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	<title>Stefano BOscarin &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Pensione precoce, sono state 6.700 le domande in Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/18/pensione-precoce-state-6-700-le-domande-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2017 16:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class=" text-justify">Alla volta di sabato, ultimo giorno utile per poter presentare la documentazione e accedere all’Ape Sociale o alla pensione Precoci, erano 6.700 i lavoratori veneti che avevano inviato la domanda all’Inps. Chi verrà valutato in regola con i requisiti previsti dalla legge, potrà avere a disposizione, nel caso Ape Sociale, un’indennità sostitutiva della retribuzione fino ad un massimo di 1.500 euro al mese che lo accompagnerà alla pensione vera e propria (da maturarsi entro un massimo di 3 anni e 7 mesi). Per i precoci invece l’opportunità è quella di ottenere la pensione vera e propria anticipata, fino a 22 mesi prima rispetto alla naturale scadenza. In Veneto, come nella altre grandi regioni industriali del nord, la prevalenza delle domande è stata presentata proprio dai lavoratori che hanno maturato i 41 anni di contributi, avendo cominciato a lavorare prima dei 19 anni di età. «Grazie all’accordo sulle pensioni realizzato con il governo lo scorso settembre non solo rendiamo giustizia a chi ha lavorato una vita, magari in posti di lavoro gravosi e pesanti – sottolinea il segretario Cisl veneto Onofrio Rota &#8211; ma con l’Ape Sociale garantiamo anche un reddito decoroso a chi, passati i 63 anni, si è trovato disoccupato o con una grave invalidità propria o in famiglia. Ora però chiediamo al governo di emanare subito le regole per l’Ape volontaria e la RITA (l’anticipo pensionistico tramite i fondi pensione). Con questi due strumenti possiamo anche, contrattando, favorire il ricambio generazionale e quindi l’occupazione dei giovani».</p>
<p class=" text-justify">Commenta il responsabile regionale del patronato Inas Stefano Boscarin (1.700 domande inviate): «Non possiamo dare per scontato che tutte le richieste verranno accettate. Una parte, anche se limitata, è infatti arrivata all’Inps senza passare al vaglio dei patronati e quindi qualcuna potrebbe essere impropria o carente di documentazione. Ora dobbiamo aspettare il 15 ottobre per avere l’accettazione o la respinta da parte dell’Istituto. Per i ritardatari infine c’è tempo fino al prossimo 30 novembre».</p>
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