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	<title>siccità &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Temperature alte, le api escono dalle arnie richiamate dal risveglio della natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 16:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Arcugnano]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[Le api escono dalle arnie richiamate dal risveglio della natura. In Veneto ci sono fioriture spontanee in anticipo come il tarassaco, o altre erbe di campo come rosole, “occhi della Madonna”, tipologie di rose selvatiche, primule e alberi da frutto. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Le <strong>api</strong> escono dalle arnie richiamate dal risveglio della natura. In <strong>Veneto</strong> ci sono fioriture spontanee in anticipo come il tarassaco, o altre erbe di campo come rosole, “occhi della Madonna”, tipologie di rose selvatiche, primule e alberi da frutto. E’ l’anticipo della<strong> primavera</strong> ormai segnalata in tutta la Penisola nelle sue tante manifestazioni anche negative come la <strong>siccità al sud</strong> e il <strong>rischio incendi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coldiretti sta monitorando gli effetti di un <strong>inverno bollente</strong> con una temperatura che fino ad ora è stata in Italia superiore di 1,65 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi al mesi di dicembre e gennaio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tornano al lavoro <strong>50 miliardi di api</strong> presenti sul territorio nazionale aiutate anche dal sostegno di iniziative locali promosse dalle amministrazioni comunali come <strong>Arcugnano</strong> nel vicentino, che sostiene la coltivazione della facelia, la pianta salva api che oltre a richiamarle completa la bellezza del paesaggio. “Un’idea che è diventata esperienza pilota – commenta Chiara Bortolas responsabile regionale di Donne Impresa – tanto che ci sono esempi in ogni provincia dove proprio la presenza delle imprenditrici agricole di Coldiretti è strategica in questo senso. La distesa viola cattura l’attenzione ed è motivo anche di indotto turistico e attenzione alla biodiversità”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le temperature sopra i <strong>15 gradi</strong> hanno fatto uscire le api dal milione e mezzo di alveari presenti in Italia, che hanno subito ricominciato il loro prezioso lavoro di bottinatura ed impollinazione ma ora – sottolinea la Coldiretti &#8211; il rischio è che ritorni di freddo possano far gelare i fiori e anche far morire parte delle api dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele in Italia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il clima mite non si fa sentire solo sugli insetti utili ma anche sui parassiti alieni con le alte temperature che – continua la Coldiretti – stanno favorendo la sopravvivenza della cimice asiatica, l’insetto killer dei raccolti che è arrivato dall’Asia ed ha devastato i campi e i frutteti di <strong>48mila aziende</strong> in Italia con un danno che nell’ultimo anno ha superato i <strong>740 milioni di euro</strong> a livello nazionale, secondo una stima della Coldiretti.</p>
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		<title>Siccità, gli allevatori chiedono alla Regione di ridurre la permanenza del bestiame in altura</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/30/siccita-gli-allevatori-chiedono-alla-regione-ridurre-la-permanenza-del-bestiame-altura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2017 16:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[allevatori]]></category>
		<category><![CDATA[bestiame]]></category>
		<category><![CDATA[fondi europei]]></category>
		<category><![CDATA[indennità compensativa]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Siccità, caldo torrido e riduzione del foraggio per il bestiame. Questa è la situazione che stanno vivendo gli allevatori che temono per la salute del proprio bestiame. L&#8217;obbligo imposto dalla Comunità Europea di far pascolare il bestiame in montagna sta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siccità, caldo torrido e riduzione del foraggio per il bestiame. Questa è la situazione che stanno vivendo gli allevatori che temono per la salute del proprio bestiame. L&#8217;obbligo imposto dalla Comunità Europea di far pascolare il bestiame in montagna sta diventando un grande rischio.</p>
