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	<title>Roberto Ciambetti &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Roberto Ciambetti: &#8220;Bilanci già approvati da due comuni su tre subiranno tagli dal Governo&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/05/roberto-ciambetti-bilanci-gia-approvati-da-due-comuni-su-tre-subiranno-tagli-dal-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 16:17:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti è perplesso sul futuro dei comuni veneti che vedranno tagliati i contributi come prevede la Legge di stabilità del Governo Conte “Grazie al Fondo di Solidarietà Comunale istituto sotto il governo Monti con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente del Consiglio regionale <strong>Roberto Ciambetti</strong> è perplesso sul futuro dei comuni veneti che vedranno tagliati i contributi come prevede la Legge di stabilità del Governo Conte</p>
<p>“Grazie al Fondo di Solidarietà Comunale istituto sotto il governo Monti con la Legge Finanziaria del 2013, la Legge di stabilità varata dal governo Conte, i due terzi dei Comuni veneti, 418 su 563 si vedono tagliati, per quasi tutti a bilanci 2020 già approvati, circa 7 milioni 782.958,70 € e questo perché negli anni hanno avvito politiche virtuose di contenimento della spesa anche grazie alla gestione associata di servizi strategici. L’abbinata Pd-M5S è micidiale non solo per le categorie economiche e le famiglie, ma anche per gli enti locali virtuosi”.</p>
<p>Il Presidente del Consiglio regionale <strong>Roberto Ciambetti,</strong> interviene “a difesa della stragrande maggioranza delle amministrazioni comunali venete: il 74 per cento dei nostri Comuni dovranno rivedere al ribasso, cioè tagliare, i fondi già individuati, stanziati e approvati nei bilanci preventivi per garantire servizi e questo grazie alle alchimie del governo giallo-rosso. Come al solito, in Italia, chi rispetta le leggi, chi s’adopera per gestire al meglio il denaro pubblico, chi non spreca né spande, viene alla fine punito: becco e bastonà. Anzi, doppiamente becchi e bastonà, perché oltre ai tagli nei bilanci, e ripeto, si tratta di fondi già previsti, i Comuni non potranno neanche fronteggiare il turn over e quindi assumere personale per compensare le uscite di chi è andato in pensione”. Ciambetti sciorina cifre, spiega che il caso non riguarda solo il Veneto ma “tutti i comuni che hanno gestito con scienza e coscienza la spesa pubblica: e si badi che questi Comuni, o le loro associazioni, avevano già segnalato al governo dai primi giorni di dicembre cosa stava accadendo: c’era tutto il tempo per risistemare la norma. Non lo si è voluto fare: si è punito chi si è comportato bene. Per capire l’assurdità della situazione in Veneto, in anni in cui abbiamo il bisogno di trattenere qui i nostri giovani e garantire loro un lavoro, nella sola provincia di Vicenza la Cgil stima almeno 739 posti di lavoro in meno assommati dai tempi del governo Monti in poi nelle nostre amministrazioni pubbliche. Posti di lavoro in meno significano meno servizi al pubblico, tempi più lunghi per le risposte e le pratiche, meno assistenza, meno vigili urbani e via dicendo, come ha denunciato il presidente dell’Anci Veneto, Mario Conte. Se poi a questo scenario aggiungiamo anche quasi 8 milioni di tagli nelle risorse trasferite da Roma alle nostre amministrazioni, lo scenario si fa ancora più fosco e indigesto: i Comuni sono il primo punto di riferimento istituzionale del cittadino e devono far fronte a una domanda sociale che è in crescita. Ma come si può svolgere bene il proprio compito se ti impediscono di assumere per sostituire chi è andato in pensione e tagliano inopinatamente le risorse già stanziate diminuendo i soldi trasferiti da Roma? Questa vicenda, è emblematica di due caratteristiche dei governi, non votati dai cittadini e voluti dalle lobby e dai centri di potere: da una parte si continua a smantellare lo stato sociale, come vediamo anche con la prossima perequazione delle pensioni con aumenti che oscillano da 2,14 € sino a un massimo di 4,39 €, ovviamente lordi, cioè una miseria, sia indirettamente, togliendo ai Comuni seri e virtuosi soldi veri, appunto quasi 8 milioni di € in Veneto, e impedendo anche le assunzioni di personale.”</p>
