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	<title>Tari &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Tributi locali, Confcommercio Vicenza: &#8220;No ad aumenti, ma leva per azioni pro commercio&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2020/01/27/tributi-locali-confcommercio-vicenza-no-ad-aumenti-ma-leva-per-azioni-pro-commercio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 11:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Imposta Unica Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
		<category><![CDATA[Tari]]></category>
		<category><![CDATA[Tassa sui rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[tributi locali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2020 si presenta come un anno di fondamentale importanza per i tributi locali, che sono stati di recente oggetto di importanti modifiche normative. La Legge di bilancio 2020 ha, infatti, soppresso l’Imposta Unica Comunale (IUC) ad eccezione della Tassa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il 2020 si presenta come un anno di fondamentale importanza per i <strong>tributi locali</strong>, che sono stati di recente oggetto di importanti modifiche normative. La Legge di bilancio 2020 ha, infatti, soppresso l’<strong>Imposta Unica Comunale</strong> (IUC) ad eccezione della <strong>Tassa sui rifiuti</strong><b> </b>(TARI), introducendo la “nuova IMU”, mentre altre rilevanti novità riguardano la <strong>TARI</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In questa rimodulazione delle imposte locali &#8211; secondo Confcommercio Vicenza &#8211; c’è il pericolo che i <strong>Comuni</strong> possano reperire risorse aumentando le somme riscuotibili dalle imprese del commercio, del turismo e dei servizi.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“La nostra preoccupazione – conferma il presidente dell’Associazione <strong>Sergio Rebecca</strong>, che in questi giorni ha inviato in merito a questo una lettera a tutti i Sindaci della provincia &#8211; è che, in un contesto già caratterizzato da un eccessivo onere tributario che grava sulle attività del nostro comparto, le deliberazioni che gli enti locali dovranno adottare possano determinare ulteriori aumenti di tributi e addizionali varie. La verità, infatti, – commenta il presidente – è che per un sindaco è meno impopolare aumentare le tasse alle imprese che alle famiglie, ma così facendo, l’insidia diventa ancora più pesante, poiché va a colpire quella <b>rete di esercizi di vicinato, cioè i negozi, i bar, i ristoranti, </b>che svolgono un servizio di prossimità, permettendo ai cittadini di fare acquisti nel quartiere o nel paese, e che sono un presidio di sicurezza e di vitalità per qualsiasi centro o periferia. Vorrei sottolineare- precisa Rebecca- che aumentare la tassazione a queste attività significa spesso portare ulteriore criticità a una situazione già di per sé non facile, caratterizzata da un’imposizione fiscale già al limite, dalla concorrenza dei grandi centri commerciali fino a quella sempre più pressante del commercio elettronico”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Come detto, l’avvento della “nuova” IMU, con<b> </b>l’accorpamento della “vecchia” IMU e della TASI, anche se nelle previsioni normative dovrebbe ricalcare le regole della precedente imposta comunale, presenta delle caratteristiche che potrebbero comportare un innalzamento delle aliquote. Lo stesso si può dire in relazione alla TARI, la tassa rifiuti, poiché le deliberazioni 2019 dell’ARERA &#8211; Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente &#8211; hanno modificato l’iter di redazione del piano finanziario TARI per l’anno di imposta 2020.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nella lettera &#8211; come detto inviata da Confcommercio Vicenza a tutti i sindaci della provincia &#8211; l’Associazione accompagna la richiesta di non deliberare alcun aumento delle tariffe con una proposta diversa: agire sì sulla <b>“leva fiscale”, </b>ma <b>per incentivare e mantenere forte</b> <b>la rete commerciale e turistica, con ricadute positive sulla vivibilità e vivacità dei centri storici, quartieri e piccoli paesi.</b></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Le amministrazioni locali – spiega Rebecca &#8211; possono agire sulle principali imposte locali come l’IMU o la TARI, deliberando agevolazioni per i proprietari che concedono riduzioni degli affitti dei negozi o altre attività commerciali, oppure danno in locazione stabili sfitti da almeno sei mesi o si attivano in progetti di riqualificazione di aree dismesse o degradate, in particolare nei centri storici. O ancora, prevedere la riduzione, se non l’esenzione, delle imposte in caso di <b>aperture di nuove attività o di riapertura di negozi che erano stati chiusi”.</b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In pratica, si potrebbero premiare quegli operatori che pongono in essere iniziative di valorizzazione del territorio o che resistono, nonostante le difficoltà riscontrabili ogni giorno, nel gestire un’attività di commercio tradizionale, garantendo al consumatore la possibilità di fare la spesa “sotto casa” e alla collettività di contare sui benefici di avere negozi aperti, vetrine illuminate e quindi strade più sicure.