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	<title>Strafexpedition &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Lo spettacolo interattivo sul tema del profugato in scena a Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 18:11:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cento anni fa l’Altovicentino fu investito dalla furia della Strafexpedition austroungarica, che tra il maggio e l’agosto del 1916 causò l’esodo di 76.338 abitanti. Un fiume di profughi che vennero smistati, frammentando comunità e famiglie, nei paesi di pianura, in altre città del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cento anni fa l’Altovicentino fu investito dalla furia della Strafexpedition austroungarica, che tra il maggio e l’agosto del 1916 causò l’esodo di 76.338 abitanti. Un fiume di profughi che vennero smistati, frammentando comunità e famiglie, nei paesi di pianura, in altre città del nord Italia e in piccola parte anche nel Sud, e che si trovarono a fare i conti nelle città ospitanti con un’accoglienza spesso carica di sospetto e ostilità. <span id="more-3295"></span></p>
<p>Dopo un secolo, il dramma del profugato è ben lontano dall’essere soltanto una pagina di storia. A partire da questa riflessione è nata una performance teatrale scritta a quattro mani da <strong>Carlo Presotto</strong> da <strong>Diego Dalla Via</strong>: <strong>“MEMORIE DEL NOSTRO FUGIMENTO. PARTIRE È UN PO’ MORIRE”</strong>, che andrà in scena mercoledì 18 gennaio (ore 21) in <strong>Basilica Palladiana</strong>, fuori abbonamento nel programma di <strong>“Terrestri 16/17”</strong>, la rassegna curata da <strong>La Piccionaia</strong> per il <strong>Comune di Vicenza</strong> con il sostegno di<strong> Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto </strong>e <strong>Provincia di Vicenza</strong><strong>.</strong></p>
<p>La performance vede sei attori – <strong>Paola Rossi, Matteo Balbo, Valentina Dal Mas, Lucia Ferraro, Sofia Presotto</strong>, oltre allo stesso <strong>Carlo Presotto</strong> – interagire con il pubblico, che contemporaneamente da una voce in cuffia ascolterà domande e riceverà istruzioni per gesti e piccoli movimenti. Grazie alla modalità del Silent Play, infatti, lo spettatore diventerà così parte attiva di una drammaturgia di azioni e reazioni senza ruoli prefissati, per provare a dare un nuovo significato al termine “spaesamento”: un’esperienza in prima persona, dalla parte di chi scappa e da quella di chi osserva, trovandosi a decidere se prendere posizione e reagire, oppure subire e adeguarsi. In gioco, le emozioni e le sensazioni che si provano di fronte all’altro, allo straniero, che diventa un muro bianco sul quale si proiettano le proprie paure – prima tra tutte, quella di vedersi rubare l’identità, gli oggetti e le relazioni che la disegnano.</p>
<p>Presentata per la prima volta in occasione del <strong>Festival Biblico 2016</strong>, la performance è nata in collaborazione con l’associazione <strong>Non dalla Guerra</strong>, nata dall’esperienza di alcuni ragazzi vicentini in Giordania, a contatto con la realtà dei profughi siriani che raggiungono la città di Al Mafraq, e cresciuta con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere i progetti della Caritas giordana a favore dell’educazione dei bambini profughi e sensibilizzare la cittadinanza italiana, europea e mondiale attraverso testimonianze dirette e documentari. Tra i sostenitori, anche la <strong>Regione Veneto</strong>, il <strong>Mibact </strong>e <strong>Urban Experience</strong> in qualità di media partner.</p>
<p><strong>La partecipazione è a numero limitato, si consiglia la prenotazione.</strong></p>
<p><strong>Biglietti </strong>€ 12 l&#8217;intero, € 10 il ridotto, in prevendita on-line e presso l&#8217;Ufficio del Teatro Astra; in vendita la sera di spettacolo in Basilica a partire dalle ore 20.</p>
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