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		<title>Elezioni, Ciambetti invita al voto: &#8220;Con astensionismo non si risolvono problemi&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/03/02/elezioni-ciambetti-invita-al-voto-astensionismo-non-si-risolvono-problemi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 15:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[astensionismo]]></category>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ciambetti]]></category>
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					<description><![CDATA[“Invito tutti i cittadini a votare per le prossime elezioni politiche. Capisco che tanti siano disorientati da una campagna elettorale  che ha avuto caratteristiche inedite rispetto al passato, capisco anche lo spaesamento di una legge elettorale che ha troppi limiti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">“Invito tutti i cittadini a votare per le prossime elezioni politiche. Capisco che tanti siano disorientati da una campagna elettorale  che ha avuto caratteristiche inedite rispetto al passato, capisco anche lo spaesamento di una legge elettorale che ha troppi limiti, ma la sostanza fondamentale del voto non cambia: nelle cabina elettorale si decide la gestione del bene comune e si condizionano gli anni a venire e la qualità della vita”. Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti non ha dubbi: “non è con l’astensionismo che si risolvono i mali del Paese, non è non recandosi alle urne che si riuscirà a dare lavoro ai giovani, affrontare la guerra contro la criminalità, garantire servizi a tutti e assicurare pensioni degne a chi ha lavorato tutta una vita. Ci sono molte urgenze con le quali occorre fare i conti: dalle materie ambientali, alla sicurezza,  per non parlare delle sfide che gli scacchieri internazionali pongono. Serve un buon governo, servono deputati e senatori che svolgano al meglio il loro lavoro e rappresentino gli interessi della cittadinanza e del territorio. Per noi veneti, poi – ha continuato il Presidente del Consiglio regionale &#8211;  il  voto di domenica ha un altro grande valore: dopo la firma di mercoledì scorso del pre-accordo sull’Autonomia bisogna iniziare a riempire di contenuti certi la devoluzione  di poteri e risorse dallo stato al Veneto. In questo processo  delicatissimo, che a Roma trova molte resistenze, conterà moltissimo l’azione dei nostri parlamentari, come ci insegnano gli amici trentini e sudtirolesi. I motivi per recarsi alle urne sono molti e molti di più di quelli che spingono a rimanere a casa nella disillusione con la quale in verità non si costruisce nulla, quando invece c’è tantissimi da fare”.</div>
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		<title>Web, dal Consiglio regionale un progetto per dire no al cyberbullismo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/11/web-dal-consiglio-regionale-un-progetto-dire-no-al-cyberbullismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 19:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cyberbullismo]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ciambetti]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[web reputation]]></category>
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					<description><![CDATA[“Contrastare il cyberbullismo e tutelare la webreputation dei cittadini veneti rappresentano delle sfide emergenti a cui l’ente pubblico non può sottrarsi: si tratta di materie delicate e, per mille aspetti, complesse, non facili da affrontare ma ciò che conta è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">“Contrastare il cyberbullismo e tutelare la webreputation dei cittadini veneti rappresentano delle sfide emergenti a cui l’ente pubblico non può sottrarsi: si tratta di materie delicate e, per mille aspetti, complesse, non facili da affrontare ma ciò che conta è non rimanere inerti”. Così <strong>Roberto Ciambetti</strong>, presidente del Consiglio regionale del Veneto ha salutato l’incontro che ha visto protagonisti a palazzo Ferro Fini, sede dell’assemblea legislativa regionale veneta, il Corecom del Veneto, l’Ufficio regionale scolastico e l’Università di Padova che oggi “hanno iniziato un percorso articolato, che attraverso una serie di fasi e lungo un piano pluriennale, porterà alla creazione di uno sportello informativo e di intervento a cui