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	<title>tasse &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Amazon incentiva l&#8217;e-commerce in Italia: limitarlo è un danno al Sistema Paese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/11/26/amazon-incentiva-le-commerce-in-italia-limitarlo-e-un-danno-al-sistema-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 20:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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					<description><![CDATA[Amazon pigliatutto a discapito dei commercianti “fisici”: non è la prima volta che montano le polemiche che, quest’anno, si sono particolarmente accese sull’onda della pandemia e delle chiusure a livello regionale disciplinate dal Governo.  Una visione bipolare del fenomeno e-commerce: da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amazon pigliatutto a discapito dei commercianti “fisici”</strong>: non è la prima volta che montano le polemiche che, quest’anno, si sono particolarmente accese sull’onda della pandemia e delle chiusure a livello regionale disciplinate dal Governo.  Una <strong>visione bipolare del fenomeno e-commerce</strong>: da un lato si chiede una spinta in direzione del digitale, dall’altro si fa la lotta al fenomeno, da un lato, quando fa comodo, si loda Amazon per la velocità delle consegne e l’efficienza operativa e dall’altro si punta il dito contro la società.</p>
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</div>
<p>“Penso che occorra avere considerazione e rispetto per tutti quegli imprenditori, venditori, negozianti che, in un <strong>Paese che si caratterizza per un gap di digitalizzazione storico verso gli altri Paesi europei</strong>, hanno intrapreso la strada dell’omnicanalità e dell’innovazione, diversificando il proprio business e digitalizzando la propria attività per aprire nuovi sbocchi commerciali”, dice <strong>Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es</strong> <strong>(in foto)</strong> nel ricordare che “in Italia ci sono circa 100 piattaforme di diverse dimensioni che vendono online, intermediando prodotti che arrivano da circa 50.000 venditori”.</p>
<p><strong>D.ssa Marseglia, dunque lo shopping online non va bloccato?</strong></p>
<p>Se si bloccano l’e-commerce e i grandi eventi di shopping online come il <strong>Black Friday</strong>, si blocca un canale di vendita per 50.000 realtà, oltre a tutto l’indotto della filiera del <strong>digital retail</strong>, che conta 678mila imprese e 290mila lavoratori, secondo i dati forniti da Netcomm e The European House – Ambrosetti. <strong>Ma soprattutto si blocca una possibilità per tutti coloro che in questo momento non riescono a raggiungere i propri clienti fisicamente</strong>. Da parte nostra, siamo felici di poter dare a 14.000 Pmi la possibilità di continuare a vendere in Italia e di poter sviluppare il proprio export in questo anno così sfidante. Le piccole e medie imprese che vendono su Amazon, nel 2019, hanno registrato vendite all’estero per più di 500 milioni di euro. Di queste, circa 600 hanno superato 1 milione di dollari di vendite. Fino ad oggi, gli impatti positivi registrati hanno permesso alle Pmi di creare oltre 25.000 posti di lavoro.</p>
<p>Penso a un caso che abbiamo messo in luce in questi giorni: l’azienda tessile Zenoni&amp;Colombi di Nembro (BG), guidata da quattro 20enni che hanno puntato sulla qualità del prodotto e sullo sviluppo della vendita online su diversi siti web, tra cui Amazon. Pur essendo situati in un’area molto colpita dalla pandemia, hanno potuto incrementare del 10% le loro vendite quest’anno. <strong>Quello che serve è rendere accessibile la formazione ed i servizi digitali a tutti coloro che ancora non conoscono il potenziale dell’e-commerce</strong>.</p>
<p><strong>Amazon ha battezzato una serie di iniziative proprio per favorire l’avvio dell’e-commerce da parte delle Pmi. Ma considerate le polemiche è evidente che nel nostro Paese c’è scarsa informazione. Può farci il punto della situazione?</strong></p>
