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	<title>Sergio Rebecca &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Settore commercio in difficoltà, Rebecca (Confcommercio): &#8220;Senso di responsabilità delle nostre imprese, ora lo Stato faccia la sua parte&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/15/settore-commercio-in-difficolta-rebecca-confcommercio-senso-di-responsabilita-delle-nostre-imprese-ora-lo-stato-faccia-la-sua-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2020 10:20:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca commenta la difficile situazione che sta vivendo il comparto commerciale della nostra provincia. Le misure disposte dal Governo limitano lo svolgimento delle attività del terziario per fronteggiare l’emergenza sanitaria da coronavirus creando molte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il presidente di<strong> Confcommercio Vicenza</strong> Sergio Rebecca commenta la difficile situazione che sta vivendo il comparto commerciale della nostra provincia. Le misure disposte dal Governo limitano lo svolgimento delle attività del terziario per fronteggiare l’emergenza sanitaria da <strong>coronavirus</strong> creando molte difficoltà ma soprattutto tanta preoccupazione tra gli addetti ai lavori.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12879" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-200x300.jpg 200w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-768x1152.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-683x1024.jpg 683w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-150x225.jpg 150w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail.jpg 1181w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />“Al nostro settore &#8211; commenta il presidente <strong>Sergio Rebecca</strong> &#8211; sono chiesti impegno e sacrificio straordinari per rispondere all’<strong>emergenza</strong>: molti devono sostanzialmente sospendere o quanto meno svolgere un servizio in forma estremamente ridotta; alcuni sono chiamati a garantire ai cittadini la possibilità di rifornirsi di generi alimentari e alle imprese l’accesso alle forniture di beni e componenti. Una cosa è, comunque, certa: commercio, turismo e servizi faranno fino in fondo la loro parte, perché le nostre imprese sono il cuore della vita sociale della città, dei quartieri e dei paesi e questo ruolo porta con sé un forte senso di responsabilità dei nostri imprenditori nei confronti della popolazione”. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Attività che, secondo il presidente Rebecca, devono però ricevere anche un forte segnale di attenzione da parte delle Istituzioni: “Chi chiude deve essere messo nelle condizioni di riaprire passata l’emergenza e per farlo bisogna intervenire fin da subito, dalle prossime ore, con misure eccezionali che sostengano la liquidità delle imprese, rassicurino sul ristoro dei danni economici subiti, diano garanzie occupazionali. All’assunzione di responsabilità degli imprenditori deve corrispondere un ampio e concreto sostegno dello Stato”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il decreto emesso nella tarda serata di mercoledì 11 marzo, ha avuto come immediata conseguenza non solo la chiusura di molte attività, ma anche l’emergere di dubbi legati soprattutto alla corretta interpretazione delle merceologie effettivamente esentate.  Telefoni “bollenti” nelle sedi di Confcommercio Vicenza per rispondere ai quesiti delle imprese: “Molti negozi e pubblici esercizi, con grande senso civico, avevano già deciso di chiudere nella giornata precedente– spiega il direttore Ernesto Boschiero -, ma per chi garantisce beni di prima necessità non è stato tutto chiaro, in particolare nel caso di punti vendita che raggruppano più merceologie. Nella sede provinciale abbiamo creato un task force di funzionari impegnati proprio a dare risposte ai casi particolari; una squadra che è anche costantemente in videoconferenza con i colleghi presenti sul territorio, nei nostri mandamenti. Per le casistiche generali – continua Boschiero – è a disposizione una pagina ad hoc costantemente aggiornata sui nostri siti associativi, mentre i centralini funzionano a pieno ritmo per ogni ulteriore richiesta. L’auspicio è che con il passare delle ore si chiariscano alcuni aspetti applicativi, grazie ai quesiti che giriamo prontamente alle Autorità preposte”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Un altro capitolo molto importante, in queste ore, è quello legato alla gestione del personale delle attività che hanno chiuso per ottemperare al Decreto. Per queste aziende, infatti, si apre anche un altro fronte: abbassare le saracinesche non vuole dire “azzerare i costi”, a cominciare da quelli, ad esempio, per il canone di locazioni, ma anche e soprattutto per il personale. Da qui l’invito del direttore di Confcommercio Vicenza alle imprese: “I nostri uffici sono a disposizione per valutare l’attivazione di ammortizzatori sociali per i dipendenti, così da alleviare i costi aziendali, evitando di perdere importanti professionalità. Gli strumenti ci sono e valgono per tutti: le medie e grandi aziende, ma anche le micro imprese fino a 5 dipendenti”.<br />