potranno rivolgersi i cittadini per vedere difesa la loro reputazione nella rete cosi come scuole, famiglie e studenti per fronteggiare il cyberbullismo”, ha spiegato il presidente del Corecom veneto <strong>Gualtiero Mazzi</strong> al termine dell’incontro a cui hanno partecipato i consiglieri del Corecom, la dottoressa Daniela Beltrame, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, nonché le professoresse Giorgia Nesti e Nicoletta Parise dell’Università di Padova. “Abbiamo avviato una collaborazione con la dottoressa Daniela Beltrame, che ha raccolto la nostra proposta – continua Mazzi –  nata dal un lavoro che abbiamo da tempo avviato con l’Università di Padova, che,  su nostro mandato,  ha studiato come vengono affrontati concretamente temi quali il cyberbullismo come la webreputation, individuando sia problemi, pensiamo anche solo alla necessità di coinvolgere la Polizia Postale e il magistrato quando si ravvedano estremi di reato,  come possibilità di servizi effettivi che il Corecom potrà dare ai cittadini, obiettivo, questo, che era stato posto dal presidente Ciambetti.  La materia è complessa e di estrema delicatezza, richiede un aggiornamento costante: oggi abbiamo avviato una prima fase di lavoro che vedrà innanzitutto una indagine conoscitiva tra gli studenti del Biennio delle Superiori, resa possibile grazie alla disponibilità e collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale,  nonché l’avvio prossimo anche della formazione di un gruppo di referenti nel mondo della scuola.  Si tratta di un progetto ambizioso ma necessario: ancora oggi non è diffusa una coscienza, sia tra i giovani come negli adulti,  dei pericoli che si incontrano nel Web come delle conseguenze che si possono innescare con comportamenti sbagliati. La cronaca purtroppo presenta non pochi casi: esiste dunque l’urgenza di un intervento che deve essere qualificato e all’altezza delle esigenze e della complessità della materia. Il Corecom si pone come punto di coordinamento di una impresa che vede molteplici attori qualificati e qualificanti, come appunto le università e il mondo della scuola”.</div>
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		<title>Consiglio regionale, approvata risoluzione a favore dei risparmiatori popolari venete</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/11/28/consiglio-regionale-approvata-risoluzione-favore-dei-risparmiatori-popolari-venete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 14:35:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la Risoluzione, (firmatario Roberto Ciambetti della Lega Nord) con cui si invita il Presidente della Giunta regionale a esercitare ogni azione utile presso il Governo e il Parlamento nazionali per la tutela [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">
<p>Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la Risoluzione, (firmatario Roberto Ciambetti della Lega Nord) con cui si invita il Presidente della Giunta regionale a esercitare ogni azione utile presso il Governo e il Parlamento nazionali per la tutela del risparmio e il ristoro degli azionisti, obbligazionisti e piccoli e medi risparmiatori di Banca Popolare di Vicenza Spa e di Veneto Banca Spa, che hanno subito un danno ingiusto. Con la Risoluzione approvata oggi, viene in particolare chiesto a Governo e Parlamento di erogare quanto prima, a favore di ciascun soggetto sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, l’ammontare massimo di 2000 milioni di Euro, per il soddisfacimento, in tutto o in parte e proporzionalmente, dei crediti risarcitori di azionisti e obbligazionisti subordinati che abbiano presentato istanza di ammissione al passivo.</p>
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		<title>Banche venete, presentata in consiglio regionale risoluzione per la tutela dei risparmiatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 18:13:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Arman]]></category>
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					<description><![CDATA[Illustrata questa mattina a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede dell’Assemblea legislativa regionale, una Risoluzione in materia di tutela del risparmio depositata nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti. Il provvedimento, di cui il Presidente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">
