<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Uecoop &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/uecoop/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Mar 2020 10:37:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>Sos Coronavirus per 300 mila anziani ricoverati in case di riposo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/18/sos-coronavirus-per-300-mila-anziani-ricoverati-in-case-di-riposo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 17:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[case di riposo]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[fasce più deboli della popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[ministero dell’Interno]]></category>
		<category><![CDATA[Uecoop]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=16137</guid>

					<description><![CDATA[Con sempre più case di riposo investite dal contagio è allarme per oltre 300 mila nonni ospitati in 7 mila strutture da nord a sud dell’Italia. E’ quanto emerge da una analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Con sempre più <strong>case di riposo</strong> investite dal contagio è allarme per oltre <strong>300 mila nonni</strong> ospitati in <strong>7 mila strutture</strong> da nord a sud dell’Italia. E’ quanto emerge da una analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati del <strong>ministero dell’Interno</strong> in relazione alla pandemia da <strong>Coronavirus</strong> che sta colpendo in particolare le fasce più deboli della popolazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">A fronte di morti e contagiati che si moltiplicano nelle case di riposo, da Medicina nel Bolognese a Barbariga e Quinzano nel Bresciano, da Merlara nel Padovano a Comeana in provincia di Prato, bisogna rafforzare le misure di sicurezza considerato che quasi <strong>1 anziano su 3</strong> è ricoverato proprio nelle <strong>zone epicentro del virus,</strong> fra Lombardia, Emilia Romagna e<strong> Veneto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La situazione è molto pesante e costringe ormai a lavorare in condizioni estreme anche per le difficoltà a recuperare mascherine e indumenti protettivi per il personale delle RSA. Nella guerra al <strong>Coronavirus</strong> è fondamentale che gli operatori in servizio nelle case di riposo vengano dotati di tutti gli strumenti di protezione per tutelare sia la propria salute che quella degli anziani che devono accudire, la maggior parte dei quali sono non autosufficienti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il focolaio in una casa di riposo può trasformarsi in un dramma per i nonni ricoverati, per i loro parenti e per gli stessi operatori socio sanitari che li seguono ogni giorno. L’assistenza dentro e fuori le residenze specializzate è un servizio strategico nazionale di importanza crescente in uno scenario a medio termine in cui gli anziani cresceranno di numero sia nelle città che nei piccoli centri urbani a fronte di network familiari con sempre maggiori difficoltà ad assisterli dal punto di vista personale e di risorse disponibili.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre nonostante le case di riposo abbiamo in generale un ottimo livello di qualità e siano aumentate di numero del 30% in dieci anni in Italia la disponibilità media è solo di <strong>1 posto letto ogni 41 anziani</strong>. E proprio i nonni non autosufficienti raddoppieranno fino a quasi 5 milioni entro il 2030 con circa il 10% ricoverato in strutture specializzate per un settore che nei prossimi quindici anni, per garantire posti letto e assistenza, avrà necessità di investimenti fra i 14 e i 24 miliardi di euro secondo un’analisi di Uecoop sull’ultimo report di Ubi Banca sulle RSA in Italia. Una situazione che impone di organizzare un sistema di welfare in grado di rispondere alla domanda di assistenza e servizi delle famiglie italiane potenziando la collaborazione fra il settore pubblico e quello privato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">16137</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Mercato del lavoro, secondo l&#8217;Istat 8 addetti su 10 nelle cooperative hanno un contratto indeterminato</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/03/mercato-del-lavoro-secondo-listat-8-addetti-su-10-nelle-cooperative-hanno-un-contratto-indeterminato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 17:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[assunzione]]></category>
