentenza della Consulta, la quale ha chiesto l&#8217;intesa con le Regioni.<span id="more-3667"></span></p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/02/pubblica-amministrazione.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3668" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/02/pubblica-amministrazione-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/pubblica-amministrazione-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/pubblica-amministrazione-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/pubblica-amministrazione-1024x576.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/pubblica-amministrazione.jpg 1244w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Si tratta del decreto relativo al taglio delle società partecipate, quello sui cosiddetti &#8216;<b>furbetti del cartellino</b>&#8216; e la riforma della dirigenza sanitaria, che però è in bilico perché, almeno per ora, considerata &#8220;irricevibile&#8221; dalle Regioni. I governatori non accettano infatti di essere esclusi nella scelta dei dirigenti delle Asl.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"> Il <b>Testo Unico</b> è stato inoltre al centro del confronto con Cgil, Cisl e Uil in calendario oggi presso il ministero della Funzione pubblica.</div>
<p>A preoccupare i sindacati è l&#8217;impianto stesso del testo, che conterrebbe un intento punitivo nei confronti dei dipendenti pubblici che vengono associati costantemente ai &#8216;furbetti del cartellino&#8217; con una casistica allargata per i <b>licenziamenti disciplinari</b>.</p>
<p>Cgil Cisl e Uil &#8211; che oggi chiederanno anche l&#8217;avvio del tavolo per il <b>rinnovo dei contratti 2016-2018</b>, fermi da oltre 7 anni &#8211; puntano il dito anche contro la &#8216;stretta&#8217; sulle assenze per malattia con visite fiscali a chi si assenta il lunedì o il venerdì e, non ultima, l&#8217;entrata in campo dell&#8217;Inps per controlli più efficaci.</p>
<p>Sul fronte licenziamenti, la nuova bozza del Testo Unico del pubblico impiego prevede <b>altri quattro casi di licenziamento disciplinare</b>, oltre a quelli già previsti dalla legge Brunetta.</p>
<p>Possono infatti perdere il posto i dipendenti pubblici per <b>gravi e reiterate violazioni del codice di comportamento</b> e i dirigenti che non procedono con l&#8217;azione disciplinare per &#8220;commissione dolosa o gravemente colposa&#8221;. Il licenziamento può scattare anche in caso di &#8220;reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa&#8221; e <b>scarso rendimento</b>.</p>
<p>Per venire incontro ai dipendenti pubblici, stando alle ultime indiscrezioni, il governo starebbe pensando a <b>formule di lavoro più flessibili</b> (facilitazioni per il part-time e telelavoro). Nello specifico, sarebbero allo studio anche convenzioni con gli <b>asili nido</b>, in modo da aiutare il dipendente a conciliare il lavoro con la vita familiare.</p>
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<h6>Fonte: Adkronos</h6>
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