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	<title>regali enogastronomici &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Natale 2019. I veneti spendono 400 milioni per cestece e strenne alimentari. Padovani i più spendaccioni del km zero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 15:25:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I veneti scelgono l&#8217;agroalimentare regionale  per Natale. I regali enogastronomici, pranzi e cenoni  sono quest’anno la voce più importante del budget che le famiglie destineranno alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I veneti scelgono l&#8217;<strong>agroalimentare regionale</strong>  per <strong>Natale</strong>. I <strong>regali enogastronomici</strong>, pranzi e cenoni  sono quest’anno la voce più importante del<strong> budget</strong> che le <strong>famiglie</strong> destineranno alle feste di <strong>fine anno</strong>, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di oltre <strong>400 milioni euro</strong>. I numeri diffusi da Coldiretti in base all&#8217;indagine svolta da Ixe&#8217; confermano una tendenza in<strong> aumento dell&#8217;11%</strong> rispetto all&#8217;anno scorso.</p>
<p>La maggior parte della spesa alimentare delle feste è dedicata al <strong>pranzo di Natale</strong>, che l’85% dei cittadini, secondo Coldiretti/Ixe’, consumerà nelle case.</p>
<p>«Se nel menu della vigilia molto gettonato è il pesce con i classici &#8216;bigoi in salsa&#8217; e baccala&#8217; in varie versioni, il giorno dopo prevale la carne e vincono bolliti, cotechini, arrosti e fritti, dall’agnello al tacchino, ma anche minestre, zuppe, paste ripiene, cappelletti in brodo. I piatti tipici del territorio non possono mancare sulle tavole del 25 dicembre”.</p>
<p>Rilevante, secondo la ricerca, è anche l’impegno ai fornelli con una media di 3,8 ore per cucinare le pietanze da servire. In particolare la maggioranza del 36% resterà in cucina meno di tre ore, il 16% da tre a cinque ore e il 18% oltre cinque ore tra coloro che rispondono. Il ritorno in cucina è accompagnato anche dalla tendenza verso una scelta attenta degli ingredienti, con una predisposizione elevata alla ricerca di materie prime fresche e genuine.</p>
<p>Lo dimostra il fatto che quasi un consumatore su tre (30%) ha scelto quest’anno di regalare per le festività vini, spumanti o prodotti alimentari tipici da mettere sotto l’albero ed imbandire le tavole delle feste dove sempre più spesso si parla di cibo e ricette. Si registra quest’anno una spinta verso regali utili che privilegia l’enogastronomia, per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Il regalo di prodotti dell’enogastronomia è quello meno riciclato ma, da segnalare, è anche  la preferenza accordata all’acquisto di prodotti Made in Italy per aiutare l’economia nazionale o garantire maggiori opportunità di lavoro a sostegno della ripresa.</p>
<p>«Molto diffuso l’omaggio di cesti e strenne con peodotti Dop, Igp e altri blasoni della tipicita&#8217; locale, accanto agli immancabili pandoro e panettone &#8211; dice Coldiretti &#8211; infatti, si sta affermando la ricerca minuziosa di, formaggi, salumi, conserve del contadino, carne delle razze nazionali e vini autoctoni, dietro ai quali si nasconde una storia da raccontare sulla tavole della festa, dove sempre più spesso si parla di origine della materia prima, di stagionatura, invecchiamento o recupero di varietà a rischio di estinzione da valorizzare in cucina».</p>
<p>La migliore garanzia sull’originalità dei prodotti alimentari in vendita è quella della presenza personale del produttore agricolo, che può offrire oltre ad assaggi diretti anche informazioni sul luogo e sui metodi di produzione utilizzati. Un’opportunità che è sostenuta dalla rete dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, dove è possibile acquistare senza intermediazione cibi locali a km zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
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