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	<title>teatro astra vicenza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Con &#8220;FRAME&#8221; i quadri di Edward Hopper prendono vita a teatro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/01/29/frame-quadri-edward-hopper-prendono-vita-teatro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 15:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Serra]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Hopper]]></category>
		<category><![CDATA[FRAME]]></category>
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					<description><![CDATA[È uno dei più talentuosi esponenti della nuova generazione di registi della scena contemporanea, reduce dall’assegnazione al suo “Macbettu”, lo scorso dicembre, del più importante premio del teatro italiano, il Premio Ubu per il miglior spettacolo dell’anno. Un riconoscimento che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È uno dei più talentuosi esponenti della nuova generazione di registi della scena contemporanea, reduce dall’assegnazione al suo “Macbettu”, lo scorso dicembre, del più importante premio del teatro italiano, il Premio Ubu per il miglior spettacolo dell’anno. Un riconoscimento che arriva mentre non si è ancora spenta l’eco di “H+G” realizzato con La <a href="http://www.teatrolaribalta.it/it/">Ribalta</a> &#8211; Accademia arte della diversità e che consacra un percorso artistico di altissimo profilo, sviluppato fin dal 1999 con la compagnia Teatropersona (Finalista al Premio Scenario per Ustica 2005, Premio europeo Beckett &amp; Puppet 2006, Finalista al Premio Scenario Infanzia 2008, Premio Nuove Creatività, Premio di scrittura di scena Lia Lapini) e con collaborazioni internazionali come quella con il Grotowsky Center. Si tratta di <strong>Alessandro Serra</strong>, che sabato 3 febbraio (ore 21) presenterà sul palco del <strong>Teatro Astra</strong> <strong>“F R A M E”</strong>, spettacolo ispirato all’universo pittorico di Edward Hopper e allestito con la storica compagnia leccese <strong>Koreja </strong>(già all’Astra la scorsa stagione con “La parola padre” per la regia di Gabriele Vacis) in co-produzione con <strong>Teatropersona</strong>.</p>
<p>L’appuntamento è inserito nel cartellone <strong>“Terrestri 2017/18”,</strong> curato da<strong> La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale </strong>per il<strong> Comune di Vicenza </strong>con il sostegno di<strong> Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto </strong>e<strong> Provincia di Vicenza.</strong></p>
<p>Prima dello spettacolo (ore 19) al <strong>Polo Giovani B55 </strong>il filosofo<strong> Alfonso Cariolato </strong>presenterà un intervento dal titolo <strong>“Guardare chi guarda ciò che non si vede. La pittura di Edward Hopper”</strong>.</p>
<p>Serra si è ispirato alla capacità di Hopper di imprimere sulla tela l&#8217;esperienza interiore; ed è appunto questa che il regista sardo ha voluto ricreare in scena: “Ogni sua opera è stata trattata come un piccolo frammento, dal quale distillare figure e situazioni – spiega <strong>Serra</strong> -. Una novella visiva senza trama e senza finale, direbbe Cechov, una porta semiaperta per un istante su una casa sconosciuta e subito richiusa”.</p>
<p>Così, <strong>“F R A M E” </strong>è una coreografia di corpi senza voce, che grazie ai cinque interpreti-danzatori<strong> Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Maria Rosaria Ponzetta, Emanuela Pisicchio </strong>e<strong> Giuseppe Semeraro</strong> fa scorrere sul palcoscenico frammenti di un racconto visivo di grande impatto. Un’immersione emotiva nel mondo dell’artista che nella prima metà del Novecento ha immortalato la solitudine dell’America contemporanea e al contempo l’irresistibile forza vitale racchiusa nel vuoto del quotidiano da cui le sue figure epifaniche &#8211; cose, uomini, volti, momenti – emergono improvvisamente, in un canto all’esistenza dei singoli esseri, alle loro storie malinconiche e all’universale fragilità degli individui.</p>
<p>Fotogrammi, <strong>“F R A M E”</strong> appunto, che Serra restituisce squarciando la fissità della tela attraverso una serie di partiture individuali, di coppia o di gruppo, in cui sono i corpi e la luce, curata dal regista stesso così come i costumi e le scene, a costruire la drammaturgia della messinscena. Storie appena accennate in cui i frequentatori del pittore riconosceranno rimandi a tele come “Stanza d&#8217;albergo”, “Sole di mattina”, “Mattino in South Carolina”, “Interno d&#8217;estate”, “Una donna nel sole” o “I nottambuli”.</p>
<p>Lo spettacolo è stato accolto con grande favore dalla critica: Andrea Porcheddu l’ha definito “uno struggente e poetico atto senza parole” e Maria Anna Foglia “una sapiente commistione di arte e teatro, in un’avvolgente galleria hopperiana in cui il fruitore è il centro assoluto con la sua intima e personale esperienza artistica, colui che insieme vive e crea l’opera”.</p>
<p>“Il titolo dello spettacolo indica anche le fenditure del reale, quelle piccole ferite di vita da cui Hopper ha tratto il suo immaginario artistico – continua <strong>Alessandro Serra</strong> -. Nei suoi quadri non vi è alcuna intenzione morale o psicologica. Egli semplicemente coglie il quotidiano dei giorni: opere straordinarie compiute attraverso l&#8217;ordinario. Quanto più consuete sono le ambientazioni, tanto più si rivela la magia del reale. Non c&#8217;è tempo per descrivere, tutto accade in un soffio in cui la verità interiore si rappresenta. C&#8217;è un dentro e c&#8217;è un fuori che osserva, ma non vi è alcun intento voyeuristico, nessuna perversione. Una castità e un pudore che si sprigionano quando si è riconciliati, calmi, scaldati dal sole. Quando la frattura interiore è già avvenuta in noi e tutto scorre senza rimpianti, lasciando che la vita che ci resta abbia il suo giusto decorso. Nessun evento sensazionale. Semplicemente un attimo in cui tutto cambia, senza clamore. Figure sempre ai margini di una soglia: una finestra, la vetrina di un bar, l&#8217;uscita di sicurezza di un teatro, un sipario socchiuso, una porta, il finestrino di un treno. In cerca di luce. Mentre fuori la vita, ferma, incombe. Deserte le strade, quieti gli oceani. E gli alberi, accesi dal sole, fanno schiera e creano sentieri bui”.</p>
