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	<title>sistema politico italiano &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Denominazioni d’origine, il Consorzio Formaggio Asiago scende in campo per rivendicare tutela e riconoscimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 09:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Consorzio Tutela Formaggio Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di proprietà]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ in atto uno scontro globale, senza esclusione di colpi che richiede, ora, un intervento forte del sistema politico italiano e comunitario contro i tentativi di delegittimare un comparto di interesse nazionale come quello delle Indicazioni Geografiche. E’ questo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ in atto uno <strong>scontro globale</strong>, senza esclusione di colpi che richiede, ora, un intervento forte del <strong>sistema politico italiano</strong> e comunitario contro i tentativi di delegittimare un comparto di interesse nazionale come quello delle <strong>Indicazioni Geografiche</strong>. E’ questo il messaggio che il <strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong> lancia dopo che, negli ultimi tre mesi, è stato protagonista di un’intensa azione di tutela che ha visto il pieno riconoscimento dei <strong>diritti di proprietà</strong> intellettuale ed una serie di <strong>vittorie legali</strong> contro tentativi di usurpazione ottenute in<strong> Cina, Giappone e Messico</strong>, paesi dove sono in corso i negoziati bilaterali con l’<strong>Unione Europea</strong>.</p>
<p>La sinergia tra prodotto e territorio è l’elemento distintivo e fondante dell’Indicazione Geografica,<br />
occasione unica e inimitabile di <strong>promozione economica</strong> e valorizzazione del genius loci. A<br />
confermarlo sono i numeri del comparto dei prodotti <strong>DOP e IGP</strong> italiani che oggi valgono <strong>14 miliardi</strong> di fatturato alla produzione (vino escluso) e, nel 2016, hanno visto <strong>esportazioni per 7,8 miliardi di euro</strong>, con un peso del <strong>21% delle tipicità</strong> sull’intero <strong>export agroalimentare</strong> (dati Qualivita). Un settore, quello delle DOP e IGP, <strong>non delocalizzabile</strong>, che fornisce un importante contributo alla fiscalità nazionale e la cui salvaguardia andrebbe inserita tra le priorità nazionali, in quanto asset strategico per l’economia del Paese.</p>
<p>“<em>Di fronte a chi oggi mette in discussione lo stretto legame tra denominazione e luogo geografico</em><br />
<em>d’origine</em> &#8211; afferma il Presidente del Consorzio di Tutela, Fiorenzo Rigoni, – <em>come le  recenti richieste</em><br />
<em>di organizzazioni di produttori nordamericani indirizzate al presidente Trump di non riconoscere le</em><br />
<em>Indicazioni Geografiche negli accordi commerciali, è necessario che il sistema politico italiano prenda</em><br />
<em>atto dell’attacco globale in corso e agisca, di concerto con la Ue, per salvaguardare i diritti di proprietà </em><em>intellettuale legati ai prodotti DOP e IGP, la cui tutela coincide non solo con la difesa di interessi </em><em>economici vitali ma con la difesa di un valore non negoziabile: ovvero l&#8217;identità e la cultura di intere comunità locali&#8221;.</em></p>
<p>Proprio in questi mesi, il Consorzio veneto-trentino ha svolto un’intensa azione di tutela in tre paesi<br />
dove sono in corso negoziati bilaterali con l’Unione Europea: Cina, Giappone e Messico. Dopo<br />
queste attività, il Consorzio può contare su un’efficace protezione del marchio e della denominazione.<br />
Il risultato è stato rivendicato lo scorso <strong>2 ottobre, a Ginevra</strong>, con un evento dal titolo &#8220;Indicazioni<br />
Geografiche: identità di territori&#8221;, organizzato dal <strong>Ministero delle Politiche Agricole</strong> e dai principali consorzi di tutela nel contesto dell’assemblea generale dell’<strong>OMPI</strong>, l’Organizzazione Mondiale sulla Proprietà Intellettuale, agenzia delle <strong>Nazioni Unite</strong>, per sostenere lo sviluppo dell&#8217;Accordo di Lisbona, accordo multilaterale firmato nel <strong>1958</strong> per la protezione internazionale delle denominazioni di origine, in particolare nella sua versione rivista tramite l&#8217;<strong>Atto di Ginevra del 2015</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Il momento che stiamo vivendo</em> – continua il Presidente Rigoni –<em> richiede un impegno straordinario.</em><br />
<em>Riteniamo che il mondo delle denominazioni d’origine necessiti di azioni di supporto e valorizzazione</em><br />
<em>internazionali senza precedenti. Per questo, la <strong>G7GI Conference</strong>, l’evento sul tema delle Indicazioni</em><br />
<em>Geografiche organizzato nell’ambito G7 Italia 2017, lo scorso 11 ottobre, ha avuto il nostro pieno</em><br />
<em>sostegno, così come la relativa “Dichiarazione di Bergamo”, documento strategico in cui si </em><em>individuano i temi prioritari per sostenere la crescita del settore e ribadirne la centralità all’interno</em><br />
<em>dell’agenda politica internazionale: lotta alla contraffazione, cooperazione internazionale, sostenibilità, </em><em>web transparency” .</em></p>
<p>Proprio per segnare l’importanza di questo percorso, il <strong>Consorzio di Tutela Formaggio Asiago</strong> è tra i promotori di OriGIn, l’organizzazione non governativa che riunisce oltre <strong>500 associazioni</strong> di produttori di Indicazioni geografiche, che rappresentano <strong>40 diversi paesi</strong>.</p>
<p>“<em>L’azione di monitoraggio e di tutela a difesa della denominazione svolta dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago in Cina, Giappone e Messico</em> – afferma Massimo Vittori, direttore generale di OriGIn,- <em>rappresenta senza dubbio un successo importante. Dimostra la necessità per i consorzi delle denominazioni che più soffrono di usurpazioni di adottare un approccio proattivo. Il riconoscimento e la tutela delle denominazioni sui mercati esteri, tuttavia, non può essere lasciato interamente ai consorzi, perché i costi non sono sostenibili nel medio e lungo periodo. Gli accordi commerciali bilaterali dell’UE sono un’opportunità importante al riguardo. OriGIn segue da vicino questi negoziati, compresi quelli in corso con Cina e Giappone, e si adopera affinché eventuali opposizioni al riconoscimento delle Indicazioni Geografiche interessate siano valutate attraverso criteri strettamente giuridici, nel pieno rispetto della normativa internazionale in materia”.</em></p>
<p>Quest’anno, per la prima volta, OriGIn realizzerà la sua assemblea generale biennale in Italia, a<br />
Treviso, dal 17 al 19 ottobre. Un evento importante nel quale il Consorzio di Tutela sarà parte attiva e<br />
che vede, mercoledì 18 ottobre, nella conferenza “Towards a 2020 Geographical Indications (GIs)<br />
International Agenda” l’occasione per avviare un confronto su molti temi strategici come la<br />
tutela online, la sostenibilità, il rafforzamento delle associazioni e la compatibilità del sistema di tutela<br />
UE delle DOP e IGP con le norme internazionali.</p>
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