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	<title>Roberto Marcato &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Nuovi contributi per l&#8217;imprenditoria giovanile. Dalla Regione Veneto in arrivo 2,6 milioni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/28/nuovi-contributi-per-limprenditoria-giovanile-dalla-regione-veneto-in-arrivo-26-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 10:47:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[Veneto Sviluppo S.p.A]]></category>
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					<description><![CDATA[Due milioni e 650 mila euro per contributi a fondo perduto da destinare all&#8217;imprenditoria giovanile, sono lo stanziamento deliberato dalla Regione Veneto , su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico, Roberto Marcato. “Una buona notizia per i giovani della nostra regione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="comunicato-detail">
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<p>Due milioni e 650 mila euro per <strong>contributi a fondo perduto</strong> da destinare all&#8217;imprenditoria giovanile, sono lo stanziamento deliberato dalla Regione Veneto , su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico, <strong>Roberto Marcato</strong>.</p>
<div id="attachment_15478" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/roberto-marcato.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-15478" class="wp-image-15478 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/roberto-marcato-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/roberto-marcato-300x211.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/roberto-marcato-768x540.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/roberto-marcato.jpg 945w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-15478" class="wp-caption-text"><em>L’assessore allo Sviluppo economico Roberto Marcato</em></p></div>
<p>“Una buona notizia per i giovani della nostra regione &#8211; spiega Marcato &#8211; perché dopo circa 7 anni dall&#8217;ultimo bando dedicato all&#8217;imprenditoria giovanile, vengono messe a disposizione dei giovani le risorse per poter aprire un&#8217;attività o consolidarne una già avviata. La Regione ancora una volta riesce così a dare un sostegno concreto e sostanzioso alla capacità imprenditoriale dei giovani in Veneto, aiutandoli a ‘fare impresa’. Si tratta, infatti, di un contributo del 30%, percentuale doppia rispetto alla precedente misura attivata con <strong>Veneto Sviluppo S.p.A</strong>”.</p>
<p>“A fine 2018 le <strong>imprese giovanili in Veneto</strong> erano oltre <strong>36 mila</strong>, pari al 7,4% del totale delle imprese, e occupavano 73 mila addetti, con una dimensione media di due addetti, concentrandosi soprattutto nel settore dei servizi – ricorda Marcato -. Sempre nel 2018, le nuove imprese venete a gestione prevalentemente giovanile hanno registrato un calo generale del 2,9%, con una maggiore contrazione nei settori del commercio, delle costruzioni, dei servizi finanziari e alle persone oltre che della ristorazione e del settore ricettivo. Questa nuova iniziativa regionale vuole incentivare nuovamente l&#8217;imprenditoria giovanile veneta, promuovere l’avvio al lavoro delle nuove generazioni e far emergere nuove capacità imprenditoriali”.</p>
<p>“Destinatari di questo bando 2020 – continua l’Assessore &#8211; sono le imprese individuali i cui titolari hanno un’età compresa tra 18 e 35 anni compiuti o le società, anche di tipo cooperativo, i cui soci sono per almeno il 60% di età compresa tra 18 e 35 anni compiuti o il cui capitale sociale è detenuto per almeno i due terzi da persone di età compresa tra 18 e 35 anni compiuti”.</p>
<p>Potranno concorrere i giovani imprenditori che quest’anno sostengono spese per macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature ed arredi nuovi di fabbrica; negozi mobili; mezzi di trasporto ad uso interno o esterno ad esclusivo uso aziendale, con l’esclusione delle autovetture; programmi informatici; spese notarili, limitatamente agli onorari, per la costituzione della società (per importi compresi tra i 30 mila e i 170 mila euro).</p>
<p>Il contributo regionale coprirà il 30% della spesa rendicontata. La domanda potrà essere presentata tramite il Sistema Informativo Unitario regionale (SIU) a partire da martedì 10 marzo 2020 fino a mercoledì 11 marzo 2020. La fase di compilazione della domanda sarà attiva già da lunedì 24 febbraio prossimo.</p>