<p>“Nei quadri di Hopper tutto è disposto verso una storia che non c’è – anticipa <strong>Alfonso Cariolato</strong> dal suo intervento pre-spettacolo -. Tentare di ricostruirla, come spesso si fa, è vano. È come se di un film che nessuno ha mai visto avessimo, ogni volta, un solo fotogramma. Vi sono dunque tutti gli elementi perché il quadro racconti qualcosa, eppure la storia, il significato, sfuggono inesorabilmente. Restano quelle luci, le ombre, gli spazi – e i buchi, le lacune, il vuoto”.</p>
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		<title>&#8220;Volta le carte&#8221;, a Vicenza un omaggio a Luigi Meneghello</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/18/volta-le-carte-vicenza-un-omaggio-luigi-meneghello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Mar 2017 10:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Kitchen Project]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Meneghello]]></category>
		<category><![CDATA[teatro astra vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Prende il via oggi sabato 18 marzo al teatro Astra la manifestazione “Volta le carte”, un tributo alla figura e agli scritti di Luigi Meneghello proposto dall&#8217;associazione Ossidiana in collaborazione con l&#8217;assessorato alla crescita del Comune di Vicenza. Si tratta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">Prende il via oggi sabato 18 marzo al teatro Astra la manifestazione “Volta le carte”, un tributo alla figura e agli scritti di Luigi Meneghello proposto dall&#8217;associazione Ossidiana in collaborazione con l&#8217;assessorato alla crescita del Comune di Vicenza.</p>
<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">Si tratta di una manifestazione articolata in quattro appuntamenti: due spettacoli teatrali ispirati rispettivamente a <i>Libera nos a malo </i>e a <i>I piccoli maestri</i>; un evento, <i>La materia di Gigi</i>, per metà spettacolo e per metà conferenza divulgativa; infine, un intenso fine settimana focalizzato sull’opera letteraria e linguistica di Meneghello.</p>
<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">L&#8217;iniziativa, nata da un&#8217;idea di Franca Pretto e Gianni Gastaldon, è stata elaborata da Marco Cavalli, Stefania Carlesso, Franca Pretto e Gianni Gastaldon.</p>
<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">A fare da collante tra gli incontri in programma è la parola in tutte le accezioni in cui Meneghello la contempla nella sua opera: parola studiata, detta, declamata, cantata – in italiano, in dialetto, in inglese. Secondo il critico letterario Marco Cavalli e i direttori artistici del centro culturale “Ossidiana”, Franca Pretto e Gianni Gastaldon, ideatori della manifestazione, è possibile ricordare degnamente Meneghello solo riproducendo la ricchezza dei suoi interessi di scrittore e la cordialità del suo modo di raccontare e di raccontarsi.</p>
<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">Si comincia il <b>18 marzo alle 21 al teatro Astra</b> con <i>La materia di Gigi</i>. Indubbiamente una proposta originale quanto arrischiata: una sorta di “corale” per voci e competenze estremamente diversificate chiamate a interagire in modo da completarsi a vicenda diventando un unico, variopinto discorso. In un’atmosfera da filò, complici le luci del palcoscenico e la suggestione di diapositive video, le molte facce del prisma Meneghello sono presentate al pubblico da Marco Cavalli. Accompagnano e integrano la sua esposizione le voci recitanti di due attori (Stefania Carlesso e Livio Pacella), i commenti di un fine conoscitore dell’opera di Meneghello (Luciano Zampese) e la voce di una raffinata cantante (Patrizia Laquidara) con la musica di due grandi strumentisti (Saverio Tasca e Andrea Bressan). L’epilogo è insieme una sorpresa e un suggello d’autore, imperdibile.</p>
<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">Il <b>25 marzo alle 21 sempre al teatro Astra</b> sarà presentato in prima assoluta lo spettacolo teatrale <i>Libera nos a malo, </i> liberamente tratto dall&#8217;opera omonima di Meneghello. L&#8217;adattamento teatrale e la regia sono di Franca Pretto e Gianni Gastaldon che ha curato anche il disegno luci. La compagnia Kitchen Project per l&#8217;occasione porterà in scena undici tra attori e attrici (<i>Antonella Asciolla, Luca Bagnoli, Paolo Bonato, Daniela Bosco, Jader Girardello, Martina Marangon, Sara Sarnataro, Amer Sinno, Marta Tabacco, Orietta Zampieri, Marta Zolin).</i></p>
<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">Kitchen Project Compagnia Teatrale metterà dunque in scena momenti dell’infanzia dell’autore rievocati con delicatezza e ironia, tra espressioni dialettali e auliche storpiature linguistiche, alternando atmosfere spassose e irriverenti a istanti di lirismo, in un susseguirsi brioso di accadimenti quotidiani nei quali le vicende di una comunità rurale del vicentino si sovrappongono alla storia tutt’altro che pacifica del Belpaese.</p>
<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">Con <i>“Addio, dunque, e che tu sia ringraziato”</i> previsto per <b>sabato 25 marzo dalle 16 alle 18.30 e domenica 26 dalle 10 alle 12.30 alla sede di Ossidiana in strada di Saviabona 356,</b> il critico Marco Cavalli, da quindici anni titolare del corso “Beato chi legge” del centro culturale Ossidiana, propone una due-giorni sull’opera di Meneghello dove saranno presentate per la prima volta, con un certo ordine e in una progressione utile alle persone interessate, le chiavi tematiche e linguistiche di un’opera letteraria di sorprendente coerenza, non copiosa ma ricca di rispondenze interne, di cunicoli, di percorsi sotterranei non ancora esplorati fino in fondo.</p>
<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">L&#8217;<b>8 aprile infine, al teatro Astra</b>, chiude la serie di eventi lo spettacolo teatrale <i>I piccoli maestri</i> scritto e interpretato da Andrea Pennacchi, che andrà in scena (prima assoluta) accompagnato da Giorgio Gobbo con chitarra e canzoni e la &#8220;presenza&#8221; scenografica di Woodstock Teatro e Teatro Boxer.</p>
<p class="m_1669637160608132674western" align="LEFT">Come spiega lo stesso Pennacchi, poche vicende sono cruciali quanto la resistenza nella storia di questo nostro buffo paese e, come tutte le cose importanti, poche storie sono state così divisive per il nostro bizzarro paese e gonfiate di retorica. Tanto che la guerra civile, da cui il Paese è sorto, è sempre più spesso ignorata, per non smuovere cose profonde, come odio, amore, coraggio. Ma Meneghello ha lasciato un antidoto a tutta questa retorica, a tutto questo oblio, nei Piccoli Maestri. Una memoria asciutta, sottilmente ironica, “a ricordarci che non eravamo mica buoni a fare la guerra”.</p>
