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	<title>seconda guerra mondiale &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Vicenza, cerimonia per il 75esimo anniversario dal bombardamento del 1944</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 16:18:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamento]]></category>
		<category><![CDATA[cerimonia]]></category>
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		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 75° anniversario del bombardamento del 14 maggio 1944 è stato ricordato oggi, martedì 14 maggio, nella Loggia del Capitaniato. L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune, è stata curata dall&#8217;associazione vicentina di promozione socio-culturale “Vicenza in centro”, d&#8217;intesa con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western">Il 75° anniversario del bombardamento del 14 maggio 1944 è stato ricordato oggi, martedì 14 maggio, nella Loggia del Capitaniato.</p>
<p class="western">L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune, è stata curata dall&#8217;associazione vicentina di promozione socio-culturale “Vicenza in centro”, d&#8217;intesa con l&#8217;associazione “Vittime civili”.</p>
<p class="western">Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco, il presidente di “Vicenza in centro” e un rappresentante dei familiari delle vittime del bombardamento. Erano presenti anche il prefetto Pietro Signoriello e il presidente del consiglio comunale Valerio Sorrentino.</p>
<p class="western">Il sindaco ha sottolineato l&#8217;importanza di commemorare la ricorrenza che ha mietuto vittime e danneggiato la città e che ha valso a Vicenza la seconda medaglia d&#8217;oro <span lang="it-IT">per </span><span lang="it-IT">l&#8217;attività partigiana durante la guerra di Liberazione </span><span lang="it-IT">(1943 &#8211; 1945) apposta sulla bandiera della città insieme alla prima medaglia per la strenua difesa opposta agli austriaci nel maggio-giugno 1848</span><span lang="it-IT">&#8220;</span><span lang="it-IT">.</span></p>
<p class="western"><span lang="it-IT">Sono poi intervenuti il presidente di “Vicenza in centro”</span><span lang="it-IT"> che ha sottolineato le numerose vittime fatte non solo dal bombardamento che ricorre oggi ma anche da tutti i bombardamenti che hanno coinvolto pesantemente Vicenza.</span></p>
<p class="western"><span lang="it-IT">Il rappresentante dei familiari delle vittime del bombardamento ha ricordato quanto la popolazione sia stata ferita dagli attacchi che hanno causato la perdita di vite umane. I bombardamenti hanno colpito anche i monumenti cittadini, il centro storico, i palazzi palladiani, che le amministrazioni successive hanno voluto ricostruire per far ritornare Vicenza quella che era, la città del Palladio.</span></p>
<p class="western"><span lang="it-IT">Il </span><span lang="it-IT">sindaco</span><span lang="it-IT"> ha poi ringraziato per la partecipazione tutti i presenti, tra cui il prefetto, i parenti delle vittime, le associazioni combattentistiche e d&#8217;arma, le associazioni civiche e i cittadini intervenuti invitando </span><span lang="it-IT">a partecipare alla prossima commemorazione ufficiale in programma il 2 giugno a Campo Marzo.</span></p>
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		<title>Giorgio Perlasca, l&#8217;uomo che salvò dall&#8217;Olocausto più di 5000 persone -VIDEO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 21:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[VideoGallery]]></category>
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		<category><![CDATA[Giusti fra le Nazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Museo dello Yad Vashem]]></category>
		<category><![CDATA[olocausto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe  id="_ytid_79799"  width="680" height="383"  data-origwidth="680" data-origheight="383" src="https://www.youtube.com/embed/voYRsC8ryiE?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quella di Giorgio Perlasca è la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944-1945 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica inventandosi un ruolo, quello di Console spagnolo, lui che non era né diplomatico né spagnolo.<span id="more-3711"></span><br />
Tornato in Italia dopo la guerra la sua storia non la racconta a nessuno, nemmeno in famiglia, semplicemente perché riteneva d’aver fatto il proprio dovere, nulla di più e nulla di meno.<br />
Se non fosse stato per alcune donne ebree ungheresi da lui salvate in quel terribile inverno di Budapest la sua storia sarebbe andata dispersa. Queste donne, a fine degli anni ’80 misero sul giornale della Comunità ebraica di Budapest un avviso di ricerca di un diplomatico spagnolo, Jorge Perlasca, che aveva salvato loro e tanti altri correligionari durante quei mesi terribili della persecuzione nazista a Budapest e alla fine della ricerca ritrovarono un italiano di nome Giorgio Perlasca.<br />