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		<title>Aperture festive esercizi commerciali, Marcato chiede incontro al ministro Di Maio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/06/22/aperture-festive-esercizi-commerciali-marcato-chiede-incontro-al-ministro-di-maio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2018 16:47:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[luigi di maio]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Marcato]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione del Veneto ripropone anche al nuovo governo la battaglia per modificare in Italia la disciplina degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali. Lo fa con una richiesta di incontro rivolta al ministro Luigi Di Maio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione del Veneto ripropone anche al nuovo governo la battaglia per modificare in Italia la disciplina degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali. Lo fa con una richiesta di incontro rivolta al ministro Luigi Di Maio dall’assessore regionale allo sviluppo economico e al commercio Roberto Marcato, dopo le prese di posizione pubbliche del ministro su questo tema.</p>
<p>“E’ una battaglia – sottolinea l’assessore – che ho intrapreso da tempo insieme alle organizzazioni di categoria del settore, le organizzazioni sindacali, i comitati e i movimenti come “Domenica No Grazie” Veneto. Ho chiesto quindi un incontro al ministro per condividere questa battaglia di civiltà per il ripristino delle chiusure festive e domenicali, ma anche per allargare il confronto a temi di particolare rilievo per il Veneto e rappresentare le esigenze dei tanti imprenditori che hanno saputo in questi anni di crisi profonda reagire con orgoglio e determinazione tanto da portare il Veneto ai primi posti in termini di PIL e di tasso di disoccupazione. E’ imprescindibile il rapporto con il governo per supportare con le migliori strategie il consolidamento e l’ulteriore crescita della nostra economia”.</p>
<p>Sul problema specifico della liberalizzazione selvaggia degli orari di vendita e dei giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali, competenza di cui le Regioni sono state espropriate, l’assessore nella sua richiesta di incontro ricorda al ministro Di Maio che sin dall’inizio dell’anno scorso la Regione del Veneto ha costituito un Tavolo Etico con tutti i soggetti pubblici e privati interessati e con la partecipazione anche dei parlamentari veneti, che hanno sostenuto con forza l’iniziativa di disciplinare la materia.</p>
<p>“Un’azione – conclude l’assessore veneto – che si è altresì concretizzata attraverso la presentazione, da parte del nostro Consiglio regionale, di una proposta di legge statale finalizzata a reintrodurre l’obbligo della chiusura dei negozi e dei centri commerciali in occasione delle più importanti festività laiche e religiose”.</p>
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		<title>Chiusure dei negozi nelle festività, la Regione presenta una proposta di legge</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/04/17/chiusure-dei-negozi-nelle-festivita-la-regione-presenta-una-proposta-di-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 17:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[festività]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione del Veneto insiste sulla volontà di modifica della disciplina statale degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali. Dopo aver chiesto nelle scorse settimane un atto di impegno in questo senso a tutti i parlamentari veneti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione del Veneto insiste sulla volontà di modifica della disciplina statale degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali. Dopo aver chiesto nelle scorse settimane un atto di impegno in questo senso a tutti i parlamentari veneti eletti dopo la recente tornata elettorale, l’assessore regionale allo sviluppo economico e al commercio Roberto Marcato annuncia che la giunta veneta ha deciso di prendere un’ulteriore iniziativa e ha licenziato una proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione.</p>
<p>“Sulla necessità di limitare le aperture festive – spiega Marcato &#8211; si erano da tempo espressi favorevolmente tutti gli schieramenti politici, ma la precedente legislatura si è conclusa senza risultati. Molte promesse sono state fatte in campagna elettorale e il Veneto non vuole che le acque tornino a ristagnare, visto che anche per le prossime festività del 25 aprile e del 1° maggio molti centri commerciali resteranno aperti. Per questo vogliamo mettere nelle mani del nuovo Parlamento uno strumento legislativo già pronto che introduca alcune limitazioni alla liberalizzazione degli orari, attraverso la previsione di dodici giornate festive, laiche e religiose, in cui gli esercizi commerciali siano tenuti all’osservanza dell’obbligo di chiusura”.</p>