<p>Illustrata questa mattina a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede dell’Assemblea legislativa regionale, una Risoluzione in materia di tutela del risparmio depositata nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio regionale del Veneto <strong>Roberto Ciambetti. </strong>Il provvedimento, di cui il Presidente Ciambetti è primo firmatario, è volto ad introdurre strumenti di garanzia a favore di risparmiatori, azionisti ed obbligazionisti, di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Presenti alla conferenza, rappresentanti dei risparmiatori e del pool di avvocati, tra i quali Andrea Filippini del foro di Verona, che ha formulato la traccia di emendamento da sottoporre al Governo ed inserita nell’atto consiliare.</p>
<p>“Questa Risoluzione serve a dare giustizia ai risparmiatori truffati” ha spiegato il Presidente Ciambetti. “Anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta stanno emergendo mancanze, qualche svista, chiamiamola così, e comunque fatti dai quali è possibile ricavare che qualcuno sapeva ciò che stava accadendo e che chi controllava non ha messo in campo tutte le azioni adeguate a tutela dei risparmiatori. La Risoluzione mira ad introdurre un emendamento alla legge di stabilità nazionale, proprio nel periodo in cui è in discussione, destinato ad anticipare il risarcimento ai risparmiatori truffati: una proposta di buon senso. Il Consiglio regionale farà da tramite presso il Governo e il Parlamento nei confronti delle associazioni dei risparmiatori affinché risulti evidente che in questa faccenda qualcosa è mancato”.</p>
<p>“Si tratta &#8211; spiega Andrea Arman, presidente del coordinamento associazione banche popolari venete Don Enrico Torta &#8211; di ottenere un’anticipazione da parte dello Stato sui proventi dei cosiddetti NPL, ovvero sui crediti deteriorati, che il Governo si appresta ad incassare attraverso la società SGA, con un utile previsto dal Governo stesso di diversi miliardi di euro. Queste somme potrebbero essere anticipate ai risparmiatori e ciò in quanto questa crisi delle Popolari venete non è soltanto una crisi aziendale, ma una vera e propria crisi sociale che investe il territorio non solo veneto, ma anche di altre aree d’Italia. Dev’essere la politica a dare una risposta in tempi stretti in modo che la situazione non degeneri. Per i risparmiatori, attendere anni per vedere conclusa l’operazione sul recupero dei crediti deteriorati è un tempo troppo lungo. Lo Stato può anticipare queste somme oggi e le introiterà nel momento in cui concluderà l’operazione di recupero sui crediti deteriorati. L’ipotesi di residuo fatta a livello di Ministero dell’Economia e delle Finanze si aggira tra i 4 e i 5 miliardi: la nostra richiesta di risarcimento è di 4 miliardi, con un ulteriore residuo da gestire da parte dello Stato”.</p>
<p>“In linea con l’emendamento che abbiamo già presentato al Parlamento &#8211; aggiunge Luigi Ugone dell’associazione ‘Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza’ &#8211; chiediamo al Consiglio regionale del Veneto di essere il tramite per la Risoluzione che tratta la rifusione dei danni subiti dai risparmiatori veneti e italiani nella vicenda BpVi e Veneto Banca, una richiesta di 4 miliardi di euro suddivisi equamente per i due soggetti bancari ora sottoposti a liquidazione coatta amministrativa, sulla base degli NPL che i due istituti hanno ‘in corpo’. Ci apprestiamo a presentare un documento analogo anche in altre regioni, ossia Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Puglia, Sicilia. I soggetti deboli non possono attendere i tempi di insinuazione nel passivo visto che tra le ipotesi di reato formulate dalla Procura della Repubblica di Vicenza vi è quella di aggiotaggio, ipotesi da cui potrebbe derivare uno scenario con migliaia di domande di ammissione al passivo da parte di azionisti ed obbligazionisti subordinati, con tempi di esame e di ammissione al passivo inevitabilmente lunghi. Chiediamo un anticipo di cassa a favore dei privati e delle aziende, in tempi brevi, magari coinvolgendo nell’operazione anche la Cassa Depositi e Prestiti”.</p>