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Per poter perseguire questa strada, la missiva di Confcommercio Vicenza si conclude con l’invito ai sindaci di avviare un tavolo di confronto e di stipulare specifici protocolli d’intesa su questi temi, al fine di collaborare attivamente a risultati  concreti.  “Crediamo si possa collaborare in modo attivo ed efficace, partendo dalla condivisione di obiettivi comuni e mantenendo costante il dialogo &#8211; conclude il presidente Rebecca-. Inoltre, ci impegniamo a dare conto delle risposte che ci perverranno dalle Amministrazioni, direttamente alle nostre imprese</span></p>
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		<title>TARI, a Vicenza tariffa in continuo aumento con significativa riduzione di rifiuti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/30/tari-a-vicenza-tariffa-in-continuo-aumento-con-significativa-riduzione-di-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 15:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tari]]></category>
		<category><![CDATA[tassa rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[La tassa rifiuti TARI continua a restare un tributo iniquo, in particolare per alcune imprese e, soprattutto, perché il principio comunitario del “chi inquina paga” non è ancora realtà.  A questo si aggiunge, come risulta dai dati raccolti dal nuovo portale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>tassa rifiuti</strong> TARI continua a restare un tributo iniquo, in particolare per alcune imprese e, soprattutto, perché il principio comunitario del “chi inquina paga” non è ancora realtà.  A questo si aggiunge, come risulta dai dati raccolti dal nuovo portale Confcommercio   <strong>www.osservatoriotasselocali.it</strong>,  la continua crescita delle somme che cittadini e imprese devono versare, nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti. E ancora: a parità di condizioni e nella stessa provincia permangono divari di costo a carico delle imprese della medesima categoria. Tra queste, quella più sofferente, è sicuramente quella dei pubblici esercizi.</p>
<p>Gli ultimi dati del portale Confcommercio relativi all’anno 2017, registrano incrementi generalizzati della Tari sulla totalità dei capoluoghi e degli oltre 2.000 Comuni censiti (con una copertura della popolazione superiore al 60%). Un trend che porta a stimare l’ammontare complessivo della Tari per il 2017 a<strong> 9,3 miliardi di euro</strong>. Negli ultimi sette anni, la tassa sui rifiuti è cresciuta del <strong>72%</strong>, corrispondente a un incremento complessivo di<strong> 3,9 miliardi di euro</strong>. Una spesa crescente nonostante la percentuale di raccolta differenziata sia aumentata negli ultimi sei anni di oltre il 20%.</p>
<p>Altro dato significativo è che il <strong>62% dei Comuni capoluogo di provincia registrano una spesa di gestione dei rifiuti superiore al fabbisogno standard stimato dalla SOSE</strong>. Al riguardo si deve tenere conto che nel costo di gestione dei rifiuti sono compresi il costo di raccolta, quello per il trasporto e per lo smaltimento. Attualmente il costo di gestione dei rifiuti differenziati è calcolato in 15,12 centesimi di euro al kg, circa un terzo rispetto a quello degli indifferenziati di 40,79 centesimi di euro al kg. Visto comunque che il rapporto tra costo differenziato/indifferenziato è rimasto sostanzialmente invariato negli anni, il trend crescente di raccolta differenziata avrebbe dovuto accompagnarsi una contrazione significativa della spesa complessiva di gestione dei rifiuti che, però, non si è verificata.</p>
<p>Per quanto riguarda il comune di Vicenza la TARI riferita all’anno 2016 e ai negozi di abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli è risultata di 6,24euro al metro quadro, contro una media nazionale di 4,09 euro; per ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e pub è di19,64 euro al metro quadro contro 13,72 euro del dato nazionale; per bar, caffè, pasticcerie di 19,86 contro 10,68 della media nazionale.  Sulle tariffe applicate incide la qualità del servizio di gestione complessiva dei rifiuti urbani e assimilati, tra cui le attività di raccolta e di trasporto.</p>
<p>Vicenza si colloca, inoltre, in buona posizione con riferimento allo scostamento tra spesa storica e fabbisogno standard: la città è in 15a posizione tra quelle più virtuose; nel 2015 la spesa storica è stata di 19.434.915 euro contro un fabbisogno standard (calcolato dal Dipartimento delle Finanze e dalla SOSE) di 22.943.655 con una differenza quindi di –15,74%.</p>