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		<title>La danza di Silvia Bertoncelli in prima nazionale all&#8217;Astra di Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2017/02/06/la-danza-silvia-bertoncelli-nazionale-allastra-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 09:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[compagnia Naturalis Labor]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Bertoncelli]]></category>
		<category><![CDATA[teatro astra vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[WHERE WE FORGOT. THE GARDENERS]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Teatro Astra è in arrivo la danza contemporanea d’autore con un appuntamento d’eccezione: Silvia Bertoncelli, giovane e talentuosa coreografa e danzatrice della compagnia Naturalis Labor di Luciano Padovani, ha infatti scelto il palcoscenico vicentino per presentare in prima nazionale il suo ultimo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al Teatro Astra è in arrivo la danza contemporanea d’autore con un appuntamento d’eccezione: <strong>Silvia Bertoncelli</strong>, giovane e talentuosa coreografa e danzatrice della compagnia <strong>Naturalis Labor </strong>di<strong> Luciano Padovani</strong>, ha infatti scelto il palcoscenico vicentino per presentare in <strong>prima nazionale</strong> il suo ultimo lavoro, <strong>“WHERE WE FORGOT. THE GARDENERS”</strong>.<span id="more-3575"></span></p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/02/whereweforgot-05.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3577" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2017/02/whereweforgot-05-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/whereweforgot-05-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/whereweforgot-05-768x512.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/whereweforgot-05-1024x683.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/02/whereweforgot-05.jpg 1417w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L’appuntamento è per sabato 11 febbraio (ore 21) all’interno della rassegna <strong>“Terrestri 16/17” </strong>curata da <strong>La Piccionaia</strong><strong>Centro di Produzione Teatrale </strong>per il<strong> Comune di Vicenza </strong>con il sostegno di<strong> Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto </strong>e<strong> Provincia di Vicenza</strong>. Lo spettacolo è inserito anche nel cartellone di <strong>“Corpo a Corpo”</strong>, il progetto che riunisce gli appuntamenti di danza e teatro fisico dell’Astra, del Bixio e del Teatro Comunale.</p>
<p>Sul palco insieme a <strong>Valentina Dal Mas, Stefano Roveda </strong>e<strong> Paolo Ottoboni</strong>, Silvia Bertoncelli firma e dirige una coreografia a quattro voci che ruota intorno alla ricerca della grazia. “L’esigenza di sentire, di percepire qualcosa come una grazia così spesso estranea al presente, una grazia di cui poter respirare – spiega l’artista –: dove trovare una suggestione per immaginarla? Forse in un mondo lontano, nell’epoca in cui l’Europa fioriva nei suoi giardini. Come se a separarci da quel tempo non fossero i secoli trascorsi, ma solo l’oblio di una dimenticanza. Così possiamo immaginare di venire rapiti con la nostra sensibilità in un’epoca estraniante. Che ne è per noi della grazia? Lo spettacolo è un percorso in cui le sensibilità collidono e le epoche collassano le une sulle altre, e la grazia si rivela in un sospiro, un fulgore: abbagliante”.</p>
<p>Musiche di <strong>Gyorgy Ligeti</strong>, <strong>Ben Frost</strong> e<strong> Colin Stetson</strong>, costumi di <strong>Chiara Defant</strong>, scenografia di <strong>Silvia Bertoncelli</strong> e <strong>Paolo Ottoboni</strong>, anche autori delle luci insieme a<strong>Claudio Modugno</strong>.</p>
<p>Già allieva di Carolyn Carlson all’<strong>Accademia Isola della Danza di Venezia</strong>, Silvia Bertoncelli ha lavorato in Italia e all’estero per compagnie come Abbondanza Bertoni, Ersiliadanza di Laura Corradi, Arearea di Roberto Cocconi, Lubbert Das di Nicoletta Cabassi, Compagnia Blicke di Strasburgo. Un percorso da interprete che nel 2010 si intreccia con quello del coreografo portoghese Rui Horta, di cui diventa assistente, partecipando alle produzioni della Rui Horta Dance Company. Con il solo “Danza preparata” creato per lei da Horta, attraversa i più importanti festival europei. Parallelamente, dal 2003 intraprende un proprio percorso compositivo firmando le coreografie degli spettacoli “Hansel&amp;Gretel” (2003), insieme a Giorgio Gobbi, “La coda dell&#8217;occhio” (2006), quartetto premiato al festival “Percorsi d’Autore” a Venezia, il duo “Chicken” (2007), insieme a Marta Bevilacqua, il duo “Paper-Wall” (2008), premiato al concorso Danz’è di Rovereto, e “30 Watt” (2012). Dal 2013 collabora con la compagnia Naturalis Labor firmando la regia e le coreografie di “Naveneva” (2013), “La Guerra Granda delle donne” (2015), “Oro d’ore” (2016).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Biglietti</strong> €15 l’intero, € 12 il ridotto, in prevendita presso l’Ufficio del Teatro Astra e in vendita la sera di spettacolo al botteghino del teatro a partire dalle ore 20. Ancora disponibili fino al 17 febbraio gli <strong>abbonamenti parziali</strong> (5 spettacoli a scelta libera) a € 65 l’intero e € 55 il ridotto. Disponibili da oggi anche le <strong>Astra</strong> <strong>Card</strong>: 3 ingressi a € 33, da usare per uno o più spettacoli a scelta. Biglietti e abbonamenti sono prenotabili anche telefonicamente oppure on-line dal sito del Teatro Astra; sono acquistabili on-line o presso l’Ufficio del Teatro Astra (Contrà Barche 55) con i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.45.</p>
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		<title>Leone d&#8217;Argento ai Babilonia Teatri, il meglio del teatro italiano di casa a Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/06/19/leone-dargento-ai-babilonia-teatri-meglio-del-teatro-italiano-casa-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 16:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Àlex Rigola]]></category>