Per queste ultime, ad esempio, che rappresentano un’importante fetta del mondo del commercio e turismo vicentino, c’è la Cassa Integrazione in Deroga, che dopo la firma dell’accordo avvenuta nei giorni scorsi in Regione Veneto, a breve sarà pienamente operativa: “Siamo in attesa della procedura semplificata, ma dovrebbe essere questione di poco – spiega il Direttore Ernesto Boschiero –, poi anche le imprese con meno di 5 dipendenti, finora escluse dagli ammortizzatori ordinari, potranno ottenere una copertura per un massimo di 30 giornate lavorative dei loro dipendenti. Ci sono dei paletti comunque da considerare, come la necessità che il personale in Cassa Integrazione finisca tutte le ferie residue del 2019, e per questo l’invito è di contattare telefonicamente i nostri uffici per valutare l’attivazione di questo intervento”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Per tutte le altre <strong>imprese</strong> sono invece disponibili gli <strong>ammortizzatori sociali</strong> ordinari: le aziende del settore <strong>commercio</strong> e <strong>turismo</strong> con più di 5 dipendenti e fino a 15 hanno accesso al FIS (Fondo integrazione salariale) che eroga un assegno di solidarietà (“uno strumento che vorremmo fosse trasformato in assegno ordinario per una maggiore praticità di fruizione”, afferma Ernesto Boschiero, ricordando una delle richieste avanzate al Governo per fronteggiare l’attuale emergenza economica). Oltre ai 15 dipendenti il FIS eroga anche un assegno ordinario, mentre per le aziende del commercio con oltre 50 dipendenti esiste la CIGS, la Cassa integrazione straordinaria.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nell’attesa di misure speciali per il settore, che sostengano non solo l’occupazione, ma anche la sopravvivenza delle imprese, c’è dunque la possibilità di attivarsi e attenuare quanto meno gli oneri legati al pagamento delle retribuzioni.</span></p>
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		<title>Tributi locali, Confcommercio Vicenza: &#8220;No ad aumenti, ma leva per azioni pro commercio&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2020/01/27/tributi-locali-confcommercio-vicenza-no-ad-aumenti-ma-leva-per-azioni-pro-commercio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 11:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2020 si presenta come un anno di fondamentale importanza per i tributi locali, che sono stati di recente oggetto di importanti modifiche normative. La Legge di bilancio 2020 ha, infatti, soppresso l’Imposta Unica Comunale (IUC) ad eccezione della Tassa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il 2020 si presenta come un anno di fondamentale importanza per i <strong>tributi locali</strong>, che sono stati di recente oggetto di importanti modifiche normative. La Legge di bilancio 2020 ha, infatti, soppresso l’<strong>Imposta Unica Comunale</strong> (IUC) ad eccezione della <strong>Tassa sui rifiuti</strong><b> </b>(TARI), introducendo la “nuova IMU”, mentre altre rilevanti novità riguardano la <strong>TARI</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In questa rimodulazione delle imposte locali &#8211; secondo Confcommercio Vicenza &#8211; c’è il pericolo che i <strong>Comuni</strong> possano reperire risorse aumentando le somme riscuotibili dalle imprese del commercio, del turismo e dei servizi.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“La nostra preoccupazione – conferma il presidente dell’Associazione <strong>Sergio Rebecca</strong>, che in questi giorni ha inviato in merito a questo una lettera a tutti i Sindaci della provincia &#8211; è che, in un contesto già caratterizzato da un eccessivo onere tributario che grava sulle attività del nostro comparto, le deliberazioni che gli enti locali dovranno adottare possano determinare ulteriori aumenti di tributi e addizionali varie. La verità, infatti, – commenta il presidente – è che per un sindaco è meno impopolare aumentare le tasse alle imprese che alle famiglie, ma così facendo, l’insidia diventa ancora più pesante, poiché va a colpire quella <b>rete di esercizi di vicinato, cioè i negozi, i bar, i ristoranti, </b>che svolgono un servizio di prossimità, permettendo ai cittadini di fare acquisti nel quartiere o nel paese, e che sono un presidio di sicurezza e di vitalità per qualsiasi centro o periferia. Vorrei sottolineare- precisa Rebecca- che aumentare la tassazione a queste attività significa spesso portare ulteriore criticità a una situazione già di per sé non facile, caratterizzata da un’imposizione fiscale già al limite, dalla concorrenza dei grandi centri commerciali fino a quella sempre più pressante del commercio elettronico”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Come detto, l’avvento della “nuova” IMU, con<b> </b>l’accorpamento della “vecchia” IMU e della TASI, anche se nelle previsioni normative dovrebbe ricalcare le regole della precedente imposta comunale, presenta delle caratteristiche che potrebbero comportare un innalzamento delle aliquote. Lo stesso si può dire in relazione alla TARI, la tassa rifiuti, poiché le deliberazioni 2019 dell’ARERA &#8211; Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente &#8211; hanno modificato l’iter di redazione del piano finanziario TARI per l’anno di imposta 2020.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nella lettera &#8211; come detto inviata da Confcommercio Vicenza a tutti i sindaci della provincia &#8211; l’Associazione accompagna la richiesta di non deliberare alcun aumento delle tariffe con una proposta diversa: agire sì sulla <b>“leva fiscale”, </b>ma <b>per incentivare e mantenere forte</b> <b>la rete commerciale e turistica, con ricadute positive sulla vivibilità e vivacità dei centri storici, quartieri e piccoli paesi.