<p>La liberalizzazione, sulla base delle risultanze statistiche, non ha comportato quel generale aumento della produttività, dei fatturati e della competitività delle imprese commerciali. Nel triennio successivo all’entrata in vigore della liberalizzazione (2012-2015) si sono registrate circa 74.000 chiusure di piccole e medie imprese commerciali, mentre c’è stato un spostamento del 3,3 per cento delle quote di mercato dagli esercizi commerciali minori agli esercizi della grande distribuzione; si è determinata una diversa modulazione della spesa delle famiglie, concentrata nei week-end in cui la grande distribuzione, a differenza delle altre tipologie di esercizi commerciali, è in grado di sostenere i maggiori costi derivanti dalle aperture domenicali continuative, ma con turni di lavoro assurdi per il personale dipendente.</p>
<p>La chiusura obbligatoria viene proposta per le seguenti giornate: il 1º gennaio, il 6 gennaio, il 25 aprile, la domenica di Pasqua, il lunedì dopo Pasqua, il 1º maggio, il 2 giugno, il 15 agosto, il 1º novembre, l&#8217;8 dicembre, il 25 dicembre e il 26 dicembre. La proposta prevede sanzioni pecuniarie (da 2 mila a 12 mila euro) in caso di inosservanza dell’obbligo e la chiusura dell’esercizio commerciale fino a 20 giorni in caso di recidiva.</p>
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		<title>Aperture festive dei negozi, la Regione dice no e si appella ai parlamentari veneti neoeletti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 14:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aperture domenicali dei negozi, la Regione Veneto ribadisce il proprio no. Lo ha sottolineato l’assessore regionale allo sviluppo economico e al commercio Roberto Marcato che ha fatto il punto oggi a Venezia sulla materia e sulle prossime iniziative che saranno portate avanti, in particolare la presentazione di un atto di impegno a porre in essere ogni utile attività all’approvazione della modifica della disciplina normativa degli orari di vendita, da sottoporre a tutti i parlamentari veneti eletti dopo la recente tornata elettorale.</p>
<p>L’assessore Marcato ha detto che le prossime festività pasquali sono l’occasione per rimettere al centro dell’attenzione la questione delle aperture senza nessun criterio di ragionevolezza. La Regione del Veneto si era assunta l’onere di individuare strategie idonee a superare la delicata problematica della liberalizzazione degli orari di vendita e dei giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali, competenza di cui le Regioni sono state espropriate. “Per questo abbiamo dato vita ad un tavolo regionale, che abbiamo voluto chiamare in modo esplicito “etico” per la sua valenza sotto questo profilo, aperto a comitati, associazioni di categoria, parti sociali, ANCI Veneto”.</p>
<p>Oggi erano presenti anche i componenti del Tavolo Etico costituito dalla Regione, tra cui don Enrico Torta e i rappresentanti del movimento “Domenica No Grazie” Veneto.</p>
<p>Con il cosiddetto “Decreto Salva Italia” è stata imposta la liberalizzazione anche per quanto riguarda gli orari di vendita e i giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali pensando di contribuire a rivitalizzare l’economia. “E’ dimostrato – ha detto Marcato &#8211; che non c’è stata nessuna ricaduta positiva da punto di vista economico e commerciale dalle liberalizzazioni, che spalmano le stesse vendite su 7 giorni invece che su 6, aumentando le spese e sottoponendo i lavoratori a turni di lavoro assurdi”.</p>
<p>“Per dare un segnale di razionalizzazione e cambiare le cose ci eravamo rivolti ai parlamentari veneti al fine di sollecitare una rapida approvazione del disegno di legge statale di disciplina della materia relativa alle chiusure domenicali e festive degli esercizi commerciali, approvato il 25 settembre 2014 dalla Camera dei Deputati e rimasto poi all’esame del Senato. Sulla necessità di limitare le aperture festive si sono espressi favorevolmente tutti gli schieramenti politici, ma l’iter legislativo in Parlamento non si è sbloccato e la legislatura si è conclusa. Riteniamo perciò doveroso sollecitare da subito un impegno formale dei parlamentari neo-eletti”.</p>
