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	<title>Sandra Biolo &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Scuola, l&#8217;allarme della Cisl: &#8220;insegnanti di sostegno sempre meno qualificati&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/26/scuola-lallarme-della-cisl-insegnanti-di-sostegno-sempre-meno-qualificati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2018 11:07:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[cisl]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Refosco]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Insegnanti di sostegno sempre meno qualificati. L’allarme è di Sandra Biolo, segretaria della Cisl Scuola Veneto, che denuncia come “i numeri preventivi del prossimo anno scolastico, forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale, dicono tutto. Mentre si riduce il totale degli alunni – spiega la Biolo &#8211; cresce invece la quota di quelli che necessitano di un insegnante di sostegno e tra questi i disabili gravi. A questa richiesta si risponde certamente con un aumento dei posti per docenti di sostegno che però saranno coperti da personale senza la specializzazione. I docenti con titolo passeranno quindi dal 55% del totale al 50%: un altro ulteriore passo indietro che non giova a nessuno”.<br />
La causa è la carenza di laureati in Scienze della Formazione primaria (da cui si accede ai corsi di specializzazione) dovuta ai pochi posti disponibili presso l’Università di Padova e la sede decentrata di Verona, posti che coprono meno della metà del turn over per pensionamento.<br />
“Con grande rammarico &#8211; si legge, infatti, in una lettera inviata a Zaia dalla Biolo e da Gianfranco Refosco, segretario Cisl Veneto ancora nello scorso mese di giugno &#8211; abbiamo preso atto che, nella programmazione dell’Anno Accademico 2018/2019 dell’Università degli Studi di Padova, i posti disponibili nel Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria sono rimasti tanti quanto gli scorsi anni: 200”. La Cisl torna quindi a chiedere “un incontro per individuare una comune linea d’azione che ci permetta di ottenere quell’incremento dei posti che ci è stato negato”. “E’ da almeno due anni – conclude la Biolo &#8211; che chiediamo attenzione ed azione comune su questi aspetti fondamentali per la qualità della scuola veneta. Tutti ci danno ragione sulle nostre argomentazioni, ma non si va oltre. Noi però insistiamo e insisteremo”.</p>
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		<title>Scuola, sì al rinnovo del contratto: aumenti da 80 a 110 euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2018/02/09/scuola-si-al-rinnovo-del-contratto-aumenti-80-110-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 16:16:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Firmato stamattina all’Aran il primo contratto del nuovo comparto Istruzione (Scuola pubblica e Università) e Ricerca. Un milione e duecentomila tra docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi in tutta Italia hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=" text-justify">Firmato stamattina all’Aran il primo contratto del nuovo comparto Istruzione (Scuola pubblica e Università) e Ricerca. Un milione e duecentomila tra docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi in tutta Italia hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni (risale a 10 anni fa l’ultimo rinnovo contrattuale della parte economica del comparto scuola) e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione.</p>
<p class=" text-justify">Le novità più rilevanti per il settore scuola pubblica riguardano gli aumenti salariali (da un minimo di 80,40 euro ad un massimo di 110,70), il diritto alla disconnessione (per arginare l’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie) e la definizione di un codice disciplinare per garantire la libertà di insegnamento.</p>
<p class=" text-justify">«Con questo contratto – commenta Sandra Biolo Cisl Scuola Veneto – ripristinando l’identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità». In Veneto beneficeranno del rinnovo più di 48mila docenti (di cui 7.500 supplenti annuali) e quasi 16mila di personale ATA (a cui si aggiungono 560 posti in deroga). A questi si aggiunge il personale delle Università e della Ricerca, in totale altri 6.600 lavoratori.</p>