<p>Il foraggio scarseggia in alta montagna così pure l’acqua per il bestiame, si tratta di una conseguenza dell’andamento climatico di quest’estate. L’imprevisto però non si incastra con le <strong>disposizioni europee</strong> che dispongono per alcune pratiche burocratiche di <strong>parametri ordinari</strong>. E’ il caso della misura 13 –<strong> indennità compensativa</strong> &#8211; che prevede, <strong>obbligatoriamente ai fini del finanziamento</strong>, un periodo minimo di <strong>pascolo di tre mesi</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Dati i presupposti</em>  &#8211; spiega Coldiretti &#8211; <em><strong>90 giorni di monticazione</strong> in altura senza disponibilità foraggera e pozze di abbeveraggio <strong>sono troppi</strong> per le mandrie. Per questo</em> – continua Coldiretti – <em>chiediamo una dichiarazione da parte dell’amministrazione regionale di circostanza eccezionale al fine di consentire una riduzione temporale. E’ una <strong>decisione straordinaria</strong></em> – ammette Coldiretti – <em>ma senza questo provvedimento gli allevatori rischiano di <strong>dover scegliere tra la salute dei capi o i soldi comunitari</strong>.&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Siccità, danni all&#8217;agricoltura veneta superano i 120 milioni di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/31/siccita-danni-allagricoltura-veneta-superano-120-milioni-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 09:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[danni agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ammontano tra i 120 e i 170 milioni di euro i danni all’agricoltura veneta causati dalla prolungata siccità del 2017. A effettuare la stima è la Direzione agroalimentare della Regione Veneto, sentiti i soggetti interessati nel territorio delle sette province [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ammontano tra i 120 e i 170 milioni di euro i danni all’agricoltura veneta causati dalla prolungata siccità del 2017. A effettuare la stima è la Direzione agroalimentare della Regione Veneto, sentiti i soggetti interessati nel territorio delle sette province venete. Mancanza di piogge e alte temperature stanno mettendo in crisi le diverse aree del Veneto, senza esclusione alcuna.</p>
<p>“<em>La gestione dell’acqua deve privilegiare gli usi prioritari, quello potabile e quello irriguo, e non il profitto di società che usano la risorsa idrica per scopi diversi e rispondono unicamente agli interessi dei propri azionisti. Non è più tollerabile che la gestione della risorsa idrica sia lasciata in mano a società che tendono ad ottimizzare i ricavi anziché preoccuparsi del corretto uso di una risorsa limitata, indispensabile per la vita umana e la società civile.</em>”. E’ la posizione assunta dalla Regione Veneto, nel confronto con il ministro per l’ambiente Galletti avvenuto nella Conferenza Stato-Regioni.</p>
<p>Con un proprio documento la Regione Veneto ha invitato il ministro ad intervenire per fronteggiare &#8211; a breve, media e lunga scadenza &#8211;  le conseguenze delle scarse precipitazioni dello scorso inverno e primavera e dalle torride temperature di questa estate.</p>
<p>“<em>Tra lo scorso ottobre e giugno 2017 le piogge in Veneto sono diminuite del 25% rispetto alla media stagionale, con punte del 33% nel bacino dell’Adige e del Po, e con effetti particolarmente drammatici anche alle foci del Brenta</em> – ha premesso il referente per le politiche agricole e i consorzi di bonifica della Regione –<em> per la risalita del cuneo salino. Nella sezione di Boara, ed esempio, il fiume Adige ha attualmente una portata di 25-30 metri al secondo, contro gli 80 previsti per il corretto di funzionamento della barriera anti-intrusione salina posta in prossimità della foce”</em>.</p>