Il destino decise che la storia di Giorgio Perlasca venisse conosciuta e ora il suo nome si trova a <strong>Gerusalemme</strong>, tra i <strong>Giusti fra le Nazioni</strong>, e un albero a suo ricordo è piantato sulle colline che circondano il <strong>Museo dello Yad Vashem</strong>.<br />
La storia di <strong>Giorgio Perlasca</strong> dimostra come per ogni individuo è sempre possibile fare delle scelte alternative anche nelle situazioni peggiori, in cui l’assassinio è legge di stato e il genocidio parte di un progetto politico.<br />
A chi gli chiedeva perché lo aveva fatto, rispondeva semplicemente: “. . . ma lei, avendo la possibilità di fare qualcosa, cosa avrebbe fatto vedendo uomini, donne e bambini massacrati senza un motivo se non l’odio e la violenza?&#8221;</p>
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		<title>Bunker di Recoaro Terme, crocevia della Seconda Guerra Mondiale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/02/02/bunker-recoaro-terme-crocevia-della-seconda-guerra-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2017 19:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Recoaro Terme]]></category>
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		<category><![CDATA[Comando alleato di Alexander]]></category>
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		<category><![CDATA[ministero dell’Interno]]></category>
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		<category><![CDATA[Repubblica sociale italiana]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe  id="_ytid_49023"  width="680" height="383"  data-origwidth="680" data-origheight="383" src="https://www.youtube.com/embed/gohP1JuYfh8?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La storia della seconda Guerra Mondiale passa anche per Recoaro Terme, dove sul finire del conflitto il Comando supremo della Wehrmacht stabilì il suo quartier generale, trattando dopo poco la resa. Uno dei bunker che fu la regia delle truppe tedesche in Italia è stato da poco riaperto al pubblico. Lo abbiamo visitato per voi realizzando immagini ricche di storia e significato .<span id="more-3549"></span>Di quel periodo rimangono alcune testimonianze che sono state raccolte in un libro e pochi manufatti fra cui il Bunker Tedesco restaurato pochi anni fà all&#8217;interno delle Fonti Centrali.</p>
<p>La decisione del comando supremo tedesco di arrendersi fu presa a Recoaro Terme. Nella notte tra il 22 e il 23 aprile 1945, dopo un&#8217;intera giornata di discussione, il <strong>generale Heinrich von Vietinghoff-Scheel</strong>, comandante in capo del settore Sudovest e del gruppo di armate C operante sul fronte italiano, dette disco verde ai suoi plenipotenziari che subito partirono da Recoaro per andare a firmare la resa presso il <strong>Comando alleato di Alexander</strong> a Caserta.</p>
<p>Le truppe tedesche si dislocarono nella stazione termale vicentina in due fasi distinte: la prima coincise con i mesi di ottobre 1943 &#8211; maggio 1944, la seconda con i mesi di giugno 1944 &#8211; aprile 1945.</p>
<p>Nei primi giorni di <strong>ottobre del 1943</strong> giunsero a Recoaro trecento soldati tedeschi, per la cui sistemazione furono requisiti quattro alberghi, il &#8220;Lelia&#8221; dentro il perimetro delle Regie Fonti, il &#8220;Varese&#8221;, il &#8220;Trettenero&#8221; e il &#8220;Firenze&#8221;. Si completava in questo modo l&#8217;occupazione tedesca della Valle dell&#8217;Agno iniziata immediatamente dopo l&#8217;8 settembre.</p>
<p>Fino a metà maggio dell&#8217;anno successivo le truppe tedesche, il cui numero diminuì a partire dal <strong>gennaio 1944</strong>, convissero con i funzionari e gli agenti della Direzione generale di Pubblica Sicurezza del <strong>Ministero dell&#8217;Interno</strong> della <strong>Repubblica sociale italiana</strong>, con i funzionari e i militi del Comando centrale della Milizia della strada, con i funzionari e i militari di una parte del Sottosegretariato della Marina. Si trattava di quasi 800 persone che erano arrivate a Recoaro nel novembre 1943 a seguito del trasferimento in varie località dell&#8217;Italia del Nord del governo della Rsi e di tutti i ministeri romani. Per sistemare i nuovi arrivati e i loro uffici furono requisiti una sessantina tra alberghi e pensioni, nonchè alcune ville (in una di queste prese alloggio il tenente di vascello Eugenio Wolk, comandante del reparto segreto degli incursori &#8220;Gamma&#8221; della X° Mas, che aveva la sua base a Valdagno).<br />
I partigiani, presenti già agli inizi del 1944 sui monti circostanti, erano ancora pochi e in fase di organizzazione e di armamento.</p>
