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	<title>ristorazione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Agroalimentare veneto in crisi, nel primo trimestre perdite per 30 milioni di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/03/agroalimentare-veneto-in-crisi-nel-primo-trimestre-perdite-per-30-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 08:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercato agroalimentare veneto in grande difficoltà, l&#8217;emergenza Coronavirus ha causato ai ristoratori della nostra regione ingenti perdite e, da quanto emerge dall&#8217;ultimo DPCM, la strada che porta alla normalità sembra essere ancora molto lunga. Lunedì 4 maggio segna una data [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercato <strong>agroalimentare</strong> veneto in grande difficoltà, l&#8217;emergenza <strong>Coronavirus</strong> ha causato ai ristoratori della nostra regione<strong> ingenti perdite</strong> e, da quanto emerge dall&#8217;ultimo <strong>DPCM</strong>, la strada che porta alla normalità sembra essere ancora molto lunga. Lunedì 4 maggio segna una data importante per il ritorno alla vita quotidiana, che inevitabilmente non sarà più come quella pre <strong>Covid-19</strong>, ad eccetto però della categoria della <strong>ristorazione</strong> ancora bloccata ai box.</p>
<p>Ecco allora che il <strong>crollo dei consumi</strong> fuori casa con la chiusura forzata di <strong>bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi</strong> ha effetti negativi sull’<strong>agroalimentare</strong> che in veneto fattura <strong>5,7 miliardi di euro</strong>. Dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità da quando è cominciata la pandemia oltre la metà delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio oltre mille strutture regionali.</p>
<p>Nel trimestre gli operatori segnalano perdite di <strong>30 milioni di euro</strong> – spiega Coldiretti Veneto – dunque una anticipazione dell’apertura è necessaria. Le imprese agrituristiche sono situate in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – sottolinea la Coldiretti – i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa anche evitare il pericoloso rischio di affollamenti  – conclude la Coldiretti – aprendo  i cancelli delle fattorie, i percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy, proposte ricreative e sportive, significa dare una spinta alla ripresa e sostenere il Made in Italy.</p>
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		<title>La chiusura dei ristoranti rischia di affossare il settore ittico veneto. A rischio 3600 posti di lavoro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/29/la-chiusura-dei-ristoranti-rischia-di-affossare-il-settore-ittico-veneto-a-rischio-3600-posti-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 09:42:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua la conta delle ferite causate dall&#8217;emergenza Coronavirus. Anche il settore ittico della nostra regione stima un primo bilancio sulla catastrofica situazione economica in cui versa. La pesca delle vongole di mare è ferma, gli allevamenti di cozze in sofferenza, i prezzi del pesce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la conta delle ferite causate dall&#8217;emergenza Coronavirus. Anche il settore ittico della nostra regione stima un primo bilancio sulla catastrofica situazione economica in cui versa.</p>
<p>La <strong>pesca</strong> delle <strong>vongole</strong> di mare è ferma, gli <strong>allevamenti di cozze</strong> in sofferenza, i <strong>prezzi del pesce fresco a picco</strong>, le attività a singhiozzo, Con oltre la metà del pescato (55%) che in Italia viene consumato fuori casa e la chiusura prolungata dei ristoranti, affonda la flotta veneta con circa <strong>1200 imbarcazioni</strong>, <strong>650 pescherecci</strong> e <strong>3.600 posti di lavoro</strong>.</p>