<p>Amazon ha una lunga tradizione di investimenti in servizi e strumenti a supporto delle Pmi, fin dal 2000 quando abbiamo aperto il nostro negozio ai rivenditori terzi. Oggi oltre la metà di tutti i prodotti venduti sui siti Amazon nel mondo provengono da milioni di piccole e medie imprese, incluse 14.000 Pmi italiane.</p>
<p><strong>La questione fiscale tiene banco da anni ormai: può dirci esattamente come stanno le cose? Quante tasse paga Amazon in Italia e perché si continua a dire che ne paga troppo poche?</strong></p>
<p>Amazon contribuisce anche al gettito fiscale attraverso le tasse, sia dirette che indirette, che vengono riscosse dal Governo a seguito delle sue attività in Italia. Dal 2015, abbiamo una stabile organizzazione in Italia che registra tutti i ricavi, le spese, i profitti e le imposte dovute in Italia per le vendite al dettaglio su Amazon.it. Nel 2019, i ricavi totali delle attività di Amazon in Italia sono stati di 4,5 miliardi di euro, gli investimenti di 1,8 miliardi di euro e il nostro contributo fiscale complessivo di 234 milioni di euro. Mi sembra che questi numeri, insieme a quelli del numero di posti di lavoro che abbiamo contribuito a creare nei dieci anni di presenza in Italia, raccontino chiaramente il nostro contributo all’economia e allo sviluppo del Paese.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17474" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" data-id="17474" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-1024x576.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/11/marseglia2.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Immediata sospensione di imposte e tasse gravanti su ogni attività commerciale&#8221;, lo chiede Confcommercio a tutti i sindaci</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/06/immediata-sospensione-di-imposte-e-tasse-gravanti-su-ogni-attivita-commerciale-lo-chiede-confcommercio-a-tutti-i-sindaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 15:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Confcommercio Vicenza ha chiesto ufficialmente a tutti i Sindaci della provincia di adottare provvedimenti a favore delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi. La richiesta &#8211; contenuta in una lettera inviata oggi e firmata dal presidente Sergio Rebecca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Confcommercio Vicenza ha chiesto ufficialmente a tutti i Sindaci della provincia di adottare provvedimenti a favore delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> La richiesta &#8211; contenuta in una lettera inviata oggi e firmata dal presidente <strong>Sergio Rebecca</strong> e dal direttore <strong>Ernesto Boschiero</strong> &#8211; riguarda in particolare lo stop di qualsiasi aumento dell’imposizione comunale eventualmente programmato nel 2020 e l’immediata sospensione delle prossime scadenze di imposte e tasse gravanti su negozi, bar, ristoranti, alberghi e altre attività commerciali. La riduzione esponenziale della clientela, a seguito dell’emergenza sanitaria legata al diffondersi del coronavirus, sta di fatto facendo vivere a queste imprese uno dei momenti più complessi e difficili della loro storia, poiché ai mancati incassi non corrisponde un’adeguata diminuzione dei principali costi inerenti la gestione, che oltre al personale comprendono le utenze, i canoni di locazione, le imposte e le tasse.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“L’Associazione, che è a diretto contatto quotidianamente con le attività del territorio – spiega il presidente Sergio Rebecca – non può che farsi portavoce delle istanze delle imprese, che stanno continuando a svolgere la loro attività in un clima di  incertezza crescente, con affari se va bene dimezzati, ma con le scadenze dei pagamenti che incombono<i>.</i> La richiesta che abbiamo presentato ai Sindaci va quindi nella direzione di garantire il massimo sostegno alle attività del territorio, facendo in modo che chi può intervenire possa decidere provvedimenti straordinari in tal senso. Abbiamo già presentato, attraverso la Confederazione nazionale – continua il presidente Rebecca &#8211; le nostre proposte urgenti di intervento al Governo, altrettanto abbiamo fatto con la Regione ed ora interveniamo con i Comuni chiedendo, oltre alla cancellazione di qualsiasi aumento dell’imposizione locale, di far slittare o sospendere i pagamenti dovuti. L’insieme delle misure, che auspichiamo vengano adottate al più presto e su più fronti, sono alquanto necessarie alle singole imprese per gestire l’emergenza e al comparto intero per dare un po’ di respiro”.