</b></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Le amministrazioni locali – spiega Rebecca &#8211; possono agire sulle principali imposte locali come l’IMU o la TARI, deliberando agevolazioni per i proprietari che concedono riduzioni degli affitti dei negozi o altre attività commerciali, oppure danno in locazione stabili sfitti da almeno sei mesi o si attivano in progetti di riqualificazione di aree dismesse o degradate, in particolare nei centri storici. O ancora, prevedere la riduzione, se non l’esenzione, delle imposte in caso di <b>aperture di nuove attività o di riapertura di negozi che erano stati chiusi”.</b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In pratica, si potrebbero premiare quegli operatori che pongono in essere iniziative di valorizzazione del territorio o che resistono, nonostante le difficoltà riscontrabili ogni giorno, nel gestire un’attività di commercio tradizionale, garantendo al consumatore la possibilità di fare la spesa “sotto casa” e alla collettività di contare sui benefici di avere negozi aperti, vetrine illuminate e quindi strade più sicure.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Per poter perseguire questa strada, la missiva di Confcommercio Vicenza si conclude con l’invito ai sindaci di avviare un tavolo di confronto e di stipulare specifici protocolli d’intesa su questi temi, al fine di collaborare attivamente a risultati  concreti.  “Crediamo si possa collaborare in modo attivo ed efficace, partendo dalla condivisione di obiettivi comuni e mantenendo costante il dialogo &#8211; conclude il presidente Rebecca-. Inoltre, ci impegniamo a dare conto delle risposte che ci perverranno dalle Amministrazioni, direttamente alle nostre imprese</span></p>
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		<title>Clausole di salvaguardia Iva, Rebecca (Confcommercio): &#8220;Una grave ipoteca sul futuro&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/12/21/clausole-di-salvaguardia-iva-rebecca-confcommercio-una-grave-ipoteca-sul-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 16:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Imposta sul Valore Aggiunto]]></category>
		<category><![CDATA[Iva]]></category>
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					<description><![CDATA[“Per mantenere alcune promesse che difficilmente garantiranno una crescita dell’economia, il Governo ha messo una grave ipoteca sulle prospettive di sviluppo del nostro Paese. Uscire dall’impasse nella trattativa con l’Ue evitando la procedura d’infrazione era essenziale, ma farlo usando le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“<em>Per mantenere alcune promesse che difficilmente garantiranno una crescita dell’economia, il Governo ha messo una grave ipoteca sulle prospettive di sviluppo del nostro Paese. Uscire dall’impasse nella trattativa con l’Ue evitando la procedura d’infrazione era essenziale, ma farlo usando le “solite” e famigerate clausole di salvaguardia sull’Iva è una pessima scelta, che rischia di avere conseguenze disastrose sui consumi”</em>. Queste le parole di <strong>Sergio Rebecca,</strong> presidente della<strong> Confcommercio</strong> di Vicenza, che guarda con preoccupazione alle scelte del Governo sulla Legge di Bilancio. Se è pur vero che il pressing della Confederazione ha permesso di evitare aumenti dell’<strong>Imposta sul Valore Aggiunto</strong> nel 2019, ritrovarsi questa “spada di Damocle” ancora pendente nel 2020 (con l’aliquota che passerebbe dal 22% al 25,2%) e nel 2021 (con l’aumento previsto al 26,5%) non risolve un problema essenziale del Paese: far ripartire la fiducia nel futuro da parte di consumatori e imprese e di conseguenza rilanciare i consumi interni.</span></p>
<div id="attachment_12879" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-12879" class="wp-image-12879 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-200x300.jpg 200w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-768x1152.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-683x1024.jpg 683w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail-150x225.jpg 150w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/12/Presidente-Sergio-Rebecca-xmail.jpg 1181w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-12879" class="wp-caption-text"><em>Sergio Rebecca, Presidente Confcommercio Vicenza</em></p></div>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Se dunque sui singoli provvedimenti della Finanziaria il giudizio di Confcommercio Vicenza è al momento sospeso, in attesa di vedere nei particolari tutte le misure che verranno adottate, sulla questione <strong>IVA</strong> le critiche sono già “ad alzo zero”. “<em>Pensare che ad ogni acquisto effettuato più di un quarto del valore finisca in tasse è scandaloso</em> – afferma il presidente Rebecca –, <em>qui rischiamo di aprire “un’era glaciale della spesa”. E in un Paese dove i consumi interni valgono l’80% del Pil il rischio recessione  è dietro l’angolo. Certo</em> – aggiunge -, <em>ora si affrettano a promettere che alla fine non si farà ricorso alle clausole di salvaguardia, ma non fanno altro che aggiungere incertezza ad incertezza. In fondo, diciamola tutta, chi può sapere se questo Governo sarà ancora lì a fine 2019 per neutralizzare questi improvvidi aumenti delle tasse?