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		<title>Scuola, in Veneto c&#8217;è carenza di presidi: ne manca uno su quattro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/10/03/scuola-veneto-ce-carenza-presidi-ne-manca-uno-quattro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2017 09:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[In Veneto, come nel resto del Paese, mancano docenti per le primarie e insegnanti di sostegno specializzati a tutti i livelli scolastici, ma la carenza di personale riguarda anche i vertici del sistema scolastico locale: i dirigenti (i presidi).  Senza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=" text-justify">In Veneto, come nel resto del Paese, mancano docenti per le primarie e insegnanti di sostegno specializzati a tutti i livelli scolastici, ma la carenza di personale riguarda anche i vertici del sistema scolastico locale: i dirigenti (i presidi).  Senza considerare le scuole che, per dimensione (sotto i 600 alunni) sono già soggette a reggenza (354, di cui 31 in Veneto) la situazione è questa: l’organico, sulla carta, dei dirigenti in tutta Italia è di 7.994 posti. Di questi effettivamente disponibili sono circa 6.500. Le scuole che hanno titoli per avere un proprio preside sono 8.221. La differenza è quindi di oltre 1.700 capi istituto. Questa carenza, come quella delle scuole sottodimensionate, sarà coperta dai 6.500 disponibili.</p>
<p class=" text-justify">A livello veneto la situazione è ancora peggiore: il 27% dei posti di preside è vacante. In termini numerici vuol dire che per i 574 istituti scolastici con diritto al preside sono disponibili solo 420 dirigenti a cui spetta anche reggere i 31 istituti sottodimensionati. Effetto finale: 185 presidi (quasi la metà di quelli in servizio) dovrà sovraintendere a due istituti scolastici.</p>
<p class=" text-justify">A fronte di questa situazione di ennesima emergenza che coinvolge la scuola (il concorso per dirigenti scolastici non è stato ancora bandito dopo due anni dalla definizione delle regole per la sua emanazione) i rappresentanti regionali dei sindacati della scuola hanno organizzato per oggi, martedì 3 ottobre, una assemblea sindacale dei dirigenti scolastici. «Situazione professionale e retributiva, rinnovo del contratto nazionale del prossimo triennio, questi alcuni degli argomenti che tratteremo durante l’assemblea – spiega Sandra Biolo Cisl Scuola – si tratta di gravissimi malfunzionamenti del sistema scolastico che diventeranno sempre più pesanti qualora non si trovino delle soluzioni e come al solito a pagarne le conseguenze saranno anche i nostri ragazzi».</p>
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		<title>Docenti di sostegno, in Veneto le università fanno perdere 1.500 posti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/08/26/docenti-sostegno-veneto-le-universita-fanno-perdere-1-500-posti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2017 11:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Sebbene dotati di buona volontà, anche per l’anno scolastico 2017/2018 saranno pochi i docenti di sostegno che potranno seguire i 16.424 alunni disabili del Veneto (di cui più di 7mila con gravità): ancora una volta le Università di Padova e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene dotati di buona volontà, anche per l’anno scolastico 2017/2018 saranno pochi i docenti di sostegno che potranno seguire i 16.424 alunni disabili del Veneto (di cui più di 7mila con gravità): ancora una volta le Università di Padova e Verona hanno attivato i corsi di specializzazione per attività di sostegno con numeri troppo bassi rispetto alle effettive esigenze territoriali. «Poichè il Miur autorizza il numero dei corsisti in base alle richieste delle università, sorge spontanea la domanda: perché le università venete non chiedono più posti? &#8211; tuona Sandra Biolo, Segretaria generale Cisl Scuola del Veneto – già l’anno scorso i troppo pochi corsi attivati hanno fatto perdere l’opportunità a 1.559 giovani di avere un posto di lavoro; sebbene il Miur infatti avesse autorizzato ben 1.743 immissioni in ruolo, ne sono state fatte solo 184, proprio per la mancanza di personale specializzato». Lo squilibrio che in Veneto vede per il prossimo anno 560 posti per i corsisti nelle due Università (280 a Padova e 280 a Verona) a fronte delle 1.743 nomine in ruolo, si ribalta invece in altre regioni: in Campania sono 691 le nomine per 1.550 posti autorizzati dal Miur, o ancora in Molise il contingente è di 370 specializzandi per 35 immissioni in ruolo. «Non c&#8217;è una programmazione adeguata a seconda delle necessità delle varie regioni e purtroppo gli uffici scolastici regionali, che conoscono molto bene i reali fabbisogni del territorio, non hanno alcuna voce in capitolo – continua Biolo &#8211; lo squilibrio a livello nazionale tra l&#8217;offerta universitaria e le reali esigenze dei territori non è più sostenibile».</p>
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