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Confcommercio Vicenza ha chiesto ai Sindaci dei comuni della  provincia di valutare in particolare: la possibilità di far slittare il  pagamento della TARI, la tassa sui rifiuti; di sospendere, qualora in vigore, l’imposta di soggiorno per le attività ricettive; la sospensione del canone per l’occupazione del suolo pubblico per i plateatici esterni dei pubblici esercizi; la sospensione del canone di occupazione del suolo pubblico per gli ambulanti; la sospensione dell’imposta sulla pubblicità per le attività dei comparti del commercio, del turismo e dei servizi.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nel frattempo, il Comune di Vicenza sta già predisponendo lo slittamento del pagamento della TARI e, per gli operatori dei mercati ambulanti, del canone di occupazione temporanea del suolo pubblico, nonché la sospensione dell’imposta di soggiorno per le attività ricettive. “Apprezziamo molto questo intervento – conclude il presidente di Confcommercio Vicenza -. Tali misure, che auspichiamo siano completate dalla sospensione anche del canone sui plateatici e dall’imposta sulla pubblicità, rappresentano sicuramente uno sforzo notevole compiuto dall’Amministrazione comunale che riconosce e interviene a mitigare la grave situazione che sta interessando indistintamente le nostre imprese”.</span></p>
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		<title>Partite IVA al collasso. Liberiprofessionisti e PMI  tartassati dal Fisco</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/07/partite-iva-al-collasso-liberiprofessionisti-e-pmi-tartassati-dal-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 10:19:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[liberoprofessionista]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
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					<description><![CDATA[Quelle che una volta erano la spina dorsale dell’Italia sono a “rischio estinzione”. O, quanto meno, la loro situazione va via via peggiorando, tanto che da più parti vengono periodicamente lanciati appelli per la loro “salvaguardia”. Le partite IVA italiane, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quelle che una volta erano la spina dorsale dell’Italia sono a “rischio estinzione”. O, quanto meno, <strong>la loro situazione va via via peggiorando</strong>, tanto che da più parti vengono periodicamente lanciati appelli per la loro “salvaguardia”. Le partite IVA italiane, che si tratti di liberi professionisti o piccole e piccolissime aziende, sono ormai davanti a un baratro.</p>
<p>Come rilevato da Federcontribuenti, nell’arco di appena 3 anni il loro numero si è ridotto del 40% circa, passando da oltre 8,5 milioni a poco più di 5 milioni. <strong>Diversi i fattori che hanno inciso su questo calo</strong> tanto repentino quanto preoccupante: la situazione economica stagnante; la forte concorrenza interna; i controlli dello stato e gli adempimenti burocratici necessari al “mantenimento in vita” dell’attività produttiva. Il ruolo principale, però, è stato probabilmente giocato da una <strong>pressione fiscale sempre più pesante</strong>, che è arrivata a toccare il 64% dei profitti di una piccola partita IVA.</p>
<p>Il dato emerge da un’analisi del Centro Studi di Unimpresa, secondo il quale il <strong>total tax rate di PMI e professionisti</strong> è di gran lunga superiore al 60%. Tra tasse (sia acconti dell’anno fiscale successivo, sia saldi dell’anno fiscale in corso), <strong>contributi previdenziali</strong> (anche in questo caso si devono tenere in conto saldi e acconti), e pagamenti vari (come quelli nei confronti della Camera di Commercio e altri oneri obbligatori), sono dunque più i soldi che finiscono nelle casse dello Stato rispetto a quelli che restano nelle tasche di professionisti e artigiani.</p>
