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	<title>SiVeMP &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Aviaria, l&#8217;allarme dei veterinari veneti: &#8220;personale esiguo per affrontare l&#8217;emergenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 20:56:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Blue Tongue]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Guarda]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza aviaria]]></category>
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					<description><![CDATA[Emergenza aviaria in Veneto: i veterinari del servizio pubblico lanciano l&#8217;allarme e denunciano una carenza di personale che obbliga a turni di lavoro massacranti. Dopo lo scoppio della Blue tongue (che colpisce i bovini) ora il Veneto è al centro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Emergenza aviaria in Veneto: i veterinari del servizio pubblico lanciano l&#8217;allarme e denunciano una carenza di personale che obbliga a turni di lavoro massacranti.</p>
<p>Dopo lo scoppio della Blue tongue (che colpisce i bovini) ora il Veneto è al centro dell’epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità H5N8, con quattro focolai confermati in allevamenti delle province di Venezia, Padova, Rovigo e Verona. Cui si aggiungono due casi nel Mantovano, nelle vicinanze del confine veronese, che hanno interessato con la zona di sorveglianza, e tutte le restrizioni che questo comporta, parte del territorio e delle aziende venete. Da novembre il virus minaccia l’Europa e il Veneto, con una densità elevata di allevamenti avicoli e la presenza di aree umide, in cui transitano gli uccelli selvatici migratori, è da sempre tra le aree ritenute a maggior rischio.</p>
<p>Rischio che i veterinari di medicina pubblica del Veneto hanno ben presente e su cui da tempo richiamano l’attenzione della Regione.</p>
<p>&#8220;E’ indispensabile un’azione tempestiva che contrasti con decisione il contagio e la diffusione dell’infezione&#8221; sottolinea in una nota il direttivo veneto di SiVeMP (Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica). &#8220;I veterinari pubblici sono in campo con compiti di sorveglianza aumentata, misure straordinarie restrittive, controlli a tappeto negli allevamenti e sui selvatici. Una strategia di contrasto complessa e capillare che ha bisogno di una macchina organizzativa efficiente e di organici adeguati a questi e agli altri compiti che la sanità veterinaria pubblica deve assolvere&#8221;.</p>
<p>&#8220;I servizi veterinari delle Ulss sono alla stremo, il personale che va in quiescenza non viene sostituito e le forze in campo si assottigliano settimana dopo settimana&#8221; continua la nota del sindacato. &#8220;La struttura regionale veterinaria, declassata da luglio a semplice unità organizzativa, relegata  a rimorchio di strutture mediche, può contare ormai su un numero esiguo di unità lavorative. Solo l’abnegazione e la disponibilità del personale ha permesso fino ad ora di assicurare una regia alle azioni di contrasto del virus&#8221;.</p>
<p>Il Sindacato dei veterinari pubblici del Veneto chiede da mesi interventi immediati per potenziare gli organici e l’assetto dei servizi veterinari delle Ulss e perché la struttura regionale competente abbia una strutturazione adeguata ai compiti da assolvere e al ruolo strategico che riveste.</p>
<p>&#8220;Oggi non nascondiamo la nostra preoccupazione&#8221; conclude la nota. &#8220;Crediamo sia arrivato il momento di un confronto serio e costruttivo. La posta in gioco è altissima per la salute dei cittadini e per l’economia di una regione leader a livello europeo per l’agroalimentare&#8221;.</p>
<p>Il caso è approdato in Consiglio Regionale. La consigliera del gruppo &#8220;Alessandra Moretti Presidente&#8221; Cristina Guarda ha lanciato un appello alla Giunta regionale: “Le epidemie legate al Blue tongue e all’influenza aviaria impongono un rafforzamento urgente delle strutture veterinarie. Si ripristini immediatamente il confronto tra il settore agricolo e quello della prevenzione gestito dalla sanità veneta, perché sembrano due mondi che navigano in due diverse direzioni. E soprattutto la Giunta garantisca al settore veterinario quei mezzi senza i quali diventa impossibile contrastare efficacemente il boom dell’aviaria e il ritorno della Blue tongue”.</p>
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