</em>”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Per Confcommercio Vicenza, poi, aver ipotizzato un incremento dell’aliquota del 10% portandola al 13% è ancora più deleterio per l’economia italiana poiché colpisce in particolare un settore, quello del Turismo, che rappresenta una delle poche voci positive del nostro Paese: <em>“Questo aumento rischia di danneggiare la competitività del settore rispetto alla concorrenza estera, con Paesi che già oggi applicano regimi Iva ancor più agevolati”</em>, rincara il presidente Rebecca, che si chiede: “<em>Quale potrà essere la programmazione dei grandi tour operator sull’Italia se c’è anche solo l’ipotesi che i prezzi aumentino almeno del 3% nel 2020? Qui ci bruciamo già una parte di quella crescita che il Governo ha previsto per far quadrare i conti”</em>. Crescita, tra l’altro, su cui si punta proprio per la quadratura dei conti e per non far scattare gli aumenti Iva. Un bel corto circuito economico.</span></p>
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		<title>Asiago, Confcommercio a fianco del Cai per il ripristino dei sentieri</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/12/12/asiago-confcommercio-a-fianco-del-cai-per-il-ripristino-dei-sentieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 18:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ una lotta contro il tempo quella dei volontari del CAI sezione Asiago 7 Comuni per sistemare i sentieri dell’Altopiano resi inagibili dopo i terribili eventi atmosferici di fine ottobre. Anche se alcune vie sono state già riaperte, gli alberi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ una lotta contro il tempo quella dei volontari del CAI sezione Asiago 7 Comuni per sistemare i sentieri dell’Altopiano resi inagibili dopo i terribili eventi atmosferici di fine ottobre. Anche se alcune vie sono state già riaperte, gli alberi abbattuti dalle fortissime raffiche di vento avevano messo fuori uso ben 27 dei 32 sentieri gestititi dal CAI locale, danneggiando anche buona parte della segnaletica che ora deve essere ripristinata per la sicurezza di appassionati e visitatori.</p>
<p>Per avere un quadro della situazione, che ovviamente influisce anche sull’appeal turistico della zona e che dunque preoccupa non poco gli operatori economici, Confcommercio Vicenza ha ricevuto nei giorni scorsi, nella propria sede provinciale, il presidente del Club Alpino Italiano di Asiago Nicola Lobbia.</p>
<p>All’incontro erano presenti il presidente provinciale dell’Associazione Sergio Rebecca, con il direttore Ernesto Boschiero, e la presidente della delegazione Confcommercio di Asiago Marianna Lievore.</p>
<p>“I volontari del Cai stanno facendo un gran lavoro – afferma il presidente Rebecca -, e fin dai giorni successivi all’eccezionale ondata di maltempo hanno iniziato a sistemare alcuni sentieri prima dell’inizio della stagione invernale. Ho voluto esprimere al presidente Lobbia – continua Sergio Rebecca – il ringraziamento dei nostri operatori del commercio e turismo, assicurando anche un contributo perché la situazione torni quanto prima alla normalità. In questo senso, abbiamo valutato assieme che una priorità fosse il ripristino della segnaletica, anch’essa gravemente danneggiata dal maltempo”.</p>
<p>Il Consiglio di Confcommercio Vicenza ha così deliberato di devolvere tremila euro al CAI sezione Asiago 7 Comuni proprio con la finalità di acquistare le tabelle segnavia necessarie: un aiuto concreto, che si aggiunge ad ulteriori iniziative messe in campo anche da altre realtà territoriali. L’obiettivo di queste ultime è la sistemazione del parco Millepini, che ha visto in prima fila le Confcommercio di Marostica e di Bassano del Grappa, a fianco della Fondazione OTB.</p>
<p>La Confcommercio di Asiago ha poi lanciato l’iniziativa “Millepini nel Cuore”, proponendo ai negozi e ai pubblici esercizi della città di impegnarsi in una raccolta fondi per il ripristino di quest’area verde, offrendo dei gadget realizzati con i rami spezzati dalla tempesta di fine ottobre.Tutti uniti, dunque, con l’auspicio che le profonde ferite inferte dal maltempo diventino un ricordo lontano.</p>
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		<title>Chiusure nei festivi, Confcommercio: &#8220;Positivo che se ne discuta&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/09/12/chiusure-nei-festivi-confcommercio-positivo-che-se-ne-discuta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2018 17:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
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					<description><![CDATA[Un punto di partenza per modificare la regolamentazione esistente. Così Confcommercio Vicenza definisce le proposte di legge sulle aperture festive dei negozi approdate nei giorni scorsi alla commissione Attività Produttive della Camera. “E’ positivo che si rimetta in discussione la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un punto di partenza per modificare la regolamentazione esistente. Così <strong>Confcommercio Vicenza </strong>definisce le proposte di legge sulle aperture festive dei negozi approdate nei giorni scorsi alla commissione Attività Produttive della Camera.<br />