		<category><![CDATA[dati Istat]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Uecoop]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=15629</guid>

					<description><![CDATA[Più di 8 addetti su 10 (85%) nelle cooperative hanno un contratto stabile con assunzione a tempo indeterminato. E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop in riferimento agli ultimi dati Istat che indicano nel mercato del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di 8 addetti su 10 (85%) nelle cooperative hanno un contratto stabile con <strong>assunzione</strong> a tempo indeterminato.</p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative <strong>Uecoop</strong> in riferimento agli ultimi <strong>dati Istat</strong> che indicano nel <strong>mercato del lavoro</strong> un aumento dei <strong>dipendenti</strong> a termine, ovvero i precari, arrivati a quota <strong>3 milioni 123 mila</strong> a novembre 2019 in Italia. Una situazione alla quale le cooperative rispondono con la loro capacità di generare rapporti di lunga durata in quasi ogni settore produttivo – spiega Uecoop &#8211; dalla logistica alla gestione dei rifiuti, dall’agricoltura all’abbigliamento, dall’informatica all’edilizia, dai trasporti alla vigilanza per un totale di oltre 1,2 milioni di addetti.</p>
<p>I <strong>lavoratori</strong> delle cooperative – spiega Uecoop &#8211; sono concentrati soprattutto fra i 30 e i 49 anni (58,5%), il 13,1% ha un’età compresa tra 15 e 29 anni e più di un quarto ha oltre 50 anni. Un addetto su 2 è donna – evidenzia Uecoop &#8211; mentre circa il 66% ha un diploma di scuola secondaria e più del 15% è laureato. Gli operai sono il 64,8% del totale, gli impiegati rappresentano il 30,8% impiegato, mentre il resto sono quadri, apprendisti e dirigenti secondo l’Istat. Ma per un forte rilancio dell’occupazione – sottolinea Uecoop &#8211; è strategico tagliare il cuneo fiscale a fronte di imposte e contributi che pesano per circa il 50% sulle retribuzioni.</p>
<p>Nella situazione attuale – evidenzia Uecoop – per uno stipendio netto di mille euro bisogna prevedere un costo totale di circa il doppio per soddisfare il fisco fra contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e del dipendente e imposte sul reddito di vario genere. Per questo– conclude Uecoop – il taglio del cuneo agisce sia a vantaggio dei lavoratori che delle imprese, favorendo gli investimenti sul personale, il ricambio generazionale e la crescita dell’occupazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15629</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Migranti, indagine UeCoop rivela che un italiano su due è d&#8217;accordo con il sistema quote</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/09/24/migranti-indagine-uecoop-rivela-che-un-italiano-su-due-e-daccordo-con-il-sistema-quote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 13:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[porti sicuri]]></category>
		<category><![CDATA[sbarchi]]></category>
		<category><![CDATA[sistema quote]]></category>
		<category><![CDATA[Uecoop]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=14680</guid>

					<description><![CDATA[Per più di 1 italiano su 2 (56%) va bene il sistema delle quote per la redistribuzione dei migranti fra l’Italia e altri Paesi europei. E’ quanto emerge dall’indagine Uecoop/Ixè rispetto all’accordo al summit di Malta sul problema degli sbarchi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per più di 1 italiano su 2 (56%) va bene il sistema delle quote per la redistribuzione dei migranti fra l’Italia e altri Paesi europei.</p>
<p>E’ quanto emerge dall’indagine Uecoop/Ixè rispetto all’accordo al summit di Malta sul problema degli sbarchi. L’atteggiamento degli italiani nei confronti dei grandi flussi di stranieri in arrivo dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente – afferma l’Unione europea delle cooperative Uecoop – è quindi sostanzialmente moderato rispetto a una minoranza del 21% che sostengono da un parte che vadano respinti tutti a prescindere perché non siamo in grado di accoglierne altri e rispetto a un altro 21% che invece sostiene che vadano accolti tutti perché scappano da situazioni molto difficili.</p>