<p>E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del lockdown prolungato al primo giugno. Lo stop forzato alla ristorazione fino alla vigilia dell’estate è un duro colpo per il settore ittico che coinvolge– sottolinea la Coldiretti – anche la chiusura a cascata delle pescherie e dei mercati ittici all’ingrosso e alla produzione. Ad aggravare la paralisi del settore sono i limiti agli spostamenti che – spiega Coldiretti – hanno causato anche il crollo della domanda di pesce fresco per consumo casalingo con la nuova tendenza a fare la spesa ogni 2-3 giorni, per evitare di doversi recare spesso al supermercato, che ha portato i consumatori ad orientarsi verso conservati e surgelati. La pesca veneta è caratterizzata da tutte le arti e i mestieri: dalla pesca marittima con sistemi al traino come lo strascico e la volante alla pesca delle vongole, fasolari e capelonghe con draga idraulica, passando alla pesca artigianale con attrezzi da posta in mare, laguna, fiumi e laghi. Anche l’acquacoltura risulta importante per quanto attiene le eccellenze prodotte e contese a livello europeo come vongole veraci, cozze, ostriche e moeche. L’unica D.O.P italiana nella molluschicoltura è la “cozza di Scardovari”</p>
<p>Secondo <strong>Impresa Pesca Coldiretti</strong> che in <strong>Veneto</strong> associa 2 Consorzi, 40 cooperative, oltre 50 società agricole per oltre <strong>600 imprenditori ittici</strong> la situazione è molto critica. Il consumo pro capite di pesci, molluschi e crostacei in Italia si aggira attorno ai 30 chili all’anno con la preferenza fuori casa accordata – rileva la Coldiretti &#8211; a polpo, vongole veraci, cozze da allevamento, seppia, tonno, astice, branzino, pesce spada e orata. La possibilità di vendita a domicilio e dell’asporto – sostiene la Coldiretti &#8211; è una importante opportunità anche se non sufficiente ad aiutare il settore soprattutto alla luce del crack turistico. In queste condizioni è necessario sostenere un settore sul quale pesa già un forte dipendenza dall’estero da dove viene l’80% del pesce consumato in Italia anche per la mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero che hanno meno garanzie rispetto a quello Made in Italy. Nei mari italiani si pescano ogni anno circa 180 milioni di chili di pesce cui vanno aggiunti gli oltre 140 milioni di kg prodotti in acquacoltura – spiega Coldiretti – mentre le importazioni dall’estero hanno ormai superato il miliardo di chili. Tra laguna e Mare Adriatico in piena emergenza sanitaria la pesca e l&#8217;allevamento di cozze e vongole veraci si è ridotta fino all&#8217;80%. Solo queste attività interessano 2500 addetti in Veneto e 140 milioni di euro di fatturato.</p>
<p>La chiusura forzata di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha dunque un effetto a valanga sull’agroalimentare nazionale con il valore dei mancati acquisti in cibi e bevande per la preparazione dei menu che sale a 5 miliardi per effetto del lockdown prolungato al primo giugno, secondo stime della Coldiretti che sottolinea come oltre al pesce ad essere colpiti sono anche vino, birra, carne, frutta e verdura ma anche salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.​</p>
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		<title>Open day all&#8217;Università del gusto di Creazzo. Full immersion per chi vuole trovare lavoro nella ristorazione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/17/open-day-alluniversita-del-gusto-di-creazzo-full-immersion-per-chi-vuole-trovare-lavoro-nella-ristorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 15:08:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Creazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’autentica full immersion per chi vuole trovare la sua strada lavorativa nel mondo della ristorazione, dei bar e della pasticceria. E’ l’Open Day che l’Università del Gusto, la struttura formativa food di Confcommercio Vicenza, ha organizzato per giovedì 23 gennaio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Un’autentica full immersion per chi vuole trovare la sua strada lavorativa nel mondo della ristorazione, dei bar e della pasticceria. E’ l’<strong>Open Day</strong> che l’<strong>Università del Gusto</strong>, la struttura formativa <strong>food</strong> di Confcommercio Vicenza, ha organizzato per giovedì 23 gennaio a partire dalle ore 17.00.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Al centro formazione di Creazzo sarà infatti possibile assistere gratuitamente, in sequenza, a quattro “lezioni di prova” durante le quali saranno presentati altrettanti corsi a qualifica riconosciuta dalla Regione Veneto, al via nelle prossime settimane. Si tratta di proposte formative tutte accomunate da 300 ore di lezione e 300 ore di stage in azienda, che permetteranno di ottenere, una volta superato l’apposito esame regionale, la qualifica di cuoco, pasticcere, pizzaiolo e bartender.