		<category><![CDATA[Babilonia Teatri]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale Teatro 2016]]></category>
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		<category><![CDATA[Leone d’argento]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto ha avuto inizio nel 2007, quanto il loro spettacolo “Made in Italy” veniva selezionato proprio al Teatro Astra di Vicenza e vinceva il Premio Scenario, ossia il maggior riconoscimento nazionale per le compagnie under 35. Da allora, in pochi anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto ha avuto inizio nel 2007, quanto il loro spettacolo “Made in Italy” veniva selezionato proprio al <strong>Teatro Astra</strong> di Vicenza e vinceva il<strong> Premio Scenario</strong>, ossia il maggior riconoscimento nazionale per le compagnie under 35.<span id="more-2479"></span></p>
<p>Da allora, in pochi anni hanno raggiunto i vertici della scena contemporanea nazionale, con lavori che hanno rivoluzionato la sintassi teatrale e sono valsi una pioggia di riconoscimenti, tra cui <strong>due Premi Ubu</strong>. Sono i <strong>Babilonia Teatri</strong>, dirompente formazione che ha trovato in questi anni una casa adottiva proprio a Vicenza, dove sono stati più volte ospiti delle stagioni dell’<strong>Astra</strong> e nel 2014 hanno calcato le tavole dell’<strong>Olimpico</strong> all’interno del Ciclo dei Classici. Ed ora la compagnia veronese riceve il <strong>Leone d’argento per l’innovazione teatrale: </strong>un riconoscimento prestigioso, che arriva a consacrare un percorso artistico &#8211; quello di <strong>Valeria Raimondi </strong>ed <strong>Enrico Castellani</strong>, fondatori e direttori della compagnia &#8211; tra i più innovativi, maturi e complessi della nuova scena italiana. La cerimonia di consegna si terrà venerdì 29 luglio (ore 18) nella Sala delle Colonne (Ca’ Giustinian) a Venezia nell’ambito della <strong>Biennale Teatro 2016.</strong></p>
<p>Un rapporto, quello tra i Babilonia Teatri e la nostra città, che nel 2015 si è ulteriormente consolidato, con <strong>l’ingresso della compagnia nel progetto produttivo de La Piccionaia</strong>. Una relazione costruita negli anni, passata attraverso la presenza di Castellani e Raimondi all’interno delle stagioni del contemporaneo del<strong> Teatro Astra</strong> curate da<strong>l </strong>Centro di Produzione Teatrale veneto per l&#8217;assessorato alla Crescita del <strong>Comune di Vicenza </strong>(nel 2009 con “Underwork”, nel 2012 con “The end”, nel 2013 con “Pinocchio” e nel 2015 con “Inferno”) e nel 2014 con l’allestimento di “Jesus” al <strong>Teatro Olimpico</strong> all’interno del progetto affidato dal Comune a Emma Dante. Ancora nel 2009, i due artisti veronesi avevano curato per <strong>La Piccionaia</strong> la regia della performance <strong>“Special price”</strong>, costruita per il Napoli Teatro Festival Italia e interpretata da <strong>Carlo Presotto</strong> e<strong> Matteo Balbo</strong>: un’esperienza ripetuta più di recente con lo spettacolo <strong>“Ho un lupo nella pancia”</strong>, che ha debuttato a fine 2015 e vede ora in tournée <strong>Carlo Presotto, Matteo Balbo </strong>e<strong> Pierangelo Bordignon</strong>.</p>
<p>Il premio, già attribuito a compagnie come Agrupación Señor Serrano (2015), Fabrice Murgia (2014), Angélica Liddell (2013), Rimini Protokoll (2011), è stato assegnato ai Babilonia Teatri con la seguente motivazione: &#8220;Per essere sempre alla ricerca di un messaggio positivo in tempi e situazioni in cui sarebbe facile fare il contrario – spiega il direttore <strong>Àlex Rigola</strong>. &#8211; Per i loro spettacoli, strumento di sensibilizzazione rispetto alla complessità della nostra società. Per la sensibilità verso i più svantaggiati. Per la sensibilità nel trattare tematiche complesse senza abusare dei drammi reali degli interpreti. Per fare del loro teatro uno strumento di inclusione sociale. Per un teatro che mostra a noi spettatori una realtà che non sempre è visibile. Per la loro umanità. Per essere terapeutici. Per la loro pazienza. Per saperci emozionare. Per la loro bellezza scenica. Perché rappresentano un collettivo teatrale che non sempre è stato considerato come si meritava. Con questo premio vogliamo valorizzare e ringraziare in particolar modo il loro lavoro ma anche tutte quelle compagnie e quegli artisti che ogni giorno si svegliano per dare il meglio di sé a persone più bisognose. Perché sono necessari al mondo del teatro. Perché sono necessari al mondo. Per l’eccellenza della loro ricerca drammaturgica verso nuovi percorsi scenici”.</p>
<p>Drammaturghi, autori, registi e attori, Castellani e Raimondi attribuiscono al teatro il compito di scatenare una necessità dialettica, di bruciare, di corrodere e non esaurirsi con l’ultimo applauso. I loro spettacoli fanno da specchio alla realtà e alla società, per un teatro in grado di interrogare e interrogarsi su questioni, tematiche, situazioni problematiche. Oltre che nelle principali città italiane, sono stati presentati anche all’estero, dalla Francia alla Germania, dall&#8217;Austria all&#8217;Ungheria, dalla Bosnia-Erzegovina alla Croazia, dalla Colombia alla Russia.</p>
<p>Nell’ambito della <strong>Biennale</strong>, i Babilonia Teatri saranno in <strong>residenza </strong>dall’8 al 14 agosto, periodo durante il quale presenteranno <strong>“Pinocchio”</strong>, un progetto di Babilonia Teatri e Gli Amici di Luca (11 agosto, Teatro alle Tese, Arsenale) e <strong>“Open doors: Purgatorio”</strong>, performance realizzata con <strong>ZeroFavole </strong>(14 agosto, Teatro Piccolo, Arsenale), dopo “Inferno”, il progetto che li ha visti collaborare nel 2014/2015 con il sostegno di Fondazione Alta Mane.</p>
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		<title>Voglio la luna”: in scena all&#8217;Astra Fabio, attore down, per una storia magica e poetica</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/03/17/voglio-la-luna-scena-allastra-fabio-attore-down-storia-magica-poetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 16:59:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Spadoni]]></category>