<p>L’assessore Marcato ha concluso ricordando che è già stata formulata la richiesta di riportare queste competenze in capo alle Regioni, in modo da poter modulare sul territorio le aperture.</p>
<p>Tra gli interventi a sostegno, don Enrico Torta ha messo l’accento sulla necessità di riprendere in mano questa “battaglia contro il degrado della civiltà” che va a toccare la dignità dell’uomo, sempre più assoggettato a logiche economiche.</p>
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		<title>Regione, bando da 11,5 milioni per competitività Pmi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/01/04/regione-bando-115-milioni-competitivita-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2018 17:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Un importo complessivo di 11 milioni e mezzo di euro verrà assegnato dalla Regione attraverso un bando finalizzato a sostenere il riposizionamento competitivo delle PMI venete. Lo comunica l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato, precisando che con questo provvedimento, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un importo complessivo di 11 milioni e mezzo di euro verrà assegnato dalla Regione attraverso un bando finalizzato a sostenere il riposizionamento competitivo delle PMI venete. Lo comunica l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato, precisando che con questo provvedimento, che dà attuazione all’Asse 3 “Competitività dei sistemi produttivi” del POR FESR 2014-2020 (Azione 3.3.1), il sostegno previsto sarà erogato sotto forma di contributo in conto capitale ed è in linea con le finalità previste dalla normativa regionale in materia di distretti industriali, reti innovative regionali e aggregazioni di imprese.</p>
<p>“Con questo ulteriore bando – evidenzia Marcato &#8211; la Giunta regionale intende sostenere il riposizionamento competitivo delle micro, piccole e medie imprese venete che operano nei sistemi produttivi dei distretti industriali, delle reti innovative regionali e delle aggregazioni di imprese, con l’obiettivo di incentivare gli investimenti utili al transito verso la cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, in modo da incrementare le capacità di risposta e di adattamento dei sistemi produttivi”.</p>
<p>Saranno aperti i termini per la selezione di progetti che dovranno riguardare lo sviluppo di percorsi di innovazione di processo e/o dell’organizzazione, quindi finalizzati al “riposizionamento competitivo” delle imprese operanti nelle filiere dei distretti industriali, nei settori delle reti innovative regionali e negli ambiti delle aggregazioni di imprese, da conseguire tramite l’attuazione di un piano di investimenti in attivi materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese beneficiarie in linea con il modello “Industria 4.0”.</p>
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		<title>Emendamento su centri commerciali in Veneto: scontro tra Giunta e opposizione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/21/emendamento-centri-commerciali-veneto-scontro-giunta-opposizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 17:23:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[centri commerciali]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[Le nuove disposizioni regionali sul contenimento del consumo di suolo verranno applicate anche agli interventi commerciali. E’ quanto dispone un emendamento al collegato alla legge di stabilità 2018 approvato ieri sera dal Consiglio regionale a maggioranza. Inoltre, sarà obbligatoria una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le nuove disposizioni regionali sul contenimento del consumo di suolo verranno applicate anche agli interventi commerciali. E’ quanto dispone un emendamento al collegato alla legge di stabilità 2018 approvato ieri sera dal Consiglio regionale a maggioranza. Inoltre, sarà obbligatoria una pianificazione coordinata tra più comuni nel caso di aree da destinare all&#8217;insediamento di grandi strutture di vendita, al di fuori dei centri storici, con superficie di vendita superiore agli 8000 metri quadrati nei comuni capoluogo di provincia e con superficie di vendita superiore a 4000 metri quadrati negli altri comuni. In tali casi la pianificazione coordinata deve comprendere i comuni confinanti con il comune interessato dall&#8217;insediamento della grande struttura di vendita.</p>