<p>L’amministrazione regionale ha già predisposto interventi emergenziali per oltre 7 milioni di euro ed è pronta ad emanare la quarta declaratoria di crisi idrica, protraendo così al 10 agosto lo stato emergenziale per limitare i prelievi irrigui del 50 per cento nel bacino dell’Adige e del 20% negli altri bacini –ma la penuria d’acqua è aggravata dal fatto che a primavera i bacini idroelettrici che afferiscono all’asta dell’Adige erano quasi completamente vuoti, perché si è privilegiata la produzione idroelettrica rispetto ad una corretta gestione degli invasi.</p>
<p>“Appare sempre più urgente  – ha concluso l’assessore &#8211;  varare un piano nazionale di soccorso idrico, in particolare per le pianure del Nord, e realizzare importanti infrastrutture che consentano di diversificare gli approvvigionamenti idropotabili, accumulare l’acqua nei periodi piovosi, in particolare nelle zone montane, e ottimizzarne l’uso nei periodi più secchi.  Il Veneto ha pronti nel cassetto 80 progetti finanziabili per avviare cantieri di interventi idraulico e di bonifica. Ma serve un patto di collaborazione tra Regioni, amministrazione statale e Unione europea che privilegi l’uso idropotabile e irriguo della risorsa acqua, investa sulle strategie di contrasto ai cambiamenti climatici in atto e metta un freno alla produzione idroelettrica. Non ci interessa tutelare gli interessi di azionisti che hanno come unico obiettivo la massimizzazione dei ricavi, anziché il corretto e lungimirante uso di una risorsa che si sta rivelando fragile e non infinita. Il nostro dovere è dare una risposta duratura e sostenibile alle esigenze primarie della popolazione”.</p>
<p>Ecco nel dettaglio, lo stato dei danni provocati da oltre otto mesi di mancate precipitazioni, nella ‘fotografia’ scattata dalla Direzione agroalimentare del Veneto:</p>
<p><strong>Rovigo</strong>. Le coltivazioni estensive di mais e soia vedono dimezzarsi i raccolti. Il mais, là dove è stato precocemente raccolto, è stato svenduto a 2 euro al quintale,  e destinato alla produzione di bioenergia, nei digestori, in quanto inutilizzabile per alimentare il bestiame. Si acuisce, inoltre, il problema della risalita del cuneo salino, in particolare nell’area deltizia.</p>
<p><strong>Padova</strong>. Gravi i danni subiti dalle colture di mais, soia e barbabietole, soprattutto nella parte meridionale della Provincia, dove i raccolti sono compromessi sino al 70%. I bacini d’acqua sono ormai quasi esauriti e difficoltà si registrano anche per i vigneti, in particolare sui Colli Euganei, dove l’irrigazione è più difficile. Né le piogge di questi giorni hanno portato ristoro, visti gli apporti minimi o nulli, in particolare nella parte meridionale della provincia. La portata dell’Adige a Boara Pisani è pari al 53% della media.</p>
<p><strong>Verona</strong>. Colture estensive e orticole sono in ginocchio: i frutteti del Veronese stanno producendo frutta di pezzatura ridotta, poco adeguata alle richieste dei consumatori. In significativa flessione anche la produzione di foraggio nei pascoli di montagna (meno 40%): le mandrie stanno ritardando la monticazione.</p>
<p><strong>Vicenza</strong>. La crisi idrica sta compromettendo i raccolti non solo di ortaggi, cerali e foraggi per l’alimentazione degli animali, ma anche di colture specializzate come il tabacco.</p>
<p><strong>Venezia</strong>. i danni quantificati nelle campagne del litorale si aggirano tra il 25 e il 30% di minor raccolto. I danni maggiori sono provocati dal cuneo salino. A rischio anche il trapianto del radicchio di Chioggia Igp.</p>
<p><strong>Treviso</strong>. Il bacino del Piave gode di riserve sino al 90% della portata idrica e quindi in quest’area le perdite sono per ora limitate. Ma la ‘grande sete’ mette in difficoltà in particolare i produttori di mais, soia e barbabietola.</p>
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		<title>Siccità, è ancora stato di crisi. Zaia firma una nuova ordinanza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/06/21/siccita-ancora-crisi-zaia-firma-nuova-ordinanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 15:39:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Adige]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
		<category><![CDATA[Piave]]></category>