“E’ positivo che si rimetta in discussione la normativa esistente come chiediamo da anni, ma ritengo doveroso che si faccia sintesi delle varie proposte di legge sul tavolo, così come delle ulteriori ipotesi che circolano in questi giorni, solo dopo un confronto concreto tra la politica e i rappresentanti di Confcommercio”. Questo il primo commento di <strong>Sergio Rebecca</strong>, presidente della Confcommercio di Vicenza, che aggiunge: “Dobbiamo considerare che nel frattempo molto è cambiato nel mondo del commercio e nelle abitudini dei consumatori e qualsiasi nuova modifica va fatta “cum grano salis”. Se solo guardiamo alle esigenze delle differenti economie turistiche e città d’arte ad esempio, è chiaro che non è così semplice trovare una norma che vada bene per tutti. Il fatto positivo, dunque, è che si prenda atto del fallimento della deregulation, a cui siamo sempre stati contrari, riconoscendo che ha contribuito a mettere in grave difficoltà le piccole e medie attività commerciali. Ora, però, noi non chiediamo un ritorno al passato: chiediamo semplicemente un ritorno al “buon senso”, vale a dire di sederci attorno ad un tavolo e capire quali sono le modifiche da apportare e con quale gradualità. Partire da una regolamentazione minima sarebbe auspicabile: penso, ad esempio alla necessità di fissare fin da subito la chiusura obbligatoria nelle principali festività come Natale, Capodanno, Pasqua, il Primo Maggio,  il 25 aprile e così via”.</p>
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		<title>Altavilla, incentivi per chi vuole riaprire i negozi sfitti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/altavilla-vicentina/2018/09/04/altavilla-incentivi-per-chi-vuole-riaprire-i-negozi-sfitti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Sep 2018 14:02:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altavilla Vicentina]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Catagini]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il nostro auspicio è che sia un esempio seguito da tanti altri comuni in provincia. Abbiamo già segnali in questo senso, ma intanto il nostro “bravi” va all’Amministrazione Comunale di Altavilla Vicentina per aver dato concretezza alla nostra proposta mirata a riaprire i negozi sfitti nelle città, nei paesi, nelle frazioni”. Il plauso è di<strong> Sergio Rebecca</strong>, presidente della <strong>Confcommercio di Vicenza</strong>, che saluta con grande soddisfazione il recente bando emesso dal Comune che prevede di destinare 3mila euro (mille all’anno per tre anni) a chi creerà nuove imprese in un negozio, bottega o pubblico esercizio di vicinato chiuso da almeno un anno. Alle attività già esistenti che invece intendono acquistare strumenti o attrezzature, oppure realizzare “investimenti materiali o immateriali” per migliorare le proprie performance, andranno invece <strong>mille euro</strong>, in caso di una spesa minima di 5mila e <strong>2mila euro</strong> in caso di una spesa minima di 10mila euro.</p>
<p class="LetteraAscom">Il sindaco <strong>Claudio Catagini</strong> incassa dunque il pieno appoggio dei commercianti del paese. “Il nostro intento, con queste agevolazioni – afferma -, è di sostenere il commercio di vicinato garantendo una pluralità distributiva sul territorio, evitando uno sbilanciamento verso la grande distribuzione. Prevenire la chiusura dei negozi e favorire nuove attività significa mantenere sul territorio servizi essenziali per la qualità di vita dei cittadini”.</p>
<p class="LetteraAscom">Ora per le attività di Altavilla Vicentina, o per chi intende aprirne una nuova, non resta che affrettarsi: le aziende interessate al bando per la promozione delle attività dovranno presentare il modulo di richiesta – disponibile in Comune e negli uffici della Confcommercio di Vicenza &#8211;<strong> entro il 28 settembre 2018</strong>. I contributi saranno assegnati in base all’ordine di arrivo e fino ad esaurimento delle risorse a disposizione.</p>
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		<title>Confcommercio Vicenza scrive ai candidati sindaco: &#8220;Ecco le priorità del terziario&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 17:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rivitalizzare, rigenerare, riorientare. Sono le parole chiave indicate dalla <strong>Confcommercio di Vicenza</strong> ai candidati sindaco in corsa per Palazzo Trissino nella tornata amministrativa oramai alle porte. Tre parole che sono anche i tre cardini del documento “<strong>Le priorità del terziario in ambito comunale</strong>”, consegnato nei giorni scorsi a tutti i potenziali “primi cittadini” di Vicenza e che si compone di una parte generale, dove vengono affrontati i principali temi di interesse per il settore, seguita da una “integrazione” specifica sull’assetto urbanistico-commerciale della città.<br />
“Vogliamo indicare qual è la nostra vision sulla Vicenza di domani: una città moderna, vivibile, sicura e culturalmente ricca – spiega <strong>Sergio Rebecca</strong>, presidente della Confcommercio Vicenza -. Il documento è un contributo completo e concreto a fronte delle numerose scelte strategiche che la prossima amministrazione dovrà compiere e che dovranno necessariamente essere “riorientate” tenendo conto del ruolo svolto dagli esercizi di vicinato all’interno dei centri storici e urbani, dove commercio, turismo e servizi rappresentano un fattore di sviluppo economico e di crescita sociale”.<br />