<p>“Nel sottolineare l’importanza di questo provvedimento – commenta l’assessore al commercio e allo sviluppo economico Roberto Marcato – resta però il rammarico che non abbia avuto l’adesione di tutto il consiglio regionale, perché il Veneto e il nostro ambiente hanno sempre più bisogno della condivisione di tutti. Ed è stata quindi sprecata un’occasione di dimostrare condivisione su un tema così importante solo per motivi di parte”.</p>
<div id="stcpDiv">&#8220;Il Collegato poteva essere l’occasione buona per mettere un freno alla proliferazione dei centri commerciali ma la maggioranza ancora una volta ha dimostrato che gli slogan sono una cosa e il coraggio politico un’altra. Governano il Veneto da decenni, sono i primi responsabili di questo boom di ipermercati e shopping mall e spetta a loro compiere un’inversione di rotta”. Questo il commento del gruppo del Partito Democratico dopo la bocciatura di un emendamento nella discussione del Collegato alla legge di stabilità che prevedeva il parere di tutti i Comuni contermini per autorizzare nuove strutture con una superficie superiore ai 2500 metri quadri.  “Non si vogliono fare scelte serie per bloccare l’espansione della grande distribuzione a ridosso dei centri storici. Con l’emendamento della Giunta si lasciano aperte le maglie per centri commerciali fino a ottomila metri quadri – si legge in una nota diffusa dal gruppo &#8211; E’ chiaro quindi che si tratta di una semplice enunciazione di principio. Davvero con questi limiti si pone un freno al consumo di suolo?&#8221;.</div>
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		<title>Regione, incentivi per le imprese in rosa: 3 milioni per quasi 200 aziende</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/20/regione-incentivi-le-imprese-rosa-3-milioni-quasi-200-aziende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 18:11:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[“Sarà un bel regalo di Natale per le donne imprenditrici e le imprese a prevalente partecipazione femminile: in tempi rapidissimi la Regione ha valutato e assegnato i contributi a fondo perduto alle domande pervenute alla scadenza del 16 novembre in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Sarà un bel regalo di Natale per le donne imprenditrici e le imprese a prevalente partecipazione femminile: in tempi rapidissimi la Regione ha valutato e assegnato i contributi a fondo perduto alle domande pervenute alla scadenza del 16 novembre in risposta ad un bando rivolto proprio alle imprese ‘in rosa’ del Veneto”.</p>
<p>Lo comunica l’assessore regionale allo Sviluppo economico Roberto Marcato a seguito dell’approvazione della graduatoria delle imprese a prevalente partecipazione femminile ammesse ai contributi stanziati con il bando approvato dalla Giunta regionale lo scorso agosto. La graduatoria è pubblicata ora sul sito della Regione nell’apposita sezione dedicata ai Bandi.</p>
<p>“Il bando – rileva Marcato &#8211; ha avuto un grande successo. Sono 353, infatti, le imprese ammesse, per una richiesta di contributi pari a oltre 5.700.000 euro. Le imprese finanziate con le risorse stanziate, pari a 3.000.000 di euro, sono 189. E’ da segnalare il forte impegno degli uffici regionali che in tempo rapidissimi &#8211; il termine di presentazione delle domande è scaduto il 16 novembre &#8211; sono riusciti ad istruire tutte le domande pervenute ed approvare la graduatoria di quelle ammesse e finanziate. Il nostro scopo è dare un sostegno concreto e sostanzioso alla capacità imprenditoriale delle donne in Veneto, aiutandole a ‘fare impresa’”.</p>
<p>In Veneto le imprenditrici rappresentano il 27,1 per cento dei titolari d’azienda: una percentuale in continua crescita negli ultimi anni, grazie anche alle politiche regionali. La realtà veneta dell’imprenditoria femminile è fatta per lo più di micro imprese o di aziende con meno di 5 dipendenti, attive soprattutto nel settore dei servizi, del commercio e dell’artigianato..</p>
<p>Il contributo regionale riguarda imprenditrici che quest’anno abbiano effettuato spese per macchinari, impianti produttivi, hardware e programmi informatici, attrezzature e arredi, mezzi di trasporto ad uso aziendale, opere edili e di impiantistica, per importi compresi tra i 20 mila e i 150 mila euro. Il contributo regionale coprirà il 30% della spesa rendicontata.</p>
<p>“Resta fermo il nostro impegno – conclude Marcato – a reperire ulteriori risorse per poter scorrere la graduatoria delle aventi diritto e finanziare le domande non ammesse per esaurimento dei fondi disponibili”.</p>