<p>Ma la tendenza che emerge dall’indagine Uecoop/Ixè è quella di una gestione ragionata del fenomeno con 8 italiani su 10 secondo i quali i migranti accolti nel nostro Paese dovrebbero svolgere un periodo di lavoro volontario gratuito e seguire corsi di lingua italiana in modo da favorire l’integrazione. Un percorso che – afferma Uecoop – vede in prima linea il mondo della cooperazione sociale in grado si schierare a livello nazionale 300mila addetti su 12mila realtà attive.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14680</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gli anziani in difficoltà sociale sono più di 1,5 milioni. L&#8217;appello di Mattarella: &#8220;Serve l&#8217;aiuto di tutti&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/01/05/gli-anziani-in-difficolta-sociale-sono-piu-di-15-milioni-lappello-di-mattarella-serve-laiuto-di-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2019 16:27:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Uecoop]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=13038</guid>

					<description><![CDATA[Stare al fianco di chi è più debole e solo, come gli 1,5 milioni di anziani che in Italia vivono senza nessuno e senza relazioni sociali. E’ questo, sottolinea Uecoop l’Unione europea delle cooperative, uno dei passaggi più importanti del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stare al fianco di chi è più debole e solo, come gli 1,5 milioni di anziani che in Italia vivono senza nessuno e senza relazioni sociali.</p>
<p>E’ questo, sottolinea Uecoop l’Unione europea delle cooperative, uno dei passaggi più importanti del discorso di Capodanno con il quale il <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong> ha ricordato a tutti la necessità di sentirsi parte della stessa comunità, aiutando chi ha bisogno come fanno realtà sociali e cooperative e come hanno fatto quei carabinieri che la sera di Natale sono andati a trovare una signora sola che li aveva chiamati per avere un po’ di compagnia.</p>
<p>“Siamo grati al Capo dello Stato per aver evidenziato da una parte un problema reale e dall’altro la capacità dell’Italia, in tante sue forme e rappresentanze, di dare risposta ai bisogni che emergono dalle fasce più deboli della società. Solidarietà è una delle prime parole della Costituzione, la troviamo subito nell’articolo 2, e riguarda direttamente anche le persone sole che proprio nella solidarietà altrui possono trovare conforto e sostegno.  Il Presidente della Repubblica ha colto anche in questa occasione un tema centrale del vivere insieme, lo ringraziamo per il suo forte senso della comunità nel quale Uecoop si riconosce” evidenzia Gherardo Colombo, ex pm di Mani Pulite e Presidente di Uecoop. In questo contesto diventa fondamentale – sottolinea Uecoop –  l’opera di sostegno e assistenza portata avanti dalle organizzazioni di volontariato, dai servizi sociali dei comuni, dalle cooperative di assistenza e solidarietà che si occupano di seguire le persone che non hanno più legami e contatti con parenti o amici e che sono tra le fasce sociali più a rischio. Anche perché – rileva Uecoop &#8211; la solitudine, i problemi della salute tipici dell&#8217;età avanzata, la ridotta capacità economica, la morte degli amici, l&#8217;inattività, sono alcuni dei fattori che possono portare gli anziani alla depressione, soprattutto fra gli uomini sopra gli 85 anni, secondo la Società nazionale medica interdisciplinare cure primarie. In Italia – afferma Uecoop – esiste una rete pubblico privata che fornisce assistenza e compagnia puntando sia sull’associazionismo e sulle cooperative, sia sulle relazioni di vicinato nei quartieri e nei condomini. A incidere sulla crescita della solitudine sono anche, ma non solo, le precarie condizioni economiche di una fascia sempre più ampia di popolazione composta da 5 milioni di poveri che non si possono permettere di spendere in viaggi e utilizzo del tempo libero. Una situazione che riguarda molti anziani considerato che in Italia – sottolinea Uecoop &#8211;  ci sono oltre <strong>4 milioni</strong> di pensionati che prendono meno di<strong> 750 euro al mese</strong> e un terzo di loro non arriva neppure a <strong>500 euro al mese</strong>. In questo contesto con la popolazione <strong>over 65</strong> destinata ad aumentare a <strong>20 milioni entro il 2050</strong> – rileva Uecoop &#8211; la gestione della terza età diventa un punto fondamentale del welfare pubblico e privato, con la necessità di un sempre maggiore coinvolgimento delle oltre <strong>9.700 cooperative</strong> sociali e di assistenza che operano sul territorio nazionale&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13038</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