Nell’indicare le priorità per il Terziario, il documento consegnato da Confcommercio Vicenza ai candidati sindaco usa spesso due verbi: <strong>“incentivare” e “contrastare”,</strong> che sono applicati su più fronti. Su quello della <strong>rete distributiva</strong> in primis: con l’Associazione che chiede di contrastare il “rischio della desertificazione commerciale”, incentivando l’insediamento di nuove attività. Questo anche utilizzando la leva fiscale, come avvenuto in altre città italiane dove sono state introdotte agevolazioni sui tributi locali per chi apre negozi precedentemente sfitti.<br />
Sul fronte del “contrasto”, entra di diritto anche il tema della <strong>criminalità</strong>, sul quale Confcommercio Vicenza chiede di “potenziare il disegno di controllo del territorio ad oggi realizzato, per offrire più garanzie e sicurezza al cittadino”. In tal senso, da registrare anche la proposta di istituire un “fondo per i soggetti colpiti da atti vandalici e furti, per la sostituzione/riparazione delle porte e degli infissi danneggiati”.<br />
Lo <strong>sviluppo turistico</strong> è un altro degli ampi capitoli del documento, in cui si sollecita il futuro sindaco a “individuare strategie e risorse economiche per far crescere gli eventi in numero e qualità”. L’obiettivo è quello di promuovere la “conoscenza delle potenzialità attrattive offerte dalla città e dal territorio al fine di sviluppare un turismo più consapevole e non mordi e fuggi”, consolidando così anche la visibilità ottenuta da Vicenza dopo le grandi mostre. In tal senso si inserisce anche il Protocollo d’Intesa siglato tra Confcommercio Vicenza e il Comune, che va applicato in tutte le sue potenzialità per sfruttare appieno i punti di forza turistici di Vicenza. Tra le proposte concrete del documento c’è la creazione di percorsi tematici per conoscere tutto il territorio cittadino (l’architettura, con il genio di Andrea Palladio, ma anche il paesaggio naturale o la religiosità). Viene segnalata, a questo proposito la “necessità di creare un circuito culturale, turistico, di mobilità tra centro storico, Monte Berico, Villa La Rotonda e Villa Valmarana ai Nani”.<br />
Il documento sulle “priorità del terziario in ambito comunale” si concentra, poi, sull’<strong>assetto urbanistico-commerciale della città</strong>, che si connette ai temi della <strong>sosta</strong> e della <strong>mobilità</strong>. La richiesta è quella di avviare processi di “crescita della qualità ambientale, della dotazione di servizi e della riconoscibilità dei luoghi urbani”.<br />
L’esigenza, per l’Associazione, è quella di rivitalizzare la città con progetti di rigenerazione urbana e riqualificazione dell’esistente. La qualità degli insediamenti è uno dei nodi focali, sia nelle periferie &#8211; dove “gli ambiti dismessi e degradati non possono essere saturati con capannoni commerciali tipici delle più povere zone marginali”-, sia in centro storico. Nel cuore della città, nella valutazione di Confcommercio Vicenza, la qualità urbanistica dipende anche dall’impedire la trasformazione dei negozi in garage o depositi e dalla riqualificazione dei grandi contenitori vuoti ed inutilizzati, come ad esempio le ex carceri, l’ex Siamic o l’ex tribunale. Non ci si deve limitare solo a questo, per Confcommercio, ma vanno mantenute le funzioni privilegiate e i servizi, alleggerendo il centro da attività incompatibili, come ad esempio i depositi dell’Aim.<br />
L’<strong>accessibilità</strong> è per l’Associazione, il primo requisito per una mobilità sostenibile che va incentivata migliorando il trasporto pubblico; intervenendo sulle direttrici di accesso alla città, che vanno riprogettate; sulla presenza di percorsi, anche pedonali, sicuri; sulla previsione di una rete di colonnine di ricarica di auto e altri mezzi elettrici e sulla disponibilità di parcheggi funzionali a tutti coloro che si spostano: cittadini, lavoratori e turisti. Proprio sui parcheggi Confcommercio Vicenza evidenzia la necessita che si dia “particolare cura alla caratterizzazione dei percorsi di collegamento, pedonali o con mezzi elettrici, per rafforzare la percezione dell’integrazione”.<br />
Tante proposte dunque, che ora attendono le dovute valutazioni dei candidati sindaco ai quali Confcommercio Vicenza ha chiesto, contestualmente alla consegna del documento, un riscontro che esprima, per ogni priorità, il loro punto di vista e il loro programma.</p>
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		<title>Commercio e servizi, nel vicentino segnali di ripresa: migliorano i fatturati</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/03/08/commercio-e-servizi-nel-vicentino-segnali-di-ripresa-migliorano-i-fatturati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2018 15:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Migliora la situazione economica complessiva delle imprese del Terziario e si inverte l’andamento dei fatturati, che dopo anni di trend negativi hanno registrato finalmente, seppur di poco, il segno positivo. È la fotografia dell’andamento del commercio, turismo e servizi nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Migliora la situazione economica complessiva delle imprese del Terziario e si inverte l’andamento dei fatturati, che dopo anni di trend negativi hanno registrato finalmente, seppur di poco, il segno positivo. È la fotografia dell’andamento del commercio, turismo e servizi nel 2017 rilevata da Confcommercio Vicenza con un’indagine su un panel di 400 imprese vicentine appartenenti a sei comparti: il dettaglio prodotti per la casa, prodotti per la persona e alimentari, l’ingrosso, la ristorazione-turismo e i servizi.<br />