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		<title>Incidenti stradali in aumento in Veneto. 344 i morti nel 2016</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/11/23/incidenti-stradali-aumento-veneto-344-morti-nel-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 18:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati relativi al 2016 mostrano una leggera ripresa degli incidenti stradali nel Veneto che sono stati 14.034, con un aumento anche nel numero dei morti (dai 315 del 2015 a 344). Si registra comunque dal 2010 una tendenziale diminuzione. I dati ufficiali ACI-Istat sull’incidentalità stradale sono stati presentati oggi a Padova per iniziativa dell’Automobile Club, con l’intervento dell’assessore allo sviluppo economico e alla tutela del consumatore Roberto Marcato in rappresentanza della Regione.</p>
<p>Il presidente dell’ACI di Padova Luigino Baldan ha sottolineato che l’obiettivo posto dall’ONU è di dimezzare entro il 2020 il numero dei morti e feriti gravi rispetto ai valori del 2010. La tendenza attuale è quella giusta ma bisogna migliorare le strade, rendere i veicoli più sicuri e correggere con l’educazione degli automobilisti i quattro comportamenti che sono le maggiori cause di incidenti (quasi l’85%): il mancato rispetto dei segnali, la guida distratta, la velocità troppo elevata e il mancato rispetto della distanza di sicurezza.</p>
<p>Commentando il trend del Veneto, l’assessore Marcato ha detto che quello dell’incidentalità è un tema di civiltà e rappresenta un obbligo morale per le istituzioni cercare di raggiungere l’obiettivo di ridurre gli incidenti in maniera significativa. L’assessore ha ricordato che di recente la Regione ha investito a favore dei comuni 16 milioni di euro per la sicurezza stradale, tenendo conto delle strade con maggiore mortalità. “Uno sforzo finanziario importante – ha aggiunto – viste le condizioni sempre più asfittiche delle risorse regionali. Il Veneto è peraltro disponibile a sostenere, anche nei confronti del Parlamento, le proposte per ridurre gli incidenti: questa è una battaglia di civiltà. Un forte abbraccio va alle associazioni dei familiari delle vittime, che hanno vissuto questi drammi”.</p>
<p>Per quanto riguarda i dati su base provinciale, nel 2016 Verona è stata la provincia con il maggior numero di incidenti (3.010 con 78 morti e 3.970 feriti), seguita da Padova (2.952 incidenti con 66 morti e 3.953 feriti), Venezia (2.451 incidenti con 56 morti e 3.412 feriti), Treviso (2.287 incidenti con 64 morti e 3.232 feriti), Vicenza (2.247 incidenti con 50 morti e 3.033 feriti), Rovigo (606 incidenti con 19 morti e 877 feriti) e Belluno (451 incidenti con 11 morti e 665 feriti).</p>
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		<title>Imprenditoria femminile, 3 milioni di euro dalla Regione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/16/imprenditoria-femminile-3-milioni-euro-dalla-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 12:16:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria femminile]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Marcato]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre milioni di euro nel 2017 di contributi a fondo perduto per le donne imprenditrici e le imprese a prevalente partecipazione femminile: è quanto ha stanziato la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato. Al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre milioni di euro nel 2017 di contributi a fondo perduto per le donne imprenditrici e le imprese a prevalente partecipazione femminile: è quanto ha stanziato la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato.</p>
<p>Al bando, che si rivolge alle 87.699 imprese ‘in rosa’ del Veneto, si aggiungono ulteriori provvedimenti di iniziativa dell’assessorato allo Sviluppo economico:  la prossima riattivazione con 477.105 euro del fondo per l’imprenditoria femminile della  finanziaria regionale Veneto Sviluppo, che consentirà così di erogare i finanziamenti richiesti dalle 63 imprenditrici che erano rimaste escluse, nonostante la loro domanda godesse dei necessari requisiti; e l’inserimento di criteri prioritari per le imprese guidate da donne nel bando di aiuto agli investimenti delle start-up, finanziato con i fondi Fesr 2014-2020.</p>