		<category><![CDATA[la piccionaia]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Eolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 20 marzo a Vicenza ultimo appuntamento di “Famiglie a Teatro”. Uno spettacolo di teatro d’attore, narrazione e teatro di figura con pupazzi e ombre. Ha vinto nel 2013 come miglior progetto educativo il Premio Eolo Award, il più prestigioso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="sottotitolo">Domenica 20 marzo a Vicenza ultimo appuntamento di “Famiglie a Teatro”. Uno spettacolo di teatro d’attore, narrazione e teatro di figura con pupazzi e ombre.<span id="more-1483"></span></p>
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<div class="notfotosx"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/03/144188-vogliolaluna02.png" rel="attachment wp-att-1484"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1484" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/03/144188-vogliolaluna02-225x300.png" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/03/144188-vogliolaluna02-225x300.png 225w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/03/144188-vogliolaluna02-168x225.png 168w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/03/144188-vogliolaluna02.png 449w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Ha vinto nel 2013 come miglior progetto educativo il<strong> Premio Eolo Award</strong>, il più prestigioso riconoscimento nazionale dedicato al Teatro Ragazzi e Giovani. Da allora, quasi 200 repliche in tutta Italia e all’estero – Germania, Lussemburgo, Svizzera: è questo il risultato raggiunto da <strong>“Voglio la luna”</strong>, lo spettacolo della compagnia<strong> ATG</strong> <strong>Teatro Pirata</strong>, che si prepara ora a sbarcare sul palcoscenico del <strong>Teatro Astra</strong> di Vicenza. L’appuntamento, che chiude la rassegna <strong>“Famiglie a Teatro 15/16”</strong>organizzata da <strong>La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale</strong> per il <strong>Comune di Vicenza</strong>, è per domenica 20 marzo in doppia replica (ore 15 e 17).<br />
Il progetto è stato ideato e diretto da <strong>Simone Guerro</strong> con la drammaturgia di<strong>Lucia Palozzi</strong>. L’idea nasce dall’incontro con <strong>Fabio Spadoni</strong>, un ragazzo affetto dalla sindrome di Down, in scena insieme a <strong>Silvia Barchiesi</strong> e allo stesso <strong>Simone Guerro</strong>.</p>
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<p>“Fabio ha uno sguardo aperto al mondo come quello dei più piccoli – spiegano gli autori &#8211; e la capacità di credere che se si vuole davvero qualcosa sia possibile ottenerla. Per questo non poteva essere che lui l&#8217;unico interprete di questa storia, che in sé racchiude il senso più profondo della nostra operazione: rendere una cosa impossibile possibile”.<br />
Un attore d’eccezione, che sta compiendo un percorso davvero interessante: da gennaio di quest’anno Fabio è infatti impegnato nientemeno che con la storica <strong>Socìetas Raffaello Sanzio</strong> di <strong>Romeo Castellucci</strong> in una turné internazionale che lo vede interpretare il ruolo di Agamennone nell’”Orestea”.</p>
<p>La storia, accompagnata dalla narrazione, dalla musica dal vivo e da scene di teatro di figura con pupazzi e ombre di <strong>Ilaria Sebastianelli </strong>e <strong>Alessio Pacci</strong>, racconta di Fabio che, nella sua cameretta è alle prese con le raccomandazioni e i rimproveri della mamma. Finché una notte, come per magia, viene svegliato da un soffio di vento: lì, proprio nella sua camera, è venuta a trovarlo la luna! È bellissima, grande e luminosa; giocano insieme e poi lei, così com’è arrivata, scompare. Fabio non è mai stato così felice: decide che vuole averla a tutti i costi e parte per una fantastica avventura, alla fine della quale riesce a catturare la luna e a portarla in camera sua. Gli sembra che tutti i suoi problemi siano finiti per sempre, prima di accorgersi che nel mondo, senza più la luna nel cielo, i problemi sono appena cominciati. Comprenderà allora che non sempre si può volere tutto per sé qualcosa che appartiene anche agli altri, e con un gesto magico e poetico deciderà di condividere lo splendore della luna con il pubblico dei bambini.</p>
<p>“Fabio ha costruito con noi il suo clown, la sua maschera – concludono gli autori &#8211; esaltando le caratteristiche della sua personalità e sviluppandola su registri comici. Ha lavorato da vero attore, con serietà e precisione non comuni, creando un personaggio unico, la cui simpatia è pari solo alla poeticità, donando a una storia ‘normale’ la fragile e incomprensibile bellezza della vita”.</p>
<p>“Lo spettacolo – si legge nella <strong>motivazione del Premio Eolo</strong> &#8211; è un&#8217;originale creazione tutta costruita sul rapporto tra un bambino ed il suo attaccamento verso la luna. E ancora: “Fabio Spadoni, attore affetto dalla sindrome di Down, è un convincente tenerissimo bambino che in sintonia con la narrazione e la fisarmonica di Simone Guerro restituisce agli spettatori tutte le suggestioni di una storia poeticamente sensibile”.</p>
<p>Lo spettacolo è consigliato <strong>a partire dai 3 anni</strong> di età.</p>
<p>L’appuntamento con il sostegno del <strong>Ministero dei Beni Culturali</strong>, <strong>Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Banca Popolare di Vicenza</strong> e <strong>Askoll.</strong></p>
<p><strong>Biglietti</strong>: intero 6,50 euro, ridotto 5 euro, bambini 4 euro (diritto di prevendita 0,50 euro).</p>
<p>A partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo è a disposizione gratuita del pubblico <strong>il parcheggio Tennis Palladio 98.</strong> Inoltre nei fine settimana il parcheggio della Provincia (di fronte al Teatro) è aperto alla cittadinanza. Entrambi hanno capienza limitata, si consiglia di arrivare in anticipo. Prima e dopo lo spettacolo è attivo il punto di ristoro <strong>Equobar</strong> con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.</p>
<p><strong>Informazioni per il pubblico: Ufficio Teatro Astra, contra&#8217; Barche 55 (Vicenza), telefono 0444 323725, </strong><a href="mailto:info@teatroastra.it"><strong>info@teatroastra.it</strong></a><strong>, </strong><a href="http://www.piccionaia.org/"><strong>www.teatroastra.it</strong></a></p>
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		<title>Tra danza, musica elettronica e &#8220;manga&#8221;: i Dewey Dell al Teatro Astra di Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/03/04/danza-musica-elettronica-manga-dewey-dell-al-teatro-astra-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 16:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Dewey Dell]]></category>