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		<title>Autonomia &#8211; Ciambetti replica a Brunetta e Milanato: &#8220;Nessuna fuga in avanti: l&#8217;idea dello statuto autonomo per il Veneto fu votata anche da Forza Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/10/25/autonomia-ciambetti-replica-brunetta-milanato-nessuna-fuga-avanti-lidea-dello-statuto-autonomo-veneto-fu-votata-anche-forza-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 20:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia veneto]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Ciambetti]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua il botta e risposta tra i vari schieramenti politici dopo il referendum per l&#8217;autonomia del Veneto.  La richiesta del Governatore Luca Zaia di dare al Veneto lo status di Regione a Statuto speciale non è andata giù a chi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il botta e risposta tra i vari schieramenti politici dopo il referendum per l&#8217;autonomia del Veneto.  La richiesta del Governatore Luca Zaia di dare al Veneto lo status di Regione a Statuto speciale non è andata giù a chi ha votato domenica scorsa con l&#8217;unico obiettivo di ricevere maggiori deleghe. Roberto Ciambetti, Presidente del Consiglio regionale spedisce al mittente le critiche.</p>
<p><em>“Nessuna fuga in avanti:  all’on. Renato Brunetta rammento che siamo sempre nel solco della norma approvata a suo tempo dal Consiglio regionale con i voti qualificati e  determinanti  del suo partito. A Lorena Milanato, deputata forzista, più aggiornata del collega visto che rivendica al proprio partito il quesito referendario, rammento che non esiste norma che impedisca ad una Regione di avanzare una proposta di Riforma Costituzionale relativa alla nascita di una regione a Statuto speciale”</em> .</p>
<p>Roberto Ciambetti, Presidente del Consiglio regionale del Veneto  replica così  all’ex Ministro di Forza Italia e alla parlamentare di Forza Italia.</p>
<p><em>“La Legge regionale 19 giugno 2014 n. 15 che istituiva il Referendum svoltosi domenica scorsa fu sottoscritta e  votata anche da Forza Italia, e  nel testo  prevedeva  all’art. 2 punto 5 la domanda ‘Vuoi che la Regione del Veneto diventi una regione a statuto speciale’? Forse l’on. Brunetta non ha letto la legge o non sapeva che i consiglieri di Forza Italia l’avevano sottoscritta, cosa che non è sfuggita invece all’on. Lorena Milanato. La proposta di oggi del presidente Zaia si inserisce perfettamente nella spirito della legge 15  ed è rispettosa del forte mandato affidatogli da oltre due milioni di elettori di aree politiche diverse ma accumunati dal sentimento autonomista”</em> .</p>
<p>Ciambetti prosegue <em>“Per dare concretezza al risultato elettorale c’è sicuramente la strada della trattativa con il governo ma, indipendentemente da ciò, nulla vieta che la Regione avanzi contestualmente una proposta di Riforma Costituzionale. Come sostengono autorevoli studiosi, ci sono diversi piani su cui la Regione può legittimamente operare: c’è il livello politico, come il percorso dello Statuto autonomo, che prevede il confronto con il legislatore, cioè con il Parlamento e c’è il percorso tecnico del tavolo da aprire con Palazzo Chigi. La prudenza</em> – sottolinea Ciambetti &#8211;  <em>non è mai troppa, soprattutto se ci si deve confrontare con apparati e strutture come quelle romane e so bene che le trattative e il confronto in ogni caso non saranno facili</em> – continua Ciambetti – <em>La  proposta della costituzione del Veneto in Regione a statuto speciale non è affatto sovversiva, né, tantomeno,  una provocazione lacerante come alcuni esponenti del governo italiano hanno voluto dipingerla con toni esagerati. Casomai vedo in queste letture una scarsa conoscenza del processo che ha portato al voto di domenica scorsa: era chiaro che la trattativa con Roma avrebbe potuto prevedere anche l’opportunità, legittima,  della proposta di  uno Statuto Autonomo, come indicato appunto nella Legge 15 e come votato dal Consiglio regionale con la partecipazione convinta dei consiglieri forzisti che oggi, tra l’altro, Brunetta sembra ignorare o forse  sconfessare”. </em></p>