“Non possiamo certo dire che il Terziario abbia ripreso lo slancio pre-crisi, anche per la sofferenza che persiste ancora in alcuni settori, ma l’inversione di tendenza è significativa – è il commento di Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza -. L’auspicio è che l’incertezza politica che stiamo vivendo non blocchi i consumi, vanificando gli sforzi fatti dalle imprese per rimanere competitive sul mercato e incentivare la spesa delle famiglie”.<br />
A scorrere il report di Confcommercio Vicenza, tre sono gli indicatori che segnano una discontinuità con il recente passato. Prima di tutto il netto calo delle aziende che giudicano la propria situazione economica “non buona” o “pessima”, passate dal picco del 44% di dicembre 2012 al 16% dello stesso periodo del 2017. Una tendenza comune a tutti i settori, con il risultato più basso nelle imprese dei servizi e dell’ingrosso (dove le aziende che dichiarano di essere in difficoltà sono rispettivamente il 9 e il 14%) e segnali meno ottimistici nel dettaglio prodotti alla persona (dove c’è ancora un 23% di imprese che si ritengono in situazione “non buona” o “pessima”) e nell’alimentare (25%).<br />
Il dato relativo ai fatturati è contrastato, ma è comunque migliore, in ogni comparto, rispetto a 5 anni fa. Secondo il panel di Confcommercio Vicenza, il turismo e ristorazione registrano una crescita del 3,1% di fatturato (-8% nel 2012), l’ingrosso  è a +0,8% (contro il -6% di 5 anni fa) e i servizi  a +0,1% (rispetto al -10,8% del 2012). Tra gli andamenti negativi, il -3,1% registrato dal dettaglio alla persona nel 2017 è in ogni caso lontano dal -11,7% di fatturato del 2012 e così il -2% del dettaglio prodotti per la casa (contro il -11,2% del 2012). L’alimentare ha risentito in misura minore rispetto ad altri settori del calo dei consumi negli scorsi anni (attestatosi nel periodo peggiore, vale a dire nel 2012, al -5,3% ), ma nel 2017 è rimasto in territorio negativo (-2%). Nel complesso, la variazione dei fatturati del Terziario si attesta, secondo l’indagine economica di Confcommercio Vicenza, ad un risicato +0,2%, che segna però – questo l’aspetto significativo – l’inversione del trend degli ultimi anni (nel 2016 si era ancora al -2,5%).<br />
A risentirne positivamente anche il clima di fiducia: a fine 2017 erano più le imprese ottimiste che pessimiste sull’andamento economico futuro e lo scarto tra le due percentuali era significativo: +11%.<br />
“In generale la fiducia nel Terziario non manca – è l’analisi conclusiva del presidente Sergio Rebecca -, e anche i segnali che ci arrivano da imprese collocate in uno snodo cruciale della distribuzione come l’ingrosso sono confortanti. Ora serve una stabilità del quadro economico, la cui condizione “<em>sine qua non” </em> è il definitivo accantonamento di qualsiasi ipotesi di aumento dell’Iva nel 2019. La nostra battaglia, anche a livello nazionale, sarà prima di tutto questa, con la speranza che l’interlocutore politico che uscirà da questo Parlamento sappia ascoltare l’esigenza proveniente da un comparto importante come il Terziario, che chiede robuste azioni di rilancio del mercato interno”.</p>
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		<title>Elezioni, Confcommercio: &#8220;Cataclisma, paese fortemente diviso. Ora prioritaria governabilità&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/politica/2018/03/06/elezioni-confcommercio-cataclisma-paese-fortemente-diviso-ora-prioritaria-governabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 16:07:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanon]]></category>
		<category><![CDATA[sergio mattarella]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo gli elettori ora la parola passa alle forze politiche che devono usare il tempo che manca all&#8217;inizio delle consultazioni (in sostanza almeno tre settimane) per chiarirsi al proprio interno, per definire alleanze in grado di produrre una maggioranza parlamentare. Massimo riserbo al Colle dove anche Sergio Mattarella sta studiando risultati elettorali di non facile lettura, che hanno però una certezza, seppur negativa: non esiste una maggioranza in grado di esprimere la fiducia a un proprio Governo.</p>
<div id="attachment_9882" style="width: 337px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9882" class="wp-image-9882" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-300x200.jpg" alt="" width="327" height="218" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-768x511.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-1024x681.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-1320x878.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/03/Rebecca-2.jpg 1775w" sizes="(max-width: 327px) 100vw, 327px" /></a><p id="caption-attachment-9882" class="wp-caption-text">Sergio Rebecca</p></div>