		<category><![CDATA[la piccionaia]]></category>
		<category><![CDATA[Societas Raffaello Sanzio]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono i figli (d’arte ma non solo) della Socìetas Raffaello Sanzio, la compagnia più visionaria del panorama teatrale nazionale e internazionale, punta di diamante della ricerca dagli fin dagli anni ‘80: sono i Dewey Dell, uno tra i più innovativi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono i figli (d’arte ma non solo) della <strong>Socìetas Raffaello Sanzio</strong>, la compagnia più visionaria del panorama teatrale nazionale e internazionale, punta di diamante della ricerca dagli fin dagli anni ‘80: sono i <strong>Dewey Dell</strong>, uno tra i più innovativi gruppi italiani, impegnati in un personalissimo percorso di ricerca tra la danza, il teatro e la musica, con performance ospitate in tutta Europa oltre che nei principali festival nazionali.<span id="more-1406"></span></p>
<p>Per la prima volta a Vicenza, la compagnia presenterà <u>venerdì 11 marzo</u> (ore 21) al <strong>Teatro Astra</strong> la loro ultima, fantascientifica creazione, <strong>“MARZO”</strong>, all’interno di <strong>“Terrestri 15/16”</strong>, la rassegna del contemporaneo curata da <strong>La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale </strong>per il <strong>Comune di Vicenza</strong>. Una performance che, dalla prima mondiale a Graz nel 2013, ha conquistato i palcoscenici di mezzo mondo – da Parigi a Berlino, da Mosca e San Pietroburgo a Milano e Roma, dalla Norvegia all’Australia, passando per la Biennale Danza di Venezia nel 2014.</p>
<p>Lo spettacolo è un racconto per immagini che utilizza i linguaggi della danza e della musica elettronica, in uno scenario post-atomico all’interno di un immaginario manga. La performance nasce infatti dall’incontro della compagnia con due importanti artisti giapponesi, il fumettista e artista visivo <strong>Yuichi Yokoyama</strong> (creatore dei costumi dello spettacolo) e il drammaturgo e direttore teatrale <strong>Kuro Tanino</strong>. Grazie anche a queste prestigiose collaborazioni, nello spettacolo sono confluite le mille diramazioni della produzione di anime e videogame, fino al moderno brand design, come echi della più antica tradizione artistica del lontano Oriente e del suo teatro. Per questo l’evento all’Astra aprirà il festival organizzato <strong>dall’Associazione Ukigumo “Haru no Kaze &#8211; Vento di primavera &#8211; il Giappone a Vicenza”</strong> ed è inserito anche nel progetto di coordinamento della danza tra i teatri vicentini <strong>Corpo a Corpo – connessioni oltre il movimento</strong>. <strong>Prevendite anche presso il negozio di fumetti Dominio </strong>(Via Gorizia 1/a).</p>
<p>I Dewey Dell, il cui nome è un omaggio a Faulkner e alla giovane ragazza di “Mentre Morivo”, sono un giovane collettivo formato da <strong>Agata, Demetrio e Teodora Castellucci</strong> &#8211; figli dei leggendari Romeo Castellucci e Chiara Guidi, fondatori della <strong>Socìetas Raffaello Sanzio</strong> – e da <strong>Eugenio Resta</strong>. Nata nel 2007 a Cesena, la compagnia è attualmente divisa tra la città romagnola e Berlino, dove sviluppa le sue creazioni legate alla danza, che coinvolgono però forme d’arte tra loro diverse, in sintonia con l’idea di teatro come totalità delle arti che da sempre contraddistingue il lavoro della Socìetas. La nuova generazione unisce infatti quattro artisti con attitudini e talenti attinenti ad ambiti diversi, ma che creano in maniera collettiva: <strong>Teodora</strong> è autrice delle coreografie, Agata la assiste e insieme a lei danza, <strong>Demetrio </strong>con il suo progetto<strong> Black Fanfare</strong> compone le musiche ed <strong>Eugenio</strong> si occupa degli allestimenti e del disegno delle luci. Così, anche <strong>“MARZO”</strong> è una creatura collettiva dei quattro giovani. In scena, <strong>Agata, Teodora ed Eugenio, insieme con Enrico Ticconi</strong>.</p>
<p>Ma perché <strong>“MARZO”</strong>? “Sin dai tempi antichi &#8211; raccontano i <strong>Dewey Dell</strong> &#8211; marzo è sempre stato considerato il mese della guerra; l&#8217;Inverno svanisce e lo sbocciare della Primavera segna il momento di tornare a combattere. Lo scenario è quello di un enorme cratere causato dall&#8217;impatto di un meteorite milioni di anni fa, in un pianeta lontano dal nostro e abitato alcune persone. Come microbi colti dall&#8217;occhio di un microscopio, o come pianeti colti da un telescopio, noi osserviamo questi corpi vivere un dramma che sembra contenere tutta l&#8217;offesa che il luogo ha subito millenni di anni prima”.</p>
<p>L’evento è realizzato con il sostegno di <strong>Ministero dei Beni Culturali</strong>, <strong>Regione Veneto</strong>, <strong>Provincia di Vicenza</strong>, <strong>Circuito Teatrale Arteven </strong>e <strong>Askoll</strong>.</p>
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		<title>&#8220;Drammatica elementare&#8221;, al Teatro Astra la prima nazionale dei fratelli Dalla Via</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/cultura/2016/02/19/drammatica-elementare-al-teatro-astra-la-prima-nazionale-dei-fratelli-dalla-via/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 17:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[la piccionaia]]></category>
		<category><![CDATA[Marta e Diego Dalla Via]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la folgorante vittoria al Premio Scenario 2013 e la conquista dei palcoscenici nazionali con “Mio figlio era come un padre per me”, i fratelli Marta e Diego Dalla Via venerdì 26 febbraio alle 21 saliranno sul palco del teatro Astra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la folgorante vittoria al Premio Scenario 2013 e la conquista dei palcoscenici nazionali con “Mio figlio era come un padre per me”, i fratelli Marta e Diego Dalla Via <strong>venerdì 26 febbraio alle 21</strong> saliranno sul palco del <strong>teatro Astra</strong> per presentare<strong> in prima nazionale “Drammatica elementare”</strong>.<span id="more-1282"></span></p>
<p>L’appuntamento fa parte di <strong>“Terrestri 15/16”</strong>, rassegna del contemporaneo, curata da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per l&#8217;assessorato alla crescita del Comune di Vicenza, con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto, Provincia di Vicenza,Circuito Teatrale Arteven e Askoll.</p>