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		<title>&#8220;Il protagonista&#8221;, alla mostra del cinema di Venezia docufilm di un regista vicentino</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2017/08/31/protagonista-alla-mostra-del-cinema-venezia-docufilm-un-regista-vicentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 11:06:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra del cinema di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ciambetti]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Bressello]]></category>
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					<description><![CDATA[Viene proiettato oggi giovedì 31, alla 74 Mostra del Cinema di Venezia, il docufilm vicentino «Il Protagonista» che racconta la realtà giovanile, del regista Simone Bressello. All’Hotel Excelsior, nello spazio della Regione Veneto, saranno gli assessori regionali veneti all’Istruzione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Viene proiettato oggi giovedì 31, alla <strong>74 Mostra del Cinema di Venezia</strong>, il docufilm vicentino «<strong>Il Protagonista</strong>» che racconta la realtà giovanile, del regista <strong>Simone Bressello</strong>. All’Hotel Excelsior, nello spazio della Regione Veneto, saranno gli assessori regionali veneti all’Istruzione e alla Cultura, con il presidente della Giunta Regionale a presenziare alla proiezione del cortometraggio «Il Protagonista», realizzato ad Alonte (VI), dal giovane regista vicentino Simone Bressello, nell’ambito del bando «<strong>Fotogrammi Veneti: i giovani raccontano</strong>», promosso dalla Regione Veneto per valorizzare la creatività e il talento dei giovani nelle arti visive, nella musica e nella multimedialità.<br />
Il progetto «Fotogrammi Veneti» e il cortometraggio saranno presentati alla stampa e al pubblico prima della proiezione dagli assessori <strong>Elena Donazzan</strong> e <strong>Cristiano Corazzari</strong>, assieme al regista, al sindaco di Alonte e al presidente del Consiglio Regionale <strong>Roberto Ciambetti</strong>.<br />
Una vetrina d’eccezione quella della Mostra del Cinema di Venezia, quindi, per la proiezione de «Il Protagonista», «degno coronamento per un progetto di autoimprenditorialità e di creatività portato avanti da un gruppo di giovani vicentini, con il sostegno della Regione Veneto &#8211; ha sottolineato l’assessora Elena Donazzan, &#8211; ma anche dell’amministrazione locale. Una occasione per testimoniare la validità dei programmi finanziati dalla Regione a sostegno della multimedialità e della crescita dei talenti artistici e comunicativi delle nuove generazioni».</p>
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		<title>Nomadi nel quartiere Laghetto a Vicenza, Ciambetti: &#8220;Intervenire subito&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/08/02/nomadi-nel-quartiere-laghetto-vicenza-ciambetti-intervenire-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 17:54:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Ciambetti]]></category>
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					<description><![CDATA[“I vigili urbani di Vicenza sono stati allertati da alcune famiglie del Laghetto a seguito dell’intensificarsi della presenza di alcune gruppi di nomadi nei pressi della chiesa del Laghetto. Analoghe segnalazioni sono giunte ai miei uffici da parte di residenti”. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">“I vigili urbani di Vicenza sono stati allertati da alcune famiglie del Laghetto a seguito dell’intensificarsi della presenza di alcune gruppi di nomadi nei pressi della chiesa del Laghetto. Analoghe segnalazioni sono giunte ai miei uffici da parte di residenti”. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto<strong>, Roberto Ciambetti</strong>, segnala l’ennesimo caso “che a quanto ho capito ha visto anche dei confronti non propriamente piacevoli anche nei vicini centri estivi frequentati dai bambini della zona – ha spiegato Ciambetti – Purtroppo bisogna mantenere alta l’attenzione e stroncare subito sul nascere situazioni che se non governate prontamente poi rischiano di essere difficilmente governabili. Mi vengono in mente recentissimi casi veneziani, con la Stazione ferroviaria diventata un punto operativo di nomadi senza scrupoli come hanno denunciato da ultimo anche i portabagagli ufficiali le cui lamentele erano rimaste inascoltate: ora per bonificare l’area, sia all’interno della stazione Santa Lucia, sia nelle sue immediate vicinanze, serviranno azioni ripetute e costanti  fino a quando queste bande capiranno che non c’è più alcuna tolleranza alle loro scorribande. Lo stesso bisogna fare a Vicenza: troppo a lungo si permesso che alcune zone della città finissero sotto il controllo di clandestini e immigrati violenti: il caso di Campo Marzo è eloquente, come eloquente fu il caso del parcheggio di via Lanza trasformato in campo nomadi con tutte le tensioni del caso. Ora bisogna impedire che situazioni analoghe si ripropongano nella zona residenziale del Laghetto e le segnalazioni fatte ai Vigili urbani spero possano dare l’avvio ad una seria azione di repressione.  Prima che la situazione degeneri bisogna intervenire”.</div>