<p>&#8220;La Regione riesce a dare un sostegno concreto e sostanzioso alla capacità imprenditoriale delle donne in Veneto &#8211; commenta l’assessore allo Sviluppo economico -, aiutandole a ‘fare impresa’. Il contributo in conto capitale, per l’acquisto di macchinari, attrezzature, arredi, impianti e programmi informatici, potrà rappresentare una buona leva per incentivare i progetti di consolidamento e crescita delle imprese ‘in rosa’. Per la prima volta si tratta di un contributo del 30%, percentuale doppia rispetto alla precedente misura attivata con Veneto Sviluppo. Se a questa misura sommiamo lo sblocco del fondo di Veneto Sviluppo e l’asse prioritario attribuito alle imprese femminili nell’ambito dei fondi Por Fesr 2014-2020 (già 24 imprese finanziate per 1.089.071 euro) per le start up, il ‘pacchetto’ di interventi a sostegno delle 186 mila donne  imprenditrici del Veneto supera i 4.5 milioni di euro”.</p>
<p><strong>In Veneto le imprenditrici rappresentano il 27,1 per cento dei titolari d’azienda</strong>: una percentuale in continua crescita negli ultimi anni, grazie anche alle politiche regionali. La realtà veneta dell’imprenditoria femminile è fatta soprattutto di micro imprese o di aziende con meno di 5 dipendenti, attive soprattutto nel settore dei servizi, del commercio e dell’artigianato. La Regione Veneto sostiene e finanzia da tempo  l’imprenditoria femminile con uno specifico provvedimento normativo (LR. 1/2000), ma lo stanziamento di quest’anno – sottolinea il titolare delle politiche economiche della Regione &#8211; risulta essere tra i più sostanziosi dei 16 anni di applicazione della legge, grazie anche al recupero ‘ad hoc’ di fondi dal bilancio regionale”.</p>
<p>I <strong>destinatari</strong> del bando sono <strong>le imprese già esistenti in Veneto al momento della presentazione della domanda</strong>, costituite da donne residenti in Veneto da almeno due anni, se imprese individuali, oppure i cui soci e organi di amministrazioni siano costituiti per almeno i due terzi da donne che risiedono in Veneto da almeno due anni e il cui capitale sociale sia per il 51% al femminile, qualora si tratta di società, anche di tipo cooperativo. Inoltre, requisito per accedere al contributo regionale è che la sede operativa dell’impresa nella quale si realizza l’intervento sia nel territorio regionale.</p>
<p>Potranno concorrere al contributo regionale le imprenditrici che quest’anno effettuano spese per macchinari, impianti produttivi, hardware e programmi informatici, attrezzature e arredi, mezzi di trasporto ad uso aziendale, opere edili e di impiantistica, per importi compresi tra i 20 mila e i 150 mila euro. Il contributo regionale coprirà il 30% della spesa rendicontata.</p>
<p>I<strong>l bando, a sportello, si aprirà lunedì 6 novembre</strong> e si concluderà il 16 novembre. Le domande, corredate dalla rendicontazione dell’investimento fatto, dovranno essere presentate, via web, alla Direzione Industria Artigianato Commercio e Servizi della Regione Veneto secondo lo schema e le indicazioni pubblicate nel sito della Regione Veneto</p>
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		<title>Sanzioni alla Russia, Assessore Marcato: &#8220;per il Veneto si parla di miliardi di euro di danni&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/politica/2017/07/01/sanzioni-alla-russia-assessore-marcato-veneto-si-parla-miliardi-euro-danni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2017 07:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[export  triveneto]]></category>
		<category><![CDATA[Nordest]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Marcato]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre l’Unione europea rinnova per altri sei mesi le sanzioni alla Russia per l’occupazione della Crimea, la Regione Veneto fa i conti con gli effetti di tre anni di embargo russo sul Pil e sui flussi commerciali del Nordest e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre l’Unione europea rinnova per altri sei mesi le <strong>sanzioni alla Russia</strong> per l’occupazione della Crimea, la Regione Veneto fa i conti con gli effetti di tre anni di embargo russo sul <strong>Pil</strong> e sui<strong> flussi commerciali del Nordest</strong> e cerca ogni strategia utile per limitare i danni. Il Comitato regionale sulle problematiche delle sanzioni alla Russia, istituito lo scorso aprile come organo tecnico di raccordo tra istituzioni locali e  categorie economiche,  si è nuovamente riunito sotto la presidenza dell’assessore regionale allo sviluppo economico<strong> Roberto Marcato</strong>, su delega del presidente Luca Zaia, per  misurare il reale impatto delle sanzioni Ue sull’economia del Nordest.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/aziendatessile.