<div id="amelie_container"></div>
<p>“È una situazione che vale la pena <strong>riproporre al centro dell’attenzione e al centro dell’agenda politica</strong> – afferma il Presidente di Unimpresa Giovanna Ferrara – a pochi giorni dall’approvazione dell’ennesima legge di bilancio che si proponeva di essere come la svolta, proprio sul fronte della riduzione della pressione fiscale, e <strong>invece non ha cambiato alcunché</strong>. Perché sarà pur vero che è stata evitata la stangata da oltre 20 miliardi di euro con l’aumento delle aliquote Iva (e comunque è solo un rinvio, quindi fra 12 mesi ci risiamo), <strong>ma il peso delle tasse sui contribuenti, sia famiglie sia imprese, non è cambiato</strong> <strong>affatto</strong>“.</p>
<p>Nello specifico, dai conti fatti dal Centro Studi di Unimpresa emerge che una <strong>partita IVA che fattura 50 mila euro</strong> deve pagare:</p>
<ul>
<li>13.625 euro di saldo Irpef</li>
<li>5.241 di acconto Irpef</li>
<li>956 euro di addizionale regionale Irpef</li>
<li>236 euro di addizionale comunale Irpef</li>
<li>71 euro di acconto addizionale comunale Irpef</li>
<li>53 euro come diritti alla Camera di commercio</li>
<li>1.689 euro di Irap</li>
<li>797 euro di acconto Irap</li>
<li>7.191 euro di contributi previdenziali</li>
<li>3.779 di acconto contributi previdenziali.</li>
</ul>
<p>Il totale da pagare a fine anno sarà dunque di 33.248 euro, ossia il 64,5% rispetto a quanto guadagnato. Nelle tasche del professionista restano 16.752 euro, ossia <strong>1382 euro al mese</strong>. (Fonte quifinanza)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Fisco, entrate salite del 63% in dieci anni. Evasione porta via 113 miliardi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/09/08/fisco-entrate-salite-del-63-in-dieci-anni-evasione-porta-via-113-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Sep 2018 14:17:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 1997 al 2017 il peso delle tasse in capo ai contribuenti italiani è salito di 198 miliardi, la media dell&#8217;evasione fiscale è al 16,3% che ha tolto al fisco 113 miliardi. Così la Cgia: se l&#8217;inflazione in questi 2 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1997 al 2017 il peso delle tasse in capo ai contribuenti italiani è salito di 198 miliardi, la media dell&#8217;evasione fiscale è al 16,3% che ha tolto al fisco 113 miliardi. Così la Cgia: se l&#8217;inflazione in questi 2 decenni è salita del 43%, le entrate tributarie sono cresciute del 65%, il 22,5% in più del costo della vita. La media nazionale dell&#8217;evasione è al 16,3%, con punte del 24,7% in Calabria, 23,4% in Campania e 22,3% in Sicilia. L&#8217;armamentario fiscale italiano è formato da oltre 100 voci: una sequela di addizionali e bolli, canoni, contributi, diritti, imposte, ritenute. Non mancano tasse, tributi e sovraimposte; senza contare che paghiamo anche le tasse sulle tasse. Come quando si fa il pieno all&#8217;auto. La base imponibile su cui si applica l&#8217;Iva è fatta anche dalle accise sui carburanti. Con un giorno di lavoro in più rispetto al 2018, nel 2016 gli italiani hanno lavorato per il fisco fino al 2 giugno (154 giorni lavoro), +4 giorni della media dei Paesi area euro e 9 con la media dei 28 Paesi Ue.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Frodi fiscali, smantellata banda con base a Verona. Sequestrati beni per 12 milioni di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/04/26/frodi-fiscali-smantellata-banda-con-base-a-verona-sequestrati-beni-per-12-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2018 08:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[Diciassette persone sono state arrestate tra Crotone e Verona dalla Guardia di finanza che ha anche eseguito un sequestro di beni per 12 milioni di euro, compresi 118 mezzi e 3 società sottoposte ad amministrazione giudiziaria. L&#8217;operazione &#8220;Ciclope&#8221; ha permesso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Diciassette persone sono state arrestate tra Crotone e Verona dalla Guardia di finanza che ha anche eseguito un sequestro di beni per 12 milioni di euro, compresi 118 mezzi e 3 società sottoposte ad amministrazione giudiziaria.</p>