<p>Fino a metà maggio del 1944, dunque, Recoaro rimase una appartata e relativamente tranquilla retrovia dove il problema più impellente era rappresentato dai ritardi con i quali la<strong> Prefettura di Vicenza</strong> pagava i conti degli alberghi requisiti, dal momento che nessuno, nè i tedeschi nè i funzionari ministeriali, intendeva pagare il costo degli alloggi.</p>
<p>Dopo il fallimento dell&#8217;offensiva tedesca nelle Ardenne (dicembre 1944) le sorti della guerra in Europa erano definitivamente segnate. Per questo Hitler aveva dato ordine di fare terra bruciata sia in Germania sia nei paesi occupati. Se eseguito, l&#8217;ordine avrebbe causato la distruzione di tutto l&#8217;apparato industriale dell&#8217;Italia del Nord.</p>
<p>L&#8217;ambasciatore Rudolph Rahn e il capo delle SS in Italia Karl Wolff compresero l&#8217;assurdità di tale ordine a guerra praticamente perduta. Ma capirono anche di avere in mano una carta politicamente importante: infatti la salvaguardia delle industrie della Valle del Po nonché quella dei porti di Genova, Venezia e Trieste erano, in previsione del &#8220;dopo&#8221;, una preziosa materia di scambio con gli Alleati con i quali, all&#8217;insaputa di Hitler, si ricercarono contatti diretti. Nacque così, ai primi di marzo del 1945, l&#8217;operazione &#8220;Sunrise&#8221;, che ebbe come protagonisti da un lato Karl Wolff e dall&#8217;altro Alien Dulles, del Servizio segreto americano (OSS) operante in Svizzera. &#8220;Sunrise&#8221; avrebbe dovuto garantire la salvaguardia degli impianti industriali e, contemporaneamente, provocare la resa-anticipata delle truppe tedesche in Italia.</p>
<p>Per ottenere tutto questo, però, era necessario l&#8217;assenso dei militari, cioè del generale von Vietinghoff-Scheel, che il 10 marzo era subentrato a Kesselring nel Comando Sudovest. Il capo delle SS era andato più volte a Recoaro per convincere il <em>Generaloberst</em> della inevitabilità della resa, e vi ritornò dopo il 9 aprile, quando era iniziata l&#8217;offensiva finale alleata. Wolff, infatti, era consapevole che l&#8217;avanzata sempre più impetuosa degli angloamericani nella pianura padana avrebbe ben presto tolto ogni significato all&#8217;operazione &#8220;Sunrise&#8221;. I suoi sforzi, tuttavia, non erano approdati a nulla perchè Von Vietinghoff, non volendo essere accusato di alto tradimento e terrorizzato dalla prevedibile reazione di Hitler, rifiutava di arrendersi.Così, dopo alcuni giorni, avvenne quanto Wolff aveva previsto e temuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poiché da <strong>Recoaro</strong> non veniva alcun segnale di resa, il 19 aprile gli Alleati annullarono &#8220;Sunrise&#8221; e, con essa, il tacito accordo di non bombardare la sede del comando supremo tedesco finché duravano le trattative. Lo prova il fatto che gli angloamericani, nonostante fossero padroni incontrastati dei cieli, avevano evitato di bombardare il comando di von Vietinghoff all&#8217;inizio della loro offensiva, come invece sarebbe stato logico che facessero per interrompere da subito ogni comunicazione tra Recoaro e il fronte e creare grave disorientamento nelle prime linee tedesche. Lo fecero venerdì 20 aprile.</p>
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		<title>Inaugurato a Vicenza il &#8220;Parco della memoria&#8221; in ricordo dell&#8217;Olocausto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/01/28/inaugurato-vicenza-parco-della-memoria-ricordo-dellolocausto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 13:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[In “ricordo della tragedia dell&#8217;Olocausto e delle vittime della persecuzione nazifascista”  è stato inaugurato a Parco Fornaci il Parco della memoria, “dedicato agli uomini e alle donne di Vicenza deportati nei campi di concentramento (1943-1945)” come si legge nella targa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="sottotitolo">In “ricordo della tragedia dell&#8217;Olocausto e delle vittime della persecuzione nazifascista”  <strong>è stato inaugurato a Parco Fornaci il Parco della memoria</strong>, “dedicato agli uomini e alle donne di Vicenza deportati nei campi di concentramento (1943-1945)” come si legge nella targa collocata in prossimità della zona delimitata da un filare di 8 gelsi, disposti in modo circolare, in segno di raccoglimento.<span id="more-3506"></span></p>
<div>
<div id="attachment_3508" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3508" class="size-medium wp-image-3508" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria-768x512.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria-1024x683.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-3508" class="wp-caption-text"><em>Inaugurazione parco della memoria 27-01-17</em></p></div>