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“E’ un’opportunità unica per chi vuole entrare in questo settore – spiega Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza, di cui l’Università del Gusto è emanazione -. I <strong>pubblici esercizi</strong> del Vicentino <strong>sono 4.500</strong>, ai quali dobbiamo aggiungere anche le attività prettamente artigianali, e la ricerca di personale è consistente, purché la figura da inserire abbia già basi solide dal punto di vista delle conoscenze teoriche e delle competenze tecniche. Non è un caso – continua il direttore Boschiero &#8211; se chi esce dai nostri corsi viene spesso confermato dalle aziende dove svolge lo stage e comunque, per fare due esempi, la percentuale di nostri allievi cuochi e pasticceri che entro sei mesi è occupato è rispettivamente dell’87 e 86 per cento”. Spesso questi nuovi addetti rimangono sul territorio, dove c’è già una domanda sostenuta da parte delle aziende, “ma non manca – precisa Boschiero &#8211; chi si sposta nel resto d’Italia o sul territorio dell’Unione Europea, dove la qualifica regionale è comunque riconosciuta”. Che il Vicentino offra già molte opportunità nel settore lo conferma anche l’ultima indagine Excelsior Unioncamere, secondo la quale, il mese scorso, erano ben 460 le assunzioni previste in provincia per la categoria “Cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Partecipare all’Open Day è dunque l’occasione per confrontarsi con alcuni noti professionisti del settore che, oltre ad una lezione dimostrativa, saranno a disposizione per rispondere a tutte le domande. Si inizia, come si diceva, alle ore 17.00 con il maestro Denis Dianin, docente del corso Pasticcere; alle ore 18.00 il “testimone” passerà agli chef Alberto Basso e Alessio Bottin, punti di riferimento del  corso cuoco. Quindi, alle ore 19.00, sarà la volta dello chef Roberto Zanca, principale docente del corso Pizzaiolo. Dalle ore 20.00 si potranno, invece, incontrare gli esperti della Bartender Accademy, che mettono le loro competenze al servizio del corso Bartender. Sarà possibile seguire tutto l’Open Day, oppure, se si hanno le idee già chiare, scegliere già la sessione del corso di interesse: l’importante è effettuare l’iscrizione sul sito </span><a href="http://www.universitadelgustovicenza.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.universitadelgustovicenza.it&amp;source=gmail&amp;ust=1579359741936000&amp;usg=AFQjCNHdNOLzVzMEYI_i37DP4sffUSYkIQ"><span style="color: #0082bf; font-family: Times New Roman; font-size: large;"><u>www.universitadelgustovicenza.<wbr />it</u></span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">, garantendosi così un posto in aula.</span></p>
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		<title>Nuove imprese, una su tre è guidata da giovani imprenditori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 15:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Quasi una nuova impresa su 3 (28,8%) nata in Italia nel primo trimestre del 2019 è guidata da giovani con un vero e proprio boom nelle regioni del centro sud, dal Lazio alla Calabria, dalla Sicilia alla Campania. E’ quanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Quasi una nuova<strong> impresa</strong> su 3 (28,8%) nata in Italia nel primo trimestre del 2019 è guidata da <strong>giovani</strong> con un vero e proprio boom nelle regioni del centro sud, dal Lazio alla Calabria, dalla Sicilia alla Campania. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Camera di Commercio di Milano Lodi Monza in relazione agli ultimi dati Istat sul lavoro con il tasso di disoccupazione dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni al 31,4%.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dai servizi all’<strong>artigianato</strong>, dall’<strong>agricoltura</strong> alla <strong>ristorazione</strong>, con una media di quasi 367 al giorno, sono <strong>32.984 le aziende nate</strong> nei primi tre mesi del 2019 guidate da giovani sempre più al centro di una ricerca imprenditoriale che riguarda in particolare il centro sud dove i neo capitani d’impresa under 35 arrivano a rappresentare il 44,9% a Rieti, il 43,1% a Enna, il 40% ad Agrigento, il 39,5% a Reggio Calabria, il 38,3% a Crotone o il 38,2% a Vibo Valentia. Una situazione – spiega Uecoop – che si scontra però con le difficoltà della burocrazia e di trovare finanziamenti e capitali per avviare l’attività per i quali le famiglie spesso svolgono un ruolo di supplenza anche rispetto al sistema bancario.