<p>L&#8217;operazione &#8220;Ciclope&#8221; ha permesso di smantellare un&#8217;associazione operante nel settore delle frodi fiscali e del riciclaggio del profitto del reato. Gli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria di Crotone hanno quantificato in 5.599.591,48 euro la somma sottratta al fisco fra Ires, Iva ed Irap. L&#8217;operazione ha visto impegnati i finanzieri del nucleo di Crotone e della Compagnia di Soave nel veronese, nei comuni di Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Crotone, Rocca di Neto, Belfiore e Cologna Veneta (Verona). Cinque le persone in carcere e 12 ai domiciliari. A capo dell&#8217;organizzazione, per l&#8217;accusa, Antonio Aversa De Fazio, di 56 anni di Melissa, imprenditore da tempo trasferitosi a Belfiore (Verona) dove ha un&#8217;attività nel commercio di inerti e dell&#8217;autotrasporto.</p>
<p>Fonte: Ansa</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Città più tassate d&#8217;Italia, a Venezia fisco &#8220;light&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2017/12/31/citta-piu-tassate-ditalia-venezia-fisco-light/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 16:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[Unimpresa]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso le città &#8216;più tassate&#8217; d&#8217;Italia. Sono i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a Irap, Irpef, Imu e Tasi. Queste sette città hanno, in tre casi su quattro, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso <b>le città &#8216;più tassate&#8217; d&#8217;Italia</b>. Sono i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a <b>Irap, Irpef, Imu e Tasi</b>. Queste sette città hanno, in tre casi su quattro, i livelli più alti di imposte sulle imprese e sulle famiglie, sui capannoni industriali e sulle case. Con due &#8220;punti&#8221;, nella classifica dei tributi territoriali, figurano poi Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Potenza, Trieste e Catanzaro. Un solo &#8216;punto&#8217;, invece, per Milano, Cagliari, L&#8217;Aquila, Aosta, Trento e Bolzano. Fisco light a Venezia, unica città che non risulta mai tra quelle con aliquote elevate. E&#8217; quanto risulta dalla &#8216;Mappa del fisco locale in Italia&#8217; realizzata dal Centro studi di Unimpresa. L&#8217;analisi dell&#8217;associazione, basata su dati dell&#8217;Agenzia delle Entrate, della Corte dei conti e del Dipartimento Finanze, prende in considerazione le aliquote Iperf (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l&#8217;Imu e la Tasi.</p>
<p>La classifica è stata realizzata sulla base di &#8220;punti&#8221; attribuiti alle città e alle relative regioni che applicano aliquote particolarmente elevate nei quattro principali tributi pagati anche su base territoriale. In totale sono stati assegnati 41 &#8220;punti&#8221; in relazione alle aliquote dello scorso anno: più è alto il punteggio, più è elevato il livello del prelievo tributario a carico dei contribuenti (cittadini e imprese).</p>
<p>Venezia (che ha zero &#8220;punti&#8221;) è l&#8217;unica città dove il prelievo è sempre sotto le soglie più alte: nel capoluogo della regione Veneto fisco leggero perché si paga il 3,90% di Irap, il 2,03% di addizionali Irpef (1,23% regionale e 0,80% comunale), lo 0,81% di Imu e lo 0,29% di Tasi.</p>
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		<title>A Natale tutti più buoni&#8230; anche l&#8217;Agenzia delle Entrate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/27/natale-tutti-piu-buoni-anche-lagenzia-delle-entrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 19:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[A Natale si è tutti più buoni, si usa dire. Anche l&#8217;Agenzia delle Entrate ha deciso di avere un occhio di riguardo per i contribuenti veneti nel periodo delle feste, comunicando che anche nella regione sarà sospesa la spedizione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Natale si è tutti più buoni, si usa dire. Anche l&#8217;Agenzia delle Entrate ha deciso