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		<title>Veneto poco accogliente? Ciambetti: &#8220;Fatti smentiscono il prefetto di Venezia&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/03/veneto-poco-accogliente-ciambetti-fatti-smentiscono-prefetto-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 09:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[Carlo Boffi]]></category>
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					<description><![CDATA[“Trovo improprie e ingiuste le affermazioni attribuite dalla stampa al prefetto di Venezia, Carlo Boffi, secondo il quale il Veneto si è dimostrato una delle Regioni meno disponibili all’accoglienza degli immigrati”. Secca replica del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">“Trovo improprie e ingiuste le affermazioni attribuite dalla stampa al prefetto di Venezia, Carlo Boffi, secondo il quale il Veneto si è dimostrato una delle Regioni meno disponibili all’accoglienza degli immigrati”. Secca replica del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, <strong>Roberto Ciambetti</strong>, alle parole del prefetto di Venezia intervenuto sul caso immigrazione. “In Veneto al 31 dicembre 2016 vivevano 497.291 cittadini di origine straniera regolari pari al 10.1 per cento della popolazione residente e alla stessa data oltre a questi, stando al Ministero degli Interni, avevano trovato ospitalità 14.244 immigrati, più o meno quanti ne aveva accolti al Campania, 14.312 – ha spiegato Ciambetti &#8211; In termini numerici assoluti, il Veneto è la quarta regione italiana per numero di cittadini stranieri residenti e la quinta per immigrati accolti: in rapporto alla popolazione residente, però, l’accoglienza porta il Veneto ad essere la terza regione d’Italia per ospitalità, dopo Lombardia e Piemonte. Difficile dire che la nostra Regione è la meno disponibile all’accoglienza – continua il Presidente del Consiglio regionale – visto che qui, senza che intervenisse alcun prefetto e tutto a carico delle realtà locali, si è riusciti per anni a dare casa e servizi, dalla sanità all’istruzione, a migliaia di lavoratori stranieri e alle loro famiglie che convivono tranquillamente e onestamente con la nostra società.</div>
<div>Stando ai dati della Polizia di Stato dopo Lombardia ed Emilia il Veneto è la terza regione per luoghi di culto e associazioni culturali islamiche, che nell’ultimo biennio per altro sono aumentate e in alcune provincie, nel Vicentino ad esempio, più che raddoppiate. Assieme alla comunità islamica in Veneto vivono pacificamente altri importanti fedi religiose con i loro templi o luoghi di incontro, pensiamo ai Sikh, ai Ravidassia, Indù, Baha’i per non parlare della comunità buddista. A queste vanno aggiunte le chiese di ispirazione cristiana, le comunità ebraiche e vedremo come il Veneto è ancora oggi, e bene al di là delle chiacchere prefettizie e degli stereotipi dei radical chic, un luogo straordinario di tolleranza e convivenza. Ciò che non tolleriamo, invece, è la prepotenza di uno stato che non rispetta gli impegni presi, che stabilisce ‘motu proprio’, d’imperio, ciò che noi dobbiamo fare e che, mutevolmente, fa arrivare qui e disperde nel territorio immigrati dei quali non sappiamo poco e nulla e molti dei quali si danno alla macchia nel volgere di poche settimane. Ciò che non tolleriamo –  ha concluso Ciambetti – è l’incredibile impennata nei reati e nella delinquenza  straniera, il degrado di intere aree cittadine, la diffusa insicurezza che spetterebbe allo stato contrastare. Ciò che indigna è l’incapacità di gestire un fenomeno che non è per nulla una emergenza e attorno al quale si è creato un business immorale e indecente, che nessuno, tantomeno le prefetture, controlla”.</div>