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma è strategico il rilancio dell’occupazione su tutte le fasce generazionali – sottolinea Uecoop &#8211; e per farlo è fondamentale tagliare il cuneo fiscale a fronte di imposte e contributi che pesano per circa il 50% sulle retribuzioni. Nella situazione attuale – evidenzia Uecoop – per uno stipendio netto di mille euro bisogna prevedere un costo totale di circa duemila per soddisfare il fisco con &#8211; spiega Uecoop &#8211; il 26,9% rappresentato dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, il 25% dalla imposta sui redditi (irpef e addizionali), il 9,19% dai contributi previdenziali a carico del dipendente e con il 32,3% di imposizioni fiscali indirette e differite.  Il taglio del cuneo – afferma Uecoop – agisce così sia sul fronte del reddito dei lavoratori sia su quello del costo per le imprese con una doppia azione positiva e progressiva. Considerati gli attuali vincoli di bilancio dello Stato è per adesso impossibile arrivare a un taglio generalizzato per tutti, ma – conclude Uecoop – si può partire con i giovani favorendo in maniera virtuosa l’occupazione e il <strong>ricambio generazionale</strong>.</p>
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		<title>2018 anno record per la ristorazione italiana: consumi ai massimi storici</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2019/03/13/2018-anno-record-per-la-ristorazione-italiana-consumi-ai-massimi-storici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 14:59:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Ferrari]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2018 è stato l&#8217;anno dei record per la ristorazione italiana: consumi nei ristoranti ai massimi storici con 85 miliardi spesi, attività registrate nelle Camere di Commercio 392.134, di cui 337.172 attive, ma il saldo tra quelle avviate nel 2018 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<article class="testo">Il 2018 è stato l&#8217;anno dei record per la ristorazione italiana: consumi nei ristoranti ai massimi storici con <strong>85 miliardi spesi</strong>, attività registrate nelle <strong>Camere di Commercio</strong> 392.134, di cui 337.172 attive, ma il saldo tra quelle avviate nel 2018 (13.629) e quelle cessate (26.073) è di -12.444, il più corposo di sempre. E&#8217; stato anche l&#8217;anno che ha confermato la crescita dei ristoranti etnici e del food delivery.</p>
<p>Sono alcuni dei fenomeni fotografati dal &#8216;Rapporto RistoratoreTop 2019&#8217;, presentato a Rimini di fronte a 400 imprenditori del settore. Il rapporto, prodotto dal neonato Osservatorio Ristorazione, racconta lo status socio-economico, le abitudini di consumo, gli impatti della tecnologia e le nuove tendenze nel mondo della ristorazione nel 2018, elaborando dati provenienti da diverse fonti, tra le quali Fipe, Movimprese, Infocamere, Istat, Censis e Coldiretti. Dall&#8217;analisi dei numeri di Movimprese, l&#8217;indice della nati-mortalità delle imprese di Unioncamere, emerge anche su scala locale il trend negativo nel rapporto tra attività avviate e cessate nel 2018: a Milano si registra un saldo di -477, il più alto degli ultimi 10 anni; a Roma di -922, meglio del 2015 (-951) e del 2017 (-941) ma più del doppio rispetto al 2009 (-435); a Napoli -392, il peggiore dal 2010 dopo un 2009 di saldo positivo.</p>
<p>Complessivamente, dal 2009 al 2018 si registra un differenziale di -100.977. &#8220;In realtà, il numero di ristoranti risulta in crescita, arrivando nel 2018 ai massimi storici &#8211; spiega<strong> Lorenzo Ferrari</strong>, presidente dell&#8217;Osservatorio Ristorazione &#8211; ciò dipende da un aspetto finora ignorato nelle analisi di settore: le variazioni di codice Ateco, come i bar che diventano tavole calde, le macellerie che aggiungono la cucina, i concept store che uniscono la somministrazione di cibi e bevande ad attività commerciali completamente diverse. Insomma, tutti, oggi, vogliono fare da mangiare, complice anche la spinta mediatica che vede protagonisti i ristoranti stellati e i relativi chef. E&#8217; interessante constatare come queste realtà, 367 in Italia, ovvero lo 0,1% del totale dei ristoranti, abbiano però un impatto economico irrisorio. Abbiamo stimato un fatturato annuo degli stellati pari a 284.380.000 di euro, lo 0,33% degli 85 miliardi complessivi&#8221;.</p>