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					<description><![CDATA[Il territorio veneto presenta ancora una condizione di deficit idrico generalizzato rispetto ai valori medi stagionali. In particolar modo la situazione di carenza di disponibilità idrica nel fiume Adige mette a rischio l’approvvigionamento irriguo e in prospettiva anche idropotabile nelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il territorio veneto presenta ancora una condizione di deficit idrico generalizzato rispetto ai valori medi stagionali. In particolar modo la situazione di carenza di disponibilità idrica nel fiume Adige mette a rischio l’approvvigionamento irriguo e in prospettiva anche idropotabile nelle zone servite da acquedotti con prelievi dal fiume. Per questo il presidente della Regione Luca Zaia ha firmato una nuova ordinanza – dopo quelle del 18 aprile e del 16 maggio &#8211; con cui viene confermato lo stato di crisi idrica, in modo da poter attuare le misure necessarie a fronteggiare la situazione.</p>
<p>L’ordinanza avrà validità da oggi al 15 luglio 2017, con riserva di modifica dei contenuti in relazione all’andamento meteorologico.</p>
<p>Viene anzitutto stabilito che, per il periodo di validità dell’ordinanza, le utenze irrigue dovranno ridurre, a livello consorziale, il prelievo netto di portate derivate o subderivate dal fiume Adige, rispetto a quanto assentito dal decreto di concessione, in base alla portata media registrata giornalmente a Trento S. Lorenzo, secondo uno schema che prevede una riduzione percentuale progressiva a partire da 180 mc/secondo fino a 80 mc/s, al di sotto della quale la riduzione sarà del 100%.</p>
<p>Il Consorzio di secondo grado L.E.B. dovrà convogliare almeno 6 mc/s sino all’immissione nel fiume Fratta e il Consorzio di Bonifica Adige Po almeno 2 mc/s dalla presa Bova a Badia Polesine sino oltre la città di Rovigo, e tali portate possono essere derivate anche in caso di una portata inferiore a 80 mc/s.</p>
<p>L’ordinanza stabilisce inoltre che le utenze irrigue del bacino del Fiume Piave e quelle degli altri bacini idrografici, escluso il bacino del fiume Po, dovranno ridurre il prelievo di concessione del 12% rispetto a quanto assentito dal decreto di concessione. Per consentire l’accumulo della risorsa, vengono riconfermate le indicazioni per i gestori degli invasi idroelettrici.</p>
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		<title>Siccità, scoppia la guerra dell&#8217;acqua tra Veneto e Trentino</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/05/10/siccita-scoppia-la-guerra-dellacqua-veneto-trentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2017 13:34:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia autonoma di Trento]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto nasce quando, a causa della lunga siccità che ha colpito il Veneto negli ultimi mesi, la Regione con una ordinanza del 18 aprile aveva dichiarato lo stato di crisi idrica e imposto, per il bacino dell’Adige, una limitazione nei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Tutto nasce quando, a causa della lunga siccità che ha colpito il Veneto negli ultimi mesi, la Regione con una ordinanza del 18 aprile aveva dichiarato lo stato di crisi idrica e imposto, per il bacino dell’Adige, una limitazione nei prelievi irrigui del 50%. In quell&#8217;occasione la Giunta aveva deciso di chiedere l&#8217;aiuto del Trentino Alto Adige, ottenendo dalle Province Autonome di Trento e Bolzano di garantire una portata, a valle di Trento, di almeno 80 mc/s. Dopo alcuni giorni, però, era arrivato lo stop dell&#8217;assessore di Trento Gilmozzi che aveva sottolineato come, per aiutare i veneti, i bacini trentini si sarebbero svuotati.</div>
<div>Il botta e risposta tra i due assessori ha fatto scoppiare quella che viene già definita &#8220;la guerra dell&#8217;acqua&#8221;. A stretto giro è infatti arrivata la replica dell&#8217;assessore veneto all&#8217;ambiente, Gianpaolo Bottacin, che dopo le difficoltà evidenziate dal suo omologo Gilmozzi ad essere ancora &#8220;solidali&#8221; &#8220;perchè acqua non ve se sarebbe più&#8221;, chiederà un nuovo tavolo politico perchè le regole &#8211; &#8220;la legge quadro 152 che da&#8217; priorità assoluta all&#8217;uso idropotabile&#8221; &#8211; siano rispettate. &#8220;Ho letto che Gilmozzi &#8211; spiega Bottacin &#8211; dice di non capire &#8216;dove sia finita l&#8217;acqua&#8217; che hanno rilasciato, perchè non ne avremmo tratto giovamento. I grafici certificati dimostrano che la portata nell&#8217;Adige a Boara Pisani, dove era stato chiuso l&#8217;acquedotto, era salita da 20 a 110 metri cubi al secondo. Ecco dov&#8217;era l&#8217;acqua&#8221;. &#8220;Noi questo inverno, quando non c&#8217;era neve &#8211; conclude &#8211; abbiamo tirato la cinghia, imponendo ai gestori di non usare tutta l&#8217;acqua dei bacini per l&#8217;energia. Non risulta che a Trento abbiano fatto altrettanto&#8221;.</div>