di avere un occhio di riguardo per i contribuenti veneti nel periodo delle feste, comunicando che anche nella regione sarà sospesa la spedizione e la notifica di 22.230 mila atti, che resteranno &#8220;congelati&#8221;, ad eccezione di circa un migliaio di casi cosiddetti inderogabili che saranno comunque notificati, per la maggior parte con la pec (posta elettronica certificata). L&#8217;operazione &#8220;zero cartelle&#8221; a Natale interessa quindi anche il Veneto. Il provvedimento, messo in atto dagli uffici dell&#8217;ente di riscossione, ha l&#8217;obiettivo di non creare inutili disagi durante le festività natalizie evitando il recapito di richieste di pagamento durante questo periodo particolare dell&#8217;anno. Per quanto riguarda i dati provinciali, al primo posto per numero di atti sospesi c&#8217;è Verona, con 4.484 cartelle e avvisi &#8216;congelati&#8217; durante le feste di Natale, seguita da Padova (4.339), Treviso (3.962), Vicenza (3.802), Venezia (3.707), Rovigo (1.244) e infine Belluno (692).</p>
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		<title>Migrazioni dati dei clienti Ex Popolari a Intesa: &#8220;Dubbi sul pagamento delle scadenze fiscali del 18 dicembre&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/12/07/migrazioni-dati-dei-clienti-ex-popolari-intesa-dubbi-sul-pagamento-delle-scadenze-fiscali-del-18-dicembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 16:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[banca popolare di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[intesa san paolo]]></category>
		<category><![CDATA[modelli F24 e F23]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Banca]]></category>
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					<description><![CDATA[Tempi stretti e mancanza di comunicazione: Confcommercio Vicenza segnala il rischio che i pagamenti non vadano a buon fine, innescando sanzioni e interessi Rischio di sanzioni dal Fisco, con relativo pagamento degli interessi, per le imprese correntiste ex Bpvi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><b>Tempi stretti e mancanza di comunicazione: Confcommercio Vicenza segnala il rischio che i pagamenti non vadano a buon fine, innescando sanzioni e interessi</b></span></p>
<div>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Rischio di sanzioni dal Fisco, con relativo pagamento degli interessi, per le imprese correntiste ex Bpvi e Veneto Banca transitate a Intesa Sanpaolo, che dovranno pagare <strong>entro il 18 dicembre</strong> vari adempimenti tra i quali l’Iva, l’Imu e la Tasi. Nella fase di passaggio dalla “vecchia” alla nuova posizione, il pagamento tramite Entratel potrebbe non andare a buon fine.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">A lanciare l’allarme la Confcommercio di Vicenza che come tutti gli altri intermediari deve inoltrare, appunto tramite il sistema Entratel, i <strong>modelli F24 e F23</strong> all’<strong>Agenzia delle Entrate</strong> per conto delle proprie aziende associate.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“<em>Prendiamo atto delle notizie tranquillizzanti diffuse da Intesa Sanpaolo sulla migrazione dei dati relativi ai clienti delle ex Popolari, che non dovrebbe creare problemi, ad esempio, sugli addebiti domiciliati</em> – spiega Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza -.<em> Peccato, però, che nessuna notizia precisa ci sia arrivata, nonostante la richiesta di avere precise garanzie in proposito, per quanto riguarda il canale telematico di pagamento dell’Agenzia delle Entrate riservato agli intermediari abilitati. Il rischio, che abbiamo segnalato – sottolinea il direttore Boschiero –, è che se i modelli F24 e F23 presentati per conto delle imprese non riporteranno i nuovi codici Iban del correntista transitato su Intesa Sanpaolo, il pagamento potrebbe non andare a buon fine, con l’applicazione conseguente delle relative sanzioni fiscali e degli interessi di mora in capo ai contribuenti”.</em></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Il problema nasce dai tempi strettissimi che intercorrono tra la migrazione dei dati nel sistema informativo della banca, previsto (a quanto si conosce) entro il 10 dicembre, e il pagamento delle imposte del 18 dicembre; problema aggravato dal fatto che non tutte le imprese hanno ricevuto la comunicazione ufficiale del codice di conto corrente modificato da Bpvi o Veneto Banca ad Intesa. </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><br />