<p>Sui risultati elettori si registrano, intanto, anche le analisi delle categorie economiche. Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza, commenta così la situazione: &#8220;Siamo chiaramente di fronte ad una “rivoluzione copernicana”, per certi versi un cataclisma. Ora non possiamo che attendere le mosse del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per arrivare all’auspicabile formazione di un nuovo governo in grado di prendere le redini di un Paese fortemente diviso. La preoccupazione, da parte nostra, credo sia legittima, per la complessità del quadro politico e la contestuale assoluta esigenza di governare l’Italia. A questo punto tutti i partiti, nessuno escluso, dovrebbero fare una riflessione molto seria, mettendo in primo piano le risposte ai tanti cittadini che, con il loro voto, hanno evidentemente voluto far capire la necessità di un cambiamento profondo a fronte di una situazione sociale ed economica diventata per molti insostenibile. In poche parole dovrebbero anteporre gli interessi dell’Italia a quelli di “bottega”&#8221;.</p>
<p>Il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon ribadisce, invece, le richieste dell&#8217;Associazione: &#8220;Quello che avevamo chiesto ai candidati di tutti gli schieramenti è ancora un tema su cui lavorare sodo. Se vogliamo il recupero dell&#8217;occupazione e la ripresa delle imprese, temi centrai del nostro ‘manifesto’, chiediamo innanzitutto l’eliminazione degli aumenti dell’Iva previsti per il 2019, la riduzione e semplificazione della tassazione locale, la web tax per le multinazionali dell’e-commerce. Sul fronte dell’occupazione, riteniamo indispensabile proseguire nella riduzione strutturale del costo del lavoro&#8221;. Tra gli altri temi prioritari Zanon sottolinea &#8220;la necessità di una strategia nazionale per la riqualificazione urbana e la progettazione commerciale, anche attraverso misure fiscali che stimolino l’apertura di nuove attività nei centri urbani&#8221;.</p>
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		<title>Confcommercio scrive ai sindaci: &#8220;No tasse locali per tre anni a chi riapre un negozio sfitto&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/02/09/confcommercio-scrive-ai-sindaci-no-tasse-locali-tre-anni-riapre-un-negozio-sfitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 16:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
		<category><![CDATA[Tari]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente tributi locali per tre anni a chi riapre un negozio sfitto, contribuendo così a cancellare i “buchi neri” che sempre più spesso costellano città e paesi. E’ la proposta lanciata, attraverso una lettera indirizzata a tutti i sindaci della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Niente tributi locali per tre anni a chi riapre un negozio sfitto, contribuendo così a cancellare i “buchi neri” che sempre più spesso costellano città e paesi. E’ la proposta lanciata, attraverso una lettera indirizzata a tutti i sindaci della provincia, da Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza. Cancellare le tasse a chi avvia un’attività commerciale dove prima c’era una vetrina spenta non è un’utopia. L’esempio arriva dal regolamento approvato dalla Giunta del Comune di Alessandria dove, evidentemente, si preferisce “rinunciare per rilanciare”, privandosi di qualche soldo in cassa, in cambio della rivitalizzazione dei centri storici o dei quartieri, dove la chiusura dei negozi è spesso un primo passo verso un lento degrado.</p>
<div id="attachment_9621" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9621" class="size-medium wp-image-9621" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-768x511.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-1024x681.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-1320x878.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2.jpg 1775w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-9621" class="wp-caption-text">Sergio Rebecca</p></div>
<p>“Siamo consapevoli delle difficoltà che le Amministrazioni Comunali sono chiamate ad affrontare per i ridotti trasferimenti statali – scrive il presidente Rebecca nella lettera – ma allo stesso tempo risulta sempre più urgente trovare soluzioni per dare nuova linfa all’imprenditoria locale al fine di rendere ancora “luminose” e “vivibili” le nostre vie e piazze”. Da qui l’idea di prendere esempio Alessandria, dove è stata proposta una vera e propria “no-tax area” dei tributi locali a favore di chi rialzerà la saracinesca di un negozio sfitto. Semplificando, tale agevolazione consisterebbe in un contributo che va a coprire quanto l’anno precedente si è speso per IMU (quota Comune), TARI, TASI, COSAP, Imposta sulla Pubblicità. “A beneficiarne – è spiegato nella lettera &#8211; saranno i soggetti esercenti che procedono alla riapertura di attività su tutto il territorio comunale, sia per l’ampliamento di esercizi già esistenti che per nuova apertura in locali commerciali”.<br />
Nella stessa missiva, Confcommercio Vicenza ha inoltre rinnovato la richiesta ai Comuni di introdurre regolamenti più equi sulla tassa rifiuti. L’indice è puntato sul metodo di calcolo degli importi, il cosiddetto “metodo normalizzato”, “che ha avuto conseguenze drammatiche per le attività del commercio e del turismo e dei servizi, le quali da sempre si trovano a corrispondere le aliquote maggiori senza alcun rapporto effettivo rispetto al rifiuto realmente prodotto”.<br />
Ovviamente chiedere un “sacrificio” ai Comuni in tempi di risorse scarse non è semplice, ma si potrebbe cominciare proprio dall’attenzione alle nuove aperture di negozi, “barattando” una piccola fetta di entrate tributarie con il beneficio che ne deriva, al territorio, in termini di immagine, di sicurezza (una vetrina illuminata spesso è un baluardo in tal senso) e di servizi al cittadino.</p>
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