<p>Originari di Tonezza del Cimone sulle montagne vicentine, i Dalla Via si definiscono “un’impresa famigliare che costruisce storie”; in realtà sono una delle formazioni più brillanti della nuova generazione teatrale.</p>
<p>Il loro spettacolo sta facendo registrare <strong>all’Astra il terzo tutto esaurito della stagione</strong>.</p>
<p><strong>Scritto e interpretato da Marta e Diego Dalla Via con la direzione tecnica di Roberto Di Fresco</strong>, lo spettacolo è prodotto <strong>in collaborazione con La Piccionaia </strong>e sbarca a Vicenza dopo la calorosa accoglienza della critica in occasione della presentazione in forma di studio, lo scorso agosto, nell’ambito di B.Motion – Operaestate festival di Bassano. “Drammatica elementare” è uno spettacolo in cui <strong>le parole costruiscono il mondo; un nuovo, dissacrante abbecedario contemporaneo in forma di racconto</strong>: c’erano una volta la A di ape, la B di barca, la C di casa, e via così fino alla Z di zebra. I fratelli Dalla Via hanno cambiato queste regole: la A è di Attacco all’America, la G di Grande Guerra, la M di Merenda Macrobiotica…</p>
<p>Sabotando il Devoto &#8211; Oli, il Sabatini – Coletti e il Castiglioni – Mariotti, Marta e Diego hanno scritto una favola scolastica che racconta il loro desiderio di giocare con la “materia prima” parola. Nasce, così, un esperimento di ludo-linguistica che si arrampica su una struttura di tautogrammi e acrostici, per un viaggio dentro l’evoluzione del lessico che ne esalta la forza ritmica e contenutistica.</p>
<p>“Ci ha ispirato il fatto di pensare che un dizionario contenga tutta una lingua, ma che da solo non basti per possederne i meccanismi &#8211; commentano i Dalla Via -. Ci ha travolti pensare al potere delle parole e a come queste possano mutare pensieri e dna sociale, non solo di un singolo ma di una comunità. Noi siamo quello che parliamo, e le nostre parole sono la nostra casa. Che cosa succede quando una nuova parola entra nella nostra vita, spesso a scapito di un’altra?”</p>
<p>“J e W della città di K”, recita il sottotitolo dello spettacolo, evocando i due fratelli gemelli protagonisti del capolavoro di Agota Kristof.</p>
<p>“Sappiamo leggere, scrivere, far di conto – spiegano i Dalla Via. &#8211; Siamo intelligenti ma non ci applichiamo. Siamo espulsi da ogni scuola di ordine e grado. Siamo stati traditi da chi ci doveva tutelare, come Hansel e Gretel. Dopo questo rifiuto abbiamo trovato un altro posto dove studiare e l’abbiamo distrutto come fosse marzapane. È così che si è sviluppata in noi l’idea che la salvezza potesse essere in un originale modo di rinominare il mondo”.</p>
<p><strong>Sono chiuse le prevendite e per gli ultimi biglietti disponibili verrà aperta una lista d’attesa la sera dello spettacolo alle ore 20 presso il botteghino del teatro</strong>. Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro. Ancora disponibili gli abbonamenti all’intera rassegna (intero 100 euro, ridotto 80 euro) e a 5 spettacoli a scelta libera (intero 65 euro, ridotto euro 55).</p>
<p>Lo spettacolo andrà in replica sabato 27 al Teatro Villa dei Leoni di Mira, Venezia.</p>
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		<title>Al Teatro Astra di Vicenza lo spettacolo delle bolle punta al tutto esaurito</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/01/11/al-teatro-astra-di-vicenza-lo-spettacolo-delle-bolle-punta-al-tutto-esaurito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 17:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie a Teatro 2015 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Il circo delle bolle di sapone in su]]></category>
		<category><![CDATA[la piccionaia]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Ricci]]></category>
		<category><![CDATA[teatro astra]]></category>
		<category><![CDATA[teatro astra vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Sta riscuotendo grande interesse di pubblico “Il circo delle bolle di sapone in su”, lo spettacolo-evento che sta per sbarcare al Teatro Astra di Vicenza per la rassegna “Famiglie a Teatro 2015 2016” organizzata da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sta riscuotendo grande interesse di pubblico <strong>“Il circo delle bolle di sapone in su”</strong>, lo spettacolo-evento che sta per sbarcare al <strong>Teatro Astra</strong> di Vicenza per la rassegna <strong>“Famiglie a Teatro 2015 2016”</strong> organizzata da <strong>La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale</strong> per il <strong>Comune di Vicenza</strong>. <span id="more-860"></span></p>
<p>L’appuntamento è perdomenica 17 gennaio (in doppia replica alle ore 15 e 17) quando la compagnia <strong>Ribolle</strong> porterà in scena tutta la magia delle bolle di sapone in un coloratissimo spettacolo di danza e circo adatto a tutte le età, a partire dai 3 anni. Le prevendite sono esaurite, gli ultimi biglietti saranno disponibili al botteghino del teatro a partire dalle 14.</p>
<p><strong>“Famiglie a Teatro 2015 2016”</strong> è realizzato con il sostegno del <strong>Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Banca Popolare di Vicenza </strong>e <strong>Askoll</strong>.</p>
<p>Diretto da <strong>Michelangelo Ricci</strong>, già regista e scenografo del Premio Tenco, <strong>“Il circo delle bolle di sapone in su”</strong> vede in scena <strong>Simona Baldeschi, Maria Grazie Fiore </strong>e<strong> Maurizio Muzzi</strong>. Sospesi tra danza e clownerie, i tre daranno vita senza sosta a migliaia di bolle di ogni dimensione, usando gli oggetti più fantasiosi o facendole nascere magicamente dalle loro mani. Un sapiente gioco teatrale che unisce energia irresistibile e abilità tecnica, per un vortice di coreografie e giochi che coinvolgerà il pubblico tra canzoni e musiche rendendolo protagonista di un’esperienza all’insegna del divertimento e della meraviglia. Un incanto sospeso e fuori dal tempo, quello delle bolle, che la compagnia livornese ha unito, per prima in Italia, alla narrazione teatrale, alla danza e alla musica, dando vita ad un mix innovativo. Il risultato: un sogno visivo e musicale denso di comicità e poesia, capace di incantare grandi e piccoli.</p>
<p><strong>Biglietti</strong>: intero 6,50 euro, ridotto 5 euro, bambini 4 euro (diritto di prevendita 0,50 euro). Biglietto speciale per un nonno e due nipoti: € 10.</p>