“<em>Chiedere agli intermediari di modificare gli Iban di centinaia di posizioni in pochissimi giorni è un’impresa quasi impossibile così come riuscire a recuperare direttamente nelle filiali i codici di conto corrente di tutti gli utenti che non hanno ancora ricevuto la comunicazione</em> – aggiunge il direttore di Confcommercio Vicenza -. <em>Noi a Intesa Sanpaolo abbiamo chiesto una cosa semplice: consentire al sistema Entratel di utilizzare i vecchi Iban almeno per questa scadenza ravvicinata, ma nessuna risposta ufficiale ci è ancora arrivata”</em>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Un segnale certo non positivo, questo, per un Istituto che deve far sentire la vicinanza al territorio, ma che in questo caso, invece, fa percepire ai clienti berici tutta la distanza che separa il Vicentino dai cervelloni informatici posizionati a Moncalieri.</span></p>
</div>
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		<title>Lotta all&#8217;evasione fiscale, Thiene è al quarto posto in Veneto  e al secondo in Provincia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/thiene/2017/09/22/lotta-allevasione-fiscale-thiene-al-quarto-posto-veneto-al-secondo-provincia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 19:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Thiene]]></category>
		<category><![CDATA[accertamenti]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[lotta evasione]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione Operativa Fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo aver pubblicato l&#8217;articolo sul flop nella lotta all&#8217;evasione fiscale dei comuni veneti, ce n&#8217;è uno in provincia di Vicenza che, non solo ha svolto un gran lavoro, ma addirittura è ai primi posti in regione. Un dispendio di energie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver pubblicato l&#8217;<a href="https://www.accadeinzona.it/evidenza/2017/09/22/lotta-allevasione-recupero-flop-comuni-veneti/">articolo sul flop nella lotta all&#8217;evasione fiscale</a> dei comuni veneti, ce n&#8217;è uno in provincia di Vicenza che, non solo ha svolto un gran lavoro, ma addirittura è ai primi posti in regione. Un dispendio di energie importante che sta, però, dando i suoi frutti. Il Comune di Thiene attraverso la <strong>Sezione Operativa Fiscale,</strong> istituita dall’Assessore Comunale al Bilancio e Tributi Alberto Samperi  nel 2014, supera di gran lunga città importanti come Venezia e l&#8217;intera provincia di Treviso.</p>
<p>Nello specifico i “frutti” valgono per le Casse Comunali <strong>56.338,00 euro</strong>, che il Ministero dell’Interno<br />
ha devoluto a Thiene nel 2017 come contributo per gli accertamenti fiscali e contributivi effettuati<br />
nel 2016 e che si sono concretizzati in una quarantina di segnalazioni qualificate.<br />
Un risultato importante che significa entrate di risorse da spendere per la collettività e che pone<br />
Thiene, per l’entità della cifra recuperata, al quarto posto nel Veneto dopo Verona, Albignasego e<br />
Vicenza e al secondo posto in Provincia dopo il Comune di Vicenza.</p>
<p>“<em>L’Amministrazione Comunale</em> – dichiara con soddisfazione l’Assessore Alberto Samperi –<em> ha</em><br />
<em> creduto nella possibilità dataci dallo Stato di compartecipare al contrasto all’evasione fiscale sul</em><br />
<em> territorio. Chi evade il fisco danneggia tutti perché sottrae risorse destinate alla collettività e agisce</em><br />
<em> in concorrenza sleale nei confronti di tutti gli altri soggetti che invece, pagando il dovuto, operano</em><br />
<em> lealmente. E’ dunque un lavoro importante e che, stiamo constatando, nel tempo dimostra di</em><br />
<em> essere valido e necessario”.</em></p>
<p>In effetti, dati alla mano, la somme derivanti dal recupero fiscale sono cresciute visibilmente in<br />