<p>Tra le realtà in forte espansione in Italia che stanno <strong>influendo</strong> sulle abitudini di consumo, compaiono anche le<strong> catene e i ristoranti etnici</strong>. Rispetto alle prime, il Rapporto stima che il numero di locali facenti parte di catene si attesti attorno alle 5.500 unità, ovvero l&#8217;1,63% del totale dei locali, con un fatturato medio annuo per singolo ristorante di 730.000 euro e un ammontare complessivo di 4.015.000.000, il 4,72% del totale del settore. La ristorazione etnica ha visto crescere del 40% le attività negli ultimi 5 anni e alla fine del 2017 i locali che servivano cibi esotici erano 22.608, il 6,78% del totale, con 667.735 impiegati.</p>
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		<title>Ristorazione, mancano 50mila tra cuochi, camerieri e baristi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/08/03/ristorazione-mancano-50mila-tra-cuochi-camerieri-e-baristi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Aug 2018 11:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fipe]]></category>
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					<description><![CDATA[Quella in corso si sta rivelando un&#8217;estate caratterizzata dalla carenza di personale qualificato nel settore della ristorazione. Sono circa 50mila i cuochi, camerieri e baristi dei quali le imprese del settore avrebbero bisogno, ma che fanno fatica a trovare: è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella in corso si sta rivelando un&#8217;estate caratterizzata dalla carenza di personale qualificato nel settore della ristorazione. Sono circa <strong>50mila</strong> i cuochi, camerieri e baristi dei quali le imprese del settore avrebbero bisogno, ma che fanno fatica a trovare: è quanto emerge dalle<strong> elaborazioni fatte dall&#8217;Ufficio Studi di Fipe-Federazione Italiana Pubblici Esercizi</strong> sulla base dei dati provenienti dall&#8217;analisi Excelsior-Unioncamere. Il motivo principale di tale gap? L&#8217;inadeguatezza dei profili professionali, ovvero la mancanza delle competenze necessarie per ricoprire questi ruoli nei pubblici esercizi del Bel Paese da Nord a Sud.<br />
Per un&#8217;assunzione su cinque, infatti, questa è la causa delle difficoltà di reclutamento. Nello specifico, secondo i dati elaborati da Fipe, in estate sarà difficile trovare 27.310 camerieri, 14.153 cuochi, 4.032 baristi, 988 gelatai e 485 pizzaioli. Per quanto riguarda l&#8217;età del personale da assumere. per il 49% deve essere giovane (meno di 29 anni) mentre per un&#8217;impresa su tre è indifferente. Ma non va trascurato quel 17% di imprese che cerca personale meno giovane perché è qui che prevale l&#8217;esperienza e dunque la competenza. Analizzando il profilo del personale, dall&#8217;analisi emerge che quasi una persona su due deve avere una qualifica professionale, per il 26% dei casi è sufficiente un diploma, mentre la formazione scolastica obbligatoria riguarda meno di un lavoratore su tre, a dimostrazione della necessità di percorsi di formazione professionale per quei giovani che ambiscono ad intraprendere un carriera nel settore.</p>
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		<title>Università del Gusto, diplomati 43 nuovi Chef e Pasticceri. Aumenta la richiesta da parte di aziende</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2018/05/16/universita-del-gusto-diplomati-43-nuovi-chef-e-pasticceri-aumenta-la-richiesta-da-parte-di-aziende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 08:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Creazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[attestato di qualifica professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Corso Cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Corso Pasticcere]]></category>
		<category><![CDATA[operatori qualificati]]></category>
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					<description><![CDATA[Preparare figure professionali in linea con le esigenze delle imprese della ristorazione, che abbiano già un bagaglio tecnico e culturale tale da renderli immediatamente operativi nelle cucine di un locale, un hotel, una gastronomia, un catering o nella ristorazione aziendale. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Preparare figure professionali in linea con le esigenze delle imprese della ristorazione, che abbiano già un bagaglio tecnico e culturale tale da renderli immediatamente operativi nelle cucine di un locale, un hotel, una gastronomia, un catering o nella ristorazione aziendale.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">E’ questo l’obiettivo del <strong>Corso Cuoco</strong> con qualifica regionale tenutosi all’<strong>Università del Gusto</strong> di Creazzo, che giovedì 17 maggio, alle ore 16.30, “diplomerà”, in una cerimonia ufficiale, <strong>21 nuovi professionisti</strong>, a conclusione degli stage in selezionate strutture ristorative.