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	<title>Tribunale di Vicenza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Brendola, investe un ciclista e non gli presta soccorso. Individuato e denunciato l’autore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2020 13:17:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brendola]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[brendola]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinier]]></category>
		<category><![CDATA[incidente stradale]]></category>
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		<category><![CDATA[omissione di soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[I Carabinieri della Stazione di Brendola hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza per il reato di lesioni personali colpose a seguito di incidente stradale ed omissione di soccorso, D.P, 55enne, di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>Carabinier</strong>i della Stazione di <strong>Brendola</strong> hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza per il reato di <strong>lesioni personali colpose </strong>a seguito di incidente stradale ed omissione di soccorso, <em>D.P</em>, 55enne, di nazionalità serba, residente a Brendola.</p>
<p>L’accaduto si è verificato nella mattinata di giovedì 30 gennaio, verso le 6 e 30, tra le vie Revese e Lamarmora nel comune di Brendola. L’indagato, alla guida della propria autovettura, non ha dato la precedenza al V.M, 54enne, residente a Zovencedo, che in sella alla propria bicicletta stava andando al lavoro. Dopo l&#8217;incidente l&#8217;uomo alla guida dell&#8217;auto si è dileguato senza prestare soccorso al ferito.</p>
<p>Un militare in servizio presso la locale Stazione Carabinieri, che in quel momento stava percorrendo lo stesso tratto di strada, ha notato l’accaduto riuscendo a memorizzare il numero di targa dell’autovettura. Dopo aver prestato soccorso al malcapitato ha chiamato il Suem per il trasporto presso l’ospedale civile di Arzignano dove è stato ricoverato per le gravi lesioni riportate agli arti inferiori e superiori.</p>
<p>Il conducente dell’autovettura, successivamente rintracciato, è stato accompagnato alla Stazione dei Carabinieri per le formalità  di rito al termine delle quali è stato poi rimesso in libertà.</p>
<p>L’Autorità Giudiziaria berica e la locale Prefettura, sulla scorta dell’informativa redatta dai Carabinieri, valuteranno i conseguenti provvedimenti.</p>
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		<title>Latitante arrestato in Austria, era fuggito dopo il processo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 12:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[latitante]]></category>
		<category><![CDATA[mandato di arresto]]></category>
		<category><![CDATA[polizia internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sezione Operativa di Bassano]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Anno scorso, era stato processato e condannato dal Tribunale di Vicenza, per istigazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Doveva scontare una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Per questo, era ricercato dai carabinieri, poiché aveva fatto perdere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Anno scorso, era stato processato e condannato dal <strong>Tribunale di Vicenza</strong>, per istigazione, sfruttamento e favoreggiamento della<strong> prostituzione</strong>. Doveva scontare una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Per questo, era ricercato dai carabinieri, poiché aveva fatto perdere le sue tracce, subito dopo il processo.</p>
<p>Il suo nome, da allora, risultava nella banca dati delle forze di polizia, con un provvedimento di arresto da eseguire. Si tratta di <strong>LAZAR Cristi Petrisor, romeno 29enne</strong>. E&#8217; stato fermato, ad un normale posto di blocco dove è stato subito individuato come latitante. Il fatto è successo fuori dai confini del nostro Paese dove non viveva più dall&#8217;esito del processo. Ad arrestarlo è stata la polizia austriaca e la notizia è stata data immediatamente alla <strong>Sezione Operativa di Bassano</strong> che ha fatto subito richiesta di un Mandato di Arresto Europeo. Una volta emesso, gli inquirenti italiani si sono accordati con i colleghi austriaci e con la Polizia di Stato di Frontiera per dare atto di esecuzione al provvedimento di cattura. Successivamente, preso in consegna dai carabinieri, Petrisor è stato tradotto nel carcere di Tolmezzo (Udine), a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Al momento del fermo, l’uomo non ha opposto alcuna resistenza.</p>