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		<title>Siccità, prosegue monitoraggio. Preoccupa l&#8217;Adige</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/04/24/siccita-prosegue-monitoraggio-preoccupa-ladige/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2017 15:33:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Adige]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ proseguito oggi il confronto in sede di Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto Idrografico delle Alpi orientali per monitorare l’efficacia di tutte le misure finora adottate per fronteggiare la grave carenza idrica causata dalle anomale condizioni meteoriche, per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>E’ proseguito oggi il confronto in sede di Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto Idrografico delle Alpi orientali per monitorare l’efficacia di tutte le misure finora adottate per fronteggiare la grave carenza idrica causata dalle anomale condizioni meteoriche, per la quale la Regione del Veneto ha dichiarato lo stato di crisi su tutto il territorio regionale.</div>
<div></div>
<div>Resta al centro dell’attenzione soprattutto la gestione della risorsa idrica sul fiume Adige che rappresenta attualmente il punto più critico del sistema sia come portata, sia per la risalita del cuneo salino alla foce. In collaborazione con le Province di Trento e Bolzano e in accordo con gli enti gestori dei bacini idroelettrici a monte sono state concordate venerdì scorso misure per il rilascio di una portata continua finalizzata a consentire il prioritario attingimento idropotabile nel tratto terminale dell’Adige.</div>
<div></div>
<div>Oggi si è fatto il punto nell’ottica di rendere ancora più funzionali queste misure e, se necessario, prevederne di ulteriori per far fronte all’emergenza, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge che impone priorità assoluta agli aspetti idropotabili. Per questo, il tavolo per la crisi è stato riconvocato per mercoledì.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Siccità, dichiarato lo stato di crisi in Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/04/18/siccita-dichiarato-lo-crisi-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2017 16:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio di bonifica Brenta]]></category>
		<category><![CDATA[Piave]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante le precipitazioni di questi giorni persiste una grave carenza di disponibilità idrica in Veneto. A causa delle anomale condizioni meteoriche, con un’ordinanza del presidente della Regione è stato perciò dichiarato lo stato di crisi idrica su tutto il territorio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Nonostante le precipitazioni di questi giorni persiste una grave carenza di disponibilità idrica in Veneto. A causa delle anomale condizioni meteoriche, con un’ordinanza del presidente della Regione è stato perciò dichiarato lo stato di crisi idrica su tutto il territorio regionale, che avrà validità da oggi al 15 maggio 2017, con riserva di modifica dei contenuti in relazione all’andamento meteorologico.</div>
<div></div>
<div>Viene anzitutto stabilito che non potranno essere superati determinati valori delle portate derivate o subderivate dal fiume Adige, nel cui bacino si registra la situazione più critica. In particolare per quanto riguarda il Consorzio di Bonifica Veronese, il valore è di 28 metri cubi/secondo complessivi, con una riduzione per singola derivazione di almeno il 40% rispetto a quanto assentito dal decreto di concessione; per il Consorzio di secondo grado L.E.B. il valore da non superare è di 14 mc/s complessivi.</div>
<div></div>