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"> Assieme a loro, saranno consegnati gli attestati a <strong>22 pasticceri</strong>, anch’essi con in tasca una <strong>qualifica regionale</strong> e pronti per entrare nel mondo del lavoro.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“<em>E’ una bella soddisfazione per noi</em> – afferma Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza a cui fa riferimento la struttura di formazione food Università del Gusto di Vicenza – <em>perché abbiamo continue richieste di queste figure professionali dalle aziende del settore e ora potremo soddisfarle con dei validi cuochi e pasticceri. Non a caso, nella passata edizione la percentuale di occupazione dei nostri allievi era dell’87% a sei mesi dall’ottenimento dell’attestato”. </em></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Proprio per rispondere a questa forte richiesta di <strong>operatori qualificati</strong>, il 4 giugno 2018 parte una nuova edizione del Corso Cuoco con qualifica professionale, che ha solo <strong>20 posti disponibili</strong> e due grandi chef come insegnati principali: Alessio Bottin, cuoco veronese, con un grande bagaglio di esperienze acquisite nelle cucine di tutto il mondo e il vicentino Alberto Basso, entrato a far parte della prestigiosa associazione JRE – Jeunes Restaurateurs d’Europe, che riunisce i migliori giovani ristoratori. A loro si aggiungono altri docenti, specialisti di ogni argomento trattato nel programma didattico. </span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">In tutto, il Corso Cuoco si compone in <strong>600 ore di formazione</strong>: 300 al Centro Formazione ESAC di Creazzo (VI), dove ha sede l’Università del Gusto, con lezioni di pratica di cucina, panetteria, pasticceria, pizzeria, sommellerie, ma anche di management e studio in ambito tecnologico alimentare, merceologico, igienico-sanitario, nonché l’apprendimento delle tecniche per stare in brigata e lavorare in team, degli strumenti di web marketing e di food cost, fino alle conoscenze dei fondamenti della storia della cucina italiana e dell’inglese per la ristorazione. Le altre 300 ore, che completano il corso, sono di <strong>stage</strong> presso ristoranti e aziende delle <strong>ristorazione</strong>. Al termine di tutto il <strong>percorso formativo</strong> viene rilasciato un <strong>attestato di qualifica professionale</strong> riconosciuto dalla Regione del Veneto e di livello EQF3 in ambito europeo, valido anche per l’abilitazione alla somministrazione e alla vendita di alimenti e bevande (ex Rec). </span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">L’Università del Gusto ha aperto le iscrizioni anche al <strong>Corso Pasticcere</strong> con qualifica regionale, al via il 17 settembre con il Maestro Denis Dianin come docente di tecniche di pasticceria: anche in questo caso le 300 ore di lezione saranno seguite da 300 ore di stage in qualificate imprese del settore e l’attestato rilasciato dalla Regione del Veneto è riconosciuto in ambito europeo.</span></p>
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		<title>Segnali positivi per il terziario vicentino. Migliorano fatturati per ingrosso, servizi, turismo e ristorazione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/13/segnali-positivi-per-il-terziario-vicentino-migliorano-fatturati-per-ingrosso-servizi-turismo-e-ristorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 17:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Migliora la situazione economica complessiva delle imprese del Terziario e si inverte l’andamento dei fatturati, che dopo anni di trend negativi hanno registrato finalmente, seppur di poco, il segno positivo. È la fotografia dell’andamento del commercio, turismo e servizi nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Migliora la situazione economica complessiva delle <strong>imprese del Terziario</strong> e si inverte l’andamento dei fatturati, che dopo anni di trend negativi hanno registrato finalmente, seppur di poco, il segno positivo. È la fotografia dell’andamento del commercio, turismo e servizi nel 2017 rilevata da Confcommercio Vicenza con un’indagine su un panel di 400 imprese vicentine appartenenti a sei comparti: il dettaglio prodotti per la casa, prodotti per la persona e alimentari, l’ingrosso, la ristorazione-turismo e i servizi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“<em>Non possiamo certo dire che il Terziario abbia ripreso lo slancio pre-crisi, anche per la sofferenza che persiste ancora in alcuni settori, ma l’inversione di tendenza è significativa</em> – è il commento di Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza -. <em>L’auspicio è che l’incertezza politica che stiamo vivendo non blocchi i consumi, vanificando gli sforzi fatti dalle imprese per rimanere competitive sul mercato e incentivare la spesa delle famiglie”.