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	<title>quota 100 &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Sblocco assunzioni sanità, arrivano in aiuto le cooperative. Duemila nuovi occupati in cinque anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 12:32:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[medici e infermieri]]></category>
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		<category><![CDATA[pensione anticipata]]></category>
		<category><![CDATA[quota 100]]></category>
		<category><![CDATA[sistema socio assistenziale]]></category>
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					<description><![CDATA[Con una crescita del 12% dei posti di lavoro e oltre duemila nuovi occupati negli ultimi cinque anni il sistema socio assistenziale delle cooperative “anticipa” lo sblocco delle assunzioni previste dal Governo nei prossimi tre anni per compensare mancanza di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una <strong>crescita del 12%</strong> dei posti di lavoro e oltre duemila <strong>nuovi occupati</strong> negli ultimi cinque anni il sistema socio assistenziale delle cooperative “anticipa” lo sblocco delle assunzioni previste dal Governo nei prossimi tre anni per compensare mancanza di <strong>medici e infermieri</strong> in uscita dal servizio sanitario nazionale con <strong>Quota 100</strong>.</p>
<p>E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Camera di Commercio di Milano Lodi Monza, in riferimento alle <strong>104.390</strong> richieste di accesso alla nuova <strong>pensione anticipata</strong> arrivate all&#8217;<strong>Inps</strong> fino a oggi e che coinvolgono anche la rete socio sanitaria nazionale.</p>
<p>Con l’aumento della speranza di vita che per gli uomini sfiora ormai gli 81 anni (80,8) mentre per le donne supera gli 85 (85,2) – evidenzia Uecoop – la sfida del futuro sarà continuare a garantire alti livelli di cure e assistenza, dall’infanzia alla terza età, con un sistema misto dove pubblico privato dovranno sempre più sostenersi a vicenda per soddisfare tutti quei servizi che l’uno o altro non riescono a coprire: dall’assistenza domiciliare ad anziani e disabili alla gestione delle case di cura fino ai centri psicosociali per portatori di handicap o di recupero per le dipendenze. Il mondo cooperativo – spiega Uecoop – svolge un’azione strategica sul territorio nazionale seguendo ogni anno oltre 7 milioni di famiglie in un contesto che – spiega Uecoop su dati Istat &#8211; vede un progressivo invecchiamento della popolazione con più di 1 italiano su 5 (22,8%) che ha oltre 64 anni e ci sono 2,2 milioni di persone che superano gli 85 anni. Si tratta di fasce di popolazione che fisiologicamente registrano un maggiore ricorso a cure, farmaci e assistenza ma con la quale non si esaurisce la domanda di servizi sanitari nonostante i problemi di bilancio delle famiglie con oltre 5 milioni di poveri a livello nazionale. Infatti- spiega Uecoop su dati Eurispes – il 23,2% delle persone ha difficoltà a pagare le spese mediche con i problemi maggiori per chi è solo. Si tratta di un segnale preoccupante a livello economico e sociale – evidenzia Uecoop – che colpisce in particolare le zone del centro sud Italia con le isole che hanno il 43,5% delle famiglie in difficoltà sulle spese mediche contro il 9,9% del nord est e il 19% del nord ovest. Una problematica che riguarda più di 1 pensionato su 4 (27,7%) in un contesto dove – sottolinea Uecoop &#8211;  ci sono oltre 4 milioni di pensionati che prendono meno di 750 euro al mese e un terzo di loro non arriva neppure a 500 euro al mese. La sfida del futuro è quella di potenziare l’assistenza a fronte di 5,7 milioni di italiani che – conclude Uecoop – negli ultimi tre anni si sono indebitati per sostenere i costi per cure mediche.</p>
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		<title>Quota 100, possibile esodo di massa nella sanità pubblica veneta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 11:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cisl]]></category>
		<category><![CDATA[Marj Pallaro]]></category>
		<category><![CDATA[quota 100]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Ufficio Studi della Cisl del Veneto ha stimato in oltre 2.500 i lavoratori della Sanità pubblica veneta che potrebbero essere in possesso dei due requisiti fondamentali per accedere al pensionamento anticipato con la cosiddetta Quota 100 e cioè 62 anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ufficio Studi della Cisl del Veneto ha stimato in oltre 2.500 i lavoratori della Sanità pubblica veneta che potrebbero essere in possesso dei due requisiti fondamentali per accedere al pensionamento anticipato con la cosiddetta Quota 100 e cioè 62 anni di età e 38 anni di contributi già da quest&#8217;anno.<br />
Repliche simili negli anni successivi (la sperimentazione di Quota 100 va dal 2019 al 2021). Quali le professioni più interessate? Tutte, naturalmente, ma soprattutto in proporzione alla loro dimensione quantitiva nell&#8217;ambito del Sistema Socio Sanitario regionale e quindi il numero maggiore tra gli infermieri e gli operatori socio-sanitaria, almeno 700 lavoratori per categoria.<br />
Tra i sindacati di settore c&#8217;è allarme. Spiega Marj Pallaro (Cisl Fp) che il pensionamento anticipato potrebbe essere da una parte incentivato perchè la gran parte del personale sanitario opera da anni in condizioni di stress per la cronica carenza di organico e la crescita delle prestazioni dovute, dall&#8217;altra disincentivata a fronte del minor importo della pensione e (al momento) del differimento di 5 anni del pagamento del TFS.<br />
&#8220;Sarà una scelta individuale, quindi, e gli effetti sull&#8217;attività sono imprevedibili. Potremo trovarci con reparti ospedalieri o servizi territoriali che, magari già oggi in difficoltà, andranno in tilt con enormi disagi per l&#8217;utenza. Serve un tavolo di discussione con la Regione dove definire provvedimenti urgenti&#8221;.</p>
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