<p>A partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo è a disposizione gratuita del pubblico il <strong>parcheggio Tennis Palladio 98</strong>. Inoltre nei fine settimana il <strong>parcheggio della Provincia</strong> (di fronte al Teatro) è aperto alla cittadinanza. Entrambi hanno capienza limitata, si consiglia di arrivare in anticipo. Prima e dopo lo spettacolo è attivo il punto di ristoro <strong>Equobar </strong>con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.</p>
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		<title>Al Teatro Astra di Vicenza nuovo appuntamento da non perdere</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2015/11/18/al-teatro-astra-di-vicenza-nuovo-appuntamento-da-non-perdere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 09:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[ho un lupo nella pancia]]></category>
		<category><![CDATA[la piccionaia]]></category>
		<category><![CDATA[teatro astra vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Cibo e relazioni, la favola moderna de La Piccionaia e Babilionia teatri. Domenica 22 novembre all’Astra per “Famiglie a Teatro” va in scena “Ho un lupo nella pancia”. Dopo il tutto esaurito in occasione dell’anteprima nazionale dello scorso ottobre, torna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="sottotitolo" style="text-align: justify;">Cibo e relazioni, la favola moderna de La Piccionaia e Babilionia teatri. Domenica 22 novembre all’Astra per “Famiglie a Teatro” va in scena “Ho un lupo nella pancia”.<span id="more-466"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il tutto esaurito in occasione dell’anteprima nazionale dello scorso ottobre, torna al <strong>Teatro Astra</strong> di Vicenza <strong>“HO UN LUPO NELLA PANCIA”</strong>, la nuova produzione di teatro ragazzi nata dalla collaborazione tra <strong>La Piccionaia</strong> e <strong>Babilonia Teatri</strong>. L’appuntamento, inserito nella rassegna <strong>“Famiglie a Teatro 2015 2016”</strong> curata da <strong>La Piccionaia</strong> per il <strong>Comune di Vicenza</strong>, è per domenica 22 novembre in doppia replica (ore 15 e 17). L’evento sarà preceduto dal laboratorio per bambini e adulti condotto da<strong> Carlo Presotto</strong> <strong>“FIABE DA MANGIARE”</strong> (sabato 21 novembre, ore 16, Polo Giovani B55).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo è scritto e diretto da <strong>Valeria Raimondi</strong> ed <strong>Enrico Castellani</strong>, fondatori e componenti della pluripremiata formazione veronese che rappresenta una delle realtà più originali e provocatorie della nuova generazione teatrale. In scena <strong>Carlo Presotto, Matteo Balbo </strong>e <strong>Pierangelo Bordignon</strong> prestano voce e corpo alla storia di Bianco, un bambino che non mangia mai e beve soltanto: una storia fantastica, ambientata in una cucina contemporanea, che portando oltre il limite del verosimile situazioni e tensioni proprie della relazione col cibo diventa la metafora del bisogno di ogni bambino di trovare nel cibo non solo la possibilità di nutrirsi, ma anche un’occasione per riceve cura, attenzione e amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno spettacolo nato per i bambini (a partire dai 5 anni) ma che parla anche agli adulti, affrontando il tema dell’educazione alimentare a partire da una prospettiva del tutto originale: quella del legame tra cibo e relazioni. Cibarsi, infatti, non è solo un bisogno primario, ma uno dei luoghi più importanti della relazione con chi ci sta intorno: crescendo ci allontaniamo dal dolce rassicurante del latte materno alla ricerca di cibi salati, assaggiamo il mondo e le persone intorno a noi, ridiamo e mastichiamo i sapori aspri che ci fanno fare le boccacce, finché impariamo ad assaporare anche l’amaro, ed iniziamo ad essere grandi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo è nato anche grazie ad un ciclo di laboratori-sondaggio condotti da La Piccionaia in 9 scuole venete nell’ambito del progetto “Favole da mangiare” con il supporto dei consulenti di <strong>Prodigi della Terra</strong>, azienda veneta leader nel settore dei prodotti alimentari naturali. Una collaborazione che ha visto convergere l’esperienza della compagnia vicentina nei linguaggi didattici e teatrali per l’infanzia e la gioventù e il team scientifico dell’azienda padovana in un’indagine che, attraverso il gioco, ha permesso di scoprire una serie di dati interessanti: dalla classifica dei cibi preferiti e di quelli meno amati (e di come questi siano legati alle persone che li servono) agli orari dell’alimentazione nelle famiglie, da dalle modalità con cui i bambini mangiano alle persone di cui amano circondarsi quando si siedono a tavola. E sempre all’insegna della relazione sarà anche il <strong>laboratorio del sabato</strong>, dedicato ai bambini dai 5 ai 9 anni e agli adulti insieme e incentrato sul tema della sana alimentazione: per narrare cosa, dove, quando e con chi ci piace mangiare, attraverso un percorso emozionale con le fiabe che nutrono l’immaginario (max 30 partecipanti, prenotazione obbligatoria).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Famiglie a Teatro 15/16&#8243; </strong>realizzato con il sostegno del <strong>Ministero dei Beni Culturali</strong>, <strong>Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Banca Popolare di Vicenza</strong> e <strong>Askoll.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Biglietti</strong>: intero 6,50 euro, ridotto 5 euro, bambini 4 euro (diritto di prevendita 0,50 euro). <strong>Laboratorio</strong> 15 euro (ridotto abbonati 10 euro).</p>
<p style="text-align: justify;">A partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo è a disposizione gratuita del pubblico <strong>il parcheggio Tennis Palladio 98.</strong> Inoltre nei fine settimana il parcheggio della Provincia (di fronte al Teatro) è aperto alla cittadinanza. Entrambi hanno capienza limitata, si consiglia di arrivare in anticipo. Prima e dopo lo spettacolo è attivo il punto di ristoro <strong>Equobar</strong> con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.</p>
<p style="text-align: justify;">Informazioni per il pubblico: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 (Vicenza), telefono 0444 323725, <a href="mailto:info@teatroastra.it">info@teatroastra.it</a>, <a href="http://www.piccionaia.org/">www.teatroastra.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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