<p>Il <strong>Parco della memoria</strong> è stato chiesto al consiglio comunale attraverso una mozione approvata il 10 maggio 2016, affinché possa essere un luogo per il raccoglimento e la riflessione in “ricordo della tragedia dell&#8217;Olocausto e delle vittime della persecuzione nazifascista”. Il coordinamento della associazioni<strong> LGBT</strong> ha manifestato “l&#8217;esigenza di individuare un luogo per l&#8217;elaborazione della memoria e di conoscenza storica, capace di superare i confini della dimensione locale e di offrire materiale per una dimensione più ampia, capace di coinvolgere i grandi temi della pace e della guerra, dei diritti umani e della giustizia”.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria3.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-3510 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria3-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria3-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria3-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria3-1024x768.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria3.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Come previsto dalla mozione, il Parco della Memoria è stato inaugurato ieri 27 gennaio, Giorno della memoria in cui vengono ricordati “la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.</p>
<p>Alla cerimonia erano presenti  gli assessori alla cura urbana Cristina Balbi, alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, Alessandra Marobin, consigliere comunale tra i promotori della mozione per l&#8217;istituzione del Parco della memoria, e per Arcigay Mattia Stella e Thomas Tedesco. Erano presenti, inoltre, l&#8217;onorevole Daniela Sbrollini, Alessandra Moretti, consigliere regionale, e Giuseppe Pupillo, presidente di Istrevi.</p>
<div id="attachment_3509" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria2.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3509" class="size-medium wp-image-3509" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria2-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria2-768x512.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria2-1024x683.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/parco-della-memoria2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-3509" class="wp-caption-text">inaugurazione parco della memoria 27-01-17</p></div>
<p>“Parco Fornaci è un luogo che ricorda il passato industriale della città: qui, infatti, sorgeva una fabbrica in cui venivano costruiti i mattoni. Tra tutti i parchi cittadini abbiamo ritenuto che questo fosse il più idoneo, per differenti motivi, ad ospitare il Parco della memoria, un luogo di raccoglimento per non dimenticare tutto il dolore provocato dalla persecuzione nazifascista – si è espressa così l&#8217;assessore alla cura urbana <strong>Cristina Balbi</strong> di fronte agli studenti che oggi hanno partecipato all&#8217;evento -. Di quella tragedia, sempre più lontana nel tempo, abbiamo ormai perso la possibilità di avere testimonianze dirette da parte di coloro che l&#8217;hanno vissuta in prima persona. Sta a noi recuperare quei ricordi per diventare più responsabili e fare in modo che eventi di tal genere non si ripetano. E&#8217; importante ricordare che le differenze ci rendono preziosi, unici e che ci arricchiscono e fare in modo che i valori fondanti della nostra esistenza siano la tolleranza e l&#8217;inclusione”.</p>
<p>Ha preso la parola, quindi, <strong>Alessandra Marobin</strong>, consigliere comunale tra i promotori della mozione per l&#8217;istituzione del Parco della memoria, che oltre a sottolineare il valore della memoria per non ripetere certi terribili errori, ha invitato i ragazzi a frequentare Parco Fornaci che è stato voluto fortemente dai residenti nel quartiere.</p>
<p>Successivamente sono intervenuti per Arcigay <strong>Mattia Stella e Thomas Tedesco</strong>; quest&#8217;ultimo ha letto un pensiero a nome della comunità ebraica di Padova. Entrambi hanno sottolineato l&#8217;importanza per la memoria collettiva di avere luoghi che ci spingono a ricordare.</p>
<p>La conclusione è stata affidata all&#8217;assessore alla comunità e alla famiglia <strong>Isabella Sala</strong>: “Oggi siamo qui per sostenere la lotta contro tutte le discriminazioni. Nei campi di sterminio le persone erano identificate da un simbolo: la stella gialla per gli ebrei è nota a tutti. Ma c&#8217;era anche il triangolo che, a seconda del colore, etichettava persone differenti. Oggi è fondamentale sostenere che ogni persona ha il diritto di essere se stessa e che la diversità è una ricchezza; lo dobbiamo a tutte le persone che hanno subito discriminazioni e che ricordiamo in questo giorno e, anche grazie a questo nuovo spazio della memoria nella nostra città, ogni giorno dell&#8217;anno”.</p>
<p>Infine cinque classi terze della scuola secondaria di primo grado Calderari e quattro classi quinte della scuola primaria Zecchetto hanno letto alcune poesie e brani dedicati al Giorno della memoria.</p>