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-6149" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/aziendatessile-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/aziendatessile-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/aziendatessile-768x512.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/aziendatessile-1024x683.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/aziendatessile-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/aziendatessile.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L’<strong>export  triveneto</strong> verso la Russia è crollato del 37% rispetto al 2013, i settori più colpiti sono l’agroalimentare  (che ha perso un miliardo di fatturato l’anno su scala nazionale), la manifattura di lusso, l’arredamento e la carpenteria. Pesanti anche gli effetti sull’industria turistica veneta, che ha visto crollare del 35,6 per cento gli arrivi russi, con una perdita di fatturato quantificata dalle associazioni di categoria nell’ordine di 160 milioni di euro l’anno. L’Italia, e in particolare il Nordest, è il Paese che rischia di pagare il conto più salato del regime sanzionatorio adottato nel 2014.</p>
<p>“Per noi le sanzioni sono state un boomerang, visto che il governo russo, come contromisura alle sanzioni Ue e Usa, ha posto l’embargo in particolare sui prodotti di qualità del ‘made in Italy’, ad origine protetta e ad alto valore aggiunto”, ha puntualizzato l’assessore Marcato, facendo sintesi delle segnalazioni raccolte da tutte le categorie economiche. “Un effetto che rischia di  protrarsi a lungo, visto che i consumatori russi si sono orientati verso produzioni interne o altri partners commerciali non colpiti da embargo. Il danno infatti non si traduce solo nel calo dell’export, ma anche nella difficoltà di recuperare le quote di mercato che sono andate perse”.</p>
<p>“Il Veneto, che è la regione che meglio sta uscendo dalla crisi economica in termini di PIL e di tasso di disoccupazione – ha aggiunto l’assessore &#8211; di tutto ha bisogno fuorché di sanzioni e controsanzioni, che stanno gravando solo sulle nostre imprese, rispetto ad un mercato strategico come quello russo”.</p>
<p>“La Regione Veneto è pronta a giocare tutto il proprio ruolo istituzionale, politico ed economico su questa partita – ha prospettato il referente regionale per le politiche economiche – e ha già cominciato a farlo siglando, d’intesa con la Farnesina, accordi interregionali con regioni della Russia. Il primo di questi è stato siglato il 27 giugno scorso dal presidente Zaia con la regione russa di Voronezh, e ora siamo al lavoro per formalizzare una intesa istituzionale con la regione armena di Armavir. In questo modo, apriamo canali istituzionali di dialogo, di amicizia e di relazione economica con istituzioni russe o di paesi limitrofi, legati alla Russia da rapporti di partnership, spianando così la via a possibili ‘triangolazioni’ commerciali per i nostri imprenditori e alla ripresa degli arrivi turistici dalle aree a est degli Urali”.</p>
<p>La Regione del Veneto, che aveva chiesto per prima fin dal 2014 di riconsiderare le misure sanzionatorie con risoluzioni del Consiglio regionale e deliberazioni della Giunta, è pronta a riprendere l’iniziativa politica anche con il governo nazionale e l’Unione europea.</p>
<p>“I prossimi passi – prospetta Marcato, con la presenza al tavolo dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi – saranno una nuova risoluzione politica del Consiglio regionale del Veneto da inviare al governo nazionale per rappresentare le difficoltà subite dai produttori veneti nei tre anni di applicazione delle sanzioni, l’accompagnamento diretto delle nostre aziende, tramite rapporti diplomatici e accordi commerciali con i territori russi o con i paesi alleati, e l’utilizzo di tutti i canali della diplomazia per far presente alle autorità russe che il Veneto è stata l’unica regione in Italia ad aver riconosciuto la volontà degli abitanti della Crimea di appartenere alla Federazione russa e ad aver contrastato con ogni mezzo, sin dal 2014, le misure sanzionatorie applicate da Bruxelles e dagli Stati Uniti”.</p>
<p>“Se i politici e gli imprenditori russi percepiranno il Veneto come una regione ‘amica’ – conclude Marcato – sarà possibile normalizzare, nel pieno rispetto della legalità, le nostre relazioni commerciali, evitando di pagare l’ingiusto scotto per contromisure dettate da decisioni che non abbiamo mai condiviso”.</p>
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