<p>Ciò non toglie, però, che sia sempre più urgente una profonda revisione dell’intero sistema di applicazione della TARI,  capace di superare definitivamente la logica dei coefficienti presuntivi di produzione con un sistema che rispetti il principio europeo “chi inquina paga”, che tenga conto di specifiche esenzioni/agevolazioni per le attività stagionali e per le aree scoperte operative e che venga confermato il principio secondo il quale il tributo non è dovuto, né in parte fissa né in parte variabile, per i rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato a recupero. “E’ fondamentale non penalizzare determinate categorie di imprese – sostiene il direttore della Confcommercio di Vicenza Ernesto Boschiero – e  introdurre nei regolamenti comunali misure che leghino in maniera sempre più vincolante la determinazione dei costi del servizio a parametri di efficienza ed a misure volte a garantire un’equa e oggettiva ripartizione tra la componente domestica e non domestica e tra parte fissa e variabile. La questione è che per la determinazione della TARI le attività del commercio e del turismo e dei servizi si trovano da sempre a corrispondere le aliquote maggiori senza alcun rapporto effettivo rispetto al rifiuto realmente prodotto. Oltre a superare questa incongruenza e avviare una tassazione più equa e meno penalizzante per alcuni utenti– conclude Boschiero &#8211; credo che l&#8217;obiettivo comune sia quello di semplificare gli adempimenti e giungere ad una tassazione possibilmente condivisa tra tutti i contribuenti”.</p>
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		<title>Confcommercio scrive ai sindaci: &#8220;No tasse locali per tre anni a chi riapre un negozio sfitto&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/02/09/confcommercio-scrive-ai-sindaci-no-tasse-locali-tre-anni-riapre-un-negozio-sfitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 16:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
		<category><![CDATA[Tari]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente tributi locali per tre anni a chi riapre un negozio sfitto, contribuendo così a cancellare i “buchi neri” che sempre più spesso costellano città e paesi. E’ la proposta lanciata, attraverso una lettera indirizzata a tutti i sindaci della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Niente tributi locali per tre anni a chi riapre un negozio sfitto, contribuendo così a cancellare i “buchi neri” che sempre più spesso costellano città e paesi. E’ la proposta lanciata, attraverso una lettera indirizzata a tutti i sindaci della provincia, da Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza. Cancellare le tasse a chi avvia un’attività commerciale dove prima c’era una vetrina spenta non è un’utopia. L’esempio arriva dal regolamento approvato dalla Giunta del Comune di Alessandria dove, evidentemente, si preferisce “rinunciare per rilanciare”, privandosi di qualche soldo in cassa, in cambio della rivitalizzazione dei centri storici o dei quartieri, dove la chiusura dei negozi è spesso un primo passo verso un lento degrado.</p>
<div id="attachment_9621" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9621" class="size-medium wp-image-9621" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-768x511.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-1024x681.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-1320x878.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/02/Rebecca-2.jpg 1775w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-9621" class="wp-caption-text">Sergio Rebecca</p></div>
<p>“Siamo consapevoli delle difficoltà che le Amministrazioni Comunali sono chiamate ad affrontare per i ridotti trasferimenti statali – scrive il presidente Rebecca nella lettera – ma allo stesso tempo risulta sempre più urgente trovare soluzioni per dare nuova linfa all’imprenditoria locale al fine di rendere ancora “luminose” e “vivibili” le nostre vie e piazze”. Da qui l’idea di prendere esempio Alessandria, dove è stata proposta una vera e propria “no-tax area” dei tributi locali a favore di chi rialzerà la saracinesca di un negozio sfitto. Semplificando, tale agevolazione consisterebbe in un contributo che va a coprire quanto l’anno precedente si è speso per IMU (quota Comune), TARI, TASI, COSAP, Imposta sulla Pubblicità. “A beneficiarne – è spiegato nella lettera &#8211; saranno i soggetti esercenti che procedono alla riapertura di attività su tutto il territorio comunale, sia per l’ampliamento di esercizi già esistenti che per nuova apertura in locali commerciali”.<br />
Nella stessa missiva, Confcommercio Vicenza ha inoltre rinnovato la richiesta ai Comuni di introdurre regolamenti più equi sulla tassa rifiuti. L’indice è puntato sul metodo di calcolo degli importi, il cosiddetto “metodo normalizzato”, “che ha avuto conseguenze drammatiche per le attività del commercio e del turismo e dei servizi, le quali da sempre si trovano a corrispondere le aliquote maggiori senza alcun rapporto effettivo rispetto al rifiuto realmente prodotto”.<br />
Ovviamente chiedere un “sacrificio” ai Comuni in tempi di risorse scarse non è semplice, ma si potrebbe cominciare proprio dall’attenzione alle nuove aperture di negozi, “barattando” una piccola fetta di entrate tributarie con il beneficio che ne deriva, al territorio, in termini di immagine, di sicurezza (una vetrina illuminata spesso è un baluardo in tal senso) e di servizi al cittadino.</p>
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