<p>Durante la giornata si sono svolti altri momenti di riflessione per il Giorno della memoria.</p>
<p>Nel tardo pomeriggio, in centro storico, con ritrovo alle 18.45 in piazza San Lorenzo, il Comune insieme ad Arcigay 15 Giugno, con la partecipazione del Coordinamento delle associazioni LGBT della provincia di Vicenza, hanno promosso la <strong>“Marcia della memoria”</strong>, per ricordare le vittime dell&#8217;Olocausto e delle leggi razziali e di tutti coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/bandiere-a-mezzasta.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3507" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/01/bandiere-a-mezzasta-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/bandiere-a-mezzasta-300x225.jpeg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/bandiere-a-mezzasta-768x576.jpeg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/bandiere-a-mezzasta-1024x768.jpeg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/01/bandiere-a-mezzasta.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Da piazza San Lorenzo si è proseguito fino a piazza dei Signori dove, in Loggia del Capitaniato, si è tenuto un momento di raccoglimento: dopo i saluti delle autorità e la lettura di alcune testimonianze tra cui quella della comunità ebraica di Padova, del Comi.VI.H e del presidente dei Sinti Italia Davide Casadio, che non era presente perché invitato al Quirinale per le celebrazioni del 27 gennaio, i cittadini presenti hanno potuto esprimere un proprio pensiero o leggere una poesia. Era presente anche il maestro Giuliano Fracasso alla fisarmonica. La cerimonia si è conclusa con l&#8217;ascolto della preghiera-canzone GamGam.</p>
<p>In occasione della ricorrenza del Giorno della memoria, come disposto dalla Prefettura ieri, venerdì 27 gennaio, a palazzo Trissino, a palazzo uffici e in Loggia del Capitaniato sono state esposte le bandiere a mezz&#8217;asta.</p>
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		<title>&#8220;Dachau, baracca 8 &#8211; numero 123343&#8221; , Enrico Vanzini racconta la sua prigionia nel campo di concentramento nazista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 18:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[campi di concentramento]]></category>
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		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Appuntamento per giovedì 7 aprile a Carmignano di Brenta dove Vanzini racconterà i terribili momenti vissuti sotto la prigionia nazista. In ricordo della grande guerra sarà una serata all&#8217;insegna della memoria.<span id="more-1603"></span><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/03/vanzini.jpg" rel="attachment wp-att-1604"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1604" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/03/vanzini-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/03/vanzini-205x300.jpg 205w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/03/vanzini-154x225.jpg 154w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/03/vanzini.jpg 366w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" /></a>La toccante testimonianza di Enrico Vanzini (oggi 93 anni, abita vicino a Cittadella), da cui è stato tratto il libro “L’ultimo SonderKommando” partendo dalla cattura da parte dei tedeschi l’8 settembre 1943 e deportato a<br />
Dachau. Per 7 mesi è stato internato a Dachau dove ha perso 56 kg, è stato bastonato, ha visto cose che mai avrebbe voluto vedere e ha dovuto farne di altrettanto terribili. Per 15 giorni è stato obbligato a svolgere il ruolo di Sonderkommando, cioè ha caricato dei cadaveri dei suoi compagni i forni crematori. Una viva testimonianza della Shoah, e proprio Enrico Vanzini sarà presente in sala con l’autore Roberto Brumat.</p>
<p>Enrico Vanzini era solo un numero quando nel 1944 a 22 anni entrò, prigioniero di guerra, nel campo di concentramento nazista di Dachau. A 89 anni racconta la drammatica avventura: catturato in Grecia, fuggito dalla<br />
fabbrica di panzer tedeschi, consegnato alla Gestapo, salvato dalla fucilazione nel lager di Buchenwald, internato a Dachau. Il ricordo più forte è dell’inverno a Dachau: la crudeltà delle SS e gli orrori visti e patiti. Esperimenti sui detenuti, camera a gas, forni crematori. Orrori per 60 anni tenuti nascosti ai suoi stessi figli. Finché è venuto il momento di parlare.   Un’ opera realizzata come contributo alla memoria per la formazione delle nuove e future generazioni.</p>
<p>Enrico Vanzini è stato ricevuto, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione delle Celebrazioni per la Giornata della Memoria al Quirinale il 29 gennaio 2013 dove lo stesso Capo dello Stato gli ha consegnato la Medaglia d’Onore riservata agli ex internati nei campi di concentramento nazisti.</p>
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