<div>L’ordinanza stabilisce inoltre che le utenze irrigue non ricomprese nei precedenti Consorzi di bonifica dovranno ridurre del 50%, rispetto a quanto assentito dal decreto di concessione, il prelievo di portate derivate o subderivate dal fiume Adige, mentre per quanto riguarda il Bacino del Fiume Piave, le utenze irrigue dovranno ridurre il prelievo di concessione del 20% rispetto a quanto assentito dal decreto di concessione, come previsto nel caso di eventi di lieve siccità.</div>
<div></div>
<div>Per consentire l’accumulo della risorsa, il gestore degli invasi idroelettrici di S.Croce, Mis e Pieve di Cadore, per l&#8217;intero periodo di attuazione delle misure provvederà a trattenere integralmente la risorsa idrica ottenuta con le riduzioni realizzate nel nodo di Nervesa della Battaglia, nelle sezioni di diga Bastia, Valle di Cadore e Pontesei (per il serbatoio di S.Croce), nelle sezioni di La Stanga e Mis (per il serbatoio del Mis) e nella sezione di Pieve di Cadore (per il serbatoio di Pieve di Cadore). Nell’alveo del fiume Piave deve comunque essere garantita una portata di minimo deflusso vitale, a valle della traversa di Nervesa della Battaglia di almeno 7 mc/s.</div>
<div></div>
<div>Per gli altri bacini idrografici, escluso il bacino del fiume Po, le utenze irrigue dovranno ridurre il prelievo di concessione del 20% rispetto a quanto assentito dal decreto di concessione, con riferimento non alle singole derivazioni, bensì alla portata complessiva derivata dal medesimo sistema irriguo. Indicazioni sono contenute nell’ordinanza anche per i soggetti gestori di manufatti con capacità di regolazione e invaso, tra cui il gestore dell’invaso idroelettrico del Corlo che, per l&#8217;intero periodo di attuazione delle misure, dovrà provvedere a regolare il relativo sistema in modo tale che sia garantito il mantenimento della portata di minimo deflusso vitale nel Fiume Brenta dopo la confluenza con il torrente Cismon e a valle delle prese irrigue del Consorzio di Bonifica Brenta</div>
<div></div>
<div>Considerata l’eccezionale siccità nel bacino dell’Adige, il Veneto ha avviato anche un confronto con le Province Autonome di Trento e di Bolzano finalizzato a definire un protocollo di gestione delle risorse idriche del fiume, allo scopo di preservare e tutelare, secondo principi di salute pubblica, il prioritario attingimento idropotabile sull’asta terminale.</div>
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		<title>Siccità, Coldiretti dice sì a riduzione 20% sugli utilizzi irrigui di acqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 16:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Regione del Veneto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si profila la riduzione del 20% degli utilizzi irrigui già da oggi. E&#8217; quanto concordato ieri 4 aprile al tavolo tecnico sulla siccità convocato dalla Regione del Veneto durante il quale la proposta del distretto Idrografico delle Alpi Orientali  è stata condivisa dalle Associazioni di categoria e dai Consorzi di bonifica.  Gli enti consortili valuteranno a breve la possibilità di differenziare la riduzione per bacini, in relazione alla necessità e alle disponibilità di risorsa. &#8220;Si tratta di una decisione di buon senso &#8211; commenta Coldiretti Veneto presente all&#8217;incontro -. Nonostante la presenza del 70% di riserva negli invasi, la situazione rimane critica:  il deficit del periodo autunno-vernino registrato dall&#8217;Arpav è di 170 mm (da novembre fino a marzo sono precipitati solo 350 mm contro i 520 di media) e per compensarlo servirebbe, una buona piovosità nei mesi di aprile e maggio”.</p>
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		<title>Siccità’. Coldiretti Veneto chiede il risparmio della risorsa idrica</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/04/03/siccita-coldiretti-veneto-chiede-risparmio-della-risorsa-idrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 20:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti veneto]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[La preoccupazione per l’allarme siccità percorre le campagne venete dalla montagna fino alla bassa pianura. In vista del tavolo tecnico convocato dalla Regione, Coldiretti ha steso una mappa della situazione definendo le criticità:  nel bellunese le coltivazioni a seminativo richiederebbero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La preoccupazione per l’allarme siccità percorre le campagne venete dalla montagna fino alla bassa pianura. In vista del tavolo tecnico convocato dalla Regione, Coldiretti ha steso una mappa della situazione definendo le criticità:  nel bellunese le coltivazioni a seminativo richiederebbero già l’intervento irriguo, idem a Rovigo dove il grano è già in stress idrico con le prime piantine che sbocciano tra le crepe del terreno.</p>