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		<title>Cent&#8217;anni fa la Battaglia dell&#8217;Ortigara, il ricordo di una pagina dolorosa ed eroica</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/asiago/2017/06/09/centanni-la-battaglia-dellortigara-ricordo-pagina-dolorosa-ed-eroica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 16:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[altopiano di asiago]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Ortigara]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ciambetti]]></category>
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					<description><![CDATA[“Scendemmo, girammo per trinceramenti sconvolti, cespugli di pino mugo e di ontano fino a giungere nei pressi della Malga Campiluzzi, in un luogo chiamato la Crocetta dove il Ceva, il Mondovì e altri ancora uscirono per l’attacco del 10 giugno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">“Scendemmo, girammo per trinceramenti sconvolti, cespugli di pino mugo e di ontano fino a giungere nei pressi della Malga Campiluzzi, in un luogo chiamato la Crocetta dove il Ceva, il Mondovì e altri ancora uscirono per l’attacco del 10 giugno 1917. Da qui &#8211; dissi &#8211; siete partiti per andare tra l’Ortigara e il Monte Chiesa. Allora ricordò, fu come se un sorso di un liquore misterioso lo animasse e paralizzasse”.<br />
“Così Mario Rigoni Stern, nel suo Racconti di guerra, osserva i luoghi della Battaglia del monte Ortigara. Ed è così che vogliamo ricordarla oggi &#8211; dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti &#8211; ad un secolo esatto dagli avvenimenti di allora: senza retorica, ma non senza commozione. Lo facciamo perché si tratta di una pagina eroica ed allo stesso tempo dolorosa della nostra storia, della storia del Veneto in armi e dell’Italia impegnata in guerra, e perché così chiede, ad imperituro monito trattenuto dalla pietra, la colonna spezzata collocata a quota 2.105 del teatro principale della Battaglia: ‘per non dimenticare’. Migliaia gli eventi bellici del primo conflitto mondiale. Centinaia di migliaia i morti italiani. I sassi dell’Ortigara furono abrasi dal cannone e cosparsi di sangue italiano e austroungarico. A distanza di tanti anni, gli storici continuano ad interrogarsi su quella vicenda bellica: lasciamo a loro il compito di trovare motivi, errori, numeri, statistiche, omissioni, esaltazioni. A noi, il dovere di non dimenticare”.<br />
Cent’anni fa, tra il 10 e il 29 giugno del 1917, schierati tra il Trentino e l’alto vicentino e in particolare sull’Altopiano di Asiago, tra il monte Caldiera e la Val d’Assa, quasi 300.000 soldati italiani furono impegnati nell’attacco al sistema difensivo austroungarico, composto da 100.000 militi, con l’obiettivo strategico di riconquistare le posizioni perdute dall’esercito italiano nel corso dell’offensiva avversaria della primavera del 1916, la cosiddetta Strafexpedition. L’evento bellico del giugno ‘17 interessò una zona molto ristretta del territorio veneto, ma passò alla storia per i ripetuti tentativi italiani, sostenuti principalmente dagli Alpini, di raggiungere, conquistare e mantenere le posizioni sul monte Ortigara, cima tra le più elevate collocata all’estremità dell’Altopiano, al confine con il Trentino. L’attacco, inizialmente previsto per il 9 giugno ed in seguito rinviato al 10 a causa delle avverse condizioni meteorologiche, fu preceduto dallo scoppio accidentale, avvenuto nel tardo pomeriggio dell’8 giugno, della mina di monte Zebio che travolse poco meno di 200 militari italiani. La Battaglia dell’Ortigara costò all’esercito italiano oltre 25.000 effettivi e quasi 9.000 all’esercito austroungarico, numeri che forse appaiono non paragonabili alle ‘spallate’ sul fronte isontino. La particolarità della battaglia, tuttavia, emerge con chiarezza pensando alla circostanza che buona parte delle manovre offensive e delle perdite si concentrò lungo una linea lunga appena un paio di chilometri. E non a caso, la prima adunata nazionale degli alpini si tenne ai primi di settembre del 1920 proprio nella zona ove più cruente furono le battaglie, a quota 2.105, laddove in quell’occasione fu collocata la colonna mozzata con la scritta ‘per non dimenticare’.</div>
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