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		<title>Banche venete, Berlato: &#8220;Presunte omissioni della giustizia vicentina sulla BPVi&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/04/banche-venete-berlato-presunte-omissioni-della-giustizia-vicentina-sulla-bpvi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 15:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[banca popolare di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[banche venete]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[popolari venete]]></category>
		<category><![CDATA[Procura della Repubblica di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Berlato]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il 22 settembre 2015 iniziava l&#8217;inchiesta sulla Banca Popolare di Vicenza che comportava l&#8217;iscrizione nel registro degli indagati di numerose persone fra cui alcuni dei componenti del Consiglio di Amministrazione della Banca”. Sono le dichiarazioni, affidate ad una nota, del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">
<p>“Il 22 settembre 2015 iniziava l&#8217;inchiesta sulla Banca Popolare di Vicenza che comportava l&#8217;iscrizione nel registro degli indagati di numerose persone fra cui alcuni dei componenti del Consiglio di Amministrazione della Banca”. Sono le dichiarazioni, affidate ad una nota, del Consigliere regionale del Veneto <strong>Sergio Berlato</strong> (FDI-AN-MCR) che così prosegue: “Fra le ipotesi di reato contestate, quelle di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.</p>
<p>A distanza di ben 22 mesi dall’inizio dell&#8217;inchiesta, nessun indagato è stato arrestato o reso oggetto di alcuna misura cautelare, non un solo euro è stato bloccato cautelativamente o sequestrato agli indagati a parziale garanzia per le migliaia di persone che potrebbero risultare truffate. Perché non è stato emesso alcun provvedimento di custodia cautelare nei confronti di nessuno degli indagati? Non c’erano forse le esigenze cautelari che la legge richiede in questi casi?”.</p>
<div id="attachment_6217" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Berlato.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6217" class="size-medium wp-image-6217" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Berlato-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Berlato-300x237.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Berlato-284x225.jpg 284w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/Berlato.jpg 422w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-6217" class="wp-caption-text">Sergio Berlato</p></div>
<p>“Mentre il tempo passa inesorabilmente &#8211; commenta il Consigliere &#8211; assistiamo, inoltre, ad un emblematico scontro fra la Procura ed il Tribunale: la prima chiede sequestri cautelativi per alcune persone sottoposte a indagini per un importo complessivo di 106 milioni di euro; il secondo, dopo avere studiato per ben quattro mesi il fascicolo, dichiara ‘sorprendentemente’ la propria incompetenza territoriale trasmettendo gli atti alla Procura milanese”.</p>
<p>“Intanto &#8211; prosegue Berlato &#8211; gli ex soci danneggiati, che ancora sperano di portare a casa i soldi persi, temono che anche l&#8217;inchiesta finisca nel nulla. A questo punto più interrogativi mi sorgono spontanei. Primo tra tutti: il Tribunale di Vicenza era consapevole che la trasmissione degli atti a Milano avrebbe, con molta probabilità, ulteriormente dilatato i tempi necessari alla celebrazione del processo e, se sì, come mai qualcuno ha deciso di assumersi comunque la responsabilità di questa scelta? Il secondo: dopo ben 22 mesi di indagini da parte della locale Procura della Repubblica, a seguito della ormai nota ‘divergenza di opinioni’ fra i Pubblici ministeri ed i Giudici per le indagini preliminari, i risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza possono ancora nutrire una flebile speranza di vedere finalmente riconosciuta loro un po’ di giustizia? Terzo quesito: ritenendo che alcuni tra gli addetti ai lavori sappiano che, passati due anni dall’inizio delle indagini, ne rimangono solo altri cinque prima che scatti la prescrizione per i reati commessi, eventualità in cui confidano molto alcuni degli indagati, non è forse il caso di accelerare i tempi per la celebrazione del processo in modo che ognuno dei protagonisti del disastro bancario possa assumersi la responsabilità delle proprie azioni prima che possa finire tutto in “tarallucci e vino” alla faccia di chi ha perso, forse  irrimediabilmente, tutti i propri risparmi?”.</p>
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