<p>“Chiederemo – afferma l’associazione – una gestione parsimoniosa da parte dei gestori dei bacini idroelettrici al fine di regolare la disponibilità della risorsa”. Se le piantagioni di barbabietole nel veneziano sono sotto controllo attento degli addetti ai lavori, nel padovano, in alcuni casi, si rinviano le semine del mais a causa dell’aridità che potrebbe non garantire un attecchimento omogeneo. Disagi anche nelle serre dove i vivaisti trevigiani stanno tamponando con irrigazioni di soccorso.</p>
<p>Fioriture straordinarie per ciliegi nel vicentino e in genere per tutti gli alberi da frutto nel veronese, tanta rigogliosità andrebbe mantenuta se la terra fosse almeno bagnata: “Purtroppo le falde si sono abbassate – rileva Coldiretti &#8211;  e in questa fase delicata si rischia la cascola dei fiori e delle gemme”. Anche per le orticole come insalata, pomodoro e aglio a pieno campo che devono sopportare le alte temperature di questi giorni ci sarebbe bisogno di un surplus di acqua. Va un po’ meglio per la raccolta di asparagi maturati una settimana prima rispetto gli altri anni, ma la tensione per le altre tipicità rimane alta in quanto a breve è tempo di procedere con zucchine, piselli, melanzane e fagioli. “Nonostante il pronto intervento delle adduzioni irrigue dei consorzi di bonifica – spiega Coldiretti – gli agricoltori sono già preallertati a causa della prolungata mancanza di pioggia e l’assenza di perturbazioni nelle previsioni immediate”.</p>
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		<title>Siccità, dichiarato lo stato di grave pericolosità per incendi boschivi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2016/12/28/siccita-dichiarato-lo-grave-pericolosita-incendi-boschivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2016 21:41:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[giampaolo bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[incendi boschivi]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<category><![CDATA[stato di pericolosità]]></category>
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					<description><![CDATA[Viste le condizioni meteo-climatiche e vegetazionali, è stato dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi per i territori comunali a rischio rispettivamente delle province di Belluno-Treviso e della Provincia di Vicenza.Le condizioni meteo continuano a destare preoccupazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Viste le condizioni meteo-climatiche e vegetazionali, è stato dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi per i territori comunali a rischio rispettivamente delle province di Belluno-Treviso e della Provincia di Vicenza.<span id="more-3110"></span>Le condizioni meteo continuano a destare preoccupazione, la mancanza di pecipitazioni sta diventando non solo un problema per gli operatori delle stazioni sciistiche, ma anche per l&#8217;intero territorio che si ritrova letteralmente a &#8220;secco&#8221;. Per questo motivo la Regione Veneto ha deciso di dichiarare lo stato di pericolosità per il forte rischio di incendi.</p>
<p>Ne dà notizia l’Assessore regionale alla Protezione Civile <strong>Gianpaolo Bottacin</strong>.</p>
<p>Fino alla comunicazione di revoca dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, sono pertanto vietate tutte le operazioni che possono creare pericolo o possibilità di incendio in aree boscate, cespugliate o arborate, e comunque entro la distanza di cento metri dai medesimi terreni. Per le trasgressioni a tali divieti si applicano le sanzioni previste dalla Legge 21 novembre 2000, n. 353 e dalle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale vigenti.</p>
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