questi anni di lavoro della <strong>Sezione Operativa Fiscale</strong>.<br />
Se nel 2015, relative sul lavoro di accertamento svolto nel <strong>2014</strong>, esse ammontavano a <strong>500 euro</strong>,<br />
passavano a <strong>28.849,50 euro</strong> <strong>nel 2016</strong> per raddoppiare, dunque, arrivando agli oltre 56 mila euro del<br />
2017.<br />
E’ da precisare che si tratta di recupero di tasse statali non pagate e non di tributi comunali.</p>
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		<title>Tasse, in Veneto diminuite del 13,7 per cento dal 2015 al 2016</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/21/tasse-veneto-diminuite-del-137-cento-dal-2015-al-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 12:52:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[fallimenti]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Si sa, il Veneto è da sempre il motore trainante dell&#8217;intero Paese. Gli imprenditori hanno lottato contro la crisi economica e un sistema di tassazione che da decenni risulta troppo elevato. Nel corso degli anni si contano i numerosi &#8220;fallimenti&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sa, il<strong> Veneto</strong> è da sempre il motore trainante dell&#8217;intero Paese. Gli imprenditori hanno lottato contro la <strong>crisi economica</strong> e un sistema di tassazione che da decenni risulta troppo elevato. Nel corso degli anni si contano i numerosi &#8220;<strong>fallimenti</strong>&#8221; dovuti proprio a questo mix di elementi. Nell&#8217;ultimo biennio, però, il trend sembra cambiato.</p>
<p>“<em>Il <strong>Veneto</strong> è tra le Regioni italiane col <strong>minor peso fiscale</strong> locale, addirittura in <strong>diminuzione</strong> del <strong>13,7%</strong> nel 2016 rispetto al 2015, passando da <strong>1.659 a 1.453 euro</strong> di prelievo a famiglia. Il tutto senza la benchè minima autonomia di manovra, con un bilancio a destinazione libera quasi azzerato dai tagli delle ultime finanziarie nazionali e senza un euro che torni sul territorio dei molti miliardi di residuo fiscale attivo che mandiamo a Roma</em>”.</p>
<p>Lo evidenzia il Presidente della Regione del Veneto <strong>Luca Zaia</strong>, commentando i dati sulle tasse nei territori, elaborati da <strong>Bankitalia</strong> e pubblicati oggi da un quotidiano economico nazionale.</p>
<p>“<em>In sette anni</em> – fa notare il Governatore – <em>siamo riusciti a far risparmiare ai veneti un miliardo e 900 milioni di euro di tasse, evitando di applicare addizionali Irpef regionali e i ticket sanitari locali aggiuntivi rispetto a quelli introdotti dallo Stato. Fatto da una Regione a statuto ordinario è una specie di miracolo, come dimostrano, ad esempio, i consistenti aumenti imposti da varie Regioni a statuto ordinario come noi, e le forti diminuzioni registrate in alcune Regioni a statuto speciale”.</em></p>
<p>“<em>C’è poco da fare</em> – aggiunge il Presidente del Veneto –<em> sono numeri inequivocabili: più i fondi pubblici rimangono sul territorio e vengono ben gestiti, come in Veneto, meno la gente viene sommersa di tasse e meglio questi soldi, provenienti dalle sue tasche, vengono utilizzati”</em>.</p>
<p>“<em>La Regione</em> – incalza il Governatore del Veneto – <em>ha saputo tagliare le tasse anche in condizioni che hanno invece portato altre Regioni a statuto ordinario ad aumenti consistenti. Si pensi ora solo per un attimo se e quando il Veneto potrà disporre di almeno una parte, non dico di tutto che sarebbe comunque il giusto, di quel paio di decine di miliardi di tasse di saldo fiscale attivo che i veneti pagano a Roma non ricevendo di ritorno nemmeno un grazie. Ne deriverebbero non solo investimenti sull’economia e sul welfare, ma anche alleggerimenti fiscali sugli Enti Locali e altri tagli alle tasse pagate direttamente o indirettamente dalla gente. Si può fare</em> – conclude – <em>come dimostrano le performance delle Regioni ‘speciali’. Il Veneto e i veneti ne hanno diritto. A buon intenditor poche parole”.</em></p>
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