</em></span><em> </em></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">A scorrere il report di Confcommercio Vicenza, tre sono gli indicatori che segnano una discontinuità con il recente passato. Prima di tutto il netto calo delle aziende che giudicano la propria <strong>situazione economica</strong> “non buona” o “pessima”, passate dal picco del <strong>44%</strong> di dicembre 2012 al 16% dello stesso periodo del 2017. Una tendenza comune a tutti i settori, con il risultato più basso nelle imprese dei servizi e dell’ingrosso (dove le aziende che dichiarano di essere in difficoltà sono rispettivamente il 9 e il 14%) e segnali meno ottimistici nel dettaglio prodotti alla persona (dove c’è ancora un 23% di imprese che si ritengono in situazione “non buona” o “pessima”) e nell’alimentare (25%).</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Il dato relativo ai fatturati è contrastato, ma è comunque migliore, in ogni comparto, rispetto a <strong>5 anni fa</strong>. Secondo il panel di Confcommercio Vicenza, il <strong>turismo e ristorazione</strong> registrano una <strong>crescita del 3,1%</strong> di fatturato (-8% nel 2012), l’<strong>ingrosso  è a +0,8%</strong> (contro il -6% di 5 anni fa) e i <strong>servizi  a +0,1%</strong> (rispetto al -10,8% del 2012). Tra gli <strong>andamenti negativi</strong>, il -3,1% registrato dal dettaglio alla persona nel 2017 è in ogni caso lontano dal -11,7% di fatturato del 2012 e così il -2% del dettaglio prodotti per la casa (contro il -11,2% del 2012). L’<strong>alimentare</strong> ha risentito in misura minore rispetto ad altri settori del calo dei consumi negli scorsi anni (attestatosi nel periodo peggiore, vale a dire nel 2012, al -5,3% ), ma nel 2017 è rimasto in territorio negativo (-2%). Nel complesso, la variazione dei fatturati del <strong>Terziario</strong> si attesta, secondo l’indagine economica di Confcommercio Vicenza, ad un risicato +0,2%, che segna però – questo l’aspetto significativo – l’inversione del trend degli ultimi anni (nel 2016 si era ancora al -2,5%).</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">A risentirne positivamente anche il clima di fiducia: a fine 2017 erano più le imprese ottimiste che pessimiste sull’andamento economico futuro e lo scarto tra le due percentuali era significativo: +11%.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“<em>In generale la fiducia nel Terziario non manca</em> – è l’analisi conclusiva del presidente Sergio Rebecca -, <em>e anche i segnali che ci arrivano da imprese collocate in uno snodo cruciale della distribuzione come l’ingrosso sono confortanti. Ora serve una stabilità del quadro economico, la cui condizione “sine qua non”  è il definitivo accantonamento di qualsiasi ipotesi di aumento dell’Iva nel 2019. La nostra battaglia, anche a livello nazionale, sarà prima di tutto questa, con la speranza che l’interlocutore politico che uscirà da questo Parlamento sappia ascoltare l’esigenza proveniente da un comparto importante come il Terziario, che chiede robuste azioni di rilancio del mercato interno”.</em></span><em> </em></p>
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		<title>La ristorazione traina la ripresa dei consumi delle famiglie</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/alimentazione/2018/01/23/la-ristorazione-traina-la-ripresa-dei-consumi-delle-famiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 15:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Gualtiero Marchesi]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Enrico Stoppani]]></category>
		<category><![CDATA[ristorazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Bar e ristoranti si confermano il volano della ripresa dei consumi delle famiglie italiane. Questa una delle principali evidenze emerse dall&#8217;ultimo Rapporto Ristorazione della Fipe presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Milano presso Palazzo Castiglioni, sede di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bar e ristoranti si confermano il volano della ripresa dei consumi delle famiglie italiane. Questa una delle principali evidenze emerse dall&#8217;ultimo <strong>Rapporto Ristorazione della Fipe</strong> presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Milano presso Palazzo Castiglioni, sede di Confcommercio Milano &#8211; Lodi – Monza Brianza.<br />
Il Rapporto, che quest&#8217;anno è stato dedicato a Gualtiero Marchesi, <strong>&#8220;intelligenza e umanità della ristorazione italiana&#8221;</strong>, ha fatto il punto sull&#8217;andamento del settore dei pubblici esercizi in Italia: emerge un quadro di sostanziale ottimismo soprattutto per quanto concerne l&#8217;andamento dei <strong>consumi alimentari fuoricasa</strong>, ormai attestati sul 36% dei consumi alimentari complessivi, e il fronte occupazionale, con una crescita del 3,3% sull&#8217;anno precedente.<br />
Continuano a preoccupare, invece, l&#8217;elevato numero di <strong>aziende che chiudono</strong> e un tasso di produttività che resta sotto i livelli pre-crisi. &#8220;I numeri del Rapporto Ristorazione 2017 confermano un trend di ripresa che porta i consumi nella ristorazione al livello pre-crisi. Anche sotto il profilo dell&#8217;occupazione – ha commentato il presidente <strong>Lino Enrico Stoppani</strong> &#8211;  il nostro settore si conferma tra i pochi in grado di creare nuovi posti di lavoro. Restiamo la componente principale della filiera agroalimentare italiana nella creazione di valore e di occupazione&#8221;.<br />
Non mancano, tuttavia, le ombre: &#8220;il numero di imprese che chiudono resta elevato e la produttività rimane sotto ai livelli toccati prima della crisi. Diventa difficile in queste condizioni – ha proseguito Stoppani &#8211; trovare le risorse per investire e per fare quelle innovazioni di cui il settore ha grande bisogno. Anche i recenti provvedimenti approvati con la legge di bilancio 2018, in particolare quello sui distretti del cibo, che vedono emarginato il ruolo della ristorazione, nonostante i titoli e i numeri che esprime, esclusa dalle utilità e dai contributi inseriti nel provvedimento, con il rischio aggiuntivo di ulteriore dequalificazione, vista l&#8217;estensione della somministrazione di cibi alle imprese agricole, anche in forma itinerante&#8221;.<br />
Tra i punti di maggiore interesse evidenziati dal Rapporto Ristorazione, la<strong> crescita dei consumi fuoricasa</strong>: l&#8217;impatto della crisi sui consumi alimentari in casa (-10,5% pari a una flessione di 15,9 miliardi di euro tra il 2007 e il 2016) ha fatto in modo che il peso della ristorazione sul totale dei consumi alimentari guadagnasse ancora qualche posizione, rafforzando la tesi che vede gli italiani come un popolo a cui piace stare fuori casa. In particolare la sola ristorazione ha guadagnato una domanda di 2,5 miliardi di euro.<br />
Nel terzo trimestre 2017 cresce di 14 punti percentuali il clima di fiducia delle imprese di ristorazione rispetto allo stesso trimestre dell&#8217;anno precedente e consolida il trend positivo degli ultimi tre trimestri.<br />
Resta elevato il <strong>turnover imprenditoriale</strong>: nel 2016 hanno avviato l&#8217;attività 15.714 imprese, mentre circa 26.500 l&#8217;hanno cessata, con un saldo negativo per oltre 10mila unità. Nei primi nove mesi del 2017 hanno avviato l&#8217;attività 10.835 imprese, mentre 19.235 l&#8217;hanno cessata determinando un saldo negativo pari a 8.400 unità.<br />
Passando al tema della produttività, l&#8217;Italia sconta un tasso di <strong>crescita in sostanziale stagnazione</strong> da circa un decennio. In questo contesto lo stato della ristorazione appare ancor più problematico: fatto cento il valore aggiunto per unità di lavoro riferito all&#8217;intera economia, alberghi e ristoranti si attestano al 63, ovvero il 37% al di sotto del valore medio. La produttività delle imprese della ristorazione non soltanto è bassa, ma anziché crescere si riduce, e attualmente è al di sotto di quasi sei punti percentuali rispetto al livello raggiunto nel 2009.<br />
Nessun problema sul versante inflazione. A livello generale i prezzi di bar e ristoranti nel 2017 dovrebbero registrar incrementi sul 2016 di poco al di sopra dell&#8217;1%. In particolare il prezzo della tazzina di caffè rilevato nelle più importanti città italiane è addirittura inferiore a quello di un anno fa